Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/PAKISTAN - Lo spirito della Laudato Si' coinvolge fedeli di altre religionihttp://fides.org/it/news/67987-ASIA_PAKISTAN_Lo_spirito_della_Laudato_Si_coinvolge_fedeli_di_altre_religionihttp://fides.org/it/news/67987-ASIA_PAKISTAN_Lo_spirito_della_Laudato_Si_coinvolge_fedeli_di_altre_religioniKarachi - "È davvero un prezioso servizio per la nostra Terra: se saremo uniti , ci sarà un cambiamento non solo nel clima ma anche nelle nostre relazioni e questo diventerà il principio di soluzione della crisi ecologica che affligge il pianeta": lo afferma all'Agenzia Fides il mufti Abu Bakar Muhiuddin, presidente della moschea "Jamia Islamia" e dell'annesso seminario islamico, situati a Karachi, in Pakistan, coinvolto nelle iniziative lanciate nella "Settimana Laudato si' " dalla Commissione "Giustizia e pace" della Arcidiocesi di Karachi. P. Saleh Diego, Vicario generale dell'Arcidiocesi e Direttore della Commissione, parlando a Fides, afferma: “Per rispondere alla chiamata di Papa Francesco, per affrontare insieme la crisi ecologica, prendersi cura del creato e dell'umanità, tutte le parrocchie e le istituzioni cattoliche a Karachi hanno celebrato questa speciale Settimana, in occasione del 5 ° anniversario della pubblicazione della Laudato Si'. La Commissione "Giustizia e la pace" e la Caritas di Karachi, hanno diffuso insieme il messaggio dell'enciclica tra fedeli musulmani, indù , sikh, baha'i, visitando i loro luoghi di culto e coniugandolo alla sensibilizzazione per affrontare il Covid-19. La Chiesa cattolica ha invitato tutti i leader religiosi a unire gli sforzi nel prendersi cura della nostra 'Casa comune', la madre terra, come è descritto nella lettera enciclica di Papa Francesco".<br />Il Direttore aggiunge: “Tenendo presente gli insegnamenti ispiratori e i valori sociali di Laudato Si, dobbiamo agire per la solidarietà globale, costruendo buone relazioni e ponti tra le religioni". Preti, religiosi e volontari laici cattolici hanno visitato nella Settimana diverse moschee, scuole islamiche, chiese, templi della diverse fedi a Karachi consegnando copie dell'enciclica in lingua urdu.<br />Ravi Dass Vaghela, attivista della comunità indù ha ringraziato la Commissione Giutizia e pace e la Caritas, dichiarando: “Laudato si' è davvero una lettera ispiratrice che ci invita a proteggere la nostra madre terra. Dobbiamo, pensare: quale futuro volgiamo dare ai nostri figli? Il testo chiede a tutte le organizzazioni di collaborare alla trasformazione del nostro mondo e di affrontare insieme le sfide che colpiscono direttamente o indirettamente l'ambiente. E' un potente invito all'unità e alla fraternità". <br />Mon, 25 May 2020 12:15:15 +0200AMERICA/COLOMBIA - La pandemia ha aggravato il sovraffollamento e le condizioni malsane nelle carcerihttp://fides.org/it/news/67986-AMERICA_COLOMBIA_La_pandemia_ha_aggravato_il_sovraffollamento_e_le_condizioni_malsane_nelle_carcerihttp://fides.org/it/news/67986-AMERICA_COLOMBIA_La_pandemia_ha_aggravato_il_sovraffollamento_e_le_condizioni_malsane_nelle_carceriBogotà - Il Segretariato Nazionale di Pastorale Sociale - Caritas Colombiana sta seguendo con profonda preoccupazione la complessa emergenza sanitaria che ha colpito in particolare le carceri del Paese. La Chiesa cattolica ha denunciato da tempo la situazione critica nelle carceri, senza alcun progresso nelle soluzioni promesse. Nel comunicato pervenuto a Fides, Mons. Héctor Fabio Henao, Direttore del SNPS-CC, rileva “con dolore, che la pandemia ha aggravato il sovraffollamento e le condizioni malsane già presenti in questi centri. Pertanto, ricordando le parole del Signore nel Vangelo, il SNPS-CC chiede a tutti noi di vedere coloro che sono in prigione, di essere sensibili al dramma che stanno vivendo e di visitarli con la nostra solidarietà”. <br />Mons. Héctor Fabio Henao lancia quindi un appello alla solidarietà in tutto il paese, verso le persone private della libertà, le loro famiglie, il personale amministrativo, le guardie e coloro che hanno la responsabilità di assistere questa popolazione. “La crisi umanitaria sia affrontata nelle strutture correzionali, con misure che rispettino la dignità umana e proteggano la salute dei detenuti”, lavorando per l'umanizzazione dei centri penitenziari. Quindi il Direttore sottolinea che il sovraffollamento deve essere affrontato con programmi di ridistribuzione dei detenuti, come è necessario trovare soluzioni per le madri con bambini di età inferiore ai tre anni, quelle con malattie preesistenti e quelle che, a causa della loro età, sono particolarmente vulnerabili al Covid-19. Infine richiama l'attenzione sulla situazione nelle stazioni di polizia e sul rischio affrontato dalle forze dell'ordine e dai detenuti in questi centri, dove le condizioni di salute e di distanziamento sociale non possono essere osservate. <br />Mon, 25 May 2020 11:29:16 +0200AFRICA/SUD SUDAN - “Dio trasforma le sofferenze e guarisce” dice il Vescovo di Tombura- Yambiohttp://fides.org/it/news/67984-AFRICA_SUD_SUDAN_Dio_trasforma_le_sofferenze_e_guarisce_dice_il_Vescovo_di_Tombura_Yambiohttp://fides.org/it/news/67984-AFRICA_SUD_SUDAN_Dio_trasforma_le_sofferenze_e_guarisce_dice_il_Vescovo_di_Tombura_YambioTombura-Yambio - In attesa della Pentecoste la diocesi di Tombura Yambio celebra una novena allo Spirito Santo per la fine della pandemia di Covid-19. Mons. Edward Hiiboro Kussala, Vescovo della diocesi, ha dichiarato questi nove giorni di preghiera affinché tutti i fedeli chiedano l'intervento di Dio e il dono dello Spirito Santo per la guarigione da ogni male: “Nove giorni di preghiera per la discesa dello Spirito Santo sulla Repubblica del Sud Sudan e sul mondo, affinché Dio guarisca dalla paura, dalla confusione e dalle difficoltà che il Coronavirus ha portato su di noi” spiega mons. Hiiboro in una nota pervenuta all’Agenzia Fides.<br />“Nella diocesi di Tombura-Yambio preghiamo per avere i sette doni dello Spirito Santo per aiutarci a rispondere alle sfide, alle difficoltà, alle preoccupazioni e ai dolori causati dal Coronavirus" ha sottolineato il Vescovo. Ogni giorno i cristiani pregheranno per solidarietà, carità, misericordia, sostegno ai poveri, pace, riconciliazione, dignità del lavoro, tutela dell'ambiente e santità della vita: “Dio trasforma le sofferenze causate dal Coronavirus, Dio guarisce, Dio soddisfa tutti i desideri umani e dobbiamo preparare i nostri cuori, e lasciarci aperti ai doni dello Spirito Santo. Il nostro ospedale è Dio stesso, le strutture di cui abbiamo bisogno per guarire è Dio stesso e quindi dobbiamo rafforzare la nostra fiducia in Lui e seguire le sue istruzioni”, afferma mons. Hiiboro ricordando che nel Paese non ci sono strutture sanitarie adeguate o altri dispositivi di protezione individuale necessari per gestire la malattia.<br />Il Vescovo ha incoraggiato i fedeli ad essere "solidali strumenti di Dio durante questo periodo di pandemia per guarire questo mondo, aiutandoci a vicenda a seguire semplici ma importanti istruzioni che abbiamo ricevuto”. <br />“Mentre continuiamo a pregare per la venuta dello Spirito Santo incoraggio tutti a fare uso delle risorse che abbiamo, anche l'uso della fitoterapia e, poiché il virus non ha ancora una cura, usiamo tutto ciò che sappiamo che può limitare la diffusione di questo virus”, conclude Mons. Hiiboro.<br />Al 21 maggio passato, in Sud Sudan sono stati registrati un totale di 481 casi confermati di Covid-19 compresi 4 decessi e 4 guarigioni.<br /> <br />Mon, 25 May 2020 10:44:13 +0200AFRICA / COSTA D’AVORIO - Il ministero pastorale dei non udenti e ipovedenti nella diocesi di Yopougon di fronte alla sfide dal Covid-19http://fides.org/it/news/67985-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Il_ministero_pastorale_dei_non_udenti_e_ipovedenti_nella_diocesi_di_Yopougon_di_fronte_alla_sfide_dal_Covid_19http://fides.org/it/news/67985-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Il_ministero_pastorale_dei_non_udenti_e_ipovedenti_nella_diocesi_di_Yopougon_di_fronte_alla_sfide_dal_Covid_19Abidjan - "Con il confinamento sociale, non abbiamo potuto davvero svolgere la nostra pastorale come ritenevamo opportuno, ma siamo rimasti sempre in contatto con la nostra gente" ha affermato p. Roland Malan Kouakou, cappellano diocesano per non udenti e ipovedenti a Yopougon, che si trova a nord di Abidjan.<br /> “La situazione causata dal Covid-19 è vissuta duramente dalle persone che assistiamo” spiega p. Kouakou. “Ad esempio, una persona non vedente ha sempre bisogno di una guida, ma a causa del distanziamento sociale abbiamo chiesto loro di rimanere a casa senza assistenza. Coloro che hanno problemi di udito non possono vivere le celebrazioni eucaristiche trasmesse dai media e tutto ciò costituisce attualmente un vero problema per la nostra cura pastorale” afferma il cappellano, che comunque apprezza la vicinanza e gli scambi telefonici. che continuano a essere condotti tra lui e i suoi figli e figlie spirituali, rispettando sempre le misure di barriera contro il Covid-19; Di fronte alla situazione attuale, "la domenica inviamo loro messaggi telefonici o li chiamiamo per condividere una breve omelia" aggiunge.<br />Creata nell'anno pastorale 2018-2019, nella diocesi di Yopougon, per volontà del Vescovo, Sua Ecc. Mons. Jean Salomon Lezoutié, la cappellania diocesana dei non vedenti e dei non udenti che comprende gli ipovedenti, i non vedenti, le persone con problemi di udito e sordomute, è un ministero pastorale che si inserisce nel vasto campo della pastorale per i malati e le persone con disabilità per permettere loro di vivere la propria fede cristiana e promuovere il loro benessere spirituale, morale, materiale e intellettuale-<br />La cappellania organizza ritiri spirituali, corsi di catechesi in Braille per i non vedenti e nella lingua dei segni per non udenti, per promuovere la loro integrazione nella Chiesa; e corsi di apprendistato per favorire il loro inserimento nel tessuto sociale ed economico. <br /><br />Mon, 25 May 2020 11:01:55 +0200AMERICA/PERU' - Tutte le strutture diocesane al servizio del paese per l'emergenza Covidhttp://fides.org/it/news/67983-AMERICA_PERU_Tutte_le_strutture_diocesane_al_servizio_del_paese_per_l_emergenza_Covidhttp://fides.org/it/news/67983-AMERICA_PERU_Tutte_le_strutture_diocesane_al_servizio_del_paese_per_l_emergenza_CovidLima - La situazione dell'emergenza sanitaria in Perù sta prendendo dimensioni inaspettate malgrado le misure stabilite dalle autorità e il prolungamento dell'isolamento fino al 30 giugno. In Perù sono ormai 120 mila i casi di Covid-19 con 3.456 morti.<br />La Conferenza Episcopale Peruviana , sotto la guida del suo Presidente, Mons. Miguel Cabrejos, Arcivescovo di Trujillo, ha dichiarato ieri sera alla stampa che le strutture organizzative della Chiesa in tutto il paese saranno messe al servizio dello stato per assistere i più poveri in questa emergenza sanitaria sociale: "stiamo parlando di 47 giurisdizioni ecclesiastiche in Perù, 1538 parrocchie, movimenti, la Caritas presente nelle 47 giurisdizioni ecclesiastiche, centri assistenziali, centri educativi, ecc. in tutto il territorio nazionale", ha detto Mons. Cabrejos. <br />Il presidente della CEP ha ricordato anche che continua a svolgersi il programma "Solidarietà - Fame Zero" che prevede l'aiuto alimentare alle famiglie più povere, come anche l'assistenza svolta insieme allo Stato, dinanzi a questo blocco economico sociale per affrontare l'emergenza sanitaria.<br /> Mon, 25 May 2020 10:27:53 +0200AFRICA/MAROCCO - Il Fondo Covid-19 delle POM in aiuto delle Clarisse di Casablancahttp://fides.org/it/news/67982-AFRICA_MAROCCO_Il_Fondo_Covid_19_delle_POM_in_aiuto_delle_Clarisse_di_Casablancahttp://fides.org/it/news/67982-AFRICA_MAROCCO_Il_Fondo_Covid_19_delle_POM_in_aiuto_delle_Clarisse_di_CasablancaRabat – Il Fondo di emergenza Covid-19 istituito dalle Pontificie Opere Missionarie garantisce il sostegno necessario al sostentamento della comunità di Clarisse del monastero di Nostra Signora di Guadalupe a Casablanca , la cui sussistenza è stata messa in grave difficoltà dal blocco causato dalla pandemia da Coronavirus. Lo riferisce all’Agenzia Fides padre Simeon Stachera ofm, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie del Marocco. <br />La comunità di cinque monache Clarisse di Casablanca, di origine messicana, da lungo tempo si mantiene non senza difficoltà grazie alla produzione di ostie per le celebrazioni eucaristiche e di prodotti alimentari commercializzati nella rete dei ristoranti. La quarantena scattata a causa della pandemia ha portato alla sospensione di queste piccole iniziative atte a garantire l’autosufficienza economica del monastero: sono sospese le liturgie eucaristiche coram populo e anche i ristoranti sono chiusi. Presso il monastero opera anche un dipendente factotum stipendiato, e occorre sostenere le spese vive ordinarie della comunità, come quelle relative al consumo di energia elettrica. <br />La cifra richiesta al Fondo di emergenza-Covid delle Pontificie Opere Missionarie è pari a tre volte le entrate mensili garantite dalle piccole attività economiche del monastero prima della crisi da pandemia, e contribuirà al sostentamento della comunità di Clarisse in questi tempi difficili. <br />Nella lettera di richiesta del sostegno economico a favore del monastero di Casablanca, il Cardinale Cristóbal López Romero, Arcivescovo di Rabat, fa presente di aver sollecitato sacerdoti e comunità religiose della sua arcidiocesi ad aderire con generosità alla campagna di donazioni a favore del Fondo di emergenza Covid istituito presso le Pontificie Opere Missionarie, e riferisce che il frutto di questa campagna è stato il versamento in tale Fondo di generose donazioni da parte delle comunità cattoliche delle arcidiocesi di Rabat e di Tangeri. <br />Mon, 25 May 2020 10:15:55 +0200ASIA/TAJIKISTAN - Acqua potabile e gestione dei rifiuti: la Chiesa opera in sintonia con la Laudato si’http://fides.org/it/news/67981-ASIA_TAJIKISTAN_Acqua_potabile_e_gestione_dei_rifiuti_la_Chiesa_opera_in_sintonia_con_la_Laudato_sihttp://fides.org/it/news/67981-ASIA_TAJIKISTAN_Acqua_potabile_e_gestione_dei_rifiuti_la_Chiesa_opera_in_sintonia_con_la_Laudato_siDushanbe – “Dopo quattro edizioni del progetto ‘Wash’ nel distretto di Jomi, il nostro principale partner, ‘National KMK’, azienda governativa per la gestione di alloggi e servizi pubblici, ci ha chiesto di replicare l’iniziativa in un altro distretto. A partire dallo scorso marzo, quindi, abbiamo avviato le pratiche per realizzare il progetto nell’area di Qubodiyon, a sud del paese, tra le zone più fortemente colpite dalla guerra civile degli anni Novanta. Il distretto, già impegnato in iniziative di tutela dell’ambiente e miglioramento della distribuzione di acqua potabile, necessita di un supporto per potenziare la rete idrica e la gestione dei rifiuti. Attualmente, siamo in fase di firma del protocollo d'intesa e di organizzazione di incontri di orientamento”. E’ quanto si legge in una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Chiesa in Tajikistan, che illustra progetto “Wash”, promosso in sintonia con lo spirito e le linee pastorali delineata dall’enciclica Laudato si’, a cinque anni dalla sua promulgazione. Il progetto, realizzato concretamente attraverso la Caritas locale, ha tra i suoi obiettivi il rifornimento di acqua potabile in aree che ne sono tuttora sfornite e la salvaguardia del Creato, mediante la promozione del riciclo e la realizzazione di corsi di formazione su tematiche affini. <br />Il rispetto dell’ambiente e la "cultura del riciclo", infatti, sono argomenti non ancora molto sentiti e diffusi nel paese dell’Asia centrale: vi sono, per esempio, persone addette a operazioni di raccolta dei metalli ma, a causa degli elevati costi di trasporto, raccogliere e dividere plastica, carta e altri materiali riciclabili è considerata una pratica poco conveniente. L’impegno di Caritas e di tutta la comunità cattolica in Tajikistan in questo settore, quindi, genera nelle autorità locali e nella popolazione civile stima e apprezzamento verso la Chiesa cattolica nel suo complesso, anche perché si è stabilità una feconda partnership con le istituzioni civili.<br />La presenza cattolica in Tajikistan si rileva a partire dal 1970. I primi fedeli erano in maggioranza tedeschi provenienti da Russia, Ucraina e Lituania, deportati nel Paese ai tempi dell'Unione Sovietica. A causa delle restrizioni alla libertà religiosa imposte dal regime comunista, queste prime comunità hanno vissuto in una situazione di isolamento dalla Chiesa universale, fino all’istituzione della Missio sui iuris, avvenuta il 29 settembre 1997. Le azioni caritative, comunque, furono avviate fin dal 1983 da piccoli gruppi, che confluirono ufficialmente nella Caritas a partire dal 2004. Da allora, l’organizzazione ha consolidato progetti volti al sostegno sociale dei soggetti più svantaggiati. <br /> <br />Mon, 25 May 2020 09:59:54 +0200VATICANO - Il Papa affida a Maria Ausiliatrice Pastori e fedeli della Chiesa cattolica in Cinahttp://fides.org/it/news/67980-VATICANO_Il_Papa_affida_a_Maria_Ausiliatrice_Pastori_e_fedeli_della_Chiesa_cattolica_in_Cinahttp://fides.org/it/news/67980-VATICANO_Il_Papa_affida_a_Maria_Ausiliatrice_Pastori_e_fedeli_della_Chiesa_cattolica_in_CinaCittà del Vaticano – Dopo la recita della preghiera del Regina Cæli dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha ricordato ieri la “Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina” con queste parole: “Cari fratelli e sorelle, uniamoci spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, che oggi celebrano, con particolare devozione, la festa della Beata Vergine Maria, Aiuto dei cristiani e Patrona della Cina, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Affidiamo alla guida e alla protezione della nostra Madre Celeste i Pastori e i fedeli della Chiesa cattolica in quel grande Paese, perché siano forti nella fede e saldi nell’unione fraterna, gioiosi testimoni e promotori di carità e di speranza fraterna e buoni cittadini. <br />Carissimi fratelli e sorelle cattolici in Cina, desidero assicurarvi che la Chiesa universale, di cui siete parte integrante, condivide le vostre speranze e vi sostiene nelle prove della vita. Essa vi accompagna con la preghiera per una nuova effusione dello Spirito Santo, affinché in voi possano risplendere la luce e la bellezza del Vangelo, potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede. Nell’esprimere a tutti voi ancora una volta il mio grande e sincero affetto, vi imparto una speciale Benedizione Apostolica. Che la Madonna vi custodisca sempre!”<br />Il Santo Padre ha quindi affidato all’intercessione di Maria Ausiliatrice “tutti i discepoli del Signore e tutte le persone di buona volontà che, in questo tempo difficile, in ogni parte del mondo lavorano con passione e impegno per la pace, per il dialogo tra le nazioni, per il servizio ai poveri, per la custodia del creato e per la vittoria dell’umanità su ogni malattia del corpo, del cuore e dell’anima.”<br />La “Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina”, che ogni anno si celebra il 24 maggio, in coincidenza con la festa di Maria Ausiliatrice, particolarmente venerata nel Santuario mariano di Sheshan a Shanghai, è stata istituita da Papa Benedetto XVI nella Lettera ai cattolici cinesi, pubblicata il 27 maggio 2007.