AFRICA/MOZAMBICO - Più di 67.000 persone in fuga dalle violenze dei jihadisti nel nord del Paese

giovedì, 7 marzo 2024 jihadisti   sfollati   vescovi  

Maputo (Agenzia Fides) – Sono 67.321 gli sfollati in fuga dagli attacchi armati avvenuti nelle ultime settimane nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico. Lo ha comunicato Filimão Suaze, portavoce del governo di Maputo aggiungendo che gli sfollati sono fuggiti in altre parti della provincia di Cabo Delgado e nel distretto di Eráti, nella provincia di Nampula, e “si trovano in centri di accoglienza o presso parenti”.
"A questo punto parliamo di 67.321 sfollati, che corrispondono a 14.217 famiglie", ha precisato. Secondo l'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati però sono quasi 100.000 le persone sfollate tra l'inizio di febbraio e l'inizio di marzo dopo che combattenti dello Stato islamico del Mozambico hanno lanciato una nuova offensiva nella zona costiera centrale e meridionale di Cabo Delgado. Secondo il portavoce governativo alcune persone fuggite in precedenza sono riuscite a tornare nei propri villaggi.
Il vescovo di Pemba, António Juliasse Ferreira Sandramo in una dichiarazione all’agenzia di stampa portoghese Lusa ha però affermato che “non ci sono ancora le condizioni di sicurezza per far ritornare gli sfollati in tutta la regione di Mazeze a riprendere la vita come prima”. Se gli sfollati dovessero ritornare “è ovvio che ritorneranno anche i missionari, i religiosi, perché sono al servizio della gente” ha sottolineato il vescovo.
La popolazione è in fuga per le violenze commesse dai jihadisti del Ansar al-Sunna, un gruppo chiamato anche Ahlu Sunna Wal Jammah) affiliati allo Stato Islamico, noti anche come Shabaab (anche se sembra non abbiamo legami con i loro omonimi somali).
Pur avendo una forte connotazione jihadisti secondo Mons. Sandramo, gli “Shabaab” colpiscono indiscriminatamente anche i musulami. “La retorica di questi gruppi è in linea con quella dello Stato islamico, al quale dicono di essere affiliati” e, quindi, “non siamo preoccupati come se combattessero contro i cattolici” afferma il vescovo secondo il quale sono la povertà e l’esclusione sociale i fattori principali che portano i giovani a integrare le file dei jihadisti.
Ansar al-Sunna dimostra di avere capacità militari sempre più feroci ed efficaci. Il 2 marzo hanno condotto un attacco con 500 uomini nel distretto di Quissanga contro una posizione dell’Unità di Intervento Rapido (UIR) difesa da solo 40 uomini. L’unità dell’élite dell’esercito mozambicano è stata costretta alla fuga. I soldati della UIR hanno dichiarato che il gruppo jihadista era composto da circa 500 uomini oltre che da donne e bambini per un totale di circa 700 individui. Le donne e i bambini erano usati come scudi umani per impedire ai soldati di sparare contro i jihadisti. Questi ultimi erano inoltre dotati di armi sofisticate. (L.M.) (Agenzia Fides 7/3/2024)


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