AFRICA/ZIMBABWE - I vescovi sul clima post elettorale: Si è persa l'occasione per promuovere la pace e allentare le tensioni

giovedì, 23 novembre 2023 elezioni   vescovi   violenza  

Harare (Agenzia Fides) – “L’atto di derubare le persone della loro voce è una forma di violenza che dovrebbe essere condannata da tutte le persone integre, da tutti i cittadini amorevoli e pacifici” affermano i vescovi dello Zimbabwe nella loro lettera pastorale per l’Avvento nella quale esprimono le loro valutazioni sulle elezioni presidenziali, politiche a amministrative del 23 agosto (vedi Fides 17/8/2023) prolungate al 24 (vedi Fides 24/8/2023).
Il voto ha visto la riconferma del Presidente uscente Emmerson Mnangagwa ma le opposizioni ne hanno contestato la vittoria, denunciando “una frode elettorale palese e gigantesca” (vedi Fides 29/8/2023). Nel suo rapporto pubblicato il 17 novembre la Missione di osservazione elettorale dell'Unione europea (EuEom) in Zimbabwe afferma che “il processo ha complessivamente limitato i diritti fondamentali e non è stato caratterizzato da condizioni di parità, aggravate dalle intimidazioni. Durante il periodo post-elettorale, l'Eom dell'Ue ha osservato un clima di punizione”.
Un clima di sospetto e di paura sottolineato nella lettera pastorale pubblicata il 21 novembre. “Nel periodo post-elettorale abbiamo perso la maggior parte dei guadagni che avevamo ottenuto; si è persa la promozione della pace e l’allentamento delle tensioni tra i vari attori politici e i loro sostenitori. Vi sono state ritorsioni contro coloro che si riteneva avessero votato in modo sbagliato, qualunque cosa ciò significasse!”
“Con le recenti destituzioni politiche dei membri eletti del parlamento, dei senatori e dei consiglieri, la nazione è stata spinta in una nuova forma di violenza: le persone legittimamente elette possono essere destituite arbitrariamente. Sembrerebbe che le voci delle persone che hanno votato possano essere facilmente ignorate, come se fossero insignificanti” affermano i vescovi facendo riferimento alle destituzione di 33 parlamentari dell’opposizione.
La Coalizione dei Cittadini per il Cambiamento (CCC), il principale partito di opposizione dello Zimbabwe ha perso 33 nuovi seggi parlamentari, in due fasi: 15 parlamentari e poi 18 sono stati privati del loro posto dopo che un impostore ha annunciato in Parlamento che i deputati avevano lasciato il partito, con conseguente perdita dei loro seggi.
“Agli eletti non è stato dato il mandato dal popolo? Cosa succede quando le voci della gente vengono messe a tacere dai maestri dell’opportunismo politico? Una cosa è certa è che le persone sentono di non essere rispettate e ascoltate. Ciò genera tensioni e molti che non hanno modo di attenuarle le reprimono” sottolinea la lettera pastorale.
Un membro del CCC Tapfumanei Masaya, è stato ucciso l’11 novembre. Due giorni prima stava facendo una campagna per un candidato del CCC a Mabvuku, un sobborgo di Harare, quando lui e un altro oppositore, Jeffrey Kalosi, sono stati costretti a salire su un veicolo. Secondo l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani "i due uomini sono stati torturati. Kalosi era stato rilasciato nella zona in cui è stato ritrovato il corpo di Masaya. “Le persone vengono rapite, brutalizzate e uccise. Recentemente, una vita è andata perduta a causa della politica. Qual è lo scopo di questa violenza? Si tratta di terrorizzare le persone inducendole a votare per un particolare candidato o a non votare affatto?” replicano i Vescovi. Il 9 dicembre si terranno le elezioni parziali per il rinnovo del parlamento. (L.M.) (Agenzia Fides 23/11/2023)


Condividi: