AICU
Calcutta (Agenzia Fides) - "Esprimiamo la nostra solidarietà ai fedeli della diocesi di Krishnanagar, all’arcidiocesi di Calcutta e a tutte le comunità cristiane del Bengala Occidentale. Siamo al fianco della comunità cristiana Santhal, il cui diritto di professare il culto nella propria lingua è un diritto costituzionale, che va tutelato". E' quanto dichiara in un comunicato inviato a Fides la "All India Catholic Union" (AICU), organizzazione dei laici cattolici indiani, esprimendo sgomento per l’aggressione compiuta da un gruppo di facinorosi contro la chiesa cattolica di San Luigi a Jalalkhali, alla periferia di Krishnanagar, nello Stato del Bengala Occidentale, il 9 ottobre 2026.
L’aggressione ha interrotto un convegno biblico di quattro giorni organizzato dalla locale comunità Santhal, della diocesi di Krishnanagar. All’evento partecipavano oltre 1.900 fedeli, giunti da diverse parti dello Stato.
Secondo testimonianze oculari, un gruppo di circa 200 persone si è radunato nei pressi della chiesa, intonando slogan provocatori. Alcuni individui hanno poi fatto irruzione armati di pali di bambù e mattoni, vandalizzando decorazioni e striscioni, lanciando pietre contro la sala di preghiera e aggredendo i fedeli. È stata infranta la vetrata di protezione di una statua di Gesù Cristo e almeno sei persone sono rimaste ferite. I cattolici del luogo, usciti per protestare, sono stati aggrediti.
Il Vescovo di Krishnanagar, Nirmol Vincent Gomes, ha definito l’aggressione "premeditata" e "l’episodio di violenza più grave mai subito dalla sua diocesi". La diocesi ha sporto denuncia formale presso la polizia di Krishnanagar, richiamando l’articolo 25 della Costituzione indiana, che garantisce la libertà di coscienza e il diritto di professare, praticare e diffondere liberamente la propria religione. I fedeli presenti, si sottolinea, erano tutti cristiani già battezzati; di conseguenza, qualsiasi accusa di "proselitismo" o di tentativo di conversione risulta infondata.
In merito al grave episodio, l’AICU chiede al governo di avviare un’indagine e di rendere noto lo stato di tutte le denunce formali (FIR, "First Information Report") presentate in relazione alle violenze contro le comunità cristiane. L’organizzazione raccomanda inoltre di consultare i parroci, le diocesi e le chiese, adottando misure preventive laddove vi siano minacce credibili. L’AICU sollecita, inoltre, la Commissione nazionale per i diritti umani, la Commissione nazionale per le minoranze e la Commissione per i diritti umani del Bengala Occidentale ad avviare un’inchiesta indipendente, al fine di garantire che la libertà religiosa sia tutelata in ogni Stato dell'Unione.
L’episodio di Jalalkhali, osserva l’AICU, si inserisce in un clima di ostilità che, secondo l’organizzazione, si è intensificato da quando il Bharatiya Janata Party ha assunto il governo del Bengala Occidentale, nel maggio 2026. "Bisogna chiedersi se la polizia e dell’amministrazione statale sappiano o vogliano tutelare i diritti costituzionali dei cristiani e di altre comunità", osserva Alexander Anthony, vicepresidente nazionale dell’AICU , annunciando che l’organizzazione ha in programma una manifestazione pubblica nello Stato.
Anthony rileva che il Bengala Occidentale potrebbe aggiungersi a Chhattisgarh, Odisha e Uttar Pradesh nell’elenco degli Stati "caratterizzati da frequenti episodi di violenza anticristiana" e chiede "un intervento pubblico del primo ministro dello Stato, affinché affermi con chiarezza che tali violenze non sono tollerate".
"Osserviamo con particolare preoccupazione - aggiunge - che gli autori delle violenze hanno fatto riferimento al recente cambio di governo nello Stato. A Barasat, il 12 luglio (vedi Fides 14/7/2026) esponenti di gruppi radicali induisti hanno minacciato le suore salesiane, affermando che la loro attività non sarebbe stata più permessa ora che il Bharatiya Janata Party è al potere nel Bengala Occidentale". L'esponente del'AICU conclude: "Ricordiamo che gli articoli 14, 21 e 25 della Costituzione tutelano il diritto di qualsiasi comunità religiosa in India a professare e praticare la propria fede".
(PA) (Agenzia Fides 14/10/2026)