Fides News Italianohttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usAMERICA/STATI UNITI - “Cercasi avvocato per rappresentare bambini senza documenti”http://fides.org/it/news/55693-AMERICA_STATI_UNITI_Cercasi_avvocato_per_rappresentare_bambini_senza_documentihttp://fides.org/it/news/55693-AMERICA_STATI_UNITI_Cercasi_avvocato_per_rappresentare_bambini_senza_documentiDallas – E' partita nel nord del Texas una campagna per reclutare volontari e avvocati pronti a impegnarsi gratuitamente per aiutare i bambini fermati alla frontiera con il Messico.<br />La chiesa cattolica del Nord del Texas, nella persona del vescovo della diocesi di Dallas, Mons. Kevin Joseph Farrell, ha fatto un appello per affrontare l’emergenza umanitaria dal flusso di bambini e ragazzi che arrivano alla frontiera soli e senza documenti. "Per le comunità di fede, in questo momento” ha affermato Mons. Farrell secondo quanto riportato in una nota inviata a Fides da fonti locali “la questione non si ferma alla discussione politica sull'immigrazione, ma sull'aiuto urgente ai bisognosi. Noi” ha aggiunto il Vescovo, riferendosi agli Stati Uniti “siamo il paese numero 1 al mondo quando si tratta di aiutare le persone". Davanti ai giornalisti, il vescovo ha risposto anche a domande sul dispiegamento di truppe della Guardia Nazionale alla frontiera annunciato dal governatore Rick Perry. "Sono sicuro che il governatore ha le sue ragioni per inviare 1.000 soldati nella zona di frontiera", ha risposto Mons. Farrell. "Ma questo non risolve il problema in questo momento. Tutti sappiamo che la riforma della politica sull'immigrazione negli Stati Uniti e l’affronto della causa principale dell'esodo dei bambini dai loro paesi in America Centrale avranno efficacia", ha detto il Vescovo "ma come Chiesa, adesso siamo preoccupati per i bambini... Questa è una crisi umanitaria che giudicherà il carattere e il livello morale della nostra Nazione".<br />Il flusso di bambini migranti, provenienti per lo più da Honduras, El Salvador e Guatemala che si presentano alla frontiera con gli Stati Uniti sta raggiungendo livelli record. Il Bureau of Customs and Border Protection degli USA ha riferito che 57,525 ragazzi sono stati arrestati tra il 1 ottobre 2013 e il 30 giugno 2014. Questa cifra segna un incremento del 106 per cento rispetto a quella dello scorso anno, quando le autorità di frontiera hanno arrestato 27.884 ragazzi.<br /> La campagna partita due giorni fa dai gruppi di carità , dall'associazione di Avvocati Ispanici di Dallas e dalla stessa diocesi, punta a reclutare avvocati volontari bilingue per assistere a costo zero i bambini i cui casi vengono dibattuti presso i tribunali di immigrazione. Circa 160 avvocati hanno già aderito volontariamente all’iniziativa.<br /> Sat, 26 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/PERU’ - 193 anni di vita indipendente e cattolica, la voce dei vescovi nella festa del Perùhttp://fides.org/it/news/55692-AMERICA_PERU_193_anni_di_vita_indipendente_e_cattolica_la_voce_dei_vescovi_nella_festa_del_Peruhttp://fides.org/it/news/55692-AMERICA_PERU_193_anni_di_vita_indipendente_e_cattolica_la_voce_dei_vescovi_nella_festa_del_PeruLima – "Le sfide che devono affrontare le nostre autorità e tutti i peruviani si potranno superare con il reciproco riconoscimento fra tutti i cittadini, lontano da ogni forma di discriminazione; nel rispetto delle nostre sane tradizioni e con l'impegno sincero per ogni peruviano di tendere all'onestà, alla trasparenza, alla giustizia e alla pace". Così si legge nel messaggio diffuso dai vescovi del Perù in occasione della celebrazione della festa nazionale, pervenuto all’Agenzia Fides.<br /><br />"Oggi” si legge nel documento “i peruviani continuano a portare avanti una nuova battaglia contro l'egoismo, l'edonismo e il relativismo che minano la nostra identità di peruviani, distruggono l'immagine naturale e biblica della famiglia, cellula fondamentale della società; minacciano il matrimonio come sacramento tra un uomo e una donna; ed mettono a rischio la vita di peruviani indifesi che sono nel grembo materno. I nostri grandi eroi – proseguono i vescovi peruviani - non erano grandi per un momento isolato di eroismo, ma erano eroi nella vita quotidiana, nel rispondere fedelmente alla propria coscienza, nel difendere i valori inalienabili dell'uomo".<br /><br />Il Perù celebra 193 anni di vita come paese indipendente. Tutte le attività nel Paese si fermano nei giorni 28 e 29 luglio, e la comunità cattolica, come riferisce il testo diffuso dai vescovi, ricorda che attualmente "il Perù vive un momento privilegiato nella sua storia. . La ricchezza delle risorse naturali, la bellezza della geografia e soprattutto la qualità dei propri figli rappresentano la più grande delle potenzialità che, se ben guidata, ci permetterà di vedere gioiosamente realizzato il desiderio di superare la povertà, vincere la violenza vinta e camminare sulle vie benedette dalla pace”.