AFRICA/CONGO RD - Si combatte per la strategica miniera di coltan di Rubaya

martedì, 24 febbraio 2026

Kinshasa (Agenzia Fides) – Si combatte per il controllo della strategica miniera di coltan di Rubaya, nel Territorio di Masisi, nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di una delle aree minerarie offerte dal governo congolese all’Amministrazione Trump in base a uno schema di accordo che prevede che in cambio di aiuti militari alle forze armate congolesi (FARDC), gli Stati Uniti potranno aver accesso a minerali strategici per la propria industria militare e civile. Dal coltan si ricava il tantalio un metallo resistente al calore utilizzato per produrre semiconduttori, componenti aerospaziali, computer, telefoni cellulari e turbine a gas. A Rubaya si concentra circa il 15% della produzione mondiale di coltan, interamente estratto manualmente da abitanti locali che guadagna pochi dollari al giorno. Si calcola che per potere sfruttare in modo industriale il sito minerario occorrono dai 50 ai 150 milioni di dollari di investimenti.
Rubaya rientra però nei territori controllati dai ribelli filo ruandesi dell’M23/AFC (Alleanza del Fiume Congo) che tra gennaio e febbraio dello scorso anno hanno conquistato ampie porzioni del Nord e del Sud Kivu.
Il governo di Kinshasa deve quindi riprendere il controllo delle miniere oggetto delle possibili intese. Al momento l’offensiva per riconquistare Rubaya è condotta dagli appartenenti alle milizie filo governative Wazalando. La riconquista è iniziata il 20 febbraio quando combattenti dei gruppi affiliati ai Wazalando hanno lanciato una serie di attacchi nel territorio di Masisi, in direzione delle miniere di Rubaya. Dopo la cattura delle città di Kasenyi, Chugi e Kinigi, diverse fonti locali confermano l'avanzata delle forze Wazalendo verso i villaggi di Runigi, Kabara, Kiruli e Kanyalu, a circa 10 km dal sito minerario.
L’offensiva militare ha provocato lo sfollamento della popolazione delle zone coinvolte: dal 23 febbraio, a Rubaya si è osservato un significativo movimento di popolazione. Temendo di essere coinvolte nel fuoco incrociato, molte famiglie stanno fuggendo frettolosamente dalle proprie case, dirigendosi chi verso Ngungu, Bihambwe e Mushaki, chi verso Goma oppure attraversano il confine con la vicina provincia del Sud Kivu. La maggior parte dei sfollati sta fuggendo senza essere riuscita a portare via lo stretto necessario per sopravvivere.
L’offensiva dei Wazalendo è appoggiata dai droni armati delle FARDC che stanno bombardando le posizioni ribelli. Paradossalmente si tratta quasi certamente di droni di produzione cinese, utilizzati in un’operazione militare volta a permettere agli Stati Uniti di limitare la propria dipendenza da catene di rifornimento controllate da Pechino.
Nella lista presentata dalla RDC agli investitori statunitensi ci sono tra l’altro il giacimento di litio di Manono, i siti per l’estrazione di rame e cobalto di Chemaf nell'Alto Katanga e a Lualaba, la miniera di germanio-gallio a Lubumbashi. (L.M.) (Agenzia Fides 24/2/2026)


Condividi: