Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/TURCHIA - il Patriarca armeno di Costantinopoli benedice il processo di normalizzazione dei rapporti tra Armenia e Turchiahttp://fides.org/it/news/71503-ASIA_TURCHIA_il_Patriarca_armeno_di_Costantinopoli_benedice_il_processo_di_normalizzazione_dei_rapporti_tra_Armenia_e_Turchiahttp://fides.org/it/news/71503-ASIA_TURCHIA_il_Patriarca_armeno_di_Costantinopoli_benedice_il_processo_di_normalizzazione_dei_rapporti_tra_Armenia_e_TurchiaIstanbul – Il processo di distensione e normalizzazione dei rapporti, in corso tra Turchia e Armenia, viene sostenuto con decisione e speranza da esponenti autorevoli della comunità armena in terra turca, a cominciare dal Patriarca armeno apostolico di Costantinopoli, Sahag Mashalyan. Il Capo della comunità armena in Turchia ha definito “preziose” le misure “che rafforzano le relazioni tra i Paesi confinanti, sia in termini di investimenti che di scambi culturali”. Per i cittadini turchi che appartengono alla Chiesa armena – ha aggiunto il Patriarca nelle dichiarazioni rilanciate dalla stampa nazionale – “è anche estremamente importante che le relazioni migliorino giorno dopo giorno in modo che le due comunità si conoscano, lavorino insieme, facciano investimenti e in questo senso ricchi valori culturali si incontrino su un terreno comune".<br />I rapporti tra Turchia e Armenia, tormentati dalla mancanza di una memoria condivisa in merito alle atroci vicende del Genocidio armeno, hanno registrato una svolta dopo il conflitto armato tra Armenia e Azerbaigian, che nel 2020 è tornato a infiammare il Caucaso in una nuova, cruenta fase della storica contesa intorno al Nagorno Karabakh, regione a maggioranza armena oggi inclusa nei confini dell’Azerbaigian. La firma del cessate il fuoco, avvenuta il 9 novembre 2020 con la mediazione della Russia, vide la netta affermazione dell’esercito di Baku, e pose fine a sei settimane di feroci combattimenti tra le truppe azere e quelle armene inviate da Erevan. Esso prevedeva il ritiro delle forze militari armene dal territorio azero, il ritorno degli sfollati alle rispettive aree di residenza e la dislocazione di truppe russe con funzione di “peacekeeper” in Nagorno Karabakh per i successivi 5 anni. In Armenia, la fine del conflitto, percepita come una disfatta, ha innescato una pesante crisi politica: Sugli sviluppi di quella fase incerta si è innestato il processo di normalizzazione dei rapporti tra Armenia e Turchia, anch’esso favorito dalle pressioni esercitate dalla Russia di Vladimir Putin, che continua a agire nelle vesti di energico “mediatore” tra Erevan e Ankara. Le relazioni diplomatiche tra Turchia e Armenia sono congelate dal 1993, anno in cui i turchi hanno chiuso il confini con la ex repubblica sovietica proprio a causa del conflitto armeno-azero intorno al Nagorno Karabach, conflitto che ha sempre visto il governo turco saldamente schiarato a fianco dell’Azerbaigian. Adesso, il primo incontro bilaterale turco-armeno per concretizzare la distensione dei rapporti si è svolto il 14 gennaio a Mosca, in un clima definito “costruttivo” dalle fonti ufficiali armene. Nella capitale russa, il Presidente del Parlamento armeno, Ruben Rubinyan, ha incontrato l’ambasciatore turco Serdar Kilic, scambiando con lui “pareri preliminari circa il processo di normalizzazione del dialogo fra Armenia e Turchia”. Le parti hanno concordato di proseguire i negoziati senza precondizioni. Dopo l’incontro di Mosca, anche Mevlüt Çavuşoğlu, Ministro degli Esteri della Turchia, ha ribadito che l’obiettivo dei negoziati avviati è “la piena normalizzazione”, aggiungendo che “anche gli armeni sono molto contenti di questo". La comunità armena in Turchia è interessata anche alla riapertura dei voli internazionali tra i due Paesi, in programma per l’inizio di febbraio. <br />Oltre alle dichiarazioni del Patriarca mashalyan, il quotidiano turco Hürriyet ha diffuso anche le dichiarazioni dell’imprenditore armeno Dikran Gülmezgil, Presidente del Consiglio delle scuole della Fondazione Karagözyan, secondo il quale d’ora in poi la Turchia “dovrebbe fungere da fratello maggiore dell'Armenia”, mentre Yetvart Dantzikian, direttore del quotidiano bilingue turco-armeno Agos ha dichiarato di considerare con ottimismo la riapertura delle frontiere tra i due Paesi. <br /> Sat, 22 Jan 2022 12:22:37 +0100VATICANO - Papa Francesco conferisce il ministero di lettore e di catechista a uomini e donne di diversi continentihttp://fides.org/it/news/71502-VATICANO_Papa_Francesco_conferisce_il_ministero_di_lettore_e_di_catechista_a_uomini_e_donne_di_diversi_continentihttp://fides.org/it/news/71502-VATICANO_Papa_Francesco_conferisce_il_ministero_di_lettore_e_di_catechista_a_uomini_e_donne_di_diversi_continentiCittà del Vaticano - Domenica 23 gennaio, III del Tempo ordinario, si celebra la III Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco il 30 settembre 2019. Il Papa presiederà, alle ore 9,30 la celebrazione della Messa nella Basilica di San Pietro. Come informa la nota del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, nella circostanza il Santo Padre regalerà ai presenti un volume contenente un commento dei Padri della Chiesa ai capitoli 4 e 5 del Vangelo di Luca.<br />Durante la celebrazione per la prima volta sarà conferito il ministero del Lettorato e dell’Accolitato anche alle donne e agli uomini laici, come Papa Francesco ha stabilito pubblicando il 10 gennaio 2021 il Motu Proprio Spiritus Domini. Il Santo Padre inoltre conferirà il ministero di Catechista ad alcuni fedeli laici, donne e uomini, istituito attraverso la pubblicazione della Lettera Apostolica Antiquum Ministerium, del 10 maggio 2021. “È innumerevole la moltitudine di laici e laiche che hanno preso parte direttamente alla diffusione del Vangelo attraverso l’insegnamento catechistico – sottolinea la nota -. Uomini e donne animati da una grande fede e autentici testimoni di santità che, in alcuni casi, sono stati anche fondatori di Chiese, giungendo perfino a donare la loro vita. Anche ai nostri giorni, tanti catechisti capaci e tenaci sono a capo di comunità in diverse regioni e svolgono una missione insostituibile nella trasmissione e nell’approfondimento della fede”.<br />Ognuno di questi due ministeri viene conferito attraverso un rito. Prima dell’omelia verranno convocati i candidati, chiamati per nome e presentati alla Chiesa. Dopo l’omelia, a quanti accedono al ministero del Lettorato, viene consegnata la Bibbia, la Parola di Dio che sono chiamati ad annunciare. Ai Catechisti e Catechiste, invece, viene affidata una croce, riproduzione della croce pastorale usata prima da san Paolo VI, poi da san Giovanni Paolo II, per richiamare il carattere missionario del servizio che si apprestano ad amministrare.<br />Riceveranno il ministero del Lettorato alcuni fedeli laici e laiche, in rappresentanza del Popolo di Dio, provenienti da Corea del Sud, Pakistan, Ghana e da varie parti dell’Italia. Saranno presenti, poi, per ricevere il ministero di Catechista, due laici provenienti dal Vicariato Apostolico di Yurimaguas , in Amazzonia; due fedeli dal Brasile che già si occupano della formazione dei Catechisti; una donna proveniente da Kumasi, in Ghana; il Presidente del Centro Oratori Romani; un laico e una laica provenienti rispettivamente da Łódź e Madrid. Per motivi legati alle difficoltà a viaggiare causate dalle restrizioni sanitarie attualmente vigenti, è venuta meno l’apprezzata presenza di due fedeli provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda.<br /> <br />Sat, 22 Jan 2022 12:15:20 +0100AFRICA - La resistenza agli antibiotici, un flagello nascosto a livello mondiale, colpisce particolarmente l’Africa sub-saharianahttp://fides.org/it/news/71501-AFRICA_La_resistenza_agli_antibiotici_un_flagello_nascosto_a_livello_mondiale_colpisce_particolarmente_l_Africa_sub_saharianahttp://fides.org/it/news/71501-AFRICA_La_resistenza_agli_antibiotici_un_flagello_nascosto_a_livello_mondiale_colpisce_particolarmente_l_Africa_sub_saharianaRoma – Sempre più di infezioni, come polmonite, tubercolosi, infezioni del flusso sanguigno e gonorrea, sono diventate più difficili, e talvolta impossibili, da curare a causa della resistenza antimicrobica . Negli ultimi anni quindi un’ampia fascia di antibiotici si sono dimostrati inefficaci per curare i pazienti.<br />Secondo i dati di un recente studio pubblicato dalla rivista Lancet, un milione e mezzo di decessi all'anno sono direttamente attribuibili all'AMR, che è quindi una delle principali cause di morte a livello globale, superiore ad alcune malattie come l'HIV/Aids o la malaria.<br />L’Africa subsahariana – secondo lo studio - è la regione più colpita dalla resistenza antimicrobica, con 255.000 decessi attribuibili alla resistenza ai farmaci nel 2019. Circa la metà dei decessi totali riguardava bambini di età inferiore ai cinque anni.<br />In tutta la regione, ci sono diversi fattori trainanti della resistenza antimicrobica, con l'uso improprio e/o eccessivo di antibiotici sia per i pazienti, sia per gli animali e la produzione alimentare che giocano un ruolo centrale. In molte regioni l'Africa, gli antibiotici di prima linea possono essere facilmente acquistati senza prescrizione medica in punti vendita sia legali che illegali. Inoltre, i sistemi sanitari non hanno strumenti adeguati di diagnostica e antibiotici di seconda linea efficaci e di qualità garantita, il che significa che medici e infermieri non possono curare infezioni comuni.<br />Per affrontare la questione occorre una migliore gestione dei trattamenti antimicrobici, ampliando l'accesso agli antibiotici salvavita dove necessario e riducendo al minimo l'uso dove non sono necessari. Occorre inoltre controllare le infezioni a livello nazionale e all'interno dei singoli ospedali, e investire nel rafforzamento delle infrastrutture sanitarie del continente in modo da poter fermare e curare le infezioni prima che minaccino la vita dei pazienti. <br /> Sat, 22 Jan 2022 12:11:48 +0100AMERICA/EL SALVADOR - La CLAR sui nuovi martiri: “L’impegno e la difesa dei più poveri furono la loro sentenza di morte”http://fides.org/it/news/71500-AMERICA_EL_SALVADOR_La_CLAR_sui_nuovi_martiri_L_impegno_e_la_difesa_dei_piu_poveri_furono_la_loro_sentenza_di_mortehttp://fides.org/it/news/71500-AMERICA_EL_SALVADOR_La_CLAR_sui_nuovi_martiri_L_impegno_e_la_difesa_dei_piu_poveri_furono_la_loro_sentenza_di_morteSan Salvador – “La Vita religiosa del Continente, tutte le sorelle e i fratelli sparsi per il Regno, si uniscono al riconoscimento ecclesiale della testimonianza martiriale di quattro nostri fratelli, che hanno dato la vita per la gente più umile, in un’epoca turbolenta a El Salvador. L’impegno e la difesa dei più poveri furono la loro sentenza di morte. Rutilo, Cosme, Manuel e Nelson hanno vissuto gli anni tesi e violenti prima della guerra civile che ha colpito il paese per 12 anni e ha lasciato più di 80.000 morti". La Confederazione Latinoamericana e caraibica dei religiosi e delle religiose esprime con queste parole la sua gioia per la beaticazione di padre Rutilio Grande, gesuita, del francescano italiano Fray Cosme Spessotto, OFM, e dei laici Manuel Solórzano e Nelson Rutilio Lemus Chávez, evento "atteso da febbraio 2020", che si celebra oggi, alle ore 17, a San Salvador .<br />Il martirio di p. Rutilo e di fray Cosme "ci lascia in eredità l'obbligo di verificare e denunciare il dolore dei più poveri e vulnerabili che soffrono il flagello della miseria e delle ingiustizie. Ci obbliga ad ascoltare il grido della distruzione della casa comune e della 'cultura dello scarto' che colpisce soprattutto donne, migranti e rifugiati, anziani, popoli indigeni e afro-discendenti". Inoltre, prosegue il comunicato pervenuto a Fides, ci insegna anche ad affrontare le conseguenze della pandemia, “che aumenta la disuguaglianza sociale, compromettendo la sicurezza alimentare di gran parte della nostra popolazione”, ci invita a combattere le cause che ostacolano la sinodalità e a confrontarci con la nostra mancanza di profetismo e solidarietà effettiva con i più poveri e vulnerabili. Il loro martirio è anche segno di auspicio e di speranza per la Vita religiosa, perché sia segno del Regno di Dio, e “vivendo controcorrente dia testimonianza della buona notizia del Vangelo”. <br />“L’inculturazione del Vangelo ha nel nostro continente un profumo marcatamente sociale e si caratterizza per una decisa difesa dei diritti umani” sottolinea la CLAR, evidenziando che i laici martiri come Manuel e Nelson e tanti altri, “ci indicano il cammino di una vita impegnata nell’opzione preferenziale per i poveri e nella difesa della dignità umana”. “Oggi la Chiesa dà alla parola martire quattro volti concreti che, insieme ai numerosi religiosi e religiose di diverse Congregazioni in tutta l’America Latina e nei Caraibi, e anche a laici impegnati con la vita e con il Vangelo, hanno sparso il loro sangue martiriale per il Regno di Dio e per la sua giustizia”.<br />La CLAR sottolinea ancora che “questa vita religiosa martiriale dell'America Latina è iscritta all'interno del numerosissimo martirologio dell'America Latina e dei Caraibi, che comprende Vescovi come Romero e Angelelli, sacerdoti, catechisti, operatori pastorali, leader contadini, indigeni, donne, bambini, anziani, giovani, intere popolazioni massacrate". “Il martirio – ricorda ancora il testo – fa parte della storia attuale della Chiesa dell’America latina e dei Caraibi”. L’esempio di questi fratelli e di tanti altri martiri, interpella tutta la Vita religiosa e tutta la Chiesa: siamo degni compagni e successori di questi martiri? Continuiamo a vivere le loro scelte radicali, la loro testimonianza martiriale? “Impariamo da loro a spendere la vita per gli altri –conclude la CLAR -. Come Gesù e per le stesse ragioni di Gesù".<br /> <br />Sat, 22 Jan 2022 11:49:03 +0100AFRICA/MALAWI - I Vescovi contro il cancro della corruzione che dilaga nel Paesehttp://fides.org/it/news/71499-AFRICA_MALAWI_I_Vescovi_contro_il_cancro_della_corruzione_che_dilaga_nel_Paesehttp://fides.org/it/news/71499-AFRICA_MALAWI_I_Vescovi_contro_il_cancro_della_corruzione_che_dilaga_nel_PaeseBlantyre - "Appello per una lotta incessante contro la corruzione" si intitola la dichiarazione rilasciata dalla Conferenza episcopale del Paese lo scorso 19 gennaio 2022, in merito al dilagare del fenomeno. “La corruzione è un vizio difficile da combattere perché ha messo radici profonde ovunque in Malawi – dicono i Vescovi. Sta causando sofferenze indicibili alla stragrande maggioranza dei comuni malawiani che devono affrontare quotidianamente una povertà schiacciante".<br />“Purtroppo, anche molti di coloro che hanno il compito di combattere ed eliminare la corruzione, vengono troppo spesso risucchiati da essa” si legge nella dichiarazione, firmata tra gli altri dall’Arcivescovo di Blantyre, Mons. Thomas Msusa, Presidente dell'ECM. “Altrettanti rischiano tutto opponendosi. Nessuno dovrebbe essere pressato, intimidito o influenzato da minacce o altri mezzi nello svolgimento del proprio lavoro per il bene del Paese.”