ASIA - Da 40 anni il Jesuit Refugee Service accanto a rifugiati e migranti: con la pandemia si rafforza l'impegno

lunedì, 16 novembre 2020 rifugiati   migranti   solidarietà   gesuiti   aree di crisi   pandemia   coronavirus  

Dhaka (Agenzia Fides) - “Sebbene molto sia cambiato negli ultimi 40 anni, la nostra missione di accompagnare, servire e difendere i rifugiati e gli sfollati rimane la stessa e resta un servizio necessario e prezioso in Asia, laddove tutto è iniziato”: lo dice all'Agenzia Fides il Gesuita padre Pradeep Perez, che lavora in Bangladesh come membro del team del Jesuit Refugee Service (JRS), che ha celebrato il suo 40° anniversario nell'opera di accompagnare rifugiati e migranti in tutto il mondo.
Il JRS, che è nato proprio come risposta a un'emergenza internazionale registratasi nel continente asiatico, oggi lavora in Bangladesh con i rifugiati Rohingya sotto la guida e la supervisione di p.Jerry Gomes SJ e p. Francis Dores SJ. "Il JRS dedica i suoi sforzi alla protezione dei vulnerabili e dei diritti dei rifugiati in Bangladesh, in numerose altre nazioni asiatiche e di tutto il mondo" rileva padre Perez. "Noi del JRS ribadiamo il linguaggio della giustizia sociale per i diritti dei rifugiati e riconosciamo la nostra chiamata, come persone di fede, ad accompagnarli e servirli nel cammino di difesa e promozione della loro dignità umana" osserva il sacerdote.
"In mezzo alla pandemia di Covid-19, i vari team del JRS, nei diversi paesi asiatici hanno rafforzato l'impegno di restare accanto ai rifugiati, per accompagnarli in tutto il percorso di sostegno umanitario e promozione umana, di cura della sofferenza, di istruzione e formazione professionale. Questo accade quando vi sono disastri umanitari o episodi di crisi, ma anche e soprattutto quando tutte le luci dell'attenzione internazionale sembrano spegnersi e queste persone rischiano di essere dimenticate dai governi, come avvenuto per i musulmani Rohingya, fuggiti dal Myanamar in Bangladesh. In tale situazioni restiamo fedeli alla nostra missione" aggiunge.
Come spiega p. Perez, il JRS garantisce che i rifugiati abbiano l'opportunità di ottenere un'istruzione qualificata, imparino a gestire le loro fonti di reddito, possano proteggersi dalle vulnerabilità, e siano accompagnati materialmente, psicologicamente e spiritualmente, perché diventino cittadini completamente autosufficienti e possano reinserirsi nei diversi contesti socio-economici.
Il JRS è stato fondato 40 anni fa, il 14 novembre 1980, dal Servo di Dio padre Pedro Arrupe, ex Preposito generale della Compagnia di Gesù. Fu un progetto che prese forma in Asia, come risposta diretta alla crisi umanitaria dei boat people vietnamiti. Padre Arrupe incaricò una squadra di pionieri di quattro membri per il servizio ai migranti vietnamiti. Da allora, il JRS riconosce e risponde alla chiamata di Dio per assistere queste persone e aiutarle nella loro vita di rifugiati.
Oggi, il JRS, che ha sede centrale a Roma e serve 725mila rifugiati in tutto il mondo, è presente con i suoi team locali in 56 paesi del mondo. L'organizzazione porta avanti la missione di accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati, degli sfollati interni e di chiunque sia obbligato a lasciare le proprie case per soddisfare i bisogni educativi, sanitari e sociali.
(SD-PA) (Agenzia Fides 16/11/2020)


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