<br />Papa Francesco ha infine ricordato il quinto anniversario dell’Enciclica Laudato si’, “con la quale si è cercato di richiamare l’attenzione al grido della Terra e dei poveri”, ed ha annunciato che per iniziativa del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, la “Settimana Laudato si’”, appena celebrata, “sboccerà in un Anno speciale di anniversario della Laudato si’, un Anno speciale per riflettere sull’Enciclica, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno. Invito tutte le persone di buona volontà ad aderire, per prendere cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili. Sul sito verrà pubblicata la preghiera dedicata a questo Anno. Sarà bello pregarla”. <br />Mon, 25 May 2020 09:11:26 +0200ASIA/TAIWAN - Dimissioni dell’Arcivescovo di Taipei e nomina del successorehttp://fides.org/it/news/67979-ASIA_TAIWAN_Dimissioni_dell_Arcivescovo_di_Taipei_e_nomina_del_successorehttp://fides.org/it/news/67979-ASIA_TAIWAN_Dimissioni_dell_Arcivescovo_di_Taipei_e_nomina_del_successoreCittà del Vaticano - Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Taipei , presentata da S.E. Mons. John Hung Shan-chuan, S.V.D. Contemporaneamente ha nominato Arcivescovo della medesima sede Metropolitana e Amministratore Apostolico delle Isole Kinmen o Quemoy e Matzu, S.E. Mons. Thomas An-Zu Chung, finora Vescovo di Chiayi. Sat, 23 May 2020 12:44:07 +0200ASIA/PAKISTAN - I leader religiosi: "Tuteliamo la vita e la salute nel giorno di Eid-al-Fitr"http://fides.org/it/news/67978-ASIA_PAKISTAN_I_leader_religiosi_Tuteliamo_la_vita_e_la_salute_nel_giorno_di_Eid_al_Fitrhttp://fides.org/it/news/67978-ASIA_PAKISTAN_I_leader_religiosi_Tuteliamo_la_vita_e_la_salute_nel_giorno_di_Eid_al_FitrLahore - Il Pakistan vive l'Eid-al-Fitr - la festa islamica che inizia la sera del 23 maggio e dura tutto il 24 maggio, per la chiusura del mese sacro del "Ramadan" - sospeso tra la pandemia e il desiderio di festeggiamenti e normalità. Per l'occasione il governo pakistano ha annunciato la speciale apertura di mercati e negozi, per facilitare la preparazione della festa in tutte le famiglie musulmane, la maggioranza nella nazione. Si è tuttavia disposta l'osservanza delle misure sanitarie di sicurezza come il distanziamento, l'uso di mascherine e disinfettanti. La polizia ha chiuso alcuni dei mercati per non aver seguito le misure indicate. Per questo i leader religiosi hanno invitato la popolazione a celebrare l'Eid, senza perdere di vista la tutela della sicurezza e della salute.<br />Osserva padre Qaisar Feroz OFM Cap, direttore di Radio Veritas Asia Urdu Service, in un video messaggio inviato a Fides: “La vita è un dono di Dio ed è nostra responsabilità proteggerla. Dobbiamo tutelare la sicurezza e la salute pubblica durante questo periodo di pandemia. Fare assembramenti e affollare i mercati può essere fonte per diffondere il coronavirus”. <br />P. Qaisar Feroz, che è anche Segretario esecutivo della Commissione per le comunicazioni sociali dei Vescovi cattolici, afferma nel video intitolato "Eid Shopping versus Coronavirus": "Dobbiamo amare la nostra vita. Invitiamo tutti i nostri fratelli musulmani a prestare attenzione e a seguire le procedure nel fare shopping, agendo come cittadini responsabili". P. Qaisar informa: “È stato triste vedere che l'80% delle persone non indossa mascherine o sottovaluta il virus. Radio Veritas ha voluto contribuire con un messaggio tempestivo e pertinente".<br />Il video raccoglie messaggi dai leader delle varie religioni sull'importanza del rispetto della vita e delle precauzioni necessarie per la protezione dalla pandemia. <br />Il mufti Ashiq Rizwan, un religioso musulmano ha dichiarato a Fides: "Ci saranno molti altri festival Eid nella nostra vita; oggi non bisogna mettere a rischio la nostra vita. Fare acquisti diventa inutile se non ci prendiamo cura di noi stessi e diventiamo vettori di contagio del virus". Il leader sikh Sardar Singh ha dichiarato: “Incoraggio le persone a evitare di uscire senza motivi validi e a porre la massime attenzione per proteggere se stessi e il prossimo. Bisogna prendersi cura della vita. Solo se saremo in vita potremo celebrare molti altri festival Eid e altre ricorrenza religiose nella nostra vita futura".<br /> Sat, 23 May 2020 11:21:44 +0200ASIA/CINA - Lutto nell’Episcopato: S.E. Mons. Giuseppe Zhu Baoyuhttp://fides.org/it/news/67977-ASIA_CINA_Lutto_nell_Episcopato_S_E_Mons_Giuseppe_Zhu_Baoyuhttp://fides.org/it/news/67977-ASIA_CINA_Lutto_nell_Episcopato_S_E_Mons_Giuseppe_Zhu_BaoyuCittà del Vaticano - Nella prima mattina del 7 maggio 2020 è morto, all’età di 99 anni, S.E. Mons. Giuseppe Zhu Baoyu, Vescovo emerito di Nanyang, in Henan. Il decesso è avvenuto presso il convento delle Suore della Congregazione diocesana dell’Immacolata Concezione, con le quali viveva e pregava, impartendo loro ogni sera la benedizione. <br />Mons. Giuseppe Zhu Baoyu era nato il 2 luglio 1921 a Pushan, in Henan. Avendo perso il padre a 6 anni, la madre lo affidò all’orfanotrofio cattolico di Jingang. Due anni dopo ricevette il battesimo insieme alla stessa madre. Frequentò la scuola elementare presso il Collegio Simeone Volonteri, nello stesso complesso cattolico. Quindi entrò nel Seminario minore del Sacro Cuore, continuando a frequentare le scuole superiori nello stesso Collegio. Dal 1946 studiò filosofia e teologia presso il Seminario regionale dell’Arcidiocesi di Kaifeng. Venne ordinato sacerdote nel 1957 da S.E. Mons. Pietro Fan Xueyan, Vescovo di Baoding. <br />Dopo l’ordinazione svolse il ministero sacerdotale in diverse chiese della Diocesi di Nanyang. Dal 1964 al 1967 venne condannato ai lavori forzati, a motivo della fede. Successivamente gli fu concesso di tornare al suo paese natio, Pushan, dove esercitò il ministero in segreto. Nel 1981 venne di nuovo condannato a dieci anni di lavori forzati come anti-rivoluzionario. Liberato nel 1988, poté riprendere il ministero in diverse parrocchie. <br />Il 19 marzo 1995, festa di San Giuseppe, venne ordinato Vescovo Coadiutore di Nanyang da S.E. Mons. Jin Dechen, Vescovo diocesano, avendo come co-consacranti S.E. Mons. Zhang Huaixin e S.E. Mons. Shi Jingxian. Subentrò a Mons. Dechen come Pastore della Diocesi il 23 novembre 2002. <br />A causa dell’età avanzata, nel 2010 presentò le dimissioni alla Sede Apostolica. Per le sue condizioni di salute si ritirò dapprima in un ospizio per anziani a Jinggang, quindi presso la Cattedrale e, infine, presso le Suore dell’Immacolata Concezione, ove è spirato. Nel febbraio scorso era stato ricoverato in ospedale in quanto affetto dal Coronavirus, da cui era però guarito. <br />I suoi funerali si sono svolti a Jinggang il 9 maggio 2020. La diocesi di Nanyang conta oggi circa ventimila cattolici, una ventina di sacerdoti e centinaia di suore. <br />Sat, 23 May 2020 11:12:08 +0200ASIA/CINA - Lutto nell’Episcopato: S.E. Mons. Giuseppe Ma Zhongmuhttp://fides.org/it/news/67976-ASIA_CINA_Lutto_nell_Episcopato_S_E_Mons_Giuseppe_Ma_Zhongmuhttp://fides.org/it/news/67976-ASIA_CINA_Lutto_nell_Episcopato_S_E_Mons_Giuseppe_Ma_ZhongmuCittà del Vaticano - Nel primo pomeriggio del 23 marzo 2020 è morto, all’età di 101 anni, S.E. Mons. Giuseppe Ma Zhongmu, Vescovo Emerito di Yinchuan/Ningxia, non riconosciuto dal Governo. Egli è stato il primo, e finora anche l’unico, Vescovo di etnia mongola. Il suo nome nella madrelingua era Tegusbeleg. Dal 2005 si era ritirato a vivere nella Mongolia interna, precisamente nel villaggio di Chengchuan, dove era nato il 1° novembre 1919 e dove ha svolto le funzioni di parroco.