Fides News Italianohttp://fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/PAKISTAN - Asia Bibi, l’udienza alla Corte Suprema “sia fissata al più presto”, chiede una Onghttp://fides.org/it/news/56208-ASIA_PAKISTAN_Asia_Bibi_l_udienza_alla_Corte_Suprema_sia_fissata_al_piu_presto_chiede_una_Onghttp://fides.org/it/news/56208-ASIA_PAKISTAN_Asia_Bibi_l_udienza_alla_Corte_Suprema_sia_fissata_al_piu_presto_chiede_una_OngLahore – L’udienza davanti ala Corte Suprema, terzo e ultimo grado di giudizio, per il processo a carico di Asia Bibi, la madre pakistana condannata a morte per blasfemia, sia fissata presto: lo chiede, in una nota inviata a Fides, l’Ong “Christian Solidarity Worldwide” , che invita le autorità carcerarie a provvedere, nel frattempo, alla sicurezza e al benessere della donna. In Pakistan i ricorsi alla Corte Suprema, che vanno presentati entro 30 giorni dal verdetto di appello, vengono esaminati in media tre anni dopo l’avvenuta registrazione.<br />Il 16 ottobre l'Alta Corte di Lahore, secondo grado di giudizio, ha respinto il ricorso di Asia Bibi contro la condanna a morte per blasfemia comminatale nel 2010. CSW nota la crescente influenza dei gruppi estremisti in Pakistan, che spesso sfocia nel “fabbricare accuse di blasfemia, ma anche in minacce e uccisioni degli accusati, o dei loro avvocati e giudici”. “Asia Bibi ha subito condizioni massacranti in quasi cinque anni di detenzione nel braccio della morte, in gran parte trascorsi in isolamento. La sua salute ha sofferto e ha avuto anche severe restrizioni per i visitatori. Il caso in appello ha subito molti rinvii e non sono mancati messaggi intimidatori a giudici e avvocati”, nota CSW. <br />CSW ed altre Ong e fondazioni, come la “Cecil & Iris Chaudhry Foundation”, auspicano che “la Corte Suprema del Pakistan faccia davvero giustizia in questo caso, e che prevalga lo stato di diritto”. Di recente la Corte Suprema ha parlato in favore delle minoranze religiose in Pakistan, notando discriminazione e violenza a loro danno e invitando il governo a creare il “Consiglio nazionale per i diritti delle minoranze”. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/TURCHIA - Preghiere per la salute del Patriarca armeno, colpito da malattia incurabilehttp://fides.org/it/news/56207-ASIA_TURCHIA_Preghiere_per_la_salute_del_Patriarca_armeno_colpito_da_malattia_incurabilehttp://fides.org/it/news/56207-ASIA_TURCHIA_Preghiere_per_la_salute_del_Patriarca_armeno_colpito_da_malattia_incurabileIstanbul – La malattia incurabile da cui è stato colpito 5 anni fa il Patriarca armeno di Istanbul, Mesrob II, potrebbe avere un decorso lento, e prolungare ancora per anni il suo stato privo di coscienza. Lo confermano le ultime analisi effettuate presso l'ospedale della comunità armena, pubblicate da fonti consultate dall'Agenzia Fides. Il Patriarca, colpito dal morbo di Alzheimer nel 2008, sopravvive in virtù degli strumenti che ne assicurano la respirazione e l'alimentazione artificiale. La scorsa settimana il Patriarcato armeno di Istanbul aveva indetto tre giorni di preghiera e digiuno per la salute del Patriarca. In tale circostanza sono state anche diffuse per la prima volta le foto del Patriarca nel suo letto di degenza, circondato da Vescovi della sua Chiesa. Secondo le leggi turche, la carica di Patriarca è a vita, e un nuovo Patriarca armeno non può essere eletto finchè il suo predecessore è ancora vivo. Dal 2008, per l'amministrazione ordinaria del Patriarcato, le funzioni patriarcali sono esercitate dall'Arcivescovo Aram Atesyan, Vicario patriarcale. .Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Elezioni “giuste, libere e trasparenti”, ma non tutti concordanohttp://fides.org/it/news/56206-AFRICA_MOZAMBICO_Elezioni_giuste_libere_e_trasparenti_ma_non_tutti_concordanohttp://fides.org/it/news/56206-AFRICA_MOZAMBICO_Elezioni_giuste_libere_e_trasparenti_ma_non_tutti_concordanoMaputo - “Gli osservatori internazionali hanno qualificato le elezioni come ‘giuste, libere e trasparenti’ ma alcuni gruppi di osservatori locali non condividono questa valutazione” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale dal Mozambico, dove il 15 ottobre si sono tenute le elezioni presidenziali e parlamentari. I dati ancora parziali danno in testa il partito FRELIMO, che detiene il potere dall’indipendenza del Paese dal Portogallo.<br />“Si tenga presente che il Mozambico è un Paese vasto. Se nella capitale e nei principali centri urbani erano presenti osservatori elettorali, che hanno in effetti certificato la correttezza delle elezioni, nei centri rurali, dove gli osservatori non erano presenti, le cose si sono svolte in modo diverso, come hanno potuto constatare anche alcuni missionari” dicono le fonti locali di Fides.<br />“I due partiti dell’opposizione hanno affermato di non accettare i risultati. Il leader della Resistenza Nazionale Mozambicana , Afonso Dhlakama, ha lanciato la proposta di un governo di unità nazionale. Gli ex guerriglieri della RENAMO appaiono in testa a Nampula e Beira, le due principali città del Mozambico dopo la capitale, Maputo”<br />Secondo le fonti di Fides, “su 11 milioni di iscritti alle liste elettorali, circa la metà è andata a votare. Appare quindi difficile concordare con i giornali locali che parlano di ‘massiccia partecipazione’ alle elezioni”. “È comunque sicuramente positivo il fatto che, a parte qualche incidente al nord, le elezioni si siano tenute in un clima pacifico. Speriamo che la fase post elettorale sia altrettanto pacifica” concludono le nostre fonti.<br />Dal 2012 si erano registrati incidenti tra la RENAMO e il governo che avevano creato una situazione di stallo risoltasi solo a settembre con un accordo che ha spianato la strada alle elezioni. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SIERRA LEONE - Un campo di manioca trasformato in un centro per il trattamento dell’ebolahttp://fides.org/it/news/56204-AFRICA_SIERRA_LEONE_Un_campo_di_manioca_trasformato_in_un_centro_per_il_trattamento_dell_ebolahttp://fides.org/it/news/56204-AFRICA_SIERRA_LEONE_Un_campo_di_manioca_trasformato_in_un_centro_per_il_trattamento_dell_ebolaBo - Poche settimane fa era un campo di manioca, oggi è una città composta da quattro enormi tendoni circondati da tende più piccole e costruzioni di mattoni, separate da recinzioni arancioni e costellate di sedie viola. È l’ultimo dei centri che l’ong Medici Senza Frontiere ha allestito per il trattamento dell’ebola non lontano da Bo, la seconda città della Sierra Leone. Costruito in sole cinque settimane da squadre di operai al lavoro 24 ore al giorno, il centro ha aperto il 19 settembre e, mentre i lavori continuano, il primo reparto di 34 posti letto è già pieno. I primi pazienti sono stati portati in ambulanza da un centro di transito non lontano, allestito da MSF quando la malattia è arrivata nel distretto di Bo. Al momento ne sono stati dimessi 16. Ogni volta che qualcuno guarisce e può essere dimesso dà una grande carica emotiva a tutti gli altri pazienti e ai 280 operatori che lavorano. <br />La maggior parte degli operatori, 260, proviene dalla Sierra Leone. Molti di loro hanno lavorato presso l’ospedale materno infantile della ong situato nelle vicinanze. Altri vengono da località diverse, ma tutti condividono lo stesso entusiasmo nella lotta contro la malattia. Tra gli operatori locali ci sono nove donne impegnate a cucinare il pranzo ai pazienti in una cucina da poco piastrellata, un insegnante di filosofia che compila il registro quotidiano nella tenda adibita a magazzino e un ex parroco che ora lavora come consulente per la salute mentale. La nuova struttura, spaziosa e ben organizzata, è fornita di pavimenti in cemento liscio piuttosto che di ghiaia, e tende pesanti per resistere ai sette mesi di stagione delle piogge nel Paese. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/LIBIA- Elementi dello Stato islamico e di Boko Haram sono in Libia, afferma il Primo Ministrohttp://fides.org/it/news/56203-AFRICA_LIBIA_Elementi_dello_Stato_islamico_e_di_Boko_Haram_sono_in_Libia_afferma_il_Primo_Ministrohttp://fides.org/it/news/56203-AFRICA_LIBIA_Elementi_dello_Stato_islamico_e_di_Boko_Haram_sono_in_Libia_afferma_il_Primo_MinistroTripoli - In Libia sono presenti sia elementi del cosiddetto Califfato o Stato Islamico sia elementi del gruppo nigeriano Boko Haram. È quanto ha affermato il Primo Ministro libico, Abdullah al-Thinni, rispondendo ad una precisa domanda dei giornalisti. Secondo quanto riporta il quotidiano “The Libyan Herald”, il premier ha precisato che per quanto riguarda lo Stato islamico “ci sono gruppi nella città di Derna e in altre città libiche e a Sirte”. Derna, in Cirenaica, è considerata la culla dell’estremismo islamico libico più radicale fin dai tempi del regime di Gheddafi.<br />“Inoltre, è presente anche il gruppo Boko Haram originario della Nigeria” ha aggiunto al-Thinni, che è stato costretto a rifugiarsi nell’est del Paese dopo che Tripoli è caduta nelle mani delle milizie che si oppongono al suo governo. “Il terrorismo non ha un luogo specifico e dobbiamo riconoscere la gravità dell’esistenza di questi gruppi che destabilizzano la sicurezza del Paese con il supporto di correnti politiche che si richiamano all’islam politico” ha sottolineato il Premier, facendo riferimento ai diversi gruppi islamisti libici.<br />Nel frattempo continuano i combattimenti a Bengasi, dove le forze del generale Khalifa Haftar cercano di strappare il controllo del capoluogo della Cirenaica a diversi gruppi islamisti. Almeno 75 persone sono morte negli ultimi 5 giorni di scontri. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/CILE - Centomila in pellegrinaggio per la famiglia al Santuario della prima Santa cilenahttp://fides.org/it/news/56202-AMERICA_CILE_Centomila_in_pellegrinaggio_per_la_famiglia_al_Santuario_della_prima_Santa_cilenahttp://fides.org/it/news/56202-AMERICA_CILE_Centomila_in_pellegrinaggio_per_la_famiglia_al_Santuario_della_prima_Santa_cilenaSantiago – Con la Messa presieduta dal Vescovo ausiliare della diocesi di Santiago del Cile, Sua Ecc. Mons. Galo Fernandez, nel pomeriggio di sabato 18 ottobre, si è concluso il 24.mo pellegrinaggio al Santuario di Santa Teresa delle Ande, la prima Santa cilena, la prima Santa carmelitana scalza fuori dall'Europa, che è stata beatificata a Santiago del Cile da San Giovanni Paolo II il 3 aprile 1987 e canonizzata dallo stesso Papa il 21 marzo 1993. <br />La nota inviata all’Agenzia Fides dall'arcidiocesi riporta le parole di Mons. Galo: "Siamo stati invitati a camminare con le nostre famiglie nel cuore. Esse sono uno spazio sacro in cui si mostra l'amore incondizionato, l'importanza della tenerezza, della condivisione e dell'impegno". Tuttavia, ha aggiunto, "sono anche spazi in cui compaiono le ferite dell'umanità. Perché portiamo anche dolori per le assenze, le malattie, i fallimenti e le storie tristi; e forse per questo le famiglie stesse sono anche luoghi di accoglienza e di perdono". Il Presule ha poi invitato i giovani a "celebrare la vita e a cercare sempre di creare momenti di incontro nelle nostre famiglie, ma anche nelle famiglie del nostro ambiente, del nostro quartiere, perché l'amore è diffusivo".<br />Il pellegrinaggio è partito alle 5 del mattino di sabato 18 ottobre da Santiago, e per 27 chilometri circa 100 mila giovani hanno cantato, pregato, riflettuto e condiviso esperienze di fede. I partecipanti erano principalmente giovani, provenienti da ambienti e contesti diversi, accompagnati da sacerdoti e religiosi, ma hanno partecipato anche gruppi di famiglie in autobus o in auto private, con gli anziani, e perfino a cavallo. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/GIORDANIA - L'Arcivescovo Lahham: i 4mila profughi cristiani iracheni vogliono tutti emigrare in Occidentehttp://fides.org/it/news/56201-ASIA_GIORDANIA_L_Arcivescovo_Lahham_i_4mila_profughi_cristiani_iracheni_vogliono_tutti_emigrare_in_Occidentehttp://fides.org/it/news/56201-ASIA_GIORDANIA_L_Arcivescovo_Lahham_i_4mila_profughi_cristiani_iracheni_vogliono_tutti_emigrare_in_OccidenteAmman – Sono già tremila i profughi cristiani iracheni fuggiti per l'offensiva dei jihadisti da Mosul e dalla Piana di Ninive che hanno trovato rifugio in Giordania, e nei prossimi giorni è annunciato l'arrivo di altri mille. Lo conferma all'Agenzia Fides, l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme. La gran parte dei profughi cristiani – in larga maggioranza cattolici – sono distribuiti in 10 parrocchie latine, greco-cattoliche, siro cattoliche e armene. Per 2mila di loro l'assistenza è garantita direttamente da Caritas Giordania, mentre gli altri vengono sostenuti da una rete di associazioni umanitarie e di volontariato con profilo sia locale che internazionale. <br />Oltre a chiedere aiuto per le esigenze primarie di sopravvivenza, le famiglie dei profughi cercano anche di ottenere l'inserimento dei propri figli nelle scuole, mentre gli studenti universitari chiedono di poter seguire i corsi e sostenere gli esami presso gli Atenei del Regno Hascemita. “Due tratti - riferisce a Fides l'Arcivescovo Lahham - accomunano la stragrande maggioranza dei profughi cristiani: nessuno vuole più tornare in Iraq e tutti cercano di ottenere un visto per l'Australia o per l'America. In questo senso, le scelte delle ambasciate e delle cancellerie occidentali rischiano, a modo loro, di contribuire in maniera pesante al venir meno della presenza cristiana in Medio Oriente. Il Patriarca caldeo - sottolinea mons. Lahham - ha riconosciuto che ogni cristiano deve decidere secondo coscienza cosa fare e come guardare al futuro suo e della sua famiglia. Ma se si spalancano ai cristiani le porte dell'accoglienza in Paesi avanzati dell'Occidente, tra l'altro in maniera privilegiata rispetto al resto della popolazione araba, si finisce per fomentare la partenza anche di quelli che potrebbero rimanere. Così tutti i discorsi sulla necessità di tutelare le comunità cristiane radicate da millenni in Medio Oriente, assumono un sapore quasi beffardo”. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/EL SALVADOR - La violenza cresce sempre di più e le famiglie sono quelle più colpitehttp://fides.org/it/news/56200-AMERICA_EL_SALVADOR_La_violenza_cresce_sempre_di_piu_e_le_famiglie_sono_quelle_piu_colpitehttp://fides.org/it/news/56200-AMERICA_EL_SALVADOR_La_violenza_cresce_sempre_di_piu_e_le_famiglie_sono_quelle_piu_colpiteSan Salvador – “Vediamo che la violenza cresce sempre di più , stiamo entrando in una fase di violenza ancora più brutale e ad un confronto frontale tra le forze di sicurezza e il crimine organizzato”: sono le parole preoccupate del Vescovo ausiliare di San Salvador, Sua Ecc. Mons. Gregorio Rosa Chavez, pronunciate ieri dopo la Messa celebrata nella Cattedrale della capitale, nella abituale conferenza stampa della domenica. <br />Secondo la nota inviata all’Agenzia Fides, tra i temi di particolare importanza affrontati dal Vescovo, c’è stata la sua denuncia dell'omicidio dell'agente della Policía Nacional Civil , avvenuto sabato 18 ottobre durante una partita di calcetto, solo perché questi aveva tentato di difendere un ragazzo che aveva rifiutato di entrare a far parte di una banda criminale. <br />L’Arcivescovo di San Salvador, Sua Ecc. Mons. José Luis Escobar Alas, a Roma per partecipare al Sinodo dei Vescovi, in un messaggio al suo Ausiliare denuncia l'aumento brutale della violenza nel paese: "la violenza ha acquistato così tanto potere in El Salvador, che le bande superano per numero i membri della Polizia". Mons. Escobar Alas afferma inoltre che le famiglie salvadoregne sono gravemente colpite dalla situazione di criminalità, perché sono loro le vittime di estorsioni, omicidi e sequestri di persona. <br />Mons. Rosa Chavez, comunicando il messaggio inviato dall’Arcivescovo, ha espresso la sua preoccupazione perché ormai gli agenti di polizia uccisi nelle ultime due settimane dalle bande criminali sono sette, segno che il Paese sta entrando in un periodo di "violenza ancor più brutale", colpendo i poliziotti, che ha chiamato "servitori della pace" per difendere i cittadini onesti.<br />Secondo le statistiche della Polizia Nazionale Civile, nel 2014 i gruppi criminali hanno ucciso 32 agenti. Fino al 16 ottobre ci sono state 3.064 morti violente, mentre la media giornaliera degli omicidi è salita a 12. “Questa situazione non può essere presa alla leggera. Le risposte devono essere intelligenti e far parte di una strategia ben congegnata. La recrudescenza della violenza è una provocazione delle bande, una sfida diretta, che deve essere analizzata in quanto tale" ha concluso Mons. Rosa Chavez. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/VIETNAM - L’Arcivescovo di Ho Chi Minh city: preghiera e speranza per i rapporti diplomatici Vaticano-Vietnamhttp://fides.org/it/news/56199-ASIA_VIETNAM_L_Arcivescovo_di_Ho_Chi_Minh_city_preghiera_e_speranza_per_i_rapporti_diplomatici_Vaticano_Vietnamhttp://fides.org/it/news/56199-ASIA_VIETNAM_L_Arcivescovo_di_Ho_Chi_Minh_city_preghiera_e_speranza_per_i_rapporti_diplomatici_Vaticano_VietnamCittà del Vaticano – “L’incontro in Vaticano tra Papa Francesco e il Premier del Vietnam, Nguyen Tan Dung, rafforza le nostre speranze di vedere in futuro pieni rapporti diplomatici fra Santa Sede e Vietnam”: lo afferma all’Agenzia Fides l’Arcivescovo di Ho Chi Minh City, Sua Ecc. Mons. Pual Bui Van Doc, che ha partecipato ai lavori sinodali. “Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma preghiamo e speriamo perché le difficoltà siano superate e il processo dell’instaurazione di relazioni diplomatiche possa andare in porto”, afferma l’Arcivescovo, ricordando, tra i buoni segnali e le buone prospettive, che “la Chiesa ha avviato l’iniziativa di istituire in Vietnam un Istituto teologico, di livello universitario, e ha trovato porte aperte tra le autorità governative”.<br />Sulla sua permanenza al Sinodo, appena concluso, l’Arcivescovo dice: “E’ stata una splendida esperienza, abbiamo vissuto l’autentica libertà dei figli di Dio. Porto in Vietnam l’esperienza della Chiesa come madre, che accoglie i suoi figli con misericordia; e come maestra, che ascolta, prega, accompagna i suoi figli nella ricerca della verità”. Soprattutto, conclude, “il Papa ci insegna, con il suo esempio e la sua commovente testimonianza, ad ascoltare la voce dello Spirito Santo che porta novità e apre i nostri cuori”. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/BURUNDI - Nomina del Rettore del Seminario maggiore “Giovanni Paolo II”, nella diocesi di Gitegahttp://fides.org/it/news/56198-AFRICA_BURUNDI_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_Giovanni_Paolo_II_nella_diocesi_di_Gitegahttp://fides.org/it/news/56198-AFRICA_BURUNDI_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_Giovanni_Paolo_II_nella_diocesi_di_GitegaCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 17 febbraio 2014 ha nominato Rettore del Seminario maggiore interdiocesano “Beato Giovanni Paolo II” nella diocesi di Gitega , il rev. Martin Sinumvayaha, del clero della diocesi di Ngozi. <br />Il nuovo Rettore è nato l’11 novembre 1970 a Muhanga. Dopo gli studi civili, nel 1993 è entrato nel Seminario propedeutico di Burasira. Ha poi studiato filosofia al Seminario maggiore di Bujumbura e teologia al Seminario maggiore “Giovanni Paolo II” di Gitega. Ordinato sacerdote a Ngozi il 7 luglio 2001, è stato in seguito Viceparroco e Parroco quindi Economo e Vicerettore del Seminario minore diocesano. Ha poi proseguito gli studi presso la Pontificia Università Lateranense a Roma, dal 2005 al 2011, conseguendo il Dottorato in Diritto civile e canonico. Dal 2011 è professore al Seminario maggiore di Gitega e membro di diverse Commissioni della Conferenza Episcopale. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200VATICANO - Paolo VI, “strenuo sostenitore della missione ad gentes”http://fides.org/it/news/56197-VATICANO_Paolo_VI_strenuo_sostenitore_della_missione_ad_genteshttp://fides.org/it/news/56197-VATICANO_Paolo_VI_strenuo_sostenitore_della_missione_ad_gentesCittà del Vaticano – Al termine della solenne celebrazione di domenica 19 ottobre per la chiusura dell’Assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi, salutando i pellegrini giunti da vari Paesi per la beatificazione di Papa Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha introdotto la preghiera mariana dell’Angelus invitando “a seguire fedelmente gli insegnamenti e l’esempio del nuovo Beato”. “Egli – ha detto Papa Francesco - è stato uno strenuo sostenitore della missione ad gentes; ne è testimonianza soprattutto l’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi con la quale ha inteso risvegliare lo slancio e l’impegno per la missione della Chiesa. Questa Esortazione è ancora attuale, conserva tutta la sua attualità! È significativo considerare questo aspetto del Pontificato di Paolo VI, proprio oggi che si celebra la Giornata Missionaria Mondiale”. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/FILIPPINE - Migliaia di lettere dei bambini di strada al Papa per la sua visita nel Paesehttp://fides.org/it/news/56196-ASIA_FILIPPINE_Migliaia_di_lettere_dei_bambini_di_strada_al_Papa_per_la_sua_visita_nel_Paesehttp://fides.org/it/news/56196-ASIA_FILIPPINE_Migliaia_di_lettere_dei_bambini_di_strada_al_Papa_per_la_sua_visita_nel_PaeseManila - Un gruppo di ex bambini di strada, oggi sotto tutela della Fondazione Tulay ng Kabataan , una Ong che si occupa di salvare i minori di Manila da una vita di strada come vagabondi, accattoni, spacciatori e prostitute, ha scritto un migliaio di lettere con le quali sperano di riuscire ad incontrare Papa Francesco durante il suo viaggio apostolico nel Paese, dal 15 al 19 gennaio. L’arcidiocesi di Manila ha informato che il Cardinale Luis Antonio Tagle, Arcivescovo della capitale, si è incaricato di consegnare al Papa le lettere dei ragazzi della Tnk in occasione della sua presenza a Roma per il Sinodo dei Vescovi. Anche la PhilPost, ufficio postale delle Filippine ha promosso una campagna per invitare i giovani a spedire lettere al Papa in vista del viaggio. Sono state messe a disposizione cassette postali in diverse aree della città dove i ragazzi potranno depositare le loro lettere che verranno consegnate al Santo Padre durante la sua visita. Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/CENTRAFRICA - La liberazione di don Mateusz Dziedzic al centro della Giornata Missionaria in Poloniahttp://fides.org/it/news/56195-AFRICA_CENTRAFRICA_La_liberazione_di_don_Mateusz_Dziedzic_al_centro_della_Giornata_Missionaria_in_Poloniahttp://fides.org/it/news/56195-AFRICA_CENTRAFRICA_La_liberazione_di_don_Mateusz_Dziedzic_al_centro_della_Giornata_Missionaria_in_PoloniaBangui - Si pregherà per la liberazione di don Mateusz Dziedzic, il sacerdote Fidei Donum polacco rapito nella Repubblica Centrafricana, durante le celebrazioni della Giornata Missionaria Mondiale in Polonia, domenica 19 ottobre. Secondo fonti delle Pontificie Opere Missionarie della Polonia, i fedeli sono stati invitati a partecipare alla marcia di solidarietà con il sacerdote rapito che verrà effettuata nella sua diocesi di origine, quella di Tarnow.<br />Don Dziedzic è stato rapito domenica 12 ottobre a Baboua, una località appartenente alla diocesi centrafricana di Bouar . <br />Secondo fonti di Fides, don Dziedzic ha potuto contattare telefonicamente la sua famiglia in Polonia, mentre un sacerdote della diocesi centrafricana ha provveduto a recapitare ai rapitori i farmaci antimalarici dei quali necessita il sacerdote.<br />Il gruppo che lo ha rapito chiede la liberazione del proprio leader, Abdoulaye Miskin, detenuto nel vicino Camerun. Il governo di Bangui ha inviato una delegazione a Yaoundé per discutere la questione con le autorità camerunesi. Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Bambini vaccinati contro la polio, endemica in Belucistanhttp://fides.org/it/news/56194-ASIA_PAKISTAN_Bambini_vaccinati_contro_la_polio_endemica_in_Belucistanhttp://fides.org/it/news/56194-ASIA_PAKISTAN_Bambini_vaccinati_contro_la_polio_endemica_in_BelucistanQuetta - Le autorità della provincia pachistana del Beluchistan, vasta regione dell’Asia sud-occidentale, politicamente suddivisa tra Iran, Afghanistan e Pakistan, hanno appena ultimato una campagna di vaccinazioni contro la poliomielite che ha coinvolto 850 mila bambini con meno di 5 anni. Per 16 mesi nella regione non erano stati registrati nuovi casi, anche se due mesi fa ne sono stati individuati diversi nella località di Killa Abdulá, al confine con l’Afghanistan. L’iniziativa è stata intrapresa perché dall’inizio del 2014 in Pakistan sono stati registrati 166 casi, cifra di gran lunga superiore ai 28 dello stesso periodo dell’anno passato e al totale del 2013, quando se ne registrarono 93, secondo le cifre dell’Iniziativa per la Eradicazione Globale della Polio . Il portavoce del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia in Pakistan ha fatto presente che ad intralciare le operazioni sanitarie nelle zone contagiate ci sono problemi culturali e atti di violenza contro i sanitari stessi. Alcune sono inaccessibili, c’è disinformazione ed incomprensione. Il Pakistan è uno dei tre Paesi del mondo, insieme a Nigeria e Afghanistan, dove la polio è endemica e i più colpiti sono i minori di 5 anni. La malattia è altamente contagiosa e causa paralisi spesso permanente. Non esiste una cura e l’unico modo per tenerla sotto controllo è la prevenzione con il vaccino. Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/CINA - Il Seminario del Si Chuan apre le porte ai giovani per la formazione ed il discernimentohttp://fides.org/it/news/56193-ASIA_CINA_Il_Seminario_del_Si_Chuan_apre_le_porte_ai_giovani_per_la_formazione_ed_il_discernimentohttp://fides.org/it/news/56193-ASIA_CINA_Il_Seminario_del_Si_Chuan_apre_le_porte_ai_giovani_per_la_formazione_ed_il_discernimentoNan Chong – Per la prima volta il Seminario maggiore della Provincia del Si Chuan, in Cina continentale, ha aperto le porte ai giovani cattolici per accompagnare la loro formazione ed aiutarli nel discernimento vocazionale. Secondo quanto l’Agenzia Fides apprende da fonti locali, sono 12 i giovani tra i 18 ed i 24 anni che hanno da poco iniziato il primo anno del biennio di formazione teologica ospiti del Seminario, che fornisce loro gratuitamente vitto, alloggio e corsi di studio. Oltre alle lezioni di teologia, frequentate insieme ai seminaristi, vengono offerti anche altri corsi per favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. Dopo il biennio infatti i giovani potranno decidere liberamente se continuare la formazione teologica in vista del sacerdozio, e diventare quindi seminaristi, oppure tornare nella società. <br />La decisione di ospitare in Seminario i giovani per favorire la formazione ed il discernimento vocazionale è stata presa nel marzo scorso, durante la riunione a cui hanno partecipato diversi Vescovi della zona ed i sacerdoti impegnati nella pastorale vocazionale. Il Seminario maggiore della Provincia del Si Chuan, riaperto il 15 marzo 1984, si occupa della formazione dei futuri sacerdoti della provincia sud-ovest della Cina . Nel 2005 si è trasferito in una nuova struttura ampia e moderna. Negli ultimi anni la crisi vocazionale ha colpito anche questa zona, e i Vescovi si sono più decisamente impegnati nella promozione delle vocazioni con iniziative mirate come questa. Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/LIBERIA - “Chi sopravvive all’ebola è emarginato” denuncia il Vescovo di Gbarngahttp://fides.org/it/news/56192-AFRICA_LIBERIA_Chi_sopravvive_all_ebola_e_emarginato_denuncia_il_Vescovo_di_Gbarngahttp://fides.org/it/news/56192-AFRICA_LIBERIA_Chi_sopravvive_all_ebola_e_emarginato_denuncia_il_Vescovo_di_GbarngaMonrovia - “Come mai siamo di nuovo diventati i reietti della terra ?”. È quello che si sente chiedere dalla popolazione Sua Ecc. Mons. Anthony Fallah Borwah, Vescovo di Gbarnga, in Liberia, uno dei tre Paesi dell’Africa occidentale, insieme a Sierra Leone e Repubblica di Guinea, maggiormente colpiti dall’epidemia di ebola.<br />Ricordando che il Paese si sta ancora riprendendo dalla decennale guerra civile conclusasi nel 2003, Mons. Borwah, in un’intervista al settimanale Time afferma che “i poveri tornano a porre le domande esistenziali che predominavano durante la guerra civile: dov’è Dio? Cosa abbiamo fatto di male ancora? Come mai siamo di nuovo diventati i reietti della terra?”.<br />L’epidemia di ebola ha portato al collasso le strutture sanitarie dei Paesi maggiormente colpiti, oltre a creare una psicosi che interessa in primo luogo coloro che sono guariti dalla malattia. “Un mio parente che era sopravvissuto all’ebola si è suicidato, perché la gente lo evitava, e non si è sentito più amato da nessuno” ha affermato il Vescovo, che conclude: “Abbiamo bisogno di aiuto per nutrire coloro che sono affamati e arrabbiati e per prenderci cura e consolare i sopravvissuti ad ebola, che portano sulla loro pelle lo stigma”. Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/COLOMBIA - Cosa significa essere discepolo missionario nel contesto attuale?http://fides.org/it/news/56191-AMERICA_COLOMBIA_Cosa_significa_essere_discepolo_missionario_nel_contesto_attualehttp://fides.org/it/news/56191-AMERICA_COLOMBIA_Cosa_significa_essere_discepolo_missionario_nel_contesto_attualeMedellin – “Tutto pronto!” si legge nell'ultimo comunicato della Segreteria nazionale della Pastorale Sociale della Colombia che annuncia la prossima apertura del XVIII Congresso Latino-americano e dei Caraibi della Caritas, che si terrà a Medellin dal 20 al 26 ottobre. La nota inviata all’Agenzia Fides evidenzia l'importanza dell’incontro, che quest’anno coincide con il mese missionario, ed ha per tema: "Cosa significa essere discepolo missionario nel contesto attuale?". <br />Secondo il programma, sono previste conferenze, una mostra, lo scambio di esperienze, celebrazioni, e la presentazione dell’attività del “Camex” e del "Caribe" . La Caritas dell'America Latina e dei Caraibi è infatti composta dai raggruppamenti delle Caritas nazionali di 4 aree geografiche: Bolivariana, Camex, Caraibi e Cono Sud.<br />La particolarità di questo congresso è data dallo scambio delle esperienze di ogni delegazione e dalla proposta di iniziative che verranno elaborate per contribuire a ridurre la fame e la povertà in America Latina e nei Caraibi. Un team di operatori dei media si occuperà della copertura giornalistica del Congresso, mentre le conferenza e tavole rotonde più rilevanti si potranno seguire in streaming collegandosi alla pagina web della Caritas dell'America Latina e dei Caraibi <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.caritaslatinoamerica.org.">Il sito della Caritas dell'America Latina e dei Caraibi</a>Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA - L’animazione per la Giornata Missionaria viaggia su internethttp://fides.org/it/news/56190-AMERICA_L_animazione_per_la_Giornata_Missionaria_viaggia_su_internethttp://fides.org/it/news/56190-AMERICA_L_animazione_per_la_Giornata_Missionaria_viaggia_su_internetRoma – Sul finire degli anni Sessanta, subito dopo il Concilio Vaticano II, Papa Paolo VI, che il 19 ottobre sarà iscritto nell’elenco dei Beati, esortò il “popolo cristiano” a rendere la Giornata missionaria “espressione di una evangelizzazione permanente”, raccomandando “preghiere e sacrifici quotidiani”, in modo che “la celebrazione dell’annuale Giornata Missionaria” fosse una “spontanea manifestazione di quello spirito”, una logica conseguenza di una volontà già avviata all’impegno missionario. <br />Da allora le Pontificie Opere Missionarie dedicano in modo particolare il mese di ottobre all’animazione missionaria che culmina nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, la penultima domenica del mese. Utilizzando gli strumenti tecnologici più moderni, molte Direzioni nazionali delle POM in America hanno pubblicato sul loro sito internet una serie di sussidi per questa circostanza, che comprendono iniziative, catechesi, testimonianze, messaggi, suggerimenti per l’animazione liturgica, schemi di preghiere. L’Agenzia Fides riporta di di seguito i link di cui le sono giunte le segnalazioni. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.ompargentina.org.ar/domund13/principal14.html http://www.boliviamisionera.com/ http://www.pom.org.br/index.php?option=com_content&view=article&id=3132&Itemid=133 http://www.opmcanada.ca/oppf/dmm/dimanche-missionnaire-mondial-2014 http://www.missionsocieties.ca/world-mission-sunday/ http://www.omp.cl/omp/?p=6190 http://ompdecolombia.org/jornada-2014-4 http://www.iglesiacr.org/2014/PDF/OMP-II%20Congreso%20IAM-Carta.pdf http://www.portalmisionero.com/pais.php?cualPais=CUB http://www.elsalvadormisionero.org/node/1074 http://www.omp.org.ec/ http://www.onefamilyinmission.org/society-propfaith/world-mission-sunday.html http://www.youtube.com/watch?v=qMjRqWgRKTI http://semanariofides.com/2012/05/04/ano-de-preparacion-al-cam-4/ http://www.ompemexico.org.mx/domund2014 https://twitter.com/omp_nicaragua https://www.facebook.com/omp.panama http://www.portalmisionero.com/pais.php?cualPais=PAR http://www.omp-peru.org/ http://www.ompvenezuela.com/">Argentina Bolivia Brasile Canada - Montreal Canada - Toronto Cile Colombia Costa Rica Cuba El Salvador Ecuador Stati Uniti Guatemala Honduras Messico Nicaragua Panama Paraguay Perù Venezuela</a>Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200VATICANO - Papa Paolo VI Beato: “L’amore per le Missioni è amore per la Chiesa, è amore per Cristo!”http://fides.org/it/news/56189-VATICANO_Papa_Paolo_VI_Beato_L_amore_per_le_Missioni_e_amore_per_la_Chiesa_e_amore_per_Cristohttp://fides.org/it/news/56189-VATICANO_Papa_Paolo_VI_Beato_L_amore_per_le_Missioni_e_amore_per_la_Chiesa_e_amore_per_CristoCittà del Vaticano – “L’amore per le Missioni è amore per la Chiesa, è amore per Cristo! Nessun cristiano può chiudersi in se stesso, ma deve aprirsi ai bisogni spirituali di coloro che ancora non conoscono Cristo, e sono centinaia di milioni”: con questa esortazione il Santo Padre Paolo VI si rivolgeva ai Direttori diocesani delle Pontificie Opere Missionarie dell’Italia, ricevuti in udienza il 28 giugno 1978, poche settimane prima della sua morte.<br />Nella Giornata Missionaria di questo anno 2014, a conclusione dell’Assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi, Papa Paolo VI , al secolo Giovanni Battista Montini, viene proclamato Beato. Nei suoi quindici anni di Pontificato Paolo VI ha dato un forte impulso alla coscienza missionaria della Chiesa, all’animazione e alla cooperazione missionaria, proseguendo un impegno che già aveva manifestato come Arcivescovo di Milano.<br />Nel Magistero missionario di Paolo VI emergono il Decreto conciliare “Ad gentes”, sull’attività missionaria della Chiesa, completato dal Motu proprio “Ecclesiae sanctae”, con le norme per l'applicazione di alcuni Decreti del Concilio Vaticano II; il Messaggio “Africae terrarum” a difesa dell’identità africana e dei suoi valori tradizionali; l’Esortazione apostolica “Evangelii nuntiandi” sull’impegno di annunciare il Vangelo agli uomini del nostro tempo.<br />Insieme a questi documenti non si può tralasciare il vasto patrimonio di lettere, messaggi e discorsi, a tutti i livelli e nelle occasioni più diverse, sulla responsabilità missionaria di tutta la Chiesa. Con le Lettere apostoliche “Benegnissimus Deus” e “Graves et increscentes” sottolineò l’importanza e l’attualità della Pontificia Opera di San Pietro apostolo e della Pontificia Unione Missionaria. Nella Lettera alla Conferenza Missionaria internazionale di Lione , commemorativa dell’anniversario della Pontificia Opera della Propagazione della fede, chiese una presa di coscienza della problematica moderna dell’evangelizzazione al fine di rinnovare l’impulso all’attività missionaria. Nel suo messaggio al Congresso Missionario del Messico e dell’America Latina raccomandava a tutte le Chiese locali uno sforzo pastorale congiunto “per fare di tutta la Chiesa latinoamericana una Chiesa missionaria”. <br />In tutto il Pontificato, eccetto che nel 1964, Papa Montini ha sempre inviato un suo messaggio in occasione della Giornata Missionaria mondiale di ottobre. L’ultimo, che aveva già preparato quando è morto, insiste ancora sulla corresponsabilità di tutto il popolo di Dio per l’opera missionaria.