Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AMERICA/EL SALVADOR - Ucciso il rettore del seminario maggiore di Santiago de María di Zacatecolucahttp://fides.org/it/news/68497-AMERICA_EL_SALVADOR_Ucciso_il_rettore_del_seminario_maggiore_di_Santiago_de_Maria_di_Zacatecolucahttp://fides.org/it/news/68497-AMERICA_EL_SALVADOR_Ucciso_il_rettore_del_seminario_maggiore_di_Santiago_de_Maria_di_ZacatecolucaZacatecoluca – Padre Ricardo Antonio Cortéz è stato assassinato con colpi di arma da fuoco ieri 7 agosto 2020. Secondo quanto riferito dalla diocesi di Zacatecoluca all’Agenzia Fides il sacerdote cattolico è rimasto ucciso in una sparatoria avvenuta al chilometro 80 dell'autostrada El Litoral, che collega San Salvador con diversi comuni del dipartimento di La Paz e della zona costiera orientale.<br />Secondo la nota pervenuta, le autorità di sicurezza salvadoregne non hanno dato dettagli sulle indagini in corso per fare chiarezza e individuare i responsabili.<br />El Salvador è considerato uno dei paesi più violenti al mondo dove si registrano i più alti tassi di omicidi. Tra il 2015 e il 2018 ne sono stati registrati tra 103 e 50,3 ogni 100.000 abitanti. I crimini sono attribuiti principalmente alle bande Mara Salvatrucha e Barrio 18.<br /> <br /><br />Sat, 08 Aug 2020 11:14:17 +0200AMERICA/ECUADOR - “Andiamo avanti senza certezze”: un missionario dalla provincia del Guayashttp://fides.org/it/news/68496-AMERICA_ECUADOR_Andiamo_avanti_senza_certezze_un_missionario_dalla_provincia_del_Guayashttp://fides.org/it/news/68496-AMERICA_ECUADOR_Andiamo_avanti_senza_certezze_un_missionario_dalla_provincia_del_GuayasDuràn – “Dal 28 maggio la nostra città è con il semaforo giallo, ovvero le attività commerciali hanno riaperto ma con la capacità ridotta al 30% per non creare assembramenti. Le chiese anche sono aperte al 30%”, scrive all’Agenzia Fides don Saverio Turato, sacerdote fidei donum a Duràn, provincia del Guayas. “Andiamo per tentativi nella ripresa delle celebrazioni liturgiche dal momento che molta gente ha paura di riunirsi. Inoltre i bambini minori di 12 anni e gli adulti maggiori di 60 non possono entrare in chiesa. Quindi siamo davvero in pochi.”<br />Sull’evoluzione della pandemia don Saverio scrive: “i contagi continuano anche se si è abbassata la mortalità. La gente purtroppo non obbedisce alle disposizioni e sembra essere tornati alla vita di prima: feste, calcio e pallavolo in strada e tutti rigorosamente senza mascherina... e solo pochi giorni fa i sindaci sono intervenuti duramente vietando qualsiasi tipo di festa e riunione, tanto pubblica che privata.”<br />“Purtroppo c'è stata un'impennata dei contagi a Quito e nelle città delle Ande –spiega il sacerdote. Le scorse settimane sono state davvero molto critiche per loro. Addirittura alcuni pazienti venivano trasferiti agli ospedali di Guayaquil.”<br />“Altro fenomeno scandaloso che riempie le pagine dei giornali è la corruzione che imperversa nel Paese. Numerosi politici e l’ex presidente della Repubblica, Abdalá Bucaram, sono accusati di aver rivenduto farmaci e materiale ospedaliero rincarando i prezzi agli ospedali pubblici. Speriamo si faccia un po' di pulizia ed il popolo sviluppi una coscienza critica” conclude.<br />Le statistiche ufficiali confermano 90.537 contagiati, 13.342 casi attivi, 5.877 morti e 71.318 guariti.<br /> <br />Sat, 08 Aug 2020 08:42:43 +0200AMERICA/STATI UNITI - Sostegno della Chiesa in Nicaragua da parte dei cattolici americanihttp://fides.org/it/news/68495-AMERICA_STATI_UNITI_Sostegno_della_Chiesa_in_Nicaragua_da_parte_dei_cattolici_americanihttp://fides.org/it/news/68495-AMERICA_STATI_UNITI_Sostegno_della_Chiesa_in_Nicaragua_da_parte_dei_cattolici_americaniWashington - Il vescovo David J. Malloy di Rockford, e presidente del Comitato internazionale per la giustizia e la pace della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, ha rilasciato la seguente dichiarazione:<br /><br />"Insieme a Papa Francesco e ai miei confratelli vescovi di tutta l'America Latina, condanno l'attentato sacrilego alla cattedrale di Managua avvenuto venerdì 31 luglio. Il cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, ha definito questo attentato con bombe incendiarie un "atto di terrorismo". L'apparente bersaglio dell'esplosione, uno storico crocifisso realizzato nel XVII secolo, è diventato un'immagine struggente della Chiesa del Paese, che soffre e ha resistito ai continui attacchi retorici e fisici da quando ha tentato mediare per la pace in quel paese nel 2018.<br />Ringrazio il governo degli Stati Uniti per la sua immediata dichiarazione a sostegno della Chiesa in Nicaragua dopo l'attacco, e sollecito l'amministrazione a continuare la sua ricerca della pace in quel paese.<br />La Chiesa negli Stati Uniti sostiene i fedeli nicaraguensi che continuano a soffrire e tutte le persone di buona volontà che lottano per la pace e la riconciliazione in Nicaragua".<br /><br /> Sat, 08 Aug 2020 11:33:40 +0200OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Il vescovo di Mendi esorta ad osservare tutti insieme la prima giornata internazionale contro la violenza con l'accusa di stregoneriahttp://fides.org/it/news/68494-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_Il_vescovo_di_Mendi_esorta_ad_osservare_tutti_insieme_la_prima_giornata_internazionale_contro_la_violenza_con_l_accusa_di_stregoneriahttp://fides.org/it/news/68494-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_Il_vescovo_di_Mendi_esorta_ad_osservare_tutti_insieme_la_prima_giornata_internazionale_contro_la_violenza_con_l_accusa_di_stregoneriaPort Moresby – “Coloro che torturano e uccidono le donne accusate di stregoneria sono chiaramente colpevoli del crimine che stanno denunciando” ha dichiarato mons. Donald Lippert, vescovo di Mendi, in merito a recenti episodi di violenza su donne accusate di sanguma o stregoneria . <br />In una nota pervenuta all’Agenzia Fides si evince che nel Paese continui a crescere l’allarme contro la violenza domestica e tutte le forme di violenza. Secondo quanto dichiarato da suor Lorena Jenal, missionaria nella diocesi di Mendi, tre donne sono state torturate e bruciate la domenica di Pasqua dopo essere state accusate della morte di un uomo anziano che per molti anni ha sofferto di asma e insufficienza renale. Di recente, altre sei donne nella provincia sono state accusate di stregoneria. A questi episodi di sevizie e abusi, sfociati in morte, si aggiunge quello di una giovane donna lo scorso mese.