AFRICA/ETIOPIA - Attacco all’antico monastero di Sant' Arsema: “gli edifici possono essere distrutti e le vite possono essere spezzate, ma la nostra fede in Cristo rimane”

venerdì, 31 luglio 2026

Addis Abeba (Agenzia Fides) – L'antico monastero di Sant' Arsema, nel South Wollo, nella regione etiope di Amhara, è stato gravemente danneggiato da un attacco con drone avvenuto il 22 luglio 2026. Numerose le vittime tra monaci, sacerdoti, religiose e fedeli della Chiesa ortodossa etiope Tewahedo che si trovavano nel monastero per partecipare alla liturgia.

Secondo diverse fonti locali, hanno perso la vita due religiose e sei sacerdoti e religiosi. Si registrano inoltre numerosi feriti tra i civili e i fedeli presenti.

Per molti cristiani etiopi questa tragedia rappresenta molto più della perdita di vite umane: è venuto meno il senso di sicurezza di luoghi da sempre considerati sacri. “Le nostre chiese e i nostri monasteri sono sempre stati luoghi in cui le persone vengono per cercare Dio, pregare e trovare pace», ha dichiarato un pastore etiope, confermando il clima di paura che si è diffuso nelle comunità cristiane.
“Quando un luogo di culto diventa un luogo di morte, i fedeli iniziano a chiedersi dove possano riunirsi in sicurezza”, si legge inoltre in una nota diffusa sui social. “Che l'obiettivo fossero combattenti armati oppure no, le persone che hanno perso la vita erano fedeli, sacerdoti e religiose. Le famiglie hanno perso i propri cari e la Chiesa è in lutto. Persone innocenti non dovrebbero mai pagare il prezzo della guerra.”

L'attacco è avvenuto nel contesto del conflitto in corso tra le forze governative etiopi e i combattenti della milizia Fano nella regione di Amhara. Il governo ha sostenuto che i miliziani utilizzassero il monastero come rifugio.

Il pastore, citato dai social, ha spiegato che questo grave episodio ha alimentato il timore di molti fedeli di partecipare alle celebrazioni religiose, soprattutto nelle aree interessate dal conflitto. “Molti vivono nella paura e temono di riunirsi per il culto”, ha affermato. “I genitori si chiedono se sia ancora sicuro portare i propri figli in chiesa, perché temono che quanto accaduto al monastero di Arsema possa ripetersi altrove. È una paura che non avremmo mai voluto vedere nel nostro popolo. Trascorriamo le nostre giornate a confortare persone che si domandano perché sia successo tutto questo. Non sempre abbiamo risposte, ma le indirizziamo verso Cristo.”

Nonostante la tragedia, la Chiesa ortodossa etiope continua a testimoniare la propria fede e invita i cristiani di tutto il mondo a sostenerla in questo momento di prova.

“La nostra speranza non è venuta meno”, ha dichiarato un altro membro della comunità ortodossa etiope. “Gli edifici possono essere distrutti e le vite spezzate, ma la nostra fede in Cristo rimane. Continuiamo a pregare per la pace, la giustizia e la riconciliazione del nostro Paese, e a pregare non solo per le famiglie delle vittime, ma anche per la pace in Etiopia.”

(AP) (Agenzia Fides 31/7/2026)


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