<br />A causa della lontananza dai centri urbani, Mons. Giuseppe Ma Zhongmu ha iniziato la sua formazione elementare solo nel 1931. Dal 1935 al 1947 ha studiato nel Seminario minore di Sanshenggong, passando poi a quello di Hohhot e infine a quello di Datong. Venne ordinato sacerdote il 31 luglio 1947 da S.E. Mons. Carlo Van Melchebeke, CICM. Dopo alcuni anni di studio all’Università Fu Ren, la cui sede era allora a Pechino, ha svolto il ministero pastorale nelle parrocchie di Zhongwei e di Genchou. Dal 1956 ha anche insegnato per un biennio nel Seminario di Hohhot.<br />Nel 1958, dopo aver rifiutato di aderire all’Associazione Patriottica, venne condannato ai lavori forzati. Dieci anni dopo venne liberato ma costretto a lavorare come operaio nel suo villaggio, in un impianto di gestione dell’acqua. Nell’aprile 1979 fu riabilitato e poté riprendere il ministero sacerdotale. L’8 novembre 1983 fu consacrato Vescovo da S.E. Mons. Casimiro Wang Milu, per la cura pastorale dei fedeli di etnia mongola di Yinchuan/Ningxia. <br />Negli anni del suo ministero episcopale Mons. Giuseppe Ma Zhongmu è stato apprezzato ed amato dai fedeli della comunità mongola, per i quali scrisse un catechismo ed altri testi di dottrina nella lingua loro propria. Nel 2004 la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli gli inviò una croce pettorale in segno di riconoscimento e di comunione. Nel 2005 egli si ritirò dal governo pastorale e, con l’aiuto di alcuni fedeli, si dedicò a tradurre in lingua mongola il Nuovo Testamento ed il Messale Romano.<br />La Messa esequiale di Mons. Giuseppe Ma Zhongmu è stata celebrata il 27 marzo nel villaggio dove risiedeva, alla presenza di S.E. Mons. Paolo Meng Qinglu, Vescovo di Hohhot, e di due altri sacerdoti. Non è stata permessa la presenza di altri sacerdoti e fedeli, anche in ragione del rischio di contagio da coronavirus. <br />Sat, 23 May 2020 11:10:50 +0200ASIA/CINA - Lutto nell’Episcopato: S.E. Mons. Andrea Jin Daoyuanhttp://fides.org/it/news/67975-ASIA_CINA_Lutto_nell_Episcopato_S_E_Mons_Andrea_Jin_Daoyuanhttp://fides.org/it/news/67975-ASIA_CINA_Lutto_nell_Episcopato_S_E_Mons_Andrea_Jin_DaoyuanCittà del Vaticano - La sera del 20 novembre 2019 è deceduto S.E. Mons. Andrea Jin Daoyuan, Vescovo “senza giurisdizione” della Diocesi di Changzhi/Luan, nello Shanxi, in Cina Continentale. <br />Il Presule era nato il 13 giugno 1929 nel villaggio di Beishe, distretto di Lucheng. Venne ordinato sacerdote a Pechino il 1° luglio 1956. Nel grave contesto degli anni ’50, il Vescovo Andrea Jin venne arrestato e rimase in carcere per circa tredici anni. <br />Egli è ricordato come Pastore devoto e zelante verso il suo popolo. Si è dedicato in particolare alla pastorale vocazionale, contribuendo a formare tanti sacerdoti e religiose. In pari tempo, Mons. Andrea Jin Daoyuan si è personalmente speso per la costruzione di diversi edifici di culto nella Diocesi di Changzhi/Luan. <br />I funerali si sono tenuti il 26 novembre scorso, con la partecipazione della comunità cattolica locale. <br />Sat, 23 May 2020 11:09:03 +0200AMERICA/ARGENTINA - Nell’isolamento i media hanno aperto nuove strade missionarie: giornata delle comunicazioni socialihttp://fides.org/it/news/67974-AMERICA_ARGENTINA_Nell_isolamento_i_media_hanno_aperto_nuove_strade_missionarie_giornata_delle_comunicazioni_socialihttp://fides.org/it/news/67974-AMERICA_ARGENTINA_Nell_isolamento_i_media_hanno_aperto_nuove_strade_missionarie_giornata_delle_comunicazioni_socialiBuenos Aires – "Papa Francesco ci ha proposto di uscire, di non rimanere fermi, di andare in missione, di uscire per incontrare vivendo lo spirito della Chiesa, e in modo significativo, in questo momento in cui siamo ‘rinchiusi’ per la quarantena, ci rendiamo conto che tutto ciò può essere fatto esattamente allo stesso modo, cambiando le forme e le metodologie”. Lo afferma, in un videomessaggio diffuso per la 54^ Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, Mons. Gabriel Bernardo Barba, Vescovo della diocesi di Gregorio de Laferrere e presidente della Commissione episcopale per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale argentina.<br />In molti paesi, come in Argentina, la Giornata si celebra nella solennità dell’Ascensione del Signore, quindi domenica 24 maggio. Il Vescovo rileva nel suo video: “Siamo rimasti tutti sorpresi, i sacerdoti, i vescovi, i responsabili delle diverse aree pastorali della Chiesa, dal fatto che oggi ‘stiamo raggiungendo persone a cui un tempo ci costavano di più arrivare’, che stiamo raggiungendo un obiettivo che non avevamo raggiunto prima, ed è una sorpresa che dobbiamo ai mezzi di comunicazione, che sono grandi, potenti, tanto benedetti e anche tanto pericolosi, come uno strumento semplice ma potente, e benedetto se li usiamo per l'annuncio del Vangelo”.<br />Il Vescovo nella sua riflessione evidenzia che “oggi, come comunicatori, siamo in una posizione privilegiata nella Chiesa, e credo che siamo i primi missionari che dovranno riadattare le loro strutture". “Oggi siamo in una fase di isolamento, a porte chiuse, che non può durare tutta la vita” prosegue, quando usciremo troveremo una nuova realtà e quindi dovremo far sì che la Chiesa non perda "tutto quello di nuovo che abbiamo visto": “dobbiamo renderci conto che una Chiesa che aveva le porte chiuse delle sue chiese aveva occasioni che non aveva mai avuto prima; che una Chiesa che non ha mai chiuso è rimasta più viva che mai, che il concetto di ‘Chiesa domestica’ è stato rafforzato, così come non poter accedere al sacramento quotidianamente, ci ha fatto rendere conto che la Chiesa è il sacramento di Cristo dove Gesù si rende presente".