<br />Promuovendo sui social media una campagna contro la SAV in PNG, il vescovo Lippert ha denunciato il grave fenomeno che continua a perpetrarsi e ha esortato la Chiesa, insieme a tutte le persone di buona volontà, ad affrontarlo e sradicarlo una volta per tutte dalla società.<br />Mons. Lippert ha concluso il suo intervento invitando tutti a celebrare la prima giornata internazionale contro la violenza con l'accusa di stregoneria che si terrà il 10 agosto. “Osserviamola tutti insieme, preghiamo insieme e agiamo per fermare la violenza legata alla SAV in PNG”.<br /> <br />Sat, 08 Aug 2020 10:34:25 +0200ASIA/INDONESIA - La Chiesa Cattolica sempre presente là dove più urgenti sono le situazioni di povertà e di malattia: i Camilliani nell’isola di Flores aiutano circa 700 famigliehttp://fides.org/it/news/68493-ASIA_INDONESIA_La_Chiesa_Cattolica_sempre_presente_la_dove_piu_urgenti_sono_le_situazioni_di_poverta_e_di_malattia_i_Camilliani_nell_isola_di_Flores_aiutano_circa_700_famigliehttp://fides.org/it/news/68493-ASIA_INDONESIA_La_Chiesa_Cattolica_sempre_presente_la_dove_piu_urgenti_sono_le_situazioni_di_poverta_e_di_malattia_i_Camilliani_nell_isola_di_Flores_aiutano_circa_700_famiglieMaumere - La pandemia del coronavirus ha raggiunto anche l’Indonesia con circa 120 mila casi infetti e poco più di 5 mila decessi. In modo particolare sono state colpite le grandi città come Giacarta, Surabaya, Bali, Medan dove il Governo ha imposto subito misure di lockdown con conseguenze di prevedibile aumento di povertà per migliaia di famiglie e di lavoratori.<br />“L’isola di Flores, una delle 17 mila che compongono l’arcipelago indonesiano con 1.9 milioni di abitanti, fortunatamente ha registrato solo un centinaio di contagi e finora nessun decesso” scrive all’Agenzia Fides Padre Luigi Galvani, missionario Camilliano pioniere della missione del suo istituto a Flores più di 10 anni fa .<br />“Sono state molto importanti le misure preventive imposte dalle autorità locali fin dall’inizio con la chiusura di scuole, chiese, moschee, hotels e luoghi di riunioni – aggiunge il missionario. Purtroppo però, molti lavoratori, soprattutto quelli occasionali dell’isola, hanno perso il lavoro aumentando così la loro già esistente situazione di povertà familiare.”<br />“I missionari Camilliani non sono rimasti insensibili e hanno organizzato un programma di assistenza alimentare concreta che ha raggiunto circa 700 famiglie disperse nei vari villaggi anche i più lontani dell’isola. Questo – spiega Galvani - grazie soprattutto ad un aiuto speciale giunto dalla Camillian Task Force di Roma. Tra i beneficiati, oltre alle 100 famiglie con casi sospetti di infezione, una cinquantina di malati mentali per i quali i missionari avevano costruito casette speciali lungo il corso dell’anno , un gruppo di malati con HIV, e centinaia di famiglie bisognose dei vari villaggi. <br />Padre Galvani ha concluso sottolineando che “le risposte di gratitudine della gente sono state commoventi e ciò ha ricaricato di nuovo entusiasmo i missionari, ma soprattutto hanno testimoniato ancora una volta come la Chiesa Cattolica sia sempre presente con la sua solidarietà là dove più urgenti sono le situazioni di povertà e di malattia.”<br /> <br />Sat, 08 Aug 2020 10:29:05 +0200AMERICA/BOLIVIA - "Creare spazi per il dialogo, il conflitto non è cultura boliviana", Mons. Centellas celebra Te Deum per i 195 anni di vita indipendentehttp://fides.org/it/news/68492-AMERICA_BOLIVIA_Creare_spazi_per_il_dialogo_il_conflitto_non_e_cultura_boliviana_Mons_Centellas_celebra_Te_Deum_per_i_195_anni_di_vita_indipendentehttp://fides.org/it/news/68492-AMERICA_BOLIVIA_Creare_spazi_per_il_dialogo_il_conflitto_non_e_cultura_boliviana_Mons_Centellas_celebra_Te_Deum_per_i_195_anni_di_vita_indipendenteSucre - Il Presidente della Conferenza Episcopale Boliviana, Mons. Ricardo Centellas, ha presieduto l'Eucaristia di ringraziamento nei 195 anni di vita indipendente della Bolivia, questo giovedì 6 agosto, nella Cappella della Virgen de Guadalupe nell'Arcidiocesi di Sucre.<br />Per l'occasione, l'arcivescovo ha sottolineato la necessità di un dialogo fraterno, aperto e sincero tra i boliviani, per raggiungere lo sviluppo integrale del Paese.<br />Durante l'omelia, ha chiesto tutti generosità e unità, per affrontare la pandemia: "il sistema sanitario sta collassando, era già collassato prima, ecco perché la generosità di persone e istituzioni deve continuare ad apparire come la vediamo in molti luoghi ... che ci permettono intravedere che le cose stanno procedendo e possiamo continuare ad affrontare la pandemia. Con questi segni ci rendiamo perfettamente conto che l'unica via è l'unità e la solidarietà, se non lo capiamo è impossibile affrontare la pandemia", ha sottolineato.<br />Mons. Centellas ha parlato delle contraddizioni che il Paese deve affrontare nel mezzo dell'emergenza sanitaria: "Quello che stiamo vivendo in Bolivia è inammissibile, abbiamo tremende contraddizioni, ma quelle che vediamo a livello nazionale attirano l'attenzione, come è possibile governare e fare calcoli politici, come è possibile bloccare strade e chiedere democrazia, come è possibile proclamare la vita e chiudere l'anno scolastico, come è possibile affrontare la crisi economica, quando la burocrazia istituzionale continua, come è possibile che siamo tutti boliviani, ma non tutti abbiamo la stessa dignità, non abbiamo tutti la stessa opportunità di vivere con dignità?", ha chiesto.<br />"Dobbiamo muoverci per creare spazi per il dialogo, spazi per l'incontro fraterno, un dialogo aperto, sincero, franco, con la verità dei fatti, e trovare soluzioni, trovare alternative per continuare ad andare avanti, perché siamo stagnanti, questo atteggiamento distruttivo non può vincere, questo atteggiamento conflittuale non è la cultura boliviana. Siamo caratterizzati dall'opposto, ospitalità, vicinanza, fratellanza, quindi preghiamo e possa Dio liberarci da tutti questi mali e andare avanti, cercando lo sviluppo integrale di tutta la Bolivia, di tutti i boliviani", ha concluso.