Fides News - Italianhttps://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/INDIA - Nomina del Vescovo di Warangalhttps://fides.org/it/news/77662-ASIA_INDIA_Nomina_del_Vescovo_di_Warangalhttps://fides.org/it/news/77662-ASIA_INDIA_Nomina_del_Vescovo_di_WarangalCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha nominato Vescovo della Diocesi di Warangal il Rev.do Vijaya Paul Reddy Duggimpudi, del Clero di Warangal, finora Amministratore Diocesano della medesima Sede.<br /><br />Vijaya Paul Reddy Duggimpudi è nato l’8 gennaio 1965 a Manugonda, in India. Dopo aver studiato Filosofia e Teologia presso il St. John’s Regional Seminary di Hyderabad, ha conseguito il Bachelor of Arts presso la Osmania University.<br /><br />È stato ordinato sacerdote il 2 aprile 1992, incardinandosi nella Diocesi di Warangal.<br /><br />Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Vicario-Parrocchiale e Direttore dell’ostello presso la St. Joseph’s Co-Cathedral Church di Khammam ; responsabile del PIME Regional House e Direttore dello St. Xavier’s Hostel, Diocesi di Eluru ; Parroco della Devagripatnam di Warangal ; Master of Arts presso la Osmania University; Bachelor e Master of Education presso la Annamalai University; Direttore e Legale Rappresentante del Fatima College of Education a Warangal ; Parroco della St. Francis de Sales a Velair ; Direttore della Lodi Multipurpose Social Service Society a Warangal ; Direttore del Christu Jyothi Institute of Technology and Science a Warangal ; finora, Amministratore Diocesano di Warangal . <br />Sat, 09 May 2026 16:32:02 +0200MYANMAR - Un nuova chiesa a Pathein: "L'opera di Dio va avanti nella precarietà e l'insicurezza"https://fides.org/it/news/77660-MYANMAR_Un_nuova_chiesa_a_Pathein_L_opera_di_Dio_va_avanti_nella_precarieta_e_l_insicurezzahttps://fides.org/it/news/77660-MYANMAR_Un_nuova_chiesa_a_Pathein_L_opera_di_Dio_va_avanti_nella_precarieta_e_l_insicurezzaPathein - La nuova chiesa cattolica di San Remigio, situata nel villaggio di Taungyagone, nella diocesi di Pathein, nel Myanmar centro occidentale è "un dono dello Spirito Santo, è segno dell'opera di DIo che va avanti nonostante la precarietà e l'insicurezza", ha detto il Vescovo di Paherin, Henry Eikhlein, che ha presieduto una celebrazione eucaristica per la consacrazione e l'apertura ufficiale dell'edificio di culto. Nel corso della messa, tenutasi il 3 maggio scorso alla presenza di sacerdoti, con frati, suore, catechisti e numerosi fedeli, 70 giovani hanno inoltre ricevuto il sacramento della Cresima. "Lo Spirito rinnova la faccia della terra. Il Signore manda il suo Spirito, non ci abbandona", ha rimarcato il Vescovo Henry, esortando i presenti "a sperare sempre, in ogni circostanza", ricordando e riconoscendo sempre le opere di Dio. <br />Lo Spirito di Dio - ha detto rivolgendosi in particolare ai cresimandi - "vi rende missionari, perchè possiate raggiungere i luoghi più lontani e le persone sole, sfollate o emarginate portando un parola di dolcezza e la consolazione dell'amore di Dio". "Il vostro cuore, trasformato dallo Spirito Santo - ha aggiunto - è colmo di amore e generosità, e diventa così un nutrimento per il prossimo" <br />Ringraziato Dio per il dono della nuova chiesa, il Vescovo Henry ha notato che "Dio ha benedetto la parrocchia di Taungyagone e continuerà a farlo, con l'abbondanza dei suoi doni". E si è detto fiducioso che - pur nella presente situazione di difficoltà - "i giovani continueranno a testimoniare la fede e a diffondere e nella società e nel territorio segnato dal conflitto e dal dolore, amore e riconciliazione".<br />Secondo Padre Peter Saw Ngwe, parroco della parrocchia di Taungyagone, la celebrazione ha rappresentato "un momento significativo per la comunità cattolica locale" ed è "la testimonianza della crescita e della vitalità della Chiesa nella diocesi di Pathein,che guarda al futuro con speranza e fiducia nel potere di rinnovamento dello Spirito Santo".<br />Pathein è la quarta città più grande del Myanmar ed è la capitale della regione di Ayeyarwady. Situata a circa 190 km a ovest di Yangon, sorge sulle rive del fiume Pathein, ramo occidentale del delta dell'Irrawaddy. Come notano fonti locali di Fides, dall'inizio del 2026 la situazione della sicurezza nell'area di Pathein si è deteriorata perché il conflitto civile è giunto a lambire quest'area, controllata dal governo centrale, precedentemente considerata stabile. L'insicurezza deriva dal fatto che l'Esercito Arakan e le forze di resistenza alleate si stanno spostando dal confinante stato di Arakan dirigendosi verso Pathein, costringendo l'esercito regolare a rafforzare rapidamente le proprie difese. Violenti combattimenti continuano nei comuni intorno a Pathein e i ribelli tentano di assumere il controllo delle principali vie di comunicazione. I combattimenti hanno avuto gravi conseguenze sulla popolazione civile, provocando lo sfollamento di migliaia di persone negli ultimi sei mesi.<br />Su una popolazione di oltre 7,5 milioni di abitanti, nel territorio di Pathein vi sono 65mila cattolici.<br /> Sat, 09 May 2026 17:16:47 +0200La “teologia contestuale” e la rete degli Istituti teologici al centro di una Giornata di Studi all’Urbanianahttps://fides.org/it/news/77661-La_teologia_contestuale_e_la_rete_degli_Istituti_teologici_al_centro_di_una_Giornata_di_Studi_all_Urbanianahttps://fides.org/it/news/77661-La_teologia_contestuale_e_la_rete_degli_Istituti_teologici_al_centro_di_una_Giornata_di_Studi_all_UrbanianaRoma - È una giornata di studio del tutto eccezionale quella che si tiene martedì 12 maggio 2026 nell’Aula Magna «Benedetto XVI» della Pontificia Università Urbaniana. Intitolata «Pietre miliari della teologia contestuale oggi», la giornata si inserisce nella riflessione in atto sugli sviluppi contemporanei dell’approccio che tiene conto dei contesti culturali nella riflessione teologica, e incrociando i percorsi dell’inculturazione. <br />Il carattere eccezionale della giornata è dovuto al prestigio degli ospiti e al fatto che sono stati coinvolti rappresentanti dalla vasta rete degli Istituti teologici affiliati all’Università Urbaniana, provenienti da tutto il mondo, che offriranno le loro relazioni.<br />Il Convegno rappresenta dunque una occasione preziosa per scoprire la ricchezza rappresentata dagli Istituti teologici – collegati con Seminari, istituti o centri di studi locali disseminati in tutti i Continenti – affiliati alla Pontificia Università Urbaniana secondo le norme ecclesiastiche vigenti. <br />Il processo di affiliazione degli oltre 90 Istituti si è sviluppato a partire dal nel periodo successivo al Concilio Vaticano II, sotto l’impulso di Paolo VI, in un contesto segnato dalla presenza anche all’Urbaniana di numerosi studenti provenienti da Paesi africani alle prese con gli spesso travagliati processi di decolonizzazione. <br /><br />Una tappa importante è stata raggiunta sotto il pontificato di papa Francesco, con la pubblicazione della Costituzione apostolica “Veritatis gaudium” sulle Università e facoltà ecclesiastiche, firmata l’8 dicembre 2017 ed entrata in vigore nel 2018. «È giunto il momento in cui questo ricco patrimonio di approfondimenti e di orientamenti – verificato e arricchito per così dire “sul campo” dal perseverante impegno nella mediazione culturale e sociale del Vangelo, messo in atto dal Popolo di Dio nei diversi continenti e in dialogo con le varie culture – deve convergere per imprimere agli studi ecclesiastici quel saggio e coraggioso rinnovamento richiesto dalla trasformazione missionaria di una Chiesa “in uscita”», scriveva nella Costituzione apostolica Papa Francesco. <br />La rete degli Istituti affiliati manifesta fin nei suoi tratti genetici il dinamismo che nasce dalla feconda tensione tra l’universalità del messaggio cristiano e la diversità delle sue espressioni. «Questa Giornata di studi si inserisce in un cammino comune con gli istituti affiliati” spiega a Fides padre Étienne-Noël Bassoumboul, sacerdote e biblista camerunense, professore alla Facoltà di Teologia dell’Urbaniana. “Ci siamo resi conto, e anche dalla rete degli Istituti è emerso questo desiderio, della necessità di rafforzare la collaborazione con l’Università, tessendo una vera rete, che vada oltre un legame solo formale o burocratico. Nel corso dei numerosi incontri preparatori che abbiamo potuto svolgere, è emerso il desiderio di valorizzare meglio la riflessione teologica e accademica che si sviluppa in questi luoghi».