Fides News - Italianhttps://fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/HONG KONG - la benedizione del Cardinale Tagle: “Il Volto di Gesù possa splendere sempre su Hong Kong”https://fides.org/it/news/77284-ASIA_HONG_KONG_la_benedizione_del_Cardinale_Tagle_Il_Volto_di_Gesu_possa_splendere_sempre_su_Hong_Konghttps://fides.org/it/news/77284-ASIA_HONG_KONG_la_benedizione_del_Cardinale_Tagle_Il_Volto_di_Gesu_possa_splendere_sempre_su_Hong_KongHong Kong - “Possa il Santo Volto di Gesù sorridere sempre a Hong Kong”. Con queste parole il Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle ha riassunto riflessioni e esortazioni da lui offerte ai partecipanti all’incontro di preghiera, canti e musica che ha avviato le celebrazioni per l’80esimo anniversario della erezione della diocesi di Hong Kong. <br /><br />Durante il momento celebrativo, svoltosi domenica 18 ottobre presso il Chater Garden di Hong Kong , il Cardinale Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione ha esposto sulla base delle Sacre Scritture la sorgente e la natura propria della pia pratica della benedizione cristiana, prima di benedire lui stesso i partecipanti all’evento e tutta la città insieme al Cardinale gesuita Stephen Chow Sau-yan, Vescovo di Hong Kong. <br /><br />Il Cardinale Tagle ha preso spunto da parte della benedizione al popolo che Dio insegna ai figli di Aronne nel Libro dei Numeri proponendola come «La benedizione che Dio desidera darci», facendo splendere il suo volto sugli uomini e le donne di ogni tempo. <br /><br />«La benedizione che Dio concede a noi e a Hong Kong è il Suo Santo Volto in Gesù Cristo», il Volto visibile e umano del Dio invisibile. un volto «interamente divino e interamente umano». <br /><br />Tra i modi in cui il Volto di Gesù può essere incontrato come benedizione, il Cardinale Tagle ha indicato anche l’incontro con il volto di un bambino, «che ci ricorda come i bambini e i giovani sono sempre una benedizione per la società; nessun bambino o giovane è un ‘problema'».<br /><br /><br />La vera benedizione per Hong Kong” - ha detto il Cardinale - «è il volto di Dio che splende su di essa”. "Possa il volto di Gesù» ha proseguito il Pro-Prefetto del Dicastero missionario «sorridere sempre a Hong Kong, e possa Hong Kong gioire del volto di Gesù».<br /><br />Così - ha aggiunto - i credenti potranno essere incoraggiati «a portare speranza alla società», diventando «testimoni coraggiosi del Signore».<br /><br /><br />Il Cardinale ha esortato anche tutta la società di Hong Kong a coltivare queste “benedizioni”, riconoscendo che tutti hanno la possibilità di diventare «una benedizione per gli altri»<br /><br />Insieme a Cardinale Tagle e al Cardinale Chow, hanno preso parte all’incontro di preghiera e musica condiviso presso il Chater Garden di Hong Kong anche il Cardinale Tarcisio Isao Kikuchi, Arcivescovo di Tokyo, il Vescovo di Essen Franz-Josef Overbeck, il Vescovo di Macao Stephen Lee Bun, il vescovo della diocesi californiana di San Jose Oscar Cantú, il Vescovo ausiliare della diocesi di Taipei Peter Chao Yungch.<br /><br /> Durante l’incontro, persone e gruppi di diverse etnie e nazionalità hanno pregato per Hong Kong in cantonese, filippino, francese, mandarino, coreano e vietnamita.<br /><br />Il 18 ottobre, durante la sua breve permanenza a Hong Kong - riferisce il settimanale diocesano locale Sunday Examiner - il Cardinale Tagle ha potuto conversare anche con Suor Corazon Demetillo e Suor Victoria Victorino, del Centro pastorale diocesano per i filippini. Le due religiose hanno descritto in sintesi le iniziative promosse dalle parrocchie locali per favorire l'integrazione dei migranti e il sostegno oggetto dalla diocesi a richiedenti asilo e rifugiati, in collaborazione con il Consolato filippino. <br /><br />Molti cattolici filippini hanno preso parte all’incontro di musica e preghiera del Chater Garden. I parrocchiani della chiesa di San Giuseppe, in Garden Road, hanno esposto uno striscione di benvenuto al per il Cardinale Tagle.<br /><br />A Hong Kong vive da tempo una nutrita comunità filippina. Secondo dati aggiornati al 31 agosto 2021, tra i residenti non permanenti che vivono a Hong Kong, i filippini sono 177mila.<br /> <br />Tra gli oltre 7 milioni e 400mila residenti permanenti, i cattolici sono più di 400mila. <br /><br /> Sun, 25 Jan 2026 18:23:29 +0100Il mondo ha ancora bisogno dei missionari e delle missionarie. Messaggio di Leone XIV per la 100esima Giornata Missionaria Mondialehttps://fides.org/it/news/77283-Il_mondo_ha_ancora_bisogno_dei_missionari_e_delle_missionarie_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_100esima_Giornata_Missionaria_Mondialehttps://fides.org/it/news/77283-Il_mondo_ha_ancora_bisogno_dei_missionari_e_delle_missionarie_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_100esima_Giornata_Missionaria_Mondialedi Gianni Valente<br /><br />Città del Vaticano - «Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore», scrive Paolo di Tarso nella sua Seconda Lettera ai Corinzi. <br /><br />Domenica 25 gennaio, nel giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la Conversione di San Paolo, il grande missionario “Apostolo delle Genti”, viene diffuso il Messaggio di Leone XIV per la 100esima Giornata Missionaria Mondiale, che quest’anno si celebra domenica 18 ottobre.<br /><br />«Uno in Cristo, uniti nella missione» è il titolo del nuovo Messaggio del Vescovo di Roma. Parole che riecheggiano quelle del motto papale, «In Illo uno unum» , tratte da un sermone di Sant’Agostino. <br /><br />«Nella misura in cui ciascuno si stringe a Cristo» scriveva il San Vescovo d’Ippona proprio in quel sermone - tanto più si unisce agli altri che a Cristo si stringono».<br /><br />Nella sollecitudine missionaria che attraversa e unisce gli ultimi Pontificati - quelli di Papa Francesco, il Papa dell’Evangelii gaudium, e di Leone XIV, il Papa da religioso agostiniano ha vissuto molti missione, lontano dalla sua Patria -, anche il nuovo documento del Successore di Pietro volge lo sguardo al vincolo misterioso che nell’operare della Chiesa intreccia sempre insieme missione e comunione, fin dalla loro sorgente. <br />Ambedue - suggerisce Papa Prevost - germogliano come doni dal «mistero dell’unione con Cristo». Fioriscono e crescono come gesti operati da Cristo stesso in coloro che riposano e dimorano in lui, «come i tralci nella vite». <br /><br />Il 2026 segna il centenario della istituzione della Giornata Missionaria Mondiale, promossa nel 1926 da Papa Pio XI e «tanto cara alla Chiesa». Papa Leone approfitta della ricorrenza speciale per suggerire a cosa conviene affidare l’attesa di veder fiorire «un’epoca missionaria nuova» nella storia della Chiesa, da lui stesso evocata il 5 ottobre, durante il Giubileo del mondo missionario.<br /><br /><br />Missione e comunione ecclesiale, doni di Cristo <br /><br /><br />L’essere cristiani - ricorda il Pontefice nella prima sezione del suo Messaggio - «è una vita in unione con Cristo, nella quale siamo resi partecipi della relazione filiale che Egli vive con il Padre nello Spirito Santo». Solo da questa unione può sgorgare come dono «la comunione reciproca tra i credenti» e può nascere anche «ogni fecondità missionaria». <br /><br />Papa Prevost cita l’insegnamento di San Giovanni Paolo II, secondo cui «la comunione è insieme sorgente e frutto della missione». Ripropone anche le parole di San Paolo VI, quelle della Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi volte a ricordare che «Non c’è vera evangelizzazione se il nome, l’insegnamento, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, non siano proclamati». Accenna all’urgenza di «intensificare l’impegno ecumenico con tutte le Chiese, anche cogliendo le opportunità suscitate dalla comune celebrazione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea».<br /><br />Il Papa rimarca che anche l’unità dei discepoli «non è fine a sé stessa: è ordinata alla missione». È l’unità implorata nella preghiera da Cristo stesso, quando nel Vangelo secondo Giovanni chiede al Padre di donare e custodire la comunione tra i discepoli come segno potente da mostrare «Perché il mondo creda che tu mi hai mandato». «È nella testimonianza di una comunità riconciliata, fraterna e solidale» sottolinea Leone XIV «che l’annuncio del Vangelo trova la sua piena forza comunicativa».