<br />Paolo VI ha messo sempre in risalto il carattere missionario delle grandi solennità liturgiche di Pasqua, Pentecoste e dell’Epifania, con la consacrazione di sacerdoti e vescovi di paesi di missione, la consegna del crocifisso ai missionari in partenza, la beatificazione di rappresentanti della Chiesa missionaria o di martiri per la fede… In questo ambito vanno ricordate anche quattro ordinazioni di Vescovi e di sacerdoti, interamente o in parte di territori di missione, e l’amministrazione del sacramento del Battesimo e della prima Comunione a catecumeni dell’Africa e dell’Asia. <br />Paolo VI ha visitato il Collegio Urbano più volte, presiedendo anche l’ordinazione di alcuni sacerdoti , e nel giorno di Pentecoste del 1972 ha celebrato la “Messa delle Nazioni” al Collegio di San Pietro apostolo. <br />Secondo i dati dell'Agenzia Fides, durante il pontificato di Paolo VI le circoscrizioni ecclesiastiche nei territori affidati alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli passarono da 759 a 863, con un netto sviluppo non solo numerico. Ha nominato 604 Vescovi in territori di missione, in gran parte indigeni. Ha creato 27 Cardinali appartenenti ai territori di missione, e 18 di loro erano i primi cardinali nella storia del proprio paese. Durante il suo pontificato le Conferenze episcopali nazionali sono passate da 11 a 48. Istituendo il Sinodo dei Vescovi ha chiamato i rappresentanti dell’Episcopato di tutto il mondo, comprese quindi le Chiese dei territori di missione, a coadiuvare il Papa nel governo della Chiesa universale. Perseguì inoltre l’internazionalizzazione della Curia romana, chiamando a ruoli di responsabilità sacerdoti e vescovi provenienti dagli altri continenti oltre che l’Europa. <br />Paolo VI è stato il primo Papa a visitare tutti i continenti e le terre di missione : Terrasanta e India nel 1964, l’Europa nel 1967, l’America nel 1968, l’Africa nel 1969, l’Estremo Oriente e l’Oceania nel 1970. Nel suo incontro con le giovani Chiese, le ha sempre invitate a prendere coscienza della loro responsabilità missionaria, sia nei propri territori che nel mondo intero. Sat, 18 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAQ - Piogge torrenziali sui rifugiati, lo stato di emergenza peggiorahttp://fides.org/it/news/56188-ASIA_IRAQ_Piogge_torrenziali_sui_rifugiati_lo_stato_di_emergenza_peggiorahttp://fides.org/it/news/56188-ASIA_IRAQ_Piogge_torrenziali_sui_rifugiati_lo_stato_di_emergenza_peggioraErbil – Nel pomeriggio di mercoledì 16 ottobre si sono intensificate le piogge già iniziate nei giorni precedenti nell'area di Erbil. Temporali si sono abbattuti anche su Ankawa, il sobborgo a maggioranza cristiana del capoluogo del Kurdistan iracheno dove hanno trovato rifugio precario migliaia di profughi fuggiti da Mosul e dalla Piana di Ninive davanti all'offensiva dei miliziani jihadisti dello Stato Islamico . Le previsioni metereologiche annunciano per i prossimi giorni nuove abbondanti precipitazioni destinate a peggiorare la situazione. <br />Davanti all'aggravarsi dell'emergenza, i comitati di cittadini, in coordinamento con l'arcidiocesi caldea e insieme alle agenzie umanitarie impegnate nel soccorso dei rifugiati, hanno lanciato un appello alle autorità locali e alla comunità internazionale ad agire con tempestività in soccorso di chi si trova nelle condizioni più disagiate, distribuendo come misura provvisoria teli di plastica sufficientemente resistenti per proteggere gli accampamenti di tende sorti all'interno dei parchi e di altri spazi pubblici. Sono almeno mille le tende degli accampamenti disseminati per Ankawa. <br />Il governo di Baghdad ha annunciato l'avvio di un progetto per la costruzione di migliaia di unità abitative prefabbricate destinate ai profughi, sia nell'area di Erbil che in quella di Dohuk . “Però finora - riferisce all'Agenzia Fides il sacerdote caldeo Paolo Thabit Mekko, anche lui rifugiato a Ankawa dopo essere fuggito da Mosul - oltre agli annunci, non si è visto niente. Le uniche iniziative concrete vengono dagli organismi internazionali e soprattutto dalla Chiesa, che sta avviando un programma per affittare case e acquistare container che possano fornire un riparo meno precario delle tende”. <br />Intanto si è appena conclusa la visita tra i rifugiati iracheni compiuta dal Vescovo Nunzio Galantino, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana insieme al Direttore di Caritas Italia, don Francesco Soddu. Mons. Galantino si è impegnato a sostenere gemellaggi tra le diocesi italiane e le comunità cristiane irachene per favorire iniziative di aiuto a favore dei profughi. Intanto Caritas Iraq, sostenuta da Caritas Internationalis e da Caritas Italia, ha da poco lanciato un nuovo appello per raccogliere 2.422.914 euro per assistere 12.350 famiglie di nuovi sfollati con kit di prodotti alimentari e altri generi di prima necessità. .Fri, 17 Oct 2014 00:00:00 +0200