N’Djamena (Agenzia Fides) – La visione di Papa Giovanni Paolo II di “Chiesa famiglia di Dio” “Non si era semplicemente un ideale teologico, ma era una vera e propria mappa pastorale per un continente uscito dal colonialismo, dalle dittature e dalle divisioni, ma abitato da una fede viva e da una grande speranza”. Così nel suo discorso di apertura della 13esima Assemblea plenaria dell'ACERAC il Cardinale Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo di Kinshasa, ha reso omaggio all’Esortazione Apostolica Post-Sinodale Ecclesia in Africa, della quale si sono appena celebrati i 30 anni.
Il Cardinale Ambongo in qualità di Presidente del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SECAM/SCEAM) ha aperto i lavori dell’Assemblea plenaria dell’ACERAC (Associazione delle Conferenze Episcopali della Regione Centrafricana) che si tiene nella capitale del Ciad, N’Djamena, dal 25 gennaio al 1° febbraio, sul tema “Le sfide della Chiesa, Famiglia di Dio in Africa Centrale: 30 anni dopo Ecclesia in Africa”.
“Trent'anni fa, al termine del Sinodo speciale per l'Africa, Papa San Giovanni Paolo II offrì al nostro continente una visione profonda attraverso l'esortazione Ecclesia in Africa. In essa, invitava la Chiesa a essere pienamente Famiglia di Dio, una comunione radicata nell'amore, segnata dalla riconciliazione, animata dalla giustizia e impegnata per la pace” ricorda il Cardinale Ambongo. A 30 anni di distanza sottolinea “siamo invitati a riconoscere che questa visione non è affatto superata; al contrario, è più urgente che mai”.
“Trent'anni non sono solo un indicatore cronologico, ma un tempo di autoesame ecclesiale” continua il Cardinale. “Ci chiamano a discernere con chiarezza ciò che ha portato frutto – in particolare, la visione della Chiesa come Famiglia di Dio – e ciò che rimane fragile o incompiuto”. “Soprattutto, ravvivano l'urgenza della missione che ci è stata affidata: essere artigiani di riconciliazione, giustizia, pace e speranza, nella fedeltà al Vangelo e nel dialogo con le realtà concrete dei nostri popoli”.
Per questo il Cardinale Ambongo indica tre “priorità pastorali che da tempo guidano il nostro pensiero e che questa Assemblea è chiamata ad approfondire e strutturare ulteriormente”. La prima è la formazione di costruttori di pace (“I nostri seminari, le università cattoliche e le strutture di formazione laica devono i formare donne e uomini capaci di promuovere la pace, radicati nel Vangelo, nutriti dalla Dottrina sociale della Chiesa e dotati di competenze nel dialogo e nella trasformazione dei conflitti”). La seconda è il governo pastorale sinodale (“A livello diocesano e parrocchiale, siamo invitati a rafforzare i processi di ascolto, corresponsabilità e trasparenza, affinché la Chiesa cammini veramente unita come una famiglia, dove le decisioni siano prese in comunione”). Il terzo è l’impegno sociale profetico (“La Chiesa deve continuare a rafforzare le Commissioni Giustizia e Pace, promuovere l'educazione civica, sostenere le vittime della violenza e creare spazi di dialogo che contribuiscano alla riconciliazione e alla coesione sociale”). (L.M.) (Agenzia Fides 27/1/2026)