Fides News - Italianhttps://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/NAMIBIA - Nomina del Vicario Apostolico di Runduhttps://fides.org/it/news/77669-AFRICA_NAMIBIA_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_Runduhttps://fides.org/it/news/77669-AFRICA_NAMIBIA_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_RunduCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vicario Apostolico del Vicariato Apostolico di Rundu, il Rev.do Linus Ngenomesho, O.M.I., finora Amministratore Apostolico della medesima Circoscrizione.<br />S.E. Mons. Linus Ngenomesho, O.M.I., è nato il 22 agosto 1969 ad Omatando, Arcidiocesi di Windhoek . Ha studiato Filosofia e Teologia presso il St. Joseph’s Oblates Scolasticate di Cedera, in Sudafrica.<br />È stato ordinato sacerdote il 26 gennaio 2002 per la Congregazione degli Oblati di Maria Immacolata .<br />Ha ricoperto i seguenti incarichi: Vicario parrocchiale a Gobabis, Arcidiocesi di Windhoek, e Assistente Maestro dei Novizi presso la O.M.I. Formation House di Dabra ; Consigliere Provinciale degli Oblati di Maria Immacolata della Provincia di Namibia ; Direttore della O.M.I. Formation House e Parroco della St. Boniface a Windhoek ; Decano del Decanato di Windhoek ; Membro del Collegio dei Consultori dell’Arcidiocesi di Windhoek ; Parroco della St. Peter Claver a Ukahandja ; Superiore Provinciale degli Oblati di Maria Immacolata della Provincia di Namibia e Presidente della Regione O.M.I. per Africa e Madagascar ; Segretario Generale della Conferenza Episcopale di Namibia ; finora, Amministratore Apostolico del Vicariato Apostolico di Rundu .<br /> .Mon, 11 May 2026 12:38:35 +0200AFRICA/CIAD - Vittime civili nei bombardamenti dell’aeronautica ciadiani contro presunti jihadistihttps://fides.org/it/news/77668-AFRICA_CIAD_Vittime_civili_nei_bombardamenti_dell_aeronautica_ciadiani_contro_presunti_jihadistihttps://fides.org/it/news/77668-AFRICA_CIAD_Vittime_civili_nei_bombardamenti_dell_aeronautica_ciadiani_contro_presunti_jihadistiN’Djamena – Aerei ciadiani hanno preso di mira jihadisti nigeriani di Boko Haram lungo le rive del lago Ciad, finendo però per fare vittime tra i civili.<br />Secondo fonti locali i bombardamenti avrebbero ucciso alcune decine di pescatori, che continuavano –con il permesso dei jihadisti- a gettare le loro reti nelle acque del lago che bagnano oltre al Ciad, il Niger e la Nigeria. Almeno 40 pescatori risulterebbero dispersi. <br />Gli attacchi aerei, che vanno avanti dall’8 maggio, sono in risposta a un attacco jihadista contro militari ciadiani avvenuto il 4 maggio che aveva provocato la morte di 23 soldati. Il 6 maggio almeno 27 persone, 11 militari e 16 jihadisti, erano morte in un altro scontro sempre sulle rive del lago Ciad.<br />Al di là della presenza dei jihadisti l’instabilità che colpisce la regione del lago Ciad deriva dagli scontri agropastorali che interessano vaste aree del sud, del centro e dell’est del Paese. In particolare le popolazioni i Zaghawa sono accusate di aver depredato del loro bestiame le popolazioni locali dell’area del lago, con la protezioni di alcuni alti ufficiali dell’esercito. Gli attacchi ai militari ciadiani non sarebbero opera solo dei jihadisti ma anche di pastori locali cui era stato sottratto il bestiame.<br />Le stime di organizzazioni specializzate nell'analisi delle crisi mostrano che i conflitti agro-pastorali hanno causato oltre mille morti e circa duemila feriti tra il 2021 e il 2024. <br />Papa Leone XIV al termine del Regina Caeli di domenica 10 maggio ha ricordato la situazione d’insicurezza che colpisce diversi Paesi del Sahel. “Ho appreso con preoccupazione le notizie sull’aumento delle violenze nella Regione del Sahel, in particolare in Ciad e in Mali, colpiti da recenti attacchi terroristici” ha detto il Pontefice. “Assicuro la mia preghiera per le vittime e la vicinanza a quanti soffrono. Auspico che cessi ogni forma di violenza e incoraggio ogni sforzo per la pace e lo sviluppo in quell’amata terra”. <br />Mon, 11 May 2026 12:33:32 +0200Le comunità cattoliche cinesi celebrano Maria “Nostra Signora della Cina” alla vigilia della festa dedicata a tutte le mammehttps://fides.org/it/news/77667-Le_comunita_cattoliche_cinesi_celebrano_Maria_Nostra_Signora_della_Cina_alla_vigilia_della_festa_dedicata_a_tutte_le_mammehttps://fides.org/it/news/77667-Le_comunita_cattoliche_cinesi_celebrano_Maria_Nostra_Signora_della_Cina_alla_vigilia_della_festa_dedicata_a_tutte_le_mammePechino – Ogni anno, il secondo sabato di maggio - giorno che precede la Festa della Mamma, nel mese dedicato alla Vergine Maria - la Chiesa in Cina celebra solennemente una festa speciale dedicata alla “Madre Celeste della Cina”. <br />La celebrazione fa riferimento alla decisione di consacrare la Cina alla Madonna di Donglv, voto che fu espresso in maniera unanime dai vescovi partecipanti al Primum Concilium Sinese, svoltosi a Shanghai nel 1924. <br />L’istituzione della festa fu un segno oggettivo e rilevante della devozione mariana che anima il popolo di Dio in Cina.<br />L’8 dicembre 1941, Papa Pio XII accolse la richiesta dei vescovi cinesi e stabilì ufficialmente la grande festa dedicata alla “Regina della Cina”. I vescovi locali proclamarono “Nostra Signora della Cina, Regina Celeste del Popolo Cinese” la Madonna di Donglv, nel Santuario mariano della provincia di Hebei. <br />Negli ultimi decenni la devozione mariana dei cattolici cinesi ha continuato a manifestarsi anche in mezzo alle vicissitudini, e la celebrazione di Maria Regina della Cina si è unificata con la festa dedicata alle mamme. Sono sorte congregazioni religiose femminili dedicate alla Madre Celeste, come la Congregazione Missionarie della Madre Celeste della diocesi di Yanggu, nello Shandong, fondata nel 1940, in periodo di guerra, dal primo cardinale cinese, il Vescovo Thomas Tien Ken-sin, originario della Provincia di Shangdong. <br />Ogni anno, in occasione della festa della Patrona, la superiora generale e le suore prendono parte all’adorazione eucaristica, alla recita comunitaria del rosario e della Coroncina della Divina Misericordia, e a una processione mariana. Inoltre una statua della madonna viene innalzata per impartire la benedizione a ogni stanza delle suore.<br /><br />Nella giornata del 9 maggio, i gruppi del Rosario della parrocchia di Nanxi, nella diocesi di Wenzhou, si sono radunati per partecipare a un corso di formazione mariana dopo la solenne celebrazione di Ringraziamento a Nostra Signora della Cina. Il parroco è del luogo, e ha potuto illustrare nel dialetto locale la storia della devozione mariana anche agli anziani, indicando Maria come esempio e conforto per tutte le madri, nella loro grande opera di accompagnare i figli nel loro cammino di fede, alla scoperta della vocazione di ciascuno. “Non esiste altra preghiera più efficiente del rosario” ha detto il sacerdote, concludendo l’incontro con la recita comunitaria della preghiera dedicata a Nostra Signora della Cina. <br />Nelle parrocchie della provincia di Jiangxi, il 10 maggio, festa della mamma, tante madri hanno ricevuto in dono insieme anche mazzi di fiori e pettini. Sacerdoti e laici si sono recati negli ospedali per visitare le mamme ricoverate. <br />Nella diocesi di Pechino, ogni parrocchia, oltre alla solenne liturgia eucaristica, ha celebrato le mamme distribuendo loro dei doni come segno di gratitudine. Nella cattedrale di San Salvatore, ogni mamma ha ricevuto una borsetta con piantina e una cartolina augurale, mentre nella chiesa del Seminario diocesano le mamma hanno ricevuto in dono utensili in porcellana. <br /> <br />Mon, 11 May 2026 12:32:42 +0200ASIA/INDONESIA - Diciasette anni dopo: i Camilliani ritornano a Bolawolon, la casa da cui tutto era iniziatohttps://fides.org/it/news/77666-ASIA_INDONESIA_Diciasette_anni_dopo_i_Camilliani_ritornano_a_Bolawolon_la_casa_da_cui_tutto_era_iniziatohttps://fides.org/it/news/77666-ASIA_INDONESIA_Diciasette_anni_dopo_i_Camilliani_ritornano_a_Bolawolon_la_casa_da_cui_tutto_era_iniziatoKupang - Domenica 3 maggio 2026 rimarrà una data storica e profondamente significativa per i Camilliani dell’Indonesia e la comunità parrocchiale di Bolawolon. In una celebrazione intensa di fede e vivamente partecipata, padre Andrea Yobe è stato ufficialmente installato come primo parroco camilliano della parrocchia di Bolawolon, segnando così l’inizio di una nuova pagina nel cammino missionario dei Missionari Camilliani nella diocesi di Maumere.<br /><br />Lo riferisce all’Agenzia Fides padre Luigi Galvani, MI, che dopo anni di servizio a Flores, si è trasferito a Kupang, Timor Indonesiano, nel St. Camillus Social Center.