<br />Spesso le istituzioni e i singoli individui hanno tradito la fiducia della gente e hanno agito facendo radicare la corruzione sistemica e la lotta contro di essa. “Le autorità giudiziarie hanno un ruolo chiave da svolgere in questa lotta" dichiarano ancora i Vescovi, che invitano la magistratura a garantire professionalità nella gestione dei casi di corruzione per evitare la perdita della fiducia della popolazione. "Facciamo appello alle autorità civili, penali, costituzionali e amministrative affinché garantiscano che i casi di corruzione siano giudicati celermente, e tutti siano trattati in modo equo davanti alla legge.”<br /> Sat, 22 Jan 2022 09:23:24 +0100AMERICA/PERU’ - L’Arcivescovo Cabrejos: “Rimediare con urgenza all’enorme danno ambientale causato”http://fides.org/it/news/71498-AMERICA_PERU_L_Arcivescovo_Cabrejos_Rimediare_con_urgenza_all_enorme_danno_ambientale_causatohttp://fides.org/it/news/71498-AMERICA_PERU_L_Arcivescovo_Cabrejos_Rimediare_con_urgenza_all_enorme_danno_ambientale_causatoLima – “C'è grande preoccupazione e costernazione nella cittadinanza per il disastro avvenuto nel mare di Ventanilla, provocato dalla fuoriuscita di 6.000 barili di petrolio, le cui conseguenze non sono state ancora completamente calcolate, e interessano due Aree Protette, l'ecosistema del luogo, la vita di centinaia pescatori, gli abitanti della zona, ma anche gli uccelli e il<br />Plankton” lamenta Mons. Miguel Cabrejos Vidarte, Arcivescovo di Trujillo, Presidente della Conferenza Episcopale Peruvian e Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano .<br />Nella sua dichiarazione, pervenuta a Fides, l’Arcivescovo ricorda che “Dio ha incaricato l'uomo di ‘coltivare’ e ‘prendersi cura’ della terra che aveva fatto con amore paterno. La nostra ricca biodiversità è un dono”. Quindi esorta: “Dobbiamo agire in fretta” e i protagonisti coinvolti “devono assumersi le proprie responsabilità e rimediare con urgenza all’enorme danno ambientale generato”.<br />Il Ministero degli Esteri peruviano lo ha definito il "peggiore disastro ecologico degli ultimi tempi". Secondo fonti ufficiali, la fuoriuscita avvenuta il 15 gennaio, ha interessato finora un'area di 1.739.950,9 m2 di territorio della fascia costiera, che comprende 17 spiagge, dalla raffineria spagnola Repsol di La Pampilla, dove si è verificata la fuoriuscita alla spiaggia di Peralvillo .<br /> Sat, 22 Jan 2022 08:54:49 +0100ASIA/FILIPPINE - Il Presidente della Conferenza episcopale: “Occorre votare secondo coscienza, non il candidato più forte”http://fides.org/it/news/71497-ASIA_FILIPPINE_Il_Presidente_della_Conferenza_episcopale_Occorre_votare_secondo_coscienza_non_il_candidato_piu_fortehttp://fides.org/it/news/71497-ASIA_FILIPPINE_Il_Presidente_della_Conferenza_episcopale_Occorre_votare_secondo_coscienza_non_il_candidato_piu_forteManila – I cittadini filippini "votino secondo coscienza alle elezioni generali di maggio"; i cittadini hanno una "tendenza a sostenere il probabile il vincitore, il candidato ritenuto più forte, piuttosto che votare seguendo la propria coscienza: questa tendenza è estremamente inquietante". E' quanto ha detto il Vescovo Pablo Virgilio David, Vescovo di Kalookan e Presidente della Conferenza episcopale cattolica delle Filippine , intervenendo nei giorni scorsi al Forum virtuale organizzato dalla "Confraternita degli uomini d'affari e dei professionisti cristiani". <br />Come appreso da Fides, il Vescovo ha detto: "Se guardiamo solo ai sondaggi, dovrebbe essere già evidente chi uscirà vincitore nelle prossime elezioni per presidente e vicepresidente", ha affermato mons. David. Un recente sondaggio condotto a dicembre dall'istituto "Pulse Asia" vede il giovane Ferdinando Marcos Jr - figlio del dittatore - al 53% delle preferenze degli intervistati, seguito dalla attuale vicepresidente Leni Robredo, con 20% dei consensi. Se i filippini tendono a votare per i candidati "sulla base del probabile vincitore, abbiamo fallito per quanto riguarda la formazione di una coscienza morale tra i cattolici", ha affermato il Prelato.<br />Notando il proliferare della disinformazione e della falsa propaganda, soprattutto attraverso i social media, "è urgente che i cittadini filippini difendano la verità, l'onestà e la trasparenza". “Una delle questioni morali cruciali delle prossime elezioni del maggio 2022 - ha proseguito - avrà a che fare con l'imperativo morale del rispetto della verità. L'obbligo morale di ogni cristiano è di sostenere la verità. È diventato particolarmente impegnativo in quest'epoca di disinformazione", ha affermato il presidente della Conferenza Episcopale. I social media - ha spiegato - sono stati utilizzati per diffondere bugie “e notizie senza verifica” a differenza dei media tradizionali che impiegano giornalisti professionisti per verificare le informazioni e convalidare i fatti narrati. E' notorio, ha ricordato, l'impiego di troll e account falsi sui social media, usati in favore di un candidato contro i suoi avversari politici. "La calunnia diffonde falsità su un candidato. Ciò include l'utilizzo di troll sui social media. Il loro compito è diffondere bugie fino a quando queste non saranno accettate come verità", ha detto, spiegando i meccanismi perversi della propaganda.<br />Mons. David Ha poi notato un'altra sfida di carattere culturale, quella legata al fatalismo: “Mentre ci prepariamo a scegliere un nuovo gruppo di leader per il nostro Paese, la sfida più grande è liberare il nostro popolo dal fatalismo, dall'essere rassegnato a una politica di clientelismo. Come convincere i filippini a credere che non sono impotenti, che possiamo migliorare le cose se lo vogliono? Dobbiamo evitare la rassegnazione che ci rende una nazione paralizzata. Dobbiamo liberarci dalla tendenza a sminuirci e pensare di essere sottomessi a un destino già segnato”, ha mons. ha detto David.<br />La Commissione elettorale è in procinto di pubblicare l'elenco definitivo dei candidati ufficiali, inclusi i candidati alla carica di Presidente, Vicepresidente, 12 senatori e 308 rappresentanti della Camera. Inoltre, è previsto il voto per 81 governatori e vice governatori, per 780 seggi nei consigli provinciali, per 1.634 sindaci e vicesindaci dei comuni e per 13.546 seggi nei consigli locali. Secondo la Costituzione filippina del 1987, le elezioni generali si svolgono ogni sei anni il secondo lunedì di maggio.<br /> Sat, 22 Jan 2022 21:18:14 +0100AMERICA/SAN SALVADOR - Beatificazione dei quattro martiri, il Postulatore diocesano: “La nostra vocazione è seguire il Signore”http://fides.org/it/news/71496-AMERICA_SAN_SALVADOR_Beatificazione_dei_quattro_martiri_il_Postulatore_diocesano_La_nostra_vocazione_e_seguire_il_Signorehttp://fides.org/it/news/71496-AMERICA_SAN_SALVADOR_Beatificazione_dei_quattro_martiri_il_Postulatore_diocesano_La_nostra_vocazione_e_seguire_il_SignoreSan Salvador - “Padre Rutilio Grande, il 12 marzo 1977, si recò a San José per presiedere una celebrazione eucaristica durante la novena di preparazione alla festa patronale di San Giuseppe. Nel viaggio di ritorno ad Aguilares, fu accompagnato in macchina da un catechista, Manuel Solórzano, dal giovane Nelson Rutilio Lemus e da tre bambini. A metà strada, la loro macchina fu mitragliata da alcuni uomini armati e Rutilio, Manuel e Nelson morirono all’istante. I bambini invece si salvarono. Sant’Óscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador, fu profondamente scosso dall’assassinio e presiedette personalmente la Messa esequiale nella Chiesa Cattedrale di San Salvador. Padre Rutilio aveva 49 anni”. Così riferisce all’Agenzia Fides, Mons. Rafael Urrutia, Cancelliere arcivescovile di San Salvador, ricordando che oggi, sabato 22 gennaio, padre Rutilio Grande, gesuita, Manuel Solórzano e Nelson Rutilio Lemus Chávez, laici, e il francescano italiano Fray Cosme Spessotto sono proclamati Beati. <br />Mons. Rafael Urrutia è anche il Postulatore diocesano per le cause di Mons. Romero e di Padre Rutilio Grande. “ Rutilio - racconta mons Rafael - si impegnò nello sviluppo di metodi creativi di evangelizzazione, incominciando a riunirsi periodicamente con membri della sua parrocchia per interpretare, alla luce del Vangelo, anche la realtà sociale e politica. Creando unità ecclesiali di base che insegnavano a leggere la Bibbia - prosegue - egli cominciò ad alfabetizzare e a formare i responsabili e i leader delle comunità, proclamando la legittimità e il diritto dei poveri di organizzarsi in associazioni e sindacati”.<br />In nome del Vangelo, padre Grande denunciò una realtà che si opponeva alla volontà di Dio per il suo popolo, che non era la povertà, ma un progetto di fratellanza e di giustizia: “Io voglio tavoli lunghi per tutti, ripeteva spesso padre Rutilio- riporta il religioso - con sedie per tutti e Gesù che siede al mezzo. Una Chiesa come spazio di consolazione per i più poveri”. <br />La Conferenza Episcopale del Salvador , nelle scorse settimane, ha pubblicato alcuni sussidi per prepararsi spiritualmente alla beatificazione, esortando tutti i battezzati ad essere "martiri", cioè "testimoni" di Gesù Cristo nelle diverse situazioni di vita e costruttori del Regno di Dio, come sono stati i beati martiri. “Ricordare i martiri - conclude mons Urrutia - non significa coltivare odio e rivalsa verso i loro uccisori, ma che la nostra vocazione è seguire il Signore crocifisso e operare per la riconciliazione della gente”.<br />La Messa con il rito della Beatificazione si tiene alle 17 nella Piazza del Divin Salvatore del Mondo, antistante la Cattedrale di San Salvador e sarà presieduta dal Cardinale Gregorio Rosa Chavez, Vescovo ausiliare di San Salvador.<br /> <br /><br /><br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://youtu.be/VxNbj3-xmZQ">Guarda l'intervista sul canale Youtube dell'Agenzia Fides</a>Sat, 22 Jan 2022 18:59:28 +0100AFRICA/ALGERIA - I cristiani in Algeria riscoprono l’attualità dei Padri della Chiesahttp://fides.org/it/news/71495-AFRICA_ALGERIA_I_cristiani_in_Algeria_riscoprono_l_attualita_dei_Padri_della_Chiesahttp://fides.org/it/news/71495-AFRICA_ALGERIA_I_cristiani_in_Algeria_riscoprono_l_attualita_dei_Padri_della_ChiesaCostantina - "Chi non sa da dove viene non può sapere dove va". E’ questa l’intuizione che ha spinto alcuni cristiani della diocesi cattolica di Costantina, in Algeria, a iniziare un “itinerario a tappe” per riscoprire la ricchezza e l’attualità delle vicende e delle figure che hanno segnato la storia delle comunità cristiane dei primi secoli in Algeria e negli altri Paesi del Maghreb. L’iniziativa, articolata in quattro tappe, ha preso il via nel settembre 2021, e proseguirà nei prossimi mesi. Informazioni sulle escursioni già realizzate e sui programmi futuri del percorso vengono esposte sul sito della diocesi da suor Rosalie Sanon, delle Suore dell'Annunciazione di Bobo Dioulasso, in un breve rendiconto che esprime in maniera semplice e efficace lo spirito dell’iniziativa e anche la gratitudine piena di stupore condivisa dai partecipanti davanti alla scoperta dei tesori custoditi dalla memoria delle antiche cristianità nordafricane. <br />L’itinerario seguito dalla comunità cattolica della regione, con il coinvolgimento del Vescovo Nicolas Lhernould, consente di viaggiare attraverso sette secoli di storia, alla scoperta di Santi, Padri della Chiesa, testi antichi, visitando anche i siti archeologici che sono stati testimoni di quelle grandi avventure di fede. Vicende e situazioni – come le controversie contro l’arianesimo e l’eresia donatista – che hanno contribuito a definire la dottrina della Chiesa e la natura propria dell’esperienza cristiana, e continuano a rappresentare un punto di riferimento paradigmatico per ogni tempo, riguardo alle dinamiche proprie e imparagonabili attraverso cui si annuncia il Vangelo e si comunica, da persona a persona, la fede in Cristo. <br />Guidati dal Vescovo Nicolas, i partecipanti hanno ripercorso vicende storiche legate ai regni di Numidia e all'Impero romano, alle passioni dei primi martiri, alle controversie sui “lapsi”, i battezzati che dopo aver rinnegato la fede in tempi di persecuzione poi chiedevano di essere riammessi nella comunità, trovandosi davanti il rifiuto “rigorista” dei donatisti. Un viaggio nel tempo che ha portato i partecipanti a immergersi nella ricchezza di culture e popoli e a ripercorrere le vicende di personaggi che hanno segnato la storia di quelle terre, dal sovrano berbero Massinissa, primo Re della Numidia unificata, ai Santi Martiri Giacomo e Mariano, fino a Cipriano, a Ottato e, ovviamente, a Sant’Agostino di Ippona. <br />Le escursioni ai siti archeologici di Tiddis e Timgad - riferisce il resoconto steso da suor Rosalie – sono state coordinate da padre Michel Guillaud, mentre le visite a Djemila e Sétif sono stati accompagnati da lezioni del Vescovo Lhernould, concewntrate sui temi della preghiera dei primi cristiani, della celebrazione dei sacramenti nei primi secoli e della trasmissione della fede nella contesto politico e culturale dell'Impero romano. Nelle varie tappe del cammino, sono stati continuamente evocati i nomi di Cipriano, Agostino, dei suoi genitori Patricius e Monica, di Fulgenzio a altri grandi testimoni d'Oriente dei primi secoli cristiani, come Giustino e Ignazio d'Antiochia. Nomi che rinviano a un'esperienza di fede vissuta a volte nelle avversità, in mezzo a culture e popoli diversi. Una avventura segnata dalla ricchezza di riti, parole e simboli che possono alimentare la preghiera di chi ha il dono di condividere oggi la stessa esperienza. <br />I prossimi due momenti del programma allestito dalla diocesi di Costantina si svolgeranno in primavera: seguendo le tracce di Sant'Agostino, i partecipanti all’iniziativa visiteranno Souk-Ahras, Madaure, Ippona e Guelma. Poi, nella regione di Tebessa, si immergeranno nelle vicende delle comunità cristiane locali nelle epoche segnate dal dominio vandalico e dal quello bizantino. <br /> Fri, 21 Jan 2022 12:53:38 +0100AMERICA/PERU’ - Nasce un Seminario unico per i Vicariati apostolici dell’Amazzonia peruviana, “per una formazione dal volto amazzonico”http://fides.org/it/news/71494-AMERICA_PERU_Nasce_un_Seminario_unico_per_i_Vicariati_apostolici_dell_Amazzonia_peruviana_per_una_formazione_dal_volto_amazzonicohttp://fides.org/it/news/71494-AMERICA_PERU_Nasce_un_Seminario_unico_per_i_Vicariati_apostolici_dell_Amazzonia_peruviana_per_una_formazione_dal_volto_amazzonicoLima – I Vescovi dei Vicariati apostolici dell'Amazzonia peruviana hanno deciso di dare vita ad un Seminario intervicariale che si prevede inizierà le sue attività questo anno 2022. L'iniziativa risponde all'importanza di assicurare una adeguata formazione ai futuri sacerdoti, ribadita anche all'Assemblea ecclesiale dell'America Latina e dei Caraibi, tenutasi dal 21 al 28 novembre 2021. Gli 8 Vicariati apostolici in Perù che uniranno le loro forze sono quelli di Jaén, Puerto Maldonado, San José del Amazonas, San Ramón, Yurimaguas, Requena, Pucallpa e Iquitos.