<br />Infine mons. Gabriel Barba esorta a continuare “ad aiutare, accompagnare, sostenere coloro che hanno bisogno di altri sforzi per portare il messaggio”, in particolare “dobbiamo dare spazio ai giovani e riflettere su come portare il messaggio, sapendo che Gesù è il centro, è l'asse portante, e se Gesù è il centro del messaggio, le nostre comunicazioni saranno sempre ben realizzate”. <br />Sat, 23 May 2020 10:22:37 +0200AMERICA/PERU’ - Covid-19, i Salesiani vicini agli ultimi attraverso gesti concreti di solidarietà”http://fides.org/it/news/67973-AMERICA_PERU_Covid_19_i_Salesiani_vicini_agli_ultimi_attraverso_gesti_concreti_di_solidarietahttp://fides.org/it/news/67973-AMERICA_PERU_Covid_19_i_Salesiani_vicini_agli_ultimi_attraverso_gesti_concreti_di_solidarietaLima - “Il calo o la cessazione delle attività economiche e il deterioramento delle piccole imprese in Perù, a seguito dell’emergenza sanitaria globale, è stata una vera tragedia: durante questo periodo di quarantena, molte famiglie sono state costrette a utilizzare i loro pochi risparmi e a spenderli interamente. Sono molte le persone bisognose che si rivolgono a noi per chiedere aiuto”. Così riferisce all’Agenzia Fides padre Humberto Chàvez, Vicario ispettoriale della congregazione Salesiana a Lima, parlando della crisi generata dal Covid-19 che in tutto il paese latino americano sta trascinando milioni di persone in una situazione di povertà e miseria. Secondo l’ufficio nazionale dei processi elettorali, in Perù ci sono circa 9 milioni di persone che vivono in condizione di vulnerabilità e hanno bisogno di un sostegno economico.<br /> I Salesiani si sono organizzati per aiutare materialmente gli indigenti, che non hanno neanche il minimo per sopravvivere: “Già durante le prime settimane di quarantena per provvedere alle necessità alimentari nei vari centri di accoglienza e alle altre necessità emerse - spiega padre Humberto - abbiamo subito organizzato gruppi di emergenza per aiutare i più umili ed emarginati che si trovano nelle aree dimenticate: a Magdalena del mar, un quartiere di Lima, per esempio, continuiamo ad occuparci di più di cento ragazzi venezuelani”. Per soddisfare una richiesta di assistenza crescente, la Fondazione Don Bosco ha creato la campagna “Io sono Solidale”: “L'obiettivo - rimarca il vicario - è aiutare i nuclei familiari più vulnerabili, i lavoratori precari, i migranti, gli anziani abbandonati e le donne che sostengono i loro figli da sole”. <br />Organizzazioni come Caritas, la Banca Alimentare del Perù e aziende come Cineplanet hanno aderito a questa campagna donando una grande varietà di generi alimentari. Due tonnellate di cibo sono state trasportate nell’insediamento suburbano di "Santa Rosa”, alla periferia nord di Lima, a beneficio di 200 famiglie. Sono stati raggiunti anche gli altri principali distretti della capitale dove è più stretta la morsa della povertà: “Finora - spiega padre Chàvez - siamo riusciti a rifornire di beni di prima necessità anche le popolazioni residente a San Juan de Lurigancho, Chosica, Breña, Callao. Nella provincia siamo riusciti a raggiungere gli insediamenti di periferia nella città di Piura”. “Nel delicato momento che stiamo attraversando - sottolinea padre Humberto - ci sono gesti di solidarietà disposte a donarsi per il bene degli altri: non rinchiudiamoci in casa con sconforto e preoccupazione - conclude - ma pensiamo, nelle nostre possibilità, a continuare ad aiutare quanti vivono in una condizione difficili, nel disagio, nella sofferenza”.<br /><br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.youtube.com/watch?v=puIz6giFGiI">Guarda la video intervista al Slesiano p.Humberto Chàvez sul sito Youtube dell'Agenzia Fides</a>Sat, 23 May 2020 10:18:57 +0200AMERICA/ECUADOR - I Vescovi: la crisi sanitaria ha messo in luce i problemi dello Stato mai affrontati e risoltihttp://fides.org/it/news/67972-AMERICA_ECUADOR_I_Vescovi_la_crisi_sanitaria_ha_messo_in_luce_i_problemi_dello_Stato_mai_affrontati_e_risoltihttp://fides.org/it/news/67972-AMERICA_ECUADOR_I_Vescovi_la_crisi_sanitaria_ha_messo_in_luce_i_problemi_dello_Stato_mai_affrontati_e_risoltiQuito - I Vescovi ecuadoriani hanno denunciato che "è un crimine molto grave" approfittare di questa dolorosa situazione per arricchirsi in modo fraudolento. In una dichiarazione intitolata "Crisi e speranza", i Vescovi sottolineano che "la grave crisi sanitaria ha messo in luce i difetti endemici dello Stato che non sono mai stati affrontati in modo chiaro e decisivo".<br />Il messaggio dei Vescovi è stato pubblicato prima dell'inizio di una nuova fase di apertura, dopo le forti restrizioni adottate per contrastare la pandemia di Covid-19. Una seconda fase, indicata con un semaforo giallo, consente l'apertura delle chiese per la preghiera personale e il sacramento della riconciliazione.<br />Una nuova fase di "speranza e riunione" che tuttavia, per i Vescovi, ha lasciato una "traccia di dolore e incertezza" a causa della grave crisi sanitaria, economica, sociale e etica che la nazione sta vivendo e che "ha scoperto fallimenti endemici che non sono mai stati affrontati in modo chiaro e decisivo" da uno Stato, che oggi è "indebitato e incapace di adempiere ai propri obblighi in materia di salute, istruzione, lavoro e sicurezza".<br />In questo contesto di fragilità e sfiducia, la Chiesa ecuadoriana esorta tutti gli attori sociali, politici ed economici ad affrontare il presente con "decisione e trasparenza nella ricerca del bene comune" e ad assumersi le proprie responsabilità in "modo chiaro, consensuale ed etico". Lasciando da parte gli interessi personali o di partito.<br />Dopo aver ribadito i ringraziamenti a tutti gli operatori sanitari e a tutti coloro che hanno assunto un impegno coraggioso e sacrificale per assistere e aiutare le persone più colpite dall'emergenza, l'Episcopato invita tutti i cittadini a intraprendere questa nuova tappa con "serietà, prudenza e responsabilità" nel rispetto delle misure preventive che sono state fondamentali per "piegare la curva del contagio". <br />L'Ecuador registra 36 mila casi e 3.060 decessi per Covid-19.<br /> <br />Sat, 23 May 2020 09:37:20 +0200AFRICA - Settimana Laudato Si': missione nella società, nell'economia, nella cura della "Casa comune"http://fides.org/it/news/67971-AFRICA_Settimana_Laudato_Si_missione_nella_societa_nell_economia_nella_cura_della_Casa_comunehttp://fides.org/it/news/67971-AFRICA_Settimana_Laudato_Si_missione_nella_societa_nell_economia_nella_cura_della_Casa_comuneKara – “Agli archetipi missionari essenziali per l'attività missionaria nel 20° secolo, che esortano alla ricerca di giustizia, liberazione, inculturazione, contestualizzazione, si va ad aggiungere il tema della cura del Creato come parte importante dell'attività missionaria della Chiesa nel 21° secolo”. Lo scrive all’Agenzia Fides p. Donald Zagore, teologo della Società per le Missioni Africane, a conclusione della Settimana Laudato Si', indetta nel V anniversario dell'Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. L’iniziativa si concluderà domani, 24 maggio con una giornata mondiale di preghiera.