<br /><br />“Per molti, questo ritorno dei Camilliani a Bolawolon ha avuto il sapore del “ritorno a Emmaus”. Diciassette anni fa, proprio in questa parrocchia, i Camilliani, tra cui il sottoscritto, avevano iniziato la loro prima presenza in Indonesia giungendo dalle Filippine" rimarca. "Qui avevano mosso i primi passi, impegnandosi principalmente nella promozione vocazionale e in varie attivita’ di assistenza sociale.”<br /><br />“Oggi, guardando il loro cammino compiuto in Indonesia, si può davvero parlare di una storia benedetta dalla Provvidenza. In soli diciassette anni, la presenza camilliana in Indonesia è cresciuta con uno sviluppo positivo e lungimirante che oggi vive su frutti concreti e promettenti. <br /><br />Attualmente la delegazione camilliana può contare su 24 giovani sacerdoti, 6 diaconi, 25 studenti di teologia, 8 novizi e più di 40 seminaristi di filosofia, distribuiti in quattro Seminari. "Numeri che non rappresentano semplicemente una crescita istituzionale, ma raccontano soprattutto il coraggio di tanti giovani che hanno scelto di consacrare la loro vita al servizio di Dio e dei malati nello spirito di San Camillo de Lellis.”<br /><br />Accanto alla formazione religiosa, i Camilliani hanno sviluppato anche significative attività sociali e pastorali. “I loro due centri sociali di Maumere e di Kupang sono oggi diventati luoghi di riferimento per incontri, seminari e programmi di formazione destinati soprattutto ai giovani. A tutto questo si aggiunge un positivo slancio missionario che testimonia la crescita raggiunta dalla missione camilliana in Indonesia. Due giovani missionari sono già stati inviati a Taiwan e altri due in Australia, segno di una comunità giovane che non pensa soltanto a sé stessa, ma sente il desiderio di condividere il dono ricevuto anche oltre i propri confini. Lo stesso spirito anima inoltre l’impegno nella promozione vocazionale in Pakistan e a Timor Est.”<br /><br />La nuova missione affidata ai Camilliani nella parrocchia di Bolawolon acquista un significato ancora più importante se inserita nel contesto della diocesi di Maumere, una Chiesa viva e ricca di vocazioni. La diocesi conta infatti 42 parrocchie e 61 sacerdoti diocesani oltre alla presenza di ben 60 istituti religiosi, di cui 17 maschili e 43 femminili. Una realtà ecclesiale dinamica, missionaria e profondamente radicata nella fede del popolo di Flores.<br /><br />“L’installazione di padre Andrea – conclude padre Galvani - non rappresenta dunque soltanto una nomina parrocchiale, ma diventa simbolo di una missione che cresce e di un sogno che guarda avanti con speranza. I Camilliani ritornano a Bolawolon non come stranieri, ma come figli che ritrovano la casa da cui tutto era iniziato. Da qui continueranno ancora il loro cammino missionario guardando al futuro con nuovo entusiasmo, desiderosi di crescere nel servizio alla Chiesa, ai poveri e ai malati. Il resto, come sempre, lo affidano a Dio, che in questi anni ha guidato silenziosamente ogni passo della loro missione.” <br /> <br />Mon, 11 May 2026 12:10:07 +0200AFRICA/NIGERIA - Oltre 100 morti, 98.000 sfollati, 217 chiese distrutte nella diocesi di Wukarihttps://fides.org/it/news/77665-AFRICA_NIGERIA_Oltre_100_morti_98_000_sfollati_217_chiese_distrutte_nella_diocesi_di_Wukarihttps://fides.org/it/news/77665-AFRICA_NIGERIA_Oltre_100_morti_98_000_sfollati_217_chiese_distrutte_nella_diocesi_di_WukariAbuja – " Da settembre oltre 98.000 persone sono state costrette allo sfollamento, tra cui 16 sacerdoti, mentre 217 chiese sono state completamente distrutte” a causa delle violenze che imperversano nella parte meridionale dello Stato di Taraba . Lo ha riferito Mons. Mark Maigida Nzukwein, Vescovo di Wukari in un comunicato pubblicato al termine della terza Assemblea Generale della diocesi. “Anche le abitazioni di otto sacerdoti sono state distrutte e si stima che oltre 100 persone siano state uccise" afferma la dichiarazione. Tra le ultime chiese assalite c’è la t. James the Great Catholic Church ad Adu, nel distretto di Takum , mentre un incendio accidentale ha gravemente danneggiato la Cattedrale di Santa Maria di Wukari il 4 marzo .<br />Le violenze colpiscono principalmente aree come il distretto di Chanchanji nell’area di governo locale di Takum in quelle di Ussa e Donga.<br />Si tratta di attacchi contro comunità di agricoltori molto probabilmente commesse da bande di pastori Fulani che prendono di mira villaggi prevalentemente cristiani . Dopo aver raso al suolo case, chiese e alte proprietà gli aggressori spesso occupano abusivamente i terreni lasciati dagli abitanti costretti alla fuga. Le incursioni dei pastori Fulani vanno ad aggiungersi al secolare conflitto fondiario tra le popolazioni Tiv e Jukun .<br />Il 12 febbraio di quest’anno il clero delle diocesi di Wukari e di Jalingo era sceso in strada per chiedere l’intervento immediato da parte del governo per fermare l'ondata di omicidi, rapimenti e distruzioni che colpisce le comunità agricole cristiane, in particolare la popolazione Tiv nel sud di Taraba . In quell’occasione la diocesi di Wukari riferiva che” finora più di 80 persone sono state uccise, molte altre sono rimaste ferite, mentre oltre 200 comunità e chiese sono state distrutte e oltre 90.000 cristiani sono stati costretti a lasciare le loro case”. A distanza di poco meno di tre mesi questi numeri sono aumentati, nonostante i pressanti appelli alle autorità perché ristabiliscano condizioni di sicurezza per le popolazioni delle aree colpite. <br />Mon, 11 May 2026 10:57:44 +0200ASIA/INDIA - Al via la Federazione nazionale delle Chiese in India, per "affrontare insieme le questioni nazionali più urgenti"https://fides.org/it/news/77664-ASIA_INDIA_Al_via_la_Federazione_nazionale_delle_Chiese_in_India_per_affrontare_insieme_le_questioni_nazionali_piu_urgentihttps://fides.org/it/news/77664-ASIA_INDIA_Al_via_la_Federazione_nazionale_delle_Chiese_in_India_per_affrontare_insieme_le_questioni_nazionali_piu_urgentiBangalore - La Federazione nazionale delle Chiese in India è il nuovo organismo ecumenico nazionale delle Chiese cristiane di tutte le confessioni in India. Lanciata l'8 maggio nel corso del quarto incontro ecumenico nazionale di Vescovi e capi cristiani a Bangalore, "è una piattaforma che rinsalderà il dialogo ecumenico indirizzandolo alle questioni nazionali più urgenti e prendendo in considerazione, come fronte unito, le preoccupazioni della comunità cristiana in India nel contesto attuale", spiega all'Agenzia Fides p. Anthoniraj Thumma, Segretario nazionale per l'Ecumenismo nella Conferenza episcopale cattolica dell'India e coordinatore dell'incontro ecumenico nazionale dei vescovi indiani.<br />Il nuovo organismo intende "promuovere la comunione e la fraternità nel Signore Gesù Cristo tra i Vescovi e i Capi delle Chiese a livello nazionale. La creazione della NFCI è un passo significativo verso l'unità dei cristiani, una pietra miliare nel cammino ecumenico e un nuovo capitolo nella fraternità e nella solidarietà delle Chiese in India", afferma in una nota inviata a Fides.<br />Rimarca il coordinatore p. Thumma: "Nel contesto della situazione critica in cui versano le Chiese in India, alle prese con numerose sfide e difficoltà, come le violenze contro pastori e fedeli, le rigide leggi anti-conversione in alcuni Stati e i tentativi di appropriazione indebita di beni ecclesiastici, si è avvertita l'urgente necessità di un fronte unito per affrontare tali problematiche. Dopo due anni di dibattiti sulla sua formazione e la stesura delle sue Linee Guida, la NFCI è stata formalmente lanciata".<br />La Federazione rappresenterà le Chiese nell'agorà pubblica, presentando "un volto unito del cristianesimo e fungendo da voce unica della comunità cristiana nella nazione", aggiunge. "Faciliterà la collaborazione e promuoverà un'unità visibile tra le Chiese membri, nel rispetto delle loro identità, tradizioni e strutture particolari. Si occuperà delle questioni di interesse comune delle Chiese e della comunità cristiana in India".<br />Rispetto ai forum e consigli di comunità ecclesiali già esistenti nel paese, la Federazione si distingue perchè "nessuno di essi è esaustivo e inclusivo di tutte le Chiese"; inoltre "è dedicata esclusivamente ai Vescovi e ai capi delle comunità".