<br /> <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/spa/attachments/view/file/obispos_peru_28072014.doc">Il testo completo del messaggio dei vescovi:</a>Sat, 26 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAQ - Papa Francesco telefona al Patriarca caldeo. Smentite per ora le voci sulla distruzione di chiese a Mosulhttp://fides.org/it/news/55691-ASIA_IRAQ_Papa_Francesco_telefona_al_Patriarca_caldeo_Smentite_per_ora_le_voci_sulla_distruzione_di_chiese_a_Mosulhttp://fides.org/it/news/55691-ASIA_IRAQ_Papa_Francesco_telefona_al_Patriarca_caldeo_Smentite_per_ora_le_voci_sulla_distruzione_di_chiese_a_MosulBaghdad – Papa Francesco ha telefonato al Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphael I Sako per manifestare la sua partecipazione e vicinanza alle sofferenze di tutto il popolo iracheno, a partire dai cristiani di Mosul espulsi dalla città per ordine dei militanti dell'auto-proclamato “Califfato Islamico”. La telefonata è avvenuta nella mattinata di venerdì 25 luglio. Il Vescovo di Roma – secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali del Patriarcato caldeo – ha ringraziato il Patriarca Louis Raphael per la saggia guida del popolo cristiano da lui assicurata nelle attuali circostanze critiche, e ha espresso il suo affetto per tutti i cristiani della nazione irachena, esortandoli a custodire la fede e la speranza in questi tempi di prova. <br />Nel frattempo, fonti autorevoli della Chiesa caldea smentiscono come finora infondato l'annuncio messo in circolo nel Web secondo cui i miliziani del Califfato Islamico, dopo aver distrutto a Mosul la Moschea di Giona, avrebbero fatto esplodere anche la chiesa caldea dedicata allo Spirito Santo. Verifiche realizzate sul campo smentiscono al momento queste voci. “Nei tempi difficili che stiamo vivendo” riferisce all'agenzia Fides il Vescovo caldeo di Mosul Amel Shamon Nona “un ulteriore motivo di preoccupazione e amarezza è rappresentato dagli allarmismi provocati da persone senza scrupolo che fanno circolare notizie false anche su quello che tocca la sorte dei cristiani. Anche a me sono state attribuite negli ultimi giorni affermazioni e interviste che non ho mai rilasciato. E' un fenomeno inquietante, e viene da pensare che in alcuni gli autori di queste operazioni rispondano a qualche interesse di natura ideologica”. .Sat, 26 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/COREA DEL SUD - Cinque nuovi sacerdoti gesuiti coreani accoglieranno il Papahttp://fides.org/it/news/55690-ASIA_COREA_DEL_SUD_Cinque_nuovi_sacerdoti_gesuiti_coreani_accoglieranno_il_Papahttp://fides.org/it/news/55690-ASIA_COREA_DEL_SUD_Cinque_nuovi_sacerdoti_gesuiti_coreani_accoglieranno_il_PapaSeul – Ci saranno cinque nuovi sacerdoti gesuiti coreani nella comunità cattolica che si prepara ad accogliere Papa Francesco nel suo prossimo viaggio in Corea : la Compagnia di Gesù in Corea ha infatti festeggiato cinque nuovi membri che hanno ricevuto l’ordinazione sacerdotale. I cinque sono Andrew Sung-gyoon Lee, Simon Mon-hoi Kim, Benedict On-dohk Kang, Thomas Min Han e Igwan Su-yun Park. Come riferito a Fides, i cinque sono stati ordinati il 2 luglio scorso nella Cattedrale di Seul. Più di 1.500 fedeli hanno partecipato all'ordinazione, in una messa presieduta da mons. Peter Chung Soon-taek OCD, vescovo ausiliare di Seul, e concelebrata da 80 sacerdoti. <br />P. Andrew Lee, 45 anni, studiato e ha lavorato nella Pastorale dei gesuiti nelle Filippine e, al suo ritorno in Corea, nel 2013, ha ripreso a impegnarsi nel medesimo campo di apostolato. P. Simon Kim, 40 anni, è entrato nella Compagnia nel 2003, ed ha compiuto studi teologici in Francia. P. Benedict Kang, 37 anni, è entrato nella Compagnia nel 2004, ed ha vissuto e studiato teologia in Australia. P. Thomas Han, 37 anni, è specializzato in mass media. P. Igwan Park, 35 anni, è un ingegnere, entrato nella Compagnia di Gesù nel 2004, poi ha studiato nelle Filippine.<br />Tre dei cinque ora si dedicheranno al lavoro pastorale in Corea, mentre due continueranno gli studi in Australia. <br />P. John Sin SJ, Provinciale gesuita della Corea, ha chiesto a tutta la comunità di pregare per i nuovi sacerdoti, lodando Dio “per l’abbondante benedizione delle vocazioni”, di nuovi preti che “continueranno a servire la Chiesa e il popolo di Dio” e “consegnando spiritualmente”, al Papa prossimo a sbarcare in Corea, i cinque suoi confratelli. Sat, 26 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAQ - Il leader curdo Barzani ai Capi delle Chiese: “vivremo insieme o moriremo insieme”http://fides.org/it/news/55689-ASIA_IRAQ_Il_leader_curdo_Barzani_ai_Capi_delle_Chiese_vivremo_insieme_o_moriremo_insiemehttp://fides.org/it/news/55689-ASIA_IRAQ_Il_leader_curdo_Barzani_ai_Capi_delle_Chiese_vivremo_insieme_o_moriremo_insiemeErbil - “Noi moriremo tutti insieme, o continueremo a vivere tutti