<br /><br /><br />Benedizioni alle POM, il “grazie” ai missionari<br /><br /><br />La missione dei discepoli e della Chiesa intera - ricorda nel Messaggio Leone XIV - «è il prolungamento, nello Spirito Santo, di quella di Cristo». La Buona Novella che i cristiani sono chiamati a annunciare al mondo «non è un ideale astratto: è il Vangelo dell’amore fedele di Dio, incarnato nel volto e nella vita di Gesù Cristo». Per questo - ricorda il Pontefice nella parte conclusiva del Messaggio - tutti i battezzati, ciascuno secondo la propria vocazione e condizione di vita, possono prendere parte «alla grande opera che Cristo affida alla sua Chiesa». L’unità nella missione - avverte il Vescovo di Roma - «Non va intesa come uniformità», ma trova la sua unica ragion d’essere nel «rendere visibile l’amore di Cristo e invitare tutti all’incontro con Lui». E quando questo dinamismo mosso dalla grazia prevale, si possono superare anche frammentazioni, divisioni, controversie che lacerano la comunità ecclesiale.<br /><br />Così la missione diventa cifra, volto e paradigma della comunione ecclesiale. E si osa anche l’audacia di «sviluppare con creatività le vie concrete di collaborazione nella missione».<br />Papa Leone, nel suo messaggio, ringrazia le Pontificie Opere Missionarie , «segno vivo dell’unità e della comunione missionaria ecclesiale», a cominciare dalla Pontificia Unione Missionaria, nel 110mo anniversario dalla sua fondazione; ricorda di aver sperimentato «con riconoscenza» il sostegno delle POM all’opera apostolica «già durante il mio ministero in Perù»; richiama gli anniversari importanti celebrati quest’anno dalle POM: i 200 anni dalla ideazione del “Rosario Vivente” promosso dalla Beata Paoline Marie Jaricot, fondatrice della Opera della Propagazione della Fede, «che raduna ancora oggi tantissimi fedeli in gruppi a distanza per pregare per ogni bisogno spirituale e missionario». E soprattutto i 100 anni dalla istituzione da parte di Pio XI della Giornata Missionaria Mondiale, celebrata nella penultima domenica di ottobre, quando le offerte raccolte durante le messe in tutto il mondo vengono affidate alle POM per essere redistribuite, «a nome del Papa», per rispondere alle «varie necessità della missione della Chiesa». <br /><br />Il Messaggio papale esprime gratitudine anche per «i missionari e le missionarie ad gentes di oggi: persone che, come San Francesco Saverio, hanno lasciato la propria terra, la propria famiglia e ogni sicurezza per annunciare il Vangelo, portando Cristo e il suo amore in luoghi spesso difficili, poveri, segnati da conflitti o lontani culturalmente». Lo fanno - spiega Papa Leone XIV - perché «sanno che Cristo stesso con il suo Vangelo è la più grande ricchezza da condividere». <br />Il mondo - riconosce il Successore di Pietro - «ha ancora bisogno di questi testimoni coraggiosi di Cristo, e le comunità ecclesiali hanno ancora bisogno di nuove vocazioni missionarie».<br />. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.fides.org/it/attachments/view/file/20260125-giornata-missionaria_it.pdf">Messaggio del Santo Padre per la per la 100° Giornata Mondiale delle Missioni</a>Sun, 25 Jan 2026 09:49:08 +0100ASIA/INDIA - I missionari Verbiti accanto ai tribali per contrastare il fenomeno dei matrimoni infantilihttps://fides.org/it/news/77280-ASIA_INDIA_I_missionari_Verbiti_accanto_ai_tribali_per_contrastare_il_fenomeno_dei_matrimoni_infantilihttps://fides.org/it/news/77280-ASIA_INDIA_I_missionari_Verbiti_accanto_ai_tribali_per_contrastare_il_fenomeno_dei_matrimoni_infantiliMumbai - I missionari Verbiti si impegnano a camminare a fianco delle popolazioni tribali e a contrastare i matrimoni infantili nello stato indiano di Maharashtra, nell'India centro-occidentale. Come riferisce all'Agenzia Fides il missionario Verbita p. John Singarayar SVD, antropologo e sociologo, "la Società del Verbo Divino, attraverso la sua commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato, da oltre un decennio affronta nel distretto di Raigad uno dei mali sociali più ostinati dell'India: il matrimonio infantile".<br /><br />Come spiega p. Singarayar, la "Janseva Society", un'iniziativa della commissione Giustizia, pace e integrità del Creato della Provincia verbita di Mumbai, fondata in collaborazione con l'Arcidiocesi di Bombay, ha recentemente concluso una campagna di sensibilizzazione porta a porta della durata di un mese, che ha raggiunto aree non raggiunte da servizi governativi, in cui le antiche usanze della cultura tribale spesso prevalgono sulle disposizioni di legge.<br /><br />I numeri constatati dai missionari sono preoccupanti. Un recente studio condotto su venti insediamenti degli indigeni Katkari ha rilevato che 111 ragazzi e 81 ragazze si sono sposati prima dell'età legale in 258 famiglie. I tribali Katkari affrontano forte indigenza, aggravata dalla mancanza di terra e dalla migrazione forzata per lavoro. L'istruzione dei bambini è frammentata e spesso si interrompe, lasciando gli adolescenti in condizioni di vulnerabilità e le famiglie, in tali condizioni, considerano il matrimonio precoce come inevitabile.<br /><br />Nel contesto si inserisce la questione castale: "Abbiamo trovato insediamenti Katkari, situati in villaggi abitati da gente di caste superiori, dove i bambini Katkari sono esclusi e si sentono indesiderati", ha spiegato p . John Singarayar SVD, che lavora nella regione fin dall'inizio della missione Janseva. "A dodici o tredici anni, la maggior parte dei bambini ha abbandonato completamente l'istruzione. È allora che inizia la vera vulnerabilità", spiega.<br />Ciò che distingue l'approccio della missione SVD è l'impegno nell'accompagnamento piuttosto che nel giudizio morale. Radicata nella visione evangelica di giustizia e compassione, l'opera cerca di rendere Cristo presente tra gli emarginati attraverso una solidarietà autentica e un cambiamento concreto.<br /><br />"Non veniamo come estranei a dire alla gente cosa fare", afferma Manisha Kapare, donna Katkari e coordinatrice della campagna presso la Janseva Society. "Ci sediamo accanto alle famiglie - racconta - ascoltiamo le loro difficoltà e le aiutiamo a vedere i collegamenti tra i matrimoni precoci e le sofferenze che già conoscono: bambine che muoiono di parto, bambini non sopravvivono, le giovani coppie intrappolate nella povertà."<br />Gli operatori SVD collaborano attivamente con i funzionari locali e i capi dei villaggi, costruendo ponti tra l'azione sociale basata sulla fede e la governance locale, rendendo così la campagna molto più efficace. "Questa è l'opera del gruppo di Giustizia, pace e integrità del Creato", osserva p. John Singarayar. "Giustizia significa affrontare le strutture che calpestano la dignità umana. Pace significa creare condizioni in cui le famiglie non debbano scegliere tra la sopravvivenza e il benessere dei propri figli. E l'integrità del Creato include la protezione dell'infanzia stessa come sacra".<br />La campagna, durata un mese, ha coinvolto diciotto villaggi, raggiungendo oltre 100 famiglie. I volontari hanno coinvolto gli anziani, hanno parlato separatamente con i giovani e si sono rivolti alle madri che spesso esercitano un'influenza silenziosa sulle decisioni familiari. Hanno spiegato che l'età legale per il matrimonio non è una "mera regola burocratica" arbitraria, ma una garanzia per il benessere umano.<br />La risposta è stata molto positiva. Diversi anziani dei villaggi si sono impegnati a scoraggiare i matrimoni infantili all'interno delle loro comunità. Tre famiglie hanno rimandato i matrimoni che avevano pianificato. Le ragazze a cui non era mai stato chiesto del loro futuro hanno iniziato a esprimere la speranza di continuare a studiare.<br />La Janseva Society, inaugurata ufficialmente nel 2013, rappresenta l'impegno a lungo termine della congregazione dei Verbiti nei confronti delle comunità più emarginate di Tala Taluka, combinando la cura pastorale con l'impegno sociale.<br />La Janseva Society prevede di estendere la campagna alle aree tribali limitrofe, mantenendo al contempo visite nei villaggi già sensibilizzati, camminando al fianco delle comunità tribali e operando anche per l'accesso all'istruzione, la formazione ai mezzi di sussistenza , l'emancipazione femminile.<br /> Sat, 24 Jan 2026 10:45:37 +0100ASIA/CINA- Il Vescovo coadiutore Antonio Li Hui succede all’anziano Nicola Han Jide alla guida della diocesi di Pinglianghttps://fides.org/it/news/77282-ASIA_CINA_Il_Vescovo_coadiutore_Antonio_Li_Hui_succede_all_anziano_Nicola_Han_Jide_alla_guida_della_diocesi_di_Pinglianghttps://fides.org/it/news/77282-ASIA_CINA_Il_Vescovo_coadiutore_Antonio_Li_Hui_succede_all_anziano_Nicola_Han_Jide_alla_guida_della_diocesi_di_PingliangPingliang – Antonio Li Hui, finora Vescovo coadiutore di Pingliang, nella provincia cinese di Gansu, ha assunto la guida della diocesi, succedendo all’85enne Vescovo Nicola Han Jide ofmCap, divenuto Vescovo emerito della stessa diocesi. <br /><br />I siti online cinesi Xinde.org e chinacatholic.cn riferiscono che la presa di possesso del Vescovo è avvenuta durante la solenne liturgia eucaristica celebrata il 15 gennaio con la partecipazione dei fedeli e alla presenza di rappresentanti delle autorità civili.