<br />Continua il professor Bassoumboul: «Oggi accompagniamo questi Istituti nella stesura dei loro statuti, ma anche negli aspetti accademici e scientifici. I programmi devono essere approvati dall’Università e poi dal Dicastero per l’Evangelizzazione e da quello per la Cultura e l’Educazione. Ma poi gli Istituti godono della massima autonomia». <br /><br />Così, oltre ai corsi di storia della Chiesa antica, medievale, moderna e contemporanea, dai singoli Istituti vengono generalmente proposti insegnamenti sulla storia della Chiesa nei diversi Paesi. Un’importanza particolare è attribuita alla conoscenza delle altre religioni, all’inculturazione e alle religioni tradizionali nei contesti interreligiosi.<br />È importante e utile continuare a parlare di “teologia contestuale” – spiega ancora il professor Étienne-Noël Bassoumboul – «Perché nessuna teologia è sganciata dalla realtà né dal contesto in cui si vive: le storie, la condizione di ciascuno, la situazione sociale. La teologia contestuale, nella linea del Concilio e del magistero recente, insiste sul fatto che il contesto culturale diventa un vero e proprio luogo teologico, in dialogo con la Scrittura e la Tradizione. Parlando con i vari istituti e guardando anche i piani di studio e gli statuti che ci arrivano, abbiamo per esempio scoperto corsi di filosofia dedicati a pensatori importanti nelle realtà di quei Paesi. Si tratta di una ricchezza considerevole».<br />Nel cuore della densa e importante giornata sarà il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, a tenere la prolusione, dopo i saluti istituzionali del professor Vincenzo Buonomo, Delegato pontificio e Rettore dell’Università Urbaniana, e del professor Pietro Angelo Muroni, Decano della Facoltà di Teologia. <br /><br />L’intervento del Prefetto sarà seguito dalla conferenza del prof. Steve Bevans, professore emerito della Catholic Theological Union di Chicago, dal titolo «Milestones of Contextual Theology Today: Where We Have Come From, Where We Are Going». Figura di primo piano della teologia contestuale, il professore proporrà un percorso attraverso le tappe fondamentali dell’evoluzione di questo approccio, dalle origini fino alle prospettive future. Dopo un tempo di dibattito, la riflessione proseguirà, sotto la moderazione del professor Aldo Skoda, con la comunicazione del professor Kokou Mawuena Ambroise Atakpa , dedicata al tema «Teologia contestuale e pluralismo culturale in ambito accademico», che metterà in luce le questioni poste dalpluralismo culturale alla produzione teologica.<br />La seconda sessione della Giornata di studi permetterà ai rappresentanti degli Istituti affiliati di offrire un ricco panorama delle prassi di teologia contestuale su scala mondiale, sotto il tema comune «Teologia in dialogo con il contesto sociale, culturale, ecclesiale.» Tra i relatori, il vescovo indiano Peter Paul Saldanha, moderatore del St. Joseph Institute of Theology di Mangalore; il professor Tutoe Tupouniua Toutaiolepo, del Pacific Regional Seminary di Suva ; il professor Giuseppe Busani, direttore dell’Istituto teologico missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere aMonza; il professor Michael Wenceslas Tiendrebeogo, dell’Institut Théologique Saint Pierre Claver in Burkina Faso; e il prof. Juan Antonio Nureña Prado . La giornata si concluderà con l’intervento del prof. Maurizio Gronchi , intitolato «Come dire Cristo nelle varie culture», una riflessione sulle modalità dell’annuncio di Cristo in contesti culturali plurali.<br /><br />Intanto i cardinali di tutto il mondo si preparano a riunirsi in Concistoro nel mese di giugno, su invito di papa Leone XIV, che nella lettera loro indirizzata il 14 aprile scorso ha ribadito «la necessità di rilanciare Evangelii gaudium per verificare con onestà che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato, in modo particolare va prestata attenzione alla necessaria riforma dei percorsi di iniziazione cristiana». Lo stesso Pontefice si è espresso con precisione sull’importanza dell’inculturazione nel suo Messaggio al Congresso teologico-pastorale su Nostra Signora di Guadalupe del 5 febbraio 2026. La Giornata di studi in programma alla Pontificia Università Urbaniana è il segno che intorno a queste questioni si muovono domande reali E anche nella rete degli Istituti teologici affiliati all’Università si custodisce un tesoro vivo, da scoprire e da far conoscere. Fri, 08 May 2026 15:21:20 +0200ASIA/VIETNAM - Una messa di ringraziamento per il primo anno di Papa Leone XIV: "I fedeli lo attendono in Vietnam"https://fides.org/it/news/77655-ASIA_VIETNAM_Una_messa_di_ringraziamento_per_il_primo_anno_di_Papa_Leone_XIV_I_fedeli_lo_attendono_in_Vietnamhttps://fides.org/it/news/77655-ASIA_VIETNAM_Una_messa_di_ringraziamento_per_il_primo_anno_di_Papa_Leone_XIV_I_fedeli_lo_attendono_in_VietnamHanoi - "Il primo anniversario della elezione di Papa Leone XIV al soglio Pietro è un'occasione per tutto il Popolo di Dio in Vietnam per di esprimere il proprio amore, la propria obbedienza e la propria comunione nella preghiera per il nostro Pastore. Preghiamo perchè il Signore continui a sostenere e a effondere abbondanti benedizioni sul Santo Padre, affinché egli cammini sempre con fermezza nella sua missione di successore di Pietro, diventando segno di unità, fonte di speranza e strumento di pace per il mondo intero", ha detto all'Agenzia Fides mons. Joseph Vu Van Thien, Arcivescovo di Hanoi, diocesi nel Nord del Vietnam, dopo che, nei giorni scorsi i Vescovi del Vietnam sono stati in Vaticano e hanno incontrato il Papa per la visita ad limina.<br />L'Arcivescovo ha rimarcato che i Vescovi hanno ricevuto "un attento ascolto e una calorosa accoglienza dal Papa": "Al di là degli adempimenti formali, ci siamo sentiti veramente a casa", ha detto. <br />La comunità cattolica vietnamita ha voluto esprimere vicinanza e affetto a Papa Leone XIV organizzando in vista del primo anniversario della sua elezione a pontefice, l'8 maggio, un'Eucarestia di ringraziamento nella Cattedrale di San Giuseppe ad Hanoi. La liturgia, tenutasi il 4 maggio, ha riunito numerosi vescovi, sacerdoti, religiosi, suore fedeli che si sono uniti "per pregare per la missione del Papa, per la pace e l'unità".<br />La messa ad Hanoi è stata presieduta dall'Arcivescovo Marek Zalewski, rappresentante permanente della Santa Sede in Vietnam, mente tra i concelebranti vi erano il Cardinale Peter Nguyen Van Nhon, i Vescovi membri del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale del Vietnam, i Vescovi della provincia ecclesiastica di Hanoi, e sacerdoti provenienti da tutta la regione.<br />Parlando ai fedeli prima della messa, l'Arcivescovo Joseph Nguyen Nang, presidente della Conferenza Episcopale del Vietnam, a nome del popolo di Dio in Vietnam, ha espresso sentimenti di comunione e affetto verso Papa Leone, sottolineando che "la missione del Santo Padre di rafforzare la fede, costruire l'unità e promuovere la pace sulla base della forza del Vangelo". L'Arcivescovo ha anche ricordato gli insegnamenti di San Papa Paolo VI sulla missione della Chiesa: i cristiani sono presenti nel cuore del mondo "non per cercare il potere, ma per servire l'umanità con umiltà e amore". Augurando al pontefice di essere colmato dalla grazia dello Spirito Santo, ha espresso pubblicamente la speranza che Papa Leone XIV possa un giorno visitare il Vietnam.<br />L'Arcivescovo Marek Zalewski, manifestando la sua gioia, ha voluto rimarcare lo stile pastorale di Papa Leone XIV, fatto di umiltà, ascolto e vicinanza, e ha ricordato che "il Papa non è un politico ma una guida nella fede, che invita i fedeli in tutto il mondo a vivere secondo i valori evangelici di giustizia e pace".<br />Nell'omelia, mons. Joseph Do Quang Khang, Vescovo della diocesi di Bac Ninh ha raccontato che, nel corso del recente incontro in Vaticano, Papa Leone ha ringraziato e ha espresso ai Presuli il desiderio di visitare il Vietnam per incontrare gli oltre 7 milioni di fedeli che, ha detto il Vescovo " attendono con impazienza e speranza l'arrivo del Papa", definendolo come "un padre amorevole della grande famiglia umana". Di Leone XIV il Vescovo di Bac Ninh ha voluto citare l'impegno come "custode della pace mondiale", come un pastore che "si dedica con tutto il cuore alla tutela della pace". In spirito di comunione, mons. Joseph Do Quang Khang ha invitato tutti i fedeli a "continuare a pregare per il Santo Padre" e a pregare affinché "le relazioni tra la Santa Sede e il Vietnam si sviluppino ulteriormente e favorevolmente secondo la volontà di Dio".