<br />Primo passo della Federazione è stata una celebrazione ecumenica di preghiera per l'unità dei cristiani, tratta dagli spunti preparati congiuntamente - in occasione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani - dal Dicastero vaticano l'Unità dei cristiani e dal Consiglio Ecumenico delle Chiese . Il discorso di benvenuto nell'incontro inaugurale è stato tenuto dal Cardinale Anthony Poola, Arcivescovo di Hyderabad e Presidente della CBCI, che ha rimarcato le pressanti problematiche della comunità cristiana e ha insistito sull'urgenza dell'unità tra le Chiese per affrontarle efficacemente. "E' importante tendersi la mano gli uni gli altri, e unirsi tra cristiani per raggiungere una migliore comprensione della verità e lavorare insieme in spirito di comunione e fraternità". Il Cardinale Anthony Poola è stato eletto primo presidente della nuova Federazione. <br /> <br />Mon, 11 May 2026 10:21:24 +0200REGINA CAELI - Leone XIV: “È l’amore di Gesù a far nascere in noi l’amore”https://fides.org/it/news/77663-REGINA_CAELI_Leone_XIV_E_l_amore_di_Gesu_a_far_nascere_in_noi_l_amorehttps://fides.org/it/news/77663-REGINA_CAELI_Leone_XIV_E_l_amore_di_Gesu_a_far_nascere_in_noi_l_amoreCittà del Vaticano - È «l’amore di Gesù a far nascere in noi l’amore» E «Poiché Dio ci ama per primo, anche noi possiamo amare». Lo ha ricordato oggi Papa Leone XIV, descrivendo con parole semplici la sorgente che rende possibile anche seguire i comandamenti e gli insegnamenti morali proposti dalla Chiesa. Lo ha fatto oggi, prima di recitare la preghiera mariana del Regina Caeli alla finestra del suo studio nel Palazzo apostolico. <br />Rivolto alla moltitudine raccolta in Piazza San Pietro, il Pontefice ha ripreso alcune delle parole che Gesù rivolse agli Apostoli nell’Ultima Cena, riportate nel brano del Vangelo secondo Giovanni letto durante la liturgia di oggi, domenica 10 maggio.<br />«Se mi amate» dice Gesù ai Suoi «osserverete i miei comandamenti». Una affermazione - ha sottolineato Papa Leone che «ci libera da un equivoco, cioè dall’idea che siamo amati se osserviamo i comandamenti: la nostra giustizia sarebbe allora condizione per l’amore di Dio. Al contrario, l’amore di Dio è condizione per la nostra giustizia». <br />«Osserviamo davvero i comandamenti, secondo la volontà di Dio» ha proseguito il Vescovo di Roma «se riconosciamo il suo amore per noi, così come Cristo lo rivela al mondo. Le parole di Gesù sono allora un invito alla relazione, non un ricatto o una sospensione dubbiosa».<br />Per questo - ha aggiunto il Pontefice - Cristo può chiedere anche «di amarci gli uni gli altri come Egli ci ha amato: è l’amore di Gesù a far nascere in noi l’amore».<br /><br />Nella vita nuova che sperimenta chi segue Cristo, si possono amare davvero fratelli e sorelle e seguire con docilità i comandamenti della Chiesa non per volontarismo etico o rigorismo ascetico: «Poiché Dio ci ama per primo» ha ricordato oggi Leone XIV «anche noi possiamo amare; e quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi. Accade come per la vita: solo chi l’ha ricevuta può vivere, e così solo chi è stato amato può amare». <br /><br />Inoltre - ha aggiunto Papa Prevost, riprendendo frasi di Gesù riportate nello stesso brano del Vangelo secondo Giovanni «Proprio perché ci ama, il Signore non ci lascia soli nelle prove della vita: ci promette il Paraclito, cioè l’Avvocato difensore, lo “Spirito della verità”. È un dono che “il mondo non può ricevere" , finché si ostina nel male che opprime il povero, esclude il debole, uccide l’innocente. Chi invece corrisponde all’amore che Gesù ha verso tutti, trova nello Spirito Santo un alleato che mai viene meno: “Voi lo conoscete – dice Gesù – perché Egli rimane presso di voi e sarà in voi”. Sempre e dovunque possiamo allora testimoniare Dio, che è amore: questa parola non significa un’idea della mente umana, ma la realtà della vita divina, per la quale tutte le cose sono state create dal nulla e redente dalla morte».<br /><br /><br />Dopo la recita del Regina Caeli, Leone XIV ha espresso la sua preoccupazione per «le notizie sull’aumento delle violenze nella Regione del Sahel, in particolare in Ciad e in Mali, colpiti da recenti attacchi terroristici». Il Papa ha assicurato la sua preghiera «per le vittime e la vicinanza a quanti soffrono», ha auspicato «che cessi ogni forma di violenza» e ha incoraggiato «ogni sforzo per la pace e lo sviluppo in quell’amata terra».<br />Il Pontefice ha anche ricordato che il 10 maggio, ogni anno, si celebra la “Giornata dell’amicizia copto-cattolica”. «Rivolgo un saluto fraterno» ha aggiunto Papa Leone «a Sua Santità Papa Tawadros II e assicuro la mia preghiera a tutta l’amata Chiesa copta, nella speranza che il nostro cammino di amicizia ci conduca all’unità perfetta in Cristo, che ci ha chiamato “amici”».<br /><br />Parlando in spagnolo, il Vescovo di Romana anche ringraziato «il popolo delle Isole Canarie, per aver permesso l’arrivo della nave da crociera “Hondius” con i malati di hantavirus. Sono contento» ha aggiunto «di potermi incontrare con voi il mese prossimo nella mia visita alle Isole». Da ultimo, Leone XIV ha rivolto un «pensiero speciale» a tutte le mamme: « Per intercessione di Maria, la Madre di Gesù e nostra, preghiamo con affetto e gratitudine per ogni mamma, specialmente per quelle che vivono in condizioni più difficili. Grazie! Che Dio vi benedica». Sun, 10 May 2026 18:43:56 +0200ASIA/INDIA - Nomina del Vescovo di Warangalhttps://fides.org/it/news/77662-ASIA_INDIA_Nomina_del_Vescovo_di_Warangalhttps://fides.org/it/news/77662-ASIA_INDIA_Nomina_del_Vescovo_di_WarangalCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha nominato Vescovo della Diocesi di Warangal il Rev.do Vijaya Paul Reddy Duggimpudi, del Clero di Warangal, finora Amministratore Diocesano della medesima Sede.<br /><br />Vijaya Paul Reddy Duggimpudi è nato l’8 gennaio 1965 a Manugonda, in India. Dopo aver studiato Filosofia e Teologia presso il St. John’s Regional Seminary di Hyderabad, ha conseguito il Bachelor of Arts presso la Osmania University.<br /><br />È stato ordinato sacerdote il 2 aprile 1992, incardinandosi nella Diocesi di Warangal.<br /><br />Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Vicario-Parrocchiale e Direttore dell’ostello presso la St. Joseph’s Co-Cathedral Church di Khammam ; responsabile del PIME Regional House e Direttore dello St. Xavier’s Hostel, Diocesi di Eluru ; Parroco della Devagripatnam di Warangal ; Master of Arts presso la Osmania University; Bachelor e Master of Education presso la Annamalai University; Direttore e Legale Rappresentante del Fatima College of Education a Warangal ; Parroco della St. Francis de Sales a Velair ; Direttore della Lodi Multipurpose Social Service Society a Warangal ; Direttore del Christu Jyothi Institute of Technology and Science a Warangal ; finora, Amministratore Diocesano di Warangal . <br />Sat, 09 May 2026 16:32:02 +0200MYANMAR - Un nuova chiesa a Pathein: "L'opera di Dio va avanti nella precarietà e l'insicurezza"https://fides.org/it/news/77660-MYANMAR_Un_nuova_chiesa_a_Pathein_L_opera_di_Dio_va_avanti_nella_precarieta_e_l_insicurezzahttps://fides.org/it/news/77660-MYANMAR_Un_nuova_chiesa_a_Pathein_L_opera_di_Dio_va_avanti_nella_precarieta_e_l_insicurezzaPathein - La nuova chiesa cattolica di San Remigio, situata nel villaggio di Taungyagone, nella diocesi di Pathein, nel Myanmar centro occidentale è "un dono dello Spirito Santo, è segno dell'opera di DIo che va avanti nonostante la precarietà e l'insicurezza", ha detto il Vescovo di Paherin, Henry Eikhlein, che ha presieduto una celebrazione eucaristica per la consacrazione e l'apertura ufficiale dell'edificio di culto. Nel corso della messa, tenutasi il 3 maggio scorso alla presenza di sacerdoti, con frati, suore, catechisti e numerosi fedeli, 70 giovani hanno inoltre ricevuto il sacramento della Cresima. "Lo Spirito rinnova la faccia della terra. Il Signore manda il suo Spirito, non ci abbandona", ha rimarcato il Vescovo Henry, esortando i presenti "a sperare sempre, in ogni circostanza", ricordando e riconoscendo sempre le opere di Dio. <br />Lo Spirito di Dio - ha detto rivolgendosi in particolare ai cresimandi - "vi rende missionari, perchè possiate raggiungere i luoghi più lontani e le persone sole, sfollate o emarginate portando un parola di dolcezza e la consolazione dell'amore di Dio". "Il vostro cuore, trasformato dallo Spirito Santo - ha aggiunto - è colmo di amore e generosità, e diventa così un nutrimento per il prossimo" <br />Ringraziato Dio per il dono della nuova chiesa, il Vescovo Henry ha notato che "Dio ha benedetto la parrocchia di Taungyagone e continuerà a farlo, con l'abbondanza dei suoi doni". E si è detto fiducioso che - pur nella presente situazione di difficoltà - "i giovani continueranno a testimoniare la fede e a diffondere e nella società e nel territorio segnato dal conflitto e dal dolore, amore e riconciliazione".