<br /> Nell’omelia, il Vescovo Antonio Li ha sottolineato che proseguirà la linea pastorale del suo predecessore, sostenendo il clero e i fedeli nel cammino di fede e operando per favorire l’inizio di una nuova stagione della missione evangelizzatrice. Il Vescovo emerito Nicola Han ha ringraziato anche le autorità civili per la loro presenza. <br /><br />Antonio Li Hui, nominato da Papa Francesco Vescovo Coadiutore di Pingliang l’11 gennaio 2021, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 28 luglio 2021 nella cattedrale di Pingliang. In quella circostanza il dott. Matteo Bruni, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti dichiarò: “Posso confermare che oggi, mercoledì 28 luglio 2021, nella cattedrale di Pingliang, Provincia cinese di Gansu, ha avuto luogo la liturgia di ordinazione episcopale del Rev. Antonio LI Hui, nominato dal Santo Padre Coadiutore di Pingliang l’11 gennaio 2021. Mons. Li è il quinto Vescovo cinese nominato e ordinato nel quadro normativo dell’Accordo Provvisorio sulla nomina dei Vescovi in Cina”. <br /><br />Il quinto Vescovo nominato dopo l’entrata in vigore dell’Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei vescovi è nato nel 1972 nella contea di Mei della provincia di Shaanxi. E’ entrato nel Seminario diocesano di Pingliang nel 1990 e si è laureato presso il Seminario Nazionale della Chiesa Cattolica in Cina. È sacerdote dal 1996. Ha offerto per lungo tempo il suo servizio pastorale nella diocesi di Pechino prima di essere nominato Vescovo. Ha proseguito gli studi presso la facoltà di Letteratura Cinese della Università del Popolo di Pechino. <br /><br />Dal 1910, nella zona di Pingliang hanno operato missionari belgi e tedeschi, fino al 25 gennaio 1930, quqndo fu creata la Prefettura Apostolica di Pingliang affidata ai francescani cappuccini spagnoli. La Prefettura fu elevata a diocesi nel 1950. Oggi, la comunità conta circa 12mila battezzati cattolici con una ventina di sacerdoti e 18 suore della Congregazione della Sacra Famiglia che prestano servizio pastorale nelle 10 parrocchie e 11 cappelle e stazioni missionarie. <br /> <br />Fri, 23 Jan 2026 12:25:07 +0100AMERICA/PERU’ - Al via un corso on-line per i Paesi Bolivariani sulla storia e la missione delle Pontificie Opere Missionariehttps://fides.org/it/news/77281-AMERICA_PERU_Al_via_un_corso_on_line_per_i_Paesi_Bolivariani_sulla_storia_e_la_missione_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://fides.org/it/news/77281-AMERICA_PERU_Al_via_un_corso_on_line_per_i_Paesi_Bolivariani_sulla_storia_e_la_missione_delle_Pontificie_Opere_MissionarieLima – Cosa sono le Pontificie Opere Missionarie , quale la loro missione ed il loro campo d’azione? A queste domande cercherà di rispondere in modo articolato il corso on line organizzato per i Paesi Bolivariani al via il 31 gennaio. “Le direzioni nazionali delle POM dei Paesi bolivariani – Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia – si sono unite per il secondo anno consecutivo per offrire un corso sulle Pontificie Opere Missionarie. Si tratta di un'occasione molto importante per far conoscere le quattro Opere e, allo stesso tempo, mostrare come le Opere Missionarie vengano promosse e sviluppate nel nostro continente” spiega il direttore nazionale delle POM del Perù, padre José Hipolito Purizaca Sernaque. <br />Si tratta di cinque sessioni che si terranno di sabato, della durata di due ore . Il corso si propone come uno spazio di formazione, comunione e impegno missionario che unisce i Paesi Bolivariani in un unico spirito come evidenza il tema della prossima Giornata Missionaria Mondiale 2026 "Uno in Cristo, uniti nella missione". <br />“Approfondiremo in cosa consiste l'Infanzia e Adolescenza Missionaria; come i giovani vengono accompagnati e sostenuti; come la missione viene vissuta nelle famiglie, riconoscendo che esistono famiglie missionarie; e anche come i malati e gli anziani partecipano attivamente come missionari nelle loro circostanze afferma il direttore delle POM peruviane . “In particolare, nei nostri Paesi viene valorizzato e promosso il volontariato missionario, così come il lavoro continuo di pastorale vocazionale”.<br />L’iniziativa è rivolta agli animatori e operatori pastorali, ai giovani, agli insegnanti e a tutti coloro che desiderano approfondire la comprensione dell'identità, della missione e dell'azione evangelizzatrice delle POM, rafforzando il loro servizio alla Chiesa e all'annuncio del Vangelo.<br />“Tutto questo sforzo – conclude padre Purizaca - mira a presentare e comprendere la Chiesa nella sua dimensione essenzialmente missionaria, alla luce dell'esperienza delle Pontificie Opere Missionarie. Lo scopo è renderci tutti più consapevoli del significato dei territori di missione per la nostra amata Chiesa cattolica”.<br /> <br /><br /><br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="httpS://www.fides.org/it/attachments/view/file/WhatsApp-Image-2025-12-22-at-12.35.pdf">locandina</a>Fri, 23 Jan 2026 11:51:48 +0100ASIA/MYANMAR - Apre una nuova chiesa in mezzo al conflitto: un segno di fede e di speranzahttps://fides.org/it/news/77279-ASIA_MYANMAR_Apre_una_nuova_chiesa_in_mezzo_al_conflitto_un_segno_di_fede_e_di_speranzahttps://fides.org/it/news/77279-ASIA_MYANMAR_Apre_una_nuova_chiesa_in_mezzo_al_conflitto_un_segno_di_fede_e_di_speranzaMyitkyina - La benedizione di una nuova chiesa cattolica e di una grotta con la statua della Madonna di Lourdes, la "Regina pacis", sono un avvenimento speciale nella diocesi di Myitkyina, capitale dello stato Kachin, nel nord del Myanmar. Nella guerra civile in corso, il territorio circostante è teatro di violenti scontri tra l'esercito regolare e le formazioni delle milizie etniche kachin, con grande sofferenza della popolazione civile e un crescente numero di sfollati. <br />In questo contesto la costruzione e l'apertura di un edificio di culto per i fedeli cattolici, avvenuta il 13 gennaio scorso, ha un valore particolare: sottolinea che "i fedeli sono chiamati, nel tempo della crisi e della tribolazione, a essere comunità pietre vive, come dice l'apostolo Pietro nella prima lettera", ha detto il Vescovo di Myitkyina,, John Mung Ngawn La Sam, benedicendo la nuova chiesa di San Giovanni nel quartiere Takkone Htoi San, nella capitale Myitkyina.La nuova chiesa si era resa necessaria per la significativa espansione per la comunità cattolica locale nella diocesi, che conta, nel complesso, oltre 95mila fedeli.<br />All'evento hanno partecipato il cardinale Charles Bo, il Vescovo Noel Saw Naw Aye, il Vescovo Francis Than Htun e il Vescovo Raymond Wai Lin Htun, che sono i tre vescovi ausiliari dell'Arcidiocesi di Yangon, insieme a numerosi fedeli locali.<br />Parlando ai fedeli, il cardinale Bo ha riflettuto sul significato spirituale della nuova chiesa, dedicata a San Giovanni Evangelista, ricordando che "la vera Chiesa è fatta dal Popolo di Dio che cammina nella luce del Signore", descrivendo la nuova chiesa come "una futura casa di preghiera, conforto e perdono, e un luogo da cui la comunità viene inviata a donare il Vangelo". "Le mura della chiesa - ha ricordato il Cardinale - non hanno lo scopo di confinare la comunità, ma di custodirla e nutrirla perchè possa essere testimone di amore, pace e giustizia nel mondo".<br />La comunità di Htoi San è composta da 154 famiglie cattoliche per un totale di 902 fedeli, assistiti da due catechisti. La chiesa di San Giovanni, e la Grotta della Regina della Pace, dove i battezzati si recano a recitare il Rosario e invocare la protezione della vergine, "sono simboli concreti di una fede che resta viva nel conflitto, mentre il popolo Kachin lotta per la giustizia e la pace", ha concluso il Vescovo La Sam. <br />Secondo fonti di Fides nell'area, le famiglie kachin in una fase di acuta crisi sociale , organizzano costantemente incontri di preghiera nelle case, per sostenersi a vicenda e mantenere viva la fede nella quotidianità. "Vi sono preghiere di ringraziamento, suppliche per la prosperità, la buona salute per la pace. Poi, vi sono preghiere, canti di adorazione, la lettura del Vangelo, e la condivisione delle proprie riflessioni sulla lettura. A volte si recita il Rosario. Sono momenti spiritualmente molto intensi e fecondi per tenere viva la speranza", testimonia Michael Javier, missionario laico di san Colombano in Myanmar. <br /> Fri, 23 Jan 2026 08:36:03 +0100AFRICA/COSTA D’AVORIO - I Vescovi danno il via alla creazione dell’Università cattolica della Costa d’Avoriohttps://fides.org/it/news/77277-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_danno_il_via_alla_creazione_dell_Universita_cattolica_della_Costa_d_Avoriohttps://fides.org/it/news/77277-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_danno_il_via_alla_creazione_dell_Universita_cattolica_della_Costa_d_AvorioAbidjan – La creazione dell’Università cattolica della Costa d’Avorio e di un centro di ritiro spirituale per sacerdoti. Sono queste i due principali temi al centro dei lavori della 128esima Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio, che si tiene dal 20 al 25 gennaio a San Pedro.