insieme con dignità”. Così il leader curdo Masud Barzani, Presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, si è rivolto al Patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphael I Sako, e agli altri rappresentanti delle Chiese del nord dell'Iraq nell'incontro avuto con loro mercoledì scorso, 23 luglio, a Erbil. Lo confermano fonti della Chiesa siro cattolica consultate dall'Agenzia Fides. <br />Nell'incontro, il Presidente Barzani ha ripetuto che i cristiani costretti a lasciare Mosul su pressione delle forze dell'autoproclamato “Califfato Islamico” non devono pensare in alcun modo a lasciare il Paese e a emigrare all'estero, perchè la Regione autonoma del Kurdistan è pronta ad accogliere e soccorrere i profughi e a proteggere “le loro vite e la loro terra” contro quelli che vengono definiti “terroristi”. <br />In un appello sulle vicende di Mosul diffuso martedì scorso, 22 luglio, il Patriarca Raphael I e i Vescovi delle Chiese cristiane del nord iracheno avevano espresso un eloquente apprezzamento per il ruolo assunto dalla Regione autonoma del Kurdistan iracheno, apprezzandone la pronta disponibilità ad “accogliere le famiglie sfollate, a abbracciarle e ad aiutarle. Noi - avevano dichiarato i Capi delle Chiese del nord iracheno - proponiamo la creazione di un comitato congiunto tra il governo regionale e i rappresentanti del nostro popolo per venire incontro alla sofferenza delle famiglie di rifugiati e migliorare le loro condizioni”. <br />“I cristiani dell'Iraq - ribadisce all'Agenzia Fides il sacerdote siro cattolico Nizar Semaan - vogliono vivere in pace con tutti. E hanno apprezzato la condanna dell'espulsione dei cristiani da Mosul espressa in maniera unanime da rappresentanti sunniti, sciiti e curdi nelle varie aree del Paese”. .Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/STATI UNITI - “Proteggere i bambini e le famiglie”: la richiesta dei Vescovi ai Presidenti centroamericani e a Obamahttp://fides.org/it/news/55688-AMERICA_STATI_UNITI_Proteggere_i_bambini_e_le_famiglie_la_richiesta_dei_Vescovi_ai_Presidenti_centroamericani_e_a_Obamahttp://fides.org/it/news/55688-AMERICA_STATI_UNITI_Proteggere_i_bambini_e_le_famiglie_la_richiesta_dei_Vescovi_ai_Presidenti_centroamericani_e_a_ObamaWashington – La Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti , attraverso il suo Presidente, Sua Ecc. Mons. Eusebio Elizondo, Vescovo ausiliare di Seattle, ha rivolto un invito al Presidente Obama ed ai Presidenti centroamericani perché siano protetti e assistiti i bambini e le famiglie in fuga dalle violenze nella regione. Secondo la nota inviata all’Agenzia Fides dalla USCCB, oggi, 25 luglio, i Presidenti di Guatemala, El Salvador e Honduras hanno in programma l’incontro con il Presidente Obama, alla Casa Bianca, per discutere la situazione creatasi alla frontiera, diventata ormai una sfida umanitaria. <br />"I leader dovrebbero concentrarsi sulla tutela di questi bambini e delle famiglie, in quanto sono i capi delle loro nazioni - ha sottolineato Mons. Elizondo -. Invece di cooperazione per intercettare e fermare i migranti e rinviarli di nuovo in quelle situazioni pericolose, dovrebbero lavorare insieme per proteggerli da questi pericoli, anche fornendo loro l'asilo nei paesi vicini e negli Stati Uniti". La situazione infatti non cambia e sono sempre di più i ragazzi fermati alla frontiera <br />Mons. Elizondo ha ribadito anche l'opposizione della USCCB alle proposte di modifica della normativa vigente per accelerare il rimpatrio dei minori senza dare loro il beneficio di un'udienza: "le famiglie, in questa situazione, dovrebbero poter avere un esame equo delle loro domande d'asilo". Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Cresce il numero di minori scomparsi e reclutati come soldatihttp://fides.org/it/news/55687-AFRICA_SUD_SUDAN_Cresce_il_numero_di_minori_scomparsi_e_reclutati_come_soldatihttp://fides.org/it/news/55687-AFRICA_SUD_SUDAN_Cresce_il_numero_di_minori_scomparsi_e_reclutati_come_soldatiJuba - Un milione e centomila sfollati, la metà dei quali bambini. Migliaia di vittime, 500 mila persone fuggite all’estero, tre milioni a rischio fame. E’ il drammatico bilancio di sei mesi di guerra in Sud Sudan. Al conflitto si aggiungono le drammatiche conseguenze dell’epidemia di colera, di un anno di piogge e alluvioni, e della minaccia di carestia che colpisce una popolazione già allo stremo. A rischio soprattutto i più piccoli: cresce il numero di minori scomparsi e reclutati come soldati da ribelli e forze governative. Nella giornata di lunedì 21 luglio si è ripreso a sparare. Un attacco dei ribelli nella città di Nasir ha violato il cessate il fuoco che durava ormai da maggio. Nuovi scontri minacciano di aggravare l’emergenza umanitaria nel Paese e far aumentare ancora il numero dei rifugiati sud sudanesi, a poco più di tre anni dall’indipendenza. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ocha, l’agenzia dell’Onu per il coordinamento delle operazioni umanitarie, sono 1.100.000 gli sfollati interni, circa 100 mila, in grande maggioranza donne e bambini Nuer, in dieci campi all’interno delle basi della missione di pace. Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA - L’islam asiatico rigetta il califfato in Iraq e Siriahttp://fides.org/it/news/55686-ASIA_L_islam_asiatico_rigetta_il_califfato_in_Iraq_e_Siriahttp://fides.org/it/news/55686-ASIA_L_islam_asiatico_rigetta_il_califfato_in_Iraq_e_SiriaBangkok – Alti esponenti, studiosi, intellettuali musulmani dei paesi asiatici rifiutano l’idea e il progetto del Califfato proclamato dall’ISIL Stato Islamico dell'Iraq e del Levante in Iraq e in Siria. Il gruppo estremista mediorientale ha annunciato il 29 giugno la creazione di un Califfato a cavallo tra i due paesi, con leder Abu Bakr al-Baghdadi.<br />Come riferisce una nota giunta a Fides, tra i musulmani d’Asia questo appare come “una flagrante violazione dei fondamentali principi islamici”. <br />“Una guerra tra i gruppi che vogliono impadronirsi di una terra altrui per le risorse economiche è contraria ai principi dell'Islam ed è un crimine grave”, afferma il maulana Asad Khan Falahi, capo imam di una moschea a New Delhi. “L’eliminazione di vite umane e distruzione di proprietà altrui non può essere considerato ‘jihad’ e il suo esito non può essere dichiarato come un califfato”, spiega. <br />In India, dove i musulmani sono 130 milioni, lo studioso islamico Maulana Wahiduddin Khan ha notato: “Chi si proclama Califfo ha violato i fondamentali dell’islam e disonorato la sharia”. Anche Syed Jalaluddin Umari, presidente dell'’organizzazione musulmana indiana “Jammat-e-Islami Hind”, concorda nel dire che l’ISIL ha violato tutte le le regole islamiche per la selezione di un califfo. Inoltre “condanniamo le violenze operate in nome dell'Islam in Iraq e ovunque nel mondo”, ha ribadito. <br />In Bangladesh, Kazi Nurul Islam, professore di religioni e culture alla Dhaka University, spiega che “un califfato non è una ipotesi realistica”, mentre l’intellettuale musulmano Misbahur Rahman Chowdhury ricorda che “l’Islam riconosce la democrazia: non c’è più spazio per un califfato”.<br />In Indonesia, il paese musulmano più popoloso al mondo, la Nahdlatul Ulama - una delle più influenti organizzazioni musulmane del Paese – ha condannato l’approccio dell’ISIL. “NU si concentrerà sui comandi di Dio. NU non accetta un califfato e considera falso quello creato dall’ISIL”, ha detto l’esponente di NU, Malik Madani. Anche la Muhammadiyah, la seconda maggiore organizzazione musulmana dell'Indonesia, ha preso le distanze da “quello che fa l’ISIL, promuovendo violenza e conflitto in mezzo alle realtà politiche”, ha rimarcato il Segretario Generale, Abdul Mu'thi. “Se siamo veri e buoni musulmani, dobbiamo rifiutare l’ISIL”, ha ribadito, dato che “l’Islam non ha nulla a che fare con esso”. Un leader musulmano di Bekasi, sobborgo della metropoli Giacarta, ha annunciato che “la sua comunità ha respinto gli appelli dell’ISIL a reclutare combattenti musulmani nel Sudest asiatico”. In Malaysia il leader islamico Abdul Muis Bahri ha detto “di non trovare nemmeno un ragione per cui un musulmano dovrebbe sostenere ISIL”, dato che “sono affiliati ad al-Qaeda, uccidono esseri umani e versano sangue innocente”.<br />Tutti concordano su un fatto: urge che leader e studiosi musulmani diffondano in Asia la consapevolezza che l’ISIL non segue il vero islam e che “non c’è nulla di peggio che vedere musulmani uccidersi a vicenda in nome dell'Islam”. Dunque è assolutamente sconsigliato unirsi all'ISIL e alle sue battaglie.<br />L’islam asiatico, quello spintosi oltre i confini del mondo arabo, è un islam numericamente molto significativo: nei paesi arabi i musulmani sono nel complesso circa 300 milioni di fedeli, mentre nel resto dell'Asia vivono oltre 690 milioni di fedeli, cioè quasi il doppio. In molte aree l'islam è arrivato pacificamente, grazie alle rotte dei mercanti arabi, che si sono avvicinati alle culture locali, e si è incrociato con le culture locali in forma del tutto pacifica, aperta e tollerante. Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/BRASILE - Da 20 anni una rete di 230 radio al servizio della comunità cattolica e dei valori cristianihttp://fides.org/it/news/55685-AMERICA_BRASILE_Da_20_anni_una_rete_di_230_radio_al_servizio_della_comunita_cattolica_e_dei_valori_cristianihttp://fides.org/it/news/55685-AMERICA_BRASILE_Da_20_anni_una_rete_di_230_radio_al_servizio_della_comunita_cattolica_e_dei_valori_cristianiSao Paolo – La rete delle radio cattoliche brasiliane compie 20 anni. Il network riunisce 230 emittenti in tutto il Brasile, conta su una “radio base” in ogni regione, e mette in comune l’impegno per l’evangelizzazione dal 1994. Il primo scopo della RCR in questi 20 anni, è stato quello di rafforzare la Chiesa in Brasile attraverso il collegamento tra le stazioni che lavorano insieme usando il potere creativo della radio. L'obiettivo è mantenere vivo il messaggio del Vangelo attraverso le onde radio, consolidare e diffondere la comunicazione ispirata agli ideali del Vangelo.