Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.OCEANIA/AUSTRALIA - La provincia dei Gesuiti disinveste dal combustibile fossilehttp://fides.org/it/news/62520-OCEANIA_AUSTRALIA_La_provincia_dei_Gesuiti_disinveste_dal_combustibile_fossilehttp://fides.org/it/news/62520-OCEANIA_AUSTRALIA_La_provincia_dei_Gesuiti_disinveste_dal_combustibile_fossileCanberra - Il superiore provinciale dei Gesuiti dell'Australia, p. Brian McCoy, S.J., si è impegnato, a nome dei gesuiti australiani, a disinvestire dal combustibile fossile. "Alla luce del nostro impegno per la riconciliazione con la creazione, crediamo che il disinvestimento sia un'opportunità etica, preziosa e d'impatto da prendere in considerazione, non solo per la Provincia australiana ma per tutte le imprese australiane" ha affermato il P. McCoy in una dichiarazione pervenuta a Fides, che ha rilasciato in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente. <br />P. McCoy ha detto che la Provincia collaborerà a stretto contatto con i suoi amministratori esterni allo sviluppo di strategie di disinvestimento dal combustibile fossile o da industrie più importanti, come specificato nel Rapporto di marzo dell'Istituto Australiano “Climate proofing your investment: Moving funds out of fossil fuels” . <br />Sat, 24 Jun 2017 11:04:48 +0200AMERICA/ARGENTINA - Il punto sulla Missione continentale permanente nel Cono surhttp://fides.org/it/news/62519-AMERICA_ARGENTINA_Il_punto_sulla_Missione_continentale_permanente_nel_Cono_surhttp://fides.org/it/news/62519-AMERICA_ARGENTINA_Il_punto_sulla_Missione_continentale_permanente_nel_Cono_surBuenos Aires – Si è appena concluso a Buenos Aires, l’Incontro sulla Missione continentale permanente nei paesi del Cono sur: Argentina, Cile, Uruguay, parte del Paraguay e le regioni meridionali del Brasile. L’obiettivo era accompagnare il cammino missionario della Chiesa impegnata nella Missione continentale, nell’orizzonte del Pontificato di Papa Francesco e con lo scopo di iniziare una nuova fase che abbia come protagonisti principali i giovani.<br />Organizzato dalla Segreteria generale del CELAM e dai suoi Dipartimenti di Missione e Spiritualità, delle Vocazioni e dei Ministeri, l’incontro si è svolto dal 20 al 22 giugno, alla presenza del Segretario generale del CELAM, Mons. Juan Espinoza, di Vescovi dei diversi paesi e dai Direttori nazionali delle Pontificie Opere Missionarie.<br />Secondo le notizie pervenute all’Agenzia Fides, la prima giornata è stata dedicata ad una valutazione della Missione continentale da Aparecida ad oggi. I gruppi di lavoro hanno analizzato le dimensioni dell’animazione, della formazione e della cooperazione missionaria. Si è constatata la diversità dei percorsi nei singoli paesi e, in generale, la crescita della sensibilizzazione dell’importanza della missione come parte essenziale di ogni attività pastorale. <br />Sono seguite le riflessioni di Mons. Raúl Biord, Vescovo di La Guaira , su "La missione paradigmatica e programmatica nella vita della Chiesa", e di Fr. Estêvão Raschietti sulla "Formazione missionaria nei seminari, le Università, le Case dei religiosi e i Centri di formazione pastorale dei laici”. I Direttori nazionali delle Pontificie Opere Missionarie hanno quindi illustrato il quadro delle attività missionarie e dei progetti che vengono portati avanti. Mons. Mario Antonio Cargnello, Arcivescovo di Salta, ha presentato la storia dell'evangelizzazione in Argentina.<br />Nel terzo e ultimo giorno dell’incontro sono state sviluppate una serie di linee missionarie per la regione ed è stato redatto un messaggio finale con le conclusioni della riunione che sarà pubblicato a breve. Tra queste indicazioni ci sono: la partecipazione al Congresso Missionario Americano, che si terrà in Bolivia nel 2018; considerare la dimensione della testimonianza per la missione; incoraggiare la formazione missionaria dei seminaristi e dei religiosi; promuovere le occasioni di formazione già esistenti nel continente e un corso online attraverso il CELAM. <br />E’ prevista anche la pubblicazione di un manuale di missiologia per i seminaristi che è in fase di redazione. Si vuole anche diffondere l'esperienza delle "Chiese sorelle" in Brasile, per la cooperazione missionaria tra le diocesi di varie regioni. I paesi membri si sono impegnati a portare avanti la preparazione del Mese Missionario straordinario indetto da Papa Francesco per l’ottobre 2019.<br />E' stato infine valutato come molto positivo questo incontro delle Pontificie Opere Missionarie e dei Dipartimenti specifici del CELAM, per cui se ne promuoverà la continuità per lavorare in una comunione sempre maggiore. <br />Sat, 24 Jun 2017 09:51:43 +0200AFRICA/BENIN - Nuova missione degli Orionini in Benin, al confine tra Niger e Nigeriahttp://fides.org/it/news/62518-AFRICA_BENIN_Nuova_missione_degli_Orionini_in_Benin_al_confine_tra_Niger_e_Nigeriahttp://fides.org/it/news/62518-AFRICA_BENIN_Nuova_missione_degli_Orionini_in_Benin_al_confine_tra_Niger_e_NigeriaMalanville - Prenderà il via a settembre a Malanville, città del Benin al confine con il Niger e con la Nigeria, la nuova missione dell'Opera Don Orione in Africa. Malanville è situata nel dipartimento di Alibori, nel nord est del Benin, e conta circa 120.900 abitanti . È conosciuta come centro di scambi commerciali ed è sede di un grande mercato. La popolazione è estremamente eterogenea, con una grande comunità musulmana , seguita da religioni locali e dal cattolicesimo . Nonostante le differenze questi gruppi vivono fianco a fianco in pace.<br />Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides, la Congregazione orionina è presente in Africa in sei nazioni con circa 200 religiosi. La Provincia religiosa è in piena espansione, e conta un buon numero di religiosi, così da consentire l’apertura di nuove missioni.<br />“Il luogo che ha attirato la nostra attenzione e che facilita la prima installazione in Benin – racconta il Direttore della Provincia africana dell'Opera Don Orione, p. Basile Aka - è la parrocchia ‘Notre Dame du Sacré Cœur’ di Malanville, dove ci sono le strutture per dare inizio all’opera missionaria orionina: la chiesa parrocchiale, l'ufficio, la canonica, la scuola cattolica. Tutto questo fu costruito da uno spagnolo, tornato al suo Paese a causa dell'età. Attualmente lì non ci sono sacerdoti. Il Vicario generale, parroco di un'altra parrocchia deve fare ogni fine settimana più di 200 km per garantire la messa della domenica". <br />Malanville fa parte della diocesi di Kandi, affidata al Vescovo mons. Clet Feliho, conta 11 parrocchie, 18 sacerdoti di cui 3 religiosi, 17 istituti religiosi femminili e 2 maschili. <br />Sat, 24 Jun 2017 08:39:26 +0200AFRICA/KENYA - I Vescovi chiedono “elezioni pacifiche e credibili per leader integri”http://fides.org/it/news/62517-AFRICA_KENYA_I_Vescovi_chiedono_elezioni_pacifiche_e_credibili_per_leader_integrihttp://fides.org/it/news/62517-AFRICA_KENYA_I_Vescovi_chiedono_elezioni_pacifiche_e_credibili_per_leader_integriNairobi - “Mentre le elezioni generali si avvicinano, vi ricordiamo, fratelli e sorelle, che i principi della democrazia, il rispetto della vita umana e quello reciproco, e il ruolo della Commissione Elettorale Indipendente, sono elementi vitali per la preservazione della pace, prima, durante e dopo le elezioni”: così scrivono i Vescovi del Kenya nella loro Lettera pastorale intitolata “Elezioni pacifiche e credibili per leader integri”.<br />Ad agosto gli elettori keniani sono chiamati ad eleggere il Presidente e a rinnovare il Parlamento. Nella loro Lettera, pervenuta all’Agenzia Fides, i Vescovi esortano i keniani a resistere alla strumentalizzazione del tribalismo a fini politici, a rigettare le violenze e i discorsi incitanti all’odio e a scegliere leader che siano moralmente integri e che difendano i valori della vita e della famiglia.<br />Notando che i cattolici sono presenti in tutti i partiti dello schieramento politico, i Vescovi ribadiscono di non volere offrire indicazioni elettorali, ma solo i criteri in base ai quali gli elettori possono esercitare la loro libera scelta di voto.<br />La Lettera si sofferma sulla piaga della corruzione, “diventata un fardello pesante sull’economia, sulla sicurezza alimentare, l’educazione, il settore sanitario, il governo, la sicurezza, l’impiego e l’accesso alle necessità di base di gran parte dei keniani”. <br />Le autorità hanno arrestato alcuni funzionari corrotti ed hanno recuperato alcune somme sottratte alla collettività ma, secondo i Vescovi, “queste azioni apatiche non portano frutti. La tolleranza della corruzione e il lasciare i cosiddetti “intoccabili” liberi di depredare il denaro dei contribuenti, dimostra quanto sisno deboli le istituzioni e le leadership nella lotta contro la corruzione”. <br /><br /><br />Sat, 24 Jun 2017 13:08:53 +0200ASIA/PAKISTAN - L’Arcivescovo Shaw: “Un Ramadan di dialogo e di pace”http://fides.org/it/news/62516-ASIA_PAKISTAN_L_Arcivescovo_Shaw_Un_Ramadan_di_dialogo_e_di_pacehttp://fides.org/it/news/62516-ASIA_PAKISTAN_L_Arcivescovo_Shaw_Un_Ramadan_di_dialogo_e_di_paceLahore – “Abbiamo vissuto nel periodo del Ramadan un movimento e una campagna interreligiosa di pace, in cui abbiamo piantato alberi di ulivo davanti a chiese cristiane, moschee, madrase, scuole cattoliche e istituti islamici. E’ stata una iniziativa significativa e molto visibile, in cui persone e leader religiosi cristiani e musulmani hanno dato prova di voler lavorare insieme per la convivenza e la pace in Pakistan. Siamo felici che il mese sacro del Ramadan sia stato caratterizzo da questo comune sforzo e desiderio di pace”: lo dice all’Agenzia Fides l’Arcivescovo Sebastian Shaw, che guida l’arcidiocesi di Lahore ed è presidente della Commissione per il Dialogo interreligioso e l’ecumenismo, in seno alla Conferenza Episcopale cattolica del Pakistan. L’Arcivescovo nota a Fides che “il dialogo interreligioso è un sentiero che continueremo a percorrere con convinzione, nonostante le difficoltà e l’esistenza di gruppi radicali o violenti che intendono seminare odio interreligioso”.