Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/BURKINA FASO - Nomina del Vescovo di Dédougouhttp://fides.org/it/news/64081-AFRICA_BURKINA_FASO_Nomina_del_Vescovo_di_Dedougouhttp://fides.org/it/news/64081-AFRICA_BURKINA_FASO_Nomina_del_Vescovo_di_DedougouCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha nominato oggi Vescovo di Dédougou , il rev. Prosper Bonaventure Ky, del clero della medesima diocesi, finora Segretario permanente del Clero africano in Burkina Faso e responsabile della Casa per i sacerdoti studenti a Ouagadougou.<br />Il nuovo Vescovo è nato il 10 gennaio 1965 a Toma, Diocesi di Dédougou. Ha completato gli studi di Filosofia e Teologia nel Seminario Maggiore Saint Jean-Baptiste di Wayalgê e nel Seminario Maggiore Saint Pierre Claver di Koumi . Successivamente ha conseguito un dottorato in Psicologia a Roma, nella Pontificia Università Salesiana. È stato ordinato sacerdote il 23 luglio 1994 ed incardinato nella diocesi di Dédougou.<br />Dopo l’ordinazione ha ricoperto i seguenti uffici: dal 1994 al 1998: Professore nel Seminario Minore di Nasso ; dal 1999 al 2000: Vicario parrocchiale della Cattedrale ; dal 2000 al 2003: Docente e Direttore nel Seminario Minore di Tionkuy ; dal 2003 al 2010: studi a Roma per il dottorato presso la Pontificia Università Salesiana; dal 2010 al 2012: Vicario parrocchiale di Toma; dal 2012: Segretario permanente del Clero africano in Burkina Faso e Responsabile della Casa per i sacerdoti studenti a Ouagadougou. <br />Tue, 24 Apr 2018 12:25:06 +0200AMERICA/VENEZUELA - I Vescovi sulla crisi politica e umanitaria: “in gioco la stessa esistenza di una nazione libera, fraterna e democratica”http://fides.org/it/news/64080-AMERICA_VENEZUELA_I_Vescovi_sulla_crisi_politica_e_umanitaria_in_gioco_la_stessa_esistenza_di_una_nazione_libera_fraterna_e_democraticahttp://fides.org/it/news/64080-AMERICA_VENEZUELA_I_Vescovi_sulla_crisi_politica_e_umanitaria_in_gioco_la_stessa_esistenza_di_una_nazione_libera_fraterna_e_democraticaCaracas - La Conferenza Episcopale del Venezuela ha pubblicato ieri una dichiarazione "di fronte alla crisi politica e umanitaria" che il paese attraversa da mesi, in cui afferma che "di fronte a problemi umanitari di tale portata, viene delegittimata la realizzazione delle elezioni presidenziali, indette per il prossimo 20 maggio" e considera "urgente il loro rinvio all'ultimo trimestre dell'anno".<br />I Vescovi ricordano, nella dichiarazione ricevuta dall'Agenzia Fides, che dallo scorso gennaio "l'iperinflazione ha aumentato l'impoverimento generale della popolazione, con il disfacimento della qualità della vita di tutti. La mancanza generalizzata di servizi pubblici in tutto il paese rende la vita più difficile". Tutto questo, aggiungono i Vescovi, "di fronte alla sorprendente indifferenza dei funzionari governativi per risolvere questi problemi". "A ciò si aggiunge l'aumento delle malattie a causa dell'incontrollabile comparsa di epidemie e malattie nella popolazione più vulnerabile" prosegue il testo, che evidenzia la mancanza di medicinali di cui soffre il paese. I Vescovi richiamano inoltre l’attenzione sul problema dell’emigrazione “che sta assumendo ogni giorno proporzioni maggiori, colpisce tutti i livelli sociali e avviene in condizioni sempre più precarie".<br />Per tutti questi motivi, i Vescovi lanciano un pressante appello "ai governanti e ai leader della nazione a prendere coscienza della loro responsabilità per tutti questi mali, perché ascoltino la popolazione e li affrontino senza ulteriori ritardi... perchè facilitino la ricerca di soluzioni politiche che fermino questi mali prima che raggiungano proporzioni incontrollabili e livelli dolorosi di distruzione e morte".<br />La CEV ricorda anche a tutti i venezuelani, la necessità di "prendere coscienza che è in gioco in questi momenti non solo la realizzazione di un evento elettorale o l’abbassamento transitorio della qualità della vita di un popolo, ma la sua stessa esistenza come nazione libera, fraterna e democratica”. Infine i Vescovi ricordano che "con la forza della fede e l’impulso della speranza, è possibile assumere atteggiamenti coraggiosi e determinati di solidarietà e dare una direzione diversa a questa storia di morte". <br />Tue, 24 Apr 2018 12:16:27 +0200ASIA/MYANMAR - Malnutrizione, mortalità infantile e analfabetismo: l’impegno delle suore del Buon Pastorehttp://fides.org/it/news/64079-ASIA_MYANMAR_Malnutrizione_mortalita_infantile_e_analfabetismo_l_impegno_delle_suore_del_Buon_Pastorehttp://fides.org/it/news/64079-ASIA_MYANMAR_Malnutrizione_mortalita_infantile_e_analfabetismo_l_impegno_delle_suore_del_Buon_PastoreYangon – Da oltre 40 anni le suore del Buon Pastore continuano la loro sfida contro malnutrizione, mortalità infantile e problemi di analfabetismo nel villaggio di Magyikwin, nel nord di Yangon, in Myanmar. “La località era conosciuta per l’alto consumo di alcol e dei tafferugli che regolarmente si scatenavano. I tassi di malnutrizione e analfabetismo, oltre che la mortalità infantile, erano molto gravi” ha detto a Fides suor Maria Goretti Lwin.<br />Le suore hanno allora costruito una piccola chiesa, avviato una scuola per i bambini, offrendo loro un pasto e incoraggiando i genitori ad iscriverli. Oggi sono più di 160 quelli che frequentano le lezioni del mattino e della sera per integrare l'educazione ricevuta nella scuola gestita dal governo. “Nel villaggio non c'è elettricità, ma le sorelle usano l'energia solare e un vecchio generatore di luce. Una istruzione migliore comporta l'accesso all'università e la prospettiva di opportunità di lavoro dignitose” ha evidenziato la suora.<br />Insieme ad una giovane insegnante tirocinante lavorano in una classe di adolescenti provenienti da famiglie cattoliche, battiste e buddiste. Sono particolarmente orgogliose delle capacità canore dei bambini e stanno preparando un concorso di canti per il prossimo Natale, a Yangon.<br />Le suore hanno inoltre avviato programmi di microcredito, prestano denaro per comprare animali da allevamento e da vendere al mercato locale. Hanno anche iniziato a chiedere ai genitori un contributo economico per l’educazione dei loro figli, pagando quello che possono permettersi, così da incoraggiare una sorta di autofinanziamento e allontanare una mentalità di elemosina. <br />Tra le altre iniziative portate avanti, le suore hanno iniziato ad accogliere un gruppo di ragazze provenienti da famiglie ad alto rischio, dove i bambini sono particolarmente vulnerabili alla violenza, agli abusi o alla tratta di esseri umani.