Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/KENYA - "Mantenete la pace”, esorta la Chiesa dopo l’annuncio dell’elezioni del nuovo Presidentehttp://fides.org/it/news/72673-AFRICA_KENYA_Mantenete_la_pace_esorta_la_Chiesa_dopo_l_annuncio_dell_elezioni_del_nuovo_Presidentehttp://fides.org/it/news/72673-AFRICA_KENYA_Mantenete_la_pace_esorta_la_Chiesa_dopo_l_annuncio_dell_elezioni_del_nuovo_PresidenteNairobi – “Vogliamo chiedere a tutti i leader religiosi in pregare per la pace nel nostro Paese”, ha chiesto Mons. Anthony Muheria, Arcivescovo Nyeri subito dopo la proclamazione della vittoria di William Ruto a Presidente del Kenya con il 50,5% dei voti nelle elezioni del 9 agosto<br />“Cari keniani mantenente la pace. Manteniamo la pace" ha aggiunto.<br />Da parte sua, il presidente della Conferenza episcopale del Kenya , Mons. Martin Kivuva, Arcivescovo di Mombasa si è felicitato per lo svolgimento pacifico della campagna elettorale e della votazione: “Congratulazioni ai keniani. Siamo arrivati fin qui senza tirarci una pietra addosso, con solo piccole scaramucce qua e là, ma più di questo, siamo stati in grado di concludere una parte importante della nostra storia”.<br />Il timore di violenze post elettorali però rimane dopo una tesa settimana di conteggio di voti da parte della Commissione elettorale indipendente che ha così stabilito che il Vicepresidente uscente ha vinto sul suo principale avversario e storico leader dell’opposizione Raila Odinga che ha ottenuto il 48,8% dei voti, pur avendo l’appoggio del Presidente uscente, Uhuru Kenyatta.<br />Odinga ha però definito “una farsa” il risultato del voto ed ha annunciato che farà ricorso. I suoi sostenitori hanno inscenato manifestazioni di protesta con sassaiole e pneumatici bruciati, nelle periferie di Nairobi e nelle contee che si affacciano sul Lago Vittoria, da dove proviene Odinga. Questi può avvalersi del fatto che pochi minuti prima che il presidente della IEBC Wafula Chebukati annunciasse i risultati presidenziali, quattro Commissari hanno abbandonato il centro di conteggio nazionale e hanno tenuto una conferenza stampa all'hotel Serena, dichiarando di non riconoscere i risultati annunciati da Chebukati.<br />Anche in gruppo di osservatori provenienti da alcuni Paesi della regione dell'Associazione delle Conferenze episcopali membri nella regione dell'Africa orientale ha vigilato per garantire la correttezza delle elezioni e promuovere la trasparenza e la responsabilità.<br />Nel suo intervento di apertura prima dell'inizio della formazione, il Segretario Generale dell'AMECEA p. Anthony Makunde ha ricordato ai 25 osservatori provenienti da Kenya, Malawi, Uganda, Etiopia, Tanzania e Sud Sudan che “Come Chiesa non dobbiamo solo predicare sul buon governo, ma anche formare la coscienza dei leader politici e comunitari in modo che possano attenersi ai principi e valori relativi a questo”. <br />Wed, 17 Aug 2022 11:41:08 +0200ASIA/COREA DEL SUD - L'Arcivescovo di Seoul: "Superiamo il dolore della divisione, per una piena riconciliazione"http://fides.org/it/news/72672-ASIA_COREA_DEL_SUD_L_Arcivescovo_di_Seoul_Superiamo_il_dolore_della_divisione_per_una_piena_riconciliazionehttp://fides.org/it/news/72672-ASIA_COREA_DEL_SUD_L_Arcivescovo_di_Seoul_Superiamo_il_dolore_della_divisione_per_una_piena_riconciliazioneSeoul - "Arrivi presto il giorno in cui il nostro popolo lodi insieme Dio, superando i dolori della divisione per grazia di Dio e realizzando la piena riconciliazione e unificazione. Prendiamo come esempio la Madonna, costruiamo ponti di fede, di amor e di riconciliazione": è l'auspicio espresso dall'Arcivescovo Peter Chung, Arcivescovo di Seoul e e Amministratore Apostolico di Pyongyang, nel messaggio diramato in occasione della Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Come riporta una nota dell'Ufficio Comunicazioni della diocesi di Seul, inviata all'Agenzia Fides, il Presule ha aggiunto: "La Chiesa dovrebbe svolgere un ruolo importante nel portare i fedeli, che si sono allontanati da Dio durante la pandemia, di nuovo più vicino a Lui”, auspicando che "la Chiesa agisca come un ponte di amore e di unità, perchè Dio possa toccare e guarire molti cuori infranti".<br />Nella festa dell'Assunzione, il 15 agosto, la nazione coreana ricorda e celebra anche il giorno della Liberazione, in cui la Corea fu liberata dal dominio giapponese. La Corea celebra il Giorno dell'Indipendenza, noto come "Gwangbokjeol", che letteralmente si traduce con "festa del riportare la luce". L'espressione è una combinazione di tre lettere, "Gwang", "Bok" e "Jeol" che significano "luce", "ritorno" e "giorno di festa", riferendosi al ripristino della indipendenza nazionale che era stata negata per 35 anni, sotto il dominio giapponese.<br />La Chiesa coreana coglie l'occasione di queste importanti ricorrenze per organizzare ogni anno il "Pellegrinaggio Mondiale dei Giovani per la Pace" che giunge fino alla "Zona demilitarizzata", la fascia di territorio al confine tra Corea del nord e Corea del Sud. AL pellegrinaggio sono invitati a partecipare i giovani di tutto il mondo, che riflettono, pregano, si confrontano sul tema "Vento di Pace". Il pellegrinaggio è un evento di educazione alla pace per i giovani, organizzato dal Comitato per la Riconciliazione del Popolo Coreano, nella Chiesa di Seoul, e finalizzato ad promuovere la pace nella penisola coreana e in tutto il mondo.<br />Quest'anno, i giovani partecipanti visitano Ulleungdo e Dokdo e nella Zona Demilitarizzata si recano anche su alcuni dei più sanguinosi campi di battaglia della Guerra di Corea . L'evento, che prevede discussioni, esperienze e sessioni di formazione, rappresenta una via per annunziare la pace di Cristo ai giovani coreani e di tutto il mondo, coinvolgendoli attivamente nel processo di riconciliazione tra le due Coree. <br />Wed, 17 Aug 2022 10:15:38 +0200VATICANO - Al via la 4a edizione del Corso di formazione multimediale “Comunicazione è Missione"http://fides.org/it/news/72671-VATICANO_Al_via_la_4a_edizione_del_Corso_di_formazione_multimediale_Comunicazione_e_Missionehttp://fides.org/it/news/72671-VATICANO_Al_via_la_4a_edizione_del_Corso_di_formazione_multimediale_Comunicazione_e_MissioneCittà del Vaticano - E' stata annunciata la 4a edizione del Corso di formazione multimediale “Comunicazione è missione”, edizione 2022-2023, organizzato in collaborazione tra Pontificia Unione Missionaria , Facoltà di Comunicazione Istituzionale Pontificia Università della Santa Croce e l’Agenzia Fides. Il Corso, rivolto soprattutto agli studenti dei Collegi sotto la giurisdizione del Dicastero per l'Evangelizzazione, si propone di formare operatori pastorali a una mentalità che consideri la comunicazione e i mass-media un’opportunità per la diffusione del Vangelo, perchè possano acquisire la capacità e gli strumenti per raccontare storie, eventi, esperienze per tracciare le nuove frontiere della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo.<br />Il Corso, della durata di un anno accademico, offre competenze teoriche e pratiche sulla comunicazione multimediale, attraverso lo studio specifico e la sperimentazione dei linguaggi video, radio, web, fotografia, scrittura. La formazione prevede l’apprendimento di metodi e tecniche per la progettazione e la realizzazione di prodotti destinati ai media digitali in tutte le loro forme e espressioni.<br />A frequentare la 4a edizione del Corso, le cui lezioni si terranno presso la Pontificia Università della Santa Croce e presso il Centro Internazionale di Animazione Missionaria , sono sacerdoti, religiosi, seminaristi, dottorandi e laici presenti nei Collegi internazionali del Dicastero per l'Evangelizzazione, soprattutto provenienti da Africa, Asia e Oceania e dai Vicariati Apostolici nelle Americhe. La Pontificia Unione Missionaria si riserva di coprire, a sua discrezione, i costi di iscrizione e partecipazione per gli studenti selezionati, provenienti dalle circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dal Dicastero.<br />La presentazione e la lezione di apertura è prevista il 15 ottobre 2022, nel mezzo del mese missionario, mentre la chiusura, dopo 130 ore di lezioni, è prevista a maggio 2023. Il corpo docenti del corso è composto da insegnati della Pontificia Università della Santa Croce, in particolare della Facoltà di Comunicazione Istituzionale, ma anche da giornalisti, professionisti di radio e televisione, doppiaggio e della comunicazione multimediale.