Kinshasa (Agenzia Fides) – “Le pressioni degli Stati Uniti hanno costretto l’M23 a ritirarsi da Uvira” riferiscono all’Agenzia Fides fonti locali dalla seconda città del Sud Kivu, da alcune settimane contesa dalle forze armate congolesi ai ribelli filo ruandesi (vedi Fides 29/12/20025).
“Nel corso della settimane è previsto che i combattenti dell’M23 si ritirino da Sange (uno dei comuni nel Territorio di Uvira) che è l’ultimo villaggio ancora occupato da loro, per spostarsi in direzione di Kamanyola, dove i ribelli sono presenti da almeno sei mesi” riferiscono le fonti di Fides.
Le pressioni americane per far ritirare l’M23 da Uvira non sono state solo di ordine politico diplomatico, ma si sono fondate su atti concreti sul terreno. “Vi sono una ventina di ufficiali statunitensi che appoggiano l’esercito congolese. Una metà sono mercenari di una società militare privata, gli