<br />Alla fine del Ramadan, la festa dell’Id-al Fitr sarà caratterizzata da momenti conviviali organizzati dai leader islamici pakistani, nelle diverse diocesi del Pakistan, cui parteciperanno i cristiani, in segno di solidarietà, condivisione della festa e di "buon vicinato". <br />Tali incontri nel tempo del Ramadan hanno rappresentato l'occasione per mostrare che “il Vangelo insegna a rispondere al male con il bene”, nota l'Arcivescovo, come dimostra un recente episodio: dopo la tragica morte dell’operaio cristiano Irfan Masih , morto perché un medico musulmano si è rifiutato di toccarlo e di curarlo dicendo che era “impuro”, l’associazione che riunisce gli operatori ecologici del Pakistan ha organizzato in una chiesa di Lahore una cena di Iftar , in segno di amicizia e solidarietà con i fedeli musulmani: “Un segno per mostrare la volontà di essere in armonia, nonostante alcuni episodi dolorosi e negativi” nota l’Arcivescovo. “In nome del nostro fratello Irfan Masih, invitiamo tutte le comunità religiose a riunirsi in nome della comune umanità. Siamo uomini e donne creati da Dio nella nostra amata patria. Le nostre religioni ci insegnano ad amare. Camminiamo insieme”, hanno detto i leader cristiani organizzatori dell’evento, invocando il “principio dell'inclusività” e l'unità.<br />Simili iniziative si sono tenute anche nella diocesi di Faisalabad, dove la Commissione diocesana per il dialogo interreligioso ha organizzato nei giorni scorsi una “cena di iftar”, ospitando numerosi leader religiosi musulmani “per rafforzare le relazioni di pace e di armonia tra musulmani e cristiani”. In quest’ occasione p. Nisar Barkat ha letto il Messaggio di auguri di Papa Francesco per il Ramadan. Fri, 23 Jun 2017 12:53:34 +0200ASIA/IRAQ - Il Patriarca caldeo: “tristezza e preoccupazione” per la vicenda dei cristiani iracheni che il governo USA vuole espellerehttp://fides.org/it/news/62515-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_caldeo_tristezza_e_preoccupazione_per_la_vicenda_dei_cristiani_iracheni_che_il_governo_USA_vuole_espellerehttp://fides.org/it/news/62515-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_caldeo_tristezza_e_preoccupazione_per_la_vicenda_dei_cristiani_iracheni_che_il_governo_USA_vuole_espellereBaghdad - La Chiesa caldea segue da vicino, “con tristezza e preoccupazione”, gli sviluppi della misure giudiziarie con cui gli Stati Uniti d'America si apprestano a allontanare dai propri confini 114 iracheni, in gran parte cristiani caldei, arrestati e colpiti dalla disposizione di espulsione, nel quadro delle nuove misure messe in atto dall'amministrazione Trump per contrastare i flussi migratori provenienti da Paesi del Medio Oriente, considerati a rischio di infiltrazione terroristica.<br />I sentimenti del Patriarcato sono espressi in una lettera che il Patriarca Louis Raphael ha inviato al Vescovo caldeo Frank Kalabat, alla guida dell'Eparchia di San Tommaso Apostolo a Detroit, il Patriarca esprime solidarietà e vicinanza alle famiglie degli iracheni colpiti dalle disposizioni di espulsione, e auspica che il governo statunitense trovi adeguata soluzione all'emergenza umanitaria provocata dalle misure di allontanamento, rivolte anche contro padri di famiglia con figli piccoli, che vivono del lavoro svolto negli USA. Il Patriarca fa notare che molti degli iracheni sottoposti a misure di allontanamento vivevano negli USA da molto tempo, e non possono essere in alcun modo sospettati di rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale statunitense. Nella lettera patriarcale, si riferisce anche che il governo di Baghdad ha dichiarato la propria impossibilità a interferire su quella che rappresenta una “decisione sovrana” di un altro Paese. La vicenda – aggiunge il Patriarca nella sua lettera – può comunque aiutare tutti a cogliere l'importanza di possedere documenti legali che garantiscano il proprio status dal punto di vista giuridico, sottraendo i singoli e le famiglie a ritorsioni e discriminazioni. <br />I cristiani caldei di origine irachena colpiti da disposizioni di espulsione sono stati arrestati a Detroit dai poliziotti dell’Immigration and Customs Enforcement lo scorso 12 giugno. Si tratta per lo più di uomini residenti negli States da decenni. L'operazione fa seguito all'accordo tra Stati Uniti e Iraq, con cui il governo di Baghdad ha accettato di accogliere un certo numero di cittadini iracheni sottoposti all’ordine di espulsione, pur di essere tolto dalla lista nera delle nazioni colpite dal cosiddetto “muslim ban”, il bando voluto del Presidente Donald Trump per impedire l'accesso negli USA ai cittadini provenienti da sei Paesi a maggioranza musulmana considerati come potenziali “esportatori” di terroristi. Alcuni degli arrestati cristiani avevano avuto in passato problemi con la giustizia, elemento che secondo le forze di polizia giustificherebbero la decisione di sottoporli alla misura del reimpatrio forzato in Iraq. Nella giornata di giovedì 22 giugno, il giudice distrettuale Mark Goldsmith ha sospeso per 14 giorni le procedure di espulsione, durante il quale dovrà decidere se il suo tribunale è competente per deliberare in merito all'intera vicenda. . Fri, 23 Jun 2017 12:42:58 +0200AMERICA/ANTILLE - Nomina del Vescovo di St. George’s in Grenadahttp://fides.org/it/news/62514-AMERICA_ANTILLE_Nomina_del_Vescovo_di_St_George_s_in_Grenadahttp://fides.org/it/news/62514-AMERICA_ANTILLE_Nomina_del_Vescovo_di_St_George_s_in_GrenadaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha nominato oggi Vescovo della diocesi di St. George’s in Grenada il Rev.do Clyde Martin Harvey, del clero di Port of Spain, Parroco e Vicario Episcopale del Clero.