<br />Le iscrizioni sono aperte fino al 15 settembre 2022. Per ogni richiesta di informazione si può scrivere a: d.sebastianelli@pusc.it<br /><br />Wed, 17 Aug 2022 09:53:13 +0200ASIA/CINA - Devozione e gratitudine dei cattolici cinesi nella solennità dell’Assuntahttp://fides.org/it/news/72670-ASIA_CINA_Devozione_e_gratitudine_dei_cattolici_cinesi_nella_solennita_dell_Assuntahttp://fides.org/it/news/72670-ASIA_CINA_Devozione_e_gratitudine_dei_cattolici_cinesi_nella_solennita_dell_AssuntaPechino – Da Pechino alle vaste praterie della Mongolia interna, dalla maestosa cattedrale di S. Salvatore nella capitale alle sperdute comunità di periferia, le comunità cattoliche nella Cina continentale hanno celebrato la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria con immensa devozione e gratitudine alla Madre di Dio. La preghiera e l’omaggio floreale hanno caratterizzato il modo per dimostrare amore filiale e ringraziamento per il sostegno che la Madonna offre alla vita di fede dei cristiani, alla missione dell’evangelizzazione, soprattutto in questo periodo difficile di pandemia, di guerra, fame e povertà. <br />Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, nel giorno dell’Assunzione nella cattedrale dell’Arcidiocesi di Pechino sono state celebrate ben 5 sante messe per venire incontro alle esigenze dei fedeli che lavorano. “Collaboriamo con il disegno e con la grazia di Dio, ispirandosi al modello della Beata Vergine Maria”, ha esortato nell’omelia mons. Giuseppe Li Shan, Arcivescovo di Pechino che ha preseduto la messa alle 9 del mattino. Secondo l’Arcivescovo, “Dobbiamo riflettere, imitare la fedeltà e umiltà della Madonna nella nostra vita quotidiana, pregare sempre come Lei”. Inoltre, “sappiate preparare anche voi il cammino di salvezza collaborando con la Grazie del Signore”. I fedeli presenti si sono scambiati calorosi auguri in una atmosfera festosa.<br />Nella provincia di Jiangxi, il gran caldo che continua a imperversare non ha spaventato i fedeli che si sono recati in chiesa con immensa felicità e devozione per celebrare la loro amata Madre celeste. Numerosi sacerdoti sono andati nelle comunità locali per portare i Sacramenti sotto il sole cocente. Dopo la solenne Eucaristia, guidata dal parroco, i parrocchiani di Fuzhou hanno portato fiori davanti la statua della Madonna per pregare affinchè la chiesa in Jiangxi abbia uno sviluppo prospero e vita abbondante. I fedeli hanno anche confermato il loro desiderio di seguire le orme della Madonna nella sua obbedienza per vivere in pienezza la vita cristiana. <br />A causa della pandemia, le chiese della Mongolia interna sono state riaperte solo alla vigilia della solennità d’Assunta. Nella chiesa di Dong Tang, il parroco, di origine mongola, ha sollecitato tutti a “fidarsi sempre dell’intercessione della Madonna con un cuore umile e seguire il Signore”. Infine, tutti i fedeli hanno pregato per la pace del mondo, per la fine della pandemia e il benessere del popolo.<br /> <br />Wed, 17 Aug 2022 09:50:37 +0200ASIA/VIETNAM - I Dehoniani tra annuncio del Vangelo e opere di caritàhttp://fides.org/it/news/72669-ASIA_VIETNAM_I_Dehoniani_tra_annuncio_del_Vangelo_e_opere_di_caritahttp://fides.org/it/news/72669-ASIA_VIETNAM_I_Dehoniani_tra_annuncio_del_Vangelo_e_opere_di_caritaHo Chi Mich City - “La Chiesa Cattolica in Vietnam è una realtà molto visibile e radicata. Pur essendo una minoranza, ha un ruolo decisivo nella società. Il governo vietnamita vede ciò e la apprezza. La relazione fra Chiesa e governo è sana e fondata sul mutuo rispetto. In generale i cattolici sono orgogliosi della loro fede: uno dei motivi principali di ciò è la loro storia, radicata nell'esperienza dei martiri e di un vivere sempre in ambienti difficili. Hanno dovuto lottare per la loro identità e fede: è una Chiesa fondata sulla autentica e profonda testimonianza evangelica”. Così riferisce in colloquio con l’Agenzia Fides padre Rino Venturin, missionario appartenente alla Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù , parlando realtà della Chiesa locale nel paese asiatico.<br />I fedeli in Vietnam rappresentano il 9% della popolazione, e offrono la testimonianza di una fede vibrante: “La loro partecipazione all'Eucarestia è altissima - sottolinea padre Venturin - anche nei giorni feriali. Pregano molto anche in famiglia, rendono la loro fede visibile con la presenza di altari nelle case cattoliche e le statue dei santi davanti alle facciate delle case. Hanno una vita di preghiera comunitaria molto partecipata”.<br />I Dehoniani in Vietnam sono impegnati in diversi ministeri ecclesiali e servizi alla società: formazione e vocazioni, pastorale parrocchiale, accompagnamento dei giovani e nell’apostolato sociale e poi anche nell’insegnamento nel Seminario maggiore e nelle scuole cattoliche: “Solo pochi anni fa - racconta il religioso - il governo ha permesso alla Chiesa di gestire degli istituti scolastici privati, soprattutto per i minori dai 6 agli 11 anni. Molte di queste scuole sono state affidate alle suore, che svolgono un ottimo lavoro, tanto da esser ricercate come istituzioni educative dai funzionari del governo. Adesso c’è una grande novità: abbiamo la prima università cattolica, che per il momento offre solo il corso di teologia. Ma il fatto stesso che vi sia questa possibilità è significativo”. <br />Parlando, poi ,di come ampliare la missine dei Dehoniani nella Chiesa vietnamita, padre Rino osserva: “Il passo necessario è entrare in dialogo con i Vescovi per vedere, insieme con loro, se e dove vi è la necessità di una presenza religiosa, che possa rappresentare una chiamata per noi. Nel territorio di Ho Chi Mich City - prosegue - per esempio, sembra che l’Arcivescovo pensi proprio di creare dei centri missionari. Sarebbe un’opportunità per noi per sviluppare nuove presenze di prossimità evangelica alla gente nella in città. Un’altra possibilità potrebbe essere la missione sugli Altipiani centrali, cioè zone delle montagne poco accessibili, dove vivono popolazioni tribali”. “C’è ancora molto da fare - afferma p. Venturin - le sfide sono tante per noi religiosi: la priorità di fondo, è la vita comunitaria, fatta di comunione e condivisione, che sono la testimonianza evangelica che diventa annuncio dell'amore di Dio e missione." <br />La comunità dei Dehoniani del Vietnam è un’entità giovane in Asia. È stata istituita come "Distretto" il 12 agosto 2013 e la presenza della comunità è cresciuta rapidamente ed è promettente, grazia a un buon numero di vocazioni. Vi sono attualmente 17 Dehoniani sacerdoti, di cui cinque sacerdoti vietnamiti ordinati. Altri due saranno ordinati alla fine di quest’anno. Sette sono gli studenti in teologia; tre giovani vietnamiti entreranno nel noviziato nel marzo 2023, mentre altri quindici studiano filosofia: tutti stanno studiando nelle Filippine. In Vietnam ci sono una decina di giovani che si preparano anch'essi per iniziare gli studi filosofico-teologici alla fine del 2023, mentre una quindicina di giovani ancora studiando al liceo o all’università.<br />La Chiesa cattolica in Vietnam conta quasi 8 milioni di battezzati, cioè il 9% della popolazione. I battesimi sono 100mila l’anno, e il cattolicesimo è la seconda religione del Paese, dopo il Buddhismo.<br /> <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.youtube.com/watch?v=dtCJxY7vIyg&ab_channel=AgenziaFides">Vedi l'intervista sul canale Youtube dell'Agenzia Fides</a>Sat, 13 Aug 2022 12:12:53 +0200AFRICA/SOMALIA - Il Vescovo Bertin: la Chiesa è vicina al popolo e compie passi avanti di dialogo con il nuovo governohttp://fides.org/it/news/72668-AFRICA_SOMALIA_Il_Vescovo_Bertin_la_Chiesa_e_vicina_al_popolo_e_compie_passi_avanti_di_dialogo_con_il_nuovo_governohttp://fides.org/it/news/72668-AFRICA_SOMALIA_Il_Vescovo_Bertin_la_Chiesa_e_vicina_al_popolo_e_compie_passi_avanti_di_dialogo_con_il_nuovo_governoMogadiscio - “Per il momento il nuovo governo somalo sta mostrando buona volontà e sembra che il processo politico cominci a funzionare, se si tiene conto che la Camera bassa sabato 6 agosto scorso ha dato il via libera all’unanimità all’esecutivo presentato da Hamza Abdi Barre, il nuovo Primo ministro della Somalia. Questo è senza dubbio un grande successo, specialmente se si considerano le tante divisioni che hanno caratterizzato la Somalia fino a qualche mese fa”. Mons. Giorgio Bertin, Amministratore Apostolico di Mogadiscio e Vescovo di Gibuti, commenta così all’Agenzia Fides il nuovo corso nel tormentato Paese del Corno d’Africa, avviato all’indomani delle elezioni presidenziali dello scorso maggio che hanno visto la vittoria di Hassan Sheikh Mohamud.<br /> La tornata elettorale era stata più volte rimandata e si era temuto che il compromesso tra le parti politiche per celebrarla, non sarebbe mai arrivato. Le elezioni di maggio, quindi, hanno suscitato speranze tra gli osservatori che il Paese, stretto nella morsa di moltissimi problemi da affrontare, possa finalmente voltare pagina.<br />Racconta mons. Bertin: “Una nostra delegazione, cui si è aggiunto Mons. Camilleri, il nunzio apostolico ad Addis Abeba, è stata per quattro giorni a Mogadiscio e siamo riusciti a incontrare Adan Madobe, nuovo presidente della Camera, con il quale abbiamo parlato di relazione religiose. Scopo prioritario della visita era affrontare la gravissima questione della siccità, ma è stata l’occasione per rincominciare ad allacciare rapporti con le autorità somale. Di questo siamo soddisfatti. Non abbiamo potuto incontrare il Ministro degli affari religiosi, Muktar Robow, visto che al momento della nostra visita, non era ancora stato nominato ufficialmente, ma recentemente Robow ha ricevuto il nostro intermediario somalo e si è detto pronto a futuri incontri. Sempre in quei giorni abbiamo incontrato l’incaricato per la risposta alla siccità e labbiamo parlato solo di questo drammatico aspetto e di come collaborare per affrontarlo. Il Nunzio Apostolico ha consegnato anche vari doni, tra i quali la lettera firmata dal Papa ad Abu Dhabi con lo sceicco di Al Azhar e l’enciclica ‘Fratelli tutti’. È stata quindi l’occasione di stabilire un ottimo rapporto. Inoltre come Caritas Somalia, sabato 6 agosto abbiamo compiuto una donazione prevista per un centro di sanità che sarà gestito da personale locale”.