Sudan Youhanna Al-Amin
Khartoum (Agenzia Fides) – Ucciso mentre rimaneva accanto ai fedeli affidati alle sue cure pastorali. Così è morto padre Youhanna Al-Amin, parroco da oltre trent’anni della chiesa di Kauda, nei Monti Nuba, in Sudan.
Secondo quanto riferito da Aiuto alla Chiesa che Soffre, che per prima ha diffuso la notizia, il sacerdote è stato ucciso il 19 giugno insieme al custode della parrocchia e a un’altra persona. In base a fonti locali citate dall’organizzazione, il triplice omicidio sembrerebbe essere un atto di rappresaglia nei confronti di padre Youhanna, che aveva denunciato il furto di medicinali custoditi nella parrocchia e destinati alla popolazione locale.
Il quotidiano online Sudan Now riporta testimonianze locali secondo cui a commettere il delitto sarebbero stati membri di una fazione dello Sudan People's Liberation Movement-North. Il giornale aggiunge alcuni particolari sulle altre due vittime: il responsabile del magazzino della parrocchia, del quale viene indicato soltanto il nome di battesimo, Yohanna, e il guardiano, identificato come John Lama.
Il triplice omicidio è avvenuto in un contesto di forti tensioni che perdurano da mesi. Da marzo, diverse aree dei Monti Nuba sono teatro di scontri interni tra fazioni legate all’SPLM-N, che hanno provocato lo sfollamento di centinaia di civili e un ulteriore aggravamento delle condizioni umanitarie della popolazione locale.
Alla base delle violenze vi sono dispute fondiarie che si trascinano da anni, oltre a controversie riguardanti i confini amministrativi nell’area di Otoro.
I dirigenti dell’SPLM-N accusano una parte della popolazione di essersi ribellata all’autorità del movimento che controlla la regione. I rappresentanti delle comunità locali, invece, sostengono che il movimento stia cercando di appropriarsi con la forza delle loro terre. Poiché Kauda rappresenta il principale centro dei Monti Nuba, la località è diventata uno degli epicentri delle tensioni.
L’SPLM-N è nato nel 2011, dopo l’indipendenza del Sud Sudan. Molti combattenti nuba appartenenti allo Sudan People's Liberation Movement/Army sono rimasti nel nord del Paese e hanno continuato a combattere il governo sudanese per questioni legate all’emarginazione delle popolazioni non arabofone, ai diritti fondiari e all’esclusione politica delle regioni periferiche.
Nel 2017 il movimento si è diviso in due principali fazioni: lo SPLM-N guidato da Abdelaziz al-Hilu, attivo soprattutto nei Monti Nuba, e lo SPLM-N guidato da Malik Agar, maggiormente presente nella regione del Nilo Azzurro.
(L.M.) (Agenzia Fides, 22 giugno 2026)