<br />Sotto l'occhio vigile della fondatrice della Congregazione del Buon Pastore, Rose Virginie Pellettier, le suore, felici dei progressi che hanno raggiunto nel villaggio negli ultimi decenni, portano avanti il lavoro iniziato quasi due secoli fa: fornire sostegno a donne e ragazze vulnerabili oltre che portare dignità e speranza a intere comunità. <br /><br />Tue, 24 Apr 2018 11:53:23 +0200AMERICA/BRASILE - Vita consacrata: “forza essenziale della presenza della Chiesa in Amazzonia”http://fides.org/it/news/64078-AMERICA_BRASILE_Vita_consacrata_forza_essenziale_della_presenza_della_Chiesa_in_Amazzoniahttp://fides.org/it/news/64078-AMERICA_BRASILE_Vita_consacrata_forza_essenziale_della_presenza_della_Chiesa_in_AmazzoniaTabatinga – “L'Amazzonia è uno spazio in cui la vita religiosa dell'America Latina realizza gran parte della sua vocazione missionaria” ha detto all’Agenzia Fides suor Luz Marina Valencia, STJ, Segretario esecutivo della Conferenza dei religiosi e delle religiose dell’America latina e dei Caraibi . A Tabatinga, una città nell'estremità occidentale dello stato di Amazonas, in Brasile, si tiene l'incontro delle Congregazioni religiose con progetti in prospettiva amazzonica, che si è aperto il 20 aprile e si chiude oggi, 24 aprile. Circa novanta partecipanti, tra religiosi e religiose, insieme ad alcuni laici e sacerdoti diocesani che svolgono il loro lavoro missionario in vari paesi dell'Amazzonia, stanno riflettendo sul tema "La missionarietà pan-amazzonica nella prospettiva dell'ecologia integrale".<br />L'incontro, organizzato dalla CLAR e dalla Rete ecclesiale pan-amazzonica , si svolge in un punto strategico, poiché la città brasiliana si trova al confine con Perù e Colombia, e si può affermare che in questo caso non c'è alcuna divisione tra i due paesi.<br />“Molte congregazioni religiose guardano all'Amazzonia come ad una sfida" continua la Segretaria esecutiva della CLAR. Essere in Amazzonia è rispondere ai carismi delle congregazioni, "perché quasi tutti i nostri fondatori hanno creato congregazioni per rispondere alle urgenti necessità della Chiesa, e in questo momento l'Amazzonia è un'urgenza non solo per la Chiesa, ma per la società, per il mondo intero, per ciò che viene minacciato e per l'attenzione ai popoli indigeni" conclude suor Luz Marina.<br />L'importanza della vita religiosa in Amazzonia è stata sottolineata anche da Mauricio López, Segretario esecutivo della REPAM, che ha dichiarato a Fides che senza di essa "la presenza di questo progetto del Regno liberatore non sarebbe possibile. in questa realtà". Per López "se la vita religiosa non fosse presente come lo è in Amazzonia, la REPAM non esisterebbe", riconoscendo che "certamente i popoli, nella loro dinamica di vita, sono espressione del Regno, ma l'accompagnamento della Chiesa si realizza fondamentalmente attraverso la vita religiosa". In questo senso, Lopez insiste che al momento "di accompagnare la realtà panamazzonica, la forza essenziale di tale presenza risiede nella vita consacrata".<br />Infatti tra CLAR e REPAM "c'è una grande sinergia", sottolinea a Fides il rappresentante della CLAR in seno alla REPAM, João Gutemberg, Fratello Marista: "CLAR e REPAM sono simili, una è nell'altra, entrambe cercano la connessione della vita religiosa in Panamazonia e questo lavoro è anche una testimonianza di vita". Pertanto "più è connessa la missione, istituzionale e personale, fatta attraverso persone impegnate che cercano nuove strade, più si aggiungerà energia per il bene comune" conclude Gutemberg. <br />Tue, 24 Apr 2018 11:35:13 +0200AFRICA/SUD SUDAN - “Un gesto di pace in un Paese dilaniato dalla guerra” dice Mons. Kussala alla posa della prima pietra dell’ospedale di Nzarahttp://fides.org/it/news/64077-AFRICA_SUD_SUDAN_Un_gesto_di_pace_in_un_Paese_dilaniato_dalla_guerra_dice_Mons_Kussala_alla_posa_della_prima_pietra_dell_ospedale_di_Nzarahttp://fides.org/it/news/64077-AFRICA_SUD_SUDAN_Un_gesto_di_pace_in_un_Paese_dilaniato_dalla_guerra_dice_Mons_Kussala_alla_posa_della_prima_pietra_dell_ospedale_di_NzaraJuba - "La Chiesa continua a integrare gli sforzi del governo nel fornire un sostegno essenziale alla popolazione bisognosa" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Barani Eduardo Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura-Yambio , Presidente della Conferenza Episcopale che riunisce i Vescovi di Sudan e Sud Sudan. Il 21 aprile Mons. Barani ha presieduto la cerimonia della posa della prima pietra di una struttura sanitaria del valore di 2 milioni di dollari nella sua diocesi, che comprenderà una clinica e un reparto maternità, un reparto chirurgico e una banca del sangue. La nuova struttura sorgerà a Nzara, una cittadina situata a circa 24 km a nord-ovest di Yambio.<br />"La cerimonia di oggi segna il passaggio dalla pianificazione alla realtà" ha detto Mons. Kussala. “Da quando sono diventato Vescovo, quasi dieci anni fa, ho sempre pregato e lavorato per assicurare un centro di salute efficiente e valido per i più bisognosi. Nonostante i danni persistenti della guerra civile nel nostro Paese, oggi assistiamo ad un gesto di pace attivo, che segna una forte discontinuità con la guerra". <br />I combattimenti sono scoppiati in Sud Sudan, nel dicembre 2013, quando il Presidente Salva Kiir ha accusato il suo ex Vice, Riek Machar, di aver tentato un colpo di stato, accuse che Machar ha respinto.<br />"La posa della prima pietra segna l'inizio dei principali lavori di costruzione del nuovo ospedale secondario" afferma Mons. Kussala, che ringrazia i vari partner che sostengono il progetto a livello finanziario.<br />"Il progetto è stato avviato dalla diocesi di Tombura-Yambio, dalle missionarie comboniane, dal CMMB , dalla Fondazione Edmond Rice, dal Sudan Relief Fund e da molti dei nostri amici più stretti", dice Mons. Barani.<br />"Penso che questa notizia possa essere utile, poiché per la maggior parte dal Sud Sudan provengono solo tristi notizie” dice Mons. Barani. Commentando la scelta di Nzara, il Vescovo afferma che “la decisione è stata presa sulla base di una varietà di criteri, come la dimensione del sito e la sua posizione, e l'interesse della nostra diocesi nell’area dove abbiamo speso quasi il 50% del nostro budget annuale. La dimensione del sito - e dell'edificio che verrà costruito - è stata scelta in vista di possibili ampliamenti”.