Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.VATICANO - Il Card. Filoni sugli Ordinariati militari nei territori missionarihttp://fides.org/it/news/59930-VATICANO_Il_Card_Filoni_sugli_Ordinariati_militari_nei_territori_missionarihttp://fides.org/it/news/59930-VATICANO_Il_Card_Filoni_sugli_Ordinariati_militari_nei_territori_missionariCittà del Vaticano – Le comunità ecclesiali definite Ordinariati militari “realizzano, nello specifico ambiente militare, con la peculiare mobilità che lo caratterizza, una presenza e un’attività che si accorda perfettamente con la finalità missionaria del nostro Dicastero”. Lo ha sottolineato il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli , nel suo intervento pronunciato ieri a Roma, nel quadro delle iniziative per il Giubileo dei militari e della polizia, che ha avuto per tema “La situazione degli Ordinariati militari nei territori dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli”, nel XXX anniversario della Costituzione Apostolica “Spirituali militum curae”.<br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha ricordato che dipendono dalla CEP sei Ordinariati militari: due in Asia , tre in Africa e uno in Nuova Zelanda. L’Ordinariato di più antica costituzione è quello dell’Indonesia , il più recente è quello della Corea del Sud . Il Card. Filoni ha sottolineato che “in nessun caso, è stato siglato un accordo formale con i rispettivi governi per l’assistenza spirituale delle forze armate” e ciò li espone “all’incertezza delle mutevoli situazioni socio-politiche che si possono verificare”. L’assistenza spirituale ai militari viene comunque assicurata anche in altri Paesi sotto la giurisdizione della CEP, secondo varie forme e modalità delle Chiese locali.<br />Soffermatosi sui motivi dell’ esiguità del numero degli Ordinariati militari rispetto alla vastità dei territori affidati al Dicastero Missionario , il Card. Filoni ha sottolineato che “non sempre sono presenti quelle condizioni politiche che costituiscono i necessari presupposti per la creazione di circoscrizioni ecclesiastiche militari”. Inoltre la loro creazione “dipende dalla maturità politica, dal regime vigente, come pure dai rapporti tra Chiesa e Autorità statali”. Tra le altre ragioni l’instabilità governativa e, in alcuni casi, il timore dei Vescovi che “il potere politico possa servirsi dell’Ordinario castrense per ‘addomesticare’ ed ‘imbavagliare’ la Chiesa e l’episcopato”. <br />Gli Ordinariati militari dipendenti dalla CEP, eccetto quello della Corea, “presentano, il più delle volte una struttura poco più che embrionale” ha sottolineato il Cardinale, ricordando che i sei Ordinari sono tutti Vescovi, e tre di loro sono anche Ordinari di Arcidiocesi. I cappellani militari, poco più di 170, appartengono quasi tutti al clero secolare, mentre le religiose sono poco più di una quarantina, la maggioranza concentrate nell’Ordinariato della Corea del Sud. “Per lo più, i cappellani non sono inquadrati militarmente e, nella generalità, non sono incardinati nell’Ordinariato Militare” ha precisato il Cardinale. <br />Il Card. Filoni ha concluso il suo intervento citando le parole del Santo Padre Francesco ai partecipanti al IV Corso di formazione dei cappellani militari al diritto internazionale umanitario, le quali “indicano con forza la convinzione che deve animare e l’impegno che deve assumere, in particolare la cosiddetta ‘Chiesa in stellette’, di essere una autentica Chiesa artigiana della pace”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/it/attachments/view/file/Ordinariati_Militari_Intervento_Prefetto_2016.docx">Il testo integrale della relazione del Cardinale, in italiano</a>Sat, 30 Apr 2016 12:02:13 +0200AFRICA/SUDAFRICA - I Vescovi: “il contratto degli armamenti del 1999 è immorale, anche se non c’è stata corruzione”http://fides.org/it/news/59929-AFRICA_SUDAFRICA_I_Vescovi_il_contratto_degli_armamenti_del_1999_e_immorale_anche_se_non_c_e_stata_corruzionehttp://fides.org/it/news/59929-AFRICA_SUDAFRICA_I_Vescovi_il_contratto_degli_armamenti_del_1999_e_immorale_anche_se_non_c_e_stata_corruzione Johannesburg - “Si potevano spendere i fondi utilizzati per acquistare gli armamenti per comprare invece medicinali antiretrovirali” afferma Sua Ecc. Mons. Abel Gabuza, Vescovo di Kimberley e Presidente della Commissione Giustizia e Pace della Southern African Catholic Bishops’ Conference , in un comunicato diffuso all’indomani della pubblicazione del rapporto della commissione d’inchiesta incaricata di verificare se ci siano state irregolarità nell’accordo del 1999 per l’acquisto di grandi quantità di armamenti da parte del governo del Sudafrica.