<br />Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, Vescovo americano dell'Ordine di Sant'Agostino, è stato eletto 267° Papa della Chiesa cattolica l'8 maggio 2025.<br /> Fri, 08 May 2026 08:19:38 +0200AFRICA/SUDAN- Droni dello stesso fabbricante duellano sui cieli sudanesihttps://fides.org/it/news/77659-AFRICA_SUDAN_Droni_dello_stesso_fabbricante_duellano_sui_cieli_sudanesihttps://fides.org/it/news/77659-AFRICA_SUDAN_Droni_dello_stesso_fabbricante_duellano_sui_cieli_sudanesiKhartoum – I voli da e per la capitale Khartoum sono rimasti sospesi dopo che il 5 maggio dei droni hanno preso di mira l'aeroporto e altre zone della città. <br />L’aeroporto che è un centro nevralgico per la distribuzione degli aiuti umanitari, è stato preso di mira da droni che secondo le autorità di Khartoum provenivano dall’Etiopia. Gli ordigni di fabbricazione turca, sempre secondo le autorità sudanesi, stati acquistati dagli Emirati Arabi Uniti e spediti nella base area etiopica di Bahir Dar da dove vengono lanciati contro obiettivi sudanesi. In risposta al bombardamento Khartoum ha ritirato il proprio ambasciatore da Addis Abeba .<br />Gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito le accuse del Sudan di essere coinvolti nell’attacco all’aeroporto di Khartoum, così come l’Etiopia che a sua volta accusato le SAF guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, di appoggiare i ribelli tigrini del TPLF .<br />L'attacco con droni all'aeroporto di Khartoum che ha portato alla sospensione dei voli è stato condannato da diversi Paesi arabi oltre che dalla Lega Araba e dalla Lega Musulmana Mondiale, mentre le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per l'attacco. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno chiesto la fine degli attacchi.<br />La Turchia che appoggia le SAF di al-Burhan contro i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido guidate da Mohammed Hamdan Dagalo, detto "Hemedti”, è uno dei maggiori produttori di droni da combattimento al mondo. Le industrie turche forniscono i loro droni anche agli Emirati Arabi Uniti, che come detto, sono accusati dal governo di Khartoum, di averli forniti alle RSF e addirittura di utilizzare una base etiopica per colpire il territorio sudanese. Non sembra quindi incredibile il video diffuso dal Comando Generale delle Forze Armate del Sudan che mostra un drone delle SAF di fabbricazione turca abbattere un drone di medesimo modello delle RSF. Un vecchio film italiano di e con Alberto Sordi era intitolato “Fin che c’è guerra, c’è speranza”. Per i produttori e i trafficanti di armi, ovviamente. <br />Thu, 07 May 2026 12:25:46 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Inondazioni, cicloni e tagli ai finanziamenti per gli aiuti aggravano la malnutrizione infantilehttps://fides.org/it/news/77658-AFRICA_MOZAMBICO_Inondazioni_cicloni_e_tagli_ai_finanziamenti_per_gli_aiuti_aggravano_la_malnutrizione_infantilehttps://fides.org/it/news/77658-AFRICA_MOZAMBICO_Inondazioni_cicloni_e_tagli_ai_finanziamenti_per_gli_aiuti_aggravano_la_malnutrizione_infantileMaputo – Non solo violenze, insicurezza, attacchi criminali, instabilità politica, il Mozambico sta affrontando una crisi nutrizionale di "enorme portata". Come si evince da un recente studio del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia si stima che quest'anno circa 100 mila bambini sotto i 5 anni avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta grave. A Cabo Delgado e in altre aree, la situazione è critica tra la popolazione sfollata. "Il Mozambico si trova ad affrontare una crisi nutrizionale di enorme portata, con uno dei tassi di malnutrizione più alti dell'Africa subsahariana. La malnutrizione acuta rimane critica, colpendo il 4% dei bambini, compresi i casi gravi che rappresentano un rischio immediato di mortalità", ha dichiarato l'agenzia delle Nazioni Unite.<br /><br />A rendere ulteriormente avversa questa emergenza sono i tagli ai finanziamenti per gli aiuti allo sviluppo che hanno avuto un impatto diretto sulla capacità di fornire integratori, medicinali e mezzi logistici per la fornitura di servizi nutrizionali e sanitari essenziali per i più colpiti. “Il Mozambico è uno dei 22 Paesi prioritari per l'ottenimento di ‘alimenti terapeutici pronti all'uso’ e attualmente registra un deficit del 18% nelle risorse finanziarie necessarie a soddisfare tutta la domanda prevista” si legge nel documento pervenuto all’Agenzia Fides. Inoltre, lo scorso 17 aprile, l'organismo delle Nazioni Unite aveva lanciato l'allarme sulle molteplici difficoltà nel sostenere un milione di vittime delle alluvioni in Mozambico , metà delle quali bambini, in urgente bisogno di servizi essenziali di acqua, servizi igienico-sanitari, assistenza sanitaria, nutrizione, istruzione, tutela dell'infanzia e aiuti finanziari.<br /> <br />Thu, 07 May 2026 12:22:26 +0200ASIA/THAILANDIA - Nomina del Vescovo di Chiang Maihttps://fides.org/it/news/77657-ASIA_THAILANDIA_Nomina_del_Vescovo_di_Chiang_Maihttps://fides.org/it/news/77657-ASIA_THAILANDIA_Nomina_del_Vescovo_di_Chiang_MaiCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Chiang Mai il Rev. Sac. Peter Suphot Roeksujarit, del clero dell’Arcidiocesi di Bangkok, finora Direttore del Centro Pastorale Baan Phu Waan a Sampran e Vicario Episcopale per il Personale dell’Arcidiocesi di Bangkok. <br />S.E. Mons. Peter Suphot Roeksujarit è nato il 2 novembre 1961 a Ayutthaya, nell’Arcidiocesi di Bangkok. Ha studiato Filosofia e Teologia presso il Lux Mundi National Major Seminary a Sampran. È stato ordinato presbitero il 3 giugno 1990 per il clero dell’Arcidiocesi di Bangkok.<br />Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Studi in comunicazione sociale presso il Centre International de recherche et de comunication audiovisuelle “Expression de la foi” a Lyon, Francia ; Direttore del Dipartimento Media Cattolici dell’Arcidiocesi di Bangkok ; Parroco della Saint Louis a Bangkok e della Saint Raphael a Bangkok ; finora, Direttore del Centro Pastorale Nazionale Baan Phu Waan a Sampran ; Vicario Episcopale per il Personale dell’Arcidiocesi di Bangkok e Cappellano delle Suore Carmelitane a Sampran.<br /> Thu, 07 May 2026 12:08:20 +0200ASIA/INDIA - Elezioni legislative, i Vescovi: "Rispettare e difendere con fermezza la Costituzione indiana"https://fides.org/it/news/77656-ASIA_INDIA_Elezioni_legislative_i_Vescovi_Rispettare_e_difendere_con_fermezza_la_Costituzione_indianahttps://fides.org/it/news/77656-ASIA_INDIA_Elezioni_legislative_i_Vescovi_Rispettare_e_difendere_con_fermezza_la_Costituzione_indianaNew Delhi - Un appello "per l'integrità costituzionale e una governance inclusiva nell'India": lo hanno diffuso i Vescovi indiani riuniti nella CBCI, la Conferenza episcopale dell'India, all'indomani delle elezioni legislative tenutesi negli stati indiani del Kerala, Tamil Nadu, Bengala Occidentale, Assam e nel territorio dell'Unione Puducherry. In una nota inviata a Fides, la CBCI, che include circa 300 vescovi dei tre riti presenti nel paese esprime auspici positivi "per la conclusione pacifica e positiva delle elezioni legislative" ed esorta i nuovi leader eletti, "a prescindere dalla loro appartenenza politica, a rispettare e difendere con fermezza la Costituzione indiana". <br />"Sollecitiamo i nuovi governanti a governare con trasparenza e a dare priorità a politiche inclusive. È fondamentale - afferma la nota inviata a Fides - che i partiti che formeranno il governo dedichino il proprio mandato, come priorità, al miglioramento delle condizioni di vita dei poveri, degli emarginati, dei meno privilegiati e delle minoranze. Il vero sviluppo di una nazione si realizza solo quando i frutti del progresso raggiungono le fasce più vulnerabili della nostra società".<br />Inoltre, prosegue il testo, la Chiesa cattolica in India "ribadisce con fermezza il suo incrollabile impegno a collaborare con il governo per la continua costruzione della nazione. Attraverso le nostre istituzioni educative, sanitarie e di assistenza sociale, rimaniamo risolutamente dediti a promuovere il bene collettivo, la pace e la prosperità di tutti i cittadini".<br />Sottolineando questa missione, in favore del bene comune della nazione, il Cardinale Anthony Poola, Presidente della CBCI, ha affermato: "La vera misura di una democrazia vibrante non risiede solo nel buon andamento delle elezioni, ma nel costante impegno dei leader eletti a servire i più vulnerabili. Esortiamo i nuovi governi a lavorare fianco a fianco di tutte le istituzioni per costruire un'India più giusta, inclusiva ed equa".<br />"Preghiamo affinché i rappresentanti eletti siano guidati dalla saggezza, dalla giustizia e da una profonda compassione nell'intraprendere questo importante cammino di servizio pubblico e di governo", conclude la nota dei Vescovi.<br />I risultati delle elezioni statali del 4 maggio, che hanno interessato gli stati di Assam, Kerala, Tamil Nadu, Bengala Occidentale e il territorio di Puducherry , hanno visto una generale affermazione del partito che è al governo a livello federale, il Bharatiya Janata Party , guidato dal Primo Ministro Narendra Modi.<br />Nel Bengala Occidentale, il BJP ha superato la soglia della maggioranza di 148 seggi, in quella che gli osservatori hanno definito "un’impresa storica" per il BJP. Anche il governo di Puducherry è rimasto appannaggio della National Democratic Alliance, la coalizione guidata dal BJP. In Assam, stato in India Nordorientale, confinante col Bangladesh, il BJP si si è imposto e ha ottenuto un secondo mandato consecutivo al governo.<br />In Kerala e Tamil Nadu, due stati meridionali dove Il BJP non è ancora molto radicato, gli elettori hanno votato forze politiche all’opposizione: in Kerala ha vinto una coalizione guidata dal Partito del Congresso, che con 95 seggi si è assicurato la maggioranza parlamentare; in Tamil Nadu ha avuto la meglio il "Tamilaga Vettri Kazhagam" , un partito, fondato da Vijay, celebre attore tamil, "homo novus" della politica. <br />Commenta all'Agenzia Fides John Dayal, giornalista e analista cattolico indiano: "Questi risultati danno un quadro sullo stato della democrazia indiana e sul suo percorso verso le elezioni nazionali del 2029. In India si rafforza il potere del BJP: su 28 stati, 22 sono governati o dal BJP o da suoi alleati ; lo stesso vale per due dei tre territori dell’unione. E' un dominio politico e culturale, che in India non si vedeva da 50 anni", nota. "Si può notare, poi - prosegue - il progressivo declino dei partiti regionali, che in passato sono sempre stati significativi". E osserva: "Questo voto solleva interrogativi cruciali sul piano pluralismo , della dialettica e dell'alternanza tra forze politiche, che è il sale della democrazia". Inoltre, nota Dayal, "per le comunità religiose non indù, soprattutto musulmani e cristiani, la preoccupazione dipende dal vedere quanto spazio i governi del BJP daranno ai gruppi estremisti indù che usano violenza nella società, soprattutto verso le minoranze" <br /> Thu, 07 May 2026 11:21:28 +0200“La missione è di Gesù”. Leone XIV e i primi passi del suo “magistero missionario”https://fides.org/it/news/77654-La_missione_e_di_Gesu_Leone_XIV_e_i_primi_passi_del_suo_magistero_missionariohttps://fides.org/it/news/77654-La_missione_e_di_Gesu_Leone_XIV_e_i_primi_passi_del_suo_magistero_missionariodi Gianni Valente<br /><br />Roma - «Sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato». <br />Il giorno dopo essere stato eletto Vescovo di Roma, con queste semplici formule Leone XIV ricordava ai Cardinali suoi elettori quello che definiva come l’impegno «irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità». <br />Mentre si chiude il suo primo anno di Pontificato, Le stesse parole possono illuminare con luce appropriata e suggestiva anche uno dei tratti prevalenti del suo magistero di Successore di Pietro: quello missionario.<br /> <br />Anche con Leone XIV, come era stato per Papa Francesco, i richiami alla natura missionaria della Chiesa e la domanda di una rinnovata missionarietà si trovano disseminati come note di fondo in omelie e catechesi, in discorsi e messaggi. <br /><br />Papa Prevost richiama con insistenza e costanza i dinamismi elementari e imparagonabili che animano la missione apostolica affidata alla Chiesa. Riconosce e descrive con realismo i contesti e le condizioni in cui la missione apostolica è chiamata a declinarsi nel tempo presente. Indica con concretezza urgenze pratiche e priorità che occorre abbracciare, se non si vogliono trasformare anche gli “appelli missionari” in astrazioni retoriche che appesantiscono la vita dei battezzati. <br /><br /> <br /> L’attrattiva di Cristo<br /><br />Leone XIV ricorda che «La missione è di Gesù. Egli è Risorto, dunque è vivo e ci precede. Nessuno di noi è chiamato a sostituirlo» . <br /><br />Il Vescovo di Roma continua a ripetere che la passione missionaria non si auto-produce, e può sprigionarsi gratuitamente solo nell’incontro con Cristo. Così gli incontri dei primi discepoli con Gesù Risorto mostrano per sempre la dinamica semplice e nel contempo misteriosa con cui può trasmettersi da cuore a cuore l’esperienza della salvezza: «Dopo aver incontrato Gesù, Andrea non poté fare a meno di condividere con suo fratello ciò che aveva trovato». . <br /><br />È lo Spirito Santo - ha ricordato Papa Leone, richiamando la sorgente di ogni autentica opera apostolica - che «ci manda a continuare l’opera di Cristo nelle periferie del mondo, segnate a volte dalla guerra, dall’ingiustizia e dalla sofferenza». .<br />Ripetendo una espressione cara a Benedetto XVI e a Papa Francesco, l’attuale Vescovo di Roma riafferma che si può diventare cristiani non per pressioni culturali, proselitismo o strategie di marketing, ma solo per “attrattiva”. Quella che Sant’Agostino chiamava “Delectatio Victrix”, piacere che avvince. E «non è la Chiesa che attrae, ma Cristo. E se un cristiano o una comunità ecclesiale attrae è perché attraverso quel ‘canale’ arriva la linfa vitale della Carità che sgorga dal Cuore del Salvatore». Perché « noi siamo suoi, siamo la sua comunità e Lui può continuare ad attirare attraverso di noi» «La missione dei discepoli e della Chiesa intera è il prolungamento, nello Spirito Santo, di quella di Cristo». .<br /><br /><br />La missione delle “giovani Chiese”<br /><br />Nel suo Magistero, Leone XIV ha delineato con realismo lontano da astrazioni e rigidezze le condizioni e i contesti in cui si può rendere testimonianza di Cristo nel tempo presente. <br />Il Papa ha riproposto all’attenzione di tutti la storia del Beato Isidore Bakanja, giovane patrono dei laici congolesi, ucciso dalle sevizie di un padrone europeo ai tempi del colonialismo, per ricordare che nel tempo presente «le antiche Chiese del Nord del mondo ricevono dalle Chiese giovani questa testimonianza, che spinge a camminare insieme verso il Regno di Dio» e che «L’Africa, in particolare, chiede questa conversione, e lo fa donandoci tanti giovani testimoni di fede» .<br /><br />Papa Prevost registra che si è aperta nella storia della Chiesa «un’epoca missionaria nuova», e riconosce che nel tempo presente alla missione non è più associato solo «il “partire”, l’andare verso terre lontane che non avevano conosciuto il Vangelo o versavano in situazioni di povertà» Perché oggi «le frontiere della missione» non sono più solo quelle geografiche, e «la povertà, la sofferenza e il desiderio di una speranza più grande, sono loro a venire verso di noi». Per questo occorre «promuovere una rinnovata cooperazione missionaria tra le Chiese», mentre nelle comunità di antica tradizione cristiana come quelle occidentali «la presenza di tanti fratelli e sorelle del Sud del mondo dev’essere colta come un’opportunità, per uno scambio che rinnova il volto della Chiesa» <br />Con lo stesso realismo cristiano, il Successore di Pietro esprime gratitudine per «i missionari e le missionarie “ad gente" di oggi», che «continuano a donarsi con gioia malgrado avversità e limiti umani, perché sanno che Cristo stesso con il suo Vangelo è la più grande ricchezza da condividere», mentre riconosce che «Il mondo ha ancora bisogno di questi testimoni coraggiosi di Cristo, e le comunità ecclesiali hanno ancora bisogno di nuove vocazioni missionarie» . <br /><br />L’inculturazione non “sacralizza” nessuna cultura<br /><br />Ogni missionario che parte per altre terre - ha ricordato Leone XIV «è chiamato ad abitare le culture che incontra con sacro rispetto, indirizzando al bene tutto ciò che trova di buono e di nobile, e portandovi la profezia del Vangelo» . <br /><br />Il Papa ripete che la cosiddetta “inculturazione” è una "esigenza intrinseca della missione”: «Inculturare il Vangelo è seguire lo stesso cammino che Dio ha percorso, entrare con rispetto e amore nella storia concreta dei popoli affinché Cristo possa essere veramente conosciuto, amato e accolto a partire dalla loro esperienza umana e culturale». Nello stesso tempo, Papa Prevost ha ripetuto che l’inculturazione «non equivale a una sacralizzazione delle culture», e «nessuna cultura, per quanto preziosa, si può semplicemente identificare con la Rivelazione, né diventare criterio ultimo della fede», visto che «ogni cultura — come ogni realtà umana — deve essere illuminata e trasformata dalla grazia che scaturisce dal mistero pasquale di Cristo». .<br /><br />Rilanciare le suggestioni di “Evangelii gaudium”<br /><br /><br />Nel magistero missionario del suo primo anno di Pontificato, Leone XIV non ha speso tempo a definire nuove teorie o strategie da accreditare col marchio della lunga esperienza personale vissuta in Perù, lontano dalla sua Patria. Papa Prevost ha scelto di riprendere e rimarcare l’attualità di accenti e spunti del magistero missionario di quelli che lo hanno preceduto come Vescovi di Roma. <br /> <br />In Particolare, nella sua recente Lettera ai Cardinali , Leone XIV ha fatto proprie le considerazioni di membri del Collegio cardinalizio che in occasione del Concistoro Straordinario di gennaio avevano rimarcato come l’Esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii gaudium continui a rappresentare «un punto di riferimento decisivo per riaccendere una «audacia missionaria» che «non venga appesantita o soffocata da eccessi organizzativi». <br /><br />Tra le indicazioni pratiche riproposte nella sua Lettera ai Cardinali, Leone XIV ha richiamato «la necessità di rilanciare Evangelii gaudium per verificare con onestà che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato». Il Pontefice ha suggerito di prestare attenzione anche «alla necessaria riforma dei percorsi di iniziazione cristiana», e all’esigenza «di riconsiderare l’efficacia della comunicazione ecclesiale, anche a livello della Santa Sede, in una chiave più chiaramente missionaria».<br /><br />Il piccolo gregge e il granello d’incenso<br /><br />Nel magistero missionario del suo primo anno di Pontificato, Leone XIV ha descritto con altrettanto realismo le condizioni e i contesti concreti entro cui avviene l’opera apostolica delle comunità ecclesiali, senza trionfalismi o vittimismi. Ha ripetuto che «Anche quando si riconosce minoritaria, la Chiesa è chiamata a vivere senza complessi, come piccolo gregge portatore di speranza per tutti, ricordando che il fine della missione non è la propria sopravvivenza, ma la comunicazione dell’amore con cui Dio ama il mondo» . <br />Tra le immagini più suggestive scelte dal Successore di Pietro per descrivere la missione affidata alla Chiesa, c’è quella da lui donata alla piccola Chiesa di Algeria: « La vostra presenza nel Paese fa pensare all’incenso: un granello incandescente, che spande profumo perché dà gloria al Signore e letizia e conforto a tanti fratelli e sorelle. Quest’incenso è un piccolo, prezioso elemento, che non sta al centro dell’attenzione, ma invita a rivolgere i nostri cuori a Dio, incoraggiandoci l’un l’altro a perseverare nelle difficoltà del tempo presente» . Thu, 07 May 2026 00:20:28 +0200ASIA/SRI LANKA - Nominato il nuovo direttore delle Pontificie Opere Missionariehttps://fides.org/it/news/77653-ASIA_SRI_LANKA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://fides.org/it/news/77653-ASIA_SRI_LANKA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano – Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , ha nomina, in data, 31 marzo 2026, padre Nayagam Roy Clarence, della diocesi di Kandy, Direttore delle Pontificie Opere Missionarie in Sri Lanka, per un periodo di cinque anni . Il nuovo Direttore delle POM è nato nel 1977 ed è stato ordinato nel 2006. Ha conseguito a Roma la laurea triennale in Filosofia e la laurea triennale in Teologia , successivamente ha ottenuto un master avanzato in Teologia e Studi Religiosi presso l'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio . E’ stato vice parroco a Nawalapitiya e presso la Cattedrale di Kandy e parroco a Gampola , Ampitiya e Ragala . Ha ricoperto i seguenti ruoli a livello pastorale: Direttore diocesano dell’Apostolato dei migranti , dei laici e della famiglia e del dialogo interreligioso , Direttore della Commissione nazionale Cattolica per i Laici , Cappellano per la Società di San Vincenzo de’ Paoli , Cappellano per i migranti dello Sri Lanka negli Emirati Arabi Uniti e docente presso il seminario nazionale di Ampitiya a Kandy .<br /> <br /><br />Wed, 06 May 2026 12:17:49 +0200ASIA/INDIA - Maternità precoce: "La civiltà indiana onora la sacralità della vita", dice il vicesegretario della Conferenza episcopalehttps://fides.org/it/news/77652-ASIA_INDIA_Maternita_precoce_La_civilta_indiana_onora_la_sacralita_della_vita_dice_il_vicesegretario_della_Conferenza_episcopalehttps://fides.org/it/news/77652-ASIA_INDIA_Maternita_precoce_La_civilta_indiana_onora_la_sacralita_della_vita_dice_il_vicesegretario_della_Conferenza_episcopaleNew Delhi - "Siamo felici di questa evoluzione positiva del caso della 15enne incinta, dato che non ha abortito. Speriamo che lei e il bambino restino in buona salute e assicuriamo tutto il sostegno psicologico e morale", dice all'Agenzia Fides don Mathew Koyickal, vicesegretario generale della Conferenza Episcopale dell'India . Il riferimento è alla vicenda della gravidanza precoce di una ragazza di 15 anni per cui la Corte Suprema dell'India aveva emesso, su richiesta dei genitori della ragazza, un'ordinanza di interruzione volontaria della gravidanza per un feto di 30 settimane. La Chiesa cattolica in India aveva espresso angoscia, chiedendo che venisse salvato il bambino, un feto del tutto vitale, ponendo la questione dei diritti del nascituro .<br />Come appreso da Fides, i medici dell'All India Institute of Medical Sciences di Delhi, con la pratica di induzione del travaglio, hanno fatto nascere il bambino prematuro, di circa 1,4 kg, che ora è nel reparto di terapia intensiva neonatale, mentre la madre è in discreta salute e sarà presto dimessa dall'ospedale. Il neonato si trova nel reparto di terapia intensiva neonatale con supporto vitale, e corre un alto rischio di disabilità significative e permanenti a lungo termine, come cecità, sordità e ritardo dello sviluppo neurologico.<br />"Possiamo dire che, in questo caso, è stata salvata la vita del bambino e della madre, ma la questione di fondo resta e continuerà a porsi in futuro, constatando i numerosi casi di gravidanze indesiderate, in particolare quelle che coinvolgono minorenni", rileva a Fides il vicesegretario della CBCI.<br />La Corte Suprema ha chiesto alla politica di modificare la legge che regola l'interruzione di gravidanza in India per far fronte a tali casi. Spesso i familiari delle ragazze apprendono della gravidanza quando il feto è già di diverse settimane, oltre il periodo di tempo previsto dalla legge per l'interruzione di gravidanza . Alla famiglia resta l'unica opzione di rivolgersi alla magistratura per avere la autorizzazione e la Corte ha confermato che spetta ai genitori delle ragazze compiere una "scelta consapevole" per l'eventuale aborto, considerando che "le gravidanze indesiderate possono essere un peso e un trauma per la ragazza minorenne". In casi di maternità precoce, si può parlare di "stupro di minore" e "la vittima porterà per sempre una cicatrice e un trauma" ha affermato il Presidente della Corte Suprema.<br />Sulla vicenda, avvocati, medici e i Vescovi cattolici hanno sollevato le “gravi implicazioni legali ed etiche” della questione. Don Mathew Koyickal ricorda: "L'India è una civiltà, non semplicemente uno Stato. La saggezza morale racchiusa nelle antiche tradizioni scritturali e filosofiche indiane parla con autorità inequivocabile della sacralità della vita nel grembo materno. La Chiesa indiana oggi invoca questo patrimonio civile condiviso per dire che la protezione della vita non nata non è monopolio di una singola tradizione religiosa, ma è patrimonio comune dell'intero popolo indiano".<br />In quest'ottica, prosegue "chiediamo al Parlamento di rivedere la Legge sull'interruzione volontaria di gravidanza del 1971 al fine di stabilire una tutela legale, chiara e applicabile, per i bambini non ancora nati ma pienamente vitali. Il primo dovere dello Stato è la protezione della vita umana. La legge non deve mai diventare uno strumento di violenza contro i membri più indifesi della famiglia umana".<br />Il sacerdote specifica: "La nostra posizione sulla sacralità della vita non significa indifferenza alla sofferenza umana. Essa nasce, piuttosto, dal più profondo rispetto per la dignità di ogni persona umana, nata o non nata. La sofferenza di una persona – come una giovane madre – non si allevia con la deliberata distruzione di un'altra. Questa è la saggezza perenne della Chiesa, confermata sia dalla legge naturale sia dalla tradizione morale di ogni grande civiltà che rispetta e onora la sacralità della vita".