<br /><br /> <br />Fri, 07 Aug 2020 09:02:17 +0200OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - La crisi sanitaria mette a repentaglio il futuro delle popolazioni più precariehttp://fides.org/it/news/68491-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_La_crisi_sanitaria_mette_a_repentaglio_il_futuro_delle_popolazioni_piu_precariehttp://fides.org/it/news/68491-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_La_crisi_sanitaria_mette_a_repentaglio_il_futuro_delle_popolazioni_piu_precariePort Moresby - La crisi del settore sanitario in Papua Nuova Guinea negli ultimi mesi si sta ulteriormente aggravando. Gli infermieri e i medici dei Servizi sanitari e delle strutture sanitarie cattoliche hanno ridimensionato o interrotto completamente il lavoro dal 3 luglio a causa delle mancate sovvenzioni e del pagamento degli stipendi da parte del governo dall’inizio del 2020. “Le difficoltà finanziarie del governo in questi tempi di pandemia e il cambiamento delle politiche economiche e degli investimenti stranieri possono essere comprese visto il periodo di pandemia. Tuttavia, vanno stabilite le priorità” scrive p. Giorgio Licini, Pime, segretario generale della Conferenza episcopale di PNGSI, in una nota pervenuta all’Agenzia Fides. <br />“Il problema qui – sottolinea p. Licini - sono i servizi sanitari nelle zone rurali. La Chiesa, come in casi simili in passato, riesce a mobilitare risorse di emergenza, tuttavia, senza gli stipendi pagati dal governo, le prestazioni sanitarie sarebbero sufficienti per meno di un anno. Il governo deve stare attento a non minare la sua ispirazione cristiana tralasciando le aree remote. In un mondo più povero post COVID-19, non ci saranno margini per l'avidità personale e aziendale; o l'arroganza umana spingerà di nuovo milioni ai margini e in condizioni di fame, malattia e morte.”<br />I servizi sanitari delle diverse confessioni cristiane in PNG coprono circa il 50% del settore sanitario nazionale totale. Il fatto che si trovino principalmente nelle aree rurali, dove non c'è quasi nessuna infrastruttura governativa, indica quanto questi siano importanti per milioni di cittadini svantaggiati nel paese.<br />Il Segretario dei vescovi fa inoltre presente che la Papua Nuova Guinea è un raro esempio di un paese che si astiene dall'investire in armamenti. “Il compito di garantire risorse finanziarie sufficienti per i servizi di base richiesti, per l’apparato statale e per i miglioramenti infrastrutturali per una popolazione in crescita è scoraggiante - spiega. La solidarietà internazionale aiuta, ma non penalizzando diritti umani e norme morali. Alla fine della giornata ogni persona e ogni paese sono in gran parte responsabili del loro destino. Ciò che è essenziale sono l'integrità e l'impegno della leadership, che trovano immediato riscontro nel trattamento riservato agli emarginati e ai poveri”.<br /> <br />Fri, 07 Aug 2020 13:28:50 +0200AMERICA/PERU' - I vescovi riguardo la crisi politica nel paese: "Questo è il momento peggiore per provocare una nuova crisi"http://fides.org/it/news/68490-AMERICA_PERU_I_vescovi_riguardo_la_crisi_politica_nel_paese_Questo_e_il_momento_peggiore_per_provocare_una_nuova_crisihttp://fides.org/it/news/68490-AMERICA_PERU_I_vescovi_riguardo_la_crisi_politica_nel_paese_Questo_e_il_momento_peggiore_per_provocare_una_nuova_crisiLima - Dalle grandi compagnie private ai sindacati e la Chiesa cattolica, tutti hanno chiesto all'Esecutivo e al Congresso del Perù di superare immediatamente la grave crisi politica che il Paese affronta dopo che il Legislativo ha causato la caduta del gabinetto del Primo Ministro Pedro Cateriano martedì scorso.<br /><br />Il comune denominatore di tutte le dichiarazioni durante la giornata di mercoledì è stata l'invocazione per raggiungere un consenso che previene l'impatto dell'epidemia di COVID-19, che ha il Perù come settimo paese al mondo e il terzo in America Latina con il maggior numero di casi.<br /><br />Martedì 4 agosto il Congresso ha negato la fiducia al gabinetto di Cateriano, costringendolo a lasciare l'incarico solo 19 giorni dopo aver assunto l'incarico. Così, dopo aver sentito la decisione legislativa, il presidente Martín Vizcarra ha assicurato che i deputati hanno fatto prevalere "richieste particolari", ma ha accettato il fatto compiuto e ha annunciato che formerà un nuovo gabinetto entro il termine previsto dalla legge.<br /><br />Fides ha ricevuto il testo della dichiarazione della Conferenza Episcopale Peruviana al riguardo, che ha anche ricordato che il Paese "sta vivendo tempi di sofferenza e dolore dovuti alla pandemia" del coronavirus, per cui ha ritenuto urgente "promuovere l'unità nazionale". "Questo è il momento peggiore per provocare una nuova crisi", hanno scritto prima di assicurare che "la classe politica deve mettere da parte le differenze che possono avere e elevarsi alle circostanze attuali, privilegiando la vita dei peruviani".<br /><br />Infine, i vescovi hanno invocato le forze politiche "per cercare il consenso", con un "programma prioritario" che metta avanti il ​​benessere di tutti i peruviani e così costruire "sulla base del dialogo, della buona fede e della retta intenzione, ponendo sempre il bene comune prima di ogni interesse di gruppo".<br /><br />La crisi politica nel paese si verifica quando il Perù ha superato i 20.000 decessi per COVID-19 e ha quasi raggiunto 440.000 contagi rilevati.<br /><br /> <br /><br />Thu, 06 Aug 2020 11:53:54 +0200ASIA/LIBANO - Caritas Libano: "Viviamo in un incubo ma non ci arrendiamo e continuiamo ad aiutare i più vulnerabili"http://fides.org/it/news/68489-ASIA_LIBANO_Caritas_Libano_Viviamo_in_un_incubo_ma_non_ci_arrendiamo_e_continuiamo_ad_aiutare_i_piu_vulnerabilihttp://fides.org/it/news/68489-ASIA_LIBANO_Caritas_Libano_Viviamo_in_un_incubo_ma_non_ci_arrendiamo_e_continuiamo_ad_aiutare_i_piu_vulnerabiliBeirut - Oltre 300 mila sfollati, migliaia di feriti e centinaia di morti sono il bilancio provvisorio dall’esplosione avvenuta martedì 4 agosto nel porto di Beirut . “È una situazione terribile e disastrosa e oggi ci troviamo nella confusione più totale", riferisce a Caritas Internationalis Rita Rhayem, direttore di Caritas Libano, il cui staff si è immediatamente attivato per soccorrere le persone colpite dall'esplosione.<br />“La situazione è critica e questa è la prima volta che affrontiamo un’emergenza di tale portata ma noi non ci fermiamo e andiamo avanti per aiutare tutte le persone in difficoltà”, sottolinea. “Vi sono molti morti e molti feriti, e da un punto di vista sanitario il quadro probabilmente peggiorerà rapidamente a causa degli effetti dei gas tossici. Caritas Libano si sta preparando a questa eventualità, ma i nostri centri sanitari non hanno mezzi per affrontare una simile evenienza e le operazioni di salvataggio sono rese ancora più difficili dalla mancanza di elettricità”.