<br />In diversi Vicariati apostolici ci sono già da anni i Seminari, ora con questo nuovo Seminario, sottolineano i Vescovi, si vogliono unire le forze e cercare obiettivi comuni che aiutino nel cammino di dare alla Chiesa un volto amazzonico, che risponda alle sfide della Chiesa e dei popoli della regione amazzonica.<br />Come riportato dal CELAM e dalla Conferenza Episcopale Peruviana, la formazione dei futuri sacerdoti è stata uno dei temi maggiormente presenti nelle riflessione della Chiesa dell'America Latina e dei Caraibi negli ultimi anni. È stata anche motivo di dibattito al Sinodo dei Vescovi per l'Amazzonia, ripresa poi nella recente Assemblea ecclesiale dell'America Latina e dei Caraibi.<br />Tenendo conto delle conclusioni del Sinodo per l'Amazzonia, contenute nel documento finale e nell'Esortazione apostolica post-sinodale “Querida Amazonia”, I Vescovi dei Vicariati dell'Amazzonia peruviana hanno quindi deciso di creare un Seminario intervicariale. Il documento finale del Sinodo, al numero 107, afferma che "la formazione al ministero ordinato deve essere una scuola comunitaria di fraternità, esperienziale, pastorale e dottrinale, a contatto con la realtà della gente, in armonia con la cultura e la religiosità locale, vicina ai poveri". Quindi nel numero 108 evidenzia: "Al fine di offrire ai futuri sacerdoti delle Chiese in Amazzonia una formazione dal volto amazzonico, inserita e adattata alla realtà, contestualizzata e capace di rispondere alle tante sfide pastorali e missionarie, proponiamo un piano formativo in linea con le sfide delle Chiese locali e della realtà amazzonica".<br />Per questo, prosegue il testo, "i centri di formazione alla vita sacerdotale e consacrata devono inserirsi, preferenzialmente, nella realtà amazzonica al fine di favorire il contatto del giovane amazzonico in formazione con la sua realtà, mentre si prepara alla sua futura missione, assicurando così che il processo di formazione non sia allontanato dal contenuto vitale delle persone e della loro cultura, oltre ad offrire ad altri giovani non amazzonici l'opportunità di far parte della loro formazione in Amazzonia, promuovendo così le vocazioni missionarie".<br /> <br />Fri, 21 Jan 2022 12:09:37 +0100AFRICA/MALAWI - “Si proteggano i membri dell’ufficio anti corruzione” chiedono i Vescovihttp://fides.org/it/news/71493-AFRICA_MALAWI_Si_proteggano_i_membri_dell_ufficio_anti_corruzione_chiedono_i_Vescovihttp://fides.org/it/news/71493-AFRICA_MALAWI_Si_proteggano_i_membri_dell_ufficio_anti_corruzione_chiedono_i_VescoviLilongwe - “Nessuno dovrebbe subire pressioni, intimidito da minacce o con altri mezzi nello svolgimento del proprio lavoro per il bene del Paese. Sosteniamo, nell'interesse dell’edificazione di un Malawi più giusto e trasparente a beneficio di tutti i suoi cittadini, che nessuna indagini di cui si sta occupando l'ACB sia in alcun modo ostacolata o influenzata” chiedono i Vescovi del Malawi in una dichiarazione nella quale rivolgono un appello alle più alte autorità dello Stato a difendere i membri dell’ufficio anti corruzione .<br />“Ci appelliamo al Capo dello Stato, Lazarus McCarthy Chakwera, al Vice Presidente, Saulos Klaus Chilima e a tutte le istituzioni statali competenti, perché garantiscano la sicurezza del personale ACB, in particolare del suo Direttore Generale” chiedono i Vescovi<br />Nella dichiarazione, i Vescovi applaudono gli sforzi dei membri dell'ACB e il loro coraggio, la loro professionalità e determinazione nella lotta alla corruzione, soprattutto per quello che hanno compiuto negli ultimi 6 mesi.<br />I Vescovi affermano che la corruzione mina la dignità della persona e distrugge gli ideali di chi opera per il bene comune. “Troppo spesso le istituzioni e chi le rappresenta hanno tradito la fiducia dei cittadini e hanno agito in modo da radicare ulteriormente la corruzione sistematica e frustrare la lotta contro di essa” affermano. La corruzione sta tra l’altro gravemente impedendo la lotta alla pandemia da Covid-19 nel Paese. La polizia del Malawi ha arrestato più di 64 funzionari governativi per uso improprio di 8 milioni di dollari in fondi governativi stanziati per la lotta contro il Covid-19.<br />“Che nessun sospetto, per quanto potente, ricco o che abbia legami con il potere, venga protetto dalla giustizia ma sia garantito a tutti la possibilità di difesa in un giusto processo” concludono i Vescovi.<br />L'appello è arrivato appena poche ore dopo che Comitato per gli Affari Pubblici della Conferenza Episcopale ha incontrato il presidente Chakwera per discutere la corruzione nel Paese.<br />Il Comitato ha riportato al Capo dello Stato il sentimento della popolazione sullo stato dell’economia: <br />“Con il dovuto rispetto delle spiegazioni sull'impatto della pandemia di Covid-19 e delle sue implicazioni sull'economia, Eccellenza, l'opinione pubblica sembra suggerire che l'amministrazione non abbia una politica per affrontare le difficoltà economiche” ha affermato il presidente del PAC Monsignor Dr. Patrick Thawale. Il presidente del PAC ha anche evidenziato la questione del nepotismo che sta suscitando scandalo tra i cittadini. <br /> Fri, 21 Jan 2022 11:53:00 +0100ASIA/CINA - Dalla Mariologia ai Padri della Chiesa: 20 anni di “evangelizzazione accademica” del Beijing Institute for the Study of Christian Culturehttp://fides.org/it/news/71492-ASIA_CINA_Dalla_Mariologia_ai_Padri_della_Chiesa_20_anni_di_evangelizzazione_accademica_del_Beijing_Institute_for_the_Study_of_Christian_Culturehttp://fides.org/it/news/71492-ASIA_CINA_Dalla_Mariologia_ai_Padri_della_Chiesa_20_anni_di_evangelizzazione_accademica_del_Beijing_Institute_for_the_Study_of_Christian_CulturePechino – “L’Accademia …. È anche una forza di evangelizzazione, che appartiene al presente della Chiesa e della sua missione” scrive Papa Francesco nel messaggio ai partecipanti alla XXIV Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie . Nelle sue modeste dimensioni strutturali, il Beijing Institute for the Study of Christian Culture dell’arcidiocesi di Pechino, da 20 anni percorre il cammino dell’evangelizzazione attraverso la ricerca della verità e la ricerca accademica cattolica, senza pregiudizi o interessi, sempre cercando di consolidare il fecondo legame tra Vangelo e cultura indicato da Papa Francesco.<br />Da quando è nato, il 3 agosto 2002, l’Istituto ha sempre promosso lo studio di vari temi attraverso dibattiti, convegni, pubblicazioni, seminari, forum, corsi di formazione, borse di studio, scambi internazionali… come riportato da Fides . Gli argomenti trattati vanno dalla Mariologia a Sant’Ambrogio, ai Dottori e Padri della Chiesa, al pensiero ratzingeriano, ai contributi dei cinesi e dei missionari stranieri all’evangelizzazione e allo sviluppo sociale in Cina, tra gli altri temi. <br />L’Istituto ha registrato una sempre più numerosa partecipazione di autorevoli accademici, studiosi, personalità ecclesiali cinesi, studiosi del Cristianesimo, anche di fama internazionale, che hanno offerto una serie di proposte utili per la missione evangelizzatrice nella società cinese. L’opera missionaria della Chiesa cattolica in Cina non si limita quindi al campo del servizio sociale o dell’assistenza caritativa, ma si realizza anche nel campo accademico. Il laboratorio culturale rappresentato dal Beijing Institute for the Study of Christian Culture è stato un pioniere nella Cina continentale, aprendo la strada al dialogo tra inculturazione della fede e evangelizzazione della culture.