AMERICA/ARGENTINA - Verso l’incontro con Papa Leone XIV, l’appello del vescovo di La Rioja per il lavoro e la partecipazione

mercoledì, 4 novembre 2026

Diocesi di La Rioja

La Rioja (Agenzia Fides) – Un messaggio capace di rafforzare l’unità, promuovere il dialogo e alimentare la fiducia nella possibilità di costruire insieme il futuro. È quanto si attende il vescovo di La Rioja e presidente della Commissione episcopale per la Pastorale sociale (CEPAS), Dante Braida, dalla prossima visita di Papa Leone XIV in Argentina, con particolare riferimento all’incontro con i rappresentanti del mondo del lavoro, in programma lunedì 9 novembre presso l’Università Cattolica Argentina (UCA).

«Ci auguriamo di ricevere un messaggio chiaro, che ci aiuti a rafforzare l’unità, il dialogo e la fiducia nella possibilità di trovare convergenze e costruire insieme il futuro», ha dichiarato il presule in una nota diffusa dalla diocesi di La Rioja.

All’incontro prenderanno parte circa mille persone, tra lavoratori, dirigenti sindacali, imprenditori di aziende piccole, medie e grandi, rappresentanti dei movimenti sociali ed esponenti del mondo accademico.

Come riferito nella nota pervenuta all’Agenzia Fides, spetterà al vescovo Braida introdurre l’incontro e presentare al Pontefice il programma della giornata, che prevede anche cinque testimonianze provenienti da diversi ambiti del mondo produttivo. «Sarò io a presentare al Papa questo incontro, anzitutto per ringraziarlo, perché nella sua enciclica Magnifica Humanitas affronta in modo specifico il tema del lavoro e le trasformazioni che esso sta attraversando a causa delle nuove tecnologie», ha spiegato il presule. Nel suo intervento, Braida intende inoltre richiamare l’attenzione sulla crescente preoccupazione per la disoccupazione nel Paese e sulla necessità di un impegno comune per costruire «un mondo migliore, nel quale ci sia più lavoro per tutti, soprattutto per le nuove generazioni».

Gli impegni del presule inizieranno domenica 8 novembre al Palazzo San Martín, dove parteciperà alla cerimonia ufficiale di accoglienza insieme alla Commissione esecutiva della Conferenza episcopale argentina (CEA), guidata dall’arcivescovo di Mendoza, Marcelo Colombo, ai membri della Commissione permanente e alle autorità nazionali, provinciali e legislative. Il giorno successivo accompagnerà il Papa all’incontro con il mondo della disabilità, previsto a Claypole. Nel pomeriggio prenderà parte alla celebrazione dei Vespri nella cattedrale metropolitana, insieme ai gruppi e alle équipe impegnati nel cammino sinodale. Braida ha inoltre confermato che tre rappresentanti della diocesi di La Rioja faranno parte della delegazione coinvolta nell’appuntamento dedicato alla dimensione sinodale della Chiesa. Dopo l’omaggio a Papa Francesco nella cattedrale, i vescovi condivideranno una cena con Leone XIV. Il presule ha definito questo appuntamento «il momento di contatto più diretto dell’intero episcopato con il Pontefice».

La visita assume per il vescovo anche un significato personale, legato a un ricordo della sua giovinezza. Aveva infatti 19 anni quando, nel 1987, ebbe l’occasione di assistere a Córdoba alla visita di san Giovanni Paolo II in Argentina. «Noi giovani della Chiesa dei Cappuccini eravamo stati coinvolti nella formazione del cordone lungo avenida Vélez Sarsfield. A 19 anni ebbi la possibilità almeno di vederlo passare e di partecipare a una celebrazione eucaristica», ha ricordato. Un’esperienza che oggi, alla luce del suo ministero episcopale, assume un significato ancora più profondo: «Per me è particolarmente significativo. Noi vescovi siamo i collaboratori diretti del Papa; questa visita è una grazia grande, che viene a confermare e incoraggiare il cammino che percorriamo quotidianamente».

Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito Braida vi è anche il riferimento di Leone XIV al beato Enrique Angelelli (vedi Agenzia Fides 7/7/2026), ricordato tra i «martiri della fraternità e della giustizia», insieme a san Massimiliano Kolbe e a mons. Óscar Romero. «La presenza di Angelelli in questo riferimento rappresenta un riconoscimento molto importante per una figura che ha cercato di promuovere una Chiesa partecipativa e missionaria», ha sottolineato il vescovo. Se avrà l’opportunità di rivolgere personalmente un saluto al Pontefice, Braida desidera ringraziarlo proprio per questa particolare attenzione: «Desidero farlo come vescovo di La Rioja e a nome dell’intero popolo riojano».

In conclusione, il presule ha voluto sottolineare che il significato della visita pontificia non si esaurirà nelle celebrazioni e negli incontri in programma durante la permanenza del Papa, ma dovrà tradursi in un percorso destinato a proseguire nel tempo. «La visita prevede una fase di preparazione, l’evento vero e proprio e, successivamente, l’accoglienza dei messaggi, il loro approfondimento e il dialogo con i diversi settori della società, anche con coloro che hanno posizioni e idee differenti», ha affermato.

Braida ha quindi richiamato l’importanza della partecipazione e della corresponsabilità nella costruzione del futuro del Paese, evidenziando come le trasformazioni necessarie alla società richiedano il coinvolgimento di tutti: «Nella nostra società ci sono diverse realtà che hanno bisogno di essere rinnovate o trasformate. Questo richiede una partecipazione ampia e convinta dei cittadini, non soltanto delle autorità, ma dell’intero popolo».

Un invito, dunque, a fare della visita di Leone XIV non soltanto un evento ecclesiale, ma anche un’occasione per rilanciare il dialogo tra Chiesa e società, affrontare le sfide del mondo del lavoro e promuovere percorsi condivisi di giustizia sociale e di speranza, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
(AP) (Agenzia Fides 4/11/2026)


Condividi: