Fides News Italianohttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/SIRIA - Si tratta per la liberazione di padre Murad e di 270 ostaggi, cristiani e musulmanihttp://fides.org/it/news/58304-ASIA_SIRIA_Si_tratta_per_la_liberazione_di_padre_Murad_e_di_270_ostaggi_cristiani_e_musulmanihttp://fides.org/it/news/58304-ASIA_SIRIA_Si_tratta_per_la_liberazione_di_padre_Murad_e_di_270_ostaggi_cristiani_e_musulmaniHoms – Padre Jacques Murad e i circa 270 cristiani e musulmani presi in ostaggio dalle milizie jihadiste durante la loro offensiva a sud est di Homs sono vivi, e la loro condizione è al momento considerata abbastanza “stabile e sicura”. Ma tutti rimangono in stato di privazione della libertà, mentre alcuni responsabili delle locali comunità ecclesiali stanno conducendo trattative anche attraverso mediatori per ottenere al più presto la loro liberazione. Sono queste le uniche notizie certe fornite all'Agenzia Fides da fonti locali in merito alla sorte del sacerdote siriano appartenente alla comunità monastica di Deir Mar Musa – sequestrato lo scorso 21 maggio da un commando di rapitori mentre si trovava nel monastero di Mar Elian – e degli altri cristiani e musulmani catturati dai jihadisti ad agosto. Le fonti contattate da Fides confermano che tutti gli ostaggi si trovano ancora nell'area di Quaryatayn, e specificano che il servizio sulla vicenda di padre Murad trasmesso nei giorni scorsi dalla rete televisiva libanese Nursat tv non conteneva alcuna dichiarazione in prima persona del religioso rapito, ma solo considerazioni rassicuranti sulla sua sorte, espresse da un altro sacerdote. (Agenzia Fides 4/9/2015Fri, 04 Sep 2015 12:52:32 +0200ASIA/TERRA SANTA - Un dossier sul Muro di Cremisan, “l’ultimo chiodo sulla bara di Betlemme”http://fides.org/it/news/58303-ASIA_TERRA_SANTA_Un_dossier_sul_Muro_di_Cremisan_l_ultimo_chiodo_sulla_bara_di_Betlemmehttp://fides.org/it/news/58303-ASIA_TERRA_SANTA_Un_dossier_sul_Muro_di_Cremisan_l_ultimo_chiodo_sulla_bara_di_BetlemmeBeit Jala - “L'ultimo chiodo sulla bara di Betlemme: il muro di annessione di Cremisan”. Così si intitola un nuovo, dettagliato rapporto, diffuso ieri dalla Societé St Yves, centro cattolico per i diritti umani collegato con il Patriarcato latino di Gerusalemme. Il dossier di 90 pagine, corredato di mappe e foto – spiegano le fonti ufficiali del Patriarcato – intende ricostruire e analizzare in tutte le sue implicazioni, presenti e future, il “caso Cremisan”, la costruzione del muro di separazione imposto dalle autorità israeliane e costruito in buona parte su terre palestinesi. La sua realizzazione, prima interrotta e poi di nuovo autorizzata dalle Corte suprema d'Israele, sfigurerà per sempre la valle di Cremisan, polmone verde per tutta l'area ad alta densità abitativa che comprende le città di Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour. <br />In particolare viene prefigurato l'impatto devastante che la costruzione del muro avrà sulle famiglie cristiane che vivono in quell'area. “Non ci sarà più futuro per la permanenza dei cristiani: la densità abitativa si alzerà a livelli insostenibili e tanti finiranno per scegliere la via dell'esodo, che già da tempo sta riducendo la presenza cristiana in Terra Santa” ha dichiarato all'Agenzia Fides Vera Baboun, sindaco di Betlemme. <br />Nel dossier della Societé St Yves vengono ricostruiti ed esaminati gli intrecci tra le leggi civili e quelle militari israeliane utilizzati per la confisca di terre private palestinesi, con l'intento di utilizzare tali aree per far sorgere nuovi insediamenti di coloni ebraici. . <br />Il rapporto della Societé St Yves in originale inglese <br />http://fr.lpj.org/wp-content/uploads/2015/09/Cremisan-Report.pdfFri, 04 Sep 2015 12:45:36 +0200AFRICA/KENYA - I Vescovi del Kenya annunciano ufficialmente la visita di Papa Francescohttp://fides.org/it/news/58302-AFRICA_KENYA_I_Vescovi_del_Kenya_annunciano_ufficialmente_la_visita_di_Papa_Francescohttp://fides.org/it/news/58302-AFRICA_KENYA_I_Vescovi_del_Kenya_annunciano_ufficialmente_la_visita_di_Papa_FrancescoNairobi - “A nome dei Vescovi, sono felice di annunciare che il Santo Padre ha accettato il nostro invito e visiterà il Kenya a novembre”. È l’annuncio ufficiale dei Vescovi del Kenya che Papa Francesco visiterà il loro Paese, accettando l’invito da loro presentato durante la visita ad limina nell’aprile di quest’anno.