<br />L’Assemblea si è aperta il 20 gennaio alla presenza del Nunzio Apostolico in Costa d'Avorio, Mons. Mauricio Rueda Beltz, e del Cardinale Ignace Bessi Dogbo, Arcivescovo Metropolita di Abidjan, con una messa presieduta da Mons. Mgr Marcellin Yao Kouadio, Vescovo di Daloa e Presidente della CECCI .<br />Nella sua omelia Mons. Kouadio ha espresso profonda preoccupazione per l'evoluzione della democrazia in diversi Stati africani, facendo riferimento a "un'indipendenza sotto tutela e una sovranità confiscata". "Si tenta di imitare i modelli democratici occidentali in un contesto segnato da violenza, predazione economica e ingerenza" ha sottolineato ricordando i diversi casi nei quali "l'accesso al potere avviene attraverso l'illegalità, la frode elettorale o il bracconaggio”. "I vincitori fraudolenti vengono congratulati e celebrati a spese del verdetto delle urne", ha deplorato, lanciando un appello urgente a chi detiene il potere affinché sia "una benedizione per il popolo che afferma di rappresentare".<br />Una delle tematiche analizzate dai Vescovi, è proprio la situazione sociopolitica del Paese anche alla luce delle elezioni presidenziali e politiche tenutesi nel 2025.<br />Sul piano ecclesiale la CECCI si sofferma sulla creazione dell’Université Catholique de Côte d’Ivoire un progetto che era stato presentato alla 126esima Plenaria del gennaio 2025. L’Università verrà creata sotto la direzione dall'Accademia Cattolica della Costa d'Avorio . <br />Thu, 22 Jan 2026 12:20:04 +0100ASIA/MACAO - La Diocesi di Macao celebra il Giubileo dei 450 anni dalla sua erezionehttps://fides.org/it/news/77276-ASIA_MACAO_La_Diocesi_di_Macao_celebra_il_Giubileo_dei_450_anni_dalla_sua_erezionehttps://fides.org/it/news/77276-ASIA_MACAO_La_Diocesi_di_Macao_celebra_il_Giubileo_dei_450_anni_dalla_sua_erezioneMacao – Venerdì 23 gennaio, alle 19, nella cattedrale dedicata alla Natività di Nostra Signora viene celebrata la solenne liturgia che apre il programma di festeggiamenti e iniziative in occasione dei 450 anni dalla erezione della diocesi di Macao. <br />Il programma di festeggiamenti coinvolge le nove parrocchie, dove venerdì viene anche accesa la “Lux Vera” e si tiene una veglia di preghiera. <br />L’Anno giubilare indetto per i 450 anni di cammino della diocesi si concluderà il 23 gennaio 2027. <br />Macao ha ricoperto un ruolo chiave nella missione evangelizzatrice in Estremo Oriente: ponte tra Oriente e Occidente centro propulsivo per le opere di carità e iniziative decisive sul terreno dell’istruzione e della cultura. <br />Durante l’Anno giubilare, chi si recherà alla parrocchia di San Giuseppe del Seminario diocesano in pellegrinaggio potrà ottenere l'indulgenza plenaria concessa dalla Penitenzieria Apostolica, assolvendo le tradizionali condizioni richieste. <br />La Lettera Pastorale scritta dal Vescovo di Macao per l’anniversario dei 450 anni della erezione della diocesi si intitola “Da Macao al mondo: 450 anni di missione e misericordia - Onorare il passato, creare il futuro; Testimoniare il patrimonio, missione nel mondo”. Nel testo, i vescovo Lee ripercorre la storia della diocesi di Macao esprimendo gratitudine per i missionari e tutti coloro che hanno custodito e trasmesso la fede degli Apostoli di generazione in generazione. <br />450 anni fa – si legge nel documento - “il Papa Gregorio XIII promulgò la bolla che istituì ufficialmente la diocesi di Macao. Da allora, Macao è diventata un importante centro della missione evangelizzatrice in Estremo Oriente. Numerosi sacerdoti diocesani, missionari provenienti da varie regioni, congregazioni maschili e femminili e istituti di vita consacrata — in particolare i missionari che un tempo partirono dal Portogallo verso l'Oriente — hanno preso Macao come base per diffondere il Vangelo nella Cina continentale, in Giappone, in Corea e in varie regioni del Sud-Est asiatico, tra cui Singapore, Malacca e Timor Est”. <br />Celebrare in modo solenne il 450° anniversario della diocesi, non serve a “esaltare glorie passate, ma per discernere, in Cristo, la strada da seguire”. “E’ un atto di memoria , in cui rendiamo grazie a Dio per la Sua opera di salvezza”.<br />Insieme a cerimonia inaugurale, venerdì vengono presentati anche i francobolli commemorativi del Giubileo. A metà anno si terrà l’inaugurazione del Centro Cattolico che sarà il nuovo punto di riferimento della diocesi e ospiterà due mostre speciali: “Riflettere sul passato, costruire il futuro” e “Testimoniare l'eredità, evangelizzare il mondo”. Il 28 novembre si terrà il festival della Giornata della Famiglia della Diocesi “Crescere insieme come famiglia” e il 5 dicembre l'Incontro Giovanile: “Camminare insieme, salpare di nuovo”. <br />Nel secondo trimestre sono in programma il Simposio: “L'educazione cattolica - ieri, oggi e domani” e una tavola rotonda dei direttori scolastici nell’ambito dello scambio accademico.<br />Fin dalla sua fondazione, la diocesi di Macao ha venerato Santa Caterina da Siena e San Francesco Saverio come suoi Santi Patroni, affermando anche in questo modo il proprio tratto missionario, insieme alla vocazione allo scambio culturale e alla promozione delle virtù morali, connotati che si ritrovano anche nel motto della diocesi “Scientia et Virtus” .<br />Oggi la diocesi conta 9 parrocchie, 28 istituti d’istruzione, centri Caritas e una casa editrice che cura anche la comunicazione. Oltre 70 sacerdoti e seminaristi insieme circa 130 suore offrono servizio pastorale ai circa 30 mila battezzati. <br /> <br />Thu, 22 Jan 2026 12:16:15 +0100L’Arcivescovo Sangalli alla camera ardente dello stilista Valentino Garavani per un momento di preghiera e raccoglimento insieme alla famigliahttps://fides.org/it/news/77278-L_Arcivescovo_Sangalli_alla_camera_ardente_dello_stilista_Valentino_Garavani_per_un_momento_di_preghiera_e_raccoglimento_insieme_alla_famigliahttps://fides.org/it/news/77278-L_Arcivescovo_Sangalli_alla_camera_ardente_dello_stilista_Valentino_Garavani_per_un_momento_di_preghiera_e_raccoglimento_insieme_alla_famigliaRoma - Tra le migliaia di persone che oggi hanno reso omaggio ai resti mortali dello stilista Valentino Garavani, venuto a mancare lunedì 19 gennaio all’età di 93 anni, c’è stata anche una autorevole delegazione del Dicastero per l’Evangelizzazione , composta dall’Arcivescovo Samuele Sangalli , da monsignor Sergio Bertocchi e da Suor Benedetta Chinellato. <br /><br />Il cosiddetto “Palazzo Valentino”, la sede romana della storica maison di moda e della Fondazione Garavani-Giammetti presso cui è stata allestita la camera ardente dello stilista, si trova in Piazza Mignanelli, adiacente al Palazzo di Propaganda Fide, storica sede del Dicastero missionario. <br /><br />I locali storici della Fondazione sono di proprietà del Dicastero dell'Evangelizzazione. La Fondazione ha sempre onorato con puntualità e correttezza i suoi impegni col Dicastero stesso. <br /><br />L’Arcivescovo Sangalli, Monsignor Bertocchi e Suor Chinellato, a nome del Dicastero missionario, hanno portato le condoglianze ai famigliari e allo storico collaboratore dello stilista, Giancarlo Giammetti. L’Arcivescovo Sangalli ha guidato un momento di preghiera e ha benedetto la bara. Monsignor Bertocchi rappresenterà il Dicastero alla messa per le esequie, che verrà celebrata venerdì 23 gennaio alle ore 11.00 presso la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma . <br /><br />Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto come Valentino, nasce a Voghera l’11 maggio nel 1932 e rappresenta una figura chiave dell'alta moda e del "Made in Italy". All’età di diciassette anni si trasferisce a Parigi dove studia nel prestigioso istituto l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne ed inizia a lavorare con alcune grandi firme della moda francese, nel 1959 presenta a Roma, dove fonda la sua maison di moda, la sua prima collezione. Il 1962 segna l’avvio ufficiale della lunga carriera di successo di Valentino Garavani, che presenta la sua collazione a Pitti Moda a Firenze, ricevendo un’accoglienza entusiasta.