<br />Nella nota pervenuta all’Agenzia Fides si evidenzia che anche il quartier generale di Caritas Libano è stato gravemente danneggiato dall'esplosione. Secondo fonti locali, provvidenzialmente, l’ufficio aveva chiuso poco prima dell'esplosione e quindi nessuno tra lo staff è rimasto ferito.<br />“Il Paese si è fermato e stiamo vivendo un incubo – afferma il presidente di Caritas Libano, padre Michel Abboud - Non abbiamo nulla per aiutare la popolazione. Beirut è devastata e siamo totalmente sopraffatti dalla portata degli eventi”.<br />“I nostri volontari si sono mobilitati immediatamente per individuare ed assistere i feriti, che vengono ricevuti nei nostri centri di assistenza primaria purtroppo già sopraffatti ed incredibilmente affollati, così come gli ospedali. Manca qualsiasi cosa, compreso il cibo per sostenere la popolazione colpita”, gli fa eco Rita Rhayem.<br /> “Le esplosioni hanno causato un ulteriore danno a un Libano già in ginocchio a causa della crisi economica e politica, delle violenze, della pandemia di Covid-19 e delle conseguenze delle sanzioni economiche imposte alla Siria – sottolinea Aloysius John, segretario generale della Caritas Internationalis. “Non dobbiamo dimenticare quanto gli effetti delle sanzioni economiche e delle violenze abbiano indebolito questo Paese e stiano pesando molto sul Libano, che deve oggi fronteggiare anche una grave crisi alimentare”. John esorta “la comunità internazionale ad intervenire con urgenza e incondizionatamente al fine di aiutare la popolazione, che agisca con decisione per alleviare le sofferenze dei libanesi, rimuovendo immediatamente le sanzioni economiche”.<br /> <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.caritas.org/donation/lebanon-appeal">Per ulteriori info</a>Thu, 06 Aug 2020 09:37:29 +0200AMERICA/BRASILE - Lettera di 152 vescovi per criticare la gestione del governohttp://fides.org/it/news/68488-AMERICA_BRASILE_Lettera_di_152_vescovi_per_criticare_la_gestione_del_governohttp://fides.org/it/news/68488-AMERICA_BRASILE_Lettera_di_152_vescovi_per_criticare_la_gestione_del_governoBrasilia - Un gruppo di 152 vescovi del Brasile, circa un terzo del totale dei membri della Conferenza episcopale brasiliana, ha pubblicato una "Lettera al popolo di Dio", in cui vengono fatte serie critiche al presidente Jair Bolsonaro per il modo come ha gestito la pandemia del covid-19 ma anche all'orientamento politico del governo.<br />"Il Brasile sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia, paragonabile a una 'tempesta perfetta' che, dolorosamente, no può essere rimandata. La causa di questa tempesta è la combinazione di una crisi sanitaria senza precedenti, con un crollo travolgente dell'economia e con la tensione che si abbatte sulle basi della Repubblica, causata in larga misura dal Presidente della Repubblica e da altri settori della società, provocando una profonda crisi politica e di governabilità", afferma il documento.<br /><br />Secondo la nota pervenuta a Fides, la Lettera doveva essere pubblicata già alla fine di luglio ma è stata fermata per essere studiata per il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale del Brasile . Tuttavia, è stata diffusa dai social media prima di avere il consenso della CNBB. Così rimane a responsabilità dei firmanti.<br /><br />"Siamo vescovi della Chiesa cattolica, provenienti da varie regioni del Brasile, in profonda comunione con Papa Francesco e il suo magistero e in piena comunione con la Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, che nell'esercizio della sua missione evangelizzatrice, si pone sempre a difesa dei più piccoli, della giustizia e la pace", si legge nella lettera.<br />"È in questo orizzonte che ci posizioniamo in relazione all'attuale realtà in Brasile. Non abbiamo interessi politici, di partito, economici, ideologici o di altro tipo. Il nostro unico interesse è il Regno di Dio, presente nella nostra storia, mentre avanziamo nella costruzione di una società strutturalmente giusta, fraterna e solidale, come una civiltà dell'amore".<br />"Questo scenario di impasse pericolose, che mettono alla prova il nostro paese, richiede alle sue istituzioni, ai leader e alle organizzazioni civili molto più dialogo che discorsi ideologici chiusi".<br />I vescovi sostengono che "il sistema dell'attuale governo non pone al centro la persona umana e il bene di tutti, ma la difesa intransigente degli interessi di una" economia che uccide".<br />E in diretta allusione a un argomento che è di responsabilità della Chiesa e come altro punto diretto al presidente Bolsonaro, il documento aggiunge che "anche la religione viene utilizzata per manipolare sentimenti e credenze, provocare divisioni, diffondere odio, creare tensioni tra le chiese e i loro leader" , avvertendo che "qualsiasi associazione tra religione e potere nello Stato laico è perniciosa, soprattutto l'associazione tra gruppi religiosi fondamentalisti e il mantenimento del potere autoritario".<br /><br /> Thu, 06 Aug 2020 08:44:31 +0200ASIA/LIBANO - Patriarca Rai: A Beirut "esplosione misteriosa".Chiediamo aiuto a tutti, fuori da tornaconti politicihttp://fides.org/it/news/68487-ASIA_LIBANO_Patriarca_Rai_A_Beirut_esplosione_misteriosa_Chiediamo_aiuto_a_tutti_fuori_da_tornaconti_politicihttp://fides.org/it/news/68487-ASIA_LIBANO_Patriarca_Rai_A_Beirut_esplosione_misteriosa_Chiediamo_aiuto_a_tutti_fuori_da_tornaconti_politiciBeirut – «Beirut, la sposa d’Oriente, Beirut, il faro d’Occidente, è ferita». È una «città devastata», ridotta come «uno scenario di guerra senza guerra». Così inizia l’appello lanciato dal Patriarca maronita Bechara Boutros Rai «agli Stati del mondo», dopo la «misteriosa esplosione» avvenuta martedì 4 agosto nel porto della capitale libanese, con bilancio provvisorio di più di cento morti e migliaia di feriti. <br />L’evento devastante – ripete il cardinale libanese – ha sventrato la città, spargendo morte e devastazione, distrugendo ospedali, case, chiese e moschee, alberghi e negozi. E ciò - incalza il Patriarca – avviene proprio mentre lo Stato libanese «si trova in una situazione di bancarotta economica e finanziaria che lo rende incapace di affrontare questa catastrofe», con il popolo ridotto «in condizione di povertà e miseria».