<br />La nota inviata dalla RCR a Fides ricorda che i principali compiti della Rete sono: promuovere la fedeltà ai valori del Vangelo, il rispetto della vita e della dignità umana; invitare alle pratiche religiose; contribuire all'educazione e alla cultura; incentivare lo spirito di solidarietà, la condivisione e la comunione; promuovere l’innovazione tecnologica e la responsabilità socio-ambientale.<br />Fondata nel 1994, la RCR è un'associazione di organizzazioni di radio formalmente legate alla Chiesa cattolica e di radio laiche di ispirazione cristiana che lavorano al servizio di comunità o diocesi. Si compone di sette grandi e potenti radio base, con produzione propria: Rete Aparecida a São Paulo; Rete Canção Novae ; Rete Milicia Sat ; Rete Pai Eterno a Goiás; Rete Sul di Radio a Rio Grande do Sul; Rete Scalabriniana e Rete Evangelizzare é Preciso.<br />Secondo l'istituto di ricerca Ibope, nei mesi di aprile, maggio e giugno 2014, la Base Generatrice della RCR, Radio Imaculada Conceição, era al settimo posto nella classifica degli ascolti nella regione metropolitana di São Paulo. Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/TERRA SANTA - Non si arresta la tragedia umanitaria: nelle ultime ore rimasti uccisi 147 bambini nella Strisciahttp://fides.org/it/news/55684-ASIA_TERRA_SANTA_Non_si_arresta_la_tragedia_umanitaria_nelle_ultime_ore_rimasti_uccisi_147_bambini_nella_Strisciahttp://fides.org/it/news/55684-ASIA_TERRA_SANTA_Non_si_arresta_la_tragedia_umanitaria_nelle_ultime_ore_rimasti_uccisi_147_bambini_nella_StrisciaGaza - Il conteggio delle vittime continua a salire e, secondo gli ultimi dati diffusi dall’interno della Striscia dai 34 operatori dell’Oxford Commitee for Famine Relief impegnati a supportare la popolazione, il 74% delle oltre 600 vittime palestinesi è rappresentato da civili, mentre il numero dei feriti è salito oltre i 3500 e si avvia a superare i 4 mila. Nel frattempo durante gli scontri tra Hamas e Israele, aumentano anche gli israeliani uccisi: 29 le vittime di cui due civili adulti. Ma il dato più allarmante è che, nonostante i ripetuti appelli al cessate il fuoco arrivati da più parti, continua la strage di minori: il numero di bambini rimasti uccisi nella Striscia è infatti salito a 147 nelle ultime ore, mentre sono 116 mila quelli rimasti vittima dei traumi del conflitto.<br />“Al momento a Gaza un bambino rimane ucciso ogni ora. Un dato agghiacciante che deve portare la comunità internazionale ad imporre un immediato cessate il fuoco” si legge in una nota del responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia pervenuta all’Agenzia Fides. Oltre 120 mila persone a Gaza hanno dovuto abbandonare le loro case, i confini sono chiusi e le persone non hanno un posto sicuro in cui andare, la maggior parte di loro si è accampata nelle scuole della Striscia. Il 44% del territorio di Gaza è stato dichiarato zona di evacuazione, mentre il restante 56% continua ad essere ad alto rischio, a causa dei continui attacchi aerei. <br />Danneggiate anche le strutture mediche, che lavorano in soccorso della popolazione: 18 tra ospedali, cliniche e ambulanze sono state colpite dai bombardamenti, mentre 26 operatori sanitari della Mezzaluna Rossa palestinese sono stati feriti. Il cibo e l’acqua a disposizione della popolazione sono sempre più scarsi. Oltre 135 mila persone hanno bisogno di immediata assistenza alimentare, mentre si stima che i panifici di Gaza adesso abbiano scorte per una sola settimana. Circa 1,2 milioni di persone, due terzi della popolazione che vive nell’enclave di Gaza, hanno difficoltà di accesso all’acqua potabile, un quarto dei sistemi idrici presenti al momento è ridotto alla metà della capacità di erogazione. Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAN - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionariehttp://fides.org/it/news/55683-ASIA_IRAN_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttp://fides.org/it/news/55683-ASIA_IRAN_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 20 giugno 2014 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Iran per un quinquennio , il rev. Hormoz Aslani Babroudi, della diocesi di Urmias e Salmas degli Assiro Caldei. <br />Il nuovo Direttore nazionale ha 42 anni ed è stato ordinato sacerdote 12 anni fa. Ha studiato filosofia e teologia al Pontificio Collegio Urbano, con specializzazione in teologia dogmatica, quindi ha fatto un anno di studi sulla teologia, spiritualità e storia delle Chiese Orientali, presso il Pontificio Istituto Orientale. E’ rientrato in Iran nel 2004. Attualmente è membro del gruppo Fede e Luce e responsabile spirituale del gruppo degli adolescenti. E’ impegnato pastoralmente presso la Cattedrale di Urmias e Salmas. Dal 2010 è insegnante di religione e catechesi. Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200AMERICA/NICARAGUA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionariehttp://fides.org/it/news/55682-AMERICA_NICARAGUA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttp://fides.org/it/news/55682-AMERICA_NICARAGUA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 13 giugno 2014 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Nicaragua per un quinquennio , il rev. Carlos Adán Alvarado Aragón, della diocesi di Juigalpa. <br />Il nuovo Direttore nazionale ha 37 anni ed è stato ordinato sacerdote 8 anni fa. Attualmente è parroco della parrocchia San Carlo Borromeo, Incaricato diocesano della Pontificia Opera per l’Infanzia Missionaria. In precedenza è stato vicario parrocchiale, Delegato per la Missione Continentale, Direttore diocesano delle POM. Ha frequentato un corso di missiologia presso l’Istituto Teologico per l’America Latina a Bogotà. Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/CINA - Universitari impegnati a migliorare la vita di fede nel segno della carità e della missionehttp://fides.org/it/news/55681-ASIA_CINA_Universitari_impegnati_a_migliorare_la_vita_di_fede_nel_segno_della_carita_e_della_missionehttp://fides.org/it/news/55681-ASIA_CINA_Universitari_impegnati_a_migliorare_la_vita_di_fede_nel_segno_della_carita_e_della_missionePechino – Un’ottantina di universitari di Pechino, cattolici, cristiani e non cristiani, hanno partecipato a dieci giorni di campeggio estivo, dal 14 al 23 luglio, vivendo insieme alcune esperienze nel segno della carità e della missione. Tra queste la via crucis, la lavanda dei piedi, l’adorazione comunitaria, la realizzazione di icone sacre per sperimentare la preghiera dei monaci orientali che accompagna questa attività, un concerto, la condivisione dell’esperienza di fede insieme ai sacerdoti e alle religiose, l’impegno a rispondere all’invito del Papa di andare verso le periferie. L’iniziativa rientra nell’ambito della pastorale giovanile estiva, che contraddistingue l’impegno di tante comunità cattoliche continentali in questo periodo.<br />Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, gli universitari, con la guida di sacerdoti e suore preparati, si sono impegnati perché in ogni loro attività di questi giorni si percepisse il senso profondo della Carità. Durante la giornata dedicata all’ “andare verso le periferie”, si sono divisi in 6 gruppi per portare l’Amore di Cristo e della Chiesa a tutti: passanti, anziani, malati, bambini dell’asilo…. e soprattutto “il sorriso del cristiano che scalda il cuore”. <br />Anche la pastorale giovanile della diocesi di Nan Chong, nella provincia di Si Chuan, ha voluto rispondere alle esigenze di una società che soffre il grave problema dell’invecchiamento, proponendo al Gruppo giovanile “La Luce del Ba Shu” di portare amore ed attenzione agli ospiti della Casa degli Anziani. Fri, 25 Jul 2014 00:00:00 +0200AFRICA/EGITTO - Non c'è più nessun cristiano nella città natale di Sant'Antonio Abatehttp://fides.org/it/news/55680-AFRICA_EGITTO_Non_c_e_piu_nessun_cristiano_nella_citta_natale_di_Sant_Antonio_Abatehttp://fides.org/it/news/55680-AFRICA_EGITTO_Non_c_e_piu_nessun_cristiano_nella_citta_natale_di_Sant_Antonio_AbateQumans – Non c'è una chiesa né un solo cristiano nella città egiziana di Qumans, nota anticamente con il nome di Coma, nella provincia centrale di Beni Suef, dove nel 251 d.C. nacque Sant'Antonio Abate, considerato l'iniziatore del monachesimo cristiano. Lo rilevano fonti egiziane consultate dall'Agenzia Fides. Negli ultimi tempi i capi delle comunità copte ortodosse della regione hanno preso atto che i flussi migratori interni registrati nell'area hanno comportato anche il trasferimento delle ultime famiglie che abitavano nei pressi del villaggio, in un'area dove alcuni fondi agricoli vengono ancora indicati come antichi possedimenti della famiglia di provenienza del grande santo. L'intenzione di valorizzare il luogo di nascita di Sant'Antonio potrebbe portare in futuro – come ipotizzato da parte di alcuni esponenti della Chiesa copta – alla costruzione ex novo di un santuario da suggerire ai fedeli come meta di pellegrinaggio. .Thu, 24 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Dal Nord Waziristan anche sfollati cristiani e indù: no alle discriminazionihttp://fides.org/it/news/55679-ASIA_PAKISTAN_Dal_Nord_Waziristan_anche_sfollati_cristiani_e_indu_no_alle_discriminazionihttp://fides.org/it/news/55679-ASIA_PAKISTAN_Dal_Nord_Waziristan_anche_sfollati_cristiani_e_indu_no_alle_discriminazioniIslamabad – Ci sono anche sfollati interni cristiani e indù provenienti dal Nord Waziristan, area dove il governo pakistano ha lanciato nelle scorse settimane un’offensiva antiterrorismo contro i gruppi talebani. Come riferito a Fides, 65 famiglie cristiane e 15 famiglie indù hanno lasciato la città di Miranshah e i villaggi del Nord Waziristan, rifugiandosi nelle scuole cristiane della città di Bunnu, gestite dalla “Chiesa dl Pakistan” .