<br />La commissione ha stabilito che non vi sono prove di frodi e di malversazioni nella stipulazione del contratto che avvenne al tempo della Presidenza di Thabo Mbeki. I Vescovi africani, attraverso Mons. Gabuza, affermano che indipendentemente dal fatto che vi sia stata corruzione o meno, l’accordo per l’acquisto massiccio di armamenti è in quanto tale “un errore etico madornale”. <br />“È importante ricordare - scrive Mons. Gabuza - che all’epoca nella quale il governo spendeva miliardi di Rand nell’acquisto di armi, alla nostra popolazione veniva detto da quello stesso governo che non si poteva erogare denaro per acquistare farmaci antiretrovirali. Quindi continuiamo ad insistere che il contratto per gli armamenti fu un errore etico madornale”. <br />Il Presidente della Commissione Episcopale Giustizia e Pace afferma inoltre che dopo aver studiato “le argomentazioni tecniche usate dalla commissione Sereti per arrivare alle sue conclusioni, ripetiamo che in assenza di una chiara minaccia militare esterna al nostro Paese, è eticamente irresponsabile e inutile spendere miliardi delle nostre scarse risorse in armi, in un Paese che sta lottando per riprendersi dagli alti livelli di disoccupazione e d’estrema povertà”.<br />“La più grande minaccia alla nostra sicurezza nazionale sono le ineguaglianze economiche e la disoccupazione giovanile che da sole alimentano violente proteste sociali” ribadisce il Vescovo. “Ogni giorno vediamo proteste nei servizi pubblici e altre forme di contestazione che stanno progressivamente diventando violente. Le capacità di difesa che i militari hanno ottenuto attraverso l’accordo per l'approvvigionamento di armi nel 1999 sono irrilevanti di fronte a questa minaccia alla sicurezza” conclude Mons. Gabuza che invita pure il governo a sospendere l’accordo per l’acquisto di nuove centrali nucleari. <br />Sat, 30 Apr 2016 11:50:17 +0200AMERICA - Violenza e criminalità generano un record di rifugiati in Centramericahttp://fides.org/it/news/59928-AMERICA_Violenza_e_criminalita_generano_un_record_di_rifugiati_in_Centramericahttp://fides.org/it/news/59928-AMERICA_Violenza_e_criminalita_generano_un_record_di_rifugiati_in_CentramericaCittà del Messico – A partire dagli anni 80, il numero di centroamericani che continuano a fuggire da violenza e criminalità organizzata nella regione ha raggiunto cifre record. La denuncia arriva dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati . Lo scorso anno, in Messico hanno fatto richiesta di asilo quasi 3500 persone, la maggior parte provenienti da El Salvador, Honduras e Guatemala, i Paesi più colpiti dal fenomeno. Un forte aumento si registra anche negli Stati Uniti, in Costa Rica, Panama, Nicaragua e Belize. Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides, il portavoce dell’Acnur dichiara: "siamo preoccupati soprattutto per il numero sempre maggiore di bambini e donne non accompagnati che fuggono per timore di essere reclutati a forza da bande criminali e per paura di subire violenze sessuali o di essere uccisi”. <br />Sat, 30 Apr 2016 11:11:03 +0200AMERICA/MESSICO - I bambini celebrano la loro Giornata nazionale in condizioni di povertàhttp://fides.org/it/news/59927-AMERICA_MESSICO_I_bambini_celebrano_la_loro_Giornata_nazionale_in_condizioni_di_povertahttp://fides.org/it/news/59927-AMERICA_MESSICO_I_bambini_celebrano_la_loro_Giornata_nazionale_in_condizioni_di_povertaCittà del Messico – In Messico il 30 aprile si celebra la Giornata del Bambino, che fu istituita a livello nazionale nel 1916, nella città di Tantoyuca, Veracruz, e resa ufficiale nel 1924. Non tutti i bambini hanno un motivo reale per celebrarla a causa delle problematiche di grande impatto sociale da cui sono afflitti, come la povertà. In occasione di questa Giornata, il direttore esecutivo della Rete per i Diritti dell’Infanzia in Messico ha reso noto che "il 53.9% dell’infanzia nel Paese è povero; il 12% della popolazione nella fascia di età tra 18 e 64 anni vive in condizioni di povertà". Inoltre, l’11.4% della popolazione infantile in condizioni di povertà soffre di insufficienza alimentare severa, il 16.7% moderata e il 21.7% lieve. Un altro dei gravi fenomeni che riguardano i bambini è il lavoro e lo sfruttamento minorile. Nonostante la legge preveda il divieto dell’utilizzo di bambini lavoratori al di sotto dei 14 anni, l’8.6% di quelli tra 5 e 17 anni lavorano, il 36.0% di questi non vanno a scuola e il restante 64.0%, lavora e studia. <br /> <br />Sat, 30 Apr 2016 11:06:36 +0200AFRICA/CONGO RD - Tensioni tra Hutu e Nande: “intervenire subito per impedire un conflitto etnico”http://fides.org/it/news/59926-AFRICA_CONGO_RD_Tensioni_tra_Hutu_e_Nande_intervenire_subito_per_impedire_un_conflitto_etnicohttp://fides.org/it/news/59926-AFRICA_CONGO_RD_Tensioni_tra_Hutu_e_Nande_intervenire_subito_per_impedire_un_conflitto_etnicoKinshasa - Nel sud Lubero , da qualche tempo le relazioni tra le comunità Hutu e Nande si sono deteriorate, degenerando in conflitto, riferisce una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo.<br />I Nande accusano gli Hutu congolesi di essere complici delle FDLR , un gruppo armato di origine rwandese, ma attivo nell’est della RDC e spesso all’origine di atroci violenze perpetrate contro la popolazione congolese. Essi sono accompagnati dalle loro rispettive famiglie<br />Da tempo i Nande denunciano l’occupazione anarchica delle loro terre da parte degli Hutu e l’implicazione di questi ultimi nei crimini contro l’umanità commessi dalle FDLR: massacri di civili, sequestri di persone, omicidi di leader locali e di capi tradizionali, saccheggi dei raccolti e incendi di villaggi, secondo una strategia di occupazione delle terre senza alcun rispetto del diritto tradizionale locale. Per proteggersi, i Nande hanno a loro volta creato una propria milizia, il gruppo armato "Mai-Mai Yira", diventata in seguito Unione dei Patrioti per la Difesa degli Innocenti . <br />La nota sottolinea che “il conflitto sociale tra le due comunità rischia di tramutarsi in un conflitto etnico. Per evitare che ciò accada, sono state formulate diverse raccomandazioni”.<br />Tra queste vi sono: il rafforzamento della presenza militare per neutralizzare sia le FDLR che le varie milizie Mai-Mai, cui ogni comunità tende a rivolgersi per ottenere protezione; il dispiegamento della Polizia Nazionale Congolese per mantenere l’ordine nelle zone liberate dalle Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo, FARDC; il rimpatrio in Rwanda dei membri delle FDLR che si sono già consegnati o che si consegneranno all’esercito o alla MONUSCO ; l’apertura urgente di un’inchiesta indipendente, sia a livello nazionale che internazionale, per individuare i mandanti e gli esecutori degli attacchi ai villaggi, dei sequestri di persone e dei massacri commessi e avviare procedure giudiziarie contro di loro; la gestione con trasparenza dei movimenti d’immigrazione, per garantire la sicurezza di coloro che emigrano e per rassicurare le comunità locali; l’avvio di progetti di sviluppo comunitario, per ridurre la disoccupazione e la povertà, che sono alla base della violenza e dell’attivismo dei gruppi armati. <br />Sat, 30 Apr 2016 10:57:53 +0200AMERICA/MESSICO - La Croce Rossa per i bambini bisognosi delle aree più remotehttp://fides.org/it/news/59925-AMERICA_MESSICO_La_Croce_Rossa_per_i_bambini_bisognosi_delle_aree_piu_remotehttp://fides.org/it/news/59925-AMERICA_MESSICO_La_Croce_Rossa_per_i_bambini_bisognosi_delle_aree_piu_remote <br />Tehuacán – Per il secondo anno consecutivo il settore giovanile della Croce Rossa Messicana, Delegazione Tehuacán, sta organizzando una raccolta di giocattoli per i bambini bisognosi che verranno consegnati nelle zone più remote. Secondo la nota inviata a Fides, le comunità beneficiate sono state selezionate mediante una ricerca sulle condizioni di maggiore vulnerabilità che i giovani della Croce Rossa hanno portato avanti per diverse settimane. Si tratta di giocattoli nuovi, semi nuovi o comunque usati ma in buone condizioni. Unica condizione posta è che non siano armi giocattolo o simili, che potrebbero fomentare la violenza. <br />Sat, 30 Apr 2016 09:57:57 +0200ASIA/INDIA - Sequestrato e malmenato il Vescovo di Cuddapahhttp://fides.org/it/news/59924-ASIA_INDIA_Sequestrato_e_malmenato_il_Vescovo_di_Cuddapahhttp://fides.org/it/news/59924-ASIA_INDIA_Sequestrato_e_malmenato_il_Vescovo_di_CuddapahCuddapah – Il Vescovo della diocesi indiana di Cuddapah, nell’Andra Paresh, Sua Ecc. Mons. Gallela Prasad, è stato aggredito, sequestrato malmenato per una notte. L’aggressione è avvenuta lunedì 25 aprile ma se ne è avuta notizia solo alcuni giorni dopo, secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides. Mentre il Vescovo ritornava da Karunagari, circa 425 km a sud di Hyderabad, dopo una celebrazione, l’automobile è stata fermata da ignoti che hanno bendato il Vescovo e l’autista, li hanno portati in un luogo sconosciuto e li hanno malmenati per tutta la notte. <br />Sat, 30 Apr 2016 09:26:29 +0200ASIA/CINA - I pellegrinaggi nell’Anno della Misericordia aprono il mese mariano della comunità cattolicahttp://fides.org/it/news/59923-ASIA_CINA_I_pellegrinaggi_nell_Anno_della_Misericordia_aprono_il_mese_mariano_della_comunita_cattolicahttp://fides.org/it/news/59923-ASIA_CINA_I_pellegrinaggi_nell_Anno_della_Misericordia_aprono_il_mese_mariano_della_comunita_cattolicaPechino – I cattolici cinesi sono molto devoti alla Madonna e hanno sempre vissuto il mese mariano con profonda spiritualità. Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, in diverse località hanno gia iniziato il cammino mariano con i pellegrinaggi ai Santuari, in sintonia con l’Anno della Misericordia che sta vivendo tutta la Chiesa.<br />La comunità cattolica della provincia di Jiang Xi ha inaugurato il suo cammino mariano con un pellegrinaggio al Santuario dedicato all’Assunzione di Maria, il 26 e 27 aprile. Durante l’omelia, il sacerdote ha invitato tutti “a tenere sempre in mano il rosario, perché possiamo recitarlo seguendo l’esempio di Maria ed il suo ‘Si’ incondizionato al Signore, invocando la sua intercessione”.<br />La comunità della diocesi di Feng Xiang, della provincia di Shaan Xi, ha voluto recarsi in pellegrinaggio al Santuario diocesano Mu Jia Ping, sentendosi in particolare sintonia con l’insegnamento dell’enciclica Laudato si’. Nella lunga scalata della montagna, in cima alla quale sorge il Santuario, oltre a recitare il rosario e meditare la Via crucis, i fedeli infatti hanno raccolto tutte le immondizie che trovavano lungo il percorso, al fine di ridare splendore alla creazione del Signore, “prendendoci cura della nostra casa comune”, essendo quindi “pellegrini ecologici”, come ha esortato il parroco che li ha guidati. Durante il pellegrinaggio hanno ricordato anche il missionario gesuita francese che ha portato il Vangelo nella pianura di Han Zhong, dove si trova il Santuario, nel 1635.<br />Nella diocesi di San Yuan, sempre nella provincia di Shaan Xi, diverse parrocchie hanno organizzato dei pellegrinaggi per inaugurare il mese mariano.<br /> <br />Sat, 30 Apr 2016 08:42:53 +0200ASIA/IRAQ - A Mosul i jihadisti chiudono anche le moscheehttp://fides.org/it/news/59922-ASIA_IRAQ_A_Mosul_i_jihadisti_chiudono_anche_le_moscheehttp://fides.org/it/news/59922-ASIA_IRAQ_A_Mosul_i_jihadisti_chiudono_anche_le_moscheeMosul – I jihadisti dell'auto-proclameto Stato Islamico , che hanno occupato Mosul dal giugno 2014, nella giornata di ieri hanno chiuso almeno sei grandi moschee nella zona occidentale della metropoli nordirachena, compresa la moschea di az-Zahara. Lo riferiscono fonti locali, rilanciate da Raafat al-Zarari, portavoce del Centro Media Niniveh . La chiusura è stata annunciata alla popolazione locale insieme al divieto di utilizzare quei luoghi di culto per le preghiere quotidiane. Rimangono oscure le ragioni della chiusura. I miliziani jihadisti hanno giustificato la disposizione chiamando in causa misure di sicurezza e rimarcando che in quell'area urbana il numero di moschee aperte sarebbe eccessivo, in relazione alla popolazione rimasta. Ma secondo diversi osservatori locali, i leader del Daesh mirerebbero a trasferire nelle moschee armi e centri operativi mediatici, per continuare a far circolare i propri messaggi e i propri video, nella speranza che le moschee vengano risparmiate dalle incursioni aeree della coalizione anti-Daesh. <br />Domenica 24 aprile, nel centro di Mosul, era stata devastata con l'uso di esplosivo la chiesa latina officiata storicamente dai Padri Domenicani e nota come la “chiesa della Madonna miracolosa” o anche come la “chiesa dell'orologio” . Le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo hanno attribuito il sacrilego atto vandalico ai militanti del Daesh. Secondo fonti locali, i jihadisti del Daesh avrebbero evacuato la zona circostante la chiesa e avrebbero prelevato dall'edificio sacro tutto ciò che poteva essere saccheggiato, prima di far deflagrare le cariche di esplosivo.<br />Nel luglio 2014, a Mosul, i jihadisti avevano distrutto anche la moschea intitolata al Profeta Giona, che era meta di pellegrinaggio cara a musulmani sciiti e sunniti .Fri, 29 Apr 2016 12:48:32 +0200AMERICA/ANTILLE - Dimissioni dell’Arcivescovo di Kingston in Jamaica e nomina del successorehttp://fides.org/it/news/59921-AMERICA_ANTILLE_Dimissioni_dell_Arcivescovo_di_Kingston_in_Jamaica_e_nomina_del_successorehttp://fides.org/it/news/59921-AMERICA_ANTILLE_Dimissioni_dell_Arcivescovo_di_Kingston_in_Jamaica_e_nomina_del_successoreCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 29 aprile 2016, ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Kingston in Jamaica , presentata da Sua Ecc. Mons. Charles Henry Dufour, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo di Kingston in Jamaica, Sua Ecc. Mons. Kenneth David Oswin Richards, Vescovo di Saint John’s-Basseterre . <br />Fri, 29 Apr 2016 12:26:15 +0200ASIA/CINA - Quasi 20 mila battezzati a Pasqua nella comunità cattolica