<br />Nella lettera, firmata da Mons. Philip Anyolo Vescovo di Homa Bay e Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, giunta all’Agenzia Fides, la visita di Papa Francesco viene descritta una visita di Stato. I Vescovi si impegnano a collaborare con le autorità statali per far sì che la visita si svolga nei migliori dei modi. <br />“Cari cristiani vi informeremo dei dettagli precisi della visita e dei preparativi per accogliere il Santo Padre” afferma Mons. Anyolo, chiedendo ai fedeli di pregare per la visita papale e “per la giustizia e la pace fondate sull’amore di Dio” in Kenya.<br />Papa Francesco giungerà a Nairobi il 25 novembre per rimanervi due giorni. Il programma prevede un colloquio con il Presidente nella sua residenza ufficiale, la celebrazione eucaristica, un incontro con il clero e i religiosi, una visita agli uffici locali delle Nazioni Unite e allo slum della capitale. <br />Il Santo Padre si recherà poi a Kampala e a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, Paese che a fatica sta uscendo da una drammatica guerra civile. Fri, 04 Sep 2015 12:15:52 +0200ASIA/INDIA - Un Gesuita: il Censimento sulle religioni smentisce lo “spauracchio delle conversioni”http://fides.org/it/news/58301-ASIA_INDIA_Un_Gesuita_il_Censimento_sulle_religioni_smentisce_lo_spauracchio_delle_conversionihttp://fides.org/it/news/58301-ASIA_INDIA_Un_Gesuita_il_Censimento_sulle_religioni_smentisce_lo_spauracchio_delle_conversioniAhmedabad –“Da quando il Governo di Narendra Modi è alla guida del paese , è stato sollevato lo ‘spauracchio delle conversioni’ che soprattutto cristiani e musulmani promuoverebbero nella popolazione indù. Per questo i cristiani sono stati oggetto di attacchi mirati da parte di gruppi estremisti indù. Il fatto che oggi, secondo il nuovo Censimento, i cristiani costituiscono solo il 2,3% della popolazione del paese è un indicatore importante per dimostrare che lo spauracchio è del tutto falso”: è l’analisi consegnata a Fides dal gesuta p. Cedric Prakash sj, direttore di “Prashant” ad Ahmedabad, nello stato di Gujarat, all’indomani del Censimento sulle religioni diramato dal governo indiano .<br />“I dati sul Censimento delle religioni rilasciati dal governo indiano – nota il gesuita –sono in netto contrasto con quelli del precedente censimento del 2001. Oggi i mass media hanno evidenziato che la popolazione indù è, per la prima volta in assoluto, al di sotto dell'80% in India, mentre i musulmani sono al 14%. Tuttavia, se si nota il tasso di crescita nel decennio, quello dei musulmani è in calo. Questo è davvero significativo, perché mette a tacere l’allarmismo sul tema delle conversioni”. Fri, 04 Sep 2015 11:45:41 +0200ASIA/PAKISTAN - Un tribunale nega la cauzione ad alcuni cristiani arrestati per blasfemiahttp://fides.org/it/news/58300-ASIA_PAKISTAN_Un_tribunale_nega_la_cauzione_ad_alcuni_cristiani_arrestati_per_blasfemiahttp://fides.org/it/news/58300-ASIA_PAKISTAN_Un_tribunale_nega_la_cauzione_ad_alcuni_cristiani_arrestati_per_blasfemiaLahore –Il Tribunale anti-terrorismo di Gujranwala ha negato la cauzione a un gruppo di cristiani accusati di blasfemia e arrestati, tra i quali il Pastore protestante Gill Aftab, che guida la comunità “Biblical Church of God”. I cristiani erano accusati di aver offeso l’islam, pubblicando alcuni manifesti in cui si utilizzava la parola “rasool” che è un attributo del Profeta Maometto . Il tribunale ha negato la scarcerazione a 13 cristiani, concedendo invece la cauzione al tipografo musulmano che ha stampato i manifesti. <br />Secondo quanto riferito a Fides dall’Ong CLAAS , “il giudice è stato prevenuto nel decidere e ha espresso i suoi sentimenti personali affermando che non si può tollerare tale dicitura”. Sebbene uno dei cristiani imputati viva a Sheikhupura, lontano da Gujrat, dove si sono verificati i fatti, e abbia giurato di non aver nulla a che fare con la vicenda, il carcere è stato confermato anche per lui,. <br />Gli avvocati di CLAAS contestano anche che il caso sia trattato in un tribunale anti-terrorismo. Secondo Joseph Francis di CLAAS, “l’atteggiamento del giudice è stato un ostacolo alla giustizia, in quanto il termine ‘rasool’ è presente nella Bibbia in urdu e i cristiani non avevano alcun intento blasfemo”. Fri, 04 Sep 2015 11:44:45 +0200AFRICA/CAMERUN - Più di 30 morti in un duplice attentato nel nord del Camerunhttp://fides.org/it/news/58299-AFRICA_CAMERUN_Piu_di_30_morti_in_un_duplice_attentato_nel_nord_del_Camerunhttp://fides.org/it/news/58299-AFRICA_CAMERUN_Piu_di_30_morti_in_un_duplice_attentato_nel_nord_del_CamerunYaoundé - Almeno 30 persone sono morte in un duplice attentato perpetrato ieri, 3 settembre, a Kerawa, una cittadina nell’estremo nord del Camerun alla frontiera con la Nigeria.