<br />Fondato da don Peter Zhao Jianmin, Vicario dell’arcidiocesi di Pechino, laureatosi in Diritto canonico alla Katholieke Universiteit Leuven in Belgio, primo sacerdote cinese a conseguire il Dottorato dopo l’apertura alla Chiesa in Cina, alla fine degli anni 70 del secolo scorso, l'Istituto ha per scopo lo studio della cultura religiosa, soprattutto cristiana, promuovendo una maggiore armonia tra il cattolicesimo e la cultura tradizionale cinese. Conta diversi collaboratori internazionali e importanti partner accademici, sia cinesi che internazionali, come l’Accademia Sociale di Pechino e la Katholieke Universiteit Leuven. <br />Nel 2003 ha iniziato una serie di corsi di formazione e seminari di studio, sul tema "Catholicism and Ethics", pubblicandone i testi sul "Journal of Catholic Studies", edito periodicamente dall’Istituto. Nella solennità dell’Epifania 2007 è stata istituita una borsa di studio di cui hanno usufruito fino ad oggi più di 20 giovani studiosi. Dal 2008 organizza un Forum annuale all’inizio del mese di dicembre, abitualmente nella solennità dell’Immacolata Concezione, di cui si sono svolte 12 edizioni fino al 2019, prima della pandemia, con oltre 500 partecipanti. Tutti i testi presentati al Forum vengono successivamente pubblicati nel Journal of Catholic Studies. <br /> Fri, 21 Jan 2022 11:09:29 +0100AFRICA/ETIOPIA - Il blocco dei trasporti degli aiuti umanitari fa registrare il tasso più basso di scorte di ogni genere in Tigrayhttp://fides.org/it/news/71491-AFRICA_ETIOPIA_Il_blocco_dei_trasporti_degli_aiuti_umanitari_fa_registrare_il_tasso_piu_basso_di_scorte_di_ogni_genere_in_Tigrayhttp://fides.org/it/news/71491-AFRICA_ETIOPIA_Il_blocco_dei_trasporti_degli_aiuti_umanitari_fa_registrare_il_tasso_piu_basso_di_scorte_di_ogni_genere_in_TigrayAdigrat - A causa dei combattimenti in corso nella regione etiope del Tigray, dal 14 dicembre è sospeso il trasporto degli aiuti umanitari. Nonostante siano oltre 800 mila le persone che dovrebbero essere assistite ogni settimana, tra il 6 e il 12 gennaio hanno ricevuto aiuti alimentari circa 10.500. Si tratta del tasso più basso dal marzo dello scorso anno - conferma l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari -. I partner hanno riferito che le scorte alimentari rimanenti possono aiutare solo 28.000 persone.<br />I combattimenti in corso ad Abala, nella regione etiope di Afar, hanno fatto sì che venisse serrato il corridoio Semera-Abala-Mekelle e di conseguenza le Nazioni Unite sono state costrette, insieme alle altre ong, a ridurre, posticipare o annullare gli interventi di assistenza di ogni tipo nella regione.<br />Secondo l’organismo delle Nazioni Unite, la risposta umanitaria è stata intensificata nelle aree accessibili di Amhara e Afar. Nella regione centro-settentrionale degli Amhara, hanno ricevuto assistenza alimentare nell'ultima settimana più di 578 mila persone, e sono stati distribuito più di 40 mila alloggi e generi non alimentari. Centinaia di migliaia di sfollati interni continuano a tornare nei loro luoghi di origine. Nella regione nord orientale degli Afar, nell'ultima settimana, più di 47 mila persone hanno ricevuto assistenza alimentare. Inoltre trenta team mobili sanitari e nutrizionali continuano a fornire servizi essenziali nelle comunità remote e colpite da conflitti.<br />Proprio in questi ultimi giorni il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha affermato che alcuni medici del Tigray sono costretti ad usare il sale per disinfettare le ferite, distribuiscono farmaci scaduti e riutilizzano articoli monouso come drenaggi e guanti.<br />Continua la campagna di vaccinazione contro il morbillo, lanciata nella prima settimana di gennaio 2022, che ad oggi ha raggiunto oltre 145 mila bambini su quasi 800 mila. Tuttavia, i partner sanitari riferiscono che anche questa campagna sta affrontando gravi sfide, tra le quali la mancanza di carburante e risorse economiche, la capacità limitata della catena del freddo e la carenza di operatori sanitari.<br />Fri, 21 Jan 2022 11:01:20 +0100ASIA/FILIPPINE - I fratelli coreani di Kkottongnae in missione nelle Filippinehttp://fides.org/it/news/71490-ASIA_FILIPPINE_I_fratelli_coreani_di_Kkottongnae_in_missione_nelle_Filippinehttp://fides.org/it/news/71490-ASIA_FILIPPINE_I_fratelli_coreani_di_Kkottongnae_in_missione_nelle_FilippinePalo – Una congregazione religiosa con sede in Corea ha messo in atto un programma missionario e ha aperto il suo primo Seminario fuori dal Paese, nelle Filippine. La "Kkottongnae Congregation of Brother Jesus", congregazione religiosa coreana impegnata con i poveri e i vulnerabili, ha inaugurato il suo Seminario a Palo, città nell'isola Leyte, nelle Filippine centrali. <br />La Kkottongnae House of Spirituality fa parte delle opere della congregazione, che fornisce assistenza e accompagnamento a orfani e agli anziani. Papa Francesco ha visitato il luogo nel suo viaggio in Corea nel 2014, inaugurandolo. L'opera è gestita dalla comunità di Kkottongnae, guidata da p. Philip Park, Superiore locale della congregazione. Negli ultimi anni l'istituto ha guardato oltre i confini nazionali, avviando progetti missionari. <br />Mons. John Du, Arcivescovo di Palo, ha benedetto il nuovo Seminario, notando: “Questo è il primo Seminario della Congregazione di Kkottongnae fuori dalla Corea. Questo luogo diventerà la casa di formazione per i fratelli che saranno membri della congregazione, e che vorranno dedicarsi al servizio agli ultimi, agli emarginati, agli indigenti", ha detto. L'Arcivescovo ha elogiato la collaborazione e la cooperazione missionaria tra la sua arcidiocesi e l'istituto coreano di Kkottongnae hano “per la missione di Cristo e nella cura dei poveri”. “Tutta la comunità cattolica di Palo, ha affermato, si impegnerà a lavorare insieme a voi per portare l'amore e la misericordia di Dio soprattutto ai poveri”.<br />Fondata da un carismatico sacerdote coreano di nome p. John Oh nel 1976, l'istituto di Kkottongnae trasse ispirazione da un mendicante di nome Choi Gwi Dong che, nonostante le sue disabilità, riuscì a prendersi cura di altri 18 mendicanti malati. La Kkottongnae Home si trova nella diocesi di Cheongju, a circa 120 miglia da Seoul. Aiuta migliaia di senzatetto, persone con disabilità, orfani e alcolisti. Opere sociali promosse dall'istituto sono già presenti in varie nazioni del mondo come Bangladesh, Nigeria, Paraguay e altre.<br /> <br />Fri, 21 Jan 2022 10:54:23 +0100ASIA/TIMOR EST - Elezioni presidenziali, le speranze di stabilità e prosperitàhttp://fides.org/it/news/71489-ASIA_TIMOR_EST_Elezioni_presidenziali_le_speranze_di_stabilita_e_prosperitahttp://fides.org/it/news/71489-ASIA_TIMOR_EST_Elezioni_presidenziali_le_speranze_di_stabilita_e_prosperitaDili - La popolazione di Timor Est vede nelle prossime elezioni presidenziali, previste per il 19 marzo, un'opportunità di crescita, di prosperità e di benessere. “La gente nel Paese vuole vedere la fine dell'impasse politica e della recessione economica”, dice a Fides Acacio Pinto, ricercatore e analista cattolico di scienze sociali a Timor Est.<br />Le elezioni presidenziali si terranno sabato 19 marzo 2022. La registrazione dei candidati è attualmente in corso. Vi saranno probabilmente otto candidati, tre dei quali donne. Secondo i sondaggi, i favoriti a contendersi il seggio sono tre figure: l'attuale presidente Francisco "Lu-Olo" Guterres; il generale militare ed ex leader della resistenza Lere Anan Timur; l'ex presidente e premio Nobel per la pace José Ramos-Horta.