<br /> Wed, 06 May 2026 11:28:43 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Attentati a Cabo Delgado: azioni terroristiche costringono oltre 700 persone allo sfollamento a Nangadehttps://fides.org/it/news/77651-AFRICA_MOZAMBICO_Attentati_a_Cabo_Delgado_azioni_terroristiche_costringono_oltre_700_persone_allo_sfollamento_a_Nangadehttps://fides.org/it/news/77651-AFRICA_MOZAMBICO_Attentati_a_Cabo_Delgado_azioni_terroristiche_costringono_oltre_700_persone_allo_sfollamento_a_NangadeNampula - Nuovi movimenti e attacchi terroristici, verificatisi nei giorni scorsi nel distretto di Nangade, nel nord di Cabo Delgado, hanno costretto diverse famiglie ad abbandonare le proprie case, colpendo almeno 776 persone, compresi i bambini. I dati provengono dall'ultimo rapporto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , che indica che le persone in questione hanno lasciato le proprie abitazioni nei villaggi di Machava, Samora Machel, Muangaza e Nkonga.<br /><br />Secondo il documento reso noto dalla stampa locale, e che si riferisce al periodo dal 17 al 25 aprile, alcune famiglie hanno trovato rifugio nella località di Mualela e in altre zone del distretto. Nella nota pervenuta all’Agenzia Fides si legge che diversi residenti hanno confermato movimenti terroristici nei campi del villaggio di Lijungo e nelle zone pianeggianti della comunità di Nkonga, con segnalazioni di saccheggio di prodotti alimentari registrati la scorsa settimana ma senza violenza. Inoltre – rimarca la nota - due settimane fa, i terroristi sono tornati nei villaggi del distretto di Nangade, dove, oltre alle Forze di Difesa e Sicurezza mozambicane, sono dispiegate anche forze armate tanzaniane nell'ambito della cooperazione e del buon vicinato tra i due Paesi.<br /> <br />Wed, 06 May 2026 11:23:32 +0200AFRICA/NIGERIA - “Nel mese mariano pregate per la liberazione di padre Asukawaye e dei suoi 10 parrocchiani rapiti a febbraio”https://fides.org/it/news/77650-AFRICA_NIGERIA_Nel_mese_mariano_pregate_per_la_liberazione_di_padre_Asukawaye_e_dei_suoi_10_parrocchiani_rapiti_a_febbraiohttps://fides.org/it/news/77650-AFRICA_NIGERIA_Nel_mese_mariano_pregate_per_la_liberazione_di_padre_Asukawaye_e_dei_suoi_10_parrocchiani_rapiti_a_febbraioAbuja – “Vi chiedo di pregare per la liberazione di padre Nathaniel Asukawaye e di 10 parrocchiani tenuti prigionieri dal 7 febbraio 2026” Così Mons. Julius Yakubu Kundi, Vescovo di Kafanchan, nello Stato di Kaduna, ha invitato sacerdoti, religiosi e laici della diocesi per pregare per la liberazione del parroco della chiesa della Santissima Trinità a Karku, nella zona di governo locale di Kaura, nello stato di Kaduna, rapito da uomini armati nella sua canonica insieme a 10 parrocchiani nelle prime ore del 7 febbraio . Nell’assalto erano state uccise almeno tre persone.<br />Nel messaggio per il Mese mariano Mons. Kundi ha chiesto pure di pregare “per la conversione dei rapitori".<br />“Padre Asukawaye è ancora prigioniero al momento della stesura di questo comunicato", precisa la diocesi che ricorda la sua devozione alla Madonna.<br />“Dato che Padre Nathaniel è Cappellano della Società Mariana e coordina le devozioni di maggio e ottobre, il Vescovo chiede preghiere speciali per la sua liberazione e per la conversione dei suoi rapitori durante la devozione di maggio di quest'anno”. Si chiede inoltre di pregare pure per la liberazione incondizionata di altre vittime di rapimento, “specialmente quelle della nostra diocesi”. <br />Wed, 06 May 2026 10:36:24 +0200AMERICA/BOLIVIA - La crisi economica alimenta le tensioni sociali: Vescovi invitano al dialogo e alla riconciliazionehttps://fides.org/it/news/77649-AMERICA_BOLIVIA_La_crisi_economica_alimenta_le_tensioni_sociali_Vescovi_invitano_al_dialogo_e_alla_riconciliazionehttps://fides.org/it/news/77649-AMERICA_BOLIVIA_La_crisi_economica_alimenta_le_tensioni_sociali_Vescovi_invitano_al_dialogo_e_alla_riconciliazioneLa Paz – La Bolivia attraversa un tempo di crescente conflittualità sociale segnato da proteste, difficoltà economiche e tensioni politiche. <br />Nelle ultime settimane trasportatori, sindacati, contadini e organizzazioni indigene hanno promosso blocchi stradali, scioperi e mobilitazioni per chiedere risposte a rivendicazioni economiche e strutturali. Le proteste si verificano in un contesto di alta inflazione, scarsità di valuta estera e problemi nell’approvvigionamento di carburante, fattori che hanno intensificato il malessere sociale.<br />Le azioni di conflitto sociale hanno avuto un impatto diretto sulla vita quotidiana, incidendo anche sull’approvvigionamento di generi alimentari e sui trasporti, con effetti particolarmente gravi sui settori più vulnerabili della popolazione.<br />Membri autorevoli della Chiesa boliviana hanno espresso la propria preoccupazione per l’escalation del conflitto, e hanno insistito sulla necessità di cercare soluzioni pacifiche ai problemi che alimentano lo scontro sociale. <br />Nei giorni scorsi, numerosi vescovi sono intervenuti con continuità sia nelle omelie sia im dichiarazioni rilasciate alla stampa.<br />Il Segretario generale della Conferenza episcopale boliviana e vescovo di El Alto, Giovani Arana, ha messo in guardia davanti al “panorama conflittuale” che vive il Paese, segnato da tensioni sociali e incertezza economica. In una delle sue omelie ha affermato che “nessuna riforma strutturale dà frutto senza un cambiamento del cuore, principi etici e centralità della persona umana”, sottolineando l’urgenza del dialogo tra autorità e settori mobilitati.<br />Il Vicepresidente dell’episcopato e vescovo di Sucre, Ricardo Centellas, ha incentrato il suo messaggio sulla dimensione sociale della crisi, invitando alla fraternità e alla riconciliazione di fronte alla crescente lacerazione del tessuto sociale. Durante l’omelia della messa di domenica 3 maggio ha affermato: “Siamo in questo mondo per sostenerci, non per distruggerci”, aggiungendo che la fraternità in Cristo deve tradursi in “solidarietà, misericordia e compassione”.<br />Da parte sua, l’Arcivescovo di La Paz, Percy Galván, ha esortato a un “dialogo sincero”, fondato sulla trasparenza e orientato al bene comune. In dichiarazioni alla stampa ha chiesto di mettere da parte interessi politici o ideologici, e ha insistito sulla necessità di costruire accordi che restituiscano stabilità e pace sociale.<br />Da Potosí, il vescovo Renán Aguilera ha segnalato l’impatto di blocchi legati alle proteste sulle famiglie più povere, che vedono limitato l’accesso ai beni di prima necessità. “I settori vulnerabili sono quelli che soffrono di più”, ha affermato, insistendo sull’urgenza di riprendere il dialogo e richiamando il ruolo della Chiesa come ponte per la ricerca di soluzioni realistiche e condivise.<br />Il vescovo del Vicariato Apostolico di Beni, Aurelio Pesoa, Presidente della Conferenza episcopale boliviana, ha collegato la situazione del Paese a una riflessione più ampia sulla responsabilità sociale, riferendosi a problemi come la scarsità di carburanti, la crisi sanitaria, la corruzione. Ha invitato a una conversione sociale e ha affermato: “L’autorità deve essere sempre servizio, non ricerca di benefici”.<br />Da Santa Cruz, l’arcivescovo René Leigue ha messo in dubbio l’efficacia dei blocchi e degli scioperi come via di soluzione alla crisi, sottolineando che l’aspetto economico, pur importante, non è l’unico problema del Paese. In un intervento del 3 maggio ha chiesto di allargare lo sguardo ai problemi che assediano sanità, istruzione e lavoro, oltre ad altre emergenze sociali come la violenza e il consumo di droga tra i giovani. “Dobbiamo guardare più ampiamente, andare oltre e concentrarci su una realtà così grande con tutti i suoi problemi”, ha affermato. <br />Wed, 06 May 2026 16:27:16 +0200AFRICA/ETIOPIA - L’eparca di Adigrat: appello per la misericordia e la sacralità della vita di 200 etiopi condannati a mortehttps://fides.org/it/news/77648-AFRICA_ETIOPIA_L_eparca_di_Adigrat_appello_per_la_misericordia_e_la_sacralita_della_vita_di_200_etiopi_condannati_a_mortehttps://fides.org/it/news/77648-AFRICA_ETIOPIA_L_eparca_di_Adigrat_appello_per_la_misericordia_e_la_sacralita_della_vita_di_200_etiopi_condannati_a_morteAdigrat – “In qualità di Pastore dell'Eparchia Cattolica di Adigrat, alzo la mia voce non solo come leader religioso, ma anche come testimone del profondo valore di ogni anima umana, creata a immagine e somiglianza dell'Onnipotente”. E’ l’accorato appello che il vescovo dell’eparchia cattolica di Adigrat, Tesfaselassie Medhin, rivolge a tutti gli organismi e agenzie umanitarie internazionali incaricati della salvaguardia della dignità umana, per duecento etiopi che attualmente rischiano la condanna a morte nel Regno dell'Arabia Saudita.