<br />Secondo le testimonianze raccolte dalla stampa locale, una prima esplosione, attribuita ad un attentatore suicida, è avvenuta alle 9,30 del mattino nell’affollato mercato locale, provocando una decina di morti. <br />Dopo qualche minuto, una donna kamikaze facendosi passare come una persona rimasta ferita nell’attentato, si è fatta esplodere nell’infermeria del Battaglione d’Intervento Rapido, un’unità di elite dell’esercito camerunese dispiegato nell’area per combattere gli estremisti nigeriani di Boko Haram, L’infermeria militare è l’unica struttura sanitaria esistente nell’area.<br />Il bilancio complessivo del duplice attentato è di una trentina di morti e più di un centinaio di feriti.<br />Kerawa si trova accanto alla frontiera con la Nigeria ed è esposta agli attacchi di Boko Haram, che ora ha assunto la denominazione Gruppo dello Stato Islamico nell’Africa occidentale. La collina che sovrasta la cittadina è situata in territorio nigeriano e dietro di essa si trovano diversi basi dei jihadisti.<br />I militari di Nigeria, Camerun e Ciad hanno inviato truppe nell’area nell’ambito della Forza mista multinazionale incaricata di combattere Boko Haram.<br />Nelle ore successive all’attentato decine di presunti militanti jihadisti sono stati arrestati in un’operazione congiunta dei militari camerunesi e nigeriani a Fotokol, sempre nel nord-est del Camerun. Fri, 04 Sep 2015 11:39:52 +0200ASIA/INDIA - Nomina del Rettore del Seminario interdiocesano “St. Albert’s College” di Ranchihttp://fides.org/it/news/58298-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_interdiocesano_St_Albert_s_College_di_Ranchihttp://fides.org/it/news/58298-ASIA_INDIA_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_interdiocesano_St_Albert_s_College_di_RanchiCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 17 aprile 2015 ha nominato Rettore del Seminario interdiocesano “St. Albert’s College” di Ranchi, il rev. Deepak Valerian Tauro, del clero diocesano di Muzaffarpur.<br />Il nuovo Rettore è nato il 2 agosto 1967 a Chickmagalur, nel Karnataka, ed è stata ordinato sacerdote nel 1996. Dopo il Seminario minore ha studiato filosofia al Morning Star Regional Theology di Barrackpore e teologia al St. Albert’s College di Ranchi. Ha quindi conseguito un Master of Theology in Spiritualità al Dharmaram Vidya Kshetram di Bangalore. Dopo l’ordinazione ha svolto il ministero in parrocchia, è stato direttore del Seminario minore Masihi Gurugul ed ha ricoperto diversi altri incarichi diocesani. Fri, 04 Sep 2015 09:14:18 +0200AMERICA/MESSICO - La nostra nazione sia uno spazio aperto ad una migrazione degna, nella giustizia e nella pacehttp://fides.org/it/news/58297-AMERICA_MESSICO_La_nostra_nazione_sia_uno_spazio_aperto_ad_una_migrazione_degna_nella_giustizia_e_nella_pacehttp://fides.org/it/news/58297-AMERICA_MESSICO_La_nostra_nazione_sia_uno_spazio_aperto_ad_una_migrazione_degna_nella_giustizia_e_nella_paceCittà del Messico – “Come ogni persona ha il diritto di difendere la propria identità, di porre limiti ai suoi spazi, così ha anche la necessità vitale di aprire le sue frontiere per andare incontro all'altro, per donare la sua ricchezza e riceverla dagli altri. Nessuno vive da solo”. Così scrive Sua Ecc. Mons. Guillermo Ortiz Mondragón, Vescovo di Cuautitlán, incaricato della Pastorale delle Migrazioni della Conferenza Episcopale Messicana, nel suo messaggio per la Giornata del Migrante, che in Messico verrà celebrata domenica prossima, 6 settembre.<br />Nel testo, pervenuto all’Agenzia Fides, il Vescovo sottolinea che non solo in Messico, ma in tutto il mondo, la realtà della mobilità umana viene oggi contraddistinta “da una globalizzazione che perde di vista la persona e Dio; dall’insicurezza causata dalla violenza, dalla criminalità organizzata. Spesso non è più una mobilità che apre l'orizzonte della vita alle persone”.