<br />Secondo fonti governative, gli sfollati sono circa un milione, il 74% donne e bambini, e sono assistiti in strutture governative. Gli sfollati cristiani e indù, non essendo stati registrati ufficialmente nel distretto di Bunnu, non possono ricevere l’assistenza e i benefici assicurati agli altri rifugiati. Le comunità cristiane locali sollecitano quindi il governo a trattare i rifugiati, che sono tutti cittadini pakistani, “tutti allo stesso modo”, senza alcuna discriminazione su base religiosa.<br />Dell’offensiva verso i talebani ha fatto le spese anche un innocente. Come riferisce a Fides la “Asian Human Rights Commission”, Anisur Rehman Soomro, ragazzo di 17 anni, cittadino del Sindh, è stato arrestato, detenuto illegalmente per undici giorni, torturato e ucciso dalla polizia di Karachi, con l’accusa di essere membro di un gruppo talebano. Sul caso si chiede venga aperta al più presto una indagine indipendente. Thu, 24 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/SIRIA - Migliaia di bambini esclusi dalla campagna di vaccinazione contro la polio riemersa nel Paesehttp://fides.org/it/news/55678-ASIA_SIRIA_Migliaia_di_bambini_esclusi_dalla_campagna_di_vaccinazione_contro_la_polio_riemersa_nel_Paesehttp://fides.org/it/news/55678-ASIA_SIRIA_Migliaia_di_bambini_esclusi_dalla_campagna_di_vaccinazione_contro_la_polio_riemersa_nel_PaeseAleppo - Circa 765 mila bambini con meno di 5 anni di età vivono in zone della Siria dove è molto difficile accedere a causa del conflitto in corso e sono rimasti esclusi dalla recente campagna di vaccinazione contro la polio o hanno ricevuto una quantità insufficiente di dosi. Considerata praticamente eradicata dalla regione e senza nessun caso registrato dal 1999, quest’anno ne sono stati individuati 36 in Siria e 2 nel vicino Iraq. Entrambi i Paesi sono vittime di gravi conflitti interni e parte dei loro territori sono fuori dal controllo del Governo e nelle mani dei movimenti armati all’opposizione. Considerato l’alto rischio di diffusione della grave malattia, UNICEF e OMS hanno lanciato la più grande campagna di vaccinazione della storia del Medio Oriente, vaccinando tra tre e sei volte 25 milioni di bambini. In Siria, sono stati vaccinati 2,9 milioni di piccoli e, in una seconda fase, si cercherà di raggiungere anche tutti gli altri rimasti fuori. Lo scoppio della polio in Siria è stato attribuito a motivi determinati dalla guerra civile, iniziata nel 2011, soprattutto per l’interruzione delle campagne nazionali di routine dovuta ai danni alle infrastrutture sanitarie, con almeno il 60% degli ospedali distrutti o danneggiati, e meno della terza parte delle ambulanze pubbliche funzionanti, e delle attrezzature che garantiscono la cosiddetta “catena del freddo” che mantiene i vaccini alla temperatura adeguata fino ala somministrazione. Inoltre, tra le altre cause fondamentali ci sono anche l’esodo del personale medico e il continuo sfollamento forzato della popolazione in Siria, che vive in condizioni igieniche deplorevoli e molti bambini sono privi di alcuna copertura medica. Prima del conflitto il tasso di vaccinazione nel Paese era del 99 % e ora è del 52 %. Thu, 24 Jul 2014 00:00:00 +0200EUROPA/GRAN BRETAGNA - Oltre 700 milioni di bambine costrette al matrimoniohttp://fides.org/it/news/55677-EUROPA_GRAN_BRETAGNA_Oltre_700_milioni_di_bambine_costrette_al_matrimoniohttp://fides.org/it/news/55677-EUROPA_GRAN_BRETAGNA_Oltre_700_milioni_di_bambine_costrette_al_matrimonioLondra – In tutto il mondo oltre 700 milioni le donne sono state costrette a sposarsi quando erano ancora bambine, di queste 250 milioni prima di aver compiuto 15 anni. E’ quanto ha dichiarato il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia nel corso della celebrazione del primo Summit sulla Bambina, che si tiene a Londra, aggiungendo che le bambine che si sposano prima dei 18 anni hanno più possibilità di abbandonare gli studi ed essere oggetto di violenza domestica. Inoltre le adolescenti più giovani corrono un rischio maggiore di morire per complicazioni dovute alla gravidanza e al parto rispetto a quelle che hanno più di 20 anni, e i rispettivi figli hanno più probabilità di nascere morti o morire nel corso del primo mese di vita. Secondo l’Unicef, in 29 Paesi di Africa e Medio Oriente oltre 130 milioni di bambine e di donne hanno subito qualche forma di mutilazione genitale. L’obiettivo è riuscire a dare il sostegno necessario per eradicare rapidamente i due fenomeni che privano le donne della loro stessa dignità. Thu, 24 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/TERRA SANTA - Caritas Jerusalem soccorre migliaia di musulmani rifugiati nelle scuole e