<br /><br />Stilista di fama mondiale, ha vestito celebrità e ha contribuito all'affermazione della moda italiana nel dopoguerra. Presente con le sue boutique in capitali come New York, Parigi e Tokyo, ha ricevuto moltissimi riconoscimenti e ha intrattenuto collaborazioni artistiche di altissimo livello, tra cui quella con Andy Warhol, che gli dedicò un ritratto. <br />Thu, 22 Jan 2026 16:11:05 +0100ASIA/FILIPPINE - "Mani inaridite dalla corruzione": i Vescovi in assemblea mentre nel paese è scontro politico tra clanhttps://fides.org/it/news/77274-ASIA_FILIPPINE_Mani_inaridite_dalla_corruzione_i_Vescovi_in_assemblea_mentre_nel_paese_e_scontro_politico_tra_clanhttps://fides.org/it/news/77274-ASIA_FILIPPINE_Mani_inaridite_dalla_corruzione_i_Vescovi_in_assemblea_mentre_nel_paese_e_scontro_politico_tra_clanQuezon City - Corruzione e ingiustizia sociale sono frutto di "mani inaridite" che sottraggono beni e risorse ai cittadini. Partendo dal racconto evangelico di Gesù che guarisce la mano inaridita di un uomo il Vescovo Dave Dean Capucao, della Prelatura territoriale di Infanta, a Est di Manila, ha indicato ai credenti "la necessità di affrontare le malefatte sistemiche anziché nascondersi". “Molte mani sono inaridite oggi perché il furto di fondi pubblici è diventato sistemico”, ha detto Capucao parlando nel corso di una messa concelebrata con gli altri Vescovi nella cattedrale di Cubao, a Quezon City, il 21 gennaio, in un seminario di riflessione e studio che ha preceduto la 131ª assemblea plenaria dei Vescovi filippine, prevista dal 23 al 26 gennaio. <br />Riferendosi alla corruzione, il Vescovo ha osservato che la rapina di fondi pubblici "lascia profonde ferite morali e sociali che richiedono pentimento e guarigione, non silenzio o scuse da parte dei leader religiosi e civili". La corruzione, ha aggiunto, danneggia sia la società sia il carattere morale delle persone coinvolte, ed è dunque urgente sradicare "le cause sociali e spirituali più profonde che mantengono le persone intrappolate nella povertà e nell'esclusione".<br />Mons. Capucao ha esortato anche i Vescovi e i responsabili ecclesiali a non essere "amministratori distaccati", focalizzati sulle regole, "ignorando le comunità sofferenti, colpite dalla fame, dalla disuguaglianza e dall'abuso di potere". Il Vescovo ha ricordato che la comunità ecclesiali è chiamata ad affrontare attivamente l'ingiustizia, schierandosi dalla parte degli emarginati, contrastando corruzione e disuguaglianza "con azioni decise e compassionevoli".<br />L'assemblea dei Vescovi delle Filippine si tiene mentre il paese è scosso da un crisi sociale politica che investe le istituzioni. Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. affronta una denuncia di impeachment per accuse di corruzione e alle modalità dell'arresto dell'ex presidente Rodrigo Duterte, oggi in carcere per un mandato della Corte Penale Internazionale. Secondo gli analisti, è improbabile che la richiesta di impeachment contro il presidente Marcos abbia successo, ma potrebbe comunque danneggiare la sua reputazione.<br />Anche la vice presidente Sara Duterte sta affrontando nuove accuse di abuso di fondi pubblici e corruzione, mosse da un gruppo della società civile, dopo che, lo scorso anno, una denuncia di impeachment contro la vicepresidente è fallita dopo essere stata dichiarata "incostituzionale". <br />Secondo gli osservatori, la vicenda è segno che la politica nazionale si dirige verso una nuova ondata di faide intestine, soprattutto per la lotta di potere tra i clan Marcos e Duterte. "La annosa questione della corruzione, centrale oggi nel dibattito pubblico, soprattutto relativa al controllo dei progetti per prevenire le alluvioni, viene fortemente politicizzata", conferma in un colloquio con l'Agenzia Fides p. Pedro C. Quitorio, direttore dell'Ufficio per i mass media nella Conferenza episcopale delle Filippine. "I Vescovi parlano della questione morale in numerose occasioni - osserva p. Quitorio- , nelle loro omelie, come è avvenuto durante il grande raduno per la festa del Nazareno Nero nella Basilica di Quiapo, a Metro Manila, che ha riunito centinaia di migliaia di fedeli", ricorda. "Anche all'assemblea della Conferenza episcopale questo sarà sicuramente uno dei temi oggetto di dibattito", rileva, in quanto "la questione attiene la sfera morale e spirituale di ogni cittadino, dei politici, di ogni comunità, della nazione", nota.<br /> Thu, 22 Jan 2026 12:00:29 +0100AFRICA/CONGO RD - “Il nostro dolore e le nostre speranze contano. Grazie Santo Padre” dice una missionaria nell’est del Congohttps://fides.org/it/news/77273-AFRICA_CONGO_RD_Il_nostro_dolore_e_le_nostre_speranze_contano_Grazie_Santo_Padre_dice_una_missionaria_nell_est_del_Congohttps://fides.org/it/news/77273-AFRICA_CONGO_RD_Il_nostro_dolore_e_le_nostre_speranze_contano_Grazie_Santo_Padre_dice_una_missionaria_nell_est_del_CongoKinshasa – “È stata une bella sorpresa sentire che tra tante situazioni difficili, domenica 18 gennaio il Papa ha rivolto il suo pensiero e le sue parole proprio agli sfollati dell’est della Repubblica democratica del Congo, specialmente ai circa duecentomila ammassati in Burundi in campi profughi, sotto teli di fortuna, alle prese con la stagione delle piogge, la penuria di cibo e di cure, con morti quotidiani” dice all’Agenzia Fides suor Teresina Caffi, missionaria saveriana nel Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo.<br />Dopo l’Angelus di domenica 18 gennaio Papa Leone XIV aveva detto: “Oggi desidero ricordare in particolare le grandi difficoltà che soffre la popolazione dell’est della Repubblica Democratica del Congo, costretta a fuggire dal proprio Paese, specialmente verso il Burundi, a causa della violenza e ad affrontare una grave crisi umanitaria. Preghiamo affinché tra le parti in conflitto prevalga sempre il dialogo per la riconciliazione e la pace.”<br />Suor Teresina sottolinea come la difficile situazione nell’est della RDC è da sempre nel cuore del Santo Padre. “Nel novembre scorso – ricorda la missionaria saveriana- salutandola al termine di un’udienza, il Papa aveva assicurato alla presidente in esilio dell’Ufficio di coordinazione della Società civile del Sud-Kivu, Néné Bintu Iragi , di portare la RDC nel suo cuore e nella sua preghiera”.<br />“Essere nominati, in questo mondo, significa esistere, meritare attenzione, dignità. Penso che così le parole del Papa siano risuonate nelle orecchie e nel cuore dei Congolesi che le hanno ascoltate: il nostro dolore, la nostra speranza contano!” rimarca suor Teresina.<br />La missionaria conclude sottolineando il ruolo dei mezzi d’informazione nel tenere alta l’attenzione sul conflitto dimenticato nella parte orientale della RDC: “La mia speranza è che l’appello del Papa sia un incoraggiamento ai mezzi di informazione a tornare a volgere la loro attenzione a questa lunga tragedia dell’est della RDC”. “Trent’anni di guerre ad alta e bassa intensità dovrebbero ormai permettere un’analisi lucida dei fatti e alimentare il coraggio di prese di posizione coerenti. Ciò che ancora manca, sia a livello locale, regionale, continentale e internazionale” conclude suor Teresina.<br />Nonostante gli annunci di accordi di pace la situazione nelle tre provincie orientali della RDC rimane drammatica. In particolare nel Sud Kivu i ribelli dell’M23 dopo averne conquistato il capoluogo Bukavu, il 16 febbraio si sono impadroniti di Uvira costringendo buona parte dei suoi abitanti a rifugiarsi nel confinante Burundi. <br />Thu, 22 Jan 2026 11:30:28 +0100ASIA/HONG KONG - Un “Concerto di benedizione” per Hong Kong a 80 anni dalla erezione della diocesihttps://fides.org/it/news/77272-ASIA_HONG_KONG_Un_Concerto_di_benedizione_per_Hong_Kong_a_80_anni_dalla_erezione_della_diocesihttps://fides.org/it/news/77272-ASIA_HONG_KONG_Un_Concerto_di_benedizione_per_Hong_Kong_a_80_anni_dalla_erezione_della_diocesiHong Kong – Il Governatore di Hong Kong è convinto che la diocesi di Hong Kong continuerà a dare suo contributo collaborando con il governo della regione amministrativa speciale e i cittadini per promuovere l'armonia sociale e comunione, mentre Hong Kong si trova a vivere un passaggio cruciale nel suo cammino volto a rafforzare stabilità e prosperità. <br />E’ questo il messaggio espresse dal cattolico John Lee Ka-chiu, sesto chief executive della ex colonia britannica, in occasione del concerto eseguito domenica 18 gennaio nel quadro delle celebrazioni per l’80esimo anniversario della erezione della diocesi di Hong Kong. <br /><br />Due ex governatori – la signora Carrie Lam Cheng Yuet-ngor e Sir Donald Tsang Yam-kuen, anche loro di fede cattolica, hanno preso parte al momento di musica e preghiera per la benedizione di Hong Kong intitolato “Love – a Spring of Hope”. <br /><br />Al concerto eseguito presso il concerto del Chater Garden hanno assistito anche il Cardinale gesuita Stephen Chow Sau-yan, Vescovo di Hong Kong, e il Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, il Cardinale Tarcisio Isao Kikuchi, Arcivescovo di Tokyo, il Vescovo di Essen Franz-Josef Overbeck, il Vescovo di Macao Stephen Lee Bun, il vescovo della diocesi californiana di San Jose Oscar Cantú, il Vescovo ausiliare della diocesi di Taipei Peter Chao Yungchi e membri autorevoli di altre confessioni cristiane. <br /><br />Durante il suo discorso, il Cardinale Chow ha affermato che la porta del Sacro Cuore di Gesù è sempre aperta per chiunque “abbia il cuore affaticato e oppresso”. Celebrando gli ottanta anni ci cammino diocesano – ha aggiunto - “ci auguriamo sinceramente che, attraverso quest’evento significativo permeato da un'atmosfera di preghiera, possiamo benedire Hong Kong, i nostri amati cittadini e la nostra città”.