<br />Il Vescovo ricorda che in Messico la Chiesa si prende cura direttamente dei migranti in 60 case e centri di attenzione, grazie al servizio generoso di laici, consacrati e ministri ordinati. Inoltre, nel dialogo con le istituzioni, si impegna a promuovere leggi e regolamenti secondo i prinicpi della giustizia e della carità per questi fratelli. <br />“Celebrando la Giornata nazionale del Migrante in Messico – conclude il messaggio -, facciamo appello alle nostre Autorità e a tutte le persone di buona volontà, perché continuino a lottare perché la nostra nazione sia uno spazio aperto ad una migrazione degna, nella giustizia e nella pace, ricordando che tutti siamo in cammino verso la meta definitiva che è Dio stesso”. Fri, 04 Sep 2015 08:50:20 +0200AMERICA/BRASILE - A 30 anni dal suo assassinio, ancora vivo il ricordo del missionario p. Ezechiele Raminhttp://fides.org/it/news/58296-AMERICA_BRASILE_A_30_anni_dal_suo_assassinio_ancora_vivo_il_ricordo_del_missionario_p_Ezechiele_Raminhttp://fides.org/it/news/58296-AMERICA_BRASILE_A_30_anni_dal_suo_assassinio_ancora_vivo_il_ricordo_del_missionario_p_Ezechiele_RaminCacoal - Il 24 luglio 1985, padre Ezechiele Ramin, missionário comboniano originario di Padova , veniva assassinato a Cacoal, nello stato nordoccidentale di Rondonia, in Brasile. Padre Ezechiele, giovane sacerdote di 32 anni, era arrrivato in Rondonia l’anno precedente e subito si era schierato dalla parte dei piú poveri, specialmente gli indigeni e i senza terra, la cui esistenza era gravemente minacciata dai grandi latifondisti senza scrupoli. In tale contesto di violenza, padre Ezechiele cade in un’imboscata e viene barbaramente ucciso mentre ritornava da una missione di pace: aveva incontrato alcuni agricoltori senza terra che avevano occupato parte della Fazenda Catuva, al confine con lo stato del Mato Grosso, e aveva chiesto loro di ritirarsi. Il suo assassinio ebbe forti ripercussioni a livello nazionale e internazionale. <br />Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides da suor Chiara Dusi, missionaria comboniana, e da padre Rafael Vigolo, missionario comboniano, a distanza di trent’anni dall’accaduto “la memoria di padre Ezechiele é ancora molto viva, soprattutto tra le popolazioni indigene, gli agricoltori e le persone piú semplici. La sua figura ancora anima ed illumina la fede e l’impegno delle comunitá cristiane e delle organizzazioni popolari. Stiamo cominciando il processo di raccolta delle testimonianze e dei dati, affinché il Vescovo della diocesi di Ji-Paraná, Mons. Bruno Pedron, possa avere gli elementi sufficienti per chiedere l’avvio del processo di canonizzazione”. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.youtube.com/watch?v=lCVYDAT4SuE">Il documentario in portoghese, con sottotitoli in italiano</a>Thu, 03 Sep 2015 12:44:53 +0200ASIA/PAKISTAN - Cristiano in carcere per false accuse di blasfemia dopo una controversia privatahttp://fides.org/it/news/58295-ASIA_PAKISTAN_Cristiano_in_carcere_per_false_accuse_di_blasfemia_dopo_una_controversia_privatahttp://fides.org/it/news/58295-ASIA_PAKISTAN_Cristiano_in_carcere_per_false_accuse_di_blasfemia_dopo_una_controversia_privataLahore – Il cristiano Pervaiz Masih, abitante del villaggio di Usman wala, nel distretto di Kasur, in Punjab, è stato denunciato e arrestato per blasfemia, in seguito a una controversia privata con un uomo musulmano, Haji Jamshed, sulla vendita di materiale edile. “Secondo un cliché che si ripete, la controparte musulmana usa e abusa della legge sulla blasfemia, accusando ingiustamente un cristiano dopo una lite privata che non ha nulla a che vedere con la religione”, riferisce a Fides l’avvocatessa cristiana Aneeqa M. Anthony, responsabile dell’Ong “The Voice”, dopo aver compiuto una missione sul posto. Nel villaggio l’episodio ha causato forte tensione tra cristiani e musulmani, nota la Anthony a Fides.<br />Il suo team sta cercando di venire a capo della questione. Secondo quanto ha spiegato Zarina Bibi, moglie di Pervaiz Masih, la polizia ha fatto irruzione nella notte tra l’1 e il 2 settembre nella sua casa e, con violenza, lo ha percosso e arrestato. Pervaiz e Zarina hanno quattro figli: Amir di 9 anni, Prem di 5 anni, Anmol di 3 anni e Sanam di 7 mesi. “Pervaiz è del tutto innocente, siamo in pena per lui”, ha detto piangendo la moglie <br />Il team dell’Ong “The Voice” ha assunto la cura e la responsabilità dei bambini e della sicurezza della famiglia. “Faremo ogni sforzo perché sia fatta giustizia per Pervaiz”, conclude l’avvocatessa Anthony. Thu, 03 Sep 2015 12:24:56 +0200AFRICA/EGITTO - Il Patriarca copto agli egiziani: razionalizziamo l'uso delle acque del Nilohttp://fides.org/it/news/58294-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_agli_egiziani_razionalizziamo_l_uso_delle_acque_del_Nilohttp://fides.org/it/news/58294-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_agli_egiziani_razionalizziamo_l_uso_delle_acque_del_NiloIl Cairo – Un invito a favorire l'uso