<br />Il Rev.do Clyde Martin Harvey è nato a Trinidad e Tobago, nelle Antille, il 9 novembre 1948. Ha frequentato le scuole primarie e secondarie nel quartiere di Belmont. Dopo aver scoperto la vocazione sacerdotale, ha seguito l’iter formativo filosofico e teologico nel Seminario Regionale di St. John Maria Vianney and Uganda Martyrs, in Trinidad e Tobago. È stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1976.<br />Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: dal 1976: Docente di Filosofia, Arcidiocesi di Port of Spain; 1976-1979: Formatore e Vice-Rettore del Seminario Regionale di St. John Maria Vianney and Uganda Martyrs; 1979-1985: Parroco a Morvant e Laventille; 1985: Breve corso di specializzazione all’Università di Lancaster, in Inghilterra; 1985-1988: Studi Superiori nella Graduate School of Theology dell’Università di Berkeley, California; 1988-1996: Parroco a Maloney; 1997-2007: Parroco a San Fernando; 2007-2016: Parroco a Gonzales e Holy Rosary; dal 2011: Vicario Episcopale per il Clero.<br />La Diocesi di St. George’s, eretta nel 1956, comprende l’intero territorio di Grenada e delle Isole Grenadine meridionali , conta oggi una popolazione di 104.000 abitanti, quasi totalmente di etnia Afro-Caraibica. I cattolici sono 40.000 , ma sono in diminuzione. La Diocesi è divisa in 21 parrocchie, 5 delle quali amministrate da un Diacono permanente o da un laico. Ci sono 25 sacerdoti, 14 dei quali religiosi, 7 diaconi permanenti, 5 fratelli religiosi e 34 religiose. <br />Fri, 23 Jun 2017 12:13:41 +0200AFRICA/CENTRAFRICA - Violenti scontri a Bria, nell’est del Paesehttp://fides.org/it/news/62513-AFRICA_CENTRAFRICA_Violenti_scontri_a_Bria_nell_est_del_Paesehttp://fides.org/it/news/62513-AFRICA_CENTRAFRICA_Violenti_scontri_a_Bria_nell_est_del_Paese<br />Bangui - “Purtroppo la situazione in Centrafrica si sta deteriorando nonostante gli accordi di pace firmati il 19 giugno a Roma” riferiscono all’Agenzia Fides fonti missionarie, che per motivi di sicurezza non citiamo, da Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana. “A Bangui la situazione è calma. A destare allarme sono gli scontri in altre aree del Paese. In particolare a Bria, dove i morti sono 40, forse addirittura 100”.<br />Bria, nell’est del Paese, è una città strategica per il controllo delle risorse minerarie dell’area, specie quelle diamantifere. Secondo notizie di agenzia gli scontri nascono da una divisione interna al Front Populaire pour la Renaissance de la Centrafrique , uno dei diversi gruppi armati nati dall’ex alleanza ribelle Seleka. La FPRC ha però negato di esservi implicata e ha invece accusato gli anti balaka di aver assalito la città, dove diverse persone hanno cercato rifugio nella parrocchia cattolica. <br />Il 19 giugno, grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio, 13 gruppi ribelli centrafricani e il governo di Bangui avevano firmato un accordo per il cessate il fuoco immediato. Il problema è che non esiste una forza in grado di farli rispettare. La Missione ONU in Centrafrica che ha dispiegato 10.000 uomini nel Paese, non riesce a controllare tutto il territorio. La MINUSCA inoltre è piagata da scandali come quelli di violenze e abusi sessuali da parte di alcuni suoi appartenenti. Tutto questo ha fatto sì che la popolazione locale ha perso fiducia nei “Caschi Blu”, rendendo più difficile la via per la pacificazione del Paese. <br />Fri, 23 Jun 2017 12:10:55 +0200AFRICA/CONGO RD - Attacco respinto a Beni: 13 assalitori mortihttp://fides.org/it/news/62512-AFRICA_CONGO_RD_Attacco_respinto_a_Beni_13_assalitori_mortihttp://fides.org/it/news/62512-AFRICA_CONGO_RD_Attacco_respinto_a_Beni_13_assalitori_morti<br />Kinshasa - È di 13 ribelli morti, 13 catturati e 6 feriti, il bilancio ufficiale dell’assalto condotto ieri, 22 giugno, contro la città di Beni, nel Nord Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo . <br />Secondo una nota inviata dall’ONG locale CEPADHO, vi sarebbero due morti tra le file dei militari delle forze armate congolesi , due poliziotti feriti mentre alcuni insegnanti e alunni sono rimasti contusi e feriti quando una granata ha colpito l’aula di una scuola.