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di Cosimo Graziani
Le crisi dell’ordine internazionale e l’indebolimento del multilateralismo assumono, ai margini delle grandi catastrofi umanitarie, l’aspetto di una strage silenziosa: quella degli operatori umanitari.
Una volta considerati il fiore all’occhiello delle agenzie internazionali in un sistema che vedeva in loro la punta di diamante della collaborazione tra le nazioni per sconfiggere fame, siccità e guerre, oggi si trovano a pagare un conto pesantissimo in termini di vite umane, con un bilancio che negli anni tende a crescere anziché diminuire.
Nel 2025, in 21 Paesi sono stati uccisi almeno 326 operatori, portando il bilancio di questa guerra contro chi porta aiuti ai civili a 1.010 vittime in tre anni.
Secondo le stime, più della metà di loro hanno perso la vita tra Gaza e la Cisgiordania (560, per l’esattezza), 130 nella guerra dimenticata del Sudan, 60 in Sud Sudan, 25 in Ucraina e altrettanti nella Repubblica Democratica del Congo.
La conta dei morti è solo il tratto più tragico di un fenomeno di diffusa violenza che vede almeno 600 episodi l’anno tra rapimenti, ferimenti gravi, arresti e detenzioni ad opera tanto delle forze irregolari presenti sui territori di crisi quanto di quelle regolari.
Spesso la morte viene dal cielo: gli attacchi aerei, specialmente a Gaza, in Libano e in Ucraina, sono la principale causa di morte. In Africa invece bisogna tenere conto soprattutto delle armi leggere in mano a forze militari o paramilitari composte da personale poco addestrato e molto determinato.
I rapimenti sono aumentati in Sud Sudan, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Nigeria e Sudan, ma più in generale è cresciuto il numero di arresti e detenzioni di operatori umanitari da parte delle autorità statali e locali come strumento di molestia e controllo delle organizzazioni che operano in loco. I dati parlano di 14 casi di rapimento, 145 di arresti e fermo di polizia, 441 di intimidazione e molestie. Queste ultime liste attestano anche l'erosione che va subendo l’autorevolezza del sistema delle agenzie internazionali e del sistema multilaterale in generale.
Se i consessi delle nazioni non sono più riconosciuti come freno delle violenze ma come semplici assemblee che intralciano la libertà degli Stati, ognuno si sente libero di ricorrere alle maniere dure con chi agisce sotto la loro egida. Il mondo ricco le sta abbandonando e le conseguenze sono anche finanziarie.
Il settore degli aiuti umanitari infatti risente ancora fortemente del congelamento, deciso lo scorso anno da Donald Trump, di quasi tutti i finanziamenti esteri per lo sviluppo e gli aiuti nelle aree di crisi. Molti i programmi che sono stati costretti a chiudere, molti quelli che si sono trovati costretti a tagliare drasticamente su tutto, anche sulla sicurezza del personale. Non solo: la decisione di Washington ha comportato un rafforzamento della narrazione che descrive l’Onu e le agenzie internazionali come sostanzialmente inefficienti (e corrotte), alimentando le facili rivalse e la propaganda ai loro danni.
Purtroppo l’Onu, sostanzialmente priva dell’appoggio di suoi rilevanti membri - a cominciare da chi occupa un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza - non può che dimostrare una volta di più la propria impotenza di fronte all’uso plateale della forza bruta.
La risoluzione 2730 del maggio 2024 del Consiglio di Sicurezza (promossa dalla Svizzera, approvata con 14 voti favorevoli e la sola astensione della Russia), ha esortato infatti gli Stati membri a imporre il rispetto del diritto internazionale per la protezione degli operatori umanitari, a condurre indagini indipendenti, tempestive ed efficaci sulle violazioni contro il personale umanitario e dell’Onu, a perseguire i responsabili.
Nel 2025 sono stati registrati 62 attacchi contro installazioni delle Nazioni Unite e 84 contro mezzi che operavano con bandiera Onu. “Ci considerano un obiettivo facile e legittimo”, ha detto Tom Fletcher, l’alto funzionario del Palazzo di Vetro cui è toccato esporre lo stato della situazione al Consiglio di Sicurezza. (Agenzia FIdes 28/4/2026)