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Beira (Agenzia Fides) – “Seguiamo con profonda preoccupazione la situazione di terrorismo che imperversa nel nostro Paese, con epicentro a Cabo Delgado dal 5 ottobre 2017, che, secondo le statistiche rese pubbliche, ha già causato 6.527 morti e oltre 1 milione di sfollati interni, lasciando distrutte vaste aree.” La denuncia arriva dal Segretario Generale della Conferenza episcopale del Mozambico (CEM), Osório Citora Afonso, IMC, ed è espressa in una Nota pastorale condivisa dai presuli del Paese e inviata all’Agenzia Fides.
Lo stesso Osório Citora Afonso, vescovo di Quelimane e Amministratore Apostolico di Beira, sentito dall’Agenzia Fides mentre era di ritorno da Beira verso Quelimane, ha confermato di aver sentito l’urgenza di convocare i Vescovi della CEM in un incontro online per unire la loro voce di condanna degli attacchi contro le comunità cristiane e di solidarietà con la provincia di Cabo Delgado.
"Nella nota, anzitutto, abbiamo espresso ‘la nostra profonda solidarietà alla diocesi di Pemba, ai suoi pastori, ai religiosi e alle religiose, agli operatori pastorali e a tutti i fedeli cristiani che continuano a subire le dolorose conseguenze della violenza e degli attacchi diretti contro persone, comunità e luoghi di culto', come si legge nella Nota Pastorale dei Vescovi firmata dal Presidente della CEM Inacio Saure, IMC, Arcivescovo di Nampula. Abbiamo inoltre condannato ‘con forza ogni forma di estremismo violento e di manipolazione delle popolazioni, in particolare dei giovani, degli adolescenti e dei bambini, in nome di interessi religiosi, economici, ambizioni di potere e sfruttamento delle ricchezze naturali. Nessuna convinzione religiosa, né le ricchezze della terra valgono più della vita umana. Nessuno di questi interessi può giustificare gli sfollamenti, la sofferenza, la morte di innocenti, la distruzione di comunità e la profanazione di luoghi sacri’.
Altrettanto forte - sottolinea il vescovo Osório Citora Afonso - è stato l'appello rivolto al Governo che è “rimasto in silenzio tutto questo tempo”. “Ricordiamo che è dovere fondamentale del Governo garantire la dignità umana, la sicurezza e il benessere di tutti, - rimarcano i presuli - proteggendo la vita e il patrimonio nazionale, aspetti che sono gravemente messi a repentaglio a Cabo Delgado, con evidenti segnali di un’estensione al resto del Paese (almeno, al momento, alla regione settentrionale). Chiediamo che le autorità competenti del Paese prendano una decisione coraggiosa per porre immediatamente fine all’intolleranza religiosa, che oggi si manifesta sotto forma di odio contro i cristiani, il che apre la possibilità di creare un precedente per altre forme pericolose di radicalismo.”
Secondo l'ultimo rapporto dell'organizzazione Armed Conflict Location & Event Data (ACLED), con dati dal 6 al 27 aprile scorso, dei 2.356 episodi di violenza registrati da ottobre 2017, quando è iniziata l'insurrezione armata a Cabo Delgado, 2.184 hanno coinvolto elementi associati allo Stato Islamico del Mozambico (EIM). Dopo la distruzione della sede parrocchiale di Meza la fine di aprile scorso (vedi Agenzia Fides 4/5/2026), si sono susseguiti altri atti di distruzioni nei giorni 1, 5, 8 e 9 maggio rispettivamente nei villaggi di Minheune, Nacoja, Naviane, appartenente alla parrocchia di Metoro. Di fronte a questa situazione i Vescovi si sono fatti voce dei senza voce.
(AP) (Agenzia Fides 15/5/2026)