<br />Le autorità congolesi affermano che gli attaccanti sono appartenenti ad una milizia Mai-Mai locale , ma la stampa congolese e l’ONG locale CEPADHO affermano che appartengono ad una coalizione di gruppi ribelli denominata Mouvement National des Révolutionnaires . Un fatto certo, confermato da un portavoce dell’esercito, è che tra gli assalitori vi sono alcuni dei 930 detenuti evasi l’11 giugno dalla prigione centrale di Beni. <br />Secondo il CEPADHO gli assalitori provenivano dalla località di Supa-Kalu,a 15 km da Beni, ed hanno attaccato diversi quartieri della città. La situazione a Beni è tornata calma, ma secondo osservarti indipendenti l’MNR costituisce una minaccia nuova alla stabilità del Nord Kivu, gia minacciato dalla presenza di numerosi gruppi armati. <br />Fri, 23 Jun 2017 10:54:46 +0200AMERICA/COLOMBIA - La Chiesa media per il rilascio dei giornalisti rapiti a nord di Santanderhttp://fides.org/it/news/62511-AMERICA_COLOMBIA_La_Chiesa_media_per_il_rilascio_dei_giornalisti_rapiti_a_nord_di_Santanderhttp://fides.org/it/news/62511-AMERICA_COLOMBIA_La_Chiesa_media_per_il_rilascio_dei_giornalisti_rapiti_a_nord_di_SantanderBogotà – "Il Fronte di guerra nord orientale dell’ELN informa che i due olandesi catturati sono in buona salute e verranno rilasciati con un comunicato" si legge nell'account dei social media dei guerriglieri. Secondo la nota inviata a Fides da una radio locale, l'ELN ha così ammesso di avere nelle sue mani Derk Johannes Bolt, 62 anni, ed Eugenio Ernest Marie Follender, di 58 anni. Entrambi sono stati rapiti il 19 giugno nel comune di El Tarra, a nord di Santander.<br />Un rappresentante del governo e membri della Chiesa cattolica hanno preso contatto con il gruppo ELN per il loro rilascio, che potrebbe accadere oggi stesso.<br />Il 21 giugno Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Arcivescovo di Tunja e Presidente della Conferenza Episcopale Colombiana, aveva rilasciato una dichiarazione alla stampa per mettere a disposizione i membri della Chiesa per mediare in questo caso. Come si legge nel comunicato della Conferenza episcopale: "si è invitato l'ELN ad un cessate il fuoco bilaterale per fissare i punti di riferimento nella via verso la pace".<br />I giornalisti rapiti lavoravano per il programma Spoorloos, che aiuta gli olandesi adottati a trovare le loro famiglie biologiche in tutto il mondo.<br /> <br />Fri, 23 Jun 2017 10:51:04 +0200AMERICA/VENEZUELA - Il grido dei Vescovi: “Nel nome di Dio, non uccidete più giovani venezuelani”http://fides.org/it/news/62510-AMERICA_VENEZUELA_Il_grido_dei_Vescovi_Nel_nome_di_Dio_non_uccidete_piu_giovani_venezuelanihttp://fides.org/it/news/62510-AMERICA_VENEZUELA_Il_grido_dei_Vescovi_Nel_nome_di_Dio_non_uccidete_piu_giovani_venezuelaniCaracas – "Nel nome di Dio, non uccidete più giovani venezuelani. Il loro grande peccato è solo di non credere in un futuro che somiglia a questo presente". Lo ha chiesto energicamente Mons. Oswaldo Azuaje Pérez, O.C.D., Vescovo di Trujillo, nel suo account Twitter. Sono numerose le espressioni di solidarietà e di denuncia pervenute a Fides nelle ultime ore per la morte violenta di un altro giovane in Venezuela.<br />L'appello è ormai internazionale. Mons. Silvio Josè Baez, Vescovo ausiliare di Managua, ha scritto a Fides: "Unisco la mia voce a quella del mio fratello carmelitano, Mons. Azuaje, e dico: Nel nome di Dio: non uccidete più giovani venezuelani". Poi ha ricordato le parole del Santo Padre: "Un apostolo non può essere un ingenuo, deve denunciare, con nome e cognome" .<br />Ieri, giovedì 22 giugno, un giovane dell'opposizione è stato ucciso da un militare durante una manifestazione nell'ennesima giornata di violenza alimentata dal conflitto sull’Assemblea Costituente convocata dal Presidente Nicolas Maduro. David Vallenilla, 22 anni, è morto dopo essere stato colpito tre volte al petto da un’arma da fuoco durante i tumulti davanti alla base aerea militare di La Carlota di Caracas. Sale così a 75 il numero dei morti dal 1° aprile, secondo dati delle agenzie. Anche ieri il presidente Maduro ha parlato al paese per reiterare che “l’Assemblea Costituente va avanti e ricostruiremo la pace”, ma l’opposizione sta convocando altre manifestazioni per fermare questo processo.<br /> <br />Fri, 23 Jun 2017 09:54:20 +0200AFRICA/BENIN - Raccolta record di cotone: sfiorato il mezzo milione di tonnellate, non accadeva da 12 annihttp://fides.org/it/news/62509-AFRICA_BENIN_Raccolta_record_di_cotone_sfiorato_il_mezzo_milione_di_tonnellate_non_accadeva_da_12_annihttp://fides.org/it/news/62509-AFRICA_BENIN_Raccolta_record_di_cotone_sfiorato_il_mezzo_milione_di_tonnellate_non_accadeva_da_12_anniPorto Novo - Secondo le stime diffuse dal ministero dell’Economia, la produzione di cotone del Benin ha raggiunto livelli record: quasi mezzo milione di tonnellate. Erano anni che “l’oro bianco” non faceva registrare simili cifre. Lo scorso anno erano state raccolte 260 mila tonnellate, mentre quest’anno, da novembre a giugno, la quantità è raddoppiata fino a 453.012 tonnellate. L’impegno di alcuni membri della Federazione nazionale delle cooperative agricole per la produzione di cotone è quello di portare ancora più in alto la produzione nel 2018. Fri, 23 Jun 2017 09:42:33 +0200ASIA/IRAQ - La Chiesa caldea: dolore e tristezza per le vittime civili e per la distruzione della Grande Moschea a