LEONE XIV IN AFRICA - Papa Prevost alle autorità del Camerun: Si liberino le energie per la pace e la costruzione del bene comune

giovedì, 16 aprile 2026

Yaoundé (Agenzia Fides) – La politica sia al servizio del bene comune evitando la corruzione che “sfigura l’autorità svuotandola di autorevolezza”. Le parole di Papa Leone XIV pronunciate ieri, 15 aprile, nel Palazzo Presidenziale di Yaoundé nell’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico, sono un richiamo alle autorità di un Paese, il Camerun, che e si è classificato al 142° posto su 182 Paesi, nell’l'Indice di Percezione della Corruzione (CPI) 2025 di Transparency International.
Il Paese ha ottenuto un punteggio di 26 su 100 (dove 0 indica un livello di corruzione molto elevato e 100 un livello di corruzione molto basso). Questo dato è rimasto sostanzialmente invariato per anni, senza mostrare miglioramenti significativi e collocando il Camerun ben al di sotto della media globale di 42 e della media regionale dell'Africa subsahariana di 32.
Il Santo Padre nel suo primo discorso della sua visita in Camerun si è rivolto ai camerunesi e in particolare ai giovani e alle donne, incoraggiandoli a non perdere la speranza, ma anzi “a proseguire, con entusiasmo e perseveranza, nella costruzione del bene comune”.
Richiamando l’insegnamento di Sant’Agostino, Papa Leone XIV ha sottolineato che “servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia”.
Un richiamo alla responsabilità della classe dirigente e alla popolazione perché operino per la pace, la riconciliazione e l’unità in vista del perseguimento del bene comune, in un Paese segnato da “tensioni e le violenze che hanno colpito alcune regioni del Nord-Ovest, del Sud-Ovest e dell’Estremo Nord”.
Il Pontefice ha rivolto un appello perché si lascino spazi ai giovani, alle donne e alle diverse organizzazioni civile perché, ha sottolineato “la società civile è da considerare una forza vitale per la coesione nazionale”. “È un passaggio a cui anche il Camerun è pronto! Associazioni, organizzazioni di donne e di giovani, sindacati, ONG umanitarie, leader tradizionali e religiosi: tutti svolgono un ruolo insostituibile nella tessitura della pace sociale” ha affermato il Santo Padre.
Papa Leone XIV ha poi aggiunto che occorre soddisfare le richieste “di trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e il rispetto dello Stato di diritto” definite condizioni “essenziali per ripristinare la fiducia”. Il Camerun vanta il Capo di Stato più longevo della scena internazionale (92 anni, al potere dal 1982) e una delle popolazioni più giovani al mondo, con un'età media di circa 18-19 anni e circa il 41% della popolazione di età inferiore ai 15 anni.
A loro il Santo Padre dedica importanti passaggi del suo discorso. In particolare afferma che “i giovani rappresentano la speranza del Paese e della Chiesa”. “La loro energia e la loro creatività sono ricchezze inestimabili. Naturalmente, quando disoccupazione ed esclusione persistono, la frustrazione può generare violenza. Investire nell’istruzione, nella formazione e nell’imprenditorialità dei giovani è allora una scelta strategica per la pace”.
“Grazie a Dio, ai giovani camerunesi non manca una profonda spiritualità, che resiste ancora all’omologazione del mercato. Si tratta di un’energia che rende preziosi i loro sogni, radicati nelle profezie che alimentano la loro preghiera e i loro cuori” continua Papa Leone XIV che conclude ribadendo l’impegno della Chiesa in Camerun “a collaborare lealmente con le autorità civili e con tutte le forze vive della nazione per promuovere la dignità umana e la riconciliazione”. (L.M.) (Agenzia Fides 16/4/2026)


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