<br />A dare una decisiva spinta a uno dei tre contendenti, spiega a Fides Acacio Pinto, potrebbe essere l'endorsement di Xanana Gusmão, ex leader della resistenza, ex Presidente e Primo ministro, attualmente leader del partito di opposizione in Parlamento.<br />Il periodo della campagna elettorale presidenziale va dal 2 al 16 marzo. Il nuovo Presidente entrerà in carica il 20 maggio, data in cui Timor Est celebra il 20° anniversario del ripristino dell'indipendenza, avviando un mandato di cinque anni.<br />È importante, secondo Pinto, dare una lettura di fondo della politica del Paese, a partire dalle ultime elezioni del 2017 fino ad oggi. Il paese si è arenato "in un vicolo cieco politico", in quanto l'attuale Presidente non ha voluto confermare il giuramento di sette ministri dell'allora coalizione di governo a causa di presunta "corruzione", innescando una lunga crisi politica. Successivamente il secondo partito più votato è entrato a far parte del governo di coalizione, tra accuse di incostituzionalità che hanno aggravato il caos politico. <br />"Oggi la gente vuole un nuovo presidente per mantenere la stabilità del governo, interpretando il diritto costituzionale", rileva l'analista. Secondo Pinto, alcuni dei temi centrali nel panorama odierno sono, infatti: avere un governo stabile che porti a termine il mandato quinquennale; riportare l'economia a una crescita positiva dopo la recessione; affrontare a livello sociale, politico ed economico la crisi legata al Covid-19, trovando adeguate contromisure. A tal fine, sottolinea Pinto, la priorità è "investire nella sanità, nell'istruzione, nel ridurre la malnutrizione. E' necessario aumentare le entrate interne, avere un buona governance, libera dalla corruzione, fare giustizia alle vittime delle guerre e dare dignità ai veterani di guerra". Nella nazione si terranno, poi, le elezioni parlamentari nel marzo 2023. <br />Timor Est ha ottenuto l'indipendenza nel 1999 dall'Indonesia. Conta 1,3 milioni di abitanti, al 95% cattolici.<br /> Fri, 21 Jan 2022 10:33:04 +0100AMERICA/COLOMBIA - A 50 anni dalla morte del primo Vicario apostolico di Buenaventura, monsignor Gerardo Valencia Canohttp://fides.org/it/news/71488-AMERICA_COLOMBIA_A_50_anni_dalla_morte_del_primo_Vicario_apostolico_di_Buenaventura_monsignor_Gerardo_Valencia_Canohttp://fides.org/it/news/71488-AMERICA_COLOMBIA_A_50_anni_dalla_morte_del_primo_Vicario_apostolico_di_Buenaventura_monsignor_Gerardo_Valencia_CanoBogotà – Oggi, 21 gennaio, ricorre il 50° anniversario della morte di Monsignor Gerardo Valencia Cano, figura di spicco per l’opera missionaria realizzata nell'allora Vicariato Apostolico di Buenaventura, di cui fu il primo Vicario apostolico. Nato il 26 agosto 1917 a Santo Domingo, Antioquia, venne ordinato sacerdote nell'Istituto delle Missioni Estere di Yarumal , di cui fu anche Superiore generale. E’ stato Prefetto apostolico di Vaupés , Vicario apostolico di Buenaventura , partecipò al Concilio Ecumenico Vaticano II , primo Presidente del Dipartimento delle Missioni del Celam , direttore del Centro Antropologico Colombiano delle Missioni e della rivista Ethnia . Organizzò il Primo incontro continentale delle Missioni dell’America Latina a Melgar in cui propose lo sviluppo di una pastorale per gli afro-latinoamericani. Morì nell’esplosione dell’aereo su cui stava facendo rientro a Buenaventura, le cui cause non sono mai state chiarite. <br />Nel 50° anniversario della morte, la Conferenza Episcopale della Colombia e le Pontificie Opere Missionarie hanno organizzato per oggi, alle ore 19, un forum virtuale, che sarà trasmesso dalle reti sociali, per ricordare la sua vita e il suo lavoro missionario. Attraverso questo forum, informa la nota pervenuta a Fides, si intende fare un'approccio storico a "Fratel Gerardo", come era conosciuto dal suo popolo, evidenziando il suo cammino pastorale e missionario che ha vissuto basandosi su quattro pilastri: pietà, santità, raccoglimento e preghiera.<br />Mons. Valencia Cano dedicò la sua vita allo sviluppo di importanti progetti sociali ed educativi per i poveri e i ragazzi di strada, che sono tuttoggi attivi, fortemente critico verso la gestione dei problemi che affliggevano il paese e i territori affidati alle sue cure pastorali. E’ noto per aver messo in pratica la teologia del Concilio Vaticano II, cui aveva partecipato, nel compito evangelizzatore dei laici, specialmente con la partecipazione delle donne all'opera missionaria.<br /> <br />Fri, 21 Jan 2022 09:47:49 +0100AMERICA/BOLIVIA - Progetto “Hombres Nuevos”: 30 anni di cammino per la promozione integrale, da poveri passivi a cittadini liberihttp://fides.org/it/news/71487-AMERICA_BOLIVIA_Progetto_Hombres_Nuevos_30_anni_di_cammino_per_la_promozione_integrale_da_poveri_passivi_a_cittadini_liberihttp://fides.org/it/news/71487-AMERICA_BOLIVIA_Progetto_Hombres_Nuevos_30_anni_di_cammino_per_la_promozione_integrale_da_poveri_passivi_a_cittadini_liberiSanta Cruz - Mons. Nicolás Castellanos Franco, Vescovo emerito di Palencia , nel gennaio 1992 arrivò come missionario in Bolivia, dopo essersi dimesso da Ordinario di Palencia, precisamente nel quartiere di Plan Tres Mil, a Santa Cruz de la Sierra, dove il 60% della popolazone era povera e il 40% viveva in miseria. Di fronte a questa realtà fondò la fraternità ecclesiale "Fraternità Uomini Nuovi", composta da sacerdoti, religiosi, laici e volontari, e iniziò quindi il “Progetto Uomini Nuovi”. Pruomovendo un importante lavoro nel campo dell'educazione e dello sviluppo, questo progetto diventò in breve tempo un'istituzione, con un enorme potenziale per rispondere alle molte esigenze della società.<br />Il Progetto celebra quindi 30 anni, come ricorda la Conferenza Episcopale Boliviana nella nota pervenuta a Fides, con grandi risultati nell'educazione e nella cultura: 100 scuole; case negli altopiani in modo che gli studenti non debbano camminare 4/6 ore per andare a scuola; 85 campi multifunzionali; Facoltà di Teatro, con l'Università Cattolica della Bolivia; Scuola e Orchestra di Uomini Nuovi; Scuole sportive; Ginnastica ritmica... Il Progetto ha inoltre promosso l'istruzione completa e la formazione di professionisti attraverso borse di studio universitarie, di cui hanno beneficiato oltre 5.000 laureati e tecnici superiori. E’ stato anche assicurato un sostegno alle microimprese.<br />L'evangelizzazione si realizza attraverso la promozione integrale di tutto l’uomo e di tutta la donna, attraverso gruppi di approfondimento della fede, gruppi di giovani, di bambini, dei diritti umani, della Caritas, delle Comunità ecclesiali. Nel 1992 la malnutrizione faceva morire molti bambini. Il centro per bambini "Palencia", che ha iniziato a funzionare un mese dopo la fondazione di “Hombres Nuevos”, ha salvato la vita a più di 5.000 bambini boliviani. E’ stato anche realizzato un enorme lavoro nell’ambito dell’edilizia sociale, con la collaborazione di oltre 5.000 volontari e il generoso contributo di istituzioni, aziende e privati.<br />Questa tabella di marcia di Uomini Nuovi, che è ancora molto più ampia, aveva e ha un obiettivo: far crescere l'autostima del boliviano, attraverso lo strumento dell'educazione, elevare la sua dignità fino a farlo diventare protagonista della propria storia, cessando di essere un soggetto sottomesso e passivo, dando invece vita a un cittadino libero, responsabile, solidale e contento.