AFRICA/SOMALIA - Cresce tra la popolazione l'insicurezza alimentare, tra allarme siccità e lo spettro della carestia

martedì, 3 marzo 2026 carestia   malnutrizione   siccità   aiuti umanitari   aree di crisi  

© UNICEFSaid Fadhaye

Mogadiscio (Agenzia Fides) - Le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo allarme riguardante la crisi umanitaria in Somalia. Secondo le ultime statistiche della piattaforma IPC, che misura il fenomeno in tutto il mondo, il numero di persone affette da insicurezza alimentare acuta nei primi tre mesi del 2026 potrebbe raggiungere i sei milioni e mezzo di persone. Di queste, un milione e ottocentomila sarebbero bambini al di sotto dei cinque anni d’età, tra i quali quasi mezzo milione sarebbero colpiti da malnutrizione acuta.
Alla base di questo nuovo allarme c’è la siccità che ha colpito il Paese nella seconda metà del 2025, la quale ha interrotto un periodo di due anni in cui le piogge erano riuscite a far diminuire parzialmente il problema della carestia. Nel primo trimestre del 2025 infatti le persone affette da insicurezza alimentare acuta sono state tre milioni e quattrocentomila.
Ad essere principalmente colpiti sono pastori, agricoltori poveri e sfollati. Il problema infatti si interseca con le crisi interne del Paese, martoriato dal terrorismo jihadista e dall’instabilità politica. Le regioni più colpite dal fenomeno sono quelle centrali e quelle meridionali – regioni in cui la sussistenza è basata su agricoltura e pastorizia – mentre la regione settentrionale ne risente di meno. A contribuire ai problemi di alimentazione c’è anche l’aumento dei prezzi dei beni alimentari di importazione sui mercati e la riduzione degli aiuti internazionali, che a gennaio ha raggiunto solo il 17% delle persone bisognose. Per i prossimi mesi la situazione sotto questo punto di vista potrebbe addirittura peggiorare, con solo il 9% delle persone in stato di necessità raggiunte dagli aiuti.
La piattaforma IPC – Integrated Food Security Phase Classification – è uno strumento delle Nazioni Unite che misura il fenomeno dell’insicurezza alimentare. È diviso in cinque livelli: assenza di insicurezza alimentare, marcata insicurezza alimentare, insicurezza alimentare acuta, situazione di emergenza e carestia. Secondo i dati raccolti, attualmente in Somalia, su diciannove milioni di abitanti, un terzo si trova nella terza fase dell’IPC, e di questi quattro milioni si troverebbero alla quarta fase, quella emergenziale. L’emergenza potrebbe attenuarsi riguardo alla siccità entro il prossimo giugno altri fattori come l’insicurezza politica e sociale potrebbero mantenere l’insicurezza alimentare agli stessi livelli dei primi mesi dell’anno.
In mezzo ai tanti seri problemi che affliggono il Paese - con i rischi che pesano anche sulla sua integrità, vista la situazione nel Somaliland -, il governo di Mogadiscio si è riunito nelle scorse settimane per affrontare il problema della insicurezza alimentare. Il tema è stato affrontato in una serie di riunioni, alle quali hanno partecipato rappresentanti dei ministeri dell’Istruzione e della Cultura, dell’ufficio del Primo Ministro e dell’Agenzia per la Gestione dei Disastri (Sodma). Gli incontri non hanno portato a concrete soluzioni, e quelle suggerite non sembrano essere sufficienti per affrontare la crisi. Il direttore della Sodma Mahmoud Moallim Abdulle ha fatto appello alla popolazione della Somalia e ai membri della diaspora perché supportino le azioni contro la siccità con misure finanziarie. (CG) (Agenzia Fides 3/3/2026)


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