Nairobi (Agenzia Fides) – No a un centro americano per la cura dei casi di ebola in Kenya. È quanto chiede l’associazione degli avvocati keniani, Law Society of Kenya (LSK).
“Vogliamo che il governo keniano adotti misure rigorose per evitare che i casi di Ebola entrino in Kenya. Ciò include il rifiuto della richiesta del governo statunitense di istituire un centro di trattamento per l'Ebola in Kenya, dove i pazienti affetti da Ebola provenienti da altri Paesi verrebbero trasportati in aereo” ha dichiarato il Presidente della LSK, che conta 20.000 iscritti.
Il governo statunitense ha infatti reso noto che sta valutando la possibilità di istituire in Kenya una struttura di quarantena/trattamento specificamente destinata agli americani esposti al virus Ebola (ma asintomatici), anziché rimpatriarli negli Stati Uniti. La proposta sta suscitando un forte dibattito pubblico in Kenya, soprattutto per le preoccupazioni per i rischi per la popolazione locale e gli interrogativi sulla capacità del sistema sanitario keniota di far fronte a un’eventuale emergenza pandemica. Le autorità keniote hanno confermato l'avvio di colloqui ma hanno sottolineato che la decisione finale darà priorità alla sicurezza nazionale.
Il Presidente della LSK non ha negato che le persone colpite dal virus non debbano ricevere cure adeguate, ma ha sottolineato che queste devono essere somministrate nei luoghi dove è in atto l’infezione. “Poiché tutti i pazienti affetti da Ebola meritano di avere accesso al più alto livello di assistenza medica e dobbiamo loro solidarietà umana mentre proteggiamo la popolazione sana, i protocolli sanitari richiedono che le strutture di cura e di isolamento per il trattamento siano allestiti vicino all'epicentro dell'infezione" ha affermato.
Finora non sono state segnalati in Kenya casi di ebola, che ha colpito alcune aree nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC) e, con una decina di casi, pure l’Uganda. Quest’ultimo Paese ha chiuso la frontiera con la RDC ed ha sospeso il pellegrinaggio per la Giornata dei Martiri dell’Uganda che si doveva tenere il 3 giugno nel Santuario nazionale di Namugongo (vedi Fides 19/5/2026). Tra i pellegrini attesi diversi provenivano dal Kenya. Almeno 500 fedeli keniani che si erano messi in marcia verso Namugongo sono stati fermati al confine. (L.M.) (Agenzia Fides 28/5/2026)