<br />La Chiesa – riferisce il cardinale - ha istituito una rete di soccorso in tutto il territorio libanese, ma l’emergenza è tale che ogni sforzo messo in atto dalla comunità nazionale risulta impari rispetto alla catastrofe che ha colpito il Paese dei Cedri. Per questo, a nome della Chiesa in Libano, il Patriarca Rai ringrazia anticipatamente «tutti gli Stati che hanno espresso la loro disponibilità ad aiutare Beirut», e si rivolge «a tutti gli Stati amici e fratelli», e a in particolare alle grandi Potenze e alle Nazioni Unite, chiedendo a tutti un aiuto immediato per la salvezza di Beirut, che prescinda da ogni considerazione e calcolo politico e geopolitico, «perché ciò che è accaduto va oltre la politica e va al di là dei conflitti». Il Libano, piegato negli ultimi anni da una sequenza di catastrofi di ordine politico, finanziario, economico e sul fronte della sicurezza nazionale – aggiunge il Patriarca maronita – ora «merita il sostegno dei suoi fratelli e amici, necessario per rimettere in piedi la sua capitale». Secondo il Patriarca Rai, la via più adeguata per far fronte allo stato di emergenza è quella di istituire un "fondo controllato dalle Nazioni Unite" per gestire gli aiuti. «Mi rivolgo a voi» conclude il Patriarca «perché so che amate il Libano e che risponderete a questo appello. Mi rivolgo a voi perché so quanto avete a cuore che il Libano riacquisti il suo ruolo storico al servizio dell'uomo, della democrazia e della pace in Medio Oriente e nel mondo». <br /><br />Al momento dell’esplosione, che ha devastato Beirut nel pomeriggio di martedì 4 agosto, i libanesi, sfiancati dalla crisi economica e dall’emergenza COVID che era tornata a paralizzare il Paese negli ultimi giorni, hanno subito messo da parte ogni indugio e si sono precipitati a soccorrere i propri connazionali: medici e personale sanitario hanno aperto ospedali e cliniche all’afflusso dei feriti, albergatori hanno messo le loro strutture a disposizione per accogliere gli sfollati fuggiti dalle proprie case distrutte. Lo stesso hanno fatto conventi, monasteri, chiese e moschee. Anche gli uffici di Caritas Libano sono stati devastati dall’esplosione. <br />«Questa dolorosa tragedia» recita un comunicato emesso nel tardo pomeriggio dall’ufficio politico del Partito sciita Hezbollah «e le sue ripercussioni sociali, economiche, umanitarie e sanitarie» esigono da tutti i libanesi dalle forze politiche e da tutti gli attori del Paese solidarietà, unità e lavoro condiviso per superare questa prova difficile». <br />Wed, 05 Aug 2020 12:59:24 +0200AFRICA/COSTA D’AVORIO - Covid 19: progetti sanitari per sensibilizzare la popolazione, formare e preparare il personale sanitariohttp://fides.org/it/news/68486-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Covid_19_progetti_sanitari_per_sensibilizzare_la_popolazione_formare_e_preparare_il_personale_sanitariohttp://fides.org/it/news/68486-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Covid_19_progetti_sanitari_per_sensibilizzare_la_popolazione_formare_e_preparare_il_personale_sanitarioYopougon-Kouté – La parrocchia St. Laurent di Yopougon Kouté celebra oggi 5 agosto la cerimonia per la consegna di mascherine di protezione, gel idroalcolico, sterilizzatori e respiratori, termometri infrarossi e altri strumenti ad alcuni ospedali della zona.<br />Il materiale sanitario, acquistato con gli aiuti della Conferenza Episcopale Italiana e Caritas Italiana , viene distribuito da Avsi, Comunità Missionaria di Villaregia, Fondazione Soleterre e l’Istituto Missioni Consolata.<br />Secondo quanto pervenuto all’Agenzia Fides, lo scorso aprile la Presidenza della Conferenza dei vescovi italiani ha stanziato 6 milioni di euro, ai quali sono stati aggiunti altri 3 milioni a maggio, per l’emergenza Coronavirus in Africa e in altri Paesi poveri del mondo. Grazie a queste risorse, provenienti dai fondi per l’8x1000 alla Chiesa Cattolica, sono state finanziate 381 iniziative in ambito sanitario e 160 in quello formativo.<br />CEI e CI hanno dato il loro contributo a questa iniziativa globale finanziando 10 progetti sanitari nella capitale Abidjan e in altre città di cui sono beneficiarie altrettante strutture sanitarie. Ognuna di esse, situate soprattutto nelle periferie e zone rurali, ha ricevuto tra i 10 e i 15mila euro, secondo il bisogno e il numero di posti letto della struttura. <br />Sette di questi progetti sono stati accompagnati dalle Ong Avsi e Soleterre, dalla Comunità Missionaria di Villaregia, a cui è affidata la parrocchia St. Laurent di Yopougon Kouté, e dall’Istituto Missioni Consolata, realtà che operano in Costa d'Avorio da diversi anni attraverso progetti di sviluppo e promozione umana. Proprio in Costa d'Avorio, oltre alle misure preventive attuate dal governo ivoriano e dall'Oms, la risposta nazionale ha posto una forte enfasi sul sostegno e sul rafforzamento del sistema sanitario.<br />I 4 enti hanno raccolto l’invito della Cei a collaborare per ottimizzare gli aiuti e come segno di unità fra enti e organizzazioni che si riconoscono in un comune e condiviso servizio ai fratelli più poveri. Oltre alla dotazione di strumentazione sanitaria i 7 progetti hanno l’obiettivo di sostenere iniziative per la sensibilizzazione della popolazione, formazione e preparazione del personale sanitario. <br />Alla cerimonia è prevista la presenza del nunzio apostolico in Costa d’Avorio, mons. Paolo Borgia, di rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità amministrative della città ivoriana<br /> <br />Wed, 05 Aug 2020 08:28:48 +0200AMERICA/BRASILE - "L'Amazzonia ha bisogno di te", un aiuto vero ai popoli amazzonicihttp://fides.org/it/news/68485-AMERICA_BRASILE_L_Amazzonia_ha_bisogno_di_te_un_aiuto_vero_ai_popoli_amazzonicihttp://fides.org/it/news/68485-AMERICA_BRASILE_L_Amazzonia_ha_bisogno_di_te_un_aiuto_vero_ai_popoli_amazzoniciBrasilia - Dopo quasi tre mesi dal suo lancio, la campagna "L'Amazzonia ha bisogno di te" ha raccolto oltre 700 mila reais e questa settimana fornisce un bollettino di responsabilità delle azioni svolte finora. La newsletter contiene foto e testimonianze dei leader delle diocesi che hanno ricevuto donazioni, nonché un foglio di calcolo con i fondi inviati e che sono stati convertiti in materiali alimentari e igienici.