AFRICA/KENYA - I Vescovi lamentano la carenza di certificati di matrimonio e ritardi nelle registrazioni di stato civile

venerdì, 17 aprile 2026

Nairobi (Agenzia Fides) - "Da tempo stiamo riscontrando difficoltà nel processo di registrazione civile e legalizzazione del matrimonio” affermano i Vescovi del Kenya nella dichiarazione pubblicata ieri, 16 aprile, al termine della loro Assemblea tenutasi presso la Donum Dei, Roussel House in Karen, Nairobi. “Le procedure di notifica e di ottenimento dei certificati sono diventate inutilmente complesse. Il processo di approvazione è lento e a volte non tiene conto delle tempistiche e delle date stabilite”.
“Inoltre, stiamo assistendo a una carenza di certificati di matrimonio. Ciò non potrà che causare un danno morale alla società e rischia di privare i coniugi più deboli dei loro diritti legali” afferma la dichiarazione della Kenya Conference of Catholic Bishops (KCCB)
“Come Paese, dobbiamo proteggere e promuovere l'istituzione del matrimonio, come previsto dalla Costituzione del Kenya. Quando le famiglie e l'istituzione del matrimonio sono forti, la nostra società prospera” affermano i Vescovi, citando l'articolo 45 della Costituzione, che riconosce la famiglia come unità fondamentale della società.
L’intervento della KCCB giunge in un contesto di crescente frustrazione della popolazione per i ritardi nell'ottenimento di documenti come certificati di nascita, carte d'identità nazionali e passaporti.
I Vescovi esprimono inoltre preoccupazione per gli omicidi di massa avvenuti in un contesto rituale come è il caso di Shakahola (vedi Fides 4/5/2023).
“Lo scandalo delle morti di Shakahola e Kware è ancora vivo nella nostra memoria, dove sono stati portati alla luce omicidi inimmaginabili” affermano i Vescovi, sottolineando la mancanza di controlli sociali e governativi perché “queste persone, uccise e sepolte in fosse comuni, provenivano da famiglie e quartieri”. “Rimangono senza risposta le domande su come sia potuto accadere, senza che nessuno se ne accorgesse e lo segnalasse alle autorità”.
La KCCB sottolinea che continuano a verificarsi episodi simili “con nuove morti inspiegabili”. “Il ritrovamento di corpi di uomini, donne e bambini in sacchi di iuta a Binzaro, a Kilifi, e ora a Kericho, è fortemente inquietante perché dimostra il totale disprezzo per la sacralità e il valore della vita umana” continua il messaggio che denuncia che “le indagini su questi omicidi si esauriscono molto rapidamente e vengono facilmente dimenticate” solo perché “le vittime erano povere e apparentemente insignificanti”.
Il disprezzo per la vita delle persone, si esplicita, secondo la KCCB, anche nell’aumento della tratta di esseri umani. Sul piano politico, i Vescovi ribadiscono le loro critiche sull’imbarbarimento del dibattito politico (vedi Fides 20/3/2026) e denunciano il reclutamento a fini politici di bande di giovani teppisti (“goons”) “usati per intimidire, interrompere le riunioni e persino uccidere”. Un fenomeno che “può prosperare solo se sponsorizzato e protetto da individui potenti”. (L.M.) (Agenzia Fides 17/4/2026)


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