Fides News Italianohttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/PAKISTAN - Coniugi cristiani arsi vivi: si muove la Corte Supremahttp://fides.org/it/news/56480-ASIA_PAKISTAN_Coniugi_cristiani_arsi_vivi_si_muove_la_Corte_Supremahttp://fides.org/it/news/56480-ASIA_PAKISTAN_Coniugi_cristiani_arsi_vivi_si_muove_la_Corte_SupremaIslamabad – La Corte Suprema del Pakistan ha chiesto al governo di presentare con urgenza una relazione sull’indagine relativa alla vicenda avvenuta il 4 novembre nel distretto di Kasur, dove i due coniugi cristiani Shahzad Masih e Shama Bibi sono stai linciati e bruciati vivi con l’accusa di blasfemia, per la presunta profanazione di pagine del Corano. La Corte ha chiesto all’esecutivo anche di riferire sui passi compiuti per ottemperare al provvedimento emesso a giugno 2014, quando l’organo supremo di giudizio aveva ordinato al governo federale di istituire il “Consiglio nazionale per i diritti delle minoranze” e di formare una speciale “task force” per proteggere i luoghi di culto delle minoranze religiose.<br />Il passo è stato accolto con favore dalla comunità cristiana e dalla società civile, in nome della difesa dello stato di diritto. Interpellato da Fides, p. James Channan OP, Direttore del “Peace Center” a Lahore, ha detto: “Siamo felici di questo passo. Sembra un risultato positivo della nostra lotta unitaria: la domanda di intervento alla Corte Suprema era stata inoltrata da leader religiosi cristiani e musulmani, rappresentanti di organizzazioni come Peace Center, URI, Minjahul Quran, Consiglio Ulama Pakistan, impegnate per la giustizia, la pace, l'armonia interreligiosa. Speriamo arrivino presto provvedimenti concreti per restituire un senso di sicurezza a tutti i cittadini, soprattutto ai cristiani e altre minoranze perseguitate in Pakistan”. <br />Intanto, come Fides apprende da fonti locali, i familiari della coppia uccisa stano subendo pressioni e minacce perché abbandonino la strada del processo penale. Anche i cristiani dei villaggi circostanti, da cui provengono i principali sospettati del linciaggio, sono sotto minaccia. Un cristiano del villaggio di Bhail ha raccontato che la tensione nell’area è fortissima e che si è sviluppata una grande ostilità dei musulmani verso i cristiani, dopo il raid e gli arresti compiuti dalla polizia nelle case dei musulmani.<br />L’avvocato cristiano Mushtaq Gill commenta a Fides: “Vi è una mentalità diffusa tra i fedeli islamici che considera i cristiani ‘infedeli’, inferiori e meritevoli di ogni abuso. A volte anche i leader politici lo ripetono sugli schermi della tv. In un paese al 97% musulmano, i cristiani sono vittime di minacce e attacchi, e vivono sotto una cappa di discriminazione e odio”. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100ASIA/MYANMAR - Messaggio dei Vescovi per il Giubileo: “Una nuova stagione di speranza”http://fides.org/it/news/56479-ASIA_MYANMAR_Messaggio_dei_Vescovi_per_il_Giubileo_Una_nuova_stagione_di_speranzahttp://fides.org/it/news/56479-ASIA_MYANMAR_Messaggio_dei_Vescovi_per_il_Giubileo_Una_nuova_stagione_di_speranzaYangon – Una “Chiesa arcobaleno”, che riunisce etnie e culture diverse in “una nuova Pentecoste”: è l’immagine usata da Sua Ecc. Mons. Charles Bo, SDB, Arcivescovo di Yangon, nel descrivere la Chiesa birmana che festeggia il suo Giubileo, apertosi il 22 novembre, ricordando i 500 anni dalla prima evangelizzazione del paese. Nel messaggio diffuso dal Presidente dell’Episcopato birmano e inviato all’Agenzia Fides, l’Arcivescovo ricorda che la Chiesa birmana vive il Giubileo come descritto nella Bibbia: “Un tempo di grazia, di restituzione, di ringraziamento, di trionfo della libertà dei figli di Dio”. “L’Anno giubilare è anche un tempo di riposo” ricorda il testo. “Riposo da ogni oppressione, dalle guerre, riposo dalla povertà e dalla sofferenza. Questo è un anno di grazia non solo per i cristiani, ma per tutti i fratelli e le sorelle del Myanmar” nota l’Arcivescovo. <br />“In questo Anno giubilare ci riuniamo per cercare la giustizia, la pace e la prosperità” è l’appello lanciato dalla Chiesa birmana. “Per chiedere libertà dall’odio e da ogni tipo di oppressione. L’Anno giubilare apre una stagione di speranza, che sarà inondata delle benedizioni di Dio”.<br />Ricordando che il cammino della Chiesa locale è iniziato grazie “a un granello di fede gettato da San Francesco Saverio”, il messaggio fa memoria della storia della piccola comunità cristiana in Birmania, alimentata dall’opera dei missionari domenicani, gesuiti, francescani, e poi da altri ordini come OMI, MEP, Barnabiti, PIME, La Salette. I cristiani hanno conservato la luce della fede anche “resistendo a secoli di oppressione” nota.