<br /><br />Organizzata dalla rete ecclesiale pan-amazzonica / REPAM-Brasile e dalle Pontificie Opere Missionarie con l'obiettivo di aiutare i bisogni del popolo amazzonico, l'azione è il risultato dell'azione di solidarietà di emergenza della Chiesa in Brasile "È tempo di prendersi cura", che ha svegliato innumerevoli iniziative in questo periodo di pandemia, e ha il sostegno della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, Caritas Brasileira, la Conferenza dei religiosi del Brasile e la Provincia marista del Brasile Centro-Sul.<br /><br /> Wed, 05 Aug 2020 08:13:33 +0200AMERICA/PERU - La solidarietà peruviana: 100 sale da pranzo per 10 mila personehttp://fides.org/it/news/68484-AMERICA_PERU_La_solidarieta_peruviana_100_sale_da_pranzo_per_10_mila_personehttp://fides.org/it/news/68484-AMERICA_PERU_La_solidarieta_peruviana_100_sale_da_pranzo_per_10_mila_personeLima - La Chiesa ha trasferito i fondi raccolti nella campagna "Per un Perù senza fame", una grande crociata di solidarietà nazionale, alle 100 sale da pranzo di solidarietà parrocchiale a livello nazionale per assistere alle persone più bisognose che soffrono della crisi economica e sociale a conseguenza della pandemia di COVID 19 nel Perù.<br />Come aveva informato Fides la Fundación Teletón San Juan de Dios insieme alla Conferenza episcopale peruviana, attraverso la sua iniziativa "Date loro da mangiare" e Cáritas del Perú, eseguirono la crociata nazionale, che è riuscito a raccogliere S / 698, 669 soles peruviani, grazie alla solidarietà di tutti i peruviani, tra compagnie, istituzioni, artisti e il pubblico in generale livello nazionale e internazionale.<br /><br />Questi fondi sono stati distribuiti alla rete di sale da pranzo delle 46 giurisdizioni ecclesiastiche situate in tutte le regioni del paese, per servire 10.000 persone vulnerabili con pranzi nelle 100 sale da pranzo parrocchiali per un periodo di due mesi .<br />Le giurisdizioni di Lima, Callao, Chosica, Carabayllo, Lurín, Trujillo, Iquitos, Jaén, Huancayo e Huánuco serviranno attraverso 3 sale da pranzo ciascuna, mentre le restanti 36 giurisdizioni avranno 2 sale da pranzo per fornire cibo a chi ne ha più bisogno.<br /><br /> <br />Wed, 05 Aug 2020 07:57:49 +0200AFRICA/SUDAN - Covid-19: le Autorità sollecitano alla cautela in occasione della festa di Eid El Adhahttp://fides.org/it/news/68483-AFRICA_SUDAN_Covid_19_le_Autorita_sollecitano_alla_cautela_in_occasione_della_festa_di_Eid_El_Adhahttp://fides.org/it/news/68483-AFRICA_SUDAN_Covid_19_le_Autorita_sollecitano_alla_cautela_in_occasione_della_festa_di_Eid_El_AdhaKarthoum – Nessun nuovo caso di Covid-19 è stato registrato in 14 dei 18 stati del Sudan nelle ultime due settimane, tuttavia saranno mantenute in tutto il paese misure precauzionali contro la diffusione del coronavirus per le prossime tre settimane. E’ quanto emerge in un rapporto dell'Alto Comitato per le emergenze sanitarie del Sudan pervenuto all’Agenzia Fides.<br />Attenzione particolare è stata sollecitata in concomitanza della festa mussulmana dell’Eid al Adha, che ricorda il sacrificio di Abramo, conclusa ieri 3 agosto. La festa del Sacrificio viene celebrata ogni anno dalla sera del 30 luglio, nel mese lunare di Dhū l Ḥijja in cui ha luogo il pellegrinaggio canonico alla Mecca.<br />In questa occasione il Ministero degli Affari Religiosi ha ordinato alle moschee di aderire a tutte le direttive sulla salute durante l'Eid El Adha per evitare la diffusione del coronavirus. Suleiman Bashshar, Sottosegretario al ministero, ha invitato gli imam a ridurre il tempo di preghiera leggendo brevi Suras dal Corano e accorciando il sermone nel più breve tempo possibile. Bashshar ha inoltre sollecitato i fedeli ad indossare le mascherine per il viso o coprire il naso e la bocca con la kefiah. E’ stato richiesto ad ognuno di portare il proprio tappetino di preghiera per evitare eventuali contagi. Bashshar ha anche affermato che l'Accademia Islamica Fiqh ha emesso una fatwa che autorizzava le persone a scegliere di non celebrare in gruppi il venerdì nelle moschee a causa della pandemia.<br />Secondo il Ministero della Salute, dal 27 luglio sono stati registrati 72 nuovi casi di Covid-19, inclusi cinque decessi. Il numero totale di contagi dall'inizio della pandemia arriva a 11.496 mentre i decessi registrati sono 725 e i recuperi 6001.<br /> <br />Tue, 04 Aug 2020 11:32:05 +0200AMERICA/PANAMA - Mons. Ulloa sulla pandemia: "deve prevalere la sensibilità, unità, solidarietà e generosità"http://fides.org/it/news/68482-AMERICA_PANAMA_Mons_Ulloa_sulla_pandemia_deve_prevalere_la_sensibilita_unita_solidarieta_e_generositahttp://fides.org/it/news/68482-AMERICA_PANAMA_Mons_Ulloa_sulla_pandemia_deve_prevalere_la_sensibilita_unita_solidarieta_e_generositaCittà di Panama - "Viviamo un momento in cui deve prevalere il grande senso di sensibilità, unità, solidarietà e generosità, che consentirà di superare le sfide come paese", sono le parole dell'arcivescovo metropolitano de Panama, Mons. José Domingo Ulloa.<br />L'arcivescovo, durante la sua omelia di domenica 2 agosto, si è espresso riguardo la crisi generata dalla pandemia.<br />Egli ha fatto una chiamata all'unità "per superare ogni disuguaglianza e povertà".<br /><br />"Un modo per uscire dalla crisi del coronavirus è creare uno spazio per la consultazione nazionale, ha commentato Mons. Ulloa, che si basa su principi di dialogo, giustizia e pace sociale, senza politicismo, interessi privati, calcoli o meschinità".<br />Questo spazio di consultazione dovrebbe avere le "maggiori possibilità di progresso per tutti", ha aggiunto.<br />"È tempo per noi di capire che possiamo raggiungere il benessere solo se tutti abbiamo accesso a condizioni di vita eque", ha concluso.<br /><br />Secondo il Ministero della Sanità in Panama ci sono 68.456 casi di covid e 1500 morti.<br /><br /> <br />Tue, 04 Aug 2020 09:27:42 +0200AFRICA/KENYA - Incontro interreligioso su come mantenere la società durante e dopo la pandemia di Covid 19http://fides.org/it/news/68481-AFRICA_KENYA_Incontro_interreligioso_su_come_mantenere_la_societa_durante_e_dopo_la_pandemia_di_Covid_19http://fides.org/it/news/68481-AFRICA_KENYA_Incontro_interreligioso_su_come_mantenere_la_societa_durante_e_dopo_la_pandemia_di_Covid_19Kericho – “Per aiutare a superare gli effetti della pandemia in Africa occorre cambiare atteggiamento”. E’ quanto hanno sottolineato nel corso della loro prima serie di incontri virtuali internazionali volta a creare consapevolezza sul Covid-19. L'iniziativa, che vede riuniti i leader di varie religioni tra cui cristianesimo, Islam e induismo, è nata da un progetto congiunto tra l’Università Cattolica Tangaza University College , l'Umma University, istituzione islamica di apprendimento superiore e l'Harmony Institute il cui obiettivo comune è promuovere la pace nel mondo e contribuire alla coesistenza pacifica dei seguaci di diverse fedi, culture, etnie e razze.