Fides News - Italianhttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/GHANA - Primo turno delle presidenziali: “No ad elezioni che ci dividono” dicono i Vescovihttp://fides.org/it/news/61332-AFRICA_GHANA_Primo_turno_delle_presidenziali_No_ad_elezioni_che_ci_dividono_dicono_i_Vescovihttp://fides.org/it/news/61332-AFRICA_GHANA_Primo_turno_delle_presidenziali_No_ad_elezioni_che_ci_dividono_dicono_i_VescoviAccra - Sono 15 milioni gli elettori chiamati oggi, 7 dicembre, alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali del Ghana. I candidati in lizza sono sette, ma il vero duello è tra il Presidente uscente, John Dramani Mahama, e il suo principale oppositore, Nana Akufo-Addo. La consultazione avviene al termine di una campagna elettorale tesa, segnata dalle difficoltà economiche nelle quali si dibatte il Paese, a causa del crollo delle materie prime, come petrolio e cacao, principale fonte di valuta forte del Ghana.<br />“Non possiamo accettare che le elezioni ci dividano. Dobbiamo preservare l’unità, la crescita, lo sviluppo e il nostro destino come un unico popolo” avevano scritto i Vescovi del Ghana nel loro comunicato del 14 ottobre, al termine dell’Assemblea Plenaria annuale .<br />“Facciamo appello ancora una volta a politici, membri e sostenitori dei vari partiti politici, durante la loro campagna elettorale, al fine di evitare la tentazione di fare promesse che sanno che non possono rispettare, perché ciò equivale a ingannare il popolo del Ghana. Li esortiamo ad evitare dichiarazioni incitanti all’odio e le espressioni che minacciano vendetta. . I politici dovrebbero rendersi conto che i loro avversari politici non sono nemici, ma prossimi che condividono punti di vista diversi”.<br />Il messaggio critica “la cultura dell'impunità che si è manifestata in segmenti della società ghaniana da parte di alcuni individui e gruppi che contribuisce ad accrescere fortemente il livello di illegalità nel Paese. Condanniamo, senza mezzi termini, la sottomissione e le operazioni di gruppi di vigilantes non autorizzate. Di conseguenza vanno affrontati i cosiddetti "machomen" che si aggirano per le strade con fare intimidatorio, maltrattando cittadini innocenti. Abbiamo ricevuto informazioni sul recente raccapricciante attacco a due sacerdoti cattolici da parte di un "machoman" ad Adugyama nel distretto sud di Ahafo Ano nella regione di Ashanti. Condanniamo questo e altri attacchi simili. Chiediamo alle agenzie di sicurezza e alla magistratura che sia fatta giustizia rapidamente in questo e in altri casi”.<br />I Vescovi hanno infine annunciato un Congresso Eucaristico Nazionale per celebrare il 60esimo anniversario dell’indipendenza nazionale, il 6 marzo 2017, augurandosi che le celebrazioni avvengano in un “Paese pacifico”. <br /><br />Wed, 07 Dec 2016 11:57:58 +0100ASIA/INDONESIA - Il governatore di Giacarta processato per blasfemia il 13 dicembrehttp://fides.org/it/news/61331-ASIA_INDONESIA_Il_governatore_di_Giacarta_processato_per_blasfemia_il_13_dicembrehttp://fides.org/it/news/61331-ASIA_INDONESIA_Il_governatore_di_Giacarta_processato_per_blasfemia_il_13_dicembre Giacarta - Il governatore cristiano di Giacarta, Basuki Tjahaja Purnama, detto “Ahok”, sarà processato il 13 dicembre dal tribunale distrettuale del Nord Jakarta per il caso di presunta blasfemia che lo riguarda e che nell'ultimo mese ha generato in Indonesia manifestazioni di massa di suoi antagonisti e sostenitori. Come comunicato dalla Corte, a giudicare il caso sarà un collegio di guidato dal giudice supremo Dwiarso Budi Santiarto, affiancato da altri quattro magistrati. Le udienze si terranno presso il tribunale distrettuale centrale di Giacarta. Data la grande attenzione del pubblico, la Procura ha formato un team di 13 alti funzionari che agiranno da pubblici ministeri, e saranno impegnati nelle indagini. <br />Il processo dovrebbe porre fine a una vicenda che sta agitando la nazione: dopo l'imponente manifestazione del 4 novembre, in cui i gruppi estremisti islamici hanno portato in piazza migliaia di persone, per chiedere l'incriminazione e l'arresto del governatore, un secondo corteo pacifico per ribadire i principi di tolleranza, amore, unità nella diversità, accoglienza dell'altro, legalità, pace ha visto sfilare il 30 novembre milioni di cittadini indonesiani, appartenenti a tutte le comunità religiose, che hanno condiviso una grande "preghiera per l'unità", lanciando un messaggio di pace. <br />Venerdì 2 dicembre si è tenuta una nuova grande assemblea nel parco del monumento nazionale di Giacarta, in un cui i fedeli musulmani hanno pregato e hanno chiesto nuovamente alla magistratura di arrestare il governatore.<br />I cristiani indonesiani, accanto a molti fedeli musulmani, si sono uniti alla preghiera per la pace, concordando sull’urgenza di promuovere il bene del paese, il rispetto della democrazia e della “Pancasila”, la carta di cinque principi che sta alla base della Costituzione indonesiana e della convivenza civile nell’arcipelago.<br />Ahok è accusato di blasfemia dopo che, in un intervento del settembre scorso, in cui annunciava la ricandidatura alla carica di governatore, aveva citato il versetto di una sura del Corano, affermando che ogni cittadino indonesiano ha legittimo diritto a votare per lui, mentre alcuni leader islamici sostenevano che, secondo il Corano, solo un musulmano può guidare altri musulmani.