La “teologia contestuale” e la rete degli Istituti teologici al centro di una Giornata di Studi all’Urbaniana

venerdì, 8 maggio 2026 pontificia università urbaniana   dicastero per l'evangelizzazione   teologia   missione   inculturazione  

Roma (Agenzia Fides) - È una giornata di studio del tutto eccezionale quella che si tiene martedì 12 maggio 2026 nell’Aula Magna «Benedetto XVI» della Pontificia Università Urbaniana. Intitolata «Pietre miliari della teologia contestuale oggi», la giornata si inserisce nella riflessione in atto sugli sviluppi contemporanei dell’approccio che tiene conto dei contesti culturali nella riflessione teologica, e incrociando i percorsi dell’inculturazione.
Il carattere eccezionale della giornata è dovuto al prestigio degli ospiti e al fatto che sono stati coinvolti rappresentanti dalla vasta rete degli Istituti teologici affiliati all’Università Urbaniana, provenienti da tutto il mondo, che offriranno le loro relazioni.
Il Convegno rappresenta dunque una occasione preziosa per scoprire la ricchezza rappresentata dagli Istituti teologici – collegati con Seminari, istituti o centri di studi locali disseminati in tutti i Continenti – affiliati alla Pontificia Università Urbaniana secondo le norme ecclesiastiche vigenti.
Il processo di affiliazione degli oltre 90 Istituti si è sviluppato a partire dal nel periodo successivo al Concilio Vaticano II, sotto l’impulso di Paolo VI, in un contesto segnato dalla presenza anche all’Urbaniana di numerosi studenti provenienti da Paesi africani alle prese con gli spesso travagliati processi di decolonizzazione.
Una tappa importante è stata raggiunta sotto il pontificato di papa Francesco, con la pubblicazione della Costituzione apostolica “Veritatis gaudium” sulle Università e facoltà ecclesiastiche, firmata l’8 dicembre 2017 ed entrata in vigore nel 2018. «È giunto il momento in cui questo ricco patrimonio di approfondimenti e di orientamenti – verificato e arricchito per così dire “sul campo” dal perseverante impegno nella mediazione culturale e sociale del Vangelo, messo in atto dal Popolo di Dio nei diversi continenti e in dialogo con le varie culture – deve convergere per imprimere agli studi ecclesiastici quel saggio e coraggioso rinnovamento richiesto dalla trasformazione missionaria di una Chiesa “in uscita”», scrveva nella Costituzione apostolica Papa Francesco. 
La rete degli Istituti affiliatimanifesta fin nei suoi tratti genetici il dinamismo che nasce dalla feconda tensione tra l’universalità del messaggio cristiano e la diversità delle sue espressioni. «Questa Giornata di studi si inserisce in un cammino comune con gli istituti affiliati” spiega a Fides padre Étienne-Noël Bassoumboul, sacerdote e biblista camerunense, professore alla Facoltà di Teologia dell’Urbaniana. “Ci siamo resi conto, e anche dalla rete degli Istituti è emerso questo desiderio, della necessità di rafforzare la collaborazione con l’Università, tessendo una vera rete, che vada oltre un legame solo formale o burocratico. Nel corso dei numerosi incontri preparatori che abbiamo potuto svolgere, è emerso il desiderio di valorizzare meglio la riflessione teologica e accademica che si sviluppa in questi luoghi».
Continua il professor Bassoumboul: «Oggi accompagniamo questi Istituti nella stesura dei loro statuti, ma anche negli aspetti accademici e scientifici. I programmi devono essere approvati dall’Università e poi dal Dicastero per l’Evangelizzazione e da quello per la Cultura e l’Educazione. Ma poi gli Istituti godono della massima autonomia».