<br />Il tema della sessione ‘Riflessioni sulla pandemia di Coronavirus: cosa ci consigliano le fedi in tempi difficili di crisi’ è volto a come mantenere la società durante e dopo la pandemia.<br />Tra i relatori della video conferenza, mons. Alfred Rotich, vescovo della diocesi di Kericho, che ha esortato i presenti a “cambiare atteggiamento, purificarci, essere virtuosi, diventare persone integre, oneste e fedeli”, Il vescovo ha sottolineato i tanti conflitti, divergenze e dissensi che si sono verificati durante questo periodo di pandemia all’interno delle famiglie.<br />“È tempo che le persone rinsaldino la loro vita spirituale e aprano le porte al virtuosismo, aprano gli occhi del cuore in modo da poter riconoscere Dio in tutto ciò che fanno”, continua mons. Rotich nella nota pervenuta all’Agenzia Fides. “Spesso trascuriamo i nostri giovani e non ci rendiamo conto né ci prendiamo cura di alcuni comportamenti illeciti”.<br />Secondo il direttore esecutivo del Consiglio interreligioso del Kenya , il dott. Francis Kuria Kagema, anch'egli intervenuto nel panel, le religioni dovrebbero ispirare le persone e dare la speranza che ‘ce la faremo a superare la pandemia’. Riflettendo inoltre sulle drastiche misure emanate per frenare la diffusione del Coronavirus nel paese, Kagema che è anche uno dei segretari del Consiglio interconfessionale costituito recentemente per aiutare a sviluppare ‘protocolli per la riapertura graduale dei luoghi di culto’, ha fatto presente che queste devono essere modificate. “Dobbiamo sostenere coloro che sono stati colpiti con modallità diverse dalle azioni drastiche messe in atto per prevenire la diffusione del virus", ha affermato il dott. Kagema, <br />“Dobbiamo accettare, prendere precauzioni, cambiare il nostro atteggiamento e andare avanti”, ha detto Sujata Kotamraju, segretaria generale del Consiglio indù del Kenya , in merito alle famiglie indù che tradizionalmente vivono sotto lo stesso tetto e dove gli adulti giocano un ruolo chiave nel plasmare i giovani. Trascorrono del tempo con loro, condividono storie su questioni legate all'età e alle circostanze e programmano i matrimoni. <br /> <br />Mon, 03 Aug 2020 12:20:05 +0200AMERICA/NICARAGUA - I vescovi hanno sottolineato che "atti di terrore" non intimidiscono la chiesa in Nicaraguahttp://fides.org/it/news/68480-AMERICA_NICARAGUA_I_vescovi_hanno_sottolineato_che_atti_di_terrore_non_intimidiscono_la_chiesa_in_Nicaraguahttp://fides.org/it/news/68480-AMERICA_NICARAGUA_I_vescovi_hanno_sottolineato_che_atti_di_terrore_non_intimidiscono_la_chiesa_in_NicaraguaManagua - La Conferenza Episcopale del Nicaragua ha pubblicato e inviato a Fides un documento dove condanna l'atto terroristico con queste parole: "La chiesa sarà sempre rifiutata da coloro che non accettano la Verità che predica...fare uso della violenza per tacere la voce profetica della chiesa non significa che dobbiamo smettere di incoraggiare il nostro popolo a vivere la missione evangelizzatrice che lo stesso Cristo ci ha affidato".<br /><br />Lo stesso Santo Padre Francesco, ieri dopo la preghiera dell'Angelus, ha ricordato questo terribile fatto: " Penso al popolo del Nicaragua che soffre per l’attentato alla cattedrale di Managua dove è stata molto danneggiata, quasi distrutta, l’immagine tanto venerata di Cristo, che ha accompagnato e sostenuto durante i secoli la vita del popolo fedele. Cari amici nicaraguensi, vi sono vicino e prego per voi."<br /><br />Anche Il vescovo ausiliare di Managua, mons. Silvio Báez, ha sottolineato che "gli atti di terrore" non intimidiscono la chiesa di Cristo, in riferimento all'attacco terroristico che uno sconosciuto ha perpetrato venerdì scorso contro la Cattedrale di Managua. Nell'omelia di ieri, il vescovo ha affermato che Gesù prova compassione per i popoli sofferenti martirizzati per l'oppressione e l'ingiustizia. "L'immagine del Sangue di Cristo distrutta da un atto terroristico nella cattedrale di Managua è per il paese un ricordo vivo e commovente di un Dio che non solo ha portato le nostre sofferenze sulla croce, ma continua a soffrire nel nostro popolo oppresso, fino a resuscitarlo con libertà e giustizia ".<br /><br />Quello contro la cattedrale della capitale nicaraguense era stato subito definito dal cardinale arcivescovo della città, Leopoldo Brenes “un atto terroristico” che ha profondamente ferito la comunità cattolica nicaraguense. Per l’arcidiocesi la bomba lanciata da un uomo incappucciato all’interno della chiesa, nella cappella del Sangue di Cristo, è stato definito come “un atto premeditato” .<br /><br />Negli ultimi mesi le chiese del Nicaragua hanno subito atti di vandalismo di vario genere. I vescovi del Celam, il Consiglio episcopale latino americano, hanno espresso solidarietà e denuncia a questo fatto; come anche le diverse conferenze episcopali dei paesi latinoamericano.<br /><br />Mon, 03 Aug 2020 09:37:49 +0200ASIA/LIBANO - Festa del Sacrificio, rappresentanti musulmani intervengono sulla“neutralità libanese” rilanciata dal Patriarca Raïhttp://fides.org/it/news/68479-ASIA_LIBANO_Festa_del_Sacrificio_rappresentanti_musulmani_intervengono_sulla_neutralita_libanese_rilanciata_dal_Patriarca_Raihttp://fides.org/it/news/68479-ASIA_LIBANO_Festa_del_Sacrificio_rappresentanti_musulmani_intervengono_sulla_neutralita_libanese_rilanciata_dal_Patriarca_RaiBeirut – Anche in Libano le giornate celebrative di Eid al Adha, la “festa del sacrificio” musulmana, si sono svolte nel contesto segnato anche dall’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha impedito di organizzare momenti di celebrazione comunitaria. Diversi capi religiosi delle comunità islamiche, nei discorsi pronunciati in occasione della festa, hanno detto la loro sulla crisi politica, economica e istituzionale che sta travolgendo il Paese dei Cedri, e anche sulla campagna intrapresa dal Patriarca maronita Bechara Boutros Rai in nome della “neutralità libanese”, da riaffermare e rivendicare rispetto agli assi di forza globali e regionali che si confrontano sugli scenari del Medio Oriente.