<br />Secondo Padre Peter Saw Ngwe, parroco della parrocchia di Taungyagone, la celebrazione ha rappresentato "un momento significativo per la comunità cattolica locale" ed è "la testimonianza della crescita e della vitalità della Chiesa nella diocesi di Pathein,che guarda al futuro con speranza e fiducia nel potere di rinnovamento dello Spirito Santo".<br />Pathein è la quarta città più grande del Myanmar ed è la capitale della regione di Ayeyarwady. Situata a circa 190 km a ovest di Yangon, sorge sulle rive del fiume Pathein, ramo occidentale del delta dell'Irrawaddy. Come notano fonti locali di Fides, dall'inizio del 2026 la situazione della sicurezza nell'area di Pathein si è deteriorata perché il conflitto civile è giunto a lambire quest'area, controllata dal governo centrale, precedentemente considerata stabile. L'insicurezza deriva dal fatto che l'Esercito Arakan e le forze di resistenza alleate si stanno spostando dal confinante stato di Arakan dirigendosi verso Pathein, costringendo l'esercito regolare a rafforzare rapidamente le proprie difese. Violenti combattimenti continuano nei comuni intorno a Pathein e i ribelli tentano di assumere il controllo delle principali vie di comunicazione. I combattimenti hanno avuto gravi conseguenze sulla popolazione civile, provocando lo sfollamento di migliaia di persone negli ultimi sei mesi.<br />Su una popolazione di oltre 7,5 milioni di abitanti, nel territorio di Pathein vi sono 65mila cattolici.<br /> Sat, 09 May 2026 17:16:47 +0200La “teologia contestuale” e la rete degli Istituti teologici al centro di una Giornata di Studi all’Urbanianahttps://fides.org/it/news/77661-La_teologia_contestuale_e_la_rete_degli_Istituti_teologici_al_centro_di_una_Giornata_di_Studi_all_Urbanianahttps://fides.org/it/news/77661-La_teologia_contestuale_e_la_rete_degli_Istituti_teologici_al_centro_di_una_Giornata_di_Studi_all_UrbanianaRoma - È una giornata di studio del tutto eccezionale quella che si tiene martedì 12 maggio 2026 nell’Aula Magna «Benedetto XVI» della Pontificia Università Urbaniana. Intitolata «Pietre miliari della teologia contestuale oggi», la giornata si inserisce nella riflessione in atto sugli sviluppi contemporanei dell’approccio che tiene conto dei contesti culturali nella riflessione teologica, e incrociando i percorsi dell’inculturazione. <br />Il carattere eccezionale della giornata è dovuto al prestigio degli ospiti e al fatto che sono stati coinvolti rappresentanti dalla vasta rete degli Istituti teologici affiliati all’Università Urbaniana, provenienti da tutto il mondo, che offriranno le loro relazioni.<br />Il Convegno rappresenta dunque una occasione preziosa per scoprire la ricchezza rappresentata dagli Istituti teologici – collegati con Seminari, istituti o centri di studi locali disseminati in tutti i Continenti – affiliati alla Pontificia Università Urbaniana secondo le norme ecclesiastiche vigenti. <br />Il processo di affiliazione degli oltre 90 Istituti si è sviluppato a partire dal nel periodo successivo al Concilio Vaticano II, sotto l’impulso di Paolo VI, in un contesto segnato dalla presenza anche all’Urbaniana di numerosi studenti provenienti da Paesi africani alle prese con gli spesso travagliati processi di decolonizzazione. <br /><br />Una tappa importante è stata raggiunta sotto il pontificato di papa Francesco, con la pubblicazione della Costituzione apostolica “Veritatis gaudium” sulle Università e facoltà ecclesiastiche, firmata l’8 dicembre 2017 ed entrata in vigore nel 2018. «È giunto il momento in cui questo ricco patrimonio di approfondimenti e di orientamenti – verificato e arricchito per così dire “sul campo” dal perseverante impegno nella mediazione culturale e sociale del Vangelo, messo in atto dal Popolo di Dio nei diversi continenti e in dialogo con le varie culture – deve convergere per imprimere agli studi ecclesiastici quel saggio e coraggioso rinnovamento richiesto dalla trasformazione missionaria di una Chiesa “in uscita”», scriveva nella Costituzione apostolica Papa Francesco. <br />La rete degli Istituti affiliati manifesta fin nei suoi tratti genetici il dinamismo che nasce dalla feconda tensione tra l’universalità del messaggio cristiano e la diversità delle sue espressioni. «Questa Giornata di studi si inserisce in un cammino comune con gli istituti affiliati” spiega a Fides padre Étienne-Noël Bassoumboul, sacerdote e biblista camerunense, professore alla Facoltà di Teologia dell’Urbaniana. “Ci siamo resi conto, e anche dalla rete degli Istituti è emerso questo desiderio, della necessità di rafforzare la collaborazione con l’Università, tessendo una vera rete, che vada oltre un legame solo formale o burocratico. Nel corso dei numerosi incontri preparatori che abbiamo potuto svolgere, è emerso il desiderio di valorizzare meglio la riflessione teologica e accademica che si sviluppa in questi luoghi».<br />Continua il professor Bassoumboul: «Oggi accompagniamo questi Istituti nella stesura dei loro statuti, ma anche negli aspetti accademici e scientifici. I programmi devono essere approvati dall’Università e poi dal Dicastero per l’Evangelizzazione e da quello per la Cultura e l’Educazione. Ma poi gli Istituti godono della massima autonomia». <br /><br />Così, oltre ai corsi di storia della Chiesa antica, medievale, moderna e contemporanea, dai singoli Istituti vengono generalmente proposti insegnamenti sulla storia della Chiesa nei diversi Paesi. Un’importanza particolare è attribuita alla conoscenza delle altre religioni, all’inculturazione e alle religioni tradizionali nei contesti interreligiosi.<br />È importante e utile continuare a parlare di “teologia contestuale” – spiega ancora il professor Étienne-Noël Bassoumboul – «Perché nessuna teologia è sganciata dalla realtà né dal contesto in cui si vive: le storie, la condizione di ciascuno, la situazione sociale. La teologia contestuale, nella linea del Concilio e del magistero recente, insiste sul fatto che il contesto culturale diventa un vero e proprio luogo teologico, in dialogo con la Scrittura e la Tradizione. Parlando con i vari istituti e guardando anche i piani di studio e gli statuti che ci arrivano, abbiamo per esempio scoperto corsi di filosofia dedicati a pensatori importanti nelle realtà di quei Paesi. Si tratta di una ricchezza considerevole».<br />Nel cuore della densa e importante giornata sarà il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, a tenere la prolusione, dopo i saluti istituzionali del professor Vincenzo Buonomo, Delegato pontificio e Rettore dell’Università Urbaniana, e del professor Pietro Angelo Muroni, Decano della Facoltà di Teologia. <br /><br />L’intervento del Prefetto sarà seguito dalla conferenza del prof. Steve Bevans, professore emerito della Catholic Theological Union di Chicago, dal titolo «Milestones of Contextual Theology Today: Where We Have Come From, Where We Are Going». Figura di primo piano della teologia contestuale, il professore proporrà un percorso attraverso le tappe fondamentali dell’evoluzione di questo approccio, dalle origini fino alle prospettive future. Dopo un tempo di dibattito, la riflessione proseguirà, sotto la moderazione del professor Aldo Skoda, con la comunicazione del professor Kokou Mawuena Ambroise Atakpa , dedicata al tema «Teologia contestuale e pluralismo culturale in ambito accademico», che metterà in luce le questioni poste dalpluralismo culturale alla produzione teologica.<br />La seconda sessione della Giornata di studi permetterà ai rappresentanti degli Istituti affiliati di offrire un ricco panorama delle prassi di teologia contestuale su scala mondiale, sotto il tema comune «Teologia in dialogo con il contesto sociale, culturale, ecclesiale.» Tra i relatori, il vescovo indiano Peter Paul Saldanha, moderatore del St. Joseph Institute of Theology di Mangalore; il professor Tutoe Tupouniua Toutaiolepo, del Pacific Regional Seminary di Suva ; il professor Giuseppe Busani, direttore dell’Istituto teologico missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere aMonza; il professor Michael Wenceslas Tiendrebeogo, dell’Institut Théologique Saint Pierre Claver in Burkina Faso; e il prof. Juan Antonio Nureña Prado . La giornata si concluderà con l’intervento del prof. Maurizio Gronchi , intitolato «Come dire Cristo nelle varie culture», una riflessione sulle modalità dell’annuncio di Cristo in contesti culturali plurali.