Juba (Agenzia Fides) – Il Sud Sudan si avvia verso le elezioni del 22 dicembre dopo che, il 22 settembre, il presidente Salva Kiir ha sciolto il governo di unità nazionale di transizione e nominato un esecutivo provvisorio. Il provvedimento pone fine all’assetto di condivisione del potere istituito nell’ambito dell’Accordo rivitalizzato per la risoluzione del conflitto in Sud Sudan (R-ARCSS), firmato nel 2018 per porre fine alla guerra civile scoppiata nel 2013.
La decisione è arrivata il giorno dopo la firma, da parte di Kiir, delle modifiche alla legge elettorale che hanno rimosso alcuni dei precedenti requisiti per lo svolgimento delle elezioni, tra cui il completamento della Costituzione permanente e del censimento nazionale. Le nuove disposizioni consentono inoltre al Presidente di rimanere in carica, con i suoi poteri costituzionali, durante il periodo elettorale e fino all’insediamento del nuovo presidente eletto.
In reazione al decreto di scioglimento del governo di unità nazionale otto gruppi di opposizione e organizzazioni della società civile hanno inviato una lettera congiunta del 23 settembre, al Segretario esecutivo dell'IGAD Workneh Gebeyehu e al Presidente della Commissione dell'Unione Africana Mahmoud Ali Youssouf, nel quale affermano che l'Accordo rivitalizzato per la risoluzione del conflitto in Sud Sudan (R-ARCSS) è fallito come quadro di riferimento per la gestione della transizione politica del Paese.
L’IGAD ((Intergovernmental Authority on Development) è la comunità economica regionale della quale fanno parte Gibuti, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan, Uganda, Eritrea e Sud Sudan, che ha mediato l'Accordo rivitalizzato per la risoluzione del conflitto in Sud Sudan (R-ARCSS), firmato nel 2018. Il termine “rivitalizzato” si riferisce al fatto che la nuova intesa “rivitalizza” il precedente accordo del 2015 (ARCSS), fallito a causa della ripresa dei combattimenti tra il Presidente Salva Kiir e l'opposizione guidata da Riek Machar. Quest’ultimo che guida il movimento di opposizione Sudan People’s Liberation Movement-in-Opposition (SPLM-IO), rimane agli arresti domiciliari. È sotto processo per alto tradimento e omicidio, accuse che da lui respinte.
Ad allarme l’opposizione c’è pure il fatto che Kiir rimane Presidente durante il periodo di transizione verso le elezioni, avendo però la rimosso dalla loro cariche il primo vicepresidente e gli altri vicepresidenti. Di fatto trovandosi in una posizione di potere assoluto. Il Sud Sudan inoltre si avvia alle elezioni senza una Costituzione definitiva, come fatto notare da Mons. Santo Loku Pio Doggale, Vescovo ausiliare di Juba, che in un suo intervento aveva messo in guardia sul procedere al voto senza un censimento dell’elettorato e senza una carta costituzionale definita (vedi Fides 22/9/2026). Le elezioni generali sono previste per il 22 dicembre 2026. Saranno le prime elezioni nazionali del Sud Sudan dalla sua indipendenza, proclamata nel 2011; il voto, inizialmente previsto per il 2022, è stato rinviato più volte durante il periodo di transizione. (L.M.) (Agenzia Fides 24/9/2026)