Così, oltre ai corsi di storia della Chiesa antica, medievale, moderna e contemporanea, dai singoli Istituti vengono generalmente proposti insegnamenti sulla storia della Chiesa nei diversi Paesi. Un’importanza particolare è attribuita alla conoscenza delle altre religioni, all’inculturazione e alle religioni tradizionali nei contesti interreligiosi.
È importante e utile continuare a parlare di “teologia contestuale” – spiega ancora il professor Étienne-Noël Bassoumboul – «Perché nessuna teologia è sganciata dalla realtà né dal contesto in cui si vive: le storie, la condizione di ciascuno, la situazione sociale. La teologia contestuale, nella linea del Concilio e del magistero recente, insiste sul fatto che il contesto culturale diventa un vero e proprio luogo teologico, in dialogo con la Scrittura e la Tradizione. Parlando con i vari istituti e guardando anche i piani di studio e gli statuti che ci arrivano, abbiamo per esempio scoperto corsi di filosofia dedicati a pensatori importanti nelle realtà di quei Paesi. Si tratta di una ricchezza considerevole».
Nel cuore della densa e importante giornata sarà il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, a tenere la prolusione, dopo i saluti istituzionali del professor Vincenzo Buonomo, Delegato pontificio e Rettore dell’Università Urbaniana, e del professor Pietro Angelo Muroni, Decano della Facoltà di Teologia.

L’intervento del Prefetto sarà seguito dalla conferenza del prof. Steve Bevans, professore emerito della Catholic Theological Union di Chicago, dal titolo «Milestones of Contextual Theology Today: Where We Have Come From, Where We Are Going». Figura di primo piano della teologia contestuale, il professore proporrà un percorso attraverso le tappe fondamentali dell’evoluzione di questo approccio, dalle origini fino alle prospettive future. Dopo un tempo di dibattito, la riflessione proseguirà, sotto la moderazione del professor Aldo Skoda, con la comunicazione del professor Kokou Mawuena Ambroise Atakpa (Facoltà di Teologia dell’Urbaniana), dedicata al tema «Teologia contestuale e pluralismo culturale in ambito accademico», che metterà in luce le questioni poste dalpluralismo culturale alla produzione teologica.
La seconda sessione della Giornata di studi permetterà ai rappresentanti degli Istituti affiliati di offrire un ricco panorama delle prassi di teologia contestuale su scala mondiale, sotto il tema comune «Teologia in dialogo con il contesto sociale, culturale, ecclesiale.» Tra i relatori, il vescovo indiano Peter Paul Saldanha, moderatore del St. Joseph Institute of Theology di Mangalore; il professor Tutoe Tupouniua Toutaiolepo, del Pacific Regional Seminary di Suva (Isole Fiji); il professor Giuseppe Busani, direttore dell’Istituto teologico missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) aMonza; il professor Michael Wenceslas Tiendrebeogo, dell’Institut Théologique Saint Pierre Claver in Burkina Faso; e il prof. Juan Antonio Nureña Prado (ISET-Juan XXIII, Lima). La giornata si concluderà con l’intervento del prof. Maurizio Gronchi (Facoltà di Teologia dell’Urbaniana), intitolato «Come dire Cristo nelle varie culture», una riflessione sulle modalità dell’annuncio di Cristo in contesti culturali plurali.
Intanto i cardinali di tutto il mondo si preparano a riunirsi in Concistoro nel mese di giugno, su invito di papa Leone XIV, che nella lettera loro indirizzata il 14 aprile scorso ha ribadito «la necessità di rilanciare Evangelii gaudium per verificare con onestà che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato, in modo particolare va prestata attenzione alla necessaria riforma dei percorsi di iniziazione cristiana». Lo stesso Pontefice si è espresso con precisione sull’importanza dell’inculturazione nel suo Messaggio al Congresso teologico-pastorale su Nostra Signora di Guadalupe del 5 febbraio 2026. La Giornata di studi in programma alla Pontificia Università Urbaniana è il segno che intorno a queste questioni si muovono domande reali E anche nella rete degli Istituti teologici affiliati all’Università si custodisce un tesoro vivo, da scoprire e da far conoscere. (ML) (Agenzia Fides 8/5/2026)


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