<br /><br />Intanto i cardinali di tutto il mondo si preparano a riunirsi in Concistoro nel mese di giugno, su invito di papa Leone XIV, che nella lettera loro indirizzata il 14 aprile scorso ha ribadito «la necessità di rilanciare Evangelii gaudium per verificare con onestà che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato, in modo particolare va prestata attenzione alla necessaria riforma dei percorsi di iniziazione cristiana». Lo stesso Pontefice si è espresso con precisione sull’importanza dell’inculturazione nel suo Messaggio al Congresso teologico-pastorale su Nostra Signora di Guadalupe del 5 febbraio 2026. La Giornata di studi in programma alla Pontificia Università Urbaniana è il segno che intorno a queste questioni si muovono domande reali E anche nella rete degli Istituti teologici affiliati all’Università si custodisce un tesoro vivo, da scoprire e da far conoscere. Fri, 08 May 2026 15:21:20 +0200ASIA/VIETNAM - Una messa di ringraziamento per il primo anno di Papa Leone XIV: "I fedeli lo attendono in Vietnam"https://fides.org/it/news/77655-ASIA_VIETNAM_Una_messa_di_ringraziamento_per_il_primo_anno_di_Papa_Leone_XIV_I_fedeli_lo_attendono_in_Vietnamhttps://fides.org/it/news/77655-ASIA_VIETNAM_Una_messa_di_ringraziamento_per_il_primo_anno_di_Papa_Leone_XIV_I_fedeli_lo_attendono_in_VietnamHanoi - "Il primo anniversario della elezione di Papa Leone XIV al soglio Pietro è un'occasione per tutto il Popolo di Dio in Vietnam per di esprimere il proprio amore, la propria obbedienza e la propria comunione nella preghiera per il nostro Pastore. Preghiamo perchè il Signore continui a sostenere e a effondere abbondanti benedizioni sul Santo Padre, affinché egli cammini sempre con fermezza nella sua missione di successore di Pietro, diventando segno di unità, fonte di speranza e strumento di pace per il mondo intero", ha detto all'Agenzia Fides mons. Joseph Vu Van Thien, Arcivescovo di Hanoi, diocesi nel Nord del Vietnam, dopo che, nei giorni scorsi i Vescovi del Vietnam sono stati in Vaticano e hanno incontrato il Papa per la visita ad limina.<br />L'Arcivescovo ha rimarcato che i Vescovi hanno ricevuto "un attento ascolto e una calorosa accoglienza dal Papa": "Al di là degli adempimenti formali, ci siamo sentiti veramente a casa", ha detto. <br />La comunità cattolica vietnamita ha voluto esprimere vicinanza e affetto a Papa Leone XIV organizzando in vista del primo anniversario della sua elezione a pontefice, l'8 maggio, un'Eucarestia di ringraziamento nella Cattedrale di San Giuseppe ad Hanoi. La liturgia, tenutasi il 4 maggio, ha riunito numerosi vescovi, sacerdoti, religiosi, suore fedeli che si sono uniti "per pregare per la missione del Papa, per la pace e l'unità".<br />La messa ad Hanoi è stata presieduta dall'Arcivescovo Marek Zalewski, rappresentante permanente della Santa Sede in Vietnam, mente tra i concelebranti vi erano il Cardinale Peter Nguyen Van Nhon, i Vescovi membri del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale del Vietnam, i Vescovi della provincia ecclesiastica di Hanoi, e sacerdoti provenienti da tutta la regione.<br />Parlando ai fedeli prima della messa, l'Arcivescovo Joseph Nguyen Nang, presidente della Conferenza Episcopale del Vietnam, a nome del popolo di Dio in Vietnam, ha espresso sentimenti di comunione e affetto verso Papa Leone, sottolineando che "la missione del Santo Padre di rafforzare la fede, costruire l'unità e promuovere la pace sulla base della forza del Vangelo". L'Arcivescovo ha anche ricordato gli insegnamenti di San Papa Paolo VI sulla missione della Chiesa: i cristiani sono presenti nel cuore del mondo "non per cercare il potere, ma per servire l'umanità con umiltà e amore". Augurando al pontefice di essere colmato dalla grazia dello Spirito Santo, ha espresso pubblicamente la speranza che Papa Leone XIV possa un giorno visitare il Vietnam.<br />L'Arcivescovo Marek Zalewski, manifestando la sua gioia, ha voluto rimarcare lo stile pastorale di Papa Leone XIV, fatto di umiltà, ascolto e vicinanza, e ha ricordato che "il Papa non è un politico ma una guida nella fede, che invita i fedeli in tutto il mondo a vivere secondo i valori evangelici di giustizia e pace".<br />Nell'omelia, mons. Joseph Do Quang Khang, Vescovo della diocesi di Bac Ninh ha raccontato che, nel corso del recente incontro in Vaticano, Papa Leone ha ringraziato e ha espresso ai Presuli il desiderio di visitare il Vietnam per incontrare gli oltre 7 milioni di fedeli che, ha detto il Vescovo " attendono con impazienza e speranza l'arrivo del Papa", definendolo come "un padre amorevole della grande famiglia umana". Di Leone XIV il Vescovo di Bac Ninh ha voluto citare l'impegno come "custode della pace mondiale", come un pastore che "si dedica con tutto il cuore alla tutela della pace". In spirito di comunione, mons. Joseph Do Quang Khang ha invitato tutti i fedeli a "continuare a pregare per il Santo Padre" e a pregare affinché "le relazioni tra la Santa Sede e il Vietnam si sviluppino ulteriormente e favorevolmente secondo la volontà di Dio".<br />Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, Vescovo americano dell'Ordine di Sant'Agostino, è stato eletto 267° Papa della Chiesa cattolica l'8 maggio 2025.<br /> Fri, 08 May 2026 08:19:38 +0200AFRICA/SUDAN- Droni dello stesso fabbricante duellano sui cieli sudanesihttps://fides.org/it/news/77659-AFRICA_SUDAN_Droni_dello_stesso_fabbricante_duellano_sui_cieli_sudanesihttps://fides.org/it/news/77659-AFRICA_SUDAN_Droni_dello_stesso_fabbricante_duellano_sui_cieli_sudanesiKhartoum – I voli da e per la capitale Khartoum sono rimasti sospesi dopo che il 5 maggio dei droni hanno preso di mira l'aeroporto e altre zone della città. <br />L’aeroporto che è un centro nevralgico per la distribuzione degli aiuti umanitari, è stato preso di mira da droni che secondo le autorità di Khartoum provenivano dall’Etiopia. Gli ordigni di fabbricazione turca, sempre secondo le autorità sudanesi, stati acquistati dagli Emirati Arabi Uniti e spediti nella base area etiopica di Bahir Dar da dove vengono lanciati contro obiettivi sudanesi. In risposta al bombardamento Khartoum ha ritirato il proprio ambasciatore da Addis Abeba .<br />Gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito le accuse del Sudan di essere coinvolti nell’attacco all’aeroporto di Khartoum, così come l’Etiopia che a sua volta accusato le SAF guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, di appoggiare i ribelli tigrini del TPLF .<br />L'attacco con droni all'aeroporto di Khartoum che ha portato alla sospensione dei voli è stato condannato da diversi Paesi arabi oltre che dalla Lega Araba e dalla Lega Musulmana Mondiale, mentre le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per l'attacco. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno chiesto la fine degli attacchi.<br />La Turchia che appoggia le SAF di al-Burhan contro i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido guidate da Mohammed Hamdan Dagalo, detto "Hemedti”, è uno dei maggiori produttori di droni da combattimento al mondo. Le industrie turche forniscono i loro droni anche agli Emirati Arabi Uniti, che come detto, sono accusati dal governo di Khartoum, di averli forniti alle RSF e addirittura di utilizzare una base etiopica per colpire il territorio sudanese. Non sembra quindi incredibile il video diffuso dal Comando Generale delle Forze Armate del Sudan che mostra un drone delle SAF di fabbricazione turca abbattere un drone di medesimo modello delle RSF. Un vecchio film italiano di e con Alberto Sordi era intitolato “Fin che c’è guerra, c’è speranza”. Per i produttori e i trafficanti di armi, ovviamente. <br />Thu, 07 May 2026 12:25:46 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Inondazioni, cicloni e tagli ai finanziamenti per gli aiuti aggravano la malnutrizione infantilehttps://fides.org/it/news/77658-AFRICA_MOZAMBICO_Inondazioni_cicloni_e_tagli_ai_finanziamenti_per_gli_aiuti_aggravano_la_malnutrizione_infantilehttps://fides.org/it/news/77658-AFRICA_MOZAMBICO_Inondazioni_cicloni_e_tagli_ai_finanziamenti_per_gli_aiuti_aggravano_la_malnutrizione_infantileMaputo – Non solo violenze, insicurezza, attacchi criminali, instabilità politica, il Mozambico sta affrontando una crisi nutrizionale di "enorme portata". Come si evince da un recente studio del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia si stima che quest'anno circa 100 mila bambini sotto i 5 anni avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta grave. A Cabo Delgado e in altre aree, la situazione è critica tra la popolazione sfollata. "Il Mozambico si trova ad affrontare una crisi nutrizionale di enorme portata, con uno dei tassi di malnutrizione più alti dell'Africa subsahariana. La malnutrizione acuta rimane critica, colpendo il 4% dei bambini, compresi i casi gravi che rappresentano un rischio immediato di mortalità", ha dichiarato l'agenzia delle Nazioni Unite.<br /><br />A rendere ulteriormente avversa questa emergenza sono i tagli ai finanziamenti per gli aiuti allo sviluppo che hanno avuto un impatto diretto sulla capacità di fornire integratori, medicinali e mezzi logistici per la fornitura di servizi nutrizionali e sanitari essenziali per i più colpiti. “Il Mozambico è uno dei 22 Paesi prioritari per l'ottenimento di ‘alimenti terapeutici pronti all'uso’ e attualmente registra un deficit del 18% nelle risorse finanziarie necessarie a soddisfare tutta la domanda prevista” si legge nel documento pervenuto all’Agenzia Fides. Inoltre, lo scorso 17 aprile, l'organismo delle Nazioni Unite aveva lanciato l'allarme sulle molteplici difficoltà nel sostenere un milione di vittime delle alluvioni in Mozambico , metà delle quali bambini, in urgente bisogno di servizi essenziali di acqua, servizi igienico-sanitari, assistenza sanitaria, nutrizione, istruzione, tutela dell'infanzia e aiuti finanziari.<br /> <br />Thu, 07 May 2026 12:22:26 +0200ASIA/THAILANDIA - Nomina del Vescovo di Chiang Maihttps://fides.org/it/news/77657-ASIA_THAILANDIA_Nomina_del_Vescovo_di_Chiang_Maihttps://fides.org/it/news/77657-ASIA_THAILANDIA_Nomina_del_Vescovo_di_Chiang_MaiCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Chiang Mai il Rev. Sac. Peter Suphot Roeksujarit, del clero dell’Arcidiocesi di Bangkok, finora Direttore del Centro Pastorale Baan Phu Waan a Sampran e Vicario Episcopale per il Personale dell’Arcidiocesi di Bangkok. <br />S.E. Mons. Peter Suphot Roeksujarit è nato il 2 novembre 1961 a Ayutthaya, nell’Arcidiocesi di Bangkok. Ha studiato Filosofia e Teologia presso il Lux Mundi National Major Seminary a Sampran. È stato ordinato presbitero il 3 giugno 1990 per il clero dell’Arcidiocesi di Bangkok.<br />Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Studi in comunicazione sociale presso il Centre International de recherche et de comunication audiovisuelle “Expression de la foi” a Lyon, Francia ; Direttore del Dipartimento Media Cattolici dell’Arcidiocesi di Bangkok ; Parroco della Saint Louis a Bangkok e della Saint Raphael a Bangkok ; finora, Direttore del Centro Pastorale Nazionale Baan Phu Waan a Sampran ; Vicario Episcopale per il Personale dell’Arcidiocesi di Bangkok e Cappellano delle Suore Carmelitane a Sampran.<br /> Thu, 07 May 2026 12:08:20 +0200ASIA/INDIA - Elezioni legislative, i Vescovi: "Rispettare e difendere con fermezza la Costituzione indiana"https://fides.org/it/news/77656-ASIA_INDIA_Elezioni_legislative_i_Vescovi_Rispettare_e_difendere_con_fermezza_la_Costituzione_indianahttps://fides.org/it/news/77656-ASIA_INDIA_Elezioni_legislative_i_Vescovi_Rispettare_e_difendere_con_fermezza_la_Costituzione_indianaNew Delhi - Un appello "per l'integrità costituzionale e una governance inclusiva nell'India": lo hanno diffuso i Vescovi indiani riuniti nella CBCI, la Conferenza episcopale dell'India, all'indomani delle elezioni legislative tenutesi negli stati indiani del Kerala, Tamil Nadu, Bengala Occidentale, Assam e nel territorio dell'Unione Puducherry. In una nota inviata a Fides, la CBCI, che include circa 300 vescovi dei tre riti presenti nel paese esprime auspici positivi "per la conclusione pacifica e positiva delle elezioni legislative" ed esorta i nuovi leader eletti, "a prescindere dalla loro appartenenza politica, a rispettare e difendere con fermezza la Costituzione indiana". <br />"Sollecitiamo i nuovi governanti a governare con trasparenza e a dare priorità a politiche inclusive. È fondamentale - afferma la nota inviata a Fides - che i partiti che formeranno il governo dedichino il proprio mandato, come priorità, al miglioramento delle condizioni di vita dei poveri, degli emarginati, dei meno privilegiati e delle minoranze. Il vero sviluppo di una nazione si realizza solo quando i frutti del progresso raggiungono le fasce più vulnerabili della nostra società".<br />Inoltre, prosegue il testo, la Chiesa cattolica in India "ribadisce con fermezza il suo incrollabile impegno a collaborare con il governo per la continua costruzione della nazione. Attraverso le nostre istituzioni educative, sanitarie e di assistenza sociale, rimaniamo risolutamente dediti a promuovere il bene collettivo, la pace e la prosperità di tutti i cittadini".<br />Sottolineando questa missione, in favore del bene comune della nazione, il Cardinale Anthony Poola, Presidente della CBCI, ha affermato: "La vera misura di una democrazia vibrante non risiede solo nel buon andamento delle elezioni, ma nel costante impegno dei leader eletti a servire i più vulnerabili. Esortiamo i nuovi governi a lavorare fianco a fianco di tutte le istituzioni per costruire un'India più giusta, inclusiva ed equa".<br />"Preghiamo affinché i rappresentanti eletti siano guidati dalla saggezza, dalla giustizia e da una profonda compassione nell'intraprendere questo importante cammino di servizio pubblico e di governo", conclude la nota dei Vescovi.<br />I risultati delle elezioni statali del 4 maggio, che hanno interessato gli stati di Assam, Kerala, Tamil Nadu, Bengala Occidentale e il territorio di Puducherry , hanno visto una generale affermazione del partito che è al governo a livello federale, il Bharatiya Janata Party , guidato dal Primo Ministro Narendra Modi.<br />Nel Bengala Occidentale, il BJP ha superato la soglia della maggioranza di 148 seggi, in quella che gli osservatori hanno definito "un’impresa storica" per il BJP. Anche il governo di Puducherry è rimasto appannaggio della National Democratic Alliance, la coalizione guidata dal BJP. In Assam, stato in India Nordorientale, confinante col Bangladesh, il BJP si si è imposto e ha ottenuto un secondo mandato consecutivo al governo.<br />In Kerala e Tamil Nadu, due stati meridionali dove Il BJP non è ancora molto radicato, gli elettori hanno votato forze politiche all’opposizione: in Kerala ha vinto una coalizione guidata dal Partito del Congresso, che con 95 seggi si è assicurato la maggioranza parlamentare; in Tamil Nadu ha avuto la meglio il "Tamilaga Vettri Kazhagam" , un partito, fondato da Vijay, celebre attore tamil, "homo novus" della politica. <br />Commenta all'Agenzia Fides John Dayal, giornalista e analista cattolico indiano: "Questi risultati danno un quadro sullo stato della democrazia indiana e sul suo percorso verso le elezioni nazionali del 2029. In India si rafforza il potere del BJP: su 28 stati, 22 sono governati o dal BJP o da suoi alleati ; lo stesso vale per due dei tre territori dell’unione. E' un dominio politico e culturale, che in India non si vedeva da 50 anni", nota. "Si può notare, poi - prosegue - il progressivo declino dei partiti regionali, che in passato sono sempre stati significativi". E osserva: "Questo voto solleva interrogativi cruciali sul piano pluralismo , della dialettica e dell'alternanza tra forze politiche, che è il sale della democrazia". Inoltre, nota Dayal, "per le comunità religiose non indù, soprattutto musulmani e cristiani, la preoccupazione dipende dal vedere quanto spazio i governi del BJP daranno ai gruppi estremisti indù che usano violenza nella società, soprattutto verso le minoranze" <br /> Thu, 07 May 2026 11:21:28 +0200“La missione è di Gesù”. Leone XIV e i primi passi del suo “magistero missionario”https://fides.org/it/news/77654-La_missione_e_di_Gesu_Leone_XIV_e_i_primi_passi_del_suo_magistero_missionariohttps://fides.org/it/news/77654-La_missione_e_di_Gesu_Leone_XIV_e_i_primi_passi_del_suo_magistero_missionariodi Gianni Valente<br /><br />Roma - «Sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato». <br />Il giorno dopo essere stato eletto Vescovo di Roma, con queste semplici formule Leone XIV ricordava ai Cardinali suoi elettori quello che definiva come l’impegno «irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità». <br />Mentre si chiude il suo primo anno di Pontificato, Le stesse parole possono illuminare con luce appropriata e suggestiva anche uno dei tratti prevalenti del suo magistero di Successore di Pietro: quello missionario.