<br /><br />Nello stesso giorno, la Chiesa di Hong Kong ha celebrato anche il 60°, 50° e 25° anniversario di ordinazione sacerdotale di quattordici sacerdoti, insieme al 75°, 70°, 60°, 50° e 25° anniversario di voti religiosi di venticinque suore.<br />La diocesi di Hong Kong ha aperto la celebrazione giubilare degli 80 anni dalla sua erezione nella solennità dell’Immacolata Concezione, lo scorso 8 dicembre. Durante l’anno la diocesi ospiterà una serie di eventi celebrativi, tra cui una retrospettiva sulla storia della Chiesa a Hong Kong, l'ascolto delle voci dei giovani e la promozione dell’opera apostolica affidata alla comunità locale.<br /> <br />Wed, 21 Jan 2026 12:56:55 +0100ASIA/INDIA - I cristiani indiani "tra ricca diversità e reale divisione": l'impegno per la pace nella Settimana di preghiera per l'unitàhttps://fides.org/it/news/77271-ASIA_INDIA_I_cristiani_indiani_tra_ricca_diversita_e_reale_divisione_l_impegno_per_la_pace_nella_Settimana_di_preghiera_per_l_unitahttps://fides.org/it/news/77271-ASIA_INDIA_I_cristiani_indiani_tra_ricca_diversita_e_reale_divisione_l_impegno_per_la_pace_nella_Settimana_di_preghiera_per_l_unitaSrikakulam - Riaffermando l'impegno della Chiesa per l'unità, la pace e la comprensione reciproca tra le confessioni cristiane, la comunità cattolica nella diocesi di Srikakulam - nello stato indiano dell'Andhra Pradesh, in India Orientale - sta vivendo la Settimana di Preghiera per l'Unità dei cristiani con intensità spirituale, coinvolgendo in momenti liturgici, di riflessione e di incontro i fedeli di tutte denominazioni cristiane del territorio. <br />In un incontro ecumenico tenutosi ieri, 20 gennaio, con la partecipazione di oltre 200 fedeli , il Vescovo di Srikakulam, mons. Vijaya Kumar Rayarala, PIME, ha voluto rimarcare la crescente importanza dell'impegno ecumenico nell'attuale contesto ecclesiale e sociale. I presenti hanno riflettuto sulla chiamata a "costruire ponti di armonia e cooperazione tra i cristiani, soprattutto in mezzo alle sfide che oggi le comunità di fede affrontano in India", ha detto.<br />Un'attenzione particolare è stata rivolta a "Nostra Aetate", il documento del Concilio Vaticano II che promuove il dialogo, il rispetto e la coesistenza pacifica. Il documento è stato presentato come particolarmente rilevante nel rispondere agli attuali problemi che spesso vedono i fedeli cristiani indiani divisi da incomprensioni e mancanza di unità anche nel rispondere alle questioni fondamentali che li accomunano, come il rapporto con le istituzioni statali o come la violenza subìta nella società,.<br />Rileva il missionario Verbita p. John Singarayar SVD, antropologo e sociologo: "La Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani appare particolarmente urgente ora, in una nazione di oltre 1,3 miliardi di persone, dove i cristiani costituiscono una minoranza vivace che si muove tra una ricca diversità e una reale divisione".<br />Prosegue il sacerdote: "Il tema di quest'anno, tratto da Efesini 4,4, parla direttamente al cuore: 'Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione'. Le parole di San Paolo ci ricordano che l'unità non si costruisce attraverso strategie o negoziazioni: è un dono, radicato nello Spirito che infonde vita nella Chiesa. Eppure è anche una chiamata che esige qualcosa da noi: la disponibilità a perdonare e il coraggio di camminare insieme quando le differenze si fanno acute".<br />"Per i cristiani indiani - rileva il missionario Verbita - questo messaggio ha un peso speciale. Le nostre comunità svolgono un servizio comune nutrendo gli affamati, educando i bambini, prendendosi cura dei malati e parlando a nome degli emarginati nei villaggi e nelle città. Eppure, le barriere della storia, della liturgia e della cultura spesso ci tengono separati. Dai cristiani siriani del Kerala, che affondano le loro radici nel I secolo, ai pentecostali che prosperano con un culto fervente, ai cattolici incentrati sulla profondità sacramentale, le nostre espressioni variano notevolmente. Queste differenze sono reali, ma sono preziose".<br />"La Settimana di Preghiera, infatti, non ci chiede di abbandonare ciò che rende ogni tradizione distintiva. Ci chiede di guardare oltre vecchie ferite e sospetti, di sostenerci a vicenda come una famiglia", spiega.<br />E, nella preghiera che viene elevata in hindi, tamil, malayalam e altre lingue del subcontinente, appare chiaro che "la chiamata all'unità raggiunge i credenti comuni nelle loro lingue madri. Questi momenti rafforzano la fiducia e ci ricordano che il nostro battesimo comune è più profondo di qualsiasi divisione".<br />Osserva p. p. John Singarayar: "L'unità dei cristiani offre una testimonianza silenziosa ma potente. In mezzo alle crescenti tensioni – notizie di attacchi alle chiese in vari stati, conflitti che mettono alla prova il dettato costituzionale di uguaglianza dell'India – i credenti che pregano insieme affermano che la fede fiorisce nel dialogo, e nella fraternità. E quando i Pastori delle diverse confessioni condividono il pulpito, essi sono un modello di riconciliazione per i giovani che si chiedono se il Vangelo parli ancora in una nazione e in un mondo frammentato". <br />I cristiani in India sono una minoranza di circa 28 milioni di fedeli su 1,3 miliardi di abitanti , con antiche radici che risalgono all'arrivo dell'apostolo Tommaso nel 52 d.C. In India oggi coesistono diverse confessioni cristiane , a loro volta suddivise in denominazioni e riti differenti. I cattolici indiani sono divisi in comunità di tre riti: latino, siro-malabarese, siro-malankarese.<br /> Wed, 21 Jan 2026 11:31:44 +0100AFRICA/NIGERIA - Confermato il rapimento di 177 cristiani; "nessun cattolico tra i rapiti" riferisce l’Arcivescovo di Kadunahttps://fides.org/it/news/77270-AFRICA_NIGERIA_Confermato_il_rapimento_di_177_cristiani_nessun_cattolico_tra_i_rapiti_riferisce_l_Arcivescovo_di_Kadunahttps://fides.org/it/news/77270-AFRICA_NIGERIA_Confermato_il_rapimento_di_177_cristiani_nessun_cattolico_tra_i_rapiti_riferisce_l_Arcivescovo_di_KadunaAbuja – Le autorità nigeriane confermano il sequestro di massa di quasi 200 fedeli da alcune chiese avvenuto domenica 18 gennaio nella Kurmin Wali, nella Local Government Area di Kajuru nello Stato di Kaduna. Dopo aver negato con forza l’accaduto , il portavoce della polizia federale Benjamin Hundeyin, ha riconosciuto che l’iniziale smentita delle autorità dello Stato di Kaduna, era volto “a prevenire panico inutile mentre i fatti venivano accertatati”. “Tali dichiarazioni, che da allora sono state ampiamente fraintese, non costituivano una negazione dell'incidente, ma una risposta ponderata in attesa della conferma dei dettagli sul campo, tra cui l'identità e il numero delle persone coinvolte” aggiunge il portavoce della polizia. “Successive verifiche da parte delle unità operative e delle fonti di intelligence hanno confermato che l'incidente si è effettivamente verificato”.