razionale delle acque dell'Egitto è stato rivolto ieri a tutti gli egiziani da Papa Tawadros II, Patriarca della Chiesa copta ortodossa. Il richiamo a razionalizzare lo sfruttamento delle risorse idriche del fiume più lungo del mondo è arrivato nell'omelia pronunciata dal Patriarca durante la liturgia che ha celebrato nella chiesa della Vergine Maria e di Sant'Atanasio, nel sobborgo cairota di Heliopolis. Nella stessa occasione, il Primate della Chiesa copta ortodossa ha dato la notizia di un protocollo di collaborazione sottoscritto dalla Chiesa copta e dalla Al Ahram Foundation – a cui fa capo anche l'omonimo quotidiano – finalizzato alla creazione di un website dedicato alla civiltà egiziana, in cui verrà messo in risalto anche il contributo fornito dai copti a tale civilizzazione. <br />Il Patriarca Tawadros punta a favorire anche la maturazione di una nuova sensibilità ecclesiale rispetto ai rischi connessi con lo sfruttamento non pianificato e disordinato delle risorse idriche nazionali . In questa prospettiva, alcuni sacerdoti seguiranno dei corsi di formazione presso gli enti pubblici che gestiscono i sistemi di irrigazione alimentati dal Nilo, per poi contribuire a sensibilizzare la popolazione intorno alla necessità vitale di salvaguardare la “buona salute” della grande arteria fluviale. .Thu, 03 Sep 2015 12:05:21 +0200AFRICA/SUD SUDAN - L’Arcivescovo di Juba informerà Papa Francesco sulla situazione del suo Paesehttp://fides.org/it/news/58293-AFRICA_SUD_SUDAN_L_Arcivescovo_di_Juba_informera_Papa_Francesco_sulla_situazione_del_suo_Paesehttp://fides.org/it/news/58293-AFRICA_SUD_SUDAN_L_Arcivescovo_di_Juba_informera_Papa_Francesco_sulla_situazione_del_suo_PaeseJuba - Mons. Paolino Lukudu Loro, Arcivescovo di Juba, informerà Papa Francesco sulla situazione nel Sud Sudan, prostrato da quasi due anni di guerra civile.<br />Prima di imbarcarsi alla volta di Roma, l’Arcivescovo, parlando con gli inviati di Radio Bakhita, ha espresso la sua soddisfazione per l’accordo di pace sottoscritto dal Presidente Salva Kiir e dal suo rivale, l’ex Vice Presidente Riek Machar ed ha lodato gli sforzi di pace intrapresi dall’IGAD e dalla comunità internazionale.<br />Mons. Loro ha infine chiesto a tutti di impegnarsi per attuare l’accordo, ed ha esortato i sud sudanesi ad accettarsi reciprocamente vivendo in pace gli uni accanto agli altri.<br />La guerra civile nata da uno scontro di potere ai vertici dello Stato, ha scatenato una serie di conflitti minori tra etnie e tra agricoltori e pastori per il controllo delle risorse idriche . Il conflitto ha causato una gravissima crisi umanitaria nel più giovane degli Stati africani . Thu, 03 Sep 2015 11:58:08 +0200AFRICA/KENYA - “Lottate per una cultura che promuove la famiglia e la vita” esorta il Vescovo di Meruhttp://fides.org/it/news/58292-AFRICA_KENYA_Lottate_per_una_cultura_che_promuove_la_famiglia_e_la_vita_esorta_il_Vescovo_di_Meruhttp://fides.org/it/news/58292-AFRICA_KENYA_Lottate_per_una_cultura_che_promuove_la_famiglia_e_la_vita_esorta_il_Vescovo_di_MeruNairobi – “La famiglia è immagine della Santissima Trinità, che significa l’amore di Dio per l’umanità. Come segno visibile dell’amore, la famiglia diventa il luogo per eccellenza per la trasmissione della vita e della fede e per la trasmissione dei valori e delle virtù” ha affermato Mons. Salesius Mugambi, Vescovo di Meru e Presidente del National Family Life Program della Conferenza Episcopale del Kenya, nel suo discorso all’incontro nazionale sulla vita familiare, tenutosi a Mombasa ieri, 2 settembre.<br />Secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides, Mons. Mugambi ha esortato i movimenti cattolici e le persone di buona volontà a non soccombere dinanzi alle pressioni di una cultura che mina la famiglia, ma ad operare per una cultura che promuove la vita. Il Vescovo auspica che lo Stato promuova leggi e istituzioni che sostengano e difendano i diritti e i doveri della famiglia.