<br /> <br />Anche con Leone XIV, come era stato per Papa Francesco, i richiami alla natura missionaria della Chiesa e la domanda di una rinnovata missionarietà si trovano disseminati come note di fondo in omelie e catechesi, in discorsi e messaggi. <br /><br />Papa Prevost richiama con insistenza e costanza i dinamismi elementari e imparagonabili che animano la missione apostolica affidata alla Chiesa. Riconosce e descrive con realismo i contesti e le condizioni in cui la missione apostolica è chiamata a declinarsi nel tempo presente. Indica con concretezza urgenze pratiche e priorità che occorre abbracciare, se non si vogliono trasformare anche gli “appelli missionari” in astrazioni retoriche che appesantiscono la vita dei battezzati. <br /><br /> <br /> L’attrattiva di Cristo<br /><br />Leone XIV ricorda che «La missione è di Gesù. Egli è Risorto, dunque è vivo e ci precede. Nessuno di noi è chiamato a sostituirlo» . <br /><br />Il Vescovo di Roma continua a ripetere che la passione missionaria non si auto-produce, e può sprigionarsi gratuitamente solo nell’incontro con Cristo. Così gli incontri dei primi discepoli con Gesù Risorto mostrano per sempre la dinamica semplice e nel contempo misteriosa con cui può trasmettersi da cuore a cuore l’esperienza della salvezza: «Dopo aver incontrato Gesù, Andrea non poté fare a meno di condividere con suo fratello ciò che aveva trovato». . <br /><br />È lo Spirito Santo - ha ricordato Papa Leone, richiamando la sorgente di ogni autentica opera apostolica - che «ci manda a continuare l’opera di Cristo nelle periferie del mondo, segnate a volte dalla guerra, dall’ingiustizia e dalla sofferenza». .<br />Ripetendo una espressione cara a Benedetto XVI e a Papa Francesco, l’attuale Vescovo di Roma riafferma che si può diventare cristiani non per pressioni culturali, proselitismo o strategie di marketing, ma solo per “attrattiva”. Quella che Sant’Agostino chiamava “Delectatio Victrix”, piacere che avvince. E «non è la Chiesa che attrae, ma Cristo. E se un cristiano o una comunità ecclesiale attrae è perché attraverso quel ‘canale’ arriva la linfa vitale della Carità che sgorga dal Cuore del Salvatore». Perché « noi siamo suoi, siamo la sua comunità e Lui può continuare ad attirare attraverso di noi» «La missione dei discepoli e della Chiesa intera è il prolungamento, nello Spirito Santo, di quella di Cristo». .<br /><br /><br />La missione delle “giovani Chiese”<br /><br />Nel suo Magistero, Leone XIV ha delineato con realismo lontano da astrazioni e rigidezze le condizioni e i contesti in cui si può rendere testimonianza di Cristo nel tempo presente. <br />Il Papa ha riproposto all’attenzione di tutti la storia del Beato Isidore Bakanja, giovane patrono dei laici congolesi, ucciso dalle sevizie di un padrone europeo ai tempi del colonialismo, per ricordare che nel tempo presente «le antiche Chiese del Nord del mondo ricevono dalle Chiese giovani questa testimonianza, che spinge a camminare insieme verso il Regno di Dio» e che «L’Africa, in particolare, chiede questa conversione, e lo fa donandoci tanti giovani testimoni di fede» .<br /><br />Papa Prevost registra che si è aperta nella storia della Chiesa «un’epoca missionaria nuova», e riconosce che nel tempo presente alla missione non è più associato solo «il “partire”, l’andare verso terre lontane che non avevano conosciuto il Vangelo o versavano in situazioni di povertà» Perché oggi «le frontiere della missione» non sono più solo quelle geografiche, e «la povertà, la sofferenza e il desiderio di una speranza più grande, sono loro a venire verso di noi». Per questo occorre «promuovere una rinnovata cooperazione missionaria tra le Chiese», mentre nelle comunità di antica tradizione cristiana come quelle occidentali «la presenza di tanti fratelli e sorelle del Sud del mondo dev’essere colta come un’opportunità, per uno scambio che rinnova il volto della Chiesa» <br />Con lo stesso realismo cristiano, il Successore di Pietro esprime gratitudine per «i missionari e le missionarie “ad gente" di oggi», che «continuano a donarsi con gioia malgrado avversità e limiti umani, perché sanno che Cristo stesso con il suo Vangelo è la più grande ricchezza da condividere», mentre riconosce che «Il mondo ha ancora bisogno di questi testimoni coraggiosi di Cristo, e le comunità ecclesiali hanno ancora bisogno di nuove vocazioni missionarie» . <br /><br />L’inculturazione non “sacralizza” nessuna cultura<br /><br />Ogni missionario che parte per altre terre - ha ricordato Leone XIV «è chiamato ad abitare le culture che incontra con sacro rispetto, indirizzando al bene tutto ciò che trova di buono e di nobile, e portandovi la profezia del Vangelo» . <br /><br />Il Papa ripete che la cosiddetta “inculturazione” è una "esigenza intrinseca della missione”: «Inculturare il Vangelo è seguire lo stesso cammino che Dio ha percorso, entrare con rispetto e amore nella storia concreta dei popoli affinché Cristo possa essere veramente conosciuto, amato e accolto a partire dalla loro esperienza umana e culturale». Nello stesso tempo, Papa Prevost ha ripetuto che l’inculturazione «non equivale a una sacralizzazione delle culture», e «nessuna cultura, per quanto preziosa, si può semplicemente identificare con la Rivelazione, né diventare criterio ultimo della fede», visto che «ogni cultura — come ogni realtà umana — deve essere illuminata e trasformata dalla grazia che scaturisce dal mistero pasquale di Cristo». .<br /><br />Rilanciare le suggestioni di “Evangelii gaudium”<br /><br /><br />Nel magistero missionario del suo primo anno di Pontificato, Leone XIV non ha speso tempo a definire nuove teorie o strategie da accreditare col marchio della lunga esperienza personale vissuta in Perù, lontano dalla sua Patria. Papa Prevost ha scelto di riprendere e rimarcare l’attualità di accenti e spunti del magistero missionario di quelli che lo hanno preceduto come Vescovi di Roma. <br /> <br />In Particolare, nella sua recente Lettera ai Cardinali , Leone XIV ha fatto proprie le considerazioni di membri del Collegio cardinalizio che in occasione del Concistoro Straordinario di gennaio avevano rimarcato come l’Esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii gaudium continui a rappresentare «un punto di riferimento decisivo per riaccendere una «audacia missionaria» che «non venga appesantita o soffocata da eccessi organizzativi». <br /><br />Tra le indicazioni pratiche riproposte nella sua Lettera ai Cardinali, Leone XIV ha richiamato «la necessità di rilanciare Evangelii gaudium per verificare con onestà che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato». Il Pontefice ha suggerito di prestare attenzione anche «alla necessaria riforma dei percorsi di iniziazione cristiana», e all’esigenza «di riconsiderare l’efficacia della comunicazione ecclesiale, anche a livello della Santa Sede, in una chiave più chiaramente missionaria».<br /><br />Il piccolo gregge e il granello d’incenso<br /><br />Nel magistero missionario del suo primo anno di Pontificato, Leone XIV ha descritto con altrettanto realismo le condizioni e i contesti concreti entro cui avviene l’opera apostolica delle comunità ecclesiali, senza trionfalismi o vittimismi. Ha ripetuto che «Anche quando si riconosce minoritaria, la Chiesa è chiamata a vivere senza complessi, come piccolo gregge portatore di speranza per tutti, ricordando che il fine della missione non è la propria sopravvivenza, ma la comunicazione dell’amore con cui Dio ama il mondo» . <br />Tra le immagini più suggestive scelte dal Successore di Pietro per descrivere la missione affidata alla Chiesa, c’è quella da lui donata alla piccola Chiesa di Algeria: « La vostra presenza nel Paese fa pensare all’incenso: un granello incandescente, che spande profumo perché dà gloria al Signore e letizia e conforto a tanti fratelli e sorelle. Quest’incenso è un piccolo, prezioso elemento, che non sta al centro dell’attenzione, ma invita a rivolgere i nostri cuori a Dio, incoraggiandoci l’un l’altro a perseverare nelle difficoltà del tempo presente» . Thu, 07 May 2026 00:20:28 +0200ASIA/SRI LANKA - Nominato il nuovo direttore delle Pontificie Opere Missionariehttps://fides.org/it/news/77653-ASIA_SRI_LANKA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://fides.org/it/news/77653-ASIA_SRI_LANKA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano – Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , ha nomina, in data, 31 marzo 2026, padre Nayagam Roy Clarence, della diocesi di Kandy, Direttore delle Pontificie Opere Missionarie in Sri Lanka, per un periodo di cinque anni . Il nuovo Direttore delle POM è nato nel 1977 ed è stato ordinato nel 2006. Ha conseguito a Roma la laurea triennale in Filosofia e la laurea triennale in Teologia , successivamente ha ottenuto un master avanzato in Teologia e Studi Religiosi presso l'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio . E’ stato vice parroco a Nawalapitiya e presso la Cattedrale di Kandy e parroco a Gampola , Ampitiya e Ragala . Ha ricoperto i seguenti ruoli a livello pastorale: Direttore diocesano dell’Apostolato dei migranti , dei laici e della famiglia e del dialogo interreligioso , Direttore della Commissione nazionale Cattolica per i Laici , Cappellano per la Società di San Vincenzo de’ Paoli , Cappellano per i migranti dello Sri Lanka negli Emirati Arabi Uniti e docente presso il seminario nazionale di Ampitiya a Kandy .