<br /><br />“La nostra fede ci insegna che la vita è un dono del Creatore: sacra, inviolabile e meritevole di protezione dal concepimento fino alla sua fine naturale – si legge nella nota inviata all’Agenzia Fides dall’eparca. Pur rispettando la sovranità delle nazioni e la necessità di difendere lo stato di diritto, crediamo che la giustizia sia più efficace quando è temperata dalla misericordia. L'esecuzione di queste 200 persone rappresenterebbe una perdita irreparabile di vite umane e un colpo straziante per le famiglie rimaste in Etiopia, molte delle quali già soffrono le difficoltà della povertà e dello sfollamento.”<br /><br />“Non possiamo rimanere in silenzio mentre le vite di così tante persone sono in bilico. Chiediamo con fervore ai vostri organismi di avviare un dialogo urgente ad alto livello con le autorità del Regno dell'Arabia Saudita per ottenere la sospensione dell'esecuzione e la commutazione di queste condanne a morte. Garantire che a ciascuno di questi individui sia stato garantito il pieno rispetto del giusto processo, inclusa un'adeguata rappresentanza legale e la comprensione dei procedimenti a loro carico. Promuovere alternative alla pena capitale che consentano la riabilitazione, il pentimento e la possibilità di redenzione.”<br /><br />“Il grido dei poveri e degli emarginati deve giungere alle orecchie della comunità internazionale – rimarca Medhin. Questi 200 etiopi non sono solo un numero; sono bambini, genitori e fratelli. Le loro vite hanno un valore intrinseco che trascende qualsiasi trasgressione. Preghiamo che i cuori di chi detiene il potere siano mossi dallo spirito di compassione. Insieme, lavoriamo affinché la ‘cultura della morte’ venga sostituita da una ‘civiltà dell'amore’ e della misericordia. In questo periodo di prova, restiamo saldi nella nostra speranza e nel nostro impegno per la sacralità della vita.”<br /><br />Molti degli etiopi a rischio sono rifugiati fuggiti durante il conflitto nel Tigray . Il 21 aprile 2026, tre migranti etiopi sono stati giustiziati in Arabia Saudita. Decine di altri si trovano nel braccio della morte a Khamis Mushait. L’eparca di Adigrat conclude il suo appello invocando un intervento immediato e decisivo in questa grave questione.<br /><br /> <br />Tue, 05 May 2026 13:43:05 +0200AMERICA/HAITI - Maggio e la ‘Festa della bandiera’ tra orgoglio e dolorehttps://fides.org/it/news/77647-AMERICA_HAITI_Maggio_e_la_Festa_della_bandiera_tra_orgoglio_e_dolorehttps://fides.org/it/news/77647-AMERICA_HAITI_Maggio_e_la_Festa_della_bandiera_tra_orgoglio_e_dolore<p ><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/YWnkp7Y9IJE?si=_GW5i48QSDa0TgYt" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p><br /><br /><p ><iframe width="481" height="856" src="https://www.youtube.com/embed/-nCJGqwmti4" title="Bambini della comunità di Pouricine Pic Makaya" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p><br /><br />Pourcine Pic Makaya – “Si tratta di un appuntamento davvero imperdibile. I ragazzi della scuola parrocchiale si stanno impegnando al massimo e con grande entusiasmo nel preparare la ormai imminente Festa della Bandiera che celebreremo il prossimo 18 maggio.” Lo riferisce all’Agenzia Fides padre Massimo Miraglio, MI, parroco di Nostra Signora del Soccorso a Pourcine Pic Makaya. “Dopo i recenti festeggiamenti del Primo Maggio, festa del lavoro e dell’agricoltura, con la scuola Parrocchiale abbiamo continuato i preparativi per la Festa nazionale, poi di seguito una lezione molto partecipata di un giovane agronomo sull'importanza di questa ricorrenza in Haiti e nel mondo intero, ed infine abbiamo terminato dando agli alunni delle piantine di caffè dal vivaio Parrocchiale.”<br /><br />Nonostante la capitale di Haiti, Port-au-Prince, sia al collasso, e gruppi armati ne controllino oltre il 90%, con un governo che si è praticamente ritirato lasciando la popolazione esposta a una violenza incessante il 18 maggio segna una data fondamentale per l’isola. Infatti, il 18 maggio 1803 Haiti vede iniziare una rivoluzione vittoriosa che avrebbe portato all’unica rivolta di successo di schiavi nel mondo, all’abolizione della schiavitù e alla nascita di una nazione. Da qui è nata quella che viene comunemente chiamata ‘Festa della Bandiera’, la Festa nazionale che rappresenta la lotta per la libertà e la nascita della prima repubblica nera indipendente. Nonostante l’isola caraibica si trovi ad affrontare una crisi sempre più profonda, con oltre un milione di persone sfollate e ridotte alla fame, l’intera popolazione va avanti con orgoglio, non demorde nei preparativi di questo evento che, sebbene molto sentito, negli ultimi anni è stato anche un momento di riflessione sulla resilienza del paese. <br /><br /> <br />Tue, 05 May 2026 12:52:14 +0200AFRICA/SUDAN - Tensioni con l’Etiopia, il Sudan richiama il suo ambasciatore ad Addis Abebahttps://fides.org/it/news/77646-AFRICA_SUDAN_Tensioni_con_l_Etiopia_il_Sudan_richiama_il_suo_ambasciatore_ad_Addis_Abebahttps://fides.org/it/news/77646-AFRICA_SUDAN_Tensioni_con_l_Etiopia_il_Sudan_richiama_il_suo_ambasciatore_ad_Addis_AbebaKhartoum – Scambio di accuse reciproche tra Sudan ed Etiopia, con il primo Paese che ritira il suo ambasciatore dalla capitale etiopica Addis Abeba.<br />Il governo di Khartoum, espressione delle SAF , accusa l’Etiopia e gli Emirati Arabi Uniti di essere responsabili di diversi attacchi di droni contro obiettivi in Sudan. In particolare un portavoce delle SAF ha affermato che il suo governo ha affermato che vi sono prove che droni decollati dall'aeroporto di Bahir Dar, in Etiopia, hanno effettuato attacchi a partire dal 1° marzo 2026. Le operazioni avrebbero preso di mira diverse aree, tra cui lo Stato del Nilo Bianco, lo Stato del Nilo Azzurro e le regioni del Kordofan settentrionale e meridionale.<br />Il 17 marzo, la difesa aerea sudanese ha intercettato e abbattuto uno dei droni a nord di El-Obeid. In seguito all'incidente, le squadre tecniche hanno analizzato i dati del drone e contattato il produttore. Secondo il portavoce, l'analisi ha confermato che il drone, identificato dal numero di serie S88, è di proprietà degli Emirati Arabi Uniti e la sua centrale di controllo si trovava in territorio etiope, nell'aeroporto di Bahir Dar. I dati di volo hanno indicato il punto di decollo del drone e la sua rotta nello spazio aereo sudanese, dove ha colpito obiettivi ad Al-Kurmuk e in altre località dello Stato del Nilo Azzurro, nonché nel Kordofan settentrionale e meridionale.<br />Gli attacchi dei droni sarebbero avvenuti in appoggio ai paramilitari delle Forze di Supporto Rapido , che secondo le SAF, ricevono aiuti militari da parte di Etiopia ed Emirati.<br />In risposta alle accuse sudanesi il Ministero degli Esteri dell’Etiopia ha pubblicato un comunicato, nel quale respinge le affermazioni sudanesi e contrattacca affermando che le SAF appoggerebbero i ribelli tigrini del TPLF . “Le Forze Armate sudanesi hanno fornito armi e supporto finanziario a questi mercenari, facilitando così le loro incursioni lungo il confine occidentale dell'Etiopia. Le attività dei mercenari del TPLF in Sudan sono di dominio pubblico, ed esistono prove ampie e credibili che dimostrano come il Sudan funga da centro operativo per diverse forze anti-etiopi. È evidente che queste azioni ostili, così come le recenti e precedenti accuse mosse da funzionari delle Forze Armate sudanesi, siano intraprese su istigazione di mandanti esterni che cercano di portare avanti i propri nefasti obiettivi” afferma il comunicato del Ministero degli Esteri di Addis Abeba. <br />Tue, 05 May 2026 12:39:49 +0200AFRICA/NIGERIA - Una settimana di preghiere di riparazione dopo la profanazione della Cappella dell'Adorazione in una parrocchia a Owerrihttps://fides.org/it/news/77645-AFRICA_NIGERIA_Una_settimana_di_preghiere_di_riparazione_dopo_la_profanazione_della_Cappella_dell_Adorazione_in_una_parrocchia_a_Owerrihttps://fides.org/it/news/77645-AFRICA_NIGERIA_Una_settimana_di_preghiere_di_riparazione_dopo_la_profanazione_della_Cappella_dell_Adorazione_in_una_parrocchia_a_OwerriAbuja . Sarebbe stata identificata almeno una persona sospettata di aver commesso la profanazione della Cappella dell'Adorazione della Parrocchia di St. Mulumba, Wetheral Road Owerri, nel sud-est della Nigeria. Lo riferiscono fonti di stampa nigeriana che però non riportano il nome della persona. La sua individuazione sarebbe stata facilitata dell'analisi del video di sorveglianza.