<br />Secondo gli osservatori politici, in Indonesia è in atto un confronto tra il fronte dei riformatori, guidati dal presidente Joko Widodo e dal governatore Ahok, e le opposizioni dell'ex presidente Susilo Bambang Yudhoyono, che stanno utilizzando l'islam militante come mezzo per contrastare i riformisti. L’accusa di blasfemia al governatore di Giacarta andrebbe inserita in questa cornice di strumentalizzazione della fede islamica. <br />Wed, 07 Dec 2016 11:11:38 +0100ASIA/TURCHIA - Membri della Commissione d'inchiesta sul golpe fallito intenzionati a indagare sui contatti tra Gulen e il Vaticanohttp://fides.org/it/news/61330-ASIA_TURCHIA_Membri_della_Commissione_d_inchiesta_sul_golpe_fallito_intenzionati_a_indagare_sui_contatti_tra_Gulen_e_il_Vaticanohttp://fides.org/it/news/61330-ASIA_TURCHIA_Membri_della_Commissione_d_inchiesta_sul_golpe_fallito_intenzionati_a_indagare_sui_contatti_tra_Gulen_e_il_VaticanoAnkara – Alcuni membri autorevoli della Commissiona d'inchiesta turca incaricata di indagare sul fallito colpo di Stato del 15 luglio hanno manifestato l'intenzione di indagare sui contatti intercorsi in passato tra Fethullah Gulen – il predicatore islamico turco espatriato in Usa nel 1999, accusato da Ankara di essere l'ispiratore del fallito golpe – e la Santa Sede. Nei giorni scorsi, giornali considerati allineati con il governo turco come Aksam e Yeni Safak hanno riferito le dichiarazioni del Vice Presidente della Commissione d'inchiesta, Selçuk Ozdag, che è un deputato appartenente all'AKP, il Partito del Presidente Recep Tayyp Erdogan: "Prima di lasciare la Turchia” avrebbe dichiarato Ozdag, “Fethullah Gülen ha incontrato il Papa in Vaticano. Chi li ha messi in contatto? Occorre informarsi presso il Ministro degli Affari Esteri e presso il Vaticano”. <br />Dichiarazioni analoghe sulla possibilità di coinvolgere la Santa Sede nei lavori della Commissione d'inchiesta sono stati espressi anche da Aykut Erdogdu, deputato del Partito Popolare repubblicano , formazione politica d'opposizione, di tradizione laica kemalista. <br />Fethullah Gulen incontrò in Vaticano Papa Giovanni Paolo II nel febbraio 1998. Già da agosto , nelle campagne scatenate sui media turchi contro il predicatore espatriato e il suo movimento Hizmet, alcuni giornalisti avevano rivolto contro i loro bersagli politici accuse a “effetto”, che coinvolgevano anche la Santa Sede. Il giornalista Mine Kirikkanat, in un articolo ispirato al complottismo più creativo e pubblicato sul quotidiano Cumhuriyet di domenica 7 agosto, si era spinto al punto di insinuare che Fethullah Gulen potrebbe essere il cardinale creato “in pectore” dallo stesso Pontefice polacco scomparso il 2 aprile 2005, e mai da lui reso noto. .Wed, 07 Dec 2016 11:07:10 +0100AFRICA/NIGERIA - Manca il cibo: emergenza nutrizionalehttp://fides.org/it/news/61329-AFRICA_NIGERIA_Manca_il_cibo_emergenza_nutrizionalehttp://fides.org/it/news/61329-AFRICA_NIGERIA_Manca_il_cibo_emergenza_nutrizionaleMaiduguri - La crisi nello Stato di Borno ha raggiunto livelli allarmanti, con almeno 500 mila persone sfollate o isolate in enclave fuori dalla capitale, Maiduguri. Sono private di qualsiasi mezzo di sopravvivenza, i contadini non possono più lavorare la terra, le rotte commerciali nelle aree controllate da Boko Haram sono state chiuse e i mercati svuotati. Nel giugno scorso il governo nigeriano ha finalmente dichiarato l’emergenza nutrizionale nello Stato, riconoscendo la portata di questa crisi umanitaria. Ma le persone continuano a morire di fame. <br />I bambini al di sotto dei 5 anni sono praticamente scomparsi. La mancanza di cibo ha portato a tassi di malnutrizione senza precedenti e livelli di mortalità ben oltre la soglia di emergenza. L’allarme è lanciato da Medici Senza Frontiere dopo la recente visita nel Paese del presidente internazionale della ong, che chiede un incremento urgente e massiccio degli interventi umanitari per garantire alle persone la fornitura di cibo e assistenza medica. <br />Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides si legge che in due degli 11 campi rifugiati della città di Maiduguri, da maggio a ottobre, fino al 50% dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta. Contestualmente, i tassi di mortalità infantile sono elevatissimi: ogni giorno muoiono 5 bambini su 10 mila nel campo di Muna Garage e 8 su 10 mila a Custom House, rispettivamente 2,5 e 4 volte la soglia d’emergenza. Sul fronte delle vaccinazioni, solo il 50% dei bambini tra i 9 mesi e i 5 anni ha ricevuto la copertura contro il morbillo a Custom House e meno del 30% a Muna Garage. <br /> <br />Wed, 07 Dec 2016 11:04:02 +0100AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - “Una luce, un sorriso” per bambini e giovani in situazioni di povertàhttp://fides.org/it/news/61328-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Una_luce_un_sorriso_per_bambini_e_giovani_in_situazioni_di_povertahttp://fides.org/it/news/61328-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Una_luce_un_sorriso_per_bambini_e_giovani_in_situazioni_di_povertaSanto Domingo - Con l’obiettivo di offrire un servizio di acqua potabile ai 1400 bambini ospiti del centro educativo Hogar Escuela Santo Domingo Savio, la Congregazione Salesiana ha promosso l’iniziativa “Una luce, un sorriso”. Si tratta di