<br />“E’ impossibile pensare all'attività missionaria della Chiesa al di fuori della sfera ecologica – prosegue Zagore. Il focus di questo orientamento missionario mira a rendere le persone consapevoli che l'impegno per i poveri e gli emarginati, chiave di volta dell'azione missionaria negli ultimi anni, sotto l’egida Vox victimarum vox Dei, non dovrebbe essere fatto senza un decisivo e profetico impegno per la terra, che è oggi il più povero dei più poveri, il più emarginato tra gli emarginati.”<br />“Il principio della missione come impegno per la tutela del Creato è fondamentalmente quello di trasmettere soprattutto le nostre dinamiche politiche, economiche, culturali, sociali, ecclesiali, il grido della terra, la nostra casa comune, che è un grido di sofferenza e agonia. In questa dinamica missionaria, - evidenzia il teologo ivoriano - dovremmo evitare quella che è stata la tentazione di tutti i tempi, che presenterebbe esclusivamente la salvezza della terra come un prisma di un'autentica conversione ecologica dell'uomo.”<br />Nella nota pervenuta a Fides il missionario precisa che “se la conversione ecologica dell'uomo è necessaria per materializzare questa sfida, essa non è esclusiva, perché nessun uomo può portare la vera salvezza. La salvezza esclusiva viene dal Cristo risorto. La salvezza in Cristo è certamente una salvezza incarnata nel contesto dell'attuale realtà umana, ma che si avvia sempre verso un mondo di pienezza. In questa dinamica missionaria, dobbiamo sempre mantenere il legame tra impegno nelle strutture secolari ed escatologia cristiana per evitare di avere un'azione missionaria che è completamente sradicata e ridotta a un semplice progetto umano di trasformazione socio-ecologica.”<br />Zagore conclude affermando con convinzione che “uno degli importanti contributi del pontificato di Papa Francesco alla vita della Chiesa sarà stato quello di aver reso il tema della cura della Casa comune uno dei paradigmi importanti per l'attività missionaria della Chiesa oggi”.<br /> <br />Sat, 23 May 2020 09:17:19 +0200AFRICA/SUDAFRICA - “Il fondo d’emergenza POM Covid-19, prezioso aiuto per le comunità locali” dice il Direttore nazionale delle POMhttp://fides.org/it/news/67970-AFRICA_SUDAFRICA_Il_fondo_d_emergenza_POM_Covid_19_prezioso_aiuto_per_le_comunita_locali_dice_il_Direttore_nazionale_delle_POMhttp://fides.org/it/news/67970-AFRICA_SUDAFRICA_Il_fondo_d_emergenza_POM_Covid_19_prezioso_aiuto_per_le_comunita_locali_dice_il_Direttore_nazionale_delle_POMJohannesburg – “Sebbene la fede abbia messo radici ed è ben formata nella popolazione cattolica, la chiusura delle chiese e la sospensione di tutte le celebrazioni eucaristiche e degli altri momenti liturgici comunitari hanno dimostrato che in molti casi i fedeli non sono stati adeguatamente istruiti e formati nella loro fede. Un gran numero di fedeli si perde ora che non c'è nessuno a dirigerli e guidarli” dice all’Agenzia Fides p. Gordon Paul Rees, Direttore nazionale delle POM del Sudafrica, nel descrivere l’impatto delle misure di contenimento della pandemia di Covid-19 sulla Chiesa nel Paese.<br />“Molti non sono cattolici maturi, in grado di assumersi la responsabilità della propria fede, anche se diversi Vescovi e istituzioni religiose, come l'Istituto dei Gesuiti, hanno incoraggiato i fedeli, aiutandoli a collocare questa esperienza in un contesto religioso più ampio del popolo di Dio sofferente” aggiunge p. Rees. <br />Diverse attività della Chiesa vengono ora portate avanti attraverso Internet e altri mezzi di comunicazione, ma il Direttore nazionale delle POM sottolinea che “la pandemia ha nuovamente messo a nudo le discrepanze tra i privilegiati e i meno privilegiati. Coloro che hanno accesso ai social media beneficiano della missione della Chiesa, mentre il resto rimane escluso”.<br />“Dove è consentito, la missione sociale della Chiesa, come nutrire gli affamati, è continuata” precisa p. Rees. “In alcune aree però alle organizzazioni caritative cattoliche è stato deliberatamente impedito di svolgere il proprio lavoro” denuncia p. Rees, che descrive una situazione drammatica: “La Chiesa ha sempre avuto un ruolo importante nella cura dei più poveri, dei migranti, dei rifugiati privi di documenti; con l'annuncio del lockdown, la triste realtà è che i cosiddetti piani alimentari del governo non stanno raggiungendo la maggioranza delle persone che vivono alla giornata. Inoltre non è previsto alcun aiuto per coloro che sono senza documenti: rifugiati, migranti e senzatetto”. <br />“Numerosi funzionari del governo sono stati sorpresi a rubare i pacchi di cibo, dandoli solo a coloro che sostengono il partito al potere o addirittura provando a venderli. In molti casi diverse ONG sono state fermate e persino alcune persone arrestate per aver distribuito cibo, poiché il governo afferma che solo lui può distribuirlo. In alcune località però le organizzazioni della Chiesa e le ONG hanno avuto la possibilità di consegnare cibo ai bisognosi” dice p. Rees.<br />“Diverse diocesi hanno chiesto e ottenuto aiuto al Fondo di emergenza delle POM per il Covid-19. Le prime richieste riguardavano la gestione della crisi umanitaria: le persone muoiono di fame a causa del fatto che sono costrette a rimanere a casa mentre i pacchi alimentari del governo tardano ad arrivare” dice p. Rees che descrive alcune iniziative caritative della Chiesa: “La diocesi di Polokwane grazie alla generosità di alcuni fedeli è stata in grado di mettere insieme alcuni pacchi alimentari e distribuirli alle persone più bisognose della zona. Nella parrocchia di Orange Farm, nei pressi di Johannesburg, i missionari Comboniani hanno ricevuto aiuto da alcuni cattolici di Johannesburg, per nutrire le persone in crisi alimentare”.<br />Grazie alla Caritas la diocesi di Rustenburg è stata in grado di distribuire 250 cesti alimentari e 250 sacchi di farina di mais alle persone indigenti, ai rifugiati irregolari e ai migranti nell'area. Il Denis Hurley Center , sta fornendo medicine e cibo a senzatetto e altre persone indigenti. L'edificio stesso ospita 100 anziani, disabili e malati.