<br /> <br />Thu, 20 Jan 2022 11:55:17 +0100AFRICA/SUDAFRICA - I Vescovi riuniti in presenza per la prima volta dal 2020: riprendono le attività pastorali rallentate dalla pandemiahttp://fides.org/it/news/71486-AFRICA_SUDAFRICA_I_Vescovi_riuniti_in_presenza_per_la_prima_volta_dal_2020_riprendono_le_attivita_pastorali_rallentate_dalla_pandemiahttp://fides.org/it/news/71486-AFRICA_SUDAFRICA_I_Vescovi_riuniti_in_presenza_per_la_prima_volta_dal_2020_riprendono_le_attivita_pastorali_rallentate_dalla_pandemiaJohannesburg - “Che bello essere qui fisicamente, dopo tanto tempo”, ha detto Sua Ecc. Monsignor João Rodrigues, Vescovo di Tzaneen, all'inizio della sua omelia durante la Messa di apertura della sessione plenaria della Southern African Catholic Bishops’ Conference al St. John Vianney Seminary di Pretoria. Il meeting della SACBC si tiene per la prima volta in presenza dall'ultima riunione plenaria, nel gennaio 2020.<br />Facendo riferimento alle conseguenze sociali provocate dalla crisi pandemica, Mons. Rodrigues ha ricordato i saccheggi di massa in Sudafrica nel luglio 2021 : “Non potevo credere che una cosa del genere stesse accadendo nel nostro Paese così rapidamente”. Il Vescovo ha sottolineato che la divisione e il disordine non derivano dalle diversità tra le persone ma da come queste differenze vengono utilizzate per provocare divisioni. “La comunione di Dio che ci lega è più potente delle differenze che ci tentano alla divisione e al disordine” ha sottolineato.<br />Il Presidente della SACBC, Sua Ecc. Monsignor Sithembele Sipuka, Vescovo di Umtata ha riferito che i consueti programmi pastorali delle parrocchie stanno gradualmente riprendendo, e i fedeli stanno tornando a partecipare alla messa domenicale.<br />Monsignor Sipuka ha elogiato Monsignor Jose Louis Ponce de Leon, insieme ai suoi sacerdoti, religiosi e laici, per la loro umile ma incisiva testimonianza nella dolorosa situazione dei disordini politici nel loro paese, eSwatini .<br />Mons. Sipuka ha quindi ricordato due protagonisti della fine dell’apartheid venuti recentemente a mancare, l’ex Presidente Mr. FW De Klerk, e l’Arcivescovo Desmond Tutu, e i successi e fallimenti dell’azione governativa nella gestione della situazione del Covid-19, e l'importante ruolo svolto dai media nell'esporre la corruzione nel Paese. <br /> Thu, 20 Jan 2022 11:47:17 +0100ASIA/PAKISTAN - La Chiesa aiuta il reinserimento economico e sociale di ex detenutihttp://fides.org/it/news/71485-ASIA_PAKISTAN_La_Chiesa_aiuta_il_reinserimento_economico_e_sociale_di_ex_detenutihttp://fides.org/it/news/71485-ASIA_PAKISTAN_La_Chiesa_aiuta_il_reinserimento_economico_e_sociale_di_ex_detenutiLahore - “Dio è misericordioso, è il nostro creatore e fornitore e si prende cura dei nostri bisogni. Abbiamo continuato a raccogliere fondi per sostenere i nostri fratelli, che hanno lottato per cinque anni in carcere. Dopo il loro rilascio è stata una sfida per loro trovare lavoro e così abbiamo pensato di aiutarli ad avviare un'attività in proprio. L'anno scorso a Natale ne abbiamo sostenuti alcuni, quest'anno aiutiamo altre 20 persone ad avviare una attività economica per sostenere le loro famiglie”: lo dice all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Sebastian Francis Shaw di Lahore.<br />L'Arcivescovo ha inoltre affermato: "In tempi di sofferenza, ringraziamo Dio per il rilascio dei nostri fratelli detenuti; abbiamo iniziato a lavorare per sostenere queste persone nella creazione delle loro attività" . Incoraggiando gli ex prigionieri l'Arcivescovo Sebastian ha detto: “Con questo aiuto materiale abbiamo fornito ad alcuni un risciò, ad altri materiale da costruzione o articoli per gestire un negozio di alimentari. Insieme a questo sostegno materiale, apprezziamo i nostri sacerdoti, catechisti e fedeli che sono stati a fianco di questi ex prigionieri e delle loro famiglie nel momento del bisogno”.<br />“Lodiamo Dio che le persone che sono state sostenute a Natale nell'anno 2020 e ora stanno bene ora; preghiamo per voi che Dio benedica le vostre imprese”, ha concluso l'Arcivescovo.<br />La Chiesa cattolica ha continuato a sostenere i 42 prigionieri cristiani rilasciati dal carcere dopo cinque anni. Questi 42 uomini sono stati arrestati per aver distrutto proprietà del governo e per aver ucciso due uomini musulmani sospettati di essere collegati agli attentatori suicidi che avevano attaccato le chiese a Youhanabad, quartiere di Lahore, il 15 marzo 2015. Questi uomini sono stati rilasciati a gennaio del 2020 dopo aver risarcito il famiglie dei due musulmani.<br />Il 15 marzo 2015, due kamikaze hanno attaccato la Christ Church e la St. John Catholic Church a Youhanabad, la più grande colonia cristiana di Lahore che ospita più di 100.000 cristiani. <br /> Thu, 20 Jan 2022 11:38:42 +0100ASIA/SIRIA - Due francescani siriani, fratelli gemelli, compongono canti in arabo ispirati agli scritti di San Francescohttp://fides.org/it/news/71484-ASIA_SIRIA_Due_francescani_siriani_fratelli_gemelli_compongono_canti_in_arabo_ispirati_agli_scritti_di_San_Francescohttp://fides.org/it/news/71484-ASIA_SIRIA_Due_francescani_siriani_fratelli_gemelli_compongono_canti_in_arabo_ispirati_agli_scritti_di_San_FrancescoAleppo – Johnny e George Jallouf sono fratelli gemelli, e sono anche frati studenti della Custodia francescana di Terra Santa. Sono nati 25 anni fa a Aleppo, e in quella metropoli siriana, martoriata durante gli anni della guerra, hanno vissuto insieme anche l’inizio della vocazione religiosa che li ha portati ambedue a porsi sulle orme di San Francesco d’Assisi. Adesso, la passione per il Santo e la sollecitudine per la cura delle celebrazioni liturgiche li ha uniti in una nuova avventura: il progetto di ricavare dagli scritti di San Francesco un corpus di inni sacri in lingua araba, da offrire a tutti per la liturgia e la preghiera personale. Ne è nata per ora una raccolta di nove canti, intitolata “Rabi wa Elahi” , con testi in arabo e musiche originali, fruibili gratuitamente sulle piattaforme digitali musicali, compresa Anghami .<br />Padre George ha raccontato che l’idea di creare canti liturgici in arabo ispirati dagli scritti di San Francesco è sorta durante i primi anni di formazione francescana, mentre lui e suo fratello erano in Italia e cantavano insieme ai loro confratelli inni francescani composti in lingua italiana. I due fratelli sono anche musici: George studia chitarra classica e canto, Johnny studia flauto e canto. Il loro progetto ha puntato a elaborare inni francescani con musiche originali, la cui composizione è stata affidata a una coppia di musicisti cristiani di Nazareth, Louai Zaher e Rabab Zaitoun. “Lo scopo della diffusione di questi canti” ha riferito fra Johnny alla testata online custodia.org “è quello di provare a trasmettere al mondo arabo lo spirito degli scritti francescani, soprattutto ai giovani durante gli incontri di formazione e nelle marce francescane”. Il titolo della raccolta, che in arabo significa ‘Mio Signore e Mio Dio’, è ispirato alla frase “Mio Dio e mio tutto”, pronunciata da San Francesco sul monte della Verna, dopo aver ricevuto le stimmate.<br />Johnny e George, appartenenti a una famiglia cristiana aleppina, sono cresciuti frequentando la parrocchia francescana della metropoli siriana anche negli anni in cui tutta la popolazione subiva i traumi della guerra. In quel tempo tribolato è fiorita la loro vocazione. Le domande e la sete di felicità che sentivano crescere in loro mentre la città sembrava sprofondare in una violenza inimmaginabile li hanno spinti a mettere da parte i loro progetti di prima e seguire Chi in quegli anni tribolati ha attirato con più forza il loro cuore. <br /> Thu, 20 Jan 2022 11:34:15 +0100