una cena di beneficenza per raccogliere fondi. L’iniziativa è nata dalla volontà dei collaboratori di lavorare per i bambini, contribuire al loro benessere, alla loro istruzione, a migliorare il loro stile di vita, soprattutto in questo periodo natalizio. Hogar Escuela Santo Domingo Savio è un centro educativo che offre formazione ai bambini che appartengono a famiglie in condizioni di povertà estrema e ad alto rischio. E’ diretto dalla Congregazione Salesiana e dalla Rete Ragazzi e ragazze con Don Bosco. Si tratta di una Casa che accoglie, una Scuola che educa, una Chiesa che evangelizza e un Giardino dove gli adolescenti possano creare reali legami di amicizia. Il Centro offre istruzione di qualità a bambini e bambine della comunità, dal primo al sesto anno di scuola primaria. Con la costruzione del nuovo edificio della scuola primaria il numero di bambini è stato esteso a 450.<br /> <br /><br />Wed, 07 Dec 2016 11:02:11 +0100AMERICA/VENEZUELA - “Il dialogo dovrebbe essere uno strumento per risolvere i problemi” afferma il Card.Urosahttp://fides.org/it/news/61327-AMERICA_VENEZUELA_Il_dialogo_dovrebbe_essere_uno_strumento_per_risolvere_i_problemi_afferma_il_Card_Urosahttp://fides.org/it/news/61327-AMERICA_VENEZUELA_Il_dialogo_dovrebbe_essere_uno_strumento_per_risolvere_i_problemi_afferma_il_Card_UrosaCaracas – "Si devono rimettere in libertà i prigionieri politici, che sono molti. E' necessario che il governo agisca in questo senso, perché sono persone ingiustamente detenute. La Chiesa non rinuncerà al dialogo ed è nel suo spirito continuare per questa via, ma si devono adempiere gli accordi firmati nel mese di novembre. Questo è ciò che ha chiesto il Card. Pietro Parolin nella lettera inviata al governo" afferma il Card. Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas.<br />"La Conferenza Episcopale e i Vescovi venezuelani sono in sintonia con Papa Francesco, e tutti vogliamo sostenere gli sforzi per cercare soluzioni costituzionali alla crisi" ha detto in un breve incontro con la stampa per commentare le parole del deputato Diosdado Cabello contro la lettera del Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano.<br />"Il Card. Parolin, rispettosamente, ha indicato le condizioni perché ci sia un vero dialogo: la liberazione dei prigionieri politici, il calendario elettorale e il rispetto per l'Assemblea nazionale, tra le altre cose. Il dialogo dovrebbe essere uno strumento per risolvere i problemi, e qui i problemi che abbiamo sono molto gravi" ha concluso il Card. Urosa.<br />Ieri ci sono stati momenti di tensione fra le parti, e sia il governo che l'opposizione hanno avuto contatti separati con i mediatori, fra cui S.E. Mons. Claudio Maria Celli. Alla fine della giornata si è deciso di riattivare il dialogo, tutti insieme, fissando la data del 13 gennaio.<br /> <br /><br />Wed, 07 Dec 2016 10:49:12 +0100AMERICA/VENEZUELA - “Giustizia e pace” denuncia la grave situazione: 12 giovani scomparsi e ritrovati uccisihttp://fides.org/it/news/61326-AMERICA_VENEZUELA_Giustizia_e_pace_denuncia_la_grave_situazione_12_giovani_scomparsi_e_ritrovati_uccisihttp://fides.org/it/news/61326-AMERICA_VENEZUELA_Giustizia_e_pace_denuncia_la_grave_situazione_12_giovani_scomparsi_e_ritrovati_uccisiCoro – La Commissione “Giustizia e pace” della Conferenza Episcopale del Venezuela esprime profondo dolore per gli eventi accaduti nella regione di Barlovento, stato di Miranda, dove i corpi di un gruppo di 12 giovani, fermati dai soldati il 15 ottobre, sono stati ritrovati il 28 novembre in una fossa comune. Questi atti sono avvenuti in seguito alle cosiddette Operazioni per la liberazione e la Protezione del Popolo , portati avanti dalle forze di sicurezza dello Stato.<br />"Denunciamo - si legge nel documento pervenuto a Fides - il modo in cui vengono svolte le operazioni di liberazione del popolo nel paese in cui le autorità statali non hanno adempiuto ai loro doveri per prevenire le violazioni dei diritti umani, garantire la libertà personale, il giusto processo e l'inviolabilità del domicilio. Denunciamo anche l'atteggiamento di orgoglio e di non ascolto dello Stato, che ha rifiutato e continua a rifiutare il diritto internazionale; l'inefficienza dello Stato nel suo dovere ineludibile di controllare la violenza sociale”.<br />Il documento chiede alle autorità statali competenti “la garanzia dei diritti fondamentali per tutti i cittadini del nostro paese” e si conclude esprimendo solidarietà alle famiglie dei 12 giovani uccisi. Il testo è firmato da Sua Ecc. Mons. Roberto Luckert León, Arcivescovo emerito di Coro e Presidente della Commissione.<br /> <br />Wed, 07 Dec 2016 10:47:47 +0100EUROPA/POLONIA - Al Santuario di Jasna Gora incontro di formazione missionaria e veglia di preghierahttp://fides.org/it/news/61325-EUROPA_POLONIA_Al_Santuario_di_Jasna_Gora_incontro_di_formazione_missionaria_e_veglia_di_preghierahttp://fides.org/it/news/61325-EUROPA_POLONIA_Al_Santuario_di_Jasna_Gora_incontro_di_formazione_missionaria_e_veglia_di_preghieraCzestochowa – Oltre 400 persone si sono ritrovate il 3 e 4 dicembre, per la festa di San Francesco Saverio, al Santuario di Jasna Gora per l’incontro di approfondimento missionario e la veglia di preghiera promossi come consuetudine dalla Pontificia Unione Missionaria della Polonia, secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides da mons. Tomasz Atlas, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie. L’incontro di quest’anno ha voluto celebrare in modo particolare il centenario della PUM.