cinesehttp://fides.org/it/news/59920-ASIA_CINA_Quasi_20_mila_battezzati_a_Pasqua_nella_comunita_cattolica_cinesehttp://fides.org/it/news/59920-ASIA_CINA_Quasi_20_mila_battezzati_a_Pasqua_nella_comunita_cattolica_cinesePechino – Quasi 20 mila battesimi sono stati celebrati a Pasqua nelle diverse comunità cattoliche della Cina continentale. Secondo la statistica realizzata e pubblicata da Faith dell’He Bei per il nono anno consecutivo, di cui è pervenuta notizia a Fides, si rileva che il numero è aumentato leggermente rispetto all’anno scorso e che la maggior parte dei battezzati sono adulti. Comunque la Pasqua non è l’unico momento in cui si celebrano i battesimi, inoltre è stato impossibile raccogliere le statistiche di tante comunità, per cui le cifre indicate non sono complete.<br />La provincia dell’He Bei, considerata la roccaforte del cattolicesimo in Cina, è di nuovo in cima alla lista per il maggior numero di battezzati, 4.063, mentre la provincia nord-orientale di Ji Lin ha avuto l’aumento maggiore, con 775 battesimi, 5 volte più dell’anno scorso. La preparazione spirituale dei catecumeni inoltre viene sempre più curata: “dopo gli scrutini e il battesimo, il cammino spirituale continua e si intensifica con il pellegrinaggio e il ritiro spirituale, perché i catecumeni siano autentici testimoni della fede e missionari nell’ambiente di vita e di lavoro” hanno sottolineato alcuni sacerdoti diocesani.<br />Don Yang Hai Long, della provincia di Hai Nan, che ha avuto 12 battezzati, ha sottolineato: “da noi i laici sono protagonisti dell’evangelizzazione. Abbiamo infatti un territorio vastissimo, con grandi difficoltà di trasporto e pochi sacerdoti disponibili, solo due. Quindi negli ultimi anni abbiamo formato un gruppo solido di laici catechisti, che si sono assunti la maggior parte del lavoro catechistico. Noi sacerdoti così abbiamo potuto dedicarci in misura maggiore alla pastorale”. <br />Fri, 29 Apr 2016 12:18:38 +0200AFRICA/NIGERIA - Rapito il Vicario Generale della diocesi di Otukpo, p. John Adeyihttp://fides.org/it/news/59919-AFRICA_NIGERIA_Rapito_il_Vicario_Generale_della_diocesi_di_Otukpo_p_John_Adeyihttp://fides.org/it/news/59919-AFRICA_NIGERIA_Rapito_il_Vicario_Generale_della_diocesi_di_Otukpo_p_John_Adeyi<br />Abuja - P. John Adeyi, Vicario Generale della diocesi di Otukpo, nello Stato nigeriano di Benue, è stato rapito da sconosciti domenica 24 aprile, dopo aver celebrare la Messa in una delle parrocchie a lui affidate nel villaggio di Okwungaga,. L’auto del sacerdote è stata bloccata sulla strada Odoba Otukpa-Okwungaga<br />Secondo la famiglia, i rapitori hanno chiesto per la liberazione del sacerdote un riscatto di 25 milioni di naira ridotto in seguito a 10 milioni .<br />La regione dove è avvenuta il rapimento è funestata da tempo da una serie di sequestri di persona a scopo di estorsione. <br />Fri, 29 Apr 2016 11:43:55 +0200ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo Marayati: “tutti gridano 'salvate Aleppo', e intanto Aleppo sta morendo”http://fides.org/it/news/59918-ASIA_SIRIA_L_Arcivescovo_Marayati_tutti_gridano_salvate_Aleppo_e_intanto_Aleppo_sta_morendohttp://fides.org/it/news/59918-ASIA_SIRIA_L_Arcivescovo_Marayati_tutti_gridano_salvate_Aleppo_e_intanto_Aleppo_sta_morendoAleppo - “tutti gridano 'salvate Aleppo', e intanto Aleppo sta morendo. La chiamano 'guerra civile', e intanto a pagare il prezzo più alto sono proprio i civili, da una parte e dall'altra, a cominciare dai bambini”. Sono considerazioni amare e addolorate quelle che Mons. Boutros Marayati, Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo, esprime sulla sorte tragica del suo popolo e della sua città, dove il conflitto siriano è riesploso in maniera feroce negli ultimi giorni, provocando centinaia di morti, tra cui diversi cristiani. <br />I quartieri centrali di Aleppo – dove vive anche l'Arcivescovo Marayati –, sotto controllo dell'esercito governativo, sono stati investiti negli ultimi giorni da una pioggia di missili e colpi di artiglieria senza precedenti, provenienti dai quartieri controllati dai ribelli anti-Assad. Anche quei quartieri, sotto controllo di milizie in gran parte legate alle sigle jihadiste, hanno subito bombardamenti pesanti da parte delle forze governative, che hanno colpito anche un ospedale sostenuto da Medici senza Frontiere, provocando circa cinquanta vittime. <br />“Noi vediamo i colpi che arrivano sui nostri quartieri, e sentiamo da lontano i bombardamenti aerei. Nelle poche settimane in cui ha retto la tregua, si erano riaperte le scuole, abbiamo potuto celebrare la Pasqua, nelle nostre chiese, e la gente credeva di sognare. Ma adesso, dopo quei giorni di speranza, il sogno si è trasformato in un incubo