<br />Secondo quanto afferma un comunicato firmato da Padre Patrick C. Mbarah Cancelliere e Segretario dell’Arcidiocesi di Owerri, la profanazione è stata commessa nelle prime ore del 29 aprile. Approfittando delle forti piogge che in quel momento insistevano sull’area persone ignote hanno aperto un passaggio nel tetto dell'edificio, e dopo essere entrate nella Cappella dell'Adorazione attraverso il soffitto, hanno portato via l'ostensorio contenente il Santissimo Sacramento.<br />A seguito dell’atto sacrilego l'Arcivescovo di Owerri Mons. Lucius Iwejuru Ugorji, ha disposto che nella Parrocchia di St. Mulumba Owerri, si tenga una settimana di preghiera di riparazione, a partire da venerdì 1° maggio, a venerdì 8 maggio, dalle 16 alle 18 di ogni giorno. <br />Mons. Ugorji ha invitato i sacerdoti dell'Arcidiocesi di Owerri ad aderire rigorosamente a tutte le norme e direttive riguardanti l'Esposizione del Santissimo Sacramento e l'Adorazione per evitare che un atto simile si ripeta in futuro. <br /><br />Tue, 05 May 2026 11:35:34 +0200AFRICA/GUINEA EQUATORIALE - Si celebrano il 7 maggio i funerali del Vicario Generale di Malabo, il cui decesso era stato ricordato da Papa Leone XIVhttps://fides.org/it/news/77644-AFRICA_GUINEA_EQUATORIALE_Si_celebrano_il_7_maggio_i_funerali_del_Vicario_Generale_di_Malabo_il_cui_decesso_era_stato_ricordato_da_Papa_Leone_XIVhttps://fides.org/it/news/77644-AFRICA_GUINEA_EQUATORIALE_Si_celebrano_il_7_maggio_i_funerali_del_Vicario_Generale_di_Malabo_il_cui_decesso_era_stato_ricordato_da_Papa_Leone_XIVMalabo - Si terranno il 7 maggio le esequie di padre Fortunato Nsue Esono, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Malabo, trovato senza vita il 17 aprile presso la Parrocchia di Nostra Signora di Bisila, in circostanze che avevano suscitato inizialmente dei sospetti. Il sacerdote era stato trovato infatti riverso a terra nella sua abitazione con un trauma alla testa.<br /><br />L'annuncio della sepoltura giunge dopo la pubblicazione dei risultati dell'autopsia, condotta il 29 aprile presso l'ospedale di Sipopo da specialisti egiziani. “Il referto medico ha confermato che la causa del decesso è stata un infarto miocardico acuto conseguenza di una preesistente patologia cardiaca” si legge sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale della Guinea Equatoriale. “Gli esperti hanno precisato che l'episodio ha provocato un'improvvisa perdita di coscienza e una successiva caduta, escludendo definitivamente qualsiasi indicazione di violenza o coinvolgimento di terzi”. <br /><br />Nell’omelia per la Messa al termine della sua visita in Guinea Equatoriale Papa Leone XIV aveva ricordato il sacerdote scomparso, che era stato impegnato nella preparazione del viaggio apostolico nel Paese. “Invito a vivere con spirito di fede- aveva detto Papa Leone XIV questo momento di dolore e confido che, senza lasciarsi indurre a commenti o conclusioni affrettate, si faccia piena luce sulle circostanze della sua morte” .<br /><br />Per fugare ogni dubbio sulle cause del decesso del Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Malabo, il governo locale ha disposto un’indagine forense affidandola a un’equipe di medici patologici egiziani, che hanno stabilito che padre Fortunato è morto per cause naturali. I medici legali non hanno riscontrato segni di aggressione e dopo aver eseguito analisi tossicologiche, hanno escluso la presenza di sostanze tossiche.<br /><br />L'omaggio postumo è iniziato con un periodo di preghiera di tre giorni presso la parrocchia di Nostra Signora di Bisila. <br />Le celebrazioni liturgiche culmineranno la sera del 6 maggio con l'apertura della camera ardente. La salma di padre Fortunato rimarrà esposta fino all'alba, permettendo ai parrocchiani, ai familiari e al clero di rendergli omaggio.<br /><br />Il 7 maggio alle 11 ora locale verrà celebrata la Messa funebre nella Cattedrale Metropolitana di Malabo. La cerimonia, che si prevede attirerà una grande folla, precederà la sepoltura e vedrà la partecipazione delle più alte autorità ecclesiastiche del Paese.<br /><br />Dalla biografia resa nota dalla locale Conferenza Episcopale, risulta che padre Fortunato Nsue Esono è nato il 1° marzo 1986 nel quartiere Monte Carmelo di Mongomo , figlio di Francisco Esono e Carmen Ayiambeng. La sua vocazione si è manifestata precocemente come chierichetto nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe.<br />Ha studiato presso il Seminario Minore San Paolo VI a Ebibeyín e, dal settembre 2005, ha proseguito gli studi superiori presso il Seminario Maggiore Interdiocesano La Purísima a Bata. È stato ordinato diacono il 19 novembre 2011 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale il 7 maggio 2012 nella cattedrale di Ebibeyín. Dopo aver prestato servizio come parroco a Mokom , si è trasferito in Spagna per conseguire un dottorato in Teologia Biblica presso l'Università di Navarra con una tesi sulle tentazioni di Gesù. Al suo ritorno in Guinea Equatoriale, è stato incardinato nell'Arcidiocesi di Malabo, dove ha ricoperto diverse cariche nella curia fino alla sua nomina a vicario generale lo scorso agosto. <br />Tue, 05 May 2026 11:10:58 +0200Il Messaggio di Leone XIV per la Giornata Missionaria Mondiale 2026 al centro di un percorso di formazione missionaria “on line” in francesehttps://fides.org/it/news/77643-Il_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_Giornata_Missionaria_Mondiale_2026_al_centro_di_un_percorso_di_formazione_missionaria_on_line_in_francesehttps://fides.org/it/news/77643-Il_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_Giornata_Missionaria_Mondiale_2026_al_centro_di_un_percorso_di_formazione_missionaria_on_line_in_franceseCittà del Vaticano – Il messaggio del Papa sulla prossima Giornata Missionaria Mondiale 2026, che quest’anno celebra i 100 anni dalla sua istituzione, è il filo conduttore del percorso di formazione missionaria “on line” in lingua francese che inizia domani, mercoledì 6 maggio, e che verrà replicato nei prossimi mesi anche in altre lingue. <br /><br />«Uno in Cristo, uniti nella missione» è il titolo del Messaggio papale. Parole che riecheggiano quelle del motto di Leone XIV, «In Illo uno unum» , tratte da un sermone di Sant’Agostino. Il Messaggio è stato diffuso domenica 25 gennaio, giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la Conversione di San Paolo, il grande missionario “Apostolo delle Genti”.<br /><br />La 100esima Giornata Missionaria Mondiale si celebra domenica 18 ottobre.<br /><br />Il percorso di formazione in lingua francese dedicato al Messaggio papale è frutto della collaborazione tra il Segretariato internazionale della Pontificia Unione Missionaria e le Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie di Paesi francofoni dell'Africa. <br /><br />L’iniziativa formativa è articolata in quattro incontri “on line”, che si svolgeranno sempre dalle 12.30 alle 14.00 . Di volta in volta verrà fornito un link per partecipare agli incontri attraverso la piattaforma Zoom.<br /><br />L’incontro in programma mercoledì 6 maggio ha in programma un intervento introduttivo di padre Dinh Anh Nhue Nguyen, francescano convenutale, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria, mentre l’intervento principale è stato affidato a Nicolas Lhernould, Arcivescovo di Tunisi, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Tunisia. “Il Messaggio di Papa Leone nel contesto generale della missione oggi” è il titolo del primo incontro che prevede altri tre appuntamenti durante i quali il messaggio verrà approfondito da differenti punti di vista.<br />Il 12 giugno il titolo del secondo incontro, in programma venerdì 12 giugno, è «"Uno in Cristo". Approfondimento spirituale-missionario». Venerdì 20 luglio il percorso formativo prosegue con l’incontro intitolato «"Uniti nella missione". Come vivere e promuovere le indicazioni concrete del Papa?». L’incontro conclusivo, intitolato «"Missione dell'amore". Seguendo Cristo e i santi» è stato messo in agenda per venerdì 11 settembre. <br /><br />Di seguito i dettagli per partecipare all’incontro in programma mercoledì 5 maggio dalle 12.30 alle 14.00 :<br /><br />https://zoom.us/j/95032376147?pwd=FEaaWvGcBoFAmu2vJO47bcd6aQCxt4.1<br />Meeting ID: 950 3237 6147<br />Passcode: 496429<br /><br />Tue, 05 May 2026 10:48:35 +0200