AMERICA - Segnali positivi in materia di pace nel continente

venerdì, 3 novembre 2017 pace   giustizia   riconciliazione   guerre  

Crisis group

Bogotá (Agenzia Fides) - “Sebbene la sicurezza in America Latina resti ancora precaria, iniziano comunque a registrarsi i primi segnali positivi in materia di pace”: è quanto emerge dai dati contenuti nel rapporto “Global Peace Index 2017” (GPI, Indice della Pace Globale) del 2017, ricevuto e analizzato dall’Agenzia Fides. Il Global Peace Index è un indicatore annuale sullo stato di “pacificità” degli stati nel mondo, prodotto e sviluppato sin dal 2007 dall’Istituto per l’Economia e la Pace (IEP), con sede a New York.
L’Indice copre il 99,7% della popolazione mondiale e quest’anno ha analizzato la situazione in 163 paesi. Dai dati analizzati da Fides emerge che sei delle nove regioni in cui è diviso il mondo hanno migliorato il loro indice di pace. Tra questi, l’America del Sud emerge come la quarta regione più pacifica al mondo. Tra gli 8 paesi latini che hanno migliorato i loro livelli di pace, al primo posto figura il Cile, 24º a livello mondiale, seguito da Costa Rica, 34º posto, e Uruguay, 35º.
Sul lato opposto della lista c’è la Colombia, che rimane la meno sicura in America Latina, classificandosi al 146º posto su scala mondiale, preceduta a breve distanza dal Venezuela (143º) e Messico, al 142º posto.
Va anche segnalato che in Colombia il cessate il fuoco e il processo di pace avviato tra il Governo e le FARC hanno fatto migliorare la situazione, soprattutto per quanto riguarda la riduzione dell’impatto del terrorismo e il numero di morti a causa di conflitti interni. Nonostante ciò, il Paese continua ad occupare una delle posizioni peggiori nella classifica mondiale, perché ci sono ancora molti altri fronti aperti su cui intervenire (vedi Fides 9/6/2017), come ad esempio le attività di altri gruppi armati, il traffico di droga, le migliaia di persone scomparse.
Tuttavia, questo miglioramento della Colombia ha influito anche sulla situazione dei Paesi vicini, come l’Ecuador, dove si è ridotta l’intensità del conflitto organizzato.
Il Venezuela, da parte sua, ha visto peggiorare la sua instabilità a causa delle crescenti tensioni tra governo e opposizione, oltre a una profonda crisi economica e sociale. Inoltre, le molte limitazioni imposte dal governo venezuelano hanno aumentato il rischio di scontri sociali e di proteste violente fin dall’inizio dell’anno.
Il Messico, oltre ai suoi molti problemi interni come la criminalità diffusa, ha subito l’impatto diretto della presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti, in termini di relazioni con i paesi limitrofi.
Secondo il Global Peace Index, nell’ultimo decennio la caratteristica fondamentale dei paesi che hanno vissuto un passaggio a situazioni più pacifiche è stato il loro comportamento in materia di pace positiva (insieme di atteggiamenti, azioni e strutture che creano e sostengono le società pacifiche).
Dall’analisi effettuata si conclude che, in condizioni meno pacifiche, i fattori più importanti da migliorare restano quelli legati a un governo efficiente, a un basso livello di corruzione, all’accettazione dei diritti degli altri e alle buone relazioni con i vicini. Sono inoltre fattori importanti la libera circolazione delle informazioni e un solido ambiente imprenditoriale.
Affinché i paesi migliorino le loro posizioni sulla scala del GPI, è fondamentale che i responsabili politici comprendano e attuino politiche che vanno in questa direzione, come ha ricordato Papa Francesco nel suo recente viaggio in Colombia (7-10 settembre), segnalando come essenziale, per una pace stabile e duratura, la necessità di “fare urgentemente un passo verso il bene comune, l’equità, la giustizia e il rispetto”. (LG) (Agenzia Fides 3/11/2017).


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