Cardinale Chow: sulla “sinicizzazione” serve una riflessione fondata sulla conoscenza e non un rifiuto basato sull’ignoranza

venerdì, 19 giugno 2026 chiese locali   missione   inculturazione  

KungKaoPo

di Marta Zhao

Chengdu (Agenzia Fides) –Una riflessione fondata sulla conoscenza della “sinicizzazione delle religioni” è molto più costruttiva di un rifiuto basato sull’ignoranza. Così il Cardinale gesuita Stephen Chow Sau-yan, Vescovo di Hong Kong, ha delineato i criteri più appropriati per prendere in considerazione la questione della “sinicizzazione” richiesta anche alle dinamiche ecclesiali nella Repubblica popolare cinese. Lo ha fatto durante il recente viaggio nella provincia di Sichuan, nella Cina continentale, prima di recarsi a Roma per prendere parte alle Visite “ad Limina Apostolorum” insieme agli altri vescovi di Hong Kong e Macao, ricevuti tutti in udienza da Papa Leone XIV giovedì 18 giugno insieme ai Vescovi di Macao.

Anche Peter Choy Wai-man, Vicario Generale della diocesi di Hong Kong, ha condiviso col cardinale Chow la visita in Sichuan, e ha poi condiviso sul settimanale diocesano KungKaoPo la sua riflessione sul viaggio. “Ho potuto comprendere in modo più profondo” ha confidato il Vescovo Choy “come la Chiesa del Sichuan attui la ‘sinicizzazione’…. Non dovrebbe quindi essere considerata una minaccia, ma piuttosto un’opportunità per annunciare il Vangelo e testimoniare la fede nella Cina contemporanea”.

Il viaggio in Sichuan ha coinvolto una nutrita delegazione composta da 11 membri, guidata dal cardinale Chow, che ha visitato la provincia per una settimana, a inizio giugno. I partecipanti al viaggio hanno anche avuto incontri e conversazioni con 5 vescovi della provincia (il vescovo di Chengdu Tang Yuange, il vescovo di Yibin, Luo Xuegang, il vescovo di Leshan, Lei Shiyin, il vescovo di Nanchong, Chen Gong’ao, e il vescovo di Xichang, Lei Jiapei), con i quali è stata concelebrata la liturgia eucaristica. Il programma del viaggio ha incluso anche la visita al Seminario Filosofico-Teologico cattolico della Provincia di Sichuan, incontri con sacerdoti, suore, seminaristi e laici, e ha rappresentato una occasione preziosa per approfondire la conoscenza della situazione della Chiesa locale.

Tutti i membri della delegazione hanno percepito come i giovani seminaristi, sacerdoti e religiose rappresentino una fonte di speranza per la Chiesa locale. Come ha ribadito il cardinale Chow dopo la visita al Seminario, “i giovani sono davvero la speranza della Chiesa e del Paese; dobbiamo prendercene cura e formarli con attenzione”. Questo viaggio – ha aggiunto - “ci ha offerto numerose occasioni per comprendere meglio la ‘sinicizzazione delle religioni’ e il contesto storico del movimento delle Tre Autonomie nella Chiesa. Una riflessione fondata sulla conoscenza è molto più costruttiva di un rifiuto basato sull’ignoranza. Queste esperienze costituiscono una base preziosa per proseguire il dialogo e gli scambi. Questa è anche una condizione indispensabile per realizzare l’unità nella diversità”.

Anche il Vescovo ausiliare Joseph Ha Chi-shing ha affermato che il viaggio gli ha permesso di conoscere direttamente la situazione delle cinque diocesi del Sichuan e l’attuazione delle politiche religiose nazionali. “Abbiamo costruito rapporti di amicizia con cinque vescovi, cosa che favorirà gli scambi futuri tra le Chiese…. Ciò che mi ha colpito maggiormente è l’incontro con numerosi giovani sacerdoti, religiose e seminaristi. Tutti rispondono alla loro vocazione con entusiasmo. In loro si possono vedere la grazia di Dio e la speranza della Chiesa”.

Il Vicario Peter Choy ha anche condiviso una riflessione illuminante: “Da una parte, ho avuto l’opportunità di dialogare con i cinque vescovi del Sichuan, che appartengono alla prima generazione di pastori formati teologicamente dopo la politica di riforma e apertura. Sono cresciuti in anni difficili, segnati dalla scarsità di risorse, e la loro fede perseverante suscita grande ammirazione. Dall’altra, ho potuto comprendere più a fondo come la Chiesa del Sichuan attui la ‘sinicizzazione delle religioni’. Sebbene essa rappresenti un orientamento politico dell’intera società cinese, nella sua applicazione presenta molti punti di contatto con il processo di inculturazione che la Chiesa ha sempre perseguito. Non dovrebbe quindi essere considerata una minaccia, ma piuttosto un’opportunità per annunciare il Vangelo e testimoniare la fede nella Cina contemporanea”.

Anche Tam Chi-man, la presidente dell’Associazione dei Laici, padre Franco Bellati, superiore regionale per Hong Kong del PIME, suor Teresa Chong Chun-yi delle Suore del Preziosissimo Sangue, il Vicario generale Dominic Kam Po-wai, padre Leo Liu Ya-lun, assistente dell’economo diocesano, Wong Chin-to, diacono permanente, e il Vicario Chan Wing-chiu hanno espresso il proprio entusiasmo per le occasioni di preghiera comune, condivisione e dialogo vissute durante il viaggio, da tutti raccontato come esperienza di forte comunione, “che ci ha permesso di vedere l’opera di Dio nella Chiesa in Cina”.
(Agenzia Fides 19/06/2026)


Condividi: