Rapporto Sipri 2026: il mercato delle armi aumenta nel mondo,e in Africa resta un mistero

lunedì, 16 marzo 2026 armi   guerre   geopolitica  

UN Photo/Stuart Price

di Cosimo Graziani

Stoccolma (Agenzia Fides) - È stato pubblicato il 9 marzo il rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) sull’andamento del mercato delle armi nel quinquennio 2021-2025.
Il rapporto rappresenta uno degli strumenti più utili per capire il mercato delle armi a livello internazionale e analizzare come questo è cambiato nel corso degli anni. Quest’ultima edizione in particolare riflette i cambiamenti avvenuti a seguito delle guerre in Ucraina, in Sudan e in Medio Oriente, dando un quadro generale del peggioramento delle relazioni internazionali in questi ultimi anni.
Secondo quanto riporta il rapporto, il mercato delle armi nel lustro 2021-2025 è aumentato del 9,2% rispetto ai cinque anni precedenti, confermando una crescente tendenza iniziata nel quinquennio 2001-2005.

Il Continente che ha aumentato di più le sue importazioni nel periodo preso in esame è l’Europa, dove le importazioni sono aumentate del 210%, trainate dal conflitto in Ucraina e dal riarmo dei Paesi europei. Negli altri la tendenza è negativa: in Africa le importazioni sono diminuite del 41%, in Asia e in Oceania del 20%, in Medio Oriente del 13%. Solo nelle Americhe l’aumento è stato del 12%.

Parlando dei singoli Paesi, l’Ucraina rappresenta il principale importatore al mondo con una percentuale del 9,2% sul totale e gli Stati Uniti il principale fornitore con il 42%.

Riguardo ai Paesi fornitori, si nota come Washington abbia incrementato la sua quota quasi di un terzo in questi anni: rispetto al periodo 2016-2020 le sue esportazioni sono aumentate del 27%. A seguire ci sono la Francia e la Russia rispettivamente con il 9,8 e il 6,8% delle esportazioni e una variazione del 21 e del -64%.
Tra i primi dieci Paesi esportatori cinque sono Paesi europei: oltre alla Francia e alla Russia sono presenti Germania, Italia – che segna l’aumento maggiore in termine di esportazioni con il 157% in più in cinque anni – Regno Unito e Spagna.

Tra gli altri primi dieci esportatori va registrata la presenza della Cina, di Israele e della Corea del Sud.

Tra i Paesi che hanno aumentato le loro esportazioni in questi anni la parte del leone l’ha fatta la Polonia. Varsavia rappresenta solo l’1% delle esportazioni mondiali, ma rispetto al 2016-2020, le sue esportazioni sono aumentate del 4.387%, con principale destinazione l’Ucraina, un dato che ben rappresenta la nuova postura securitaria della politica estera del paese.

Spostando l’attenzione sui Paesi importatori, tra i primi dieci oltre all’Ucraina ci sono Polonia – le cui importazioni aumentate dell’852% rappresentano l’altra faccia della medaglia della postura securitaria della sua politica estera – gli Stati Uniti, quattro Paesi dell’area Asia e Oceania e tre Paesi mediorientali. Interessante notare come tra queste due categorie ci sono al momento sono coinvolti in conflitti: il Pakistan con l’Afghanistan, il Qatar e l’Arabia Saudita con l’Iran. In questo caso l’aumento delle importazioni di armi è stato un segnale del peggioramento della situazione securitaria regionale.

Da queste due classifiche la grande assente sembra essere l’Africa, nonostante in questi ultimi cinque anni sia scoppiata una guerra in Sudan, la guerra civile nel Tigray, il conflitto interno in Repubblica Democratica del Congo sia peggiorato come anche la situazione securitaria nel Sahel.
Gli unici Paesi africani che si trovano classificati tra i principali importatori sono il Marocco al ventottesimo posto – con un aumento del 12% tra i due periodi analizzati – e l’Algeria al trentatreesimo, con una diminuzione del 78%.

Il problema del mercato delle armi in Africa, messo in risalto dal rapporto, è la segretezza degli accordi tra fornitori e importatori, che rende impossibile un calcolo accurato. Questo problema si riscontra sulle forniture all’Algeria, che ha concluso in questi anni un accordo di fornitura con la Russia di cui non si conoscono i termini, e alle parti in conflitto della guerra in Sudan.
La segretezza che avvolge il mercato delle armi in Africa rende possibile una previsione per i prossimi anni: lì dove sono presenti situazioni di crisi politica non è da escludere che possano scoppiare nuove guerre.(Agenzia Fides 16/3/2026)


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