<br />Sua Ecc. Mons. Stanislaw Gadecki, Presidente della Conferenza episcopale polacca, ha presieduto la Messa di apertura, nel pomeriggio di sabato 3 dicembre. Richiamando l’opera missionaria del Patrono delle missioni, ha sottolineato il valore della PUM per la diffusione dello spirito missionario nella Chiesa universale. <br />Nella sessione missiologica, i partecipanti hanno ascoltato l’intervento di Sua Ecc. Mons. Henryk Hoser, Vescovo di Warszawa-Praga, già missionario in Rwanda, che ha presentato le sfide attuali poste alla PUM. Quindi p. Marek Tatar, docente all’università Card. Wyszyński, ha illustrato il tema “Dal battesimo alla missione”, e p. Stanislaw Urbański si è soffermato sul ministero missionario della Santa Madre Teresa di Calcutta. Ha arriccchito questa sessione la testimonianza di Juan Carlos Araya, IMC, missionario in Argentina.<br />Conclusa questa prima parte formativa, i presenti hanno partecipato all’ “Appello di Jasna Gora” presieduto da mons. Tomasz Atlas, direttore nazionale delle POM, che ha ringraziato la Vergine per i cento anni di attività della PUM e invocato fede viva e zelo missionario per tutti i fedeli nel nuovo anno pastorale. Ha avuto inizio quindi la veglia di preghiera animata dagli studenti del Centro di formazione missionaria che si preparano a partire per le missioni. La Messa di mezzanotte è stata presieduta dal Nunzio apostolico, l’Arcivescovo Salvatore Pennacchio. La preghiera è quindi proseguita fino all’alba con la lettura di testi del Beato Paolo Manna, fondatore della PUM, e le testimonianze di missionari provenienti da vari continenti. <br />Wed, 07 Dec 2016 09:48:32 +0100ASIA/CINA - La parrocchia di S. Francesco Saverio ha celebrato la festa patronale nel segno della caritàhttp://fides.org/it/news/61322-ASIA_CINA_La_parrocchia_di_S_Francesco_Saverio_ha_celebrato_la_festa_patronale_nel_segno_della_caritahttp://fides.org/it/news/61322-ASIA_CINA_La_parrocchia_di_S_Francesco_Saverio_ha_celebrato_la_festa_patronale_nel_segno_della_caritaXian Xian – “Curare la salute fisica e spirituale degli anziani” con le opere di misericordia: come ormai è consuetudine, la parrocchia di Wu Qiao dedicata a San Francesco Saverio, che si trova nella diocesi di Cang Zhou della provincia di He Bei in Cina continentale, ha festeggiato in questo modo il suo Santo Patrono, il 3 dicembre. <br />Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, la parrocchia ha fornito una visita medica gratuita a circa 150 anziani, cattolici e non cattolici, in collaborazione con la fondazione diocesana del servizio sociale “Cuore a cuore”. Insieme ai medici hanno accolto e assistito gli anziani 3 giovani sacerdoti, 5 suore e i volontari laici. Dopo pranzo hanno celebrato la Messa per i cattolici anziani durante la quale è stato impartito loro il sacramento dell’unzione degli infermi. <br />In questi anni la parrocchia ha sempre festeggiato il suo Patrono, il grande missionario San Francesco Saverio, nel segno concreto della testimonianza e dell’evangelizzazione, rivolgendo una particolare attenzione agli anziani. L’anno scorso era stata offerta una visita gratuita oculistica e dentistica, e ogni anno viene proposto un ambito sanitario specifico, tra cui anche un corso di prevenzione del morbo di Alzheimer.<br />La diocesi di Xian Xian era l’antico Vicariato Apostolico di Tcheli-Sudest. Oggi conta circa 75.000 fedeli, 206 tra chiese e cappelle, quasi 100 sacerdoti. Ogni anno si registrano oltre cento battesimi. La parrocchia di Wu Qiao è una comunità vivace e impegnata, in cui i laici sono molto presenti e attivi. <br /> <br />Wed, 07 Dec 2016 14:56:24 +0100AFRICA/UGANDA - Gli Yira congolesi si offrono come mediatori tra governo ugandese e il “Regno” di Rwenzururuhttp://fides.org/it/news/61321-AFRICA_UGANDA_Gli_Yira_congolesi_si_offrono_come_mediatori_tra_governo_ugandese_e_il_Regno_di_Rwenzururuhttp://fides.org/it/news/61321-AFRICA_UGANDA_Gli_Yira_congolesi_si_offrono_come_mediatori_tra_governo_ugandese_e_il_Regno_di_RwenzururuKampala - Kyaghanda Yira ASBL, la struttura organizzativa della comunità culturale Yira, offre la sua mediazione per risolvere la crisi tra il “Regno” di Rwenzururu e il governo dell’Uganda. Tra il 26 e il 27 novembre infatti, negli scontri tra le forze di sicurezza e le “guardie reali” del Re tradizionale Charles Wesley Mumbere erano morte più di 100 persone .<br />Gli Yira sono il più importante gruppo etnico nel Nord Kivu, la provincia nell’est della Repubblica Democratica del Congo che confina con la regione ugandese di Rwenzururu. <br />“Vista l’unicità cultura che condividono gli Yira in Uganda e nella RDC, a dispetto della delimitazione della frontiera politica che sembra presentarli come due popoli distinti, mentre sono uno solo - recita un comunicato dell’associazione culturale -, il comitato di guida internazionale di Kyaghanda Yira ha ritenuto indispensabile adottare immediatamente un atteggiamento per favorire la riconciliazione tra il governo ugandese e il potere tradizionale di Rwenzururu, offrendosi come mediatore”.