AFRICA/SUDAN - Mons. Kussala: “L’uccisione di Padre Youhanna Al-Amin è una ferita per tutta la Chiesa”

martedì, 23 giugno 2026

Khartoum (Agenzia Fides) – “La morte violenta di un sacerdote mentre serve fedelmente il popolo di Dio è una tragedia che tocca il cuore stesso della Chiesa”, afferma Mons. Eduardo Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura-Yambio, in Sud Sudan, nel messaggio di condoglianze per la morte di Padre Youhanna Al-Amin, ucciso il 19 giugno a Kauda, sui Monti Nuba (vedi Fides 22/6/2026).

“Padre Youhanna non era semplicemente un parroco”, afferma Mons. Kussala. “Era un pastore, un servitore di speranza, un messaggero di pace e un testimone del Vangelo. La sua perdita è una ferita dolorosa per la diocesi di El Obeid, per la Chiesa in Sudan e per tutti noi che crediamo nella sacra dignità di ogni vita umana”.

“Come vescovi del Sudan e del Sud Sudan, uniti nella Conferenza Episcopale Cattolica del Sudan e del Sud Sudan, siamo solidali con la diocesi di El Obeid e con tutti coloro che piangono la scomparsa di Padre Youhanna Al-Amin”, prosegue Mons. Kussala.

Il Vescovo di Tombura-Yambio sottolinea che l’assassinio di Padre Youhanna “ci ricorda gli immensi sacrifici che sacerdoti, religiosi, catechisti e fedeli laici continuano a compiere in luoghi segnati da conflitti e insicurezza”. “Ci ricorda inoltre che la missione della Chiesa si svolge spesso in circostanze difficili, dove i servitori di Dio rimangono vicini al loro popolo nonostante i pericoli e le incertezze”. Per questo, scrive Mons. Kussala, “la testimonianza di Padre Youhanna parla eloquentemente di dedizione pastorale, coraggio e fedeltà a Cristo e al suo popolo”.

Ricordando la complessa situazione dei Monti Nuba, dove il sacerdote operava da decenni e dove è stato ucciso, Mons. Kussala sottolinea che “la Chiesa è rimasta vicina alla popolazione dei Monti Nuba durante le sue numerose prove”. “La sua missione è sempre stata quella di accompagnare chi soffre, curare le ferite, promuovere la riconciliazione, difendere la dignità umana e proclamare la speranza. Anche nei momenti più bui, la Chiesa continua a essere un segno che Dio non ha abbandonato il suo popolo”. (L.M.) (Agenzia Fides 23/6/2026)


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