<br />"Dal primo giorno dell’avvio del progetto l'ho affidato a Santa Teresa del Bambin Gesù, a Santa Giuseppina Bakhita, a Sua Ecc. Mons. Titarani Gasi Abangite, il defunto Vescovo della diocesi e al Signore risorto, perché sorga finalmente una struttura sanitaria dignitosa per il nostro popolo” dice Mons. Barani, che conclude “Santa Teresa prega per noi e per tutti coloro che sono impegnati in questo progetto perché siano benedetti e riescano a portarlo a termine”. <br />Tue, 24 Apr 2018 11:25:48 +0200OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - “La preghiera è il luogo in cui il cuore parla al cuore”: il Card. Parolin a sacerdoti e religiosihttp://fides.org/it/news/64076-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_La_preghiera_e_il_luogo_in_cui_il_cuore_parla_al_cuore_il_Card_Parolin_a_sacerdoti_e_religiosihttp://fides.org/it/news/64076-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_La_preghiera_e_il_luogo_in_cui_il_cuore_parla_al_cuore_il_Card_Parolin_a_sacerdoti_e_religiosiBoroko – “Il primo dovere del sacerdote o dei religiosi è pregare regolarmente per le persone affidate alle loro cure”. Questa l'esortazione del Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, nel suo discorso ai sacerdoti, alle suore, ai religiosi e ai seminaristi di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, riuniti nella chiesa di St Joseph a Boroko, Port Moresby. “La preghiera nasce e rafforza la nostra amicizia con Gesù; è il luogo in cui il cuore parla al cuore” ha detto il Cardinale rivolgendosi agli oltre duecento sacerdoti e religiosi che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica e alla conferenza che è seguita.<br />In una nota pervenuta a Fides, padre Joseph Vnuk, preside dell’Istituto Cattolico di Teologia di Bomana, Port Moresby, ha sottolineato come il Segretario di Stato Vaticano abbia enfatizzato la preghiera, la fedeltà e la gioia, oltre che ricordato la dedizione dei primi missionari e la morte di centinaia di persone legate alla Chiesa durante la guerra, in particolare il primo beato papuano Peter ToRot.<br />Il Cardinale, nel Paese per l’Assemblea della Federazione delle Conferenze episcopali dell'Oceania conclusa di recente, ha incoraggiato i partecipanti a seguire il loro esempio e a non lasciarsi influenzare dalla politica del “wantok system” che nonostante miri alla cura dei bisognosi, potrebbe facilmente allontanare religiosi e religiose dalle persone che devono servire. “Rimanere fedeli alla missione e al servizio impedirà a sacerdoti e religiosi di rimanere nelle loro zone di conforto e di ignorare la gente vulnerabile” ha aggiunto.<br />Tra gli argomenti del suo intervento, il Cardinale ha evidenziato il tema della gioia, centrale nella prima esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium e nella più recente Gaudete et Exsultate. “C'è solo una tristezza nel mondo, non essere santi” ha detto.<br />“Non esiste un tempo adatto per vivere la propria chiamata battesimale” ha ricordato ai partecipanti che ha incoraggiato a non perdersi d'animo in un mondo in rapido cambiamento. Infine, ha invitato e sollecitato sacerdoti e religiosi a prendere parte all'opera di riconciliazione e di pace.<br /> <br />Tue, 24 Apr 2018 11:03:51 +0200AMERICA/MESSICO - I Vescovi dopo l’ultimo assassinio di un sacerdote: “perché abbiamo perso il rispetto per la vita ?”http://fides.org/it/news/64075-AMERICA_MESSICO_I_Vescovi_dopo_l_ultimo_assassinio_di_un_sacerdote_perche_abbiamo_perso_il_rispetto_per_la_vitahttp://fides.org/it/news/64075-AMERICA_MESSICO_I_Vescovi_dopo_l_ultimo_assassinio_di_un_sacerdote_perche_abbiamo_perso_il_rispetto_per_la_vitaGuadalajara – “Lanciamo un appello urgente per costruire una cultura di pace e di riconciliazione. Questi eventi deplorevoli ci chiamano tutti a una conversione molto più profonda e sincera. È tempo di guardare onestamente alla nostra cultura e società, per chiederci: perché abbiamo perso il rispetto per la vita e per il sacro”. Con queste parole il Card. José Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara e Presidente della Conferenza Episcopale Messicana , unitamente a Sua Ecc. Mons. Alfonso G. Miranda Guardiola, Vescovo ausiliare di Monterrey e Segretario generale della CEM, manifestano “profondo dolore, tristezza e costernazione” di fronte all’assassinio di un altro sacerdote, d. Juan Miguel Contreras García, dell’Arcidiocesi di Guadalajara. <br />La sera di venerdì 20 aprile d. Juan Miguel Contreras García, 33 anni, da poco ordinato sacerdote, è stato ucciso al termine della santa Messa che aveva celebrato nella parrocchia San Pio da Pietrelcina di Tlajomulco, stato di Jalisco, dove aveva sostituito un altro sacerdote al quale erano arrivate minacce di morte. Secondo i testimoni, un commando ha fatto irruzione nella chiesa dirigendosi nella sacrestia, dove ha aperto il fuoco contro il sacerdote, uccidendolo. <br />Nel loro comunicato, pervenuto all’Agenzia Fides, i Vescovi messicani chiedono “ai fedeli cattolici di accompagnare i loro sacerdoti con la preghiera, soprattutto nel servizio pastorale delle comunità loro affidate”, e “a coloro che disprezzano e distruggono le loro vite per qualsiasi motivo, di lasciarsi guardare dal volto benevolo di Dio, per deporre non solo le armi, ma anche l'odio, il risentimento, la vendetta e tutti i sentimenti distruttivi”. Infine “alle nostre autorità competenti, chiediamo fortemente, ancora una volta, un'indagine esaustiva, fino a chiarire i fatti, in conformità con la giustizia e non consentendo che questo o altri crimini nella nostra nazione, rimangano impuniti”. <br />Tue, 24 Apr 2018 09:59:09 +0200AMERICA/NICARAGUA - Ancora violenza per le manifestazioni, si contano più di 8 morti, comunicato dei vescovihttp://fides.org/it/news/64074-AMERICA_NICARAGUA_Ancora_violenza_per_le_manifestazioni_si_contano_piu_di_8_morti_comunicato_dei_vescovihttp://fides.org/it/news/64074-AMERICA_NICARAGUA_Ancora_violenza_per_le_manifestazioni_si_contano_piu_di_8_morti_comunicato_dei_vescoviManagua – Fides ha ricevuto il comunicato dei Vescovi del Nicaragua che riguarda la terribile situazione che vive il paese e che propone di seguito:<br />"Attenti al clamore dei giovani nicaraguensi che rivendicano i loro diritti civicamente e agli ultimi violenti eventi che disturbano la pace del nostro paese, i Vescovi della Conferenza episcopale del Nicaragua:<br />Esortiamo le autorità del paese ad ascoltare il grido dei giovani nicaraguensi e la voce di altri settori che si sono espressi riguardo le riforme dell'Istituto di sicurezza sociale del Nicaragua e di abrogare le riforme alle politiche di quell'Istituto. Rettificare le decisioni prese è un segno di umanità, ascoltare è la via del buon senso, cercare a tutti i costi la pace è saggezza.<br />Pertanto, ancora una volta, invitiamo gli autori di queste riforme a considerare il dialogo come una possibilità per risolvere questo conflitto, che può essere aggravato se le decisioni giuste non sono prese per tutti e al momento giusto. Respingiamo ogni atto di violenza che confronta i figli della stessa nazione. Le azioni repressive condotte dai membri legati al governo alterano la pace.<br />La Chiesa respinge gli abusi, le ingiustizie, gli attacchi alla libertà ovunque si presentino, a prescindere dai loro autori, e propone di combattere con i mezzi adeguati per la difesa e la promozione dei diritti umani, specialmente nella persona dei poveri.