ASIA/IRAQ - Il Movimento di Muqtada al Sadr restituisce 120 proprietà immobiliari sottratte illegalmente a cittadini cristiani e mandei

giovedì, 24 febbraio 2022 medio oriente   chiese orientali   minoranze religiose   sciiti   islam politico   discriminazione  

INA.com

Baghdad (Agenzia Fides) - Sono già più di 120 i beni immobiliari – terreni e case – restituiti ai legittimi proprietari in virtù della campagna promossa dal leader sciita Muqtada al Sadr e dal suo Movimento sadrista a favore di cittadini cristiani e mandei che in anni recenti avevano subito usurpazioni illegittime delle loro proprietà da parte di soggetti singoli o gruppi organizzati. Il risultato provvisorio della campagna di restituzione è stato diffuso dopo che una delegazione di esponenti del Comitato creato ad hoc dal Movimento sadrista ha compiuto lunedì 21 febbraio un sopralluogo in alcune delle proprietà immobiliari restituite ai legittimi proprietari.
Tra i partecipanti al sopralluogo figuravano anche Hakim al-Zamili, Vice Presidente del Parlamento, Hassan al-Kaabi, Vicepresidente del blocco sadrista nell’Assemblea parlamentare irachena, e Abu Mustafa al Hamidawi, ufficiale di Saraya al-Salam (“Brigate della pace”), formazione paramilitare che fa capo al Movimento sadrista. Al-Zamili, in alcune dichiarazioni riportate anche dalla testata online ankawa.com, ha confermato che nel recente passato gruppi da lui definiti come "mafie immobiliari" avevano approfittato delle precarie condizioni di sicurezza per appropriarsi illegalmente di case e terreni appartenenti alle comunità minoritarie, confidando che tali gruppi non avrebbero avuto modo di reagire davanti a tali atti di ingiustizia. Il Movimento sadrista – ha aggiunto al Zamili – rivendica il suo ruolo di protettore “di ogni persona debole”, e combatterà con ogni mezzo legale le prevaricazioni perpetrate a danno delle comunità minoritarie. Le proprietà recuperate sono abitazioni, case, terreni agricoli, edifici commerciali, perfino piccole fabbriche e negozi, disseminati tra le città di Baghdad, Mosul, Bassora e Kirkuk.
Le elezioni parlamentari irachene del 10 ottobre2021 hanno visto una netta affermazione del Movimento sadrista, che in Parlamento ora occupa 73 dei 329 seggi disponibili. Dalle elezioni è uscito ridimensionato il peso parlamentare dei Partiti sciiti filo-iraniani, che hanno duramente contestato i risultati. Finora non è stato possibile procedere alla formazione di un nuovo governo. Né all’elezione di un nuovo Presidente.
All’inizio del 2021, come riferito dall’Agenzia Fides (vedi Fides 4/1/2021), il leader sciita iracheno Muqtada al Sadr aveva disposto la creazione di un Comitato ad hoc, incaricato di raccogliere e verificare notizie e reclami riguardanti i casi di esproprio abusivo di beni immobiliari subiti negli ultimi anni da proprietari cristiani e mandei (minoranza religiosa che segue dottrine di matrice gnostica) in diverse regioni del Paese. L’intento dell’operazione sponsorizzata dal leader sciita – si leggeva nel comunicato - era quello di ristabilire la giustizia, ponendo fine alle violazioni lesive dei diritti di proprietà dei “fratelli cristiani”, anche quando a commetterle fossero stati personaggi affiliati allo stesso Movimento sadrista. La richiesta di segnalare casi di espropriazioni illegali subite era estesa anche alle famiglie di cristiani che hanno lasciato il Paese negli ultimi anni, con la richiesta di far pervenire al Comitato le segnalazioni di usurpazioni fraudolente subite.
Il fenomeno della sottrazione illegale delle case dei cristiani ha potuto prendere piede anche grazie a connivenze e coperture di funzionari corrotti e disonesti, che si mettono a servizio di singoli impostori e gruppi organizzati di truffatori (vedi Fides 23/7/2015).
Il furto “legalizzato” delle proprietà delle famiglie cristiane è strettamente collegato all'esodo di massa dei cristiani iracheni, accentuatosi a partire dal 2003, dopo gli interventi militari a guida Usa messi in atto per abbattere il regime di Saddam Hussein. Tanti truffatori si sono appropriati di case e terreni rimasti incustoditi, contando sulla facile previsione che nessuno dei proprietari sarebbe tornato a reclamarne il legittimo possesso.
Le mosse del Movimento di Muqtada al Sadr hanno innescato una sorta di competizione che vede diverse sigle e blocchi politici gareggiare per intestarsi il titolo di “protettori” delle comunità minoritarie, cristiani compresi. Una singolare concorrenza che non sembra comunque affrancarsi dalla tentazione e dalle illusioni – coltivate in ambienti e modi diversi - di far dipendere in toto il presente e il futuro dei cristiani in Iraq e in Medio Oriente dalla disponibilità garantita di accesso a denaro e beni immobiliari o dalla riaffermazione della propria rilevanza socio-politica. Dimenticando – come ha suggerito alcuni mesi fa, con parole profetiche, l’Arcivescovo palestinese Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini – che le incertezze sul futuro dei cristiani in Medio Oriente “non sono innanzitutto una questione di numeri, anche se i numeri sono importanti, ma sono una questione di fede”.
(GV) (Agenzia Fides 24/2/2022)


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