<br />Secondo quanto riferito all’Agenzia Fides nella tarda serata di ieri, 20 gennaio, dall’Arcivescovo di Kaduna, Mons. Mons. Matthew Man-Oso Ndagoso, in base alle informazioni a sua disposizione, domenica 18 gennaio sono stati rapiti 176 fedeli di due chiese della Chiesa dei Serafini e dei Cherubini ). Non ci sono cattolici tra i cristiani rapiti. Il sequestro di massa, precisa l’Arcivescovo, si è verificato in villaggi molto remoti e le informazioni provenienti da quelle zone sono molto difficili da verificare. <br />La Christian Association of Nigeria , l’organizzazione ecumenica che riunisce le confessioni cristiane compresa la Chiesa cattolica, che aveva dato la notizia del rapimento, ha pubblicato i nomi delle 177 persone rapite . <br />Wed, 21 Jan 2026 09:20:28 +0100EUROPA/RUSSIA - Nella cattedrale cattolica a Mosca si prega per l’unità dei cristianihttps://fides.org/it/news/77269-EUROPA_RUSSIA_Nella_cattedrale_cattolica_a_Mosca_si_prega_per_l_unita_dei_cristianihttps://fides.org/it/news/77269-EUROPA_RUSSIA_Nella_cattedrale_cattolica_a_Mosca_si_prega_per_l_unita_dei_cristianiMosca – “L’unità non è utopia. Solo un fatto reale può permettere di superare le divisioni”. Così l’Arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, Paolo Pezzi, ha parlato martedì 20 gennaio, durante il momento di preghiera organizzato presso la cattedrale cattolica, nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani . Alla celebrazione erano presenti anche i rappresentanti di diverse comunità ecclesiali protestanti. <br /><br />“La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è una sfida, innanzitutto per noi cattolici, perché pregare per l’unità è possibile solo se noi facciamo già in qualche modo esperienza di questa unità in Cristo”, ha osservato l’arcivescovo a colloquio con l’Agenzia Fides. “Per farne esperienza − ha affermato − occorre sperimentare l’amore di Cristo, l’amore che, donato dal Padre, legava Gesù e i discepoli, così come tutti quelli che crederanno per la parola degli Apostoli. In secondo luogo, è una sfida per la società: se viviamo questo amore, questa unità, allora essa si diffonde e, se si diffonde, non è possibile restare indifferenti, occorre prendere posizione. E le posizioni possono essere due: accogliere questa unità, e così si creano relazioni e ponti; oppure rifiutarla, arrivando a violenze e persecuzioni. Accade così quando non si accetta il fatto che Dio si immischia con la realtà umana. Mentre l’unità col Padre, il Figlio e lo Spirito Santo può essere sperimentata anche in mezzo a brutture, conflitti e divisioni, rendendo possibile testimoniare l’amore in mezzo a tutto questo”.<br /><br />Il 24 gennaio, presso la parrocchia cattolica dei Santi Pietro e Paolo, è previsto un momento di preghiera per l’unità dei cristiani realizzato da e per i giovani cristiani della capitale russa. <br /><br />La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si svolge nell’emisfero Nord tra il 18 e il 25 gennaio e nell’emisfero Sud in altre date variabili. I testi di riferimento per le celebrazioni del 2026 sono stati curati dal Dipartimento per le relazioni interconfessionali della Chiesa apostolica armena. Il tema per la settimana di preghiera 2026 è tratto dalla Lettera di San Paolo agli Efesini: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” . Wed, 21 Jan 2026 23:40:15 +0100AFRICA/MOZAMBICO - Alluvioni nella regione: “la gente è stanca, sta morendo per fame, povertà, calamità naturali e malattie”https://fides.org/it/news/77268-AFRICA_MOZAMBICO_Alluvioni_nella_regione_la_gente_e_stanca_sta_morendo_per_fame_poverta_calamita_naturali_e_malattiehttps://fides.org/it/news/77268-AFRICA_MOZAMBICO_Alluvioni_nella_regione_la_gente_e_stanca_sta_morendo_per_fame_poverta_calamita_naturali_e_malattieMaputo - Il Mozambico sta affrontando una delle peggiori inondazioni degli ultimi anni, che hanno colpito oltre 600 mila persone, più della metà delle quali bambini. Oltre 50 mila persone sono state costrette a fuggire dalle loro case e sono ora ospitate in 62 centri temporanei, molti dei quali sovraffollati. Secondo l’Unicef questo può essere l’inizio di qualcosa di più grande e peggiore perchè il paese sta entrando nella stagione annuale dei cicloni.<br /><br />“Il problema delle alluvioni si è ulteriormente aggravato con l’apertura della 4 porte della diga di Massingiri, provincia di Gaza. E’ come se avessero aperto un mare in una città. Tutto è andato sommerso. I responsabili avrebbero dovuto prima individuare un canale di uscita così da arrecare meno danni possibile alla popolazione”. Lo dice all’Agenzia Fides una missionaria Comboniana impegnata a Maputo. “La gente è stanca – prosegue suor Maria – sta morendo per la fame, per la povertà, per le calamità naturali e per le malattie… Siamo senza medicinali perché il camion del Ministero della Sanità è rimasto bloccato. La strada da sud a nord è interrotta, non si può passare, ci sono voragini di metri! E mi domando perché non mandano i farmaci via aerei o con le barche?”<br /><br />“Mancano anche i medicinali per i diabetici che io seguo quotidianamente – rimarca la missionaria che segue i malati di cardiologia nell’ospedale che attende tutto il Nord del Mozambico. Ho chiamato il direttore del deposito esortando a cercare altri mezzi per portare i farmaci e di non indugiare troppo. Comunque sarà quello che il Signore vuole. Io sono stanca di vedere soffrire la gente. Ogni giorno portano bambini in condizioni gravissime. Uno è arrivato e mi ha detto: suora sono venuto da solo perché il mio papà non può attraversare la strada, con l’acqua è crollato il ponte e non si passa con la canoa. Gli ho risposto che ha fatto bene a venire lui. Ma tutti gli altri che fine faranno? Abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio”, conclude.<br /><br />La testimonianza della Comboniana fa eco al messaggio che l'arcivescovo di Maputo, João Carlos Hatoa Nunes, ha inviato esprimendo vicinanza alle famiglie colpite, invitando alla preghiera, alla solidarietà e all'impegno concreto della Chiesa e della società. Nel messaggio diffuso dalla Conferenza Episcopale Mozambicana, il Prelato riconosce il momento particolarmente doloroso che il Paese sta attraversando e afferma di sentirsi chiamato, come Pastore della Chiesa, a offrire una parola di consolazione, vicinanza e incoraggiamento, sottolineando che "il dolore del nostro popolo è reale, concreto e grida compassione".<br /><br />L'arcivescovo esorta all'unità spirituale e umana, chiedendo forza per chi ha perso tutto e coraggio per quanti si dedicano ad aiutare le vittime. Ricorda inoltre che la fede cristiana non si limita a gesti esteriori, ma richiede ascolto, discernimento e impegno responsabile verso i più vulnerabili e la cura della casa comune. Nunes mette inoltre in guardia dalla necessità di evitare discorsi divisivi e accuse sterili, invocando invece un tempo di consapevolezza, conversione e impegno, in cui la fede si traduca in gesti concreti di amore e solidarietà. A tale riguardo rimarca la campagna di sostegno della Caritas Arcidiocesana di Maputo e incoraggia parrocchie e comunità a mobilitarsi per alleviare le sofferenze dei più vulnerabili. Oltre all'aiuto immediato, richiama la responsabilità nella cura della casa comune e nella ricostruzione di relazioni e atteggiamenti, affinché il Mozambico diventi più solidale e preparato ad affrontare future calamità, confidando sempre nella protezione di Dio e nella forza della speranza. Il presule ha esortato ad intervenire in aiuto alle molte persone hanno perso case, beni e persino familiari, vivendo uno dei momenti più dolorosi degli ultimi tempi.<br /><br />Il Mozambico è un Paese di bambini e giovani. Più di 17 milioni di persone hanno meno di 18 anni e l’età media è di soli 17 anni. L’UNICEF chiede che si agisca il prima possibile per evitare il peggio.<br /><br /> <br />Wed, 21 Jan 2026 16:40:42 +0100Le Chiese di Terra Santa e il “sionismo cristiano”https://fides.org/it/news/77267-Le_Chiese_di_Terra_Santa_e_il_sionismo_cristianohttps://fides.org/it/news/77267-Le_Chiese_di_Terra_Santa_e_il_sionismo_cristianoGerusalemme – Fa riferimento alla “unità” e alla “rappresentazione” delle comunità cristiane di Terra Santa il titolo dell’ultima dichiarazione congiunta diffusa dal Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme. Titolazione sfumata per un pronunciamento che tocca con risolutezza un fenomeno avvertito con crescente preoccupazione in seno alle comunità ecclesiali di Terra Santa: l’iper-attivismo di gruppi e soggetti singoli connessi alle reti del “sionismo cristiano”.<br /> <br />Nella dichiarazione congiunta, che porta la data del 17 gennaio, Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme rivendicano, “davanti ai fedeli e al mondo, che il gregge di Cristo in questa terra è affidato alle Chiese Apostoliche, che hanno svolto il loro sacro ministero per secoli con incrollabile devozione”. Poi stigmatizzano “le recenti attività intraprese da individui locali che promuovono ideologie dannose, come il sionismo cristiano”. Attività che “traggono in inganno l'opinione pubblica, seminano confusione e danneggiano l'unità del nostro gregge”, e hanno anche “trovato sostegno tra alcuni attori politici in Israele e altrove”. Attori che a loro volta “cercano di promuovere un'agenda politica che potrebbe danneggiare la presenza cristiana in Terra Santa e nel Medio Oriente in generale”.<br /><br />Il pronunciamento di Patriarchi e Capi delle Chiese non contiene riferimenti diretti a sigle o persone, ma la descrizione del documento si attaglia perfettamente al modus operandi di gruppi come The Israeli Christian Voice , accreditati da soggetti politici dentro e fuori Israele come sigle rappresentative dei cristiani di Terra Santa.