<br />Esortiamo il popolo nicaraguense ad esercitare il proprio diritto a manifestare pacificamente da valori civici ed evangelici.<br />Siamo convinti che la vera solidarietà in questo momento è valutare il nicaraguense come persona, assumere la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune, cioè per il bene di tutti, perché tutti siamo davvero responsabile per tutti.<br />Il documento è firmato da tutti i vescovi della CEN e pubblicato ieri, 21 aprile<br /><br /> <br />Sat, 21 Apr 2018 11:49:53 +0200AMERICA/NICARAGUA - Il Vescovo Baez: un canale tv cattolico censurato, attacco alla libertà di stampahttp://fides.org/it/news/64073-AMERICA_NICARAGUA_Il_Vescovo_Baez_un_canale_tv_cattolico_censurato_attacco_alla_liberta_di_stampahttp://fides.org/it/news/64073-AMERICA_NICARAGUA_Il_Vescovo_Baez_un_canale_tv_cattolico_censurato_attacco_alla_liberta_di_stampaManagua - "Bisogna segnalare e condannare la censura da parte del governo sul Cannale 51, canale tv cattolico della Conferenza episcopale del Nicaragua, e di altri canali: è un serio attacco alla libertà di stampa e di espressione", scrive Mons. Baez all'Agenzia Fides, facendo riferimento alla difficile situazione in cui versa Nicaragua, dove una imponente protesta popolare sta sommuovendo l'intera nazione.<br />Il 19 aprile, quando la situazione si è presentata molto tesa, il presidente Ortega ha ordinato un oscuramento delle trasmissioni di 5 canali tv che trasmettono via cavo. Come riferiscono a Fides fonti locali, l'esecutivo ha cercato di bloccare la copertura informativa dei mass media indipendenti che seguivano le proteste dei cittadini contro la riforma dell'Istituto di sicurezza sociale del Nicaragua . Il governo ha ordinato di bloccare i media televisivi Noticias al 100%, Canale 12, Canale 23, Telenorte e Canale 51, quest’ultimo della Conferenza episcopale cattolica.<br />Il direttore del canale Noticias al 100%, Miguel Mora, ha descritto come un "grave errore" la censura subita da diversi canali televisivi via cavo, incluso il suo, quando il loro segnale è stato bloccato all'improvviso, senza motivo. "Ufficialmente non è stato detto nulla , ma in via ufficiosa ci è stato chiesto che in vista dell'atmosfera di scontri e proteste non dovevamo trasmettere notizie”, ha riferito a Fides.<br />La società che fornisce il servizio di trasmissione via cavo ha poi comunicato ad alcuni direttori di questi media che ci sono stati difetti tecnici nella rete ed è per questo che il segnale del canale è stato sospeso. Per gli osservatori, è chiaro il messaggio di censura lanciato dall'esecutivo. Dopo una intera giornata, solo ieri, 20 aprile, il servizio è stato ripristinato completamente. Ma la tensione resta alta. <br /><br /><br />Sat, 21 Apr 2018 22:50:55 +0200ASIA/INDIA - Un esercito di 45mila suore a servizio dei malati: parte della missione di guarigione di Cristohttp://fides.org/it/news/64072-ASIA_INDIA_Un_esercito_di_45mila_suore_a_servizio_dei_malati_parte_della_missione_di_guarigione_di_Cristohttp://fides.org/it/news/64072-ASIA_INDIA_Un_esercito_di_45mila_suore_a_servizio_dei_malati_parte_della_missione_di_guarigione_di_CristoHyderabad - Sono 45.443 le suore cattoliche di numerose congregazioni, impegnate nell'assistenza sanitaria a servizio dei malati e dei più poveri. La lora opera, che è partecipazione alla missione guaritrice di Cristo, costituisce un prezioso contributo della Chiesa cattolica in India alla società e raggiunge in particolare per i poveri nelle aree rurali, dove non vi sono strutture statali.<br />Secondo i dati forniti all'Agenzia Fides dalla l'Associazione cattolica per la salute dell'India , da ottobre 2015 a oggi 34 congregazioni religiose femminili hanno rafforzare il proprio servizio sanitario nel paese: sono oggi in tutto 38.336 le suore, 7.244 le suore infermiere e 363 le religiose che sono anche medico.<br />Milioni di persone in India lottano per avere cure mediche di qualità. L'India vive carenze gravi nella salute pubblica e attualmente spende poco più dell'1% del PIL per l'assistenza sanitaria pubblica, uno dei livelli più bassi al mondo. La scarsa assistenza sanitaria e la conseguente stato di saluto precario spinge tra il 3% e il 5% della popolazione al di sotto della soglia di povertà. Le famiglie rurali sostengono le loro spese sanitarie tramite prestiti o vendita di beni.<br />Il tasso di malattia in India, soprattutto tra i poveri, è più alto che in molte economie emergenti. Gli ospedali statali di qualità sono pochi e lontani tra loro, le strutture di assistenza primaria sono scarse e le cliniche private hanno costi proibitivi. In tale cornice, ospedali e centri sanitari cattolici sono una salvezza, offrendo gratuitamente servizi sanitari ai poveri nelle aree più remote.<br />Mettendo in atto il "piano d'azione 2020", l'Associazione cattolica per la salute dell'India sta cooperando con molte congregazioni religiose. Oltre il 90% delle strutture sanitarie cattoliche sono gestite da congregazioni religiose femminili. <br />Nella formazione delle suore-infermiere si insiste molto sulla preghiera, la vicinanza spirituale al paziente come parte della missione di guarigione di Cristo. Le tirocinanti acquisiscono anche conoscenze e abilità in rimedi erboristici e in terapie naturali . Sat, 21 Apr 2018 15:15:01 +0200OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Assemblea dei vescovi: Pastori vicini alla gente, soprattutto ai giovanihttp://fides.org/it/news/64071-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_Assemblea_dei_vescovi_Pastori_vicini_alla_gente_soprattutto_ai_giovanihttp://fides.org/it/news/64071-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_Assemblea_dei_vescovi_Pastori_vicini_alla_gente_soprattutto_ai_giovaniPort Moresby - I Vescovi sono Pastori chiamati ad avere "l'odore delle pecore", testimoniando la chiamata di Dio e la vicinanza ai sacerdoti, alla gente e ai giovani: è quanto ha sottolineato l'Arcivescovo Kurian Mathew Vayalunkal, Nunzio apostolico in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, principale celebrante dell'Eucaristia che il 19 aprile ha aperto l'assemblea della Conferenza Episcopale di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, che si concluderà il 24 aprile 2018. L'assemblea segue quella, appena conclusa, della Federazione dei Vescovi dell'intera Oceania. Sono 19 i Vescovi presenti all'incontro che si tiene al Centro Congressi Emmaus, a Boroko e ha come tema centrale: "Chiamati alla pienezza della vita e dell'amore".<br />Il Nunzio Apostolico ha detto: "Se restiamo vicini alla nostra gente, se siamo disposti ad ascoltarli e restiamo in contatto con loro, daranno un posto a Cristo nella loro vita". L'Arcivescovo ha ringraziato i Vescovi per la loro dedizione, per l'unità e l'amore verso il loro popolo. Durante la recente sofferenza vissuta dal popolo di Mendi, a causa del terribile terremoto che l'ha colpito, le comunità cristiane e i Pastori hanno dato un esempio di cura e preoccupazione per la gente, ha rilevato.