<br />La dichiarazione lancia un appello agli appartenenti alla comunità Yira perché “conservino la calma, senza cedere all’agitazione, che provocherebbe un’interpretazione erronea dei fatti”. <br />Tue, 06 Dec 2016 12:33:08 +0100ASIA/TURCHIA - La Chiesa armena fa appello alla Corte europea per i diritti umani contro la Turchia per la mancata restituzione delle proprietà di Sishttp://fides.org/it/news/61320-ASIA_TURCHIA_La_Chiesa_armena_fa_appello_alla_Corte_europea_per_i_diritti_umani_contro_la_Turchia_per_la_mancata_restituzione_delle_proprieta_di_Sishttp://fides.org/it/news/61320-ASIA_TURCHIA_La_Chiesa_armena_fa_appello_alla_Corte_europea_per_i_diritti_umani_contro_la_Turchia_per_la_mancata_restituzione_delle_proprieta_di_SisAntelias – Aram I, Catholicos armeno apostolico della Grande Casa di Cilicia, con sede ad Antelias in Libano, ha reso noto che oggi, 6 dicembre, verrà sottoposta alla Corte europea per i Diritti Umani – con sede a Strasburgo – la richiesta di restituzione delle antiche residenze e proprietà appartenute al Catholicosato e situate a Sis, in territorio turco, dopo che la Corte Costituzionale della Turchia non ha accolto l'istanza di discutere e risolvere il contenzioso sulle proprietà di Sis all'interno del sistema giuridico turco. <br />“Questa - ha rimarcato il Catholicos Aram I nel videomessaggio in cui ha annunciato l'iniziativa – è la prima azione legale presa contro la Turchia dopo il Genocidio armeno del 1915, è il risultato di lunghe e serie discussioni, studi e consultazioni, ed è basata sulle disposizioni giuridiche internazionali, comprese le decisioni del Trattato di Losanna del 1932, riguardanti le minoranze che vivono entro i confini della Repubblica turca”. <br />La causa per ottenere la restituzione dei palazzi storici del Catholicosato situati nella città di Sis, intentata dal Catholicos Aram I nel 2015, non era stata presa in considerazione né dal Ministero della Giustizia turco né dalla Corte costituzionale turca. Ambedue le istituzioni turche non avevano riconosciuto alcuna base giuridica alla causa.<br />Sis, antica capitale del Regno armeno di Cilicia, corrisponde all'attuale città turca di Kozan. L'intenzione di presentare ricorso, concretizzatasi nell'aprile 2015, era già stata annunciata in più occasioni dal Catholicos di Cilicia tra settembre e ottobre 2014. “Non possiamo rimanere apatici rispetto ai diritti violati della nostra nazione” aveva detto Aram il 19 settembre 2015 a Erevan, in occasione della 5a Conferenza della Diaspora armena. Come già riferito dall'Agenzia Fides , lo stesso Catholicos aveva preannunciato che, in caso di mancata ricezione da parte delle istituzioni turche, l'appello sarebbe stato sottoposto all'attenzione della Corte europea dei diritti dell'uomo. Tue, 06 Dec 2016 12:17:01 +0100ASIA/IRAQ - Le Unità di Protezione della Piana di Ninive promuovono una campagna d'arruolamento tra i cristianihttp://fides.org/it/news/61319-ASIA_IRAQ_Le_Unita_di_Protezione_della_Piana_di_Ninive_promuovono_una_campagna_d_arruolamento_tra_i_cristianihttp://fides.org/it/news/61319-ASIA_IRAQ_Le_Unita_di_Protezione_della_Piana_di_Ninive_promuovono_una_campagna_d_arruolamento_tra_i_cristianiAlqosh – Le Unità di Protezione della Piana di Ninive , organizzazione paramilitare costituitasi n Iraq nel 2014 e composta perlopiù da cristiani assiri, siri e caldei, ha annunciato l'apertura di una campagna d'arruolamento su base volontaria, rivolta in particolare a giovani uomini delle comunità cristiane locali della regione di Mosul e della Piana di Ninive intenzionati a partecipare alle operazioni militari per la riconquista e la difesa dei centri abitati delle terre che erano state occupate dai jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico . <br />Nel testo di indizione della campagna d'arruolamento, reso noto anche dai media locali, si sollecitano i giovani cristiani ad arruolarsi volontariamente nelle Unità di Protezione anche per favorire e garantire il ritorno in piena sicurezza alle proprie case e alle proprie città da parte delle migliaia di cristiani che erano fuggiti dalle città della Piana di Ninive tra il giugno e l'agosto 2014, davanti all'avanzare delle milizie jihadiste. Nel documento si riportano anche i nomi dei responsabili da contattare per comunicare la propria intenzione di arruolarsi, divisi per area di competenza. <br />A fine novembre , il generale Riad Jalal Tawfiq, comandante delle forze di terra dell'esercito iracheno impegnate nella riconquista di Mosul, aveva confermato che le Unità di Protezione armata organizzate su base confessionale, compresi i gruppi composti da cristiani siri e assiri, sarebbero state coinvolte ufficialmente nel sistema di sicurezza e autodifesa delle zone della Piana di Ninive già sottratte ai jihadisti dello Stato Islamico . Il generale iracheno aveva aggiunto che le milizie locali costituitesi su base tribale o etnico-confessionale avranno un ruolo di primo piano anche nella gestione dell'accoglienza e della fornitura di cibo e beni di prima necessità ai profughi che faranno ritorno alle proprie case. . <br />Tue, 06 Dec 2016 12:11:36 +0100AFRICA/BURUNDI - “Solo piccoli passi verso la riconciliazione” lamentano i Vescovihttp://fides.org/it/news/61318-AFRICA_BURUNDI_Solo_piccoli_passi_verso_la_riconciliazione_lamentano_i_Vescovihttp://fides.org/it/news/61318-AFRICA_BURUNDI_Solo_piccoli_passi_verso_la_riconciliazione_lamentano_i_VescoviBujumbura - “Apprezziamo i passi effettuati e ringraziamo coloro che vi hanno contribuito” affermano i Vescovi del Burundi nella loro Lettera pastorale pubblicata per la chiusura dell’Anno Santo della Misericordia. “All’apertura dell’Anno giubilare avevamo auspicato che quest’Anno fosse per i burundesi un’opportunità di riconciliazione, perché i contendenti si sedessero, si dicessero la verità in un dialogo franco che permettesse di risolvere i problemi del Paese, in modo tale che i burundesi possano vivere nella pace e nella sicurezza” spiega il messaggio che è pervenuto all’Agenzia Fides.