<br />Diverse famiglie, cattoliche e non, beneficiano del programma di formazione familiare offerto dalla Chiesa keniana. Thu, 03 Sep 2015 11:56:27 +0200ASIA/INDIA - La Giornata dei martiri dell'Orissa sia “evento nazionale”http://fides.org/it/news/58291-ASIA_INDIA_La_Giornata_dei_martiri_dell_Orissa_sia_evento_nazionalehttp://fides.org/it/news/58291-ASIA_INDIA_La_Giornata_dei_martiri_dell_Orissa_sia_evento_nazionaleNew Delhi - “La Giornata dedicata ai martiri dell’Orissa, appena istituita dai Vescovi di quello stato, è importante che diventi una celebrazione nazionale, di tutta la Chiesa indiana”: è l’opinione espressa a Fides dal frate cappuccino p. Nithiya Sagayam, OFM.Cap. Il frate già nel 2008, all'indomani dei massacri anticristiani che sconvolsero il distretto di Khandamal, organizzò a Calcutta, dove si trovava, una Santa Messa e una commemorazione delle vittime, coinvolgendo la Commissione “Giustizia e pace” e la Caritas locali. Da allora il 25 agosto di ogni anno diverse comunità cristiane, sparse nel territorio indiano, hanno ricordato l'anniversario della violenza che colpì i cristiani.<br />Ora che i Vescovi dell’Orissa hanno deciso di istituire ufficialmente una “Giornata dei martiri”, il cappuccino nota: “Quei martiri appartengono non solo all'Orissa, ma a tutta la Chiesa indiana. Il loro sacrificio è un esempio per tutti i cristiani: per questo mi impegnerò a sensibilizzare a tutti i livelli per far sì che venga proclamata la Giornata come iniziativa della Conferenza episcopale dell’India, celebrata da tutta la Chiesa”. Fra Nithiya Sagayam lo farà a partire dalla Associazione delle Famiglie Francescane dell’India , organismo di cui è il coordinatore, che riunisce i seguaci di Francesco di Assisi, frati, suore e laici, presenti sul territori indiano. Thu, 03 Sep 2015 11:54:04 +0200ASIA/SIRIA - Diffusi un video e una lettera di padre Jacques Murad, il priore di Sant'Elian rapito lo scorso maggiohttp://fides.org/it/news/58290-ASIA_SIRIA_Diffusi_un_video_e_una_lettera_di_padre_Jacques_Murad_il_priore_di_Sant_Elian_rapito_lo_scorso_maggiohttp://fides.org/it/news/58290-ASIA_SIRIA_Diffusi_un_video_e_una_lettera_di_padre_Jacques_Murad_il_priore_di_Sant_Elian_rapito_lo_scorso_maggioHoms – Le voci diffuse riguardo all'avvenuta liberazione del sacerdote Jacques Murad, Priore del Monastero di Mar Elian e parroco della comunità di Qaryatayn, rapito lo scorso 21 maggio da ignoti sequestratori, non vengono per ora confermate da fonti locali consultate dall'Agenzia Fides. Le indiscrezioni sono cominciate a circolare dopo che sulla rete televisiva cristiana libanese Noursat tv è stato trasmesso un breve video in cui padre Murad esprime parole rassicuranti riguardo alle sue condizioni fisiche e al suo stato di salute. Ma il video non contiene alcun indizio riguardo alla data della sua registrazione. Fonti vicine all'arcidiocesi siro-cattolica di Homs riferiscono a Fides che oltre al video circola anche una lettera, attribuita a padre Jacques, in cui il Priore di Sant'Elian invita i sacerdoti e i membri della sua comunità monastica a lasciare il Monastero di Mar Musa, perché nella regione la situazione è divenuta pericolosa per tutti i cristiani. Nessuno è in grado di confermare l'autenticità della lettera e il fatto che essa non sia stata scritta dal sacerdote sotto pressione. E non viene escluso che anche la diffusione del video sia stata pilotata da chi tiene sequestrato padre Jacques per condizionare eventuali trattative in vista della sua liberazione. <br />Alcuni sequestratori armati hanno rapito e portato via dal Monastero di Mar Elian padre Jacques il 21 maggio. Insieme a lui era stato prelevato dai rapitori anche il diacono Boutros Hanna. Poi, il 21 agosto, è stato diffuso il video che documentava la distruzione del Monastero di Mar Elian da parte dei jihadisti dello Stato islamico. L'antico Santuario del V secolo, collocato alla periferia di Quaryatayn e affidato negli ultimi secoli alla Chiesa siro-cattolica, negli ultimi anni aveva ritrovato nuova vita trasformandosi in una filiazione di Deir Mar Musa al Habashi, il Monastero rifondato dal gesuita italiano p. Paolo Dall'Oglio, rapito anche lui il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa, capoluogo siriano da anni sotto il controllo dei jihadisti dello Stato Islamico.<br /> Durante le varie fasi del conflitto, la città di Qaryatayn era stata più volte conquistata da miliziani anti-Assad e bombardata dall'esercito siriano. Prima di essere rapito, padre Jacques Murad aveva ospitato nel monastero migliaia di rifugiati, provenienti in gran parte dalla vicina città di Qaryatayn, e aveva garantito la loro sopravvivenza anche grazie all'aiuto di donatori musulmani. Jacques e un avvocato sunnita della zona avevano anche esercitato la funzione di mediatori per garantire che il centro urbano di 35mila abitanti fosse risparmiato per lunghi periodi dagli scontri armati. .Thu, 03 Sep 2015 11:48:47 +0200AMERICA/COLOMBIA - Incontro dei Vescovi di Colombia e Venezuela sulla crisi nella zona di frontierahttp://fides.org/it/news/58289-AMERICA_COLOMBIA_Incontro_dei_Vescovi_di_Colombia_e_Venezuela_sulla_crisi_nella_zona_di_frontierahttp://fides.org/it/news/58289-AMERICA_COLOMBIA_Incontro_dei_Vescovi_di_Colombia_e_Venezuela_sulla_crisi_nella_zona_di_frontieraBogotà – Si tiene oggi, 3 settembre, presso la sede della Conferenza Episcopale Colombiana, a Bogotà, l’incontro del Consiglio permanente dei Vescovi colombiani, presieduto dall'Arcivescovo di Tunja, Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, con il Presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana, Sua Ecc. Mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, Arcivescovo di Cumanà.