Mosulhttp://fides.org/it/news/62508-ASIA_IRAQ_La_Chiesa_caldea_dolore_e_tristezza_per_le_vittime_civili_e_per_la_distruzione_della_Grande_Moschea_a_Mosulhttp://fides.org/it/news/62508-ASIA_IRAQ_La_Chiesa_caldea_dolore_e_tristezza_per_le_vittime_civili_e_per_la_distruzione_della_Grande_Moschea_a_MosulMosul – La Chiesa caldea esprime amarezza per la distruzione della Moschea al Nuri di Mosul, celebre per il minareto pendente, e ribadisce il proprio strazio per le vittime civili dei bombardamenti e per tutti gli abitanti che nel conflitto in corso nella metropoli continuano a soffrire anche la sete, la fame e la mancanza di medicine. In un comunicato ufficiale, diffuso dai media del Patriarcato caldeo, si esprime anche la speranza che davanti alle sofferenze di oggi possano nascere nei cuori degli iracheni propositi di riconciliazione e il desiderio di costruire insieme una convivenza pacifica e feconda. <br />Mentre le truppe irachene hanno accusato i jihadisti sunniti di aver fatto saltare in aria la celebre moschea, i miliziani dell'auto-proclamato Stato Islamico hanno replicato sostenendo che sarebbe stato un raid aereo Usa a distruggere l'edificio sacro. . Thu, 22 Jun 2017 12:54:55 +0200ASIA/FILIPPINE - Una Bibbia in ogni famigliahttp://fides.org/it/news/62507-ASIA_FILIPPINE_Una_Bibbia_in_ogni_famigliahttp://fides.org/it/news/62507-ASIA_FILIPPINE_Una_Bibbia_in_ogni_famigliaManila - Distribuire una copia della Bibbia in ogni famiglia delle Filippine: il progetto avviato dal 2008 sta diventando una realtà ben presto realizzata, grazie al progetto "May They Be One Bible Campaign": lo dice all'Agenzia Fides il Vescovo ausiliare di Manila, Mons. Broderick Pabillo, presidente del Comitato consultivo del progetto. “Il grande progetto di evangelizzazione - spiega a Fides - era iniziato per regalare una Bibbia a cinque milioni di famiglie povere del paese. Poi si è allargato, grazie al coinvolgimento di tutte le 86 diocesi cattoliche del paese, che hanno sposato l'iniziativa”. Il progetto prevede programmi di formazione e di studio della Bibbia per tutti coloro che hanno ricevuto Bibbie. Ben 1.897 parrocchie hanno partecipato alle attività di distribuzione della Bibbia e alle attività di formazione, in collaborazione con l'Associazione dei Superiori Maggiori nelle Filippine, il Consiglio dei Laici delle Filippine, la Società Biblica Cattolica, i Padri Sacramentini e la Commissione episcopale per l'Apostolato Biblico della Conferenza episcopale delle Filippine.<br />Come appreso da Fides, a partire dal 2008, oltre due milioni di copie della Bibbia sono state distribuite: nel 2015, circa 450.000 copie e nel 2016, 500.000, mentre cresce il numero delle organizzazioni partner, interessate a contribuire al progetto.<br />“Questo progetto mostra il desiderio e la ‘fame’ del cibo della Parola di Dio, da parte della gente. In molte famiglie è iniziata la lettura quotidiana e comune della Parola di Dio, con frutti abbondanti nella vita della famiglia”, racconta il Vescovo.<br />Tra le storie raccolte dalla campagna ve ne sono diverse molto edificanti: un medico della provincia di Zambales condivide regolarmente la Parola di Dio con i detenuti; un giovane di Atimonan condivide la sua passione per la Bibbia con i bambini più piccoli; una suora missionaria dal Messico guida i giovani filippini ad annunciare la Parola di Dio in diverse comunità di Manila e Batangas ; e molte altre esperienze di evangelizzazione.<br />“La Bibbia è la Parola di Dio. Essa guida le persone verso una vita beata e serena, perchè riposta nelle mani di Dio”, spiega Mons. Pabillo, invitando tutti i fedeli a sponsorizzare la campagna di distribuzione e lettura della Bibbia. La prossima fase della campagna prevede iniziative ecumeniche, per rendere la Bibbia un punto di incontro e di condivisione dei cristiani di diverse confessioni. Thu, 22 Jun 2017 12:27:38 +0200AMERICA/VENEZUELA - Assemblea OAS: la Santa Sede chiede di consentire l'ingresso di cibo e medicine e di definire la data delle elezionihttp://fides.org/it/news/62506-AMERICA_VENEZUELA_Assemblea_OAS_la_Santa_Sede_chiede_di_consentire_l_ingresso_di_cibo_e_medicine_e_di_definire_la_data_delle_elezionihttp://fides.org/it/news/62506-AMERICA_VENEZUELA_Assemblea_OAS_la_Santa_Sede_chiede_di_consentire_l_ingresso_di_cibo_e_medicine_e_di_definire_la_data_delle_elezioniCancun – Consentire l'ingresso di cibo e medicine, definire la data delle elezioni e liberare i prigionieri politici: queste le tre priorità che Papa Francesco e la Santa Sede hanno chiesto dinanzi alla drammatica situazione del Venezuela. Lo ha fatto attraverso il suo Osservatore permanente alla 47a Assemblea generale dell'Organizzazione degli Stati Americani , Mons. Bernardito Auza, nell'incontro tenutosi a Cancun, Messico, dal 19 al 21 giugno 2017.<br />La Santa Sede ribadisce la propria posizione sulla grave situazione che vive il Venezuela. Sin dall’inizio della crisi, ha sottolineato Mons. Auza, il Papa, il Segretario di Stato vaticano e la Conferenza episcopale venezuelana, in diverse occasioni, hanno chiesto alle istituzioni e alle forze politiche, di superare gli interessi di parte ed ideologiche e di ascoltare la voce del popolo. La Santa Sede ha sempre esortato tutti i leader politici ad impegnarsi per porre fine alle violenze.