<br />“Ci sono ancora tanti fratelli e sorelle che sono rifugiati al di fuori del Paese” ricordano i Vescovi. “Nonostante abbiano sentito il nostro appello, non osano rientrare perché non si sentono rassicurati. Non c’è qualcosa da correggere perché si sentano sicuri ?” sottolinea il messaggio.<br />I Vescovi lamentano che quanti sono rimasti nel Paese “diffidano gli uni degli altri, e sembra che si spiino reciprocamente, avendo paura di dire la verità a voce alta, non si ha più fiducia del proprio vicino, proprio quando invece è il momento di dire la verità e di accogliere la verità che salva e riconcilia”.<br />La crisi politica burundese risale all’aprile 2015, quando il Presidente Pierre Nkurunziza annunciò la decisione di ripresentarsi alle elezioni per un terzo mandato, in violazione della Costituzione e degli accordi di pace di Arusha. La rielezione di Nkurunziza, nel luglio dello stesso anno, ha aggravato la situazione con omicidi e sparizioni di persone legate all’opposizione e la comparsa di gruppi di guerriglia anti Nkurunziza. Le violenze hanno finora provocato 500 morti e spinto alla fuga nei Paesi limitrofi circa 300.000 persone. <br />Tue, 06 Dec 2016 11:55:45 +0100ASIA/COREA DEL SUD - Crisi politica: anche i cattolici per le dimissioni della presidente Parkhttp://fides.org/it/news/61317-ASIA_COREA_DEL_SUD_Crisi_politica_anche_i_cattolici_per_le_dimissioni_della_presidente_Parkhttp://fides.org/it/news/61317-ASIA_COREA_DEL_SUD_Crisi_politica_anche_i_cattolici_per_le_dimissioni_della_presidente_ParkSeul - La tensione politica in Corea del Sud è alle stelle, per una grave crisi che sta scuotendo il paese alle fondamenta. Da oltre un mese si susseguono imponenti manifestazioni di piazza a Seul e nelle altre principali città coreane per chiedere le dimissioni della Presidente Park Geun-hye. La donna, eletta nel 2012, è al centro di uno scandalo e di una massiccia protesta popolare per la sua controversa relazione con Choi Soon-sil, figlia di un leader di un culto sciamanico. Secondo quanto emerso, negli ultimi anni sono stati i riti sciamanici a orientare la politica nazionale e scelte decisive della nazione. La Presidente è stata manipolata dalla santona Choi Soon-sil che ha usato questa influenza per controllare gli affari di stato e nel contempo per arricchirsi, pilotando contributi dei grandi gruppi industriali a fondazioni da lei controllate. Choi Soon-sil è oggi agli arresti per frode e abuso di potere. <br />Dopo oltre un mese di manifestazioni, il Parlamento sudcoreano si prepara a votare il prossimo 9 dicembre una mozione di impeachment della Presidente Park che, secondo i sondaggi, ha un consenso popolare crollato al 4%, trascinando verso il basso anche il partito conservatore Saenuri, cui appartiene. Di fronte a questa mozione, la Park ha dato la disponibilità a dimettersi entro aprile 2017, anno in cui sono comunque previste le elezioni presidenziali . <br />Nelle grandi manifestazioni di strada, che hanno coinvolto milioni di persone, anche i fedeli cattolici sono stati presenti, partecipando in tutte le diocesi. "La Presidente si è dimostrata inadeguata e incapace di governare. Non ha saputo dare una direzione al paese. La richiesta di dimissioni è del tutto condivisibile, per il bene della nazione”, dichiara a Fides il Vescovo Peter Kang che guida la diocesi di Cheju. Nella stessa diocesi, la Commissione Giustizia e Pace ha organizzato una manifestazione criticando la Park per aver fallito nell'amministrare bene la nazione.<br />Nei giorni scorsoi, durante una messa, anche il Vescovo ausiliare di Gwangju, Simon Ok Hyun-jin, ha invitato i fedeli a partecipare ai cortei pacifici, mentre il Vescovo Vincent Ri Pyung-ho, in una messa nella sua diocesi di Jeonju, ha invocato il "restauro di un reale democrazia", notando che "tutta la popolazione di ogni ceto sociale invoca le dimissioni". Come appreso da Fides, iniziative simili, con i fedeli impegnati nella protesta, si sono tenute nelle diocesi di Daejeon, Masan, Seul, Uijeongbu e Suwon. <br />Tue, 06 Dec 2016 11:38:31 +0100AMERICA/MESSICO - Aumentano i migranti, Mons. Lira invita tutti a lavorare insieme per accoglierlihttp://fides.org/it/news/61316-AMERICA_MESSICO_Aumentano_i_migranti_Mons_Lira_invita_tutti_a_lavorare_insieme_per_accoglierlihttp://fides.org/it/news/61316-AMERICA_MESSICO_Aumentano_i_migranti_Mons_Lira_invita_tutti_a_lavorare_insieme_per_accoglierliMatamoros – “Senza dubbio questo fenomeno si presenta di più qui al confine, dove vediamo aumentare le espulsioni o anche l’emigrazione di quanti vengono dall'America Centrale, spinti dall'insicurezza o dalla povertà in cui vivono in questi paesi” ha detto Sua Ecc. Mons. Eugenio Andrés Lira Rugarcía, Vescovo di Matamoros, dinanzi all'aumento dei migranti al confine e nella città di frontiera. "La sfida principale per le autorità di Matamoros è di avere le risorse necessarie per fare fronte alle possibili espulsioni di massa che potrebbero sorgere" ha aggiunto.