<br />Mons. Kurian Mathew Vayalunkal ha poi parlato del prossimo Sinodo dei Vescovi, dedicato ai giovani e ha ricordato ai Vescovi di ascoltare i giovani. "Come buoni Pastori, dobbiamo uscire, cercarli e ccodurli sulla via del Vangelo", ha detto. L'Arcivescovo ha evidenziato alcuni punti emersi dall'incontro pre-sinodale, rimarcando che la Chiesa deve coinvolgersi pienamente nella società moderna come "luogo fertile per la nuova evangelizzazione". Occorre assicurare ai giovani che "i loro Vescovi abbiano fiducia in loro", ha concluso <br />"Il miglior complimento che un Vescovo può ricevere è quando le persone dicono che è un uomo di Dio, un uomo di profonda fede", ha aggiunto il Vescovo salesiano Peter Baquero sdb, che guida la diocesi di Kerema. "Le persone sono attratte dalla nostra mitezza, compassione e atteggiamento di perdono", ha ricordato, citando Papa Francesco ed esortando i Pastori a essere "fisicamente, spiritualmente e attivamente presenti accanto ai giovani, promuovendo in loro una relazione viva e intima con il Signore". <br />Tutti i vescovi si recheranno a Vanimo il 25 aprile per l'ordinazione episcopale del Vescovo eletto Francis Meli, nuovo Vescovo di Vanimo, in Papua Nuova Guinea. Sat, 21 Apr 2018 14:43:13 +0200AMERICA/BRASILE - Le religiose: storie scioccanti su traffico e sfruttamento sessuale tra gli indigeni dell'Amazzoniahttp://fides.org/it/news/64070-AMERICA_BRASILE_Le_religiose_storie_scioccanti_su_traffico_e_sfruttamento_sessuale_tra_gli_indigeni_dell_Amazzoniahttp://fides.org/it/news/64070-AMERICA_BRASILE_Le_religiose_storie_scioccanti_su_traffico_e_sfruttamento_sessuale_tra_gli_indigeni_dell_AmazzoniaSão Gabriel da Cachoeira - "Combattere la tratta di esseri umani è una delle grandi sfide della società del XXI secolo. Questo crimine è purtroppo molto presente anche nell'Amazzonia brasiliana, dove il numero delle vittime è in costante aumento". Questo il motivo per cui un gruppo di religiose della rete "Un Grito por la Vida" ha visitato, dal 3 al 18 aprile, due comuni della regione del Río Negro, che fanno parte della diocesi di São Gabriel da Cachoeira, nell'Amazzonia brasiliana, dove la maggior parte della popolazione è indigena.<br />Nelle conclusioni della visita, inviate all’Agenzia Fides, le suore segnalano che il loro lavoro è stato condiviso con le parrocchie locali e che hanno potuto visitare diverse comunità, sia nelle città che sulle rive dei fiumi. Hanno anche svolto attività di sensibilizzazione nelle scuole, con studenti e insegnanti, e nei centri giovanili. Il gruppo ha anche visitato diverse istituzioni pubbliche incaricate di difendere i diritti dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, anche se purtroppo lavorano separatamente per migliorare i loro diritti, senza fare un lavoro comune, il che rende difficile raggiungere obiettivi precisi.<br />Le suore confermano la presenza di diversi casi di tratta, abuso e sfruttamento sessuale, spesso nascosti e sconosciuti, anche per la popolazione locale. Durante la loro visita sono emerse storie scioccanti, specialmente nei casi in cui le vittime sono bambini e bambine, che spesso subiscono abusi anche all'interno della propria famiglia. "È una realtà che non è facile cambiare" affermano a Fides coloro che hanno partecipato alle attività svolte durante le visite, "perché alla paura di denunciare si unisce l'inefficienza della polizia e della giustizia, poco preoccupate della difesa degli innocenti". In questo senso, durante gli incontri, sono venuti alla luce alcuni esempi di diversi crimini che, dopo anni, continuano a restare impuniti.<br />Per questo motivo il lavoro di informazione, prevenzione e contrasto è fondamentale, specialmente in queste realtà dove le situazioni al di fuori di qualsiasi logica sono considerate normali, come ad esempio, il fatto che una ragazzina di dodici anni rimanga incinta. È un lavoro necessario e mostra le sfide che la vita religiosa si sta assumendo, facendosi presente nelle periferie del mondo, per essere la voce di coloro ai quali quasi nessuno presta ascolto.<br />La rete "Un Grito por la Vida", creata nel 2007, è un'organizzazione legata alla Conferenza dei religiosi del Brasile, che combatte il traffico e lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, portando avanti un lavoro di prevenzione e denuncia per cercare di mettere fine ad uno dei grandi flagelli della società di oggi. Sat, 21 Apr 2018 13:44:28 +0200NEWS ANALYSIS/OMNIS TERRA - Medio Oriente: i cristiani tra violenza settaria e instabilità politicahttp://fides.org/it/news/64069-NEWS_ANALYSIS_OMNIS_TERRA_Medio_Oriente_i_cristiani_tra_violenza_settaria_e_instabilita_politicahttp://fides.org/it/news/64069-NEWS_ANALYSIS_OMNIS_TERRA_Medio_Oriente_i_cristiani_tra_violenza_settaria_e_instabilita_politicaLa minaccia verso i cristiani in Medio Oriente è seria. Ma per capirla a fondo occorre vederla nel contesto della regione. Le divisioni settarie, l’assenza di vera democrazia, di sicurezza, di diritti civili, di legalità: questi problemi toccano quasi tutti i cittadini di questa regione instabile, dove l’identità religiosa è inestricabile dalla identità politica. Disoccupazione, illegalità, disperazione, ingiustizia e sete di vendetta sono i veri reclutatori dei gruppi terroristici, più dellefrasi controverse del Corano. Più si sgretolano le istituzioni dello Stato e più crescono il settarismo, la paura e l’odio verso il diverso. L’Occidente deve pensare che la sua lotta è contro il terrorismo e non contro l’Islam. La soluzione per la vita dei cristiani in Medio Oriente si troverà solo cercando di stabilizzare la situazione per tutti i gruppi etnici e religiosi, nella maniera più equa possibile <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://omnisterra.fides.org/articles/view/93">Continua a leggere la News analysis su Omnis Terra</a>Sat, 21 Apr 2018 13:43:28 +0200ASIA/PAKISTAN - Nasce la prima cappella cristiana in una università statalehttp://fides.org/it/news/64068-ASIA_PAKISTAN_Nasce_la_prima_cappella_cristiana_in_una_universita_statalehttp://fides.org/it/news/64068-ASIA_PAKISTAN_Nasce_la_prima_cappella_cristiana_in_una_universita_stataleFaisalabad - C'è una cappella cristiana nell'università statale di Faisalabad, ed è il primo luogo di culto cristiano presente in un ateneo pubblico in Pakistan. E' stata inaugurata il 15 aprile 2018 nel complesso della Agricultural University dall’Arcivescovo Joseph Arshad, Arcivescovo di Islamabad-Rawalpindi e Amministratore apostolico della diocesi di Faisalabad, alla presenza di Muhammad Iqbal Zafar, vice Cancelliere, di professori, religiosi, allievi. Come