ASIA/INDIA - Un polo commerciale e strategico nell'Oceano Indiano: un progetto che minaccia i popoli indigeni

giovedì, 29 febbraio 2024 indigeni   diritti umani   economia   società civile  

Port Blair (Agenzia Fides) - Popoli indigeni sulle isole indiane Nicobare, nell'Oceano indiano, rischiano di scomparire in nome di un progetto di mega-sviluppo di infrastrutture commerciali e strategiche, promosso dal governo indiano. Gli shompen, piccolo gruppo di circa 300 persone, una delle tribù indigene più isolate della Terra - che hanno avuto ben pochi contatti o a volte nessun contatto con la modernità - sono stanziati sull'isola di Great Nicobar. Questo popolo verrà completamente sradicato dal suo habitat se il governo di New Delhi porterà avanti il il progetto di trasformare la loro isola natale nella cosiddetta “Hong Kong dell’India”.
Vaste aree della foresta pluviale saranno distrutte dal progetto che prevede l'edificazione di: un mega-porto, una nuova città, un aeroporto internazionale, una centrale elettrica, un parco industriale, una base navale di difesa, con la contestuale presenza di 650.000 coloni, su in isola che ospita attualmente circa 8000 abitanti.
Il progettò ha sollevato preoccupazioni e critiche da parte di organizzazioni della società civile indiana: si rimarca che nessuno dei popoli indigeni locali delle isole Andamane e Nicobare, interessate dall'iniziativa, ha dato il proprio consenso al progetto che, secondo le Ong, "viola sia la legge indiana che quella internazionale".
Nonostante la campagna che chiede di fermare l'opera, il governo indiano sembra determinato ad andare avanti: il Ministero indiano dell’Ambiente, delle foreste e dei cambiamenti climatici ha già concesso i permessi per l’abbattimento di oltre 800.000 alberi di foresta. Il progetto, nota l'organizzazione "Survival International", oltre a causare una devastazione sociale e ambientale senza precedenti, determinerà lo sterminio o degli shompen, che saranno sradicati, scacciati e, all'improvviso, esposti a malattie verso le quali hanno scarsa immunità. Come altri popoli incontaminati del mondo, gli shompen sono incredibilmente vulnerabili a epidemie e dunque destinati a scomparire velocemente, si nota.
Le preoccupazioni sono ampiamente condivise da mons.Visuvasam Selvaraj, Vescovo di Port Blair, l’unica diocesi cattolica che abbraccia l’intero territorio delle Andamane e Nicobare, costituto da 500 isole, 40 delle quali abitate, con la presenza complessiva di circa 40mila fedeli cattolici, su una popolazione di quasi 500mila abitanti in maggioranza indù, oltre a piccoli gruppi di musulmani e a popoli indigeni animisti.
Nella diocesi, che conta 18 parrocchie sparse sulle isole, operano 51 sacerdoti e nei numerosi villaggi, tutti di pescatori, vi sono spesso piccole cappelle, vere e proprie “stazioni missionarie marine”, dove a volte si avvicinano indigeni che non hanno conosciuto la civiltà moderna nè il Vangelo.
"Nella diocesi - racconta a Fides il vescovo Visuvasam Selvaraj - ci sono due grandi gruppi indigeni: le comunità con caratteri negritos; le comunità di indigeni nicobaresi con caratteri indiani, oltre poi alla presenza di indiani giunti dal continente, soprattutto dall'area di Ranchi e dal Tamil Nadu. Gli shompen sono indigeni locali tra i quali non vi sono cristiani. Vivono in armonia con la natura, procurandosi il cibo dalla foresta, per la sussistenza, e sono animisti. Il progetto di un grande hub commerciale sarebbe la loro fine. Ho visitato di recente l'isola di Great Nicobar , dove vi sono due preti e una parrocchia cattolica. Tutta la comunità locale è molto allarmata per l'imminente avvio del progetto . Pensiamo sia in aperto contrasto con quanto ci dice l'enciclica Laudato si'. Abbiamo anche provato far sentire la nostra voce, ma sembra che le ragioni del mercato avranno la meglio. Il governo non ascolta e non sembra in alcun modo intenzionato a fermare o rivedere l'opera. Sarà un grande sconvolgimento per le nostre isole, per i nostri popoli".
Secondo il governo indiano, il progetto è vitale anche per la sicurezza e la difesa, data la posizione strategica delle isole Andamane e Nicobare nell’Oceano Indiano, e mira anche a contrastare la crescente presenza della Cina nella regione. L’approvazione del progetto è prevista per i prossimi mesi e la costruzione del porto potrebbe iniziare già entro la fine del 2024.
(PA) (Agenzia Fides 29/2/2024)


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