Bafia (Agenzia Fides) – Sarebbero circa 20mila i bambini della Diocesi di Bafia che non sono in possesso di un atto di nascita. Bambini i cui atti di nascita non esistono. Bambini mai “nati” per lo Stato, la società civile, la comunità ecclesiale.
“Il problema della mancanza del certificato di nascita dei bambini è una realtà nella maggior parte delle nostre diocesi, in particolare nelle principali città metropolitane” commenta all’Agenzia Fides padre Cletus Ashu Amah, direttore delle Pontificie Opere Missionarie (POM) del Camerun, emozionato per la visita del Papa nel suo Paese. “Alla base di questo fenomeno” riconosce padre Cletus “c’è la guerra e la povertà estrema e soprattutto nella parte anglofona del Paese molti sfollamenti di persone tra bambini, giovani, famiglie e comunità. Capita che alcune ragazze sfollate entrino nella prostituzione, rimangano incinte e alcuni di questi bambini vengano abbandonati. Tutto questo senza certificati di nascita”.
Garantire l’identità al bambino; proteggerlo da possibili rischi quali la tratta, gli abusi; farlo accedere ai servizi sociali di base quali il diritto alla scolarizzazione e alla salute, la partecipazione alla vita sociale e religiosa sono gli obiettivi di un progetto sostenuto dalla Pontificia Opera della Infanzia Missionaria a favore dei bambini vulnerabili della diocesi di Bafia presentato dalla Commissione di giustizia e pace della medesima diocesi. Il progetto non solo offre una documentazione dell’analisi del fenomeno, ma anche le azioni concrete per combatterlo dentro l’orizzonte più ampio in cui esso si colloca.
La portata civile e umanitaria di questo progetto rientra nella missione della Pontificia Opera della Infanzia Missionaria, che contribuisce all’educazione cristiana e missionaria dei suoi aderenti secondo il motto del suo fondatore, Monsignor Charles de Forbin-Janson “I bambini aiutano i bambini”.
Il progetto, che prevede più tappe, contempla tra le azioni immediate l’organizzazione di ambulatori mobili dove si possa effettuare la registrazione; la sinergia con le autorità locali per servire le zone più a rischio; l’installazione di centri temporanei di registrazione presso parrocchie, scuole, servizi sanitari; la facilitazione del processo attraverso l’assistenza giuridica, amministrativa e l’accompagnamento che prevede anche la riduzione dei costi.
Unitamente a queste attività è stata messa in atto una forte campagna di sensibilizzazione su questo tema anche attraverso la radio.
“Il riconoscimento della persona, il suo atto di nascita è il primo atto di riconoscimento sociale e giuridico della dignità di un bambino. Il progetto mette al centro il fatto che ogni bambino, povero o ricco che sia, ha un valore inestimabile agli occhi di Dio e merita di essere riconosciuto” si legge nel progetto destinato ad essere esso stesso strumento di catechesi per i bambini dell’infanzia missionaria che, oltre a raccogliere delle piccole somme di denaro, pregano per questa intenzione, distribuiscono del materiale di sensibilizzazione e sono essi stessi i protagonisti attivi di un’azione di carità rivolta a coetanei vulnerabili della loro stessa diocesi.
“A livello nazionale delle POM, stiamo lavorando ora ad un progetto per questi bambini a partire da due Diocesi. Questi bambini saranno identificati, verrà redatto il certificato di nascita e verrà offerta loro una formazione complessiva che costituirà una buona base per il loro avvenire.Il nostro ufficio nazionale ”conclude il direttore Cletus “sta anche collaborando con alcuni orfanotrofi che accolgono bambini sfollati, abbandonati e orfani. Ed una delle attività che incoraggiamo e sosteniamo maggiormente è il follow-up per la redazione dei certificati di nascita dei bambini”.
(EG) (Agenzia Fides 17/5/2026)