<br /> <br /><br />Wed, 06 May 2026 12:17:49 +0200ASIA/INDIA - Maternità precoce: "La civiltà indiana onora la sacralità della vita", dice il vicesegretario della Conferenza episcopalehttps://fides.org/it/news/77652-ASIA_INDIA_Maternita_precoce_La_civilta_indiana_onora_la_sacralita_della_vita_dice_il_vicesegretario_della_Conferenza_episcopalehttps://fides.org/it/news/77652-ASIA_INDIA_Maternita_precoce_La_civilta_indiana_onora_la_sacralita_della_vita_dice_il_vicesegretario_della_Conferenza_episcopaleNew Delhi - "Siamo felici di questa evoluzione positiva del caso della 15enne incinta, dato che non ha abortito. Speriamo che lei e il bambino restino in buona salute e assicuriamo tutto il sostegno psicologico e morale", dice all'Agenzia Fides don Mathew Koyickal, vicesegretario generale della Conferenza Episcopale dell'India . Il riferimento è alla vicenda della gravidanza precoce di una ragazza di 15 anni per cui la Corte Suprema dell'India aveva emesso, su richiesta dei genitori della ragazza, un'ordinanza di interruzione volontaria della gravidanza per un feto di 30 settimane. La Chiesa cattolica in India aveva espresso angoscia, chiedendo che venisse salvato il bambino, un feto del tutto vitale, ponendo la questione dei diritti del nascituro .<br />Come appreso da Fides, i medici dell'All India Institute of Medical Sciences di Delhi, con la pratica di induzione del travaglio, hanno fatto nascere il bambino prematuro, di circa 1,4 kg, che ora è nel reparto di terapia intensiva neonatale, mentre la madre è in discreta salute e sarà presto dimessa dall'ospedale. Il neonato si trova nel reparto di terapia intensiva neonatale con supporto vitale, e corre un alto rischio di disabilità significative e permanenti a lungo termine, come cecità, sordità e ritardo dello sviluppo neurologico.<br />"Possiamo dire che, in questo caso, è stata salvata la vita del bambino e della madre, ma la questione di fondo resta e continuerà a porsi in futuro, constatando i numerosi casi di gravidanze indesiderate, in particolare quelle che coinvolgono minorenni", rileva a Fides il vicesegretario della CBCI.<br />La Corte Suprema ha chiesto alla politica di modificare la legge che regola l'interruzione di gravidanza in India per far fronte a tali casi. Spesso i familiari delle ragazze apprendono della gravidanza quando il feto è già di diverse settimane, oltre il periodo di tempo previsto dalla legge per l'interruzione di gravidanza . Alla famiglia resta l'unica opzione di rivolgersi alla magistratura per avere la autorizzazione e la Corte ha confermato che spetta ai genitori delle ragazze compiere una "scelta consapevole" per l'eventuale aborto, considerando che "le gravidanze indesiderate possono essere un peso e un trauma per la ragazza minorenne". In casi di maternità precoce, si può parlare di "stupro di minore" e "la vittima porterà per sempre una cicatrice e un trauma" ha affermato il Presidente della Corte Suprema.<br />Sulla vicenda, avvocati, medici e i Vescovi cattolici hanno sollevato le “gravi implicazioni legali ed etiche” della questione. Don Mathew Koyickal ricorda: "L'India è una civiltà, non semplicemente uno Stato. La saggezza morale racchiusa nelle antiche tradizioni scritturali e filosofiche indiane parla con autorità inequivocabile della sacralità della vita nel grembo materno. La Chiesa indiana oggi invoca questo patrimonio civile condiviso per dire che la protezione della vita non nata non è monopolio di una singola tradizione religiosa, ma è patrimonio comune dell'intero popolo indiano".<br />In quest'ottica, prosegue "chiediamo al Parlamento di rivedere la Legge sull'interruzione volontaria di gravidanza del 1971 al fine di stabilire una tutela legale, chiara e applicabile, per i bambini non ancora nati ma pienamente vitali. Il primo dovere dello Stato è la protezione della vita umana. La legge non deve mai diventare uno strumento di violenza contro i membri più indifesi della famiglia umana".<br />Il sacerdote specifica: "La nostra posizione sulla sacralità della vita non significa indifferenza alla sofferenza umana. Essa nasce, piuttosto, dal più profondo rispetto per la dignità di ogni persona umana, nata o non nata. La sofferenza di una persona – come una giovane madre – non si allevia con la deliberata distruzione di un'altra. Questa è la saggezza perenne della Chiesa, confermata sia dalla legge naturale sia dalla tradizione morale di ogni grande civiltà che rispetta e onora la sacralità della vita".<br /> Wed, 06 May 2026 11:28:43 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Attentati a Cabo Delgado: azioni terroristiche costringono oltre 700 persone allo sfollamento a Nangadehttps://fides.org/it/news/77651-AFRICA_MOZAMBICO_Attentati_a_Cabo_Delgado_azioni_terroristiche_costringono_oltre_700_persone_allo_sfollamento_a_Nangadehttps://fides.org/it/news/77651-AFRICA_MOZAMBICO_Attentati_a_Cabo_Delgado_azioni_terroristiche_costringono_oltre_700_persone_allo_sfollamento_a_NangadeNampula - Nuovi movimenti e attacchi terroristici, verificatisi nei giorni scorsi nel distretto di Nangade, nel nord di Cabo Delgado, hanno costretto diverse famiglie ad abbandonare le proprie case, colpendo almeno 776 persone, compresi i bambini. I dati provengono dall'ultimo rapporto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , che indica che le persone in questione hanno lasciato le proprie abitazioni nei villaggi di Machava, Samora Machel, Muangaza e Nkonga.<br /><br />Secondo il documento reso noto dalla stampa locale, e che si riferisce al periodo dal 17 al 25 aprile, alcune famiglie hanno trovato rifugio nella località di Mualela e in altre zone del distretto. Nella nota pervenuta all’Agenzia Fides si legge che diversi residenti hanno confermato movimenti terroristici nei campi del villaggio di Lijungo e nelle zone pianeggianti della comunità di Nkonga, con segnalazioni di saccheggio di prodotti alimentari registrati la scorsa settimana ma senza violenza. Inoltre – rimarca la nota - due settimane fa, i terroristi sono tornati nei villaggi del distretto di Nangade, dove, oltre alle Forze di Difesa e Sicurezza mozambicane, sono dispiegate anche forze armate tanzaniane nell'ambito della cooperazione e del buon vicinato tra i due Paesi.<br /> <br />Wed, 06 May 2026 11:23:32 +0200AFRICA/NIGERIA - “Nel mese mariano pregate per la liberazione di padre Asukawaye e dei suoi 10 parrocchiani rapiti a febbraio”https://fides.org/it/news/77650-AFRICA_NIGERIA_Nel_mese_mariano_pregate_per_la_liberazione_di_padre_Asukawaye_e_dei_suoi_10_parrocchiani_rapiti_a_febbraiohttps://fides.org/it/news/77650-AFRICA_NIGERIA_Nel_mese_mariano_pregate_per_la_liberazione_di_padre_Asukawaye_e_dei_suoi_10_parrocchiani_rapiti_a_febbraioAbuja – “Vi chiedo di pregare per la liberazione di padre Nathaniel Asukawaye e di 10 parrocchiani tenuti prigionieri dal 7 febbraio 2026” Così Mons. Julius Yakubu Kundi, Vescovo di Kafanchan, nello Stato di Kaduna, ha invitato sacerdoti, religiosi e laici della diocesi per pregare per la liberazione del parroco della chiesa della Santissima Trinità a Karku, nella zona di governo locale di Kaura, nello stato di Kaduna, rapito da uomini armati nella sua canonica insieme a 10 parrocchiani nelle prime ore del 7 febbraio . Nell’assalto erano state uccise almeno tre persone.<br />Nel messaggio per il Mese mariano Mons. Kundi ha chiesto pure di pregare “per la conversione dei rapitori".<br />“Padre Asukawaye è ancora prigioniero al momento della stesura di questo comunicato", precisa la diocesi che ricorda la sua devozione alla Madonna.<br />“Dato che Padre Nathaniel è Cappellano della Società Mariana e coordina le devozioni di maggio e ottobre, il Vescovo chiede preghiere speciali per la sua liberazione e per la conversione dei suoi rapitori durante la devozione di maggio di quest'anno”. Si chiede inoltre di pregare pure per la liberazione incondizionata di altre vittime di rapimento, “specialmente quelle della nostra diocesi”. <br />Wed, 06 May 2026 10:36:24 +0200