riferito a Fides dall'Acivescovo Arshad, la cappella è intitolata a Santa Maria. Mons. Arshad si è congratulato con tutta la comunità cristiana dell'Università dell'Agricoltura per avere promosso la costruzione di un luogo di culto cristiano, accanto a quello di religione islamica esistente. "La costruzione di una chiesa nel complesso dell'università lancia un messaggio di amore e di armonia in tutto il paese. La gente cristiana verrà in questa chiesa e pregherà per il progresso e la prosperità dell'Università e del Pakistan", ha detto. <br />"Oggi - ha aggiunto - si realizzano le parole di Muhammad Ali Jinnah, il fondatore del Pakistan, che nel suo noto discorso alla nazione del 1947, disse 'Siete liberi; liberi di andare ai vostri templi. Siete liberi di andare nelle vostre moschee o in qualsiasi altro luogo di culto in questo stato del Pakistan. Potete professare qualsiasi religione o credo". L’Arcivescovo ha ringraziato la autorità civili e quelle accademiche per aver dimostrato sensibilità e interesse nell'offrire un luogo di culto per i cristiani, rispettando la libertà religiosa.<br />Il vice Cancelliere Muhammad. Zafar Iqbal ha affermato: "Questa chiesa è stata costruita per soddisfare le esigenze spirituali degli studenti. La moschea o la chiesa sono entrambi luoghi sacri per il culto a Dio. Crediamo nell'armonia interreligiosa: la costruzione della cappella è un esempio concreto di fratellanza tra cristiani e musulmani. Questa è la prima volta nella storia del Pakistan che una chiesa viene costruita nell'università statale. Auspichiamo che le altre istituzioni seguano questo esempio per garantire i diritti delle minoranze religiose, come affermato nella Costituzione del Pakistan. I cristiani sono nostri fratelli e sorelle perché Dio ha reso tutti gli esseri umani uguali".<br />L'Arcivescovo Joseph Arshad ha anche celebrato la messa nella nuova chiesa ungendo l'altare e benedicendo il luogo. Nell'omelia ha ringraziato Dio e quanti hanno lavorato per portare a termine il progetto, e ha invitato i giovani a "dare importanza all'istruzione superiore e a contribuire attivamente al bene comune del Pakistan". Fri, 20 Apr 2018 12:43:49 +0200AFRICA/MADAGASCAR - Riforestazione e cura del Creato per dare un futuro alla nazione, secondo la Laudato si’http://fides.org/it/news/64067-AFRICA_MADAGASCAR_Riforestazione_e_cura_del_Creato_per_dare_un_futuro_alla_nazione_secondo_la_Laudato_sihttp://fides.org/it/news/64067-AFRICA_MADAGASCAR_Riforestazione_e_cura_del_Creato_per_dare_un_futuro_alla_nazione_secondo_la_Laudato_siFianarantsoa - Piantare alberi e sostenere la cura del Creato per dare un futuro al Madagascar. È questo l’obiettivo del progetto di riforestazione e formazione all’economia sostenibile portato avanti a Ikalamavony e Solila dalla diocesi di Fianarantsoa, insieme a “Fe y Alegría”, organizzazione nata negli anni Cinquanta del secolo scroso per promuovere l’educazione secondo la tradizione ignaziana, e al “Magis”, l’Ong dei Gesuiti italiani.<br />Il Madagascar è un’isola con un vasto patrimonio forestale. Separatasi dal continente africano da 140 milioni di anni e dall’India da 80 milioni di anni, le specie che popolano l'isola si sono evolute parallelamente a quelle sul continente e si sono gradualmente differenziate. Il tasso di endemismo che deriva da questo isolamento si avvicina all’85%, rendendo la maggior parte delle specie animali e vegetali uniche al mondo.<br />La maggior parte delle specie vive in ambienti forestali è però minacciata. Ogni anni le aree delle foreste si riducono di ventimila ettari. Alcuni scienziati stimano che i 4/5 della foresta che un tempo occupava l’isola sono ormai scomparsi.<br />Responsabile di questo disboscamento, sono alcune pratiche agricole tradizionali. Per coltivare, i malgasci praticano il “tavy”, cioè una tecnica agricola attraverso la quale si tagliano e si bruciano gli alberi per lasciare spazio ai campi. La terra così liberata però può essere coltivata solo per un periodo limitato e gli agricoltori sono costretti a trasferirsi altrove per trovare altra terra da coltivare attraverso il disboscamento.<br />A ciò si aggiunge il traffico di legname pregiato favorito dalla corruzione, e la progressiva desertificazione legata al cambio climatico.<br />Per far fronte a questi fenomeni, nello spirito della Laudato si’, la diocesi di Fianarantsoa ha lanciato un progetto di riforestazione a Ikalamavony e Solila, in un’area nella quale le foreste si stanno riducendo. L’iniziativa mescola azione sul campo e formazione in aula. È infatti previsto che gli alunni di tre scuole-pilota della zona piantino ciascuna, insieme a insegnanti, parenti e amici, 700 alberi. Saranno introdotti manghi, aranci, eucalipti. Piante che potranno offrire frutta e legname che, a loro volta, potranno essere consumati in loco oppure venduti, alimentando così un circolo economico virtuoso. Contemporaneamente i 370 studenti saranno formati ai temi ecologici in linea con gli insegnamenti dell’enciclica Laudato Si’.<br />“A gennaio e a febbraio – osserva padre Emile Ranaivoarisoa, un gesuita che opera nella regione -, le piogge intense ci hanno costretto a rallentare l’attuazione del progetto. Ora abbiamo ripreso. La riforestazione è iniziata alla fine del 2017 e durerà tre anni nel corso dei quali speriamo di riuscire a diffondere una sensibilità ecologica nei ragazzi. Vogliamo trasmettere qualcosa di più di un mero ambientalismo: desideriamo che i ragazzi capissero che un’attenzione generale al Creato può rappresentare una crescita economica e umana. Perché la tutela dell’ambiente è una forma di rispetto non solo della natura, ma anche di Dio e dell’uomo che con essa convive”. Fri, 20 Apr 2018 12:07:29 +0200ASIA/FILIPPINE - La migrazione diventa un problema sociale e divide la famigliahttp://fides.org/it/news/64066-ASIA_FILIPPINE_La_migrazione_diventa_un_problema_sociale_e_divide_la_famigliahttp://fides.org/it/news/64066-ASIA_FILIPPINE_La_migrazione_diventa_un_problema_sociale_e_divide_la_famigliaManila – Il fenomeno dell’emigrazione nelle Filippine è divenuto un problema sociale che ha effetti negativi sulla tenuta dell'istituzione della famiglia, afferma un sacerdote che lavora con i migranti. "Una delle realtà sociali allarmanti che il nostro paese sta affrontando oggi è il fenomeno dell'emigrazione che sta producendo mutamenti sociali e serie conseguenze sull'unita delle famiglie" rileva all'Agenzia Fides p. Leonardo Adaptar, Direttore del Ministero diocesano dei migranti della diocesi di Cubao.<br />Si stima che ci siano circa 10,3 milioni di lavoratori filippini all'estero e circa 3.000 persone piene di speranza lasciano il paese ogni giorno per cercare una vita migliore. Gli OFW sono definiti "eroi dei nostri giorni" perché, grazie al contributo delle rimesse che inviano in patria, danno un forte sostegno all'economia filippina.