<br />Il messaggio indica poi il cammino per la Chiesa nel futuro: se la comunità si manterrà salda nella fede – come i primi cristiani – continuando a impegnarsi nell’istruzione e nella cura dei deboli, potrà essere un riferimento per “promuovere la pace, la riconciliazione e la giustizia”, e potrà vivere una stagione di “nuova evangelizzazione”, affidata soprattutto ai laici. L’impegno missionario è una risposta anche “ai sacrifici dei missionari giunti qui”, rimarca il testo, scegliendo l’approccio e lo spirito del Buon Pastore “nel raggiungere coloro che sono al di fuori delle strutture parrocchiali” e non hanno ricevuto l’annuncio di salvezza del Vangelo. <br />L'evangelizzazione della Birmania, oggi Myanmar, è iniziata nei primi anni del XVI secolo. Dopo l’ingresso nel paese, la presenza di sacerdoti domenicani, francescani e gesuiti ha consentito di dare vita alle prime comunità cristiane, pian piano consolidatesi. Oggi la Chiesa in Mynamar è formata da 16 diocesi e conta circa 750mila fedeli, pari a circa l’1,3% della popolazione. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100ASIA/NEPAL - I poveri costretti al traffico illegale di organi per avere una vita dignitosahttp://fides.org/it/news/56478-ASIA_NEPAL_I_poveri_costretti_al_traffico_illegale_di_organi_per_avere_una_vita_dignitosahttp://fides.org/it/news/56478-ASIA_NEPAL_I_poveri_costretti_al_traffico_illegale_di_organi_per_avere_una_vita_dignitosaKatmandu - Il traffico illegale di organi umani continua a essere diffuso in tutto il mondo. Il rene è l’organo più venduto perchè può essere trapiantato dalle persone in vita. C’è chi vende i propri organi per comprare una casa e offrire una vita dignitosa alla propria famiglia, chi lo fa per pagarsi cure mediche. Il villaggio di Hokshe, in Nepal, è tristemente noto per questo tragico fenomeno. I trafficanti agiscono impunemente e quasi tutti gli abitanti sono a conoscenza di qualcuno che ha venduto un rene al mercato nero. <br />Si tratta di un villaggio di piccole aziende agricole e capanne di fango, da decenni ormai centro del traffico illegale di organi. Su 4 mila abitanti, 121 hanno venduto almeno un rene, anche se le stime non ufficiali dichiarano che il numero sia di gran lunga superiore. Nel corso degli anni, la località si è guadagnata il soprannome di “banca del rene”. Infatti, per decenni i trafficanti hanno circuito in ogni modo braccianti e agricoltori poveri tra le montagne fuori Kathmandu, e molti, analfabeti, hanno ceduto. Con la promessa di un guadagno di centinaia di migliaia di dollari, i donatori sono costretti ad andare in India per gli interventi di chirurgia. <br />Fino al 2008 l’operazione era illegale; in seguito sono stati autorizzati a donare gli organi solo i parenti più prossimi, dopo attenta sorveglianza da parte del Governo. Anni di campagne, insieme ad un monitoraggio più recente da parte della polizia, hanno frenato il traffico in modo significativo. Lo scorso anno la polizia ha arrestato dieci trafficanti. Tre di loro sono in carcere. Gli altri sono liberi su cauzione e in attesa di giudizio. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100ASIA/GIORDANIA - Convegno su cristiani e “Primavere arabe”. Padre Bader: una fase storica a cui sono seguiti solo effetti negativihttp://fides.org/it/news/56477-ASIA_GIORDANIA_Convegno_su_cristiani_e_Primavere_arabe_Padre_Bader_una_fase_storica_a_cui_sono_seguiti_solo_effetti_negativihttp://fides.org/it/news/56477-ASIA_GIORDANIA_Convegno_su_cristiani_e_Primavere_arabe_Padre_Bader_una_fase_storica_a_cui_sono_seguiti_solo_effetti_negativiAmman – Si chiama “Dichiarazione di Amman” il documento finale approvato alla conclusione del Convegno su cristiani e “Primavere arabe”, promosso il 22 e 23 novembre a Amman dalla Fondazione Konrad Adenauer e dall'al-Quds Center for Political Studies. All'incontro hanno partecipato parlamentari e uomini politici di diverse nazioni mediorientali, insieme a rappresentanti di Chiese e comunità cristiane, come l'Arcivescovo caldeo di Kirkuk, Mons. Yousif Thomas Mirkis. “Il documento conclusivo - riferisce all'Agenzia Fides il sacerdote giordano Rifat Bader, direttore del Catholic Center for Studies and Media - rappresenta una road map per cercare di delineare un futuro migliore per i cristiani in Medio Oriente, in cui vengano fermate le violenze e i crimini settari, si ponga un argine ai soprusi di tirannie politiche e religiose, e si rafforzi un vero Stato di diritto”. <br />Nel suo intervento, p. Bader ha richiamato l'urgenza di intervenire sulle gravi carenze dei curricula scolastici, che ignorano la presenza e la storia dei cristiani nei Paesi mediorientali, e in tal modo non favoriscono nelle nuove giovani generazioni la conoscenza reciproca, indispensabile per alimentare una convivenza pacifica e collaborativa. “Nei programmi scolastici - spiega a Fides p. Bader - c'è una totale rimozione della presenza e della storia delle comunità cristiane autoctone, presenti nell'area mediorientale fin dai tempi apostolici. Come si possono educare i bambini a rispettare l'altro, se l'altro non è nemmeno menzionato nei libri di scuola?”. <br />Riguardo al giudizio generale sulle cosiddette Primavere arabe, negli interventi pronunciati al convegno si è potuta registrare la totale scomparsa dei toni enfatici con cui quel fenomeno era stato salutato ai suoi esordi: “ormai - commenta a Fides p. Bader - tutti ne parlano come una fase storica passata, e l'attenzione si concentra su come affrontare le emergenze e le conseguenze negative che ad essa hanno fatto seguito”. .Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100AFRICA/SUDAFRICA - Nomina del Vescovo di Klerksdorphttp://fides.org/it/news/56476-AFRICA_SUDAFRICA_Nomina_del_Vescovo_di_Klerksdorphttp://fides.org/it/news/56476-AFRICA_SUDAFRICA_Nomina_del_Vescovo_di_KlerksdorpCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 24 novembre 2014, ha nominato Vescovo della Diocesi di Klerksdorp, in Sudafrica, il Rev.do Victor Hlolo Phalana, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Pretoria.<br />Il Rev.do Victor Hlolo Phalana, è nato il 3 aprile 1961 a Erasmus, Odi, nella Provincia North West, Arcidiocesi di Pretoria. Ha studiato filosofia e teologia presso il Seminario Maggiore St. John Vianney di Pretoria. Ha conseguito una Licenza in Spiritualità presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma ; ha svolto anche studi in African Culture all’Università Cattolica dell’Africa Orientale a Nairobi . È stato ordinato sacerdote il 14 maggio 1988, incardinato nell’Arcidiocesi di Pretoria.<br />Dopo l’Ordinazione, ha svolto i seguenti incarichi: 1988-1989: Vicario parrocchiale di St. Camillus, a Hammanskraal; 1989-1992: Parroco di Christ the King, Mabopane; 1992-1993: Professore nel Seminario Propedeutico di Hammanskraal e di Cape Town; 1993-1995: Studi per la Licenza in Teologia Spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana, a Roma, ospite del Pontificio Collegio S. Pietro Apostolo; 1995-1999: Direttore Spirituale del Seminario filosofico St. Peter e docente al Seminario Maggiore St. John Vianney; 1999-2004: Docente all’Istituto Pastorale Lumuko; 2004-2008: Parroco di Good Shepherd e St. Peter a Winterveldt; dal 2007: Amministratore della Cattedrale di Pretoria; dal 2011: Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Pretoria. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100AMERICA/BRASILE - Sono ormai 500 mila le firme raccolte per la Riforma politica democraticahttp://fides.org/it/news/56475-AMERICA_BRASILE_Sono_ormai_500_mila_le_firme_raccolte_per_la_Riforma_politica_democraticahttp://fides.org/it/news/56475-AMERICA_BRASILE_Sono_ormai_500_mila_le_firme_raccolte_per_la_Riforma_politica_democraticaBrasilia – Il progetto di legge di iniziativa popolare, "Projeto de Lei de Iniciativa Popular pela Reforma Política Democrática", preparato dalla Coalizione per la Riforma politica democratica ed elezioni pulite, ha bisogno di 1 milione e mezzo di firme entro febbraio 2015 per poter essere presentato al Congresso. Uno dei principali obiettivi dell'iniziativa è quello di intraprendere una profonda riforma politica, vietando il finanziamento delle campagne elettorali da parte delle imprese.<br />Come informa la nota inviata da Adital all’Agenzia Fides, sono state già raccolte 500 mila firme. La Coalizione ha lanciato la campagna "Riforma politica democratica Già!", che prevede tre fasi: a novembre e dicembre, incontri nelle principali città del paese; a gennaio e febbraio 2015, campagna per la raccolta di firme e un seminario a Rio di Janeiro; la celebrazione di una settimana per la Riforma politica e la consegna delle firme raccolte al Congresso, a Brasilia.<br />La Chiesa cattolica è impegnata nel sostegno alla formazione politica della comunità e il primo membro della Coalizione per la Riforma politica e democratica è appunto la Conferenza Episcopale brasiliana. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100AFRICA/CONGO RD - Nuovo massacro nel Nord Kivu che porta a 200 le persone uccise nell’area da ottobrehttp://fides.org/it/news/56474-AFRICA_CONGO_RD_Nuovo_massacro_nel_Nord_Kivu_che_porta_a_200_le_persone_uccise_nell_area_da_ottobrehttp://fides.org/it/news/56474-AFRICA_CONGO_RD_Nuovo_massacro_nel_Nord_Kivu_che_porta_a_200_le_persone_uccise_nell_area_da_ottobreKinshasa - Oltre un centinaio di persone sono state uccise il 20 novembre nella regione di Beni, nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Secondo una nota inviata all’Agenzia Fides dal Coordinamento della Società Civile nel Nord Kivu, “il massacro più spaventoso è avvenuto in pieno giorno, tra le 14 e le 19 di giovedì 20 novembre, nei villaggi di Tepiomba e Vemba”.<br />Secondo la nota, sono almeno 200 le persone uccise dal 2 ottobre in una serie di attacchi che hanno colpito diversi villaggi dell’area. Altre testimonianza inviate a Fides affermano che gli assalitori si sono presentati agli abitanti dei villaggi indossando l’uniforme dell’esercito regolare congolese, con la scusa di proteggerli. Una volta conquistata la loro fiducia, hanno iniziato il massacro.<br />Il coordinamento della società civile “si dichiara sconvolto dall’ennesimo crimine e denuncia le esecuzioni perpetrate con il machete dai terroristi dell’ADF-NALU o dai loro alleati nella zona di Beni” e invita le forze di sicurezza congolesi e la MONUC ad affrontare la sfida lanciata dall’ADF-NALU, il gruppo di origine ugandese che da tempo imperversa nella regione.<br />Al contempo, i rappresentanti della società civile chiedono alle autorità “maggiore professionalità e obiettività, perché non si confondano i colpevoli con gli innocenti, e perché la caccia all’ADF-NALU non venga qualificata dai suoi detrattori come una caccia all’uomo”. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100AFRICA/KENYA - Intensificate le misure di sicurezza di fronte alle chiese dopo la strage dell’autobushttp://fides.org/it/news/56473-AFRICA_KENYA_Intensificate_le_misure_di_sicurezza_di_fronte_alle_chiese_dopo_la_strage_dell_autobushttp://fides.org/it/news/56473-AFRICA_KENYA_Intensificate_le_misure_di_sicurezza_di_fronte_alle_chiese_dopo_la_strage_dell_autobusNairobi - La polizia ha intensificato le misure di sicurezza nella Contea di Mandera dove il 22 novembre 28 persone sono state uccise a sangue freddo da miliziani somali Shabaab, che hanno selezionato le loro vittime in base all’appartenenza religiosa, uccidendo coloro che non erano in grado di recitare un versetto del Corano.<br />Secondo informazioni pervenute all’Agenzia Fides, le intensificate misure di sicurezza riguardano anche le chiese cristiane dell’area, dove tra i fedeli si sono diffusi timori a recarsi alle funzioni religiose di domenica 23 novembre. Di fronte a ciascun edifico di culto cristiano gli agenti di guardia sono stati portati a tre dai due che da tempo garantiscono la sicurezza.<br />La barbara uccisione di persone innocenti sta avendo anche un impatto sociale, perché tra queste ben 7 erano insegnanti, inoltre vi erano medici e poliziotti. Tutte persone quindi con professionalità preziose, la cui mancanza verrà avvertita nella città di Mandera dove operavano. <br />In risposta all’assalto al bus, le autorità keniane hanno affermato di aver condotto una serie di operazioni militari contro gli Shabaab in Somalia, nel corso delle quali 100 miliziani sarebbero stati uccisi, un’affermazione respinta da un portavoce degli estremisti somali. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100AMERICA/NICARAGUA - Timori per la costruzione del Canale: “Non vi lasciamo soli” assicura il Vescovo di Granadahttp://fides.org/it/news/56472-AMERICA_NICARAGUA_Timori_per_la_costruzione_del_Canale_Non_vi_lasciamo_soli_assicura_il_Vescovo_di_Granadahttp://fides.org/it/news/56472-AMERICA_NICARAGUA_Timori_per_la_costruzione_del_Canale_Non_vi_lasciamo_soli_assicura_il_Vescovo_di_GranadaGranada – Cresce la preoccupazione per l'inizio della costruzione del canale interoceanico, tra il Pacifico e l'Atlantico, fissata per il 22 dicembre, che allontanerebbe dalla loro terra migliaia di contadini, arrecando gravi danni all’ambiente . I leader delle diverse comunità del dipartimento di Rivas si sono incontrati con il Vescovo di Granada e Segretario della Conferenza Episcopale del Nicaragua, Sua Ecc. Mons Jorge Solórzano Pérez, mentre a Masaya quasi tutta la popolazione si è riunita per affrontare la questione.<br />“Desideriamo chiarire la situazione, che alcuni manipolano dicendo che vogliamo un prezzo migliore: non è vero, nessuno di noi vuole vendere le sue proprietà” ha detto Roger Guido, di Santo Domingo Piche, uno dei partecipanti alla riunione con Mons. Solorzano. Alberto Lopez, venuto da Esquipulas, Moyogalpa , ha descritto al Vescovo la situazione nell'isola: "Molte persone stanno arrivando ai centri sanitari e agli ospedali con i nervi distrutti, con problemi di pressione e di cuore, da quando hanno visto i funzionari della società cinese incaricata dei lavori, prendere le misure delle loro proprietà. Preoccupa che la gente cominci a pensare a come difendere la propria terra, perfino con la propria vita. Ecco perché è importante che la Chiesa si esprima a favore dei più abbandonati e ci dia una speranza" ha detto Lopez.<br />Mons. Solórzano nel suo intervento ha assicurato: "siamo con voi e non vi lasciamo soli". Quindi ha detto che preparerà un comunicato, dopo essersi incontrato con tutti i sacerdoti e i parroci della sua diocesi. La riunione popolare svoltasi a Masaya, secondo la nota inviata a Fides da una fonte locale, ha evidenziato che il governo non informa la gente sulla situazione reale temendo le reazioni, e che i lavori del canale non daranno certo lavoro alle popolazioni locali, in quanto gestiti dai cinesi. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100VATICANO - Papa Francesco: il Signore conceda un nuovo impulso missionario alla Chiesa che è in Indiahttp://fides.org/it/news/56471-VATICANO_Papa_Francesco_il_Signore_conceda_un_nuovo_impulso_missionario_alla_Chiesa_che_e_in_Indiahttp://fides.org/it/news/56471-VATICANO_Papa_Francesco_il_Signore_conceda_un_nuovo_impulso_missionario_alla_Chiesa_che_e_in_IndiaCittà del Vaticano – L’auspicio di “un nuovo impulso missionario alla Chiesa che è in India” è stato espresso da Papa Francesco prima della recita dell’Angelus, domenica 23 novembre, al termine del rito per la canonizzazione di 6 Beati. Due dei nuovi Santi sono infatti originari dell’India: Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia , cofondatore e primo Priore Generale dei Carmelitani di Maria Immacolata, ed Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore , della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo.<br />“Per l’intercessione dei due Santi indiani, provenienti dal Kerala, grande terra di fede e di vocazioni sacerdotali e religiose – ha detto il Papa -, il Signore conceda un nuovo impulso missionario alla Chiesa che è in India - che è tanto brava! – affinché, ispirandosi al loro esempio di concordia e di riconciliazione, i cristiani dell’India proseguano nel cammino della solidarietà e della convivenza fraterna”. Mon, 24 Nov 2014 00:00:00 +0100ASIA/TERRA SANTA - Archeologo palestinese individua vicino a Ramallah il luogo di sepoltura di santo Stefano Protomartirehttp://fides.org/it/news/56470-ASIA_TERRA_SANTA_Archeologo_palestinese_individua_vicino_a_Ramallah_il_luogo_di_sepoltura_di_santo_Stefano_Protomartirehttp://fides.org/it/news/56470-ASIA_TERRA_SANTA_Archeologo_palestinese_individua_vicino_a_Ramallah_il_luogo_di_sepoltura_di_santo_Stefano_ProtomartireRamallah – L'archeologo palestinese Salah Hussein al Hudeliyya, a capo della squadra di studiosi impegnati nella campagna di scavi e ricerche presso il sito archeologico di Khirbet El Tireh , ha confermato il ritrovamento di indizi che consentono di identificare quell'area archeologica con il luogo di sepoltura di Santo Stefano, il primo martire cristiano. Le ricerche condotte nel sito da archeologi palestinesi e israeliani fanno parte di un progetto sostenuto dalla Al Quds University e sono concentrate intorno ai resti di un grande complesso bizantino, comprendente una chiesa e un monastero. In uno degli ambienti studiati – così ha dichiarato l'archeologo ai media locali consultati dall'Agenzia Fides - ci siamo imbattuti in una iscrizione che indica che questa chiesa è stata costruita in onore dell'apostolo e arcidiacono Santo Stefano protomartire, sepolto qui nel 35 dopo Cristo”. <br />Il progetto di studio permetterà di condurre ricerche e campagne archeologiche nel sito per i prossimi 5 anni. Un'ampia sezione dell'area archeologica appartiene al Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme. E' facile prevedere il futuro inserimento del sito archeologico negli itinerari dei pellegrinaggi in Terra Santa. .Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100ASIA/KUWAIT - Discriminazione e analfabetismo per oltre mille bambini “bidoon”http://fides.org/it/news/56469-ASIA_KUWAIT_Discriminazione_e_analfabetismo_per_oltre_mille_bambini_bidoonhttp://fides.org/it/news/56469-ASIA_KUWAIT_Discriminazione_e_analfabetismo_per_oltre_mille_bambini_bidoonMadinat al-Kuwait – In tutto il Kuwait le scuole sono state aperte a settembre, ma oltre mille piccoli della comunità araba apolide, detta bidoon , sono stati esclusi perché privi dei certificati di nascita. Lo Stato rifiuta di spedire i certificati dei bambini apolidi negando così la loro stessa esistenza sin dalla nascita. Il problema dei bidoon nel Paese è di lunga data, il Governo sta cercando strategie diverse per isolare l’ostracismo nei confronti dei membri di questo gruppo.L’esclusione dei bambini dalle scuole primarie si sta verificando proprio in un anno scolastico che segue il precedente, nel quale alcune delle ragazze diplomate presso la scuola superiore erano bidoon. Tuttavia non è stato loro concesso di accedere alle università del Kuwait. <br />Privi del diritto di frequentare le scuole pubbliche e per la maggioranza non in grado di pagare un’istruzione privata, i giovani bidoon possono solo aspirare ad un lavoro con un salario minimo. In questo modo si apre loro la strada verso l’analfabetismo, la disoccupazione, la vendita di droghe, il crimine e il rancore verso la società. La Società degli insegnanti del Kuwait ha lanciato una iniziativa chiamata Katateeb Al Bidoon, che propone agli educatori di fare scuola ai piccoli bidoon presso la sede della Società. Molti hanno aderito e tanti i bambini si sono presentati vestiti in uniforme, con il pranzo e tanta voglia di imparare. Nel mese di ottobre ci sono state diverse proteste di fronte al Ministero dell’Istruzione del Paese per il rientro dei bambini bidoon nelle scuole. Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100AFRICA/GHANA - Nomina del Vescovo di Obuasihttp://fides.org/it/news/56468-AFRICA_GHANA_Nomina_del_Vescovo_di_Obuasihttp://fides.org/it/news/56468-AFRICA_GHANA_Nomina_del_Vescovo_di_ObuasiCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 22 novembre 2014, ha<br />nominato Vescovo della diocesi di Obuasi il Rev.do John Yaw Afoakwa, Rettore del St. Louis Rectorate di Obuasi.<br />Il nuovo Vescovo è nato il 26 gennaio 1955 ad Akrokerry, Ashanti Region, diocesi di Obuasi. Nel 1975 ha ottenuto l’Ordinary Level presso la St. John School di Sekondi e si è trasferito presso il Wesley College di Kumasi, dove nel 1978 ha ottenuto l’A Certificate. Ha studiato a Roma presso il Collegio Mater Ecclesiae , ottenendo un B.A. in Religious Education nel 1983. È stato Religious Education Organiser per la Catholic Education Unit di Kumasi fino al 1986, anno in cui è entrato nel St. Peter’s Regional Seminary di Cape Coast. Nel 1992 ha ottenuto un B.A. in Religion with Sociology presso l’University of Ghana di Accra. È stato ordinato sacerdote l’11 luglio 1992 e incardinato nella Diocesi di Kumasi, trasferendosi, poi, ad Obuasi dopo la creazione di tale diocesi nel 1995.<br />Dopo l’ordinazione, ha svolto i seguenti uffici e ulteriori studi: 1992-1995: insegnante e cappellano presso il St. Louis Training College di Kumasi; 1995-2007: insegnante e cappellano presso la Christ the King Catholic Secondary School ad Obuasi; Direttore del Diocesan Cathechetics Office e del Diocesan Department of Social Communications; servizio pastorale presso la Holy Trinity Catholic Church di Anyinam e Rettore della Corpus Christi Catholic Church di Akaporiso; 2007-2011: Vicario parrocchiale della Blessed Trinity Parish nella diocesi di Rochester , ottenendo in contemporanea il Master of Science in Education presso il Le Moyne College a Siracuse; dal 2012: insegnante presso la Bodwesango Senior High School di Bodwesango, Ashanti Region in Ghana, e Presidente del Board of Governors del St. Joseph Senior High School ad Ahwiren; Rettore del St. Louis Rectorate e Cappellano della St. Louis Clinic a Bodwesango. Nel corso del suo ministero è stato membro incaricato di vari Comitati diocesani e nazionali. Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100AFRICA/EGITTO - Le Chiese studiano la bozza di legge sullo statuto personale di cristiani e minoranzehttp://fides.org/it/news/56467-AFRICA_EGITTO_Le_Chiese_studiano_la_bozza_di_legge_sullo_statuto_personale_di_cristiani_e_minoranzehttp://fides.org/it/news/56467-AFRICA_EGITTO_Le_Chiese_studiano_la_bozza_di_legge_sullo_statuto_personale_di_cristiani_e_minoranzeIl Cairo – Le Chiese cristiane presenti in Egitto sono state coinvolte dal Ministero transitorio della giustizia nella messa a punto di un nuovo progetto di legge sullo statuto personale dei cristiani e delle altre minoranze religiose. Una bozza della nuova legge è stata sottoposta ai responsabili delle diverse Chiese e comunità cristiane radicate nel Paese nordafricano, con la richiesta di inviare le proprie considerazioni sul testo entro il prossimo 26 novembre. <br />La nuova legge regolerà anche il diritto matrimoniale dei membri delle comunità cristiane. Come ha pubblicamente affermato Anba Paula, Vescovo copto-ortodosso di Tanta e Presidente del Comitato di ecclesiastici incaricato di esprimere la valutazione della propria Chiesa, la bozza di legge sullo statuto personale è buona e potrebbe risolvere molti problemi, ma ci saranno comunque da parte della Chiesa copta ortodossa diverse segnalazioni su punti da discutere. Anba Paula ha anche anticipato che la Chiesa copta ortodossa e tutte le Chiese cattoliche presenti in Egitto non daranno alcun riconoscimento e alcun consenso all'eventuale introduzione dei matrimoni civili. <br />Nei giorni scorsi Peter Ramses, giurista e consigliere legale dell'Associazione “copti 38”, ha inviato al Patriarca copto ortodosso Tawadros II una lettera per chiedere di consentire a rappresentanti laici dell'associazione di partecipare alle discussioni relative alla nuova legge sullo statuto personale. .Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100VATICANO - Il Papa: intensificare lo spirito missionario e l’entusiasmo della missione senza scoraggiarsihttp://fides.org/it/news/56466-VATICANO_Il_Papa_intensificare_lo_spirito_missionario_e_l_entusiasmo_della_missione_senza_scoraggiarsihttp://fides.org/it/news/56466-VATICANO_Il_Papa_intensificare_lo_spirito_missionario_e_l_entusiasmo_della_missione_senza_scoraggiarsiCittà del Vaticano – “Vi incoraggio a intensificare lo spirito missionario e l’entusiasmo della missione e a tenere alto nel vostro impegno nelle Diocesi, negli Istituti missionari, nelle Comunità, nei Movimenti e nelle Associazioni lo spirito della Evangelii gaudium, senza scoraggiarsi nelle difficoltà, che non mancano mai e - sottolineo una cosa - cominciando dai bambini”. Questa l’esortazione che il Santo Padre Francesco ha rivolto ai partecipanti al IV Convegno Missionario nazionale , ricevuti oggi in udienza.<br />Nel suo discorso Papa Francesco ha ricordato che “ogni generazione è chiamata a essere missionaria” e che “una Chiesa missionaria non può che essere ‘in uscita’”. Quindi ha proseguito: “Le diverse realtà che voi rappresentate nella Chiesa italiana indicano che lo spirito della missio ad gentes deve diventare lo spirito della missione della Chiesa nel mondo: uscire, ascoltare il grido dei poveri e dei lontani, incontrare tutti e annunciare la gioia del Vangelo. Le Chiese particolari in Italia hanno fatto tanto… tanti preti, tante suore, tanti laici fidei donum. Voi avete questo nel sangue! E’ una grazia di Dio. Dovete conservarlo, farlo crescere e darlo in eredità alle nuove generazioni di cristiani.”<br />Il Papa ha ribadito che “la missione è compito di tutti i cristiani, non solo di alcuni” ed ha sottolineato: “È compito anche dei bambini! Nelle opere missionarie pontificie, i piccoli gesti dei bambini educano alla missione”. Ringraziando la Chiesa italiana per il suo impegno, Papa Francesco ha esortato a “non lasciarsi rubare la speranza e il sogno di cambiare il mondo con il Vangelo, con il lievito del Vangelo, cominciando dalle periferie umane ed esistenziali. Uscire significa superare la tentazione di parlarci tra noi dimenticando i tanti che aspettano da noi una parola di misericordia, di consolazione, di speranza. Il Vangelo di Gesù si realizza nella storia”. Dopo aver ribadito che “nella catechesi i bambini devono ricevere una catechesi missionaria”, il Papa ha invitato a non cedere al pessimismo, presente anche nella Chiesa, “che rischia di privare dell’annuncio del Vangelo tanti uomini e donne”. Invece “Andiamo avanti con speranza! I tanti missionari martiri della fede e della carità ci indicano che la vittoria è solo nell’amore e in una vita spesa per il Signore e per il prossimo, a partire dai poveri”. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/ita/attachments/view/file/Papa_Conv_miss_naz_22112014.doc">Il testo integrale del discorso, in italiano</a>Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100EUROPA/SPAGNA - Una croce ricorda il martirio di p.Ignazio Azevedo e dei suoi compagni missionarihttp://fides.org/it/news/56465-EUROPA_SPAGNA_Una_croce_ricorda_il_martirio_di_p_Ignazio_Azevedo_e_dei_suoi_compagni_missionarihttp://fides.org/it/news/56465-EUROPA_SPAGNA_Una_croce_ricorda_il_martirio_di_p_Ignazio_Azevedo_e_dei_suoi_compagni_missionariLa Palma - Nell'estremo sud dell'isola di La Palma, nelle Canarie, è stata recentemente collocata una grande croce per commemorare l'uccisione del gesuita Ignazio Azevedo e dei suoi 39 compagni, avvenuta il 15 luglio 1570, mentre si stavano recando in Brasile spinti dal desiderio di dedicarsi all’evangelizzazione di quei popoli. <br />Nato in Portogallo nel 1527 da una nobile famiglia, Ignazio de Azevedo entrò fra i gesuiti di Coimbra. Nel 1566 fu inviato come visitatore nella missione del Brasile, dove i gesuiti avevano stabilito alcune case. Dopo tre anni di permanenza nelle missioni brasiliane, egli ritornò a Roma per informare sulla situazione e chiedere al superiore generale di inviare nuovi e numerosi missionari. Ottenne quindi l’incarico di raccogliere in Portogallo e Spagna i religiosi più adatti per poi ripartire. Nel giugno 1570, la nave su cui viaggiava per il Brasile insieme ad un gruppo di gesuiti fu costretta a fermarsi nell’arcipelago delle Canarie per mancanza di vento. Qui fu attaccata da cinque navi corsare, guidate dagli ugonotti, che sterminarono i gesuiti, massacrandoli a colpi di spada e di lancia, poi li gettarono in mare, morti o moribondi. Questi furono subito venerati come martiri in Brasile e nei loro Paesi di origine, Portogallo e Spagna. Papa Pio IX li ha proclamati beati nel 1854.<br />Secondo le notizie pervenute all’Agenzia Fides dalla curia dei Gesuiti, la croce in basalto posta a ricordo dell’evento guarda verso il mare da un punto situato vicino al faro di Fuencaliente. A circa duecento metri dalla costa, altre quaranta croci riposano da quindici anni sul fondo del mare. Nell'isola il ricordo di Ignazio Azevedo e dei suoi compagni continua ad essere vivo. Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100AMERICA/ARGENTINA - Il Vescovo di Oran denuncia la morte di una bambina per malnutrizione, abbandonati i centri sanitari della regionehttp://fides.org/it/news/56464-AMERICA_ARGENTINA_Il_Vescovo_di_Oran_denuncia_la_morte_di_una_bambina_per_malnutrizione_abbandonati_i_centri_sanitari_della_regionehttp://fides.org/it/news/56464-AMERICA_ARGENTINA_Il_Vescovo_di_Oran_denuncia_la_morte_di_una_bambina_per_malnutrizione_abbandonati_i_centri_sanitari_della_regioneOran – "Purtroppo un mese fa una bambina è morta per malnutrizione, apparteneva ad una delle comunità Wichí di La Union . Questo non dovrebbe accadere più!". Con queste parole il Vescovo di Oran, Sua Ecc. Mons. Gustavo Zanchetta, ha comunicato a tutte le parrocchie della sua diocesi il triste evento. Liliana Sarmiento, una bambina di un anno e quattro mesi, viveva a La Unión , e la malnutrizione l’ha portata alla morte il 18 ottobre, ma il caso è diventato pubblico solo il 20 novembre.<br />Il terribile episodio si è verificato nel bel mezzo di una crisi sanitaria, che esclude migliaia di famiglie del Chaco Salta dall'assistenza di base. La nota arrivata all’Agenzia Fides ricorda che, nonostante le ripetute promesse risalenti al 2010, il Ministero della Salute non ha mai attivato i centri sanitari in quella regione.<br />Il giornale di Salta "El Tribuno" ha verificato che i centri sanitari El Ocultar, El Totoral, Las Bolsas , e quello di El Retiro , sono stati abbandonati. A El Ocultar era stato allestito un Centro Multi Servizi Comunitario con un'area dedicata all’assistenza sanitaria, mentre oggi gli abitanti di quel luogo devono percorrere 23 chilometri per trovare un medico. Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100ASIA/CINA - Dieci sacerdoti ordinati a Han Dan nel giorno della dedicazione delle Basiliche Vaticana e Ostiensehttp://fides.org/it/news/56463-ASIA_CINA_Dieci_sacerdoti_ordinati_a_Han_Dan_nel_giorno_della_dedicazione_delle_Basiliche_Vaticana_e_Ostiensehttp://fides.org/it/news/56463-ASIA_CINA_Dieci_sacerdoti_ordinati_a_Han_Dan_nel_giorno_della_dedicazione_delle_Basiliche_Vaticana_e_OstiensePechino – Oltre 2 mila fedeli hanno partecipato alla solenne messa di ordinazione di 10 sacerdoti nella diocesi di Han Dan , nella provincia dell’He Bei, in Cina continentale, che è stata celebrata il 18 novembre, giorno in cui la Chiesa ricorda la festa della dedicazione delle basiliche di San Pietro in Vaticano e di San Paolo sulla via Ostiense. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, l’anziano Vescovo di Han Dan, Sua Ecc. Mons. Yang Xiang Tai, ha presieduto il rito, concelebrato dal Coadiutore, Sua Ecc. Mons. Giuseppe Sun Ji Gen, e da 160 sacerdoti. Nonostante si tratti dell’ordinazione con il più alto numero di neosacerdoti nella storia diocesana, Mons. Sun Ji Gen ha parlato ancora della carenza di vocazioni, invitando caldamente i giovani a rispondere alla chiamata del Signore, per diventare operai della sua vigna. <br />La diocesi di Han Dan è una delle più attive e sviluppate della Cina continentale: è molto attiva nella testimonianza della carità e nel servizio sociale, prendendosi cura degli anziani, dei malati fisici e psichici. Ben organizzata è anche la pastorale parrocchiale e della scuola. Sat, 22 Nov 2014 00:00:00 +0100AFRICA/NIGER - Malaria: trattamento preventivo per 735 mila bambinihttp://fides.org/it/news/56462-AFRICA_NIGER_Malaria_trattamento_preventivo_per_735_mila_bambinihttp://fides.org/it/news/56462-AFRICA_NIGER_Malaria_trattamento_preventivo_per_735_mila_bambiniBouza - I programmi di chemioprevenzione della malaria stagionale stanno dando risultati promettenti per la riduzione dell’incidenza tra la popolazione infantile del Sahel africano. Il coinvolgimento delle comunità è cruciale per poter raggiungere il maggior numero possibile di piccoli nelle zone più remote. Allo stesso tempo, con l’obiettivo di far fronte alle malattie principali che colpiscono la popolazione infantile, l’ong Medici Senza Frontiere ha incluso la diagnosi per la denutrizione e le vaccinazioni. <br />Nel Distretto di Bouza, a sud del Niger, oltre che in Ciad e Mali, MSF porta avanti un programma SMC e propone un trattamento preventivo a circa 735 mila minori tra i tre mesi e 5 anni di età. Nei mesi di luglio, agosto e settembre le equipe hanno vaccinato circa 80 mila piccoli in Ciad, oltre 175 mila in Mali e più di 480 mila in Niger. Studi recenti hanno dimostrato che il metodo preventivo riduce i casi di malaria semplice e severa, come pure i ricoveri ospedalieri. Per il buon esito del programma SMC sono stati molto importanti il coinvolgimento e il coordinamento con le autorità sanitarie e comunitarie che hanno contribuito ad avvicinare la popolazione, aumentare la fiducia delle comunità e la loro collaborazione. <br />Nel Sahel la malaria minaccia 23 milioni di bambini. Vista l’attendibilità della SMC, negli ultimi 3 anni i Ministeri della Sanità di Burkina Faso, Mali, Níger, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Nigeria, Senegal, Ciad e Togo la hanno inclusa nei loro Programmi Nazionali della Lotta contro la Malaria. In Ciad, oltre al trattamento preventivo contro la pandemia, l’ong ha effettuato vaccinazioni contro polio, difterite, tetano, tosse canina, epatite B e influenza, oltre a distribuire preparati alimentari terapeutici per i bambini tra i 6 e i 24 mesi di età. Nel 2012, MSF ha usato per la prima volta la SMC in Ciad e Mali, e nel 2013 in Níger. Fri, 21 Nov 2014 00:00:00 +0100ASIA/TERRA SANTA - Bambini senza cittadinanza: si riapre la questione dei bimbi palestinesi non registratihttp://fides.org/it/news/56461-ASIA_TERRA_SANTA_Bambini_senza_cittadinanza_si_riapre_la_questione_dei_bimbi_palestinesi_non_registratihttp://fides.org/it/news/56461-ASIA_TERRA_SANTA_Bambini_senza_cittadinanza_si_riapre_la_questione_dei_bimbi_palestinesi_non_registratiGerusalemme – Molti bambini palestinesi di Gerusalemme est continuano a non veder riconosciuto il diritto di ottenere un documento di identità o l'attestazione di una residenza permanente. La loro condizione è stata analizzata nel corso di un convegno ospitato lo scorso 19 novembre a Gerusalemme, presso il Pontificio Istituto Notre Dame de Jerusalem. La conferenza, intitolata “Infanzia interrotta: Registro dei bambini a Gerusalemme”, è stata organizzata dalla Società Saint Yves, collegata al Patriarcato Latino di Gerusalemme, con l’Associazione Konrad Adenauer. <br />A non ricevere documenti di identità e a non veder riconosciuta legalmente la propria residenza sono in particolare i figli di palestinesi in prigione e quelli che appartengono a nuclei familiari separati , il cui ricongiungimento trova ostacoli nella legislazione israeliana. Questi bambini non possono frequentare la scuola né godere dei servizi sociali e sanitari, in quanto privi di carta di identità o di passaporto attestanti la propria cittadinanza. Di fatto, per la legge è come se non esistessero. <br />Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini, nel suo intervento al convegno ha sottolineato che “il tema della anagrafe dei bambini è un aspetto di un problema più grande, quello della riunificazione delle famiglie. La famiglia è al centro di tutto ciò, si tratta in un colpo solo di un problema naturale e umano insieme. La famiglia vuol dire un padre, una madre e dei bambini, residenti sotto lo stesso tetto. Ma qui, in questa situazione particolare, la legge israeliana ha posto delle regole che non consentono alla famiglia di vivere sotto lo stesso tetto”.<br />Come riportata dal sito ufficiale del Patriarcato Latino, Raffoul Rofa e Haitham Al-Katib, entrambi della Società Saint Yves, hanno esaminato il problema da un punto di vista giuridico. Raffoul Rofa ha spiegato che “nel 1967 Israele ha concesso ai palestinesi residenti a Gerusalemme Est una residenza permanente, ma non la cittadinanza. Questo significa che il Ministro dell’Interno potrebbe annullare questo diritto di residenza quando volesse, cosa che succede, ad esempio, se una persona risiede fuori Gerusalemme per un certo periodo”. .Fri, 21 Nov 2014 00:00:00 +0100