AFRICA/CONGO RD - Il dialogo nazionale rilanciato a luglio e il ruolo delle Chiese

giovedì, 23 luglio 2026

Kinshasa (Agenzia Fides) - Speranze per un avanzamento del dialogo nazionale congolese dopo la decisione del gruppo d'opposizione C64 di sospendere la marcia di protesta prevista per il 22 luglio.

In una dichiarazione del 20 luglio, i cinque esponenti del C64 hanno affermato di aver preso questa decisione in risposta all'appello lanciato dal Cardinale Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo di Kinshasa e rappresentante della CENCO (Conferenza Episcopale Nazionale del Congo), e dal reverendo André Bokundoa, presidente de l'Église du Christ au Congo (ECC, la principale organizzazione protestante della Repubblica Democratica del Congo), che avevano chiesto il rinvio della manifestazione al fine di creare un clima favorevole al dialogo.

A partire dal 18 luglio, CENCO ed ECC hanno avviato una serie di consultazioni con i partiti politici, i rappresentanti delle istituzioni e altri attori della società civile per promuovere un dialogo realmente inclusivo. Il loro approccio si fonda sulla convinzione che nessuna soluzione militare o esclusivamente istituzionale possa garantire una pace duratura in assenza di un accordo politico condiviso.

Le due organizzazioni religiose hanno così dato seguito all'appello lanciato il 17 luglio dal Presidente Félix Tshisekedi per l'imminente organizzazione di un “dialogo nazionale inclusivo, pacifico e repubblicano”, dopo un incontro con le principali confessioni religiose del Paese (CENCO, ECC, ERC e comunità islamica).

Il gruppo C64 ha tuttavia annunciato di concedere alle autorità tempo fino al 15 agosto per convocare ufficialmente il dialogo nazionale inclusivo annunciato da Tshisekedi.

La Coalizione Articolo 64 per la Difesa dell'Ordine Costituzionale (C64) è una piattaforma dell'opposizione nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), lanciata ufficialmente il 19 maggio di quest'anno con l'obiettivo di difendere l'attuale ordinamento costituzionale, fondato sulla Costituzione del 2006, e di impedire qualsiasi riforma o revisione che possa consentire un terzo mandato alPpresidente Félix Tshisekedi o un rinvio delle elezioni previste entro il 2028 (vedi Fides 27/3/2026). La piattaforma si richiama all'articolo 64 della Costituzione, secondo cui ogni cittadino congolese ha il dovere di opporsi a qualsiasi usurpazione o esercizio del potere in violazione della Carta fondamentale.

La RDC continua a essere segnata dall'insicurezza nelle province del Nord e del Sud Kivu, dove operano gruppi armati locali e stranieri, mentre il confronto politico interno resta fortemente polarizzato. In questo contesto, il presidente Tshisekedi ha rilanciato l'idea di un dialogo nazionale inclusivo con l'obiettivo dichiarato di riunire le forze politiche, la società civile e i rappresentanti delle istituzioni per discutere le priorità del Paese e rafforzare la coesione nazionale.

Non hanno tuttavia aderito al dialogo nazionale l'Alleanza del Fiume Congo (AFC), ala politica dell'M23, il gruppo ribelle che controlla ampie porzioni dell'est della RDC, né la piattaforma politica "Sauvons le Congo", creata a Nairobi e guidata dall'ex Presidente Joseph Kabila, che ha criticato il processo annunciato da Kinshasa. Secondo "Sauvons le Congo", le attuali condizioni politiche non consentono lo svolgimento di un dialogo credibile. (L.M.) (Agenzia Fides 23/7/2026)


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