<br />"Tuttavia, stanno arrivando sempre più storie negative, relative ai loro problemi, alle preoccupazioni dei migranti e delle loro famiglie" dichiara p. Adaptar. "C'è oggi una maggiore necessità di monitorare e accompagnare, a livello umano e pastorale, queste persone, fornendo un aiuto in particolare a livello di consulenza legale, orientamento e benessere dei lavoratori emigrati e dei loro familiari" spiega.<br />Ciascuna delle 86 diocesi del paese ha il compito di offrire una specifica formazione ai migranti e di seguire le loro famiglie, in collaborazione con la Commissione episcopale per la cura pastorale dei migranti e degli itineranti, riferisce a Fides fra Dexter Ignacio, che opera nello staff della Commissione per i migranti a Cubao.<br />Quanto si guadagna in termini economici con l'emigrazione - che è un fenomeno organizzato e mediato dallo stato - si rivela una perdita per le famiglie degli OFW. Per decenni, la tendenza all'emigrazione delle donne, che sono oltre la metà dei filippini all'estero, ha comportato che le famiglie perdessero la presenza della madre. Come rivelano i casi monitorati dalle Commissioni cattoliche diocesane, i bambini crescono senza la guida materna, presenza fondamentale, mentre i mariti sono tentati dall’intraprendere relazioni extraconiugali o, peggio, di abusare sessualmente dei loro figli.<br />"La questione della migrazione non ha una soluzione facile rispetto a tutti i problemi che ne derivano. L'azione deve essere multisettoriale e interdisciplinare. Tutti i soggetti coinvolti devono comprendere l'intero ciclo e le conseguenze del fenomeno migratorio; urge una cooperazione tra lo stato, la società civile, la Chiesa per evitare che esso generi problemi sociali sempre più grandi e diffusi", conclude p. Adaptar. Fri, 20 Apr 2018 11:59:31 +0200AMERICA/CUBA - Cambio presidenziale nell'indifferenza generale per la situazione economica ed il pessimismo diffusohttp://fides.org/it/news/64065-AMERICA_CUBA_Cambio_presidenziale_nell_indifferenza_generale_per_la_situazione_economica_ed_il_pessimismo_diffusohttp://fides.org/it/news/64065-AMERICA_CUBA_Cambio_presidenziale_nell_indifferenza_generale_per_la_situazione_economica_ed_il_pessimismo_diffusoL'Avana - “Nessuno si aspetta un cambiamento politico sostanziale con l'elezione di Miguel Díaz-Canel come nuovo presidente cubano” commenta all'Agenzia Fides María C. López, responsabile della comunicazione dell'Arcidiocesi di Santiago de Cuba. “Semmai la novità più significativa è la presenza di tre donne su cinque nel gruppo dei vicepresidenti”, in un Consiglio di Stato che conserva solo due dirigenti “storici” su un totale di 30 membri. <br />Díaz-Canel é stato eletto il 17 aprile dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare come presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri. Il suo mandato durerà cinque ann. Nel discorso di insediamento ha tranquillizzato l'establishment: “Non vengo a promettere nulla. Vengo a portare a compimento il programma che ci siamo imposti, con i lineamenti del Socialismo e della Rivoluzione”. Ha ulteriormente chiarito: “Non ci sarà spazio per chi aspira a una restaurazione capitalista”. Díaz-Canel è il primo leader della nazione del post castrismo e il primo capo di Stato ad essere nato dopo l'avvento dei “barbudos” della Sierra Maestra, l’8 gennaio 1959. <br />I cattolici dell'isola, come la maggioranza della popolazione, hanno appreso la notizia con indifferenza. La giornalista Yoani Sánchez ha scritto che le ragioni di tale atteggiamento sono “la pessima situazione economica, che costringe la maggioranza della popolazione occupata a sopravvivere, il pessimismo che nasce dalla convinzione che non cambierà nulla solo con un volto nuovo, e il fatto che la gente non conosce altri scenari”. <br />La Chiesa cattolica manterrà l'apertura al dialogo che ha caratterizzato soprattutto l'era Raúl. “Nei quasi 11 anni al potere del fratello di Fidel Castro” ricorda Maria López parlando a Fides, “si è aperto un tempo di incontro tra lo Stato e la Chiesa, con vari momenti di interscambio tra i rispettivi leader, che si è fatto concreto e visibile con la scarcerazione di un gran numero di prigionieri a partire dal 2010, in particolare quelli della cosiddetta Primavera del 2013, e con le visite dei Papi Benedetto XVI e Francesco nel ”. <br />Questi eventi sono stati occasione di colloqui ed accordi di lavoro tra le due parti, guidate dal Presidente e dal Cardinale Jaime Ortega, Arcivescovo di San Cristobal de l’Havana, che certo non si sarebbero potuti realizzare senza una precisa volontà politica. “La mia percezione - commenta ancora Maria López - è che negli ultimi 20 anni è stata concessa, in modo molto lento e progressivo, una maggior libertà religiosa. La Chiesa cattolica non l'ha mai reclamata solo per sé, ma per tutte le espressioni di religiosità del popolo - siano esse evangeliche, sincretistiche, ecc. - per tutti i cubani”. Comunque manca ancora qualcosa: è da notare la quasi totale assenza di “persone apertamente cristiane e devote nelle strutture pubbliche, salvo pochi evangelici”. Per essere parlamentare, ad esempio, occorre in genere essere tesserati al Partito Comunista di Cuba, anche se ci sono state eccezioni e sorprese nell'ultima elezione parlamentare dell'11 marzo. <br />Fri, 20 Apr 2018 11:35:44 +0200AFRICA - Lavorare per il benessere fisico dell’uomo è parte integrante del mandato del Vangelo: l’impegno della Chiesa africanahttp://fides.org/it/news/64064-AFRICA_Lavorare_per_il_benessere_fisico_dell_uomo_e_parte_integrante_del_mandato_del_Vangelo_l_impegno_della_Chiesa_africanahttp://fides.org/it/news/64064-AFRICA_Lavorare_per_il_benessere_fisico_dell_uomo_e_parte_integrante_del_mandato_del_Vangelo_l_impegno_della_Chiesa_africanaKara – L’Africa sub-sahariana è una delle aree della terra più esposte a tutti i tipi di calamità: guerre, epidemie, carestie, ecc. Il precario sistema sanitario di questa parte del continente molto spesso non è in grado di far fronte alle ripetute epidemie, agli alti tassi di mortalità materna e alla crescita delle malattie croniche. In particolare l’Africa subsahariana rimane essenzialmente la zona più colpita al mondo dalla malaria. Secondo il rapporto dell'OMS del 29 novembre 2017, da sola rappresenta il 90% dei casi di malaria e decessi correlati in tutto il mondo.