REGINA CAELI - L’appello di Leone XIV in occasione della Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina

sabato, 23 maggio 2026 papa leone xiv   devozione mariana   chiese locali  

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Al termine della preghiera mariana del Regina Caeli, nella Solennità di Pentecoste, Papa Leone XIV ha rivolto un appello particolare in occasione della Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina. «Celebriamo oggi la Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina, nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata con grandissima devozione nel santuario di Sheshan, a Shanghai. Uniamo la nostra preghiera a quella dei cattolici cinesi, come segno del nostro affetto per loro e della loro comunione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro», ha dichiarato. «L’intercessione della Regina del Cielo ha aggiunto il Vescovo di Roma - ottenga alla comunità credente in Cina la grazia dell’unità e doni a tutti la forza di testimoniare il Vangelo nelle fatiche quotidiane, per essere seme di speranza e di pace».

La Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina è stata istituita da Benedetto XVI nel 2007 ed è celebrata ogni 24 maggio, nella festa della Vergine Maria Ausiliatrice, venerata nel santuario di Sheshan, vicino a Shanghai. Papa Leone ha poi espresso la sua vicinanza alle vittime di un recente incidente avvenuto in una miniera nel nord della Cina, invocando per loro «la pace eterna». Ha inoltre affidato alla preghiera le comunità cristiane «della Terra Santa, del Libano e di tutto il Medio Oriente», che soffrono a causa della guerra.

Prima di recitare la preghiera del Regina Caeli, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli a contemplare il dono dello Spirito Santo, «effuso in abbondanza sulla Chiesa nascente e, oggi, nuovamente donato ai suoi membri, come luce e forza che li accompagna in ogni situazione della vita», sviluppando l’immagine centrale secondo cui «lo Spirito apre le porte»: «Possiamo soffermarci su un’immagine dello Spirito che ci viene consegnata dalla liturgia di oggi: lo Spirito apre le porte. Il Vangelo infatti ci dice che “erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei” (Gv 20,19) e, al tempo stesso, il Libro degli Atti degli Apostoli ci racconta che lo Spirito arrivò come un vento impetuoso (cfr At 2,2), che aprì quelle porte, spinse i discepoli ad uscire e ad annunciare la Buona Notizia di Cristo risorto». La prima porta «è quella di Dio stesso», nel senso che lo Spirito «ci apre l’accesso al mistero di Dio, così come si è rivelato in Gesù Cristo. Con il dono del suo Spirito, Dio ci dona la vera fede, ci fa comprendere il senso delle Scritture, si fa conoscere come vicino e ci permette di partecipare alla sua stessa vita»; la seconda è «quella del cenacolo, cioè della Chiesa», che senza il fuoco dello Spirito «rimane prigioniera della paura, timorosa davanti alle sfide del mondo, chiusa in sé stessa e quindi anche incapace di entrare in dialogo con i tempi che cambiano», mentre lo Spirito «apre le porte della Chiesa perché sia accogliente e ospitale verso tutti, anche verso chi ha chiuso le porte a Dio, agli altri, alla speranza, alla gioia di vivere», secondo l’ideale di «una Chiesa che benedice e incoraggia […] una Chiesa dalle porte aperte a tutti». Infine, «lo Spirito Santo apre le porte dei nostri cuori, aiutandoci a vincere le resistenze, gli egoismi, le diffidenze e i pregiudizi, e rendendoci capaci di vivere come figli di Dio e fratelli tra noi. Dove c’è lo Spirito del Signore nasce la fraternità tra le persone, i gruppi, i popoli della Terra, e tutti parlano l’unica lingua dell’amore, che unisce e armonizza le diversità». Per questo, «anche ai nostri giorni, specialmente in questo giorno di Pentecoste, dobbiamo invocare lo Spirito Santo, perché apra tutte le porte che ancora rimangono chiuse»: per «riscoprire Dio come Padre che ci ama», «edificare una Chiesa dove tutti si sentano a casa» e «far crescere un mondo fraterno, in cui regni la pace fra tutti i popoli». Come i primi discepoli, il Papa ha infine invitato ad affidarsi all’intercessione della Vergine Maria, «Dimora dello Spirito Santo e Madre della Chiesa» (ML) (Agenzia Fides 24/5/2026)


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