ancora peggiore, e anche le informazioni sono incerte e manipolate. Ho sentito che le trattative a Ginevra riprenderanno solo il 10 maggio. Se non ci sarà un nuovo cessate il fuoco, i prossimi giorni saranno giorni terribili”. <br />Secondo l'Arcivescovo armeno cattolico, il destino di Aleppo e del popolo siriano rimane nelle mani delle grandi Potenze: “La fine del conflitto” ripete l'Arcivescovo Marayati “dipende dagli Usa, dalla Russia e dalle altre forze della regione: solo loro possono costringere tutte le parti coinvolte in questa sporca guerra a farla finita, mettendo da parte gli interessi e i disegni nascosti che continuano ad alimentare il massacro”. . Fri, 29 Apr 2016 11:26:11 +0200AMERICA/HONDURAS - Ferma la costruzione del centro penitenziario a San Pedro Sula, il Vescovo cerca finanziamentihttp://fides.org/it/news/59917-AMERICA_HONDURAS_Ferma_la_costruzione_del_centro_penitenziario_a_San_Pedro_Sula_il_Vescovo_cerca_finanziamentihttp://fides.org/it/news/59917-AMERICA_HONDURAS_Ferma_la_costruzione_del_centro_penitenziario_a_San_Pedro_Sula_il_Vescovo_cerca_finanziamentiSan Pedro Sula – La costruzione del nuovo centro penitenziario a San Pedro Sula si è fermata ancora una volta. Da quattro mesi i lavori sono paralizzati, nonostante gli annunci ripetuti per riprendere la costruzione. Il presidente della Fondazione proconstrucción del centro penale, Sua Ecc. Mons. Romulo Emiliani, ha detto che ormai da più di quattro mesi i lavori non vanno avanti, mentre si tratta di una importante opera di sicurezza per tutto il paese.<br />"Il rapporto ufficiale che abbiamo ricevuto contesta che le norme di sicurezza stabilite inizialmente non sono state rispettate, così ci sono altri progetti che hanno a che fare con la sicurezza" ha detto il Vescovo. Nella nota pervenuta a Fides, Mons. Emiliani informa che è alla ricerca di nuovi finanziamenti per l'opera, e che i piani originali sono stati riformulati per rispettare i requisiti internazionali di sicurezza, ma ancora non è giunta alcuna autorizzazione al riguardo.<br />Mons. Emiliani, nel duro compito di riportare la pace e lottare contro la criminalità organizzata in un Honduras violento , ha sempre cercato di proporre una pastorale delle carceri che abbia al centro la difesa dei diritti umani e il rispetto della dignità della persona .<br /> <br />Fri, 29 Apr 2016 11:19:18 +0200AFRICA/ZAMBIA - La Chiesa condanna le violenze xenofobe e gli omicidi ritualihttp://fides.org/it/news/59916-AFRICA_ZAMBIA_La_Chiesa_condanna_le_violenze_xenofobe_e_gli_omicidi_ritualihttp://fides.org/it/news/59916-AFRICA_ZAMBIA_La_Chiesa_condanna_le_violenze_xenofobe_e_gli_omicidi_rituali<br />Lusaka / - “Il governo devo anticipare gli eventi e fare ogni sforzo necessario per far cessare questi comportamenti” ha detto all’agenzia cattolica CANAA, p. Cleophas Lungu, Segretario Generale della Conferenza Episcopale dello Zambia, nell’esprimere la forte condanna della Chiesa cattolica per gli attacchi xenofobi avvenuti di recente nello Zambia. “La violenza in questione ha due risvolti” spiega p. Lungu. “Da una parte, almeno quattro persone sono state uccise da sconosciuti in alcuni compound densamente popolati di Lusaka nelle ultime settimane. Quando si sono diffuse voci che si trattava di omicidi rituali perpetrati da stranieri che fanno affari nello Zambia - prosegue il sacerdote - gruppi di residenti nelle aree interessate della capitale hanno sfortunatamente deciso di farsi giustizia da soli ed hanno saccheggiato i negozi e le case di stranieri e migranti, specialmente di quelli originari del Rwanda”.<br />Diversi migranti rwandesi per sfuggire alle violenze si sono rifugiati in una struttura della chiesa di Sant’Ignazio di Lusaka, dove hanno ricevuto la visita del Presidente Edgar Chagwa Lungu che ha promesso loro “la totale protezione” da parte delle autorità.<br />Il Segretario Generale della Conferenza Episcopale ha lodato la solidarietà concreta di diversi fedeli che hanno offerto cibo e vestiario alle persone rifugiate nella chiesa. P. Lungu ritiene che le voci sugli omicidi rituali siano legate da una parte “alle credenze tradizionali sulla stregoneria e al fenomeno moderno di persone che praticano il satanismo per ottenere un vantaggio pecuniario” e dall’altro all’estrema povertà nella quale vive buona parte della popolazione. P. Lungu nota inoltre che la diffusione di voci incontrollate e l’istigazione alla violenza xenofoba è avvenuta anche grazie all’uso dei social media.<br />Il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, ha espresso a nome di Papa Francesco, la preoccupazione e la condanna per le violenze xenofobe nello Zambia ed ha lodato l’opera della Chiesa nell’assistere le vittime e nel diffondere nel Paese la cultura della pace e del rispetto dell’altro. <br />Fri, 29 Apr 2016 11:12:48 +0200AMERICA/ARGENTINA - Il Vescovo di Orán sollecita tutti, anche le autorità, ad intervenire contro la denguehttp://fides.org/it/news/59915-AMERICA_ARGENTINA_Il_Vescovo_di_Oran_sollecita_tutti_anche_le_autorita_ad_intervenire_contro_la_denguehttp://fides.org/it/news/59915-AMERICA_ARGENTINA_Il_Vescovo_di_Oran_sollecita_tutti_anche_le_autorita_ad_intervenire_contro_la_dengueOrán - Il Vescovo di Orán, Sua Ecc. Mons. Gustavo Zanchetta, ha di recente inviato una lettera alla comunità per sollecitare tutti, anche a livello di Stato, ad impegnarsi ulteriormente contro la dengue. Secondo l’emittente radiofonica locale Radio 10 il Vescovo avrebbe dichiarato: “in circostanze che ci addolorano e preoccupano per gli effetti devastanti della dengue e delle altre febbri di chikungunya e zika, nel mio animo di Pastore sento fortemente la necessità di unirci più che mai in questi momenti di grave emergenza”. Mons. Zanchetta prosegue: “chiedo con umiltà a coloro che sono incaricati a livello statale, di onorare il loro ruolo a favore del bene comune e raddoppiare gli sforzi affinchè questa situazione drammatica non si propaghi ulteriormente. Inoltre, prego che tutti noi impariamo a collaborare e aiutarci a vicenda a seconda delle rispettive capacità.” <br />Fri, 29 Apr 2016 10:57:41 +0200AMERICA/ECUADOR - “Insieme rimettiamo in piedi l’Ecuador”: campagna della Caritas per fronteggiare l’emergenzahttp://fides.org/it/news/59914-AMERICA_ECUADOR_Insieme_rimettiamo_in_piedi_l_Ecuador_campagna_della_Caritas_per_fronteggiare_l_emergenzahttp://fides.org/it/news/59914-AMERICA_ECUADOR_Insieme_rimettiamo_in_piedi_l_Ecuador_campagna_della_Caritas_per_fronteggiare_l_emergenzaGuayaquil – E’ appena iniziata la campagna "Juntos levantemos Ecuador" , promossa dalla Caritas dell'arcidiocesi di Portoviejo insieme a una importante azienda che opera nel settore delle grande distribuzione in 81 città dell’Ecuador, la Tia. La campagna, secondo le informazioni pervenute a Fides, prevede la consegna di 3 milioni di mattoni per ricostruire gli alloggi distrutti dal terremoto per le famiglie più bisognose, che adesso non hanno nemmeno un posto dove dormire. La campagna è stata lanciata ieri da Sua Ecc. Mons. Luis Cabrera Herrera, Arcivescovo di Guayaquil, e dagli altri responsabili dell’iniziativa.<br />La situazione nella costa nord del paese rimane ancora terribile, a quasi due settimane dal tremendo sisma che l’ha colpita la notte del 16 aprile . L’ultimo rapporto del governo segnala 659 morti, 17.638 feriti, 48 dispersi. Altri numeri indicano una vera emergenza sociale: 27.732 persone sono state assistite negli ospedali e nei centri sanitari d’emergenza. Il 75% della popolazione di Manabi e di Esmeraldas può avere l’acqua potabile. I senza tetto sono circa 29.067, anche se i soccorritori ancora non riescono a taggiungere tutti i piccoli centri abitati. Risultano gravemente danneggiate le città di Manta, Portoviejo, Pedernales, Bahía, Jama y Canoa.<br /> <br />Fri, 29 Apr 2016 09:40:19 +0200AFRICA/TANZANIA - Nomina del Vescovo di Geitahttp://fides.org/it/news/59913-AFRICA_TANZANIA_Nomina_del_Vescovo_di_Geitahttp://fides.org/it/news/59913-AFRICA_TANZANIA_Nomina_del_Vescovo_di_GeitaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 28 aprile 2016, ha nominato Vescovo della diocesi di Geita , il rev. Flavian Kassala, direttore del Collegio Stella Maris di Mtwara. <br />Il nuovo Vescovo di Geita è nato il 4 dicembre 1967 a Sumve, nell’Arcidiocesi di Mwanza. Ha frequentato il Seminario Minore S. Pio X di Makoko, nella Diocesi di Musoma, per gli studi primari e secondari. Dal 1988 al 1990 è stato alunno del Seminario Minore di Sanu, nella Diocesi di Mbulu, e dal 1991 al 1992 del Seminario Propedeutico di Kome, nella Diocesi di Geita. Ha completato la formazione al sacerdozio con gli studi di filosofia nel Seminario Maggiore St. Anthony of Padua di Ntungamo, a Bukoba, e gli studi di teologia nel Seminario St. Paul a Kipalapala, a Tabora. È stato ordinato presbitero per la Diocesi di Geita l’11 luglio 1999.<br />Dopo l’Ordinazione, ha svolto i seguenti uffici e ulteriori studi: 1999-2002: Vicario parrocchiale a Sengerema, Diocesi di Geita; 2002-2004: Formatore e Direttore Spirituale del Seminario Minore Maria Regina degli Apostoli di Sengerema e Direttore Diocesano delle Pontificie Opere Missionarie; 2004-2012: Studente a Roma presso la Pontificia Università Salesiana, dove ha ottenuto il Dottorato in Teologia con specializzazione in Pastorale Giovanile e Catechesi, risiedendo nel Collegio Nepomuceno; 2013: Coordinatore dei Progetti dell’ufficio Episcopale della Diocesi di Geita; 2013-2015: Professore e Direttore della St. Augustine University of Tanzania ad Arusha; dal 2015: Direttore del Collegio Stella Maris di Mtwara, affiliato all’Università Cattolica S. Agostino.