<br />Nell’agenda del nuovo esecutivo vi sono molti nodi da sciogliere. Uno dei principali è la penetrazione di al-Shabab, il noto gruppo terroristico di matrice islamica, presente sul territorio da molto tempo e causa di grandi tensioni. “Nelle diverse discussioni avute con i politici ci è parso che vi sia la buona volontà di dialogare con tutti, anche con gli avversari storici di al-Shabab. La scelta di Robow è interessante, visto che egli era un membro eminente di al-Shabab, gruppo dal quale ha preso le distanze. È un Ministro che conosce dall’interno i meccanismi del gruppo islamico e può aiutare nella strada per provare ad arrivare a un compromesso. Non sarà certo facile, ma è un tentavo. Il governo sembra voler intavolare un dialogo anche con le diverse entità statali che fanno parte della Repubblica Federale: uno dei problemi annosi qui in Somalia è stata la tensione tra la tendenza centripeta di Mogadiscio e quella centrifuga delle diverse entità regionali. Sembra che possa esserci ora un dialogo più strutturato. La drammatica situazione dovuta alla carestia, con metà della popolazione affamata poi, esige una ricerca fattiva di collaborazione al più presto”.<br />La Chiesa, sempre presente in Somalia, prevalentemente attiva sul piano umanitario, è interessata alla via intrapresa di dialogo che potrebbe aprire nuovi scenari geopolitici: “A livello diplomatico – nota mons. Bertin – possiamo dire di non essere stati fiora presenti; sul piano umanitario, invece, la Chiesa è sempre stata presente. Il Nunzio è stato molto contento dei risultati degli incontri. Al momento, come è noto, non ci sono rapporti diplomatici, ma dopo 30 anni, per la prima volta ci si incontra ad alti livelli. È desiderio del Nunzio e delle autorità approfondire le relazioni per un riconoscimento reciproco. Sarebbe un evento molto positivo per tutti, in chiave geopolitica. Io stesso ripeto di frequente: volete essere riconosciuti dalla comunità internazionale e sostenuti? Allora bisogna avere uno standard elevato di rispetto dei diritti e di rispetto delle differenze, a partire da quelle religiose. Il rapporto con la Chiesa cattolica è fondamentale e speriamo che il diritto di culto ci sia concesso: sarebbe un gran passo avanti. Tale diritto, infatti, di fatto non è garantito perché, vista l’ insicurezza generale di questi anni, non possiamo ricostruire la cattedrale né avere culto pubblico. Data la fragilità del governo, potrebbe essere un rischio per l’esecutivo concedere aperture che potrebbero essere giudicate eccessive verso la Chiesa, almeno in questa fase. Nel frattempo siamo vicini al popolo somalo: vogliamo lanciare una campagna di aiuti di concerto con Caritas Somalia, Caritas Irlanda e Caritas Usa, per dare un’immediata risposta alla siccità e alla fame”.<br /> <br />Sat, 13 Aug 2022 11:42:56 +0200ASIA/SRI LANKA - Appello dei cristiani: la nazione ha bisogno del sostegno internazionale e di solidarietàhttp://fides.org/it/news/72666-ASIA_SRI_LANKA_Appello_dei_cristiani_la_nazione_ha_bisogno_del_sostegno_internazionale_e_di_solidarietahttp://fides.org/it/news/72666-ASIA_SRI_LANKA_Appello_dei_cristiani_la_nazione_ha_bisogno_del_sostegno_internazionale_e_di_solidarietaColombo - C'è un disperato bisogno di un intervento internazionale e di iniziative di solidarietà per aiutare la nazione paralizzata: è l'appello diffuso dalla dalla Conferenza cristiana dell'Asia , organismo ecumenico che ha inviato una delegazione pastorale ecumenica in Sri Lanka, agli inizi di agosto. <br />La CCA esprime profonda preoccupazione per la grave crisi economica che ha portato a turbolenze politiche e sconvolgimenti sociali senza precedenti nella nazione. Il Paese, afferma una nota della CCA inviata a Fides, è divenuto "un vulcano sociale" a causa del collasso economico e del peggioramento della situazione in atto nel paese, dovuto principalmente all'elevata inflazione, all'aumento dei prezzi delle materie prime, alla crescente fame e malnutrizione, alla carenza di carburante e medicinali, alla crisi dell'ordine pubblico, all'aumento della violenza, alle violazioni dei diritti umani.<br />Il team della CCA, guidato dal Segretario generale dell'organizzazione, Mathews George Chunakara, ha incontrato i leader delle varie confessioni cristiane in Sri Lanka, così come membri del Parlamento, leader dei partiti politici di opposizione, leader del movimento della società civile, sindacalisti, ex ministri , rappresentanti dei lavoratori delle piantagioni, dei gruppi interreligiosi e dei leader delle comunità religiose minoritarie, nonché rappresentanti del movimento "Aragalaya" , in prima linea nella lotta popolare. Nel corso della visita, l'équipe ha partecipato a incontri, prendendo atto della crisi in corso e della "conseguente privazione dei servizi di base e della dignità del popolo dello Sri Lanka". Accogliendo i sentimenti delle persone incontrate, la delegazione asserisce che " lo Sri Lanka sta attualmente affrontando la sua peggiore crisi economica e politica fin dal 1948, con effetti profondi e riverberanti sulla vita quotidiana degli abitanti e anche un grave impatto sui diritti umani".<br />Il Segretario generale della CCA ha affermato: "La visita del gruppo pastorale è un'espressione della solidarietà delle Chiese asiatiche con il popolo, e con le Chiese dello Sri Lanka. Il messaggio portato dall'équipe sarà condiviso nelle ampie piattaforme ecumeniche internazionali, e specialmente durante l'Assemblea Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese che si terrà a Karlsruhe, in Germania, entro la fine di agosto".<br />"Lo Sri Lanka, un tempo considerata nazione con alti livelli di istruzione e tenore di vita, è oggi diventato una nazione in cui masse di persone povere lottano per vivere con dignità e per superare la crisi economica e l'instabilità politica". crisi litica Di qui l'appello urgente: "Il collasso economico dello Sri Lanka richiede un'attenzione globale immediata da parte della comunità internazionale e la piena solidarietà delle Chiese, per evitare un'altra tragedia umana", ha detto Chunakara, .<br />Tra la popolazione si registrano rabbia e angoscia, che alimentano la "aragalaya", la parola singalese per "lotta". Il termine "aragalaya" è utilizzato per descrivere il raduno quotidiano di persone che si ritrovano al "Galle Face" nella capitale Colombo, ed è iniziato con la richiesta di dimissioni al governo accusato di corrotto.<br />Il movimento popolare, e le manifestazioni quotidiane, hanno segnato 100 giorni il 17 luglio. Inizialmente il primo ministro Mahinda Rajapaksa si è dimesso , successivamente costringendo suo fratello Gotabaya Rajapaksa ha lasciato il paese il 15 luglio. Il presidente è stato cacciato dal suo ufficio dai manifestanti, che hanno poi occupato la residenza presidenziale. Il Parlamento ha eletto un nuovo Presidente.<br />L'inflazione del paese ha raggiunto un livello record di quasi il 55%, mentre l'inflazione sui prezzi degli alimenti è salita all'81%. La crisi economica e la crisi legata al debito estero - per cui la nazione è insolvente - sono state aggravate dal politiche agricole affrettate, che hanno incluso il divieto di usare fertilizzanti.<br />Il paese è andato in default sul suo debito estero di 51 miliardi di dollari nel maggio del 2022 e, a causa della carenza di valuta estera, lotta per pagare le importazioni essenziali, come carburante, cibo e medicine. L'inflazione del prezzi del cibo, saliti alle stelle, ha spinto le persone nella povertà e alla malnutrizione. <br />Le Nazioni Unite stimano che quasi 5,7 milioni di persone, metà delle quali bambini, hanno bisogno di aiuti umanitari. L'UNICEF afferma che quasi un bambino su due in Sri Lanka necessita di una forma di assistenza per alimentazione, assistenza sanitaria, acqua potabile pulita, istruzione e servizi di salute mentale.