<br /><br /><br />“Rivendicare autorità al di fuori della comunione della Chiesa” hanno scritto i Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme “significa ferire l'unità dei fedeli e gravare sulla missione pastorale affidata alle Chiese storiche nella stessa terra in cui nostro Signore visse, insegnò, soffrì e risorse dai morti”. Per questo, attraverso la dichiarazione congiunta, hanno voluto riaffermare che “solo loro rappresentano le Chiese e il loro gregge nelle questioni relative alla vita religiosa, comunitaria e pastorale cristiana in Terra Santa”.<br /><br />The Israeli Christian Voice si definisce come un’associazione civile registrata in Israele e impegnata a tutelare gli interessi e il futuro della comunità cristiana locale. Il suo leader, il colonnello Ihab Shlayan, di recente è apparso accanto al Presidente israeliano Isaac Herzog nelle foto dell’incontro ufficiale tra il Capo di Stato e i Patriarchi e Capi delle Chiese, svoltosi il 12 gennaio 2026 per lo scambio di auguri di inizio anno. Ma “il peso reale di questa ‘Voce dei cristiani israeliani’ all’interno dell’opinione pubblica cristiana in Israele – nota su terrasanta.net Marie-Armelle Beaulieu - rimane difficile da valutare. Il gruppo non dispone di un radicamento ecclesiale riconosciuto, né di un chiaro sostegno pubblico da parte delle principali Chiese locali. Fino a che punto fanno testo gli oltre 18mila follower della sua pagina Facebook?” <br />Tue, 20 Jan 2026 13:15:13 +0100AMERICA/COSTA RICA - I vescovi in vista delle elezioni: formare le coscienze, illuminare con il Vangelo e risvegliare l'impegno civico dei fedelihttps://fides.org/it/news/77266-AMERICA_COSTA_RICA_I_vescovi_in_vista_delle_elezioni_formare_le_coscienze_illuminare_con_il_Vangelo_e_risvegliare_l_impegno_civico_dei_fedelihttps://fides.org/it/news/77266-AMERICA_COSTA_RICA_I_vescovi_in_vista_delle_elezioni_formare_le_coscienze_illuminare_con_il_Vangelo_e_risvegliare_l_impegno_civico_dei_fedeliSan José - La missione della Chiesa è "formare le coscienze, illuminare con il Vangelo e risvegliare l'impegno civico dei fedeli". Così i vescovi del Costa Rica in vista delle elezioni generali previste il prossimo 1 febbraio.<br /><br />In un messaggio congiunto i presuli del Paese si sono rivolti alla popolazione, in particolare ai giovani, rimarcando l'importanza del voto elettorale. Li hanno incoraggiati ad una partecipazione "responsabile e consapevole" come mezzo per combattere l'astensione e considerare il processo elettorale un momento chiave per la vita democratica del Paese. L’episcopato si è detto preoccupato per "l'elevato livello di astensione registrato nelle precedenti elezioni". Secondo i dati delle elezioni presidenziali del 2022, in cui è stato eletto l'attuale presidente, Rodrigo Alberto de Jesús Chaves Robles, 1.418.062 costaricani aventi diritto al voto non si sono recati alle urne, registrando il tasso di astensione più alto nella storia del Paese: il 40%.<br /><br />“Voi siete il presente del Costa Rica; votate con consapevolezza, con memoria, con speranza critica. Informatevi, dialogate, confrontate le proposte e pensate a chi ha maggiori necessità – si legge nella nota diffusa dalla Commissione Permanente della Conferenza Episcopale Costaricana . Come vostri pastori, vi diciamo: il Costa Rica ha bisogno della vostra prospettiva, della vostra energia, del vostro dissenso creativo e del vostro impegno. Cari giovani, i vostri pastori chiedono al Signore della vita e della storia di intercedere per voi, affinché possiate ereditare non stanchezza o disillusione, ma piuttosto il desiderio di partecipare, di prendervi cura di ciò che condividiamo e di credere che la democrazia può e deve essere rinnovata e rafforzata.<br /><br />Nel messaggio della CECOR i presuli si sono rivolti anche ai sacerdoti rimarcando che “l'esercizio del voto è un'espressione concreta di responsabilità civica, un mezzo legittimo per ricercare il bene comune ed espressione di una democrazia solida ed edificante. Vi esortiamo a incoraggiare il Popolo di Dio a informarsi, discernere e partecipare attivamente alle urne, ricordando che il futuro del Costa Rica si costruisce sull'impegno di oggi”.<br /><br />Il prossimo 1 febbraio verranno eletti il Presidente, che deve ottenere il 40% al primo turno se no si va al ballottaggio, e i membri del Parlamento. I candidati per la presidenza sono 20, tra cui 5 donne.<br /> <br />Tue, 20 Jan 2026 13:11:07 +0100AFRICA/NIGERIA - Le autorità dello Stato di Kaduna smentiscono il rapimento oltre 100 fedeli di alcune chiese cristianehttps://fides.org/it/news/77265-AFRICA_NIGERIA_Le_autorita_dello_Stato_di_Kaduna_smentiscono_il_rapimento_oltre_100_fedeli_di_alcune_chiese_cristianehttps://fides.org/it/news/77265-AFRICA_NIGERIA_Le_autorita_dello_Stato_di_Kaduna_smentiscono_il_rapimento_oltre_100_fedeli_di_alcune_chiese_cristianeAbuja – “La notizia è del tutto falsa, non abbiamo alcune evidenza di un tale attacco ha affermato Sule Shuaibu Commissario per la sicurezza interna dello Stato di Kaduna, smentendo di fronte alla stampa la notizia del rapimento di 163 fedeli. Il sequestro di massa sarebbe avvenuto domenica 18 gennaio a Kurmin Wali, una comunità nella zona di Kajuru nello Stato di Kaduna, mentre erano in corso funzioni religiose e una messa presso la Chiesa Evangelicale Winning All , un’altra comunità appartenente alla denominazione Cherubim ae Seraphim, e una parrocchia cattolica.<br />Dopo aver affermato che le autorità dello Stato di Kaduna hanno effettuato verifiche nell’area non trovando alcuna prova del rapimento di massa, Sule Shuaibu ha dichiarato che “non tollereremo la diffusione di simili false notizie”.<br />“I nostri uomini non hanno trovato alcun prova di attacchi e rapimenti di massa nella zona di Kajuru” ha dal canto suo dichiarato Muhammad Rabiu, capo della polizia di Kaduna, aggiungendo di ritenere che chi ha diffuso la falsa notizia mira a gettare lo Stato di Kaduna nel caos. Il Commissario di polizia, che ha parlato con i giornalisti dopo la riunione del Consiglio di sicurezza dello Stato tenutasi ieri 19 gennaio, ha sfidato coloro che hanno propalato la notizia falsa a fornire l’elenco dei nomi delle persone rapite.<br />La notizia del sequestro di massa era stata diffusa dal Presidente della the Northern Christian Association of Nigeria, John Hayab. Il Presidente della Christian Association of Nigeria Enoch Kaura ha però insistito nel riportare la veridicità del rapimento ed ha affermato che la CAN sta compilando un elenco delle persone rapite da presentare alle autorità. <br />Fonti della Chiesa cattolica contattate dall’Agenzia Fides affermano che la Conferenza Episcopale Nigeriana non ha ricevuto notizia dei rapimenti. <br />Tue, 20 Jan 2026 12:58:46 +0100AFRICA/UGANDA - Il Presidente Museveni rivendica l’arresto del sacerdote dato per scomparso a inizio dicembrehttps://fides.org/it/news/77264-AFRICA_UGANDA_Il_Presidente_Museveni_rivendica_l_arresto_del_sacerdote_dato_per_scomparso_a_inizio_dicembrehttps://fides.org/it/news/77264-AFRICA_UGANDA_Il_Presidente_Museveni_rivendica_l_arresto_del_sacerdote_dato_per_scomparso_a_inizio_dicembre<br />Kampala - “Rilasceremo padre Deusdedit Ssekabira solo se confessa la verità”. Lo ha affermato il 18 gennaio il Presidente ugandese Yoweri Museveni nel corso del suo discorso celebrante la vittoria elettorale nelle elezioni presidenziali del 15 gennaio .<br />Secondo Museveni il sacerdote arrestato dall’esercito con modalità illegali il 3 dicembre sarebbe legato al leader dell’opposizione Robert Kyagulanyi Ssentamu, detto Bobi Wine.<br />Secondo quanto riferito dallo stesso Presidente ugandese, in un incontro avuto con Mons. Serverus Jjumba, Vescovo di Masaka questi avrebbe sollecitato il Capo dello Stato a liberare il sacerdote. “Quando ho incontrato il vescovo Jjumba, qualche giorno fa, avevamo arrestato un sacerdote a Masaka perché era coinvolto con quelli di Kyagulanyi” afferma Museveni. “Volevano che lo rilasciassi, ma ho detto di no. Non possiamo rilasciarlo. Possiamo rilasciarlo se dicono la verità e smettono, perché il nostro interesse non è punirli, ma che smettano e non lo facciano mai più”.<br />Inizialmente padre Ssekabira era stato dato come scomparso, prima che l'esercito confermasse la sua detenzione per accuse di sovversione. In seguito il sacerdote è stato deferito al tribunale di Masaka più di due settimane dopo la sua scomparsa e accusato di riciclaggio di denaro il 23 dicembre, per poi essere rinviato a giudizio.<br />La Commissione elettorale ugandese ha dichiarato Museveni vincitore delle elezioni del 15 gennaio con il 71,65% dei voti, estendendo il suo mandato a quasi 40 anni, tra accuse di irregolarità, errori del dei sistemi di riconoscimento biometrici e un blackout di internet. Il suo nuovo mandato inizierà a maggio 2026. <br />Tue, 20 Jan 2026 11:12:02 +0100