<br />La diocesi di Geita, eretta nel 1984, è suffraganea di Mwanza. Ha una superficie di 10.697 kmq e una popolazione di 943.698 abitanti, di cui 553.160 sono cattolici. Ci sono 15 parrocchie, 36 sacerdoti , 30 religiose. <br />Thu, 28 Apr 2016 12:06:36 +0200AFRICA/EGITTO - Sacerdoti copti “in missione” nei bar e nelle strade per annunciare la Pasquahttp://fides.org/it/news/59912-AFRICA_EGITTO_Sacerdoti_copti_in_missione_nei_bar_e_nelle_strade_per_annunciare_la_Pasquahttp://fides.org/it/news/59912-AFRICA_EGITTO_Sacerdoti_copti_in_missione_nei_bar_e_nelle_strade_per_annunciare_la_PasquaMinya – In Egitto le Chiese copte – che seguono il Calendario giuliano – stanno celebrando in questi giorni la Settimana Santa. In vista della Pasqua, si moltiplicano i saluti e gli auguri rivolti ai copti da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Anche Ahmad al Tayyib, grande Imam di Al Azhar, si è recato presso la cattedrale copta del Cairo per porgere i suoi auguri pasquali al Patriarca copto ortodosso Tawadros II. E nell'imminenza della solennità cristiana, fioriscono anche iniziative pastorali mai sperimentate nel grande Paese nordafricano: nei giorni scorsi, alcuni sacerdoti copti ortodossi della diocesi copta ortodossa di Minya, nell'Alto Egitto, hanno deciso di uscire dalle proprie parrocchie per andare a celebrare momenti di preghiera nelle strade, nei caffè e nei locali pubblici, allo scopo di annunciare la Passione e la Resurrezione di Cristo anche ai tanti battezzati che non frequentano le chiese e i santuari neanche in occasione delle solennità liturgiche.<br />La diocesi copta ortodossa di Minya ha presentato sul suo sito tale iniziativa come un tentativo di raggiungere i cristiani, numerosi soprattutto tra i giovani, che non frequentano abitualmente le parrocchie. “Si tratta di un'iniziativa che può apparire insolita in un Paese a stragrande maggioranza musulmana, sempre minacciato da conflitti settari” riferisce all'Agenzia Fides Anba Botros Fahim Awad Hanna, Vescovo copto cattolico di Minya, “ed è ovvio che può essere realizzata con libertà e serenità solo in aree e villaggi abitati soltanto da cittadini cristiani. Ma rappresenta comunque un segno di vitalità apostolica: ci si è accorti che, al di là delle identità e delle appartenenze sbandierate, tanti giovani non hanno un reale contatto con la vita della Chiesa e con le sue dinamiche liturgiche e sacramentali. Così, invece di stare ad aspettarli in parrocchia, si prova con delicatezza ad andare da loro, nei luoghi dove vivono e preferiscono passare il loro tempo”. . Thu, 28 Apr 2016 11:27:35 +0200AMERICA/MESSICO - Sacerdote aggredito e ammanettato, “il commercio delle armi è fiorente” denuncia il Vescovohttp://fides.org/it/news/59911-AMERICA_MESSICO_Sacerdote_aggredito_e_ammanettato_il_commercio_delle_armi_e_fiorente_denuncia_il_Vescovohttp://fides.org/it/news/59911-AMERICA_MESSICO_Sacerdote_aggredito_e_ammanettato_il_commercio_delle_armi_e_fiorente_denuncia_il_VescovoIrapuato – "La violenta aggressione che hanno commesso uomini armati contro la parrocchia del Señor de la Clemencia a Irapuato, è un affronto doloroso per tutta la comunità" ha detto il Vescovo della diocesi di Irapuato, Sua Ecc. Mons. José de Jesús Martínez Zepeda, nella nota pervenuta a Fides. Martedì 26 aprile quattro individui armati sono entrati nella sacrestia della chiesa, dove c'era il sacerdote e due donne. Uno dei malviventi ha ammanettato il sacerdote e gli altri hanno rubato tutte le offerte della parrocchia.<br />"Mi ha fatto molto male che abbiano umiliato così uno dei nostri sacerdoti – ha commentato il Vescovo -, così hanno offeso anche l'intera comunità. E' chiaro che il commercio delle armi è ancora fiorente, perché, come ho sentito dal sacerdote aggredito, tutti avevano le pistole". <br />Mons. Martínez Zepeda, che intende dare raccomandazioni a tutte le parrocchie per ridurre i rischi e garantire la sicurezza, ha constatato che "la delinquenza è arrivata dappertutto, rubano nelle case, derubano le famiglie, per strada, anche con violenza, non rispettano nessuno, neanche i sacerdoti". <br />La comunità locale è rimasta molto impressionata dal fatto anche perché, proprio in questa zona, la Chiesa aiuta molto le famiglie in stato di necessità, ma purtroppo la delinquenza aumenta sempre di più e con essa il commercio delle armi.<br /> <br />Thu, 28 Apr 2016 11:26:41 +0200