ASIA/PAKISTAN - Addio a padre Mahboob Evarist, primo sacerdote cappuccino punjabi: una vita spesa per il Vangelo e l'inculturazione della fede

giovedì, 30 luglio 2026

OFM Cap Pakistan

P. Mahboob Evarist

Lahore (Agenzia Fides) - Ha abbracciato la vita eterna il 27 luglio 2026, all'età di 75 anni, padre Mahboob Evarist, primo sacerdote cappuccino di origine punjabi in Pakistan. La messa funebre è stata celebrata il 28 luglio nel convento di Santa Maria a Lahore, presieduta dall'Arcivescovo Khalid Rehmat, OFM Cap., Arcivescovo di Lahore, che ha reso un commosso tributo ai decenni di dedizione di padre Mahboob al ministero sacerdotale. Anche l'Arcivescovo Joseph Arshad, di Islamabad-Rawalpindi, ha ricordato con affetto il cammino condiviso con il frate scomparso, mentre padre Ajaz Bashir, OFM Cap., Custode della Custodia Cappuccina di Mariam Siddeeqa (la Provincia cappuccina del Pakistan), lo ha definito "una vera figura paterna e un amato fratello maggiore all'interno della fraternità". La liturgia funebre ha riunito un'ampia assemblea di sacerdoti diocesani e religiosi, religiose, autorità civili e sociali e innumerevoli fedeli laici, le cui vite sono state toccate dal suo umile servizio.
Il frate, ha ricordato l'Arcivescovo Rehmat, "ha incarnato lo spirito della 'minoritas' francescana, vivendo in profonda umiltà, gioiosa semplicità, autentica comunione fraterna e vigile preghiera, come un vero Poverello di Cristo nel cuore del Pakistan". "Socievole, allegro e profondamente perspicace, possedeva un carattere affascinante che metteva naturalmente le persone a proprio agio e favoriva profondi legami di fraternità", ha aggiunto.
Una testimonianza duratura della sua eredità artistica e spirituale si trova nella parrocchia del Santo Rosario a Faisalabad, dove progettò e costruì il Santuario della Beata Vergine Maria. Questa magnifica "grotta mariana" è oggi "un monumento vivente di fede, arte architettonica e profonda devozione mariana, che continuerà a ispirare generazioni di pellegrini", ha sottolineato.

"Nello spirito francescano, padre Mahboob coltivava anche un tenero amore per il creato di Dio, trovando l'armonia divina nelle piante e negli animali", osserva a Fides padre Lazar Aslam, OFM Cap., coordinatore della Commissione "Giustizia, pace ed ecologia" dei Cappuccini in Pakistan.
Padre Mahboob era anche uno scrittore di talento e un oratore eloquente. "Riservava una profonda attenzione alla lingua e alla cultura punjabi – ricorda padre Aslam –. Considerava le tradizioni culturali locali un canale privilegiato per l'incarnazione del Vangelo, intrecciando con maestria il colore regionale, i modi di dire e le tradizioni indigene nelle sue omelie, nei suoi scritti e nella sua cura pastorale, diventando così pioniere di un'autentica inculturazione della fede". "Padre Mahboob è rimasto un fedele testimone di Cristo in parole e opere, incarnando la bellezza della vita comunitaria, della preghiera contemplativa e della fraternità francescana, offrendo conforto ai poveri e ai più vulnerabili", osserva.

Padre Mahboob è stato sepolto nello storico cimitero dei Cappuccini di Sahowala, dove riposano numerosi missionari cappuccini belgi e altri religiosi, pakistani e stranieri, che hanno donato la loro vita all'annuncio del Vangelo nel Punjab.
In un excursus storico condiviso con Fides da padre Lazar Aslam, si ricorda che il 15 novembre 1888 la Congregazione vaticana di "Propaganda Fide" affidò il territorio della missione di Lahore ai frati cappuccini della Provincia del Belgio. I Cappuccini belgi inviarono otto sacerdoti e otto fratelli religiosi che, nel 1889, furono accolti dal primo Vescovo di Lahore, mons. Symphorien Mouard OFM. Cap.
L'opera di evangelizzazione ebbe inizio a Sialkot e nei villaggi circostanti, dove i missionari visitavano le comunità, insegnavano e annunciavano la Parola di Dio. Già nel 1889 settanta adulti ricevettero il battesimo. Ogni missionario seguiva circa ottanta villaggi e i Cappuccini fondarono diciotto scuole per l'istruzione dei bambini. Nonostante le difficoltà, nel primo anno il numero dei fedeli raggiunse circa mille persone. "Quest'opera missionaria continuò, con la grazia di Dio, grazie anche al prezioso contributo dei primi catechisti", ricorda padre Aslam.

Di fronte ai bisogni della popolazione, il Vescovo di Lahore aprì due importanti stazioni missionarie ad Adah e Sahowala, dove furono costruite altrettante chiese. Da questi centri, i missionari francescani raggiungevano numerosi villaggi, annunciando il Vangelo, distribuendo medicinali, aprendo dispensari e assistendo poveri ed emarginati. Molte persone appartenenti alle classi sociali più povere e alle caste più basse furono attratte dal cristianesimo.
Nel 1892 la diocesi acquistò un vasto terreno per fondare una comunità cristiana stabile: nacque così il villaggio di Mariamabad, pensato come modello missionario, che raccoglieva famiglie cattoliche, favorendo la crescita della presenza cristiana e la vita comunitaria. Nel 1900 padre Henri Finck, detto "padre Felix", assegnò terreni agricoli a diverse famiglie cristiane nella località di Khushpur, che prosperò fino a diventare quello che oggi è conosciuto come il "Vaticano del Pakistan". Per consolidare ulteriormente le comunità cristiane e migliorarne le condizioni di vita, i Cappuccini fondarono anche i villaggi di Francisabad nel 1904, Anthonyabad nel 1916 e altri villaggi a maggioranza cristiana.

Durante la "Partizione" tra India e Pakistan i missionari affrontarono enormi difficoltà. Con la nascita del Pakistan nel 1947, una parte del territorio della diocesi di Lahore rimase in India, ma l'opera missionaria proseguì. Già nel 1939 la diocesi di Lahore era stata divisa e nel 1947, furono apportati ulteriori modifiche con l'istituzione della diocesi di Rawalpindi.

Oggi i Cappuccini operano principalmente nelle arcidiocesi di Lahore, nel Punjab settentrionale, cuore storico della loro presenza, e di Karachi, la grande metropoli costiera della provincia del Sindh. L'Ordine gestisce case di formazione, seminari e numerose opere educative, registrando una costante crescita delle vocazioni francescane. Continua inoltre a custodire il Santuario nazionale di Mariamabad, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio e di devozione mariana del Pakistan.
In un Paese a larghissima maggioranza musulmana, i Cappuccini continuano a tessere relazioni di pace e di fraternità e, nello spirito di san Francesco d'Assisi, promuovono incontri con leader musulmani, favorendo il dialogo interreligioso, l'integrazione, la pace, la giustizia e la tutela della dignità e dei diritti umani.
(PA) (Agenzia Fides 30/7/2026)


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