<br />La nota inviata a Fides segnala che la diocesi di Matamoros sta lavorando duramente con due case per migranti e un centro di informazioni. Il Vescovo ha sottolineato che la sfida principale per i prossimi mesi è di verificare risorse e spazi che devono servire per accogliere la comunità degli espulsi che potrebbe arrivare in questa città di confine. "C'è bisogno di più sforzi, di lavorare insieme con le autorità, tutti, la società civile, le organizzazioni religiose e altri che vogliono aiutare, cercando il bene dei migranti e delle loro famiglie" conclude la nota.<br />Matamoros, nello stato di Tamaulipas, è la frontiera estrema verso l’Oceano atlantico. Secondo informazioni diffuse dalla stampa locale, anche questa città di frontiera si prepara a gestire un flusso considerevole di persone che dovranno rientrare in Messico nelle prossime settimane.<br /> <br />Tue, 06 Dec 2016 11:35:31 +0100ASIA/INDIA - Non si ferma lo sfruttamento dei minori nelle peggiori forme di lavorohttp://fides.org/it/news/61315-ASIA_INDIA_Non_si_ferma_lo_sfruttamento_dei_minori_nelle_peggiori_forme_di_lavorohttp://fides.org/it/news/61315-ASIA_INDIA_Non_si_ferma_lo_sfruttamento_dei_minori_nelle_peggiori_forme_di_lavoroNew Delhi – In India sono più di 200 mila i bambini che vengono sfruttati in condizioni del tutto precarie nel mondo del lavoro dell’industria manifatturiera. Costretti a lavorare, privati dell’istruzione e delle loro necessità di base, questi piccoli subiscono le conseguenze di una società che li guarda con indifferenza. Per dare visibilità in tutto il mondo a questa drammatica situazione è stata lanciata la campagna “Child in a Box”. Si tratta di scatole che nella loro parte superiore presentano l’immagine di un bambino felice ma, nel momento in cui si aprono, appaiono le condizioni disumane dei piccoli sfruttati. Secondo le notizie pervenute a Fides, le scatole sono state messe in vendite in diverse località del Paese e il denaro raccolto sarà destinato al miglioramento delle condizioni di vita di queste giovani vittime. Nell’Asia meridionale si registrano i peggiori indici di sfruttamento lavorativo dei minori, con oltre 100 milioni di bambini trattati come bestie da soma. <br /> <br />Tue, 06 Dec 2016 11:07:44 +0100AMERICA/CILE - “Le porte della Chiesa sono aperte per accogliere e condividere la ricchezza delle culture diverse” afferma il Card. Ezzatihttp://fides.org/it/news/61314-AMERICA_CILE_Le_porte_della_Chiesa_sono_aperte_per_accogliere_e_condividere_la_ricchezza_delle_culture_diverse_afferma_il_Card_Ezzatihttp://fides.org/it/news/61314-AMERICA_CILE_Le_porte_della_Chiesa_sono_aperte_per_accogliere_e_condividere_la_ricchezza_delle_culture_diverse_afferma_il_Card_EzzatiSantiago – Domenica scorsa, 4 dicembre, un gruppo di cittadini haitiani ha ricevuto il sacramento della Cresima nella parrocchia di San Saturnino a Santiago del Cile, e in questa circostanza l'Arcivescovo di Santiago, il Card. Ricardo Ezzati, che ha presieduto il rito, ha preso le difese degli immigrati.<br />Secondo la nota inviata a Fides da una fonte locale, proprio la settimana scorsa si è accesa una discussione sulla politica delle immigrazioni in Cile. A questo riguardo il Cardinale ha detto che "la Chiesa di Santiago, attraverso l'Istituto Cattolico Cileno di Migrazione e molti sacerdoti che accompagnano i tanti fratelli stranieri, vive una particolare esperienza, perché le porte sono aperte per accogliere, integrare e condividere la ricchezza che hanno queste culture diverse".<br />Durante il rito, presieduto dal Card. Ezzati e dal parroco di San Saturnino, padre Juan Carlos Cortez, hanno ricevuto la Cresima 15 haitiani, otto dei quali hanno ricevuto anche il Battesimo.<br />"Il Signore viene nella nostra vita in ogni momento della nostra esistenza, in un modo molto particolare per questi fratelli che sono qui a ricevere il sacramento della Cresima. Il Signore entra nella loro storia perché sono uomini e donne di fede, quando aprono le porte a Dio" ha detto il Card. Ezzati.<br />Secondo la parrocchia di San Saturnino, negli ultimi due anni sono arrivati in Cile più di 45 mila cittadini haitiani. Di questi 450 sono stati accolti nella comunità e partecipano alle attività di formazione , catechesi, aiuto sociale, solidarietà e laboratori per apprendere un mestiere.<br />Una inchiesta pubblicata da un giornale nazionale ha riportato che l’85% dei cileni vuole l'espulsione degli immigrati con problemi legali e il 75% considera necessario imporre restrizioni all’immigrazione. Il governo ha avviato il dibattito politico sul tema negli ultimi giorni, in vista di una revisione della legge sull’immigrazione.