<br />La recente decisione del governo di convocare un'Assemblea Costituente, si legge nell'intervento di Mons. Auza, invece di aiutare a risolvere i problemi, può complicare la situazione e mettere a repentaglio il futuro democratico del Paese. Si apprezza invece la possibilità che un gruppo di Paesi della regione o eventualmente di altri Continenti scelti sia dal governo sia dall'opposizione, accompagnino il negoziato in qualità di garanti, ha concluso l'osservatore vaticano.<br />Dall’inizio di aprile, sono almeno 75 le vittime in seguito a scontri tra manifestanti e forze di polizia e la violenza non si ferma. <br />Thu, 22 Jun 2017 11:52:07 +0200AFRICA/CONGO RD - Scontri nella città di Beni tra esercito e una coalizione di ribellihttp://fides.org/it/news/62505-AFRICA_CONGO_RD_Scontri_nella_citta_di_Beni_tra_esercito_e_una_coalizione_di_ribellihttp://fides.org/it/news/62505-AFRICA_CONGO_RD_Scontri_nella_citta_di_Beni_tra_esercito_e_una_coalizione_di_ribelli<br />Kinshasa -Forti scontri questa mattina, 22 giugno, a Beni nella provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Secondo informazioni pervenute all’Agenzia Fides gli scontri tra i militari regolari della Forze Armate Congolesi e un gruppo ribelle, sono iniziati all’alba con l’uso di armi leggere e pesanti da entrambe le parti.<br />Un comunicato pervenuto il 21 giugno all’Agenzia Fides, del CEPADHO, una ONG locale per la difesa dei diritti dell’uomo, riportava la formazione nell’area di un nuovo gruppo armato, chiamato Mouvement National des Révolutionnaires . La nuova formazione raccoglie uomini provenienti da precedenti gruppi armati attivi nel Nord Kivu e di centinaia di prigionieri che sono evasi dalla prigione di Butembo l’11 giugno. Si tratta molto probabilmente del gruppo che sta attaccando in queste ore Beni. <br />Secondo il CEPADHO l’MNR ha già attaccato almeno tre villaggi nell’area compresa tra Butembo e Beni, e si appresterebbe a colpire queste due città. <br />“Considerando l’impressionante dotazione logistica di questa coalizione ribelle, molti sono convinti che disponga di un appoggio esterno che deve essere smascherato e smantellato” sottolinea la nota.<br />Il Nord Kivu è da decenni in preda a gruppi armati locali e stranieri che sfruttano illegalmente le enormi risorse del suo territorio . <br />Thu, 22 Jun 2017 11:51:02 +0200AFRICA - Mezzo milione di bambini africani imparano a leggere e scrivere grazie all’iniziativa di altre bambine africanehttp://fides.org/it/news/62504-AFRICA_Mezzo_milione_di_bambini_africani_imparano_a_leggere_e_scrivere_grazie_all_iniziativa_di_altre_bambine_africanehttp://fides.org/it/news/62504-AFRICA_Mezzo_milione_di_bambini_africani_imparano_a_leggere_e_scrivere_grazie_all_iniziativa_di_altre_bambine_africaneAbidjan - Il Movimento Africano di Bambini, Bambine e Giovani Lavoratori ha consentito l’alfabetizzazione di oltre mezzo milione di bambini e bambine in Africa. Il MAEJT è nato nel 1994, quando un gruppo di bambine analfabete della Costa d’Avorio, in situazione di povertà estrema e costrette a lavorare, iniziò a riunirsi e organizzarsi per rivendicare i propri diritti. Inoltre redassero una Carta con 12 diritti da rispettare. Attualmente questa piccola iniziativa si è trasformata in un movimento autogestito, presente in 27 Paesi africani, con oltre un milione di membri e simpatizzanti. Il MAEJT si occupa della tutela dell’infanzia di fronte a maltrattamenti e abusi perpetrati nelle comunità, promuove corsi di sostegno emotivo oltre che di formazione sociale per una prospettiva futura, incentiva anche la scolarizzazione, l’alfabetizzazione e l’istruzione sanitaria di questi gruppi.<br /> <br />Thu, 22 Jun 2017 11:29:39 +0200AFRICA/COSTA D’AVORIO - Il dramma dei migranti clandestini: dove sono i politici africani?http://fides.org/it/news/62503-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Il_dramma_dei_migranti_clandestini_dove_sono_i_politici_africanihttp://fides.org/it/news/62503-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Il_dramma_dei_migranti_clandestini_dove_sono_i_politici_africaniAbidjan - “Mi rattrista sapere che diversi ministri erano stati invitati per questo scambio costruttivo di opinioni, ma uno solo è venuto. Gli altri hanno preferito andare all’inaugurazione di un casinò” ha affermato p. Norbert Éric Abekan, nel suo intervento, ad un incontro in occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati, tenutosi il 20 giugno all’Institut français di Abidjan, in Costa d’Avorio.<br />Il sacerdote cattolico ha sottolineato che la migrazione clandestina “è una questione trasversale, che interpella tutti. "In quanto prete, vengo spesso avvicinato nel corso dei miei viaggi da ivoriani che vivono all’estero. Quelli che sono senza documenti svolgono diversi lavoretti alla giornata e vivono nascosti con la paura di un rimpatrio. Abbiamo la responsabilità di cercare di scoraggiare i giovani a intraprendere il cammino della migrazione clandestina”.<br />Gli ha fatto eco l’imam Issouf Doumbia, che ha vissuto 14 anni negli Stati Uniti, secondo il quale le famiglie hanno una forte responsabilità a spingere i loro figli a tentare la strada della migrazione clandestina. “Quando un ragazzo di 14 anni dice che deve rifarsi una vita per aiutare la famiglia è grave. Quando una ragazza afferma che, nella sua famiglia, sono talmente numerosi che la sua assenza non è notata, è scioccante” ha affermato l’imam.<br />Per i responsabili politici locali, il dramma della migrazione clandestina dei propri connazionali, come notato da p. Abekan, non sembra però essere importante come l’apertura di un nuovo casinò. <br />Thu, 22 Jun 2017 11:14:55 +0200AMERICA/PARAGUAY - Allarme tossicodipendenze nei bambini di strada: dalla colla alla marijuana, al “chespi”http://fides.org/it/news/62502-AMERICA_PARAGUAY_Allarme_tossicodipendenze_nei_bambini_di_strada_dalla_colla_alla_marijuana_al_chespihttp://fides.org/it/news/62502-AMERICA_PARAGUAY_Allarme_tossicodipendenze_nei_bambini_di_strada_dalla_colla_alla_marijuana_al_chespiAsunciòn – Ogni giorno il Centro Nazionale per le Tossicodipendenze del Paraguay riceve centinaia di persone con problemi di droga. Tuttavia il fenomeno più allarmante sono i tanti bambini di strada che vi si recano per essere assistiti nella forte dipendenza dai rifiuti e dal ‘chespi’ . Iniziano consumando principalmente colla, poi marijuana, infine droghe più nocive e soprattutto economiche, come il crack. Molti di questi bambini sono vittime dei microtrafficanti, che li “pagano con un po’ di quello che vendono” a condizione che convincano altri bambini ad usufruirne e farli diventare clienti. <br />Secondo le notizie arrivate a Fides, attualmente nel Centro sono ricoverati 12 minori da 7 a 14 anni di età. Dall’inizio dell’anno i pazienti maggiorenni internati sono 184, oltre a 147 giovani e 355 casi pediatrici. Una volta che il bambino viene ricoverato, dopo una serie di test psicologici, gli operatori passano ad una seconda fase, la più difficile, che è quella dell’astinenza. Spesso purtroppo le vittime interrompono la terapia, diventano aggressivi e violenti e abbandonano il centro. Gli operatori impegnati sono 142, a rotazione, pochi per il gran numero di pazienti. Si tratta dell’unico Centro a livello nazionale, anche se ce ne sono altri privati, che però non sono accessibili per i costi elevati.<br /> <br />Thu, 22 Jun 2017 11:05:34 +0200ASIA/LIBANO - Yousseff Absi è il nuovo Patriarca cattolico greco-melchitahttp://fides.org/it/news/62501-ASIA_LIBANO_Yousseff_Absi_e_il_nuovo_Patriarca_cattolico_greco_melchitahttp://fides.org/it/news/62501-ASIA_LIBANO_Yousseff_Absi_e_il_nuovo_Patriarca_cattolico_greco_melchitaAin Traz – Yousseff Absi è il nuovo Patriarca cattolico gre-melchita di Antiochia, Gerusalemme, Alessandria e di tutto l'Oriente. Lo hanno eletto i 29 Vescovi cattolici greco-melchiti riuniti in Assemblea sinodale elettorale da lunedì 19 giugno nella sede dell'antico seminario di Ain Traz, a sud-ovest di Beirut. L'elezione è avvenuta nella tarda mattinata di mercoledì 21 giugno. Per essere eletto, il nuovo Patriarca ha dovuto raccogliere almeno i due terzi dei voti. Dopo l'elezione, il nuovo Primate della Chiesa cattolica greco-melchita ha ricevuto la “Ecclesiastica Communio” da parte di Papa Francesco, e ha comunicato di prendere, come Patriarca, il nome di Yousseff. <br />Yousseff Absi, 71 anni appena compiuti, il 20 giugno, è nato a Damasco ma possiede anche la cittadinanza statunitense. Appartiene alla Società dei missionari di San Paolo , sorta nel Novecento in seno alla Chiesa cattolica greco-melchita con l'intento di alimentare la vita spirituale dei fedeli soprattutto attraverso la predicazione e le missioni popolari. Ha vissuto il tempo della sua formazione nel noviziato di Gap . E' stato ordinato sacerdote dal Patriarca Maximos V il 6 maggio 1973. Poi è stato scelto come Superiore Generale dei Padri Paolisti il 13 luglio 1999, ma due anni dopo è stato eletto Ausiliare patriarcale ed Arcivescovo titolare di Tarso. Il 13 ottobre 2006, il Patriarca Gregorios III, suo redecesore, lo ha nominato Vicario Patriarcale a Damasco.<br />L'elezione del nuovo Patriarca segue la rinuncia all'incarico patriarcale dell'85enne Patriarca Gregorios III Laham, Con una lettera diffusa lo scorso 6 maggio, era stato lo stesso Papa Francesco a rendere noto di aver accolto la richiesta di rinuncia al proprio incarico presentatagli in precedenza dal Patriarca Gregorios. <br />L'elezione del nuovo Patriarca segna l'epilogo di una fase di tensioni e incomprensioni in seno alla gerarchia ecclesiale greco-melchita. Nel giugno 2016, sempre a Ain Traz, si erano registrati anche l'annullamento e il rinvio di una precedente Assemblea sinodale, a causa del forfait di un certo numero di Vescovi che aveva fatto mancare il numero legale richiesto per poter procedere con i lavori assembleari sinodali. In quell'occasione, almeno dieci Vescovi avevano sostenuto la richiesta di dimissioni dell'ultra-ottuagenario Patriarca Gregorios. Agenzia Fides 22/6/2017). Thu, 22 Jun 2017 10:55:50 +0200