<br />Lo sheikh Ahmad Kabalan, Mufti sciita di scuola Jaafarita , nel suo intervento per Eid al Adha ha fatto riferimento al centenario di proclamazione dello Stato libanese, facendo notare che gli attori della fondazione del Libano indipendente hanno introdotto fin nella sua genesi il germe del confessionalismo, dotandola così “di tutte le cause della sua corruzione e del suo collasso”. Rivolgendosi al popolo libanese, ha invitato tutti a non "cadere nella trappola internazionale e regionale che stringe il cappio sul nostro paese e strangola il nostro popolo”. I discorsi di chi comincia a parlare di federalismo e divisione del Paese su base settaria rappresentano per lo sheikh sciita “un ritorno ai progetti di sedizione tra i libanesi, un ritorno alla guerra civile le cui conseguenze si fanno ancora sentire”. Secondo Kabalan, "il Libano vive al ritmo delle guerre nella regione, all'ombra di un progetto regionale sponsorizzato dagli statunitensi che stanno conducendo una grande guerra economica contro il Libano, e impone un blocco internazionale globale sui libanesi e sullo tato”. Rispetto alla riaffermazione della “neutralità libanese” propagandata dal Cardinale Rai, Kabalan ha voluto sottolineare di non essere lontano “dai nostri fratelli di Bkerké , perché è nel nostro interesse essere tutti nella stessa trincea nella lotta per il Libano e per i diritti dei libanesi”. Nel contempo, facendo riferimento agli slogan di chi vuole estrapolare il Libano “dagli incendi e dalle guerre regionali”, il Mufti sciita fa notare che “alcune di queste guerre riguardano il Libano”, e che “Il Libano è nel bel mezzo della tempesta e non può starne lontano. Deve essere un partner essenziale e attivo nella sua autodifesa e nella protezione dei suoi interessi, in modo che non diventi una facile preda”. Secondo lo sheikh Kabalan, “non ci può essere pace in Libano se una parte ne soffre”, perché la stabilità del Libano “dipende dalla stabilità e dalla sicurezza di tutti”. Per questo, secondo Kabalan, “l'unione con i cristiani è una necessità sulla terra e sul piano religioso, morale e nazionale”, moralmente e a livello nazionale". <br />Diversamente dal Mufti sciita Kabalan, lo Sheikh Akl druso, Naom Hassan, ha espresso esplicita consonanza con la prospettiva della “neutralità libanese”, affermando l’urgenza di “allontanare la nostra nazione dai conflitti devastanti e attuare le decisioni derivanti dal dialogo nazionale del 2006”. Da parte sunnita, lo sheikh Amin Kurdi, numero due di Dar el-Fatwa, il più alto organismo sunnita del Libano, nel suo intervento per la festa di Eid al Adha non ha fatto riferimenti alla campagna per la “neutralità libanese” sostenuta dal Patriarca maronita . Nel suo sermone in moschea, lo sheikh sunnita Amin Kurdi ha sviluppato una vera e propria invettiva nei confronti della dirigenza politico-economica libanese: "Il crollo economico” ha detto il rappresentante sunnita “non è fortuito, è il risultato raggiunto da coloro che affermano di amare il Libano, mentre portano i loro soldi fuori dal Paese e si spartiscono le risorse”. .<br />Sat, 01 Aug 2020 12:30:46 +0200NEWS ANALYSIS - Bambini di strada in Congo R.D.: una missione per un futuro migliorehttp://fides.org/it/news/68478-NEWS_ANALYSIS_Bambini_di_strada_in_Congo_R_D_una_missione_per_un_futuro_migliorehttp://fides.org/it/news/68478-NEWS_ANALYSIS_Bambini_di_strada_in_Congo_R_D_una_missione_per_un_futuro_miglioreKinshasa - Dal 2004, la missione "Ndako ya biso" - che significa "la nostra casa" in lingala - ha consentito a 2.500 bambini di strada di tornare nelle loro famiglie di origine. Le difficoltà economiche e sociali spesso costringono queste famiglie ad abbandonare i loro figli. Questa missione, dove operano 40 educatori, aiuta a preparare il rientro dei bambini nelle loro case e offire un futuro migliore per loro e per le loro famiglie.<br />La Repubblica Democratica del Congo è il secondo paese più grande dell'Africa e il più popoloso paese di lingua francese. Nel 2016 l'intero paese è stato colpito da una grave crisi politica, a seguito del rinvio delle elezioni presidenziali previste per il 20 dicembre. L'obiettivo dell'allora presidente Joseph Kabila era rimanere al potere indefinitamente. Per questo, iniziarono manifestazioni di protesta in tutto il paese e la crisi politica generò una crisi economica, con il calo degli investimenti, in particolare quelli stranieri.<br />Le conseguenze - visibili ancora oggi - sono state accentuate dall'arrivo dell'epidemia di coronavirus, che ha strangolato ulteriormente la vita economica del paese, colpendo, in particolare, la classe media. Kinshasa, la capitale, è stata particolarmente colpita dalla crisi. Questa megalopoli tentacolare è la terza città più popolosa dell'Africa e una delle città più popolose del mondo, con i suoi 13,2 milioni di abitanti. Qui che le questioni politiche ed economiche sono legate - ancor più ampiamente - a nuove dinamiche sociali, specifiche dei grandi agglomerati, che portano, in particolare, alla rottura delle famiglie. In tale contesto "si lotta ogni giorno per sopravvivere", spiega Jean-Pierre Godding, intervistato dall'Agenzia Fides. Giurista e sociologo di origine belga, dal 2004 Jean-Pierre Godding vive in Repubblica Democratica del Congo, dove è responsabile - come membro laico della Comunità "Chemin Neuf" - della missione "Ndako ya biso", luogo di accoglienza per i bambini di strada di Kinshasa.<br />Ciò che distingue "Ndako ya biso" dagli altri rifugi per bambini è l'obiettivo del progetto: non tanto fornire un luogo di per ospitare i bambini, ma piuttosto di aiutarli e reintegrarsi nelle loro famiglie di origine.<br />Si stima che a Kinshasa vivano per le strade tra i 25 e i 30 mila bambini. Tuttavia, la maggior parte di loro non sono orfani. Dopo essere fuggiti o cacciati da casa per diversi motivi, gli educatori specializzati della missione lavorano per rintracciare le loro famiglie di origine e ristabilire un legame.<br />Su questo argomento, Jean-Pierre Godding ha recentemente pubblicato un libro intitolato “Piccoli banditi, piccoli ladri, piccoli maghi. Metodologia di supporto e riconciliazione dei bambini di strada a Kinshasa ". L'Agenzia Fides lo ha intervistato. - continua<br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://omnisterra.fides.org/articles/view/147">Continua a leggere l'intervista a Jean-Pierre Godding, in lingua francese, sul sito web di "Omnis Terra"</a>Sat, 01 Aug 2020 11:57:41 +0200