<br />Infine la Nunziatura ha reso disponibile una notevole somma di denaro per la distribuzione di pacchi alimentari. <br />Sat, 23 May 2020 19:26:54 +0200ASIA/MYANMAR - Condizione dei Rohingya: il governo birmano all’Ajahttp://fides.org/it/news/67968-ASIA_MYANMAR_Condizione_dei_Rohingya_il_governo_birmano_all_Ajahttp://fides.org/it/news/67968-ASIA_MYANMAR_Condizione_dei_Rohingya_il_governo_birmano_all_AjaYangon - Sabato 23 maggio il governo birmano deve presentare il suo primo rapporto sulla condizione della minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar, in ottemperanza a una sentenza del 23 gennaio scorso in cui la Corte internazionale di Giustizia dell’Aja ha imposto al governo di redigere un “primo dossier” dopo quattro mesi e, a seguire, ogni sei. La minoranza rohingya, fino al 2017 in gran maggioranza residente nello Stato birmano del Rakhine, si trova ora in prevalenza all’estero: soprattutto nel Bangladesh, che ospita circa un milione di profughi, oltre 700mila dei quali fuggiti dal Myanmar nell’estate del 2017. La causa si discuterà alla Corte dell’Aja in due sessioni: il 23 luglio 2020, quando la Corte ascolterà il Gambia e il 25 gennaio 2021, quando sarà la volta del Myanmar. <br />Il contenuto del rapporto non è noto ma in aprile il governo birmano ha pubblicato due decreti: il n.1/2020 ordina a ministeri e governi degli stati della federazione di garantire che i propri dipendenti "non commettano" gli atti definiti nella Convenzione sul genocidio; e il n. 2/2020 che proibisce di “distruggere o rimuovere” prove di genocidio. <br />In questi ultimi mesi l’esercito birmano ha dato prova di voler collaborare con la giustizia locale sia con quella internazionale, arrestando alcuni soldati sospettati di tortura e sostenendo di voler essere parte attiva nell’indagine sull’uccisione di un operatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in area di conflitto. Inoltre, l’esercito ha annunciato il 10 maggio una tregua di quattro mesi – chiesta dall’Onu e dal Papa in marzo e reiterata dai Vescovi asiatici e da diversi Paesi – che esclude però gli Stati Chin e Rakhine. <br />Quanto al rimpatrio dei Rohingya dal Bangladesh, U Zaw Htay, portavoce della presidenza della Repubblica, ha appena rilevato la scoperta di casi di Covid-19 nei campi profughi bangladesi a Cox’s Bazar, indicando perciò un probabile ritardo nel processo di rimpatrio, che già presentava molte incognite. <br />Fri, 22 May 2020 12:35:33 +0200ASIA/PAKISTAN - Quota riservata a studenti non musulmani nelle università del Punjab: un passo positivo per le minoranzehttp://fides.org/it/news/67967-ASIA_PAKISTAN_Quota_riservata_a_studenti_non_musulmani_nelle_universita_del_Punjab_un_passo_positivo_per_le_minoranzehttp://fides.org/it/news/67967-ASIA_PAKISTAN_Quota_riservata_a_studenti_non_musulmani_nelle_universita_del_Punjab_un_passo_positivo_per_le_minoranzeLahore - Le minoranze religiose in Pakistan apprezzano la misura approvata dal governo della provincia del Punjab che fissa una quota del 2% degli iscritti nelle università, che sia riservata a studenti delle minoranze religiose. Prima della fine dell'ultimo governo, l'ex ministro dell'istruzione superiore del Punjab, Syed Raza Ali Gillani, aveva costituito un comitato per deliberare l'introduzione di una quota di studenti iscritti riservata a studenti non musulmani, ma i rappresentanti delle università pubbliche avevano presentato enormi resistenze. Ora il passo è stato approvato e annunciato dal Primo Ministro del Punjab , Usman Buzdar, del "Pakistan Tehreek-e-Insaf" , il partito attualmente al governo federale in Pakistan, con il suo leader Imran Khan.<br />"E' una notizia estremamente gradita. Il Punjab è la più grande provincia del Pakistan per popolazione, territorio e per importanza politica. Di conseguenza speriamo e auspichiamo che altri governi provinciali possano approvare il medesimo provvedimento" ha affermato Shireen Aslam, membro del Comitato per i diritti umani nel distretto di Attock.<br />Tra le minoranze religiose, i cristiani sono il gruppo più consistente nella provincia del Punjab, con circa tre milioni di battezzati. Ma sono ben pochi i giovani cristiani e indù che proseguono nell'istruzione universitaria e ciò continua a perpetrare quel gap che vede i cittadini non musulmani scarsamente istruiti e per questo impegnati in lavori professioni di fascia bassa . <br />In tale situazione, la misura approvata ha il potenziale effetto di uno shock positivo: in una nota invia a Fides, un Forum di associazioni della società civile accoglie con favore il provvedimento, notando che è responsabilità dello stato promuovere lo sviluppo e l'istruzione delle minoranze. "Il governo ha fatto la sua parte, ora tocca ai cittadini delle minoranze stesse sfruttare i benefici di questa disposizione; anche se il principale ostacolo per applicarla sarà costituito dai responsabili delle università, che potrebbero rifiutare di adeguarsi".<br />"E' un momento importante di riflessione e azione per i cristiani in Pakistan. Si aprono opportunità nuove di istruzione. Questa decisione merita un'attenzione speciale da parte dello stato, dei governi, da parte della leadership religiosa e politica perché si possa cogliere l'occasione propizia e trarre veri e concreti benefici. Il governo federale dovrebbe riprendere e applicare questa decisione in forma di atto parlamentare" nota il Forum. Il docente e ricercatore cristiano Sabir Michael, del Dipartimento del Lavoro Sociale nell'Università di Karachi, nota a Fides che " il provvedimento, valido anche in campi come medicina, legge e ingegneria, va a colmare un divario esistente. C'è stato negli ultimi decenni un declino educativo delle minoranze, e gli attivisti per i diritti hanno fatto pressioni perché si adottassero misure speciali per l'emancipazione socio-economica-culturale delle minoranze religiose. In Pakistan è opportuno intraprendere azioni affermative in base alla teoria della 'discriminazione positiva', al fine di affrontare e diminuire la marginalità delle fasce più deboli della società". <br />Ayra Indrias Patras, membro della delegazione nazionale per le minoranze in Pakistan, che ha fortemente promosso il provvedimento con campagne di advocacy e sensibilizzazione a livello sociale e politico, si mostra soddisfatta: "Se attuata - dice a Fides - questa disposizione garantirà agli studenti delle comunità svantaggiate l'accesso agli istituti di istruzione universitaria e promuoverà l'inclusione e il pluralismo nella società ". <br /> <br /><br />Fri, 22 May 2020 11:57:20 +0200