<br /> Sat, 13 Aug 2022 11:27:04 +0200EUROPA/ESTONIA - Una mostra dedicata all’impegno culturale e pastorale dell’Arcivescovo Profittlich, costruttore della Chiesa locale e martirehttp://fides.org/it/news/72665-EUROPA_ESTONIA_Una_mostra_dedicata_all_impegno_culturale_e_pastorale_dell_Arcivescovo_Profittlich_costruttore_della_Chiesa_locale_e_martirehttp://fides.org/it/news/72665-EUROPA_ESTONIA_Una_mostra_dedicata_all_impegno_culturale_e_pastorale_dell_Arcivescovo_Profittlich_costruttore_della_Chiesa_locale_e_martireTallinn - “Vorremmo far conoscere meglio alla gente, specialmente alle nuove generazioni, la storia del Servo di Dio Eduard Profittlich SJ e della Chiesa Cattolica in Estonia”. Così Marge-Marie Paas, postulatrice diocesana della causa di beatificazione del gesuita e collaboratrice esterna di padre Pascual Cebollada SJ, postulatore generale della Compagnia di Gesù presso la Congregazione per le Cause dei Santi, commenta con l’Agenzia Fides l’inaugurazione della mostra dedicata all’Arcivescovo Profittlich, tenutasi l’8 agosto presso il Ministero degli Esteri della Repubblica di Estonia, alla presenza del Ministro degli Esteri Urmas Reinsalu e del Vescovo cattolico residente a Tallinn, mons. Philippe Jourdan, Amministratore apostolico d’Estonia. <br />Si tratta della quarta tappa per questa mostra itinerante, dopo quelle nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Tallin, nella scuola cattolica di Tartu e presso il Parlamento estone. Nato in una famiglia contadina di un villaggio meridionale dell’Impero tedesco, Eduard Profittlich entrò nella Compagnia di Gesù a 23 anni, nei Paesi Bassi, dal momento che allora i gesuiti erano stati banditi dai territori del Secondo Reich. Nominato da Pio XI Amministratore Apostolico d’Estonia il 5 maggio 1931, la sua vocazione coincise con la rifondazione e la riorganizzazione della Chiesa Cattolica in Estonia. Il suo impegno in ambito culturale e pastorale, in costante dialogo non solo con il piccolo gruppo locale di cattolici, ma anche con gli aderenti alle altre confessioni cristiane presenti in Estonia, lo portò a farsi prossimo sia dell’intelligencija della repubblica baltica che dei più umili. A riprova della dedizione totale con cui svolse i compiti affidatigli dalla Santa Sede, nel 1935 chiese e ottenne la cittadinanza estone. Con la consacrazione ad arcivescovo nel 1936 e la scelta di non lasciare la sua cattedra durante l’invasione sovietica del giugno del 1940, nonostante avesse avuto la possibilità di scappare, scelse di legare il proprio destino a quello del popolo estone. Le persecuzioni religiose da parte sovietica non risparmiarono l’arcivescovo di Tallin: arrestato nel giugno 1941, fu deportato a Kirov, città russa a circa 950 km da Mosca, dove morì in prigione nel 1942. La mostra, voluta in occasione degli ottant’anni dal suo martirio, rientra anche nell’ambito delle celebrazioni del primo centenario del riconoscimento diplomatico della Repubblica di Estonia da parte della Santa Sede, avvenuto de facto nel 1919 e de iure nel 1921. L’esposizione, curata dalla dottoressa Paas, è stata realizzata grazie ai fondi della Renovabis, organizzazione di soccorso per l’Europa orientale della Chiesa cattolica in Germania, della Bonifatiuswerk, istituzione di beneficenza nata a sostegno dei cattolici della DDR, e alla collaborazione di alcuni volontari. La mostra si è già rivelata un luogo prezioso di condivisione di numerose storie singolari. Infatti, molti visitatori hanno raccontato spontaneamente ai presenti episodi legati alla vita personale o familiare di quegli anni in cui la libertà di espressione e di professare la propria fede erano costantemente minacciate. “La mostra ha aperto il cuore di tanti. È importante commemorare la vita di un Servo di Dio attraverso conferenze, articoli e iniziative come questa, per contribuire a diffondere la storia del suo martirio e, così, favorire il riconoscimento della sua santità”, continua la dottoressa Paas. È questo patrimonio di storie di sacrificio e fedeltà alla Chiesa Cattolica durante i quasi cinquant’anni di occupazione sovietica, prima fra tutte quelle del prossimo Beato Eduard Profittlich SJ, che si vuole conservare e far conoscere ai giovani estoni di oggi. Attualmente, la comunità cattolica in Estonia è molto piccola, composta da circa 6 mila fedeli, ovvero lo 0,5% del totale della popolazione: Eduard Profittlich è il primo religioso estone avviato verso la beatificazione.<br /> <br />Sat, 13 Aug 2022 11:24:01 +0200AFRICA/KENYA - Attesa per l’esito del voto; i Vescovi “non diffondete dati ingannevoli”http://fides.org/it/news/72667-AFRICA_KENYA_Attesa_per_l_esito_del_voto_i_Vescovi_non_diffondete_dati_ingannevolihttp://fides.org/it/news/72667-AFRICA_KENYA_Attesa_per_l_esito_del_voto_i_Vescovi_non_diffondete_dati_ingannevoliNairobi – Non sono stati ancora resi noti i risultati delle elezioni presidenziali e parlamentari che si sono tenute in Kenya il 9 agosto. La Commissione Elettorale Indipendente non ha pubblicato un conteggio progressivo dei risultati né ha detto quando prevede di annunciare il vincitore, ma i conteggi dei media non ufficiali e talvolta contrastanti mostrano un confronto accesso tra l’ex Primo Ministro Raila Odinga, e il vicepresidente uscente William Ruto.<br />A proposito dei conteggi non ufficiali diffusi dai media i Vescovi cattolici avvertono che “mentre l'IEBC è costituzionalmente incaricato di proclamare i risultati, altri attori sono stati autorizzati a effettuare conteggi paralleli. Chiediamo a tutti coloro che lo fanno di informare la propria audience che tali risultati sono provvisori. Non si deve fuorviare l’opinione pubblica”.<br />La Conferenza Episcopale Keniana ha pubblicato un’apposita preghiera per chiedere al Signore di guidare il lavoro dei membri della IEBC. “Signore preghiamo che tu li guidi a svolgere questo compito con diligenza e coraggio. Possa tu effondere su di loro il tuo Spirito Santo perché siano fortificati per concludere pacificamente questa missione in modo da realizzare lo scopo ultimo a cui è destinata. Poiché l'IEBC continua a contare i voti per le diverse posizioni elettive, preghiamo che tu conceda loro la grazia divina di contare ogni voto con eccellenza e integrità. Concedi che l'infrastruttura tecnica ICT che supporta l'inoltro dei voti funziona bene senza incidenti, a gloria del tuo nome. Signore, ascolta gentilmente la nostra preghiera”.<br />A fine maggio i Vescovi in una dichiarazione avevano chiesto “ai leader politici di comportarsi con civiltà ed evitare di commettere frodi elettorali. Esortiamo inoltre tutti i concorrenti a mostrare rispetto reciproco, esercitare moderazione ed evitare insulti e dichiarazioni incendiarie che potrebbero suscitare odio etnico e violenza. Ricordiamo ai nostri leader che la competizione politica non dovrebbe mai alimentare l'odio etnico o concedere agli oppositori politici l'opportunità di regolare i conti attraverso scontri violenti e minacce”. “I nostri leader dovrebbero sapere che le elezioni vanno e vengono, ma la nostra nazione rimarrà a lungo dopo che tutti noi saremo andati via. Dobbiamo proteggerla per le generazioni presenti e future” sottolineavano i Vescovi.<br />Finora non sono stati segnalati incidenti gravi o violenze ma nel Paese rimane il ricordo dei gravissimi scontri con migliaia di morti che seguirono le elezioni del dicembre 2007. <br />Fri, 12 Aug 2022 11:39:29 +0200ASIA/PAKISTAN - Diritti, istruzione, libertà di fede: urgono leggi e politiche efficaci per la protezione delle minoranzehttp://fides.org/it/news/72664-ASIA_PAKISTAN_Diritti_istruzione_liberta_di_fede_urgono_leggi_e_politiche_efficaci_per_la_protezione_delle_minoranzehttp://fides.org/it/news/72664-ASIA_PAKISTAN_Diritti_istruzione_liberta_di_fede_urgono_leggi_e_politiche_efficaci_per_la_protezione_delle_minoranzeIslamabad - Il governo deve introdurre tutele legali e amministrative per proteggere le minoranze dalle violazioni dei diritti umani, adottare misure serie per fermare le conversioni religiose forzate, prevenire l'uso improprio delle leggi sulla blasfemia, assegnare il 5% di posti di lavoro alle minoranze religiose. Sono tra le richieste avanzate nella conferenza pubblica organizzata ieri, 11 agosto, a Karachi dall'Organizzazione non governativa "Voice for Justice", in occasione della Giornata nazionale delle minoranze <br />Come appreso da Fides, il portavoce dell'Ong, Ilyas Samuel, ha affermato: “Chiediamo legali e amministrative. Vogliamo realizzare il Pakistan promesso dal fondatore del Pakistan Muhammad Ali Jinnah, dove tutti hanno libertà e uguali diritti”. Citando i casi di blasfemia, Ilyas Samuel ha ricordato: "La maggior parte dei casi di blasfemia, spesso usata per colpire intenzionalmente i cristiani, si basa su accuse inventate che fanno sì che l'imputato debba affrontare diversi anni di reclusione; al contrario, il denunciante che presenta false accuse gode dell'impunità. A volte l'accusa sfocia in violenze di massa contro i membri delle comunità minoritarie”.<br />“La nostra società - spiega Samuel a Fides - è stata intossicata da odio, discriminazione ed estremismo a causa dell'inerzia da parte della macchina governativa, che ha provocato un aumento degli episodi di intolleranza e violenza in nome della religione. Urge intervenire contro coloro che attaccano le minoranze religiose”.<br />Nuzhat Shireen, musulmana e presidente della Commissione sullo status delle donne nella Provincia del Sindh, ha dichiarato: “Il fondatore del Pakistan, Muhammad Ali Jinnah immaginava che il Pakistan diventasse un paese pacifico, dove non vi fossero discriminazioni, intolleranze e violenze e tutti i cittadini potessero godere dell'uguaglianza di diritti, di pari opportunità, liberi di praticare la propria fede. Oggi il governo deve introdurre riforme nelle leggi e nelle politiche che colpiscono le minoranze”.<br />Naghma Shiekh, rinomata attivista per i diritti delle donne, ha aggiunto: "A tutti i cittadini è garantito il diritto alla libertà religiosa nell'articolo 20 della Costituzione del Pakistan. E' illegale e immorale costringerli a cambiare la loro fede ricorrendo a minacce, coercizione o manipolazione”. “La mancata applicazione delle leggi nazionali esistenti - ha proseguito - rimane un impedimento fondamentale per prevenire le conversioni religiose forzate e consente ai perpetratori di compiere crimini con il pretesto della conversione della fede e del matrimonio”.<br />Intervenuto alla conferenza, Jaipal Chabbria, leader indù e membro della Commissione per le minoranze nazionali, ha chiesto il rispetto dei diritti delle minoranze religiose, osservando: “Bisogna che le istituzioni e i cittadini, nella mentalità comune, accettino apertamente la diversità religiosa e la parità di status tra cittadini di fedi differenti. Spetta al governo federale e a quelli provinciali colmare le lacune nella governance e affrontare i gravi problemi che le minoranze affrontano in Pakistan".<br />Il cristiano Naveed Anthony, membro dell'Assemblea provinciale del Sindh, sottolineando i problemi nel campo dell'occupazione per le minoranze religiose, ha affermato: "La disposizione di riservare la quota del 5% dei posti di lavoro per le minoranze deve essere implementato efficacemente. Il governo deve approntare strutture educative ed educare le comunità emarginate in modo che possano soddisfare i criteri di ammissibilità per usufruire di posti di lavoro dignitosi”.<br />Al fine di garantire l'uguaglianza dei diritti, la libertà religiosa e la tolleranza religiosa, secondo la Costituzione del Pakistan, "The Voice for Justice" insieme con i leader di varie comunità delle minoranze religiose ha invitato al governi federale e ai governi provinciali un Memorandum in cui si chiede di adottare le seguenti misure per migliorare la vita delle minoranze in Pakistan:<br />• Intraprendere azioni affermative per la protezione, la promozione e l'adempimento dei diritti delle minoranze, in particolare nel contesto della riforma del sistema di giustizia civile e penale, per renderlo più sensibile ai bisogni delle vittime delle comunità minoritarie.<br />• Costituire un comitato di esperti composto da giuristi e attivisti per i diritti umani per rivedere il progetto di legge che introduce garanzie contro le conversioni religiose forzate, in conformità con gli standard internazionali sui diritti umani;<br />• Studiare un disegno di legge per modificare la legge sulla restrizione del matrimonio minorile e presentarlo alle assemblee legislative nazionali e provinciali, per garantire che l'età minima per il matrimonio sia fissata a 18 anni sia per i ragazzi che per le ragazze e il matrimonio con minorenni sia dichiarato nullo. Come misura provvisoria, va sospesa la convalida di eventuali matrimoni associati a conversioni religiose di fede da parte dei magistrati;<br />• Presentare nella legislazione nazionale e provinciale un disegno di legge che criminalizzi le conversioni forzate, istituendo Commissioni permanenti in Parlamento; <br />• Garantire che le accuse di conversione forzata e matrimonio forzato siano indagate in modo indipendente, imparziale e tempestivo, assicurando il diritto a un processo equo, e l'accesso alla giustizia da parte delle vittime; <br />• Garantire che tutti coloro che incitano o commettono violenza contro altri sulla base di accuse di blasfemia, così come coloro che accusano falsamente altri di blasfemia, siano assicurati alla giustizia e debitamente puniti;<br />• Revisionare i curriculum di studi e i libri di testo adottati nelle scuole pubbliche per far sì che l'istruzione sia strumento per promuovere la diversità e la coesione sociale, in conformità con l'articolo 22 della Costituzione del Pakistan, che garantisce che "nessuna persona che frequenta un istituto di istruzione deve ricevere l'istruzione religiosa diversa dalla sua”.<br />• Introdurre nelle scuole pubbliche una materia dell'Educazione religiosa e etica, alternativa allo studio dell'Islam, per consentire agli studenti delle minoranze di conoscere e studiare le rispettive religioni.<br /> Fri, 12 Aug 2022 10:08:25 +0200AFRICA/ESWATINI - Il Vescovo: la difficile strada per il dialogo segnata dall'incertezzahttp://fides.org/it/news/72663-AFRICA_ESWATINI_Il_Vescovo_la_difficile_strada_per_il_dialogo_segnata_dall_incertezzahttp://fides.org/it/news/72663-AFRICA_ESWATINI_Il_Vescovo_la_difficile_strada_per_il_dialogo_segnata_dall_incertezzaManzini - “Se dovessi riassumere la situazione che sta vivendo eSwatini utilizzerei il termine ‘incertezza’. È questo lo stato d’animo che meglio rappresenta e identifica da tempo la situazione e di questo parlo ormai spesso lanciando messaggi sui social media: non sappiamo veramente quale sia la strada che si vuole intraprendere in questo momento e nessuno comunica molto a riguardo. A giugno 2021, quando sono scoppiate le violenze, noi, come Consiglio della Chiese cristiane dello Swaziland, abbiamo parlato direttamente con il Primo ministro incaricato, portando la proposta di puntare sul dialogo, e ci è stato detto che la risposta migliore, nella situazione del paese, era il dialogo nazionale. Sono passati mesi e a febbraio il Ministro delle finanze ha dichiarato di poter organizzare un dialogo ad alto livello. Infine, di recente, abbiamo sentito dire che è stato selezionato un team per dare forma a questo dialogo. Siamo arrivati ad agosto e attediamo notizie”. Mons. José Luís Gerardo Ponce de León, Missionario della Consolata e Vescovo di Manzini, unica diocesi di eSwatini, spiega così il complicato momento del piccolo paese dell’Africa Australe in una intervista rilasciata all’Agenzia Fides da Johannesburg dove si trovava per una sessione della Conferenza dei Vescovi dell’Africa del Sud . Poco più di un anno fa, il piccolo Stato africano, ultima monarchia assoluta d’Africa, è precipitato nel caos a seguito di manifestazioni di massa represse dalle forze di polizia, e ora si sta cercando la via per tornare alla anormalità<br />Nota il Presule: “Per ben due volte la situazione di eSwatini era destinata a occupare l’agenda della Southern African Development Community ed entrambe le volte è scomparso dall’ordine del giorno. L’incontro previsto per il 19 luglio scorso con le nostre autorità è stato cancellato e pochi giorni prima abbiamo saputo da alcune fonti che eSwatini non era pronto. Ma il governo sosteneva, al contrario, di essere pronto e che la mancata partecipazione non era da ascrivere ad eSwatini. Anche in questo caso, non c’è stata una comunicazione chiara e il popolo resta nell’incertezza”. <br />Nell’anno trascorso da quando sono esplose violenze e scontri, la tensione, scesa rispetto agli inizi, resta latente. Nel Paese si registra ancora inquietudine sociale. “Possiamo dire che siamo in una situazione di violenza di bassa intensità – riprende il Vescovo – che ci fa ricordare che nulla è ancora stato risolto. Appena fuori da Manzini alcuni poliziotti sono stati uccisi in pieno giorno. A marzo, poi, qualcuno ha bruciato la biblioteca di una scuola vicina al Mozambico, in una delle zone più povere del paese, mentre di tanto in tanto giungono notizie di edifici dati alle fiamme, ma non è chiaro quale sia la matrice. Sembra un modo per farci capire che la questione non è ancora risolta. Non sono chiari gli autori dei vari attentati occorsi in questi mesi nel Paese”. <br />eSwatini, per quanto un paese provato da povertà e problemi sociali, non ha mai conosciuto la violenza prima del giugno 2021. L’unica via per affrontare e risolvere la situazione è il dialogo, ma non sembra una strada facile: “Quando ero in Colombia partecipavo agli sforzi per il dialogo nazionale; l’elemento più importante era sapere chi fossero gli interlocutori, era chiaro chi erano i leader con cui intavolare un dialogo. Qui, se non sono chiari gli interlocutori. è difficile iniziare un processo di dialogo. Da parte sua, il governo, da quando sono scoppiati i disordini, ha voluto dare l’impressione di provare ad affrontare i problemi sociali e ha cercato di migliorare i servizi di base, le strade. Ma c’è un grido di tipo politico, al di là di quello sociale, che non viene ascoltato. C’è una richiesta di diritti e rappresentanza che la popolazione presenta. Esiste il rischio che a novembre il Re Mswati III – che entra in un periodo di ritiro rituale e non incontra il pubblico almeno fino a febbraio, marzo – non sarà disponibile e verrà tutto ancora rimandato. Nel 2023, inoltre, si dovrebbero tenere le elezioni nazionali, un momento molto importante. Ma anche in questo caso, non sappiamo se ci sarà dialogo prima delle elezioni o se saranno le elezioni a decidere il futuro”.