Khartoum (Agenzia Fides) –Un pastore anglicano è stato ucciso nei Monti Nuba, in un'area non lontana da quella in cui, lo scorso giugno, è stato assassinato il sacerdote cattolico padre Youhanna Al-Amin, parroco da oltre trent'anni della chiesa di Kauda (vedi Fides, 22 giugno 2026).
Il 24 luglio membri di una fazione scissionista del Sudan People's Liberation Army-North (SPLA-N) hanno assalito la località di Dabbi, nello Stato del Sud Kordofan. Durante l'attacco, il pastore Adel Idris Jongool della Episcopal Church of Sudan (ECS) è stato rapito e successivamente ucciso. I militanti hanno fatto irruzione nella comunità situata nei pressi del Korkel Theological College, il seminario anglicano che serve entrambe le diocesi dei Monti Nuba.
Gli assalitori hanno inoltre sequestrato decine di fedeli. Trentadue ostaggi sono stati rilasciati in momenti successivi, mentre altri risultano ancora dispersi.
La situazione di instabilità nei Monti Nuba si inserisce nel più ampio conflitto sudanese che vede contrapposte le Rapid Support Forces (RSF) alle Sudanese Armed Forces (SAF), sostenute da diverse milizie locali. Nella regione operano tuttavia anche almeno due gruppi indipendenti nati da successive scissioni dell'SPLA-N originario. Queste fazioni agiscono spesso in modo autonomo, anche se alcune si sono progressivamente allineate alle RSF o alle SAF.
L'SPLA-N nacque nel 2011, dopo l'indipendenza del Sud Sudan. Gli elementi settentrionali dello storico Sudan People's Liberation Movement/Army (SPLM/A), che aveva combattuto nella seconda guerra civile sudanese culminata con la secessione del Sudan meridionale, rimasero in Sudan e proseguirono la lotta armata contro il governo centrale di Khartoum.
Nel 2017 il movimento si divise in due principali fazioni: la SPLM-N (al-Hilu), guidata da Abdelaziz al-Hilu, e la SPLM-N (Agar), guidata da Malik Agar, che in seguito si è schierato con il governo.
La fazione di al-Hilu è la più consistente. Controlla vaste aree dei Monti Nuba, con Kauda come principale centro politico e militare, oltre ad alcune zone dello Stato del Nilo Azzurro. Si stima che disponga di circa 20.000 combattenti e che amministri i territori sotto il proprio controllo attraverso strutture di governo autonome, tra cui tribunali, sistemi di rilascio dei documenti d'identità e scuole.
La fazione di Agar, invece, si è allineata alle SAF e al governo di transizione insediato a Khartoum, combattendo sia contro le RSF sia contro il gruppo guidato da al-Hilu.
All'inizio dell'anno anche la fazione di al-Hilu è stata interessata da una nuova scissione, legata alle dinamiche tribali locali e scoppiata dopo violenti scontri per il controllo delle terre tra le tribù Otoro e Shwai. Circa 1.500 combattenti si sono ammutinati e si sono ritirati nelle aree montuose, dove hanno eretto posti di blocco e lanciato incursioni contro i villaggi locali.
Secondo fonti locali, il gruppo dissidente riceverebbe armi e sostegno da Khartoum, che da tempo farebbe ricorso a milizie tribali e forze paramilitari per indebolire gli avversari e mantenere in una condizione di instabilità permanente aree contese come i Monti Nuba. (L.M.) (Agenzia Fides 30/7/2026)