<br />Per il Venezuela partecipano anche l'Arcivescovo di Coro, Mons. Roberto Luckert Leon, Presidente della Commissione Episcopale “Giustizia e Pace”, e il Vescovo di San Cristóbal, Mons. Mario Del Valle Moronta. Per la Colombia i Vescovi delle giurisdizioni ecclesiastiche che si trovano nella zona di confine.<br />Secondo le informazioni diffuse dalla Conferenza Episcopale della Colombia, pervenute all’Agenzia Fides, i Vescovi analizzeranno la crisi umanitaria che si è venuta a creare nella zona di frontiera tra Colombia e Venezuela in seguito alla chiusura delle frontiere e all’espulsione di un migliaio di colombiani decretate dal Presidente venezuelano. Nell’incontro si delineerà inoltre il ruolo della Chiesa per superare questa difficile situazione tra i due paesi fratelli. Thu, 03 Sep 2015 09:30:28 +0200AMERICA/COLOMBIA - La febbre emorragica dengue colpisce i bambini di Huilahttp://fides.org/it/news/58288-AMERICA_COLOMBIA_La_febbre_emorragica_dengue_colpisce_i_bambini_di_Huilahttp://fides.org/it/news/58288-AMERICA_COLOMBIA_La_febbre_emorragica_dengue_colpisce_i_bambini_di_HuilaHuila - La mancanza di una diagnosi precoce e di attenzione nelle famiglie sarebbero tra le cause principali dei tassi allarmanti di diffusione della febbre emorragica dengue, che sta causando un alto numero di morti tra i bambini del dipartimento colombiano di Huila. Si tratta di piccoli oriundi dei distretti di Neiva, Campoalegre e Florencia. Secondo fonti locali, pervenute all’Agenzia Fides, ogni mese sono circa 70 i casi di contagio identificati nel dipartimento, in particolare tra i minori. Solo la scorsa settimana, nell’ospedale Universitario di Neiva, sono stati individuati 5 casi, e non si sa quanti siano i pazienti in cura presso altri centri sanitari oltre a quelli che “si curano da soli”. La mancanza di impegno delle famiglie per la prevenzioni di questa malattia virale, trasmessa molto rapidamente e che può arrivare ad essere letale, contribuisce ad aggravare la situazione, insieme alle gravi carenze sanitarie. Thu, 03 Sep 2015 08:37:05 +0200AFRICA/ANGOLA - Combattere i flussi finanziari illeciti per trovare risorse per lo sviluppo del continentehttp://fides.org/it/news/58287-AFRICA_ANGOLA_Combattere_i_flussi_finanziari_illeciti_per_trovare_risorse_per_lo_sviluppo_del_continentehttp://fides.org/it/news/58287-AFRICA_ANGOLA_Combattere_i_flussi_finanziari_illeciti_per_trovare_risorse_per_lo_sviluppo_del_continenteLuanda - Combattere i flussi finanziari illegali, derivanti dalla corruzione e dalle esportazioni illegali di risorse naturali, per finanziare lo sviluppo dei Paesi africani. Lo hanno invocato i partecipanti all’African Caucus, un forum di discussione che riunisce 19 Ministri delle Finanze africani e i governatori di 14 Banche centrali dell’Africa, che si è tenuto a Luanda, capitale dell’Angola, dal 25 al 28 agosto.<br />Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, di fronte alla carenze di risorse per finanziare lo sviluppo del continente, Armando Manuel, Ministro delle Finanze dell’Angola, ha esortato a ricercare “altre fonti di finanziamento, in particolare le economie che si potrebbero avere con l’intercettare i flussi finanziari illeciti dell’Africa”.<br />I Paesi del continente, fortemente dipendenti dall’esportazione di materie prime, risentono della caduta dei prezzi del petrolio e del rallentamento della domanda mondiale di minerali. Nella sua relazione al forum, David Robinson, Direttore aggiunto del Fondo Monetario Internazionale, ha preconizzato tagli ai bilanci statali dei Paesi africani per far fronte alla crisi, con tagli agli investimenti, riforme alle sovvenzioni per l’acquisto di carburanti, rialzo delle tasse, maggiore flessibilità nei tassi di cambio.<br />L’Europa, preoccupata dall’arrivo di rifugiati ma anche di migranti economici africani e non, non potrebbe forse dare una mano ai Paesi africani rintracciando nei propri istituti finanziari i fondi derivanti dalla corruzione africana ed esigere, dalle proprie aziende che operano nel continente, il rispetto delle regole in fatto di corruzione, evasione fiscale e contrabbando ? Wed, 02 Sep 2015 12:14:05 +0200ASIA/ISRAELE - Manifestazione a Nazareth per difendere le scuole cristianehttp://fides.org/it/news/58286-ASIA_ISRAELE_Manifestazione_a_Nazareth_per_difendere_le_scuole_cristianehttp://fides.org/it/news/58286-ASIA_ISRAELE_Manifestazione_a_Nazareth_per_difendere_le_scuole_cristianeNazareth – Continuano in Israele le iniziative di sostegno alle scuole cristiane, che all'inizio del nuovo anno scolastico, invece di riaprire le porte agli studenti, hanno iniziato uno sciopero a oltranza contro le scelte politiche dello Stato ebraico nei loro confronti, giudicate discriminatorie. A Nazareth, davanti alla Basilica dell'Annunciazione, si è svolta nel pomeriggio di ieri, 1 settembre, un’affollata manifestazione di solidarietà, con la mobilitazione a oltranza delle scuole cristiane, che ha visto anche la partecipazione di Sua Ecc. Mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, Vicario patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme per Israele, insieme a un folto gruppo di sacerdoti, religiosi e religiose. Nell'intervento svolto durante la manifestazione, Mons. Marcuzzo ha ripetuto a chiare lettere che le scuole cristiane non chiedono privilegi, ma solo giustizia, mentre la folla di manifestanti – composta per lo più da insegnanti, operatori scolastici e famiglie degli studenti – agitava cartelloni e striscioni con slogan scritti in varie lingue, in cui si denunciava anche la deliberata intenzione governativa di mettere a rischio la sopravvivenza stessa degli istituti educativi animati dalla Chiese e dalle comunità cristiane in Israele. <br />Alla radice della protesta ci sono le restrizioni di bilancio imposte dallo Stato ebraico. In pochi anni, i contributi pubblici alle scuole cristiane sono diminuiti di oltre il 45%, costringendo gli istituti ad aumentare le rette scolastiche a carico delle famiglie, spesso dotate di redditi bassi, sotto la media nazionale. Le 47 scuole cristiane presenti in Israele sono frequentate da 33mila studenti e impiegano 3mila insegnanti. I sussidi statali, che fino a qualche anno fa coprivano il 65% delle rette, sono stati drasticamente ridotti e adesso non coprono nemmeno il 30% delle spese di gestione. .Wed, 02 Sep 2015 12:12:16 +0200AFRICA/EGITTO - Promesse nuove indagini sul caso di Mariam, la studentessa copta discriminatahttp://fides.org/it/news/58285-AFRICA_EGITTO_Promesse_nuove_indagini_sul_caso_di_Mariam_la_studentessa_copta_discriminatahttp://fides.org/it/news/58285-AFRICA_EGITTO_Promesse_nuove_indagini_sul_caso_di_Mariam_la_studentessa_copta_discriminataIl Cairo - Saranno riaperte le indagini sul “caso” della studentessa copta Mariam Malak, la storia di presunta discriminazione che da giorni tiene banco sui media egiziani. E' stato lo stesso Primo Ministro egiziano, Ibrahim Mahlab, a promettere una ricostruzione dettagliata che faccia piena luce sulla vicenda di quella che ora tutti in Egitto conoscono come la “studentessa zero”.<br />Mariam è una brillante studentessa copta che tutti conoscono per la sua preparazione. Quando Mariam ha partecipato agli esami per essere ammessa alla scuola superiore, è stata respinta e le è stato comunicato che la votazione conseguita nelle prove d'esame era pari a zero punti. Considerando poco credibile tale esito disastroso, la studentessa ha chiesto di poter verificare di persona i risultati delle sue prove d'esame, ma tutti i suoi ricorsi sono stati respinti. Da quel momento, lei e la sua famiglia hanno iniziato una battaglia legale che ha coinvolto l'opinione pubblica, c che viene considerata come un test per verificare se nell'Egitto di oggi sono davvero bandite le tacite discriminazioni su base religiosa che nei decenni passati hanno sempre condizionato il funzionamento delle istituzioni pubbliche. <br />Mariam è stata ricevuta oggi con molto affetto dal Primo Ministro Mahlab, e in occasione di tale incontro il Premier egiziano ha promesso la riapertura del caso per verificare se e come i diritti della “studentessa zero” siano stati effettivamente violati. Fonti copte consultate dall'Agenzia Fides hanno riferito che nei prossimi giorni la ragazza sarà ricevuta anche dal Patriarca copto ortodosso Tawadros II. Wed, 02 Sep 2015 12:08:27 +0200