<br />La Chiesa cattolica, riferisce il Presule, è direttamente impegnata per favorire una via pacifici e un incontro che eviti la violenza e punti a una riconciliazione nazionale: “Come Chiesa cattolica, abbiamo cercato di insistere molto sull’ importanza della non violenza: nessuna risposta alla nostra situazione può venire dalla violenza. Regolarmente viviamo momenti di preghiera per la pace e chiediamo a tutti di essere costruttori di pace e armonia". Inoltre nota il Vescovo: "Nel frattempo è stato redatto documento che illustrava una possibile road map per il dialogo voluto dalla Sadc. A marzo scorso, tale documento, era pronto e ci dissero che tutti i gruppi avrebbero dovuto averlo a disposizione. Il report è nelle mani del governo ma non è mai stato presentato alla popolazione. Nel frattempo si alza il grido per la situazione sociale in questo momento, ancora più difficile di prima. La guerra in Ucraina ha fatto alzare i prezzi dei carburanti del 100% e ciò sta avendo un grave impatto su di noi". <br />Infine, rileva il vescovo, "un’altra difficoltà che ci troviamo ad affrontare è quella relativa al sistema politico. Secondo alcuni, va riconsiderato il sistema politico della nazione. Molti giovani non hanno mai preso parte alla Costituzione del 2005 e vi sono quanti non concordano con questo sistema di governo. E' importante costruire insieme un futuro di giustizia e prosperità per la nazione”. <br /> <br />Fri, 12 Aug 2022 14:24:13 +0200ASIA/HONG KONG - L’impegno del Consiglio consultivo per il matrimonio cattolico: accompagnamento spirituale e concreto alle coppiehttp://fides.org/it/news/72662-ASIA_HONG_KONG_L_impegno_del_Consiglio_consultivo_per_il_matrimonio_cattolico_accompagnamento_spirituale_e_concreto_alle_coppiehttp://fides.org/it/news/72662-ASIA_HONG_KONG_L_impegno_del_Consiglio_consultivo_per_il_matrimonio_cattolico_accompagnamento_spirituale_e_concreto_alle_coppieHong Kong – Accompagnamento spirituale, camminare insieme senza giudizio: questa è la missione compiuta in 55 anni dal Consiglio consultivo per il matrimonio Cattolico di Hong Kong , organizzazione cattolica di volontariato fondato nel 1965 dal gesuita p . Edward Collins, S.J. , che ne fu anche il primo presidente. Oggi un suo confratello, il Vescovo di Hong Kong, mons. Stephen Chow Sau Yan, S.J. ha preso il timone divenendo presidente della organizzazione, che si dedica a promuovere e tutelare il sacramento del matrimonio nelle coppie cristiane. Secondo quanto riporta il Kung Kao Po, bollettino settimanale della diocesi di Hong Kong, presiedendo la solenne Celebrazione eucaristica dell’ anniversario dei 55 anni di fondazione, mons. Chow ha sottolineato “che il ruolo primario della Chiesa è essere ospedale da campo, non aula della scuola o inquisizione”. Il Vescovo ha sollecitato i membri del Consiglio di “salvaguardare il matrimonio tra una donna e un uomo, promessa matrimoniale per la vita intera. Inoltre, dovete curare le ferite delle coppie e degli altri soggetti coinvolti per promuover Una vita matrimoniale felice”. “Il nostro scopo – ha aggiunto - è trasmettere la verità e il messaggio di amore del Signore, senza scivolare alla predica dogmatica”. Insomma, ha concluso, bisogna “contagiare gli altri con l'amore. Una persona deve sentirsi amata e rispettata dagli altri, indipendentemente dalla sua situazione coniugale o familiare”. <br />Durante la Celebrazione eucaristica, i partecipanti hanno recitato insieme la preghiera del Congresso mondiale della Famiglia per vivere in pienezza la vocazione nella famiglia. Infine, mons. Chow ha consegnato le nomine ai volontari del Consiglio che prestano servizio nei gruppi diocesani dedicati alla tutela della famiglia naturale e alla formazione prematrimoniale.<br />Secondo la Direttrice generale del Consilio, la sig.ra Chiu Chui Yuen Fun, la pandemia ha creato spesso anche tensioni nei rapporti coniugali. “Seguendo il suggerimento sull’arte dell’accompagnamento, indicato da Papa Francesco nel documento Amoris Laetitia, abbiamo in programma di collaborare con le parrocchie per la formazione della famiglia cristiana, per un sostegno alle famiglie, per aiutare le coppie ad uscire dalla difficoltà attraverso comprensione, compagnia e aiuti concreti”.<br /> <br /><br /><br /><br />Fri, 12 Aug 2022 13:16:47 +0200ASIA/TIMOR EST - La Chiesa esorta i cittadini a partecipare al Censimento della popolazionehttp://fides.org/it/news/72661-ASIA_TIMOR_EST_La_Chiesa_esorta_i_cittadini_a_partecipare_al_Censimento_della_popolazionehttp://fides.org/it/news/72661-ASIA_TIMOR_EST_La_Chiesa_esorta_i_cittadini_a_partecipare_al_Censimento_della_popolazioneDili - La Chiesa cattolica a Timor Est esorta la popolazione a prendere parte attivamente all'imminente Censimento Generale della popolazione che , previsto nell'autunno 2022, sarà lanciato ufficialmente il 15 agosto. In un recente incontro il team della Direzione Generale di Statistica, guidato dal Direttore Elias dos Santos Ferreira, Presidente della Commissione tecnica per il Censimento 2022, ha incontrato il Cardinale eletto, Dom Virgilio Do Carmo da Silva, Arcivescovo di Dili, il quale ha concordato sulla bontà dell'iniziativa e sulla necessaria partecipazione di tutti i cittadini timoresi. In un messaggio rivolto alla popolazione, l'Arcivescovo ha detto: "I dati delle persone e delle famiglie, raccolti e rielaborati a livello nazionale, aiuteranno il governo a formulare politiche e programmi adeguati", invitando i cittadini a coinvolgersi attivamente.<br />Il Censimento 2022, che si svolgerà dal 4 settembre al 5 ottobre su tutto il territorio nazionale, sarà il quarto di questa natura di Timor Est, dopo quelli realizzati nel 2004, 2010 e 2015. Secondo la legislazione, il censimento ha cadenza quinquennale.<br />Il Censimento generale della popolazione si propone di contare e caratterizzare la popolazione residente a Timor Est, nonchè di rilevare le abitazioni esistenti e le loro condizioni di abitabilità, attraverso la raccolta esaustiva di elementi e dati, operata con una ricerca sul campo e il trattamento statistico dei dati raccolti.<br />Il governo di Timor Est ha stanziato 3,1 milioni di dollari per l'attività di censimento, richiedendo fondi aggiuntivi da agenzie internazionali delle Nazioni Unite, come UN Women, World Food Programme e United Nations Population Fund. Secondo il censimento condotto a Timor Est a luglio 2015, la popolazione totale era di 1.167.242 persone, con un aumento del 9,46% rispetto al 2010, mentre ora, secondo le proiezioni la popolazione timorese è di circa 1,3 milioni. <br />Timor Est, la democrazia più giovane dell'Asia, comprende la metà orientale dell'isola di Timor, mentre la metà occidentale fa parte dell'Indonesia. Ha una superficie di 15.000 chilometri quadrati, e il 97% gli abitanti è di religione cattolica. Il 20 maggio scorso il paese ha celebrato il 20° anniversario dell'indipendenza di Timor Est dall'Indonesia, che lo ha occupato per 24 anni. <br /> Thu, 11 Aug 2022 12:08:26 +0200AFRICA/NIGERIA - Catturati i responsabili della strage di Pentecoste nella chiesa di Owohttp://fides.org/it/news/72660-AFRICA_NIGERIA_Catturati_i_responsabili_della_strage_di_Pentecoste_nella_chiesa_di_Owohttp://fides.org/it/news/72660-AFRICA_NIGERIA_Catturati_i_responsabili_della_strage_di_Pentecoste_nella_chiesa_di_OwoAbuja - Sono stati catturati Altri due presunti responsabili della strage della domenica di Pentecoste nella chiesa cattolica di San Francesco Saverio a Owo, nello stato di Ondo ). Lo ha annunciato ieri, 10 agosto il Direttore delle informazioni della Difesa, il maggiore generale Jimmy Akpor che ha fornito i nomi dei sospetti come Al-Qasim Idris e Abdulhaleem Idris, rivelando che sono stati arrestati il 9 agosto a Omialafara , Ose LGA, Ondo State.<br />Il 9 agosto l’esercito nigeriano aveva annunciato l’arresto di altri quattro persone accusate della strage nella chiesa cattolica. L’annuncio era stato dato ai media dal Capo di stato maggiore della difesa nigeriano, il generale Lucky Irabor secondo il quale gli arresti sono stati effettuati il 1° agosto grazie a un'operazione combinata da parte di personale militare e DSS a Eika, Okehi LGA, Stato di Kogi. Tra gli arrestati figurano Idris Abdulmalik Omeiza , Momoh Otohu Abubakar, Aliyu Yusuf Itopa e Auwal Ishaq Onimisi.<br />"Volevamo presentare immediatamente i sospetti al pubblico, ma non abbiamo potuto perché alcune indagini sono ancora in corso", ha detto il generale che ha annunciato anche la cattura il 7 agosto ad Aiyetorosi, nello Stato di Ondo, di Idris Ojo , uno dei membri di alto profilo dello Stato Islamico nella provincia dell'Africa occidentale che sono fuggiti dalla prigione di Kuje. "Ojo stava pianificando altri attacchi mortali e stava perfezionando quei piani insieme ai suoi compari prima di essere catturato" ha affermato il Capo di Stato maggiore della difesa. “A tempo debito, il mondo vedrà chi c’è dietro ad altri attacchi nel Paese” ha aggiunto. Secondo le autorità anche la strage nella chiesa di Owo è opera dell’ISWAP. Arakunrin Akeredolu, il governatore dello stato di Ondo, ha detto che anche una persona che aveva fornito alloggio ai sospetti prima dell'attacco è stata arrestata.<br />L'attacco del 5 giugno alla chiesa cattolica di San Francesco Saverio ha provocato la morte di circa 40 persone e, 80 feriti. <br />L'ISWAP ha rivendicato la responsabilità di una serie di attacchi e dell'assalto alla prigione ad Abuja all'inizio di luglio che ha permesso la fuga di più di 400 detenuti, la maggior parte dei quali sono stati poi ricatturati dalle forze dell’ordine.<br />I Vescovi da tempo avvertono che la situazione della sicurezza in Nigeria è fuori controllo . <br /><br />Thu, 11 Aug 2022 11:24:36 +0200ASIA/GIAPPONE - La pace è responsabilità di tuttihttp://fides.org/it/news/72659-ASIA_GIAPPONE_La_pace_e_responsabilita_di_tuttihttp://fides.org/it/news/72659-ASIA_GIAPPONE_La_pace_e_responsabilita_di_tuttiTokyo - “Questo è un anno in cui la pace è stata violentemente calpestata. La dignità della vita è trascurata e la sua protezione è stata messa da parte. Per i nostri dieci giorni di preghiera per la pace, quest'anno ci troviamo nel mezzo di una nuova crisi per la vita”: è quanto mons. Isao Kikuchi, Arcivescovo di Tokyo e Presidente della Conferenza episcopale del Giappone nel Messaggio intitolato “Dieci giorni di preghiera per la pace”, che la Chiesa nipponica celebra dal 6 al 15 agosto, per commemorare le due esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki e invocare la protezione della beata Vergine Marian, nella festa dell'Assunzione della Vergine, il 15 agosto..<br />Il Presule ricorda che Papa Francesco ha sottolineato l'importanza della solidarietà nella protezione della vita e nell'affrontare la crisi. Prendendo atto dei conflitti che attraversano il pianeta, l'Arcivescovo si dice preoccupato del fatto che alla crisi pandemica si aggiunga quella della guerra. Riferendosi al conflitto in Ucraina, mons. Kikuchi stigmatizza "l'atto violento di una grande potenza che ha calpestato i crescenti sforzi della comunità internazionale nella sua ricerca della pace", ricordando "i desideri di tante persone che vogliono proteggere la vita e cercare la pace".<br />“Durante la pandemia abbiamo imparato dall'esperienza che sostenersi a vicenda e prendersi cura della vita gli uni degli altri è il modo migliore per proteggere la vita. La pace non è semplicemente l'assenza di conflitto, ma è una situazione in cui i vari fattori della società, potenzialmente generatori di conflitti, vengono rimossi e la vita è vissuta in reciproco sostegno”, osserva.<br />“Ora il mondo è travolto dalla sensazione che la pace può essere conquistata attraverso la violenza. Ma ciò calpesterebbe solo la vera pace”, rileva il testo del Messaggio che cita il messaggio pasquale "Urbi et Orbi", pronunciato da Papa Francesco il 17 aprile, in cui il Pontefice ha invocato: “Per favore, per favore, non ci abituiamo alla guerra! Impegniamoci tutti a implorare la pace, dai nostri balconi e nelle nostre strade! Pace! Possano i capi delle nazioni ascoltare la richiesta di pace delle persone”.<br />Ribadendo con dolore che la guerra causa profonda crisi alla vita di migliaia di persone, costrette a lasciare le proprie case e a fuggire e affrontare pericoli, il Presidente dei Vescovi nipponici rileva: "Il dono della vita di Dio deve essere custodito dall'inizio alla fine. Chi di noi vive in questa casa comune è chiamato a promuovere la eco-giustizia, cioè a difendere la vita umana dal concepimento alla morte, così come tutte le forme di vita sulla Terra”. <br /> “Nei nostri Dieci giorni di preghiera per la pace - conclude il testo rivolgendosi ai fedeli giapponesi - ci viene dato il tempo per riflettere e agire per la pace. Ogni guerra porta con sé conseguenze che colpiscono l'intera famiglia umana: dal dolore e dal lutto al dramma dei profughi, fino alla crisi economica e alimentare .Lasciamoci conquistare dalla pace di Cristo! La pace è possibile; la pace è un dovere; la pace è la responsabilità primaria di tutti”.<br /> Thu, 11 Aug 2022 10:29:58 +0200ASIA/PAKISTAN - L'11 agosto è la Giornata delle minoranze: la società civile solleva la questione dei dirittihttp://fides.org/it/news/72658-ASIA_PAKISTAN_L_11_agosto_e_la_Giornata_delle_minoranze_la_societa_civile_solleva_la_questione_dei_dirittihttp://fides.org/it/news/72658-ASIA_PAKISTAN_L_11_agosto_e_la_Giornata_delle_minoranze_la_societa_civile_solleva_la_questione_dei_dirittiIslamabad - “Partiamo dalla questione delle conversione forzate, un piaga per la vita delle minoranze religiose del Pakistan. Vi sono fattori estremamente preoccupanti dietro questa mentalità malvagia, come l'abuso dei diritti umani fondamentali, la discriminazione, la povertà, l'assenza dello stato di diritto. L'inazione del governo in merito a questo problema incoraggia i perpetratori che utilizzano la fede per coprire crimini contro le donne delle minoranze. I membri della comunità delle minoranze religiose, deboli e poveri, non sono in grado di difendersi per ottenere giustizia”: lo afferma in un colloquio con l'Agenzia Fides il leader laico cattolico Peter Jacob, noto attivista per i diritti umani in Pakistan in occasione della Giornata delle minoranze in Pakistan che si celebra ogni anno l'11 agosto. <br />Jacob, che per circa 30 anni è stato Segretario esecutivo della Commissione cattolica per la giustizia e la pace , nella Conferenza episcopale del Pakistan, ora dirige il "Centro per la giustizia sociale" , rileva: "Bisognerebbe riconoscere e affrontare la questione dell'abuso dei diritti sulle minoranze attraverso una adeguata legislazione, adottare specifiche misure per la protezione delle donne delle minoranze religiose. Urgono programmi di sensibilizzazione e di educazione per aumentare nella società pakistana la protezione e la consapevolezza sulla condizione di vulnerabilità ed emarginazione delle minoranze nel paese. Continueremo ad alzare la voce finchè lo stato non promuoverà la giustizia e il popolo pakistano non ne prenderà coscienza”.<br />Secondo i dati raccolti dal CSJ, nel 2021, 78 tra e donne adolescenti di comunità delle minoranze religiose sono state rapite e convertite con la forza all'Islam, con un aumento dei casi dell'80% rispetto all'anno 2020. Va detto, poi, che tali casi sono quelli ufficialmente registrati, e che molti altri non vengono denunciati. In occasione della Giornata per le Minoranze, i gruppi promotori dei diritti umani esprimono preoccupazione per la mancanza di tutele legali per proteggere le minoranze in Pakistan. Nel caso delle conversioni forzare - notano - si commettono crimini come sequestro di persona, falsificazione di documenti, violenza sessuale, che restano impuniti.<br />In occasione dell'11 agosto, il presidente della Ong "Voice for Justice", Joseph Jansen parlando all'Agenzia Fides, cita il messaggio del fondatore del Pakistan Muhammad Ali Jinnah nel suo storico discorso dell'11 agosto 1947, ispiratore per la scelta della data come "Giornata delle Minoranze". Jinnah disse: “Siamo tutti cittadini e uguali cittadini di uno Stato. Adesso credo che dovremmo tenere a mente questo come ideale, e comprenderete che, nel corso del tempo, gli indù cesseranno di essere indù e i musulmani di essere musulmani. Non in senso religioso, perché si tratta della fede personale di ciascun individuo, ma in senso politico di cittadini dello Stato”. E aggiunse: “Voi siete liberi. Liberi di andare nei vostri templi, nelle vostre moschee o in qualunque altro luogo di culto in questo Stato del Pakistan. Potrete appartenere a qualsiasi religione, casta o credo: questo non ha nulla a che fare con gli affari dello Stato”.<br />Joseph Jansen riferisce: “In occasione della Giornata delle minoranze nazionali, Voice for Justice, con altre organizzazioni, osserverà momenti di silenzio e commemorazioni, con letture e e manifestazioni pubbliche esortando il governo pakistano a introdurre garanzie concrete per la protezione delle minoranze religiose, in attuazione della visione di Muhammad Ali Jinnah". Occorre "riconoscere e sanzionare tutti gli atti di discriminazione, in particolare sulla base della religione e del credo, perchè l'uguaglianza e la libertà religiosa siano garantite, come afferma la Costituzione del Pakistan”, conclude Jansen.<br />La società civile Pakistan ricorda in particolare la figura del ministro cattolico Shahbaz Bhatti , ucciso in un attentato terroristico a Islamabad e martire della giustizia. Bhatti ha lasciato una preziosa eredità spirituale e conquiste civili e politiche come l'istituzione delle Giornata delle Minoranze l’11 agosto. Il ministro aveva a cuore l'anniversario dello storico discorso di Ali Jinnah alla nazione pakistana, con il quale si proclamarono uguali diritti per tutti i cittadini, senza distinzioni etniche o religiose. L'odierna Giornata delle Minoranze, istituita per iniziativa di Bhatti nel 2009, è eredità dell'impegno cristiano e umano di Shahbaz Bhatti, che volle così dare un segno tangibile di riconoscimento al ruolo delle minoranze in Pakistan e onorarne il contributo all’edificazione della nazione, fina dall'indipendenza. I temi che da allora contraddistinguono la Giornata sono: giustizia, lavoro, istruzione, rispetto dei diritti, stop alle conversioni forzate e a ogni discriminazione sociale e religiosa.<br /> <br />Wed, 10 Aug 2022 11:03:36 +0200AFRICA/CONGO RD - Barbarie a Kikwit: un prete ucciso da banditi armatihttp://fides.org/it/news/72657-AFRICA_CONGO_RD_Barbarie_a_Kikwit_un_prete_ucciso_da_banditi_armatihttp://fides.org/it/news/72657-AFRICA_CONGO_RD_Barbarie_a_Kikwit_un_prete_ucciso_da_banditi_armatiKinshasa - “Sua Eccellenza Mons. Timothée Bodika Mansiyai, Vescovo di Kikwit, è profondamente rattristato nell'annunciare ai suoi fedeli e alle persone di buona volontà la triste notizia della morte di padre Godefroid Pembele Mandon. Raccomandiamo l'anima dell'illustre defunto le vostre ferventi preghiere” si legge nel necrologio firmato il 7 agosto 2022 da don Francis-Emmanuel Kimwanga, Cancelliere della diocesi di Kikwit, e letto alla radio diocesana.