<br />“Il 16 aprile scorso, all’apertura della Conferenza panafricana sulla malaria in corso a Dakar fino a oggi, 20 aprile, è emerso che, in particolare nell’Africa sub-sahariana, la lotta contro la malaria è più complessa e difficile rispetto ad altre parti del mondo, dal momento che quasi un quarto delle riserve bancarie di sangue sono contaminate da parassiti che causano la malattia” racconta all’Agenzia Fides p. Donald Zagore, della Società delle Missioni Africane. “In effetti - continua il sacerdote - su un totale di 22.508 donatori di sangue, quasi il 23,46℅ è vettore di parassiti che causano l'insorgere della pandemia. Con un tale record, la lotta contro la malaria nell'Africa subsahariana è lungi dall'essere finita”.<br />Inoltre, insiste p. Zagore, “a causa dei numerosi conflitti armati, tante famiglie di questa zona relativamente povera dell'Africa necessitano non solo di aiuti finanziari. Urge infatti che strumenti previdenziali e assistenziali come la ‘Assurance Maladie Universelle ’ o la ‘Couverture Sanitaire Universelle ’ diventino una realtà efficiente e sicura. Questi due strumenti rimangono un fattore fondamentale per lo sviluppo sostenibile e mirano essenzialmente ad alleviare le sofferenze dei più vulnerabili e dei più indifesi. L'obiettivo è che ogni individuo nell'Africa sub-sahariana possa essere in buona salute e contribuire così secondo le possibilità allo sviluppo e all'autorealizzazione”.<br />In questo contesto, la Chiesa africana non rimane a guardare. “Si tratta di una sfida molta impegnativa – spiega padre Donald - che vede raddoppiare sempre più la sua presenza, soprattutto per questioni importanti come la lotta alla malaria e programmi fondamentali come l’AMU o la CSU. Non bisogna mai dimenticare che lavorare per il benessere fisico dell’uomo è parte integrante del mandato del Vangelo ricevuto da nostro Signore Gesù come si legge in Matteo : Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi....” Fri, 20 Apr 2018 11:06:10 +0200AMERICA/NICARAGUA - Riforma della Previdenza: scoppia la protesta di piazza, la Chiesa dice "No" alla repressionehttp://fides.org/it/news/64063-AMERICA_NICARAGUA_Riforma_della_Previdenza_scoppia_la_protesta_di_piazza_la_Chiesa_dice_No_alla_repressionehttp://fides.org/it/news/64063-AMERICA_NICARAGUA_Riforma_della_Previdenza_scoppia_la_protesta_di_piazza_la_Chiesa_dice_No_alla_repressioneManagua – “Quanta barbarie! E' accaduto quanto temevo e che non dovrebbe accadere. C'è già almeno uno studente ucciso all’Università. Si parla di altri. Avverto molto dolore! Diciamo No alla repressione": è l’accorato appello di Mons. Silvio José Baez, Vescovo ausiliare di Managua, alle autorità del Nicaragua, dove negli ultimi due giorni la popolazione è scesa per le strade per protestare contro la riforma della previdenza sociale che colpisce direttamente gli anziani e i pensionati.<br />L'Agenzia FIdes ha ricevuto l’appello di Mons. Baez e anche testimonianze di missionari e di giornalisti cattolici che denunciano la violenta repressione messa in atto dalle forze dell’ordine. Secondo le ultime informazioni, almeno quattro persone, tra cui un poliziotto, sono morte ieri negli scontri durante le manifestazioni di protesta scatenatesi a causa della controversa riforma, che aumenta la quota contributiva dei datori di lavoro e dei lavoratori e toglie denaro ai pensionati. Le 4 vittime sono un poliziotto, due giovani universitari e uno studente di liceo che è stato assassinato nel comune di Tipitapa. Le manifestazioni hanno avuto luogo in diversi comuni e, come riferisce la Croce Rossa, hanno lasciato almeno 33 feriti.<br />La riforma è stata criticata da tutti i settori economici, da imprenditori ed esperti: lungi dal prevenire il collasso del INSS - si afferma - essa favorisce la disoccupazione, diminuisce i consumi e la competitività. La Camera delle industrie del Nicaragua ha chiesto al governo di sospendere la riforma, considerando che "mina l'economia del paese, e che ha generato l'escalation di violenza che da due giorni non si ferma".<br />Studenti, lavoratori e casalinghe sono scesi in strada e hanno considerato "scandalosa" la denuncia della Vice presidente del Nicaragua, Rosario Murillo, quando ha affermato che c’è "manipolazione politica" nelle proteste. Attraverso i social media, tutti hanno potuto constatare come sono andate le cose: il governo aveva convocato i dipendenti pubblici per alcune manifestazioni pro-governative; ma i dimostranti hanno invece iniziato una protesta contro l'esecutivo. <br />La maggior parte della popolazione universitaria in Nicaragua studia in università statali, e quando è stato chiesto agli studenti di andare in piazza per sostenere il governo di Ortega, gli studenti lo hanno fatto, ma per offrire il loro sostegno agli anziani, contro la riforma dell'INSS. <br />La polizia ha inviato le forze anti-sommossa per disperdere violentemente i manifestanti pacifici che sfilavano per le città di tutto il paese. In molti video e audio inviati all'Agenzia Fides, si può verificare la violenza eccessiva delle forze dell'ordine. Secondo le ultime informazioni, le manifestazioni si sono già diffuse in 16 città del Nicaragua.<br />La Chiesa cattolica, attraverso i Vescovi, ha denunciato immediatamente la violenta repressione contro gli studenti e contro gli anziani. La Pastorale giovanile cattolica della Diocesi della città di Leon, come in numerose altre diocesi, utilizzando i propri canali dei social media, ha chiesto "la pace", contro le esplosioni di violenza derivanti dalla ingiusta riforma sociale. Fri, 20 Apr 2018 10:59:59 +0200AFRICA/TANZANIA - Dimissioni del Vescovo di Sumbawanga e nomina del successorehttp://fides.org/it/news/64062-AFRICA_TANZANIA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Sumbawanga_e_nomina_del_successorehttp://fides.org/it/news/64062-AFRICA_TANZANIA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Sumbawanga_e_nomina_del_successoreCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sumbawanga , presentata da S.E. Mons. Damian Kyaruzi. Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Sumbawanga il P. Beatus Christian Urassa, Istituto Apostolic Life Community of Priests/Opus Sancti Spiritus , già Superiore Provinciale del suo Istituto in Tanzania.<br />Il nuovo Vescovo è nato il 2 agosto 1965 a Keni Mashati Rombo, Diocesi di Moshi, ha studiato Filosofia nel Seminario Maggiore della Congregazione Apostles of Jesus a Nairobi in Kenia, e Teologia nel Seminario Maggiore Interdiocesano St. Charles Lwanga a Segrea, Dar Es Salaam, ha conseguito il Dottorato in Teologia Spirituale presso il Pontificio Istituto Teresianum a Roma. È stato ordinato sacerdote il 12 luglio 1997 per l’Istituto Apostolic Life Community of Priests/Opus Sancti Spiritus .<br />Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: Segretario del Consiglio Generale della Congregazione religiosa ALCP/OSS a Moshi, Tanzania ; Vice-parroco di Mwananyamala, Dar Es Salaam ; Formatore nella casa di formazione ALCP/OSS a Morogoro ; Studi a Roma presso il Pontificio Istituto Teresianum ; Superiore Provinciale ALCP/OSS . <br />Thu, 19 Apr 2018 12:23:16 +0200