<br /> <br /><br />Tue, 06 Dec 2016 10:23:07 +0100ASIA - Le famiglie cattoliche in Asia, in missione di misericordia e compassionehttp://fides.org/it/news/61313-ASIA_Le_famiglie_cattoliche_in_Asia_in_missione_di_misericordia_e_compassionehttp://fides.org/it/news/61313-ASIA_Le_famiglie_cattoliche_in_Asia_in_missione_di_misericordia_e_compassioneColombo - Le famiglie cattoliche in Asia sono luoghi dove si vive e si trasmette al prossimo la misericordia e la compassione: è questo il concetto-chiave attono a cui si è snodata la riflessione dell’assemblea plenaria della "Federazione delle Conferenza Episcopali dell'Asia" tenutasi nei giorni scorsi a Negombo , in Sri Lanka, e conclusasi ieri, 4 dicembre. I Vescovi del continente si sono confrontati sul tema "La famiglia cattolica in Asia: una Chiesa dei poveri in missione di misericordia". <br />Come appreso da Fides, a conclusione dell'assise, tutte le famiglie asiatiche sono state consacrate alla "Sacra Famglia di Nazareth, modello e fonte di ispirazione. E' stato il Cardinale Orlando Quevedo, Arcivescovo di Cotabato , a recitare la preghiera di consacrazione, durante l’Eucarestia conclusiva, tenutasi nella cattedrale di Colombo e presieduta dal Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay e presidente FABC. Alla messa hanno preso parte oltre tremila fedeli. La preghiera di consacrazione ricorda che "la vita della Sacra Famiglia si è svolta in Asia" e essa rappresenta oggi "l'esempio di un santuario dell'amore e della vita, un Vangelo vivente, l'icona della misericordia e della compassione di Dio".<br />"O Santa Famiglia di Nazareth, consacriamo a te oggi le famiglie cattoliche in Asia, in mezzo alle difficoltà che si trovano ad affrontare quotidianamente", recita la preghiera conclusiva, "perchè le famiglie cattoliche in Asia nel loro cammino possano diventare, in parole e opere, piccole chiese domestiche, in una missione di misericordia e di compassione". <br />Come ha rimarcato il Cardinale filippino Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, le famiglie sono chiamate "a seguire l'esempio di San Francesco Saverio per annunciare il Vangelo ai poveri in tutto il mondo”. Ogni battezzato, pur nella sua vulnerabilità è "un missionario di misericordia" ha detto il Cardinale. Nella missione della Chiesa, ha rilevato "la strada è il dialogo e non la conquista". <br />Mon, 05 Dec 2016 13:00:42 +0100AFRICA/GAMBIA - Il Presidente eletto Barrow per la riconciliazione nazionale, sconfitto Jammeh da 22 anni al poterehttp://fides.org/it/news/61312-AFRICA_GAMBIA_Il_Presidente_eletto_Barrow_per_la_riconciliazione_nazionale_sconfitto_Jammeh_da_22_anni_al_poterehttp://fides.org/it/news/61312-AFRICA_GAMBIA_Il_Presidente_eletto_Barrow_per_la_riconciliazione_nazionale_sconfitto_Jammeh_da_22_anni_al_potere<br />Banjul - Il Presidente del Gambia, Yahya Jammeh, cederà il potere a gennaio, dopo aver perso le elezioni del 1°dicembre, vinte da Adama Barrow. Con il loro voto, gli elettori hanno posto fine in modo democratico a 22 anni di governo di Jammeh, che aveva conquistato il potere con un golpe nel 1994 ed era stato rieletto tre volte di seguito. Jammeh ha comunque riconosciuto la sconfitta. Barrow ha già iniziato le consultazioni per la formazione del nuovo governo ed ha incontrato il rappresentante speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Africa dell’Ovest e Sahel, Mohamed Ibn Chambas.<br />Il primo punto all’ordine del giorno del nuovo Presidente è la liberazione dei prigioni politici e degli oppositori di Jammeh. Barrow ha lodato quest’ultimo per aver riconosciuto la sconfitta, “un fatto non sempre usuale in Africa”. Il Presidente eletto ha inoltre dichiarato che Jammeh potrà continuare a vivere nel Paese come un cittadino ordinario e che non vuole “condurre una caccia alle streghe”, aprendo la strada alla riconciliazione nazionale. Il Gambia ha una popolazione di 1.929.000 abitanti, di cui 43.000 cattolici. <br />Mon, 05 Dec 2016 12:19:08 +0100AFRICA/CONGO RD - Crisi politica: “Un compromesso è possibile ma occorre la buona volontà di tutti” affermano i Vescovihttp://fides.org/it/news/61311-AFRICA_CONGO_RD_Crisi_politica_Un_compromesso_e_possibile_ma_occorre_la_buona_volonta_di_tutti_affermano_i_Vescovihttp://fides.org/it/news/61311-AFRICA_CONGO_RD_Crisi_politica_Un_compromesso_e_possibile_ma_occorre_la_buona_volonta_di_tutti_affermano_i_Vescovi Kinshasa - “Un compromesso politico è ancora possibile, se le parti coinvolte si impegnano e danno prova di buona volontà. Restiamo disponibili ad offrire i nostri buoni uffici” afferma un comunicato della CENCO inviato all’Agenzia Fides. <br />Il comunicato, firmato da S.E. Mons. Marcel Utembi Tapa, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della CENCO, e da Mons. Fridolin Ambongo Besengu, Arcivescovo eletto di Mbandaka-Bikoro, Amministratore Apostolico di Bokungu-Ikela e Vice Presidente della CENCO, fa il punto sulla mediazione tra maggioranza e opposizione richiesta ai Vescovi dal Presidente Joseph Kabila e sostenuta dalla comunità internazionale.<br />I Vescovi affermano che il lavoro di mediazione ha permesso “di rilevare che ci sono diversi punti di convergenza tra le parti” ma che rimangono divergenze importanti sui seguenti argomenti: rispetto della Costituzione e sue implicazioni con la crisi attuale; calendario elettorale; finanziamento delle elezioni; indipendenza della Commissione Elettorale Indipendente e del Consiglio Superiore dei mezzi audiovisivi congolesi; funzionamento delle istituzione durante il periodo di transizione.<br />La CENCO media tra maggioranza e opposizione per stabilire date e procedure per le elezioni presidenziali, che dovevano tenersi entro dicembre 2016 alla scadenza del secondo e ultimo mandato di Kabila, e per decidere il governo provvisorio che dovrà governare il Paese fino alle elezioni. <br />Mon, 05 Dec 2016 11:24:16 +0100