ASIA/CAMBOGIA - Il Vescovo Schmitthaeusler: "La Cambogia vuole far sentire la sua voce, chiedendo giustizia e riparazione"

mercoledì, 7 gennaio 2026

Catholic Cambodia

Phnom Penh (Agenzia Fides) - "I bulldozer thailandesi stanno radendo al suolo le case dei civili cambogiani per chilometri, filo spinato e container bloccano l'accesso ai villaggi. E tutte le istituzioni internazionali rimangono in silenzio. I templi, luoghi sacri per eccellenza per la venerazione degli dei e la memoria dell'umanità, sono stati ridotti in polvere. E il mondo rimane in silenzio. Nonostante un cessate il fuoco, centinaia di migliaia di civili e bambini vivono ancora in squallidi campi. Oggi anche la Cambogia vuole far sentire la sua voce, chiedendo giustizia e riparazione sulla scena mondiale dove il potere della forza sembra essere diventato la nuova regola": è quanto afferma un appello diffuso oggi, 7 gennaio, dal Vescovo Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh e intitolato, in modo indicativo, "Silenzio". "Ciò a cui stiamo assistendo - afferma il Vescovo - oggi ci chiama alla preghiera, certo, ma non al silenzio".
Il Vescovo esprime la tristezza e la preoccupazione di tutto il popolo cambogiano, di fronte alla situazione locale, e allarga anche la visione al contesto internazionale, ricordando gli scenari di guerra in Ucraina, Gaza, Cambogia, e il recente raid americano in Venezuela.
E si chiede: "Il potere appartiene solo ai più forti? Dai filosofi greci ai pensatori cristiani, 2.500 anni di lungo lavoro per costruire i valori della democrazia, della libertà e della sovranità dei popoli possono essere spazzati via in pochi mesi in nome di interessi geopolitici e in spregio del diritto internazionale, e ancor di più in spregio della gente comune, i nuovi martiri di questo ventunesimo secolo?"
Il testo prosegue: "Il Natale è il capovolgimento delle certezze dell'umanità: il potere al più forte, la ricchezza al più crudele, la vita al più sanguinario. Mentre Dio Onnipotente, creatore del cielo e della terra, si fa uomo in un neonato, fragile e indifeso. E questo Gesù, vittima innocente della gelosia e dell'odio umani, del potere religioso e temporale, della crudeltà e dell'avidità del mondo, morirà su una croce. Da questa croce, segno della violenza e della disumanità del cuore umano, nascerà la vita, la vita eterna e la salvezza per tutti coloro che amano con i fatti e nella verità".
Secondo mons. Schmitthaeusler, il silenzio è utile "per pregare Dio di illuminarci, di concederci saggezza e sapere discernere, noi tutti ma soprattutto i leader del mondo, affinché possiamo percorrere i sentieri della verità, del diritto e della giustizia". "Ma certamente - osserva - non possiamo rimanere in silenzio e permettere che gli innocenti vengano disprezzati e umiliati, come se ci fosse una gerarchia di valore persino nella vita umana".
In conclusione, l'appello riprende le parole di Papa Leone XIV nel messaggio per il 1° gennaio 2026: "Pace sulla terra, cantano gli angeli, annunciando la presenza di un Dio indifeso, il cui amore l'umanità può scoprire solo prendendosi cura di lui. In tutto il mondo, c'è da sperare che ogni comunità diventi una "casa di pace, dove l'ostilità viene disinnescata attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si coltiva il perdono".
(PA) (Agenzia Fides 7/1/2026)


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