nelle chiese di Gazahttp://fides.org/it/news/55676-ASIA_TERRA_SANTA_Caritas_Jerusalem_soccorre_migliaia_di_musulmani_rifugiati_nelle_scuole_e_nelle_chiese_di_Gazahttp://fides.org/it/news/55676-ASIA_TERRA_SANTA_Caritas_Jerusalem_soccorre_migliaia_di_musulmani_rifugiati_nelle_scuole_e_nelle_chiese_di_GazaGaza – Ci sono quasi 1300 palestinesi, in stragrande maggioranza musulmani, rifugiati nella chiesa greco-ortodossa di San Porfirio a Gaza per sottrarsi ai bombardamenti dell'esercito israeliano. Altri settecento hanno trovato rifugio presso la chiesa cattolica della Sacra Famiglia. In questi giorni la loro sopravvivenza dipende in buona parte dalle iniziative di soccorso e assistenza messe in campo da Caritas Jerusalem per dare il proprio contributo all'affronto dell'emergenza rappresentata da più di 130mila sfollati che hanno dovuto lasciare le loro case dall'inizio dell'operazione militare israeliana “Bordo Protettivo”. Finora i morti tra i palestinesi sono oltre 700, e i presidi sanitari della Striscia non riescono a far fronte all'impressionante quantità dei feriti . <br />“I nostri 18 operatori stanno lavorando senza sosta in quella situazione terribile, coi nostri centri medici mobili che operano nelle scuole e distribuendo kit di sopravvivenza alle famiglie ammassate nelle scuole, in collaborazione con l'Onu” riferisce all'Agenzia Fides padre Raed Abusahliah, direttore di Caritas Jerusalem. “Da ieri - aggiunge il sacerdote palestinese residente a Ramallah -abbiamo preso per una settimana la responsabilità dei rifugiati presenti nella chiesa ortodossa e nella scuola cattolica. Distribuiamo cibo e pasti caldi, latte e beni di prima necessità per i bambini, carburante per i generatori elettrici. Intanto, con Caritas Internationalis, abbiamo lanciato un appello per progetti e iniziative a lungo termine da avviare immediatamente dopo il cessate il fuoco. Serviranno fondi per un milione 130mila euro. Ma già vedo arrivare adesioni da tutto il mondo, e anche in Terra Santa soprattutto i giovani danno offerte alla Caritas per i fratelli di Gaza. E’ un flusso ininterrotto”. <br />Sabato e domenica prossima in tutte le parrocchie di Giordania, Palestina e Israele si pregherà per il ritorno della pace e ci saranno raccolte fondi a favore della gente di Gaza. “ A questo proposito - dichiara p. Raed - rivolgo un umile appello a Papa Francesco: convochi una veglia di digiuno e preghiera per la pace in Terra Santa, come ha fatto per la Siria. Tutti i popoli che abitano questa terra, la terra di Gesù, sono stanchi di vivere nella paura e nel dolore”. .Thu, 24 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Nomina del Rettore del Seminario interdiocesano “Khristo Jyoti Mohavidyaloyo” a Sambalpurhttp://fides.org/it/news/55675-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_interdiocesano_Khristo_Jyoti_Mohavidyaloyo_a_Sambalpurhttp://fides.org/it/news/55675-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_interdiocesano_Khristo_Jyoti_Mohavidyaloyo_a_SambalpurCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 16 maggio 2014 ha nominato Rettore del Seminario interdiocesano “Khristo Jyoti Mohavidyaloyo” nella diocesi di Sambalpur , il rev. Francis Pereira, SVD.<br />Il nuovo Rettore è nato il 13 marzo 1956 a Kanthavara , ha emesso la professione perpetua il 12 giugno 1984 ed è stato ordinato sacerdote il 4 maggio 1985. Ha conseguito la Laurea in teologia ed il Dottorato in Antropologia teologica. Dopo l’ordinazione ha svolto il ministero pastorale come viceparroco e parroco in diverse parrocchie, ha lavorato nell’ambito della pastorale giovanile e dal 2002 ha fatto parte dello staff del “Khristo Jyoti Mohavidyaloyo”. Thu, 24 Jul 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Nomina del Rettore del Seminario interdiocesano “Morning Star College” a Calcuttahttp://fides.org/it/news/55674-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_interdiocesano_Morning_Star_College_a_Calcuttahttp://fides.org/it/news/55674-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_interdiocesano_Morning_Star_College_a_CalcuttaCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 30 maggio 2014 ha nominato Rettore del Seminario interdiocesano “Morning Star College” nell’arcidiocesi di Calcutta , il rev. Santhanam J.A., del clero diocesano di Bauripur.<br />Il nuovo Rettore è nato il 24 luglio 1962 ed è stato ordinato sacerdote il 22 aprile 1990. Si è laureato in storia all’Università di Calcutta, quindi ha studiato filosofia e teologia al “Morning Star Regional Seminary”, quindi teologia sistematica al seminario pontificio di Pune, e ha conseguito il Dottorato all’università cattolica di Francia. Nella diocesi di Bauripur ha avuto incarichi pastorali come parroco e nel campo scolastico, segretario della commissione diocesana per l’educazione, professore e tesoriere al Morning Star Regional Seminary. Thu, 24 Jul 2014 00:00:00 +0200