<br />“P. Pembele è stato ucciso a colpi di armi da fuoco nella notte dal 6 al 7 agosto 2022, presso la parrocchia di San Giuseppe Mukasa a Kikwit da parte di banditi armati che hanno assalito la chiesa. Trasferito a Kinshasa, è morto domenica 7 agosto 2022 al centro ospedaliero Olive Lembe Kabila di Nsele,<br />Nella stessa notte, dal 6 al 7 agosto 2022, anche un'altra parrocchia situata nella stessa città di Kikwit, Saint Murumba, è stata attaccata da banditi armati “che hanno derubato delle donne che si stavano preparando alla prima messa di un nuovo prete e hanno portato via molti beni a un catechista", affermano fonti concordanti.<br />In un messaggio di cordoglio, il signor Thesky Mayoko, notabile del luogo, scrive: “Condivido il dolore con tutta la Comunità cristiana cattolica della città di Kikwit. E condanno con forza questa barbarie che attualmente domina nella città di Kikwit. Faccio appello alle autorità politico-amministrative della città di Kikwit affinché aprano un'inchiesta giudiziaria per rintracciare tutti gli autori di questo crimine per rispondere dei loro atti criminali davanti ai tribunali”. <br />Wed, 10 Aug 2022 10:13:54 +0200AFRICA/MALAWI - L'Arcidiocesi di Lilongwe avvia il Sinodo diocesanohttp://fides.org/it/news/72656-AFRICA_MALAWI_L_Arcidiocesi_di_Lilongwe_avvia_il_Sinodo_diocesanohttp://fides.org/it/news/72656-AFRICA_MALAWI_L_Arcidiocesi_di_Lilongwe_avvia_il_Sinodo_diocesanoLilongwe - Ha preso avvio lo scorso 30 luglio nell’Arcidiocesi di Lilongwe in Malawi il Sinodo diocesano 2022-2023 sul tema “Discernere con lo Spirito Santo”: è il terzo percorso sinodale diocesano dopo quello del 1973-1975 sancito dal Vescovo Patrick Kalilombe per promuovere fra i fedeli la necessità di una partecipazione attiva e quello del 2004-2006, voluto dal Vescovo Chimole per richiamare l'importanza del ministero collaborativo e dell'unità. Il percorso si inserisce anche nel cammino del più ampioSinodo sulla sinodalità che la Chiesa universale sta vivendo.<br />L'Arcidiocesi di Lilongwe ha invitato tutte le persone a camminare insieme: “Tutti i cattolici sono invitati ad ascoltare con cuore e mente aperti, a condividere le proprie esperienze vissute e a fare spazio alle voci di quelli spesso emarginati o esclusi. Proprio come la prima assemblea a Gerusalemme ha sanato le tensioni tra i membri della prima comunità cristiana, un sinodo come questo dovrebbe essere fondamentalmente un processo di guarigione, sia dalle ferite subite all'interno della Chiesa, sia da quelle vissute in altri ambiti della nostra vita e delle nostre relazioni”. <br />P. Vincent Mwakhwawa, presidente dell’Assemblea sinodale, ha sottolineato i temi che il Sinodo affronterà: “Le prime consultazioni si concentreranno sui temi pastorali in generale; le seconde saranno incentrate sulla liturgia; e le ultime consultazioni si concentreranno sui servizi di finanza, investimenti, amministrazione e sviluppo sociale”. <br />Mons. George Desmond Tambala arcivescovo di Lilongwe, presidente della Conferenza episcopale del Malawi, è intervenuto all’apertura del Sinodo nella cattedrale di Maula ed ha invitato i fedeli a usare prudentemente i social media in particolare quando questo viene fatto in gruppi o pagine che esplicitamente portano il nome di cattolico.<br /> <br />Wed, 10 Aug 2022 08:57:23 +0200ASIA/CINA - La parrocchia di Xi Tang a Pechino in cammino sinodale verso la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Mariahttp://fides.org/it/news/72655-ASIA_CINA_La_parrocchia_di_Xi_Tang_a_Pechino_in_cammino_sinodale_verso_la_solennita_dell_Assunzione_della_Beata_Vergine_Mariahttp://fides.org/it/news/72655-ASIA_CINA_La_parrocchia_di_Xi_Tang_a_Pechino_in_cammino_sinodale_verso_la_solennita_dell_Assunzione_della_Beata_Vergine_MariaPechino – Preghiera, Adorazione eucaristica, intensa spiritualità e meditazioni legate all’ “Anno del Figlio di Dio”, anno speciale celebrato nel 2022: così la parrocchia di Xi Tang, nell’Arcidiocesi di Pechino, dedicata alla Beata Vergine Maria del Carmelo, sta preparando la solenne celebrazione dell’Assunzione della Beata Vergine Maria dopo la nuova apertura – in seguito alle misure anti-Covid – del 16 luglio, festa padronale della Madonna di Carmelo. Come appreso da Fides, durante l’omelia, il parroco don Li Jianmin ha sottolineato “il cammino di santificazione, purificazione e conversione” che ogni fedeli e chiamato a seguire, e ha condiviso con i fedeli le parole di Maria nel Vangelo. Alla fine ha consegnato la medaglia della Madonna di Carmelo a tutti i presenti, raccomandando loro di “imitare la Madonna, il suo Fiat per santificare ogni giorno e servire il prossimo con zelo missionario”. Nel pomeriggio, il sacerdote ha dedicato tempo agli anziani e ai malati, impartendo loro il sacramento della unzione degli infermi. <br />Il 24 luglio la parrocchia ha celebrato la 2a Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani in comunione con la Chiesa universale, in armonia con tradizione culturale cinese che nutre profondo rispetto, alta considerazione, amore filiale verso gli anziani e i nonni. Dopo la messa domenicale del 31 luglio, don Li ha presieduto un corso speciale di catechesi, per rispondere alle domande dei parrocchiani e aiutarli nel cammino di fede, inaugurando un nuovo corso di catechesi per adulti. <br />Inoltre, tutti giorni sull’account Wechat parrocchiale, vengono offerte meditazioni legate all’Anno del Figlio di Dio. Con tali iniziative pastorali la parrocchia percorre intensamente il suo cammino sinodale anche in vista anche dell’anniversario di 300 anni di fondazione, che cade nel 2023. <br />Con il graduale allentamento della restrizione anti-Covid, la parrocchia è pronta a rilanciare tutte le sue attività pastorali, missionarie, caritative, culturali. Anche il coro parrocchiale riprenderà i suoi concerti dedicati al Natale, riprende l’Adorazione eucaristica 24 ore su 24, così come la raccolta dei fondi della Fondazione di San Francesco per aiutare i poveri.<br />La chiesa di Xi Tang, nell’Arcidiocesi di Pechino, dedicata alla Beata Vergine Maria del Carmelo, fu fondata nel 1723 da missionario italiano lazzarista, grande compositore dei musica barocca, p. Teodorico Pedrini . Per rendere omaggio al fondatore, il coro parrocchiale è proprio dedicato al missionario. La chiesa fu la quarta chiesa fondata da missionari cattolici a Pechino, facendo seguito a quelle aperte nel 1650, 1665 e 1703 dai missionari gesuiti portoghesi e francesi. <br /> <br />Wed, 10 Aug 2022 12:31:28 +0200AMERICA/STATI UNITI - Videomessaggi personalizzati per la Giornata Missionaria Mondialehttp://fides.org/it/news/72654-AMERICA_STATI_UNITI_Videomessaggi_personalizzati_per_la_Giornata_Missionaria_Mondialehttp://fides.org/it/news/72654-AMERICA_STATI_UNITI_Videomessaggi_personalizzati_per_la_Giornata_Missionaria_MondialeNew York – Messaggi personalizzati a livello locale sono alla base della prossima campagna di comunicazione delle Pontificie Opere Missionarie in USA per la Giornata Missionaria Mondiale.<br />Quest’anno i direttori ed il personale delle POM diocesane degli Stati Uniti metteranno il proprio volto nei videomessaggi che sono stati registrati durante l’incontro nazionale svoltosi in California lo scorso giugno .<br />Il messaggio di 30 secondi che verrà elaborato nel video finale sarà pubblicato sui siti web delle differenti diocesi ed utilizzato sui social media ed includerà per tutti questo invito: “In questa Giornata Missionaria Mondiale, unisciti ai cattolici di tutto il mondo pregando e donando generosamente per l'opera missionaria della Chiesa. Grazie per l'aiuto!". Alcuni uffici hanno poi ampliato questo messaggio di base ed altri lo hanno registrato anche in spagnolo.<br />"È importante utilizzare tutte le strade a nostra disposizione per fare richieste di preghiere e di aiuto durante la Giornata Missionaria Mondiale", ha spiegato il Direttore nazionale delle POM degli Stati Uniti, monsignor Kieran E. Harrington. “E questo appello personalizzato del direttore locale – il volto delle Pontificie Opere Missionarie di quella diocesi – crediamo sarà efficace”. Fanno parte della campagna comunicativa anche un “pacchetto” completo di poster messi a disposizione delle parrocchie statunitensi. Oltre al tema della messaggio della Giornata Missionaria Mondiale – “Sarete miei testimoni” – il poster presenta l'importanza di donare nella Giornata Missionaria Mondiale, sottolineando le molte necessità: il lavoro di catechisti, sacerdoti e religiosi , così come le scuole missionarie e la pastorale. Ulteriori materiali digitali, inclusi bollettini e annunci parrocchiali, e aiuti per l'omelia, sono in preparazione e saranno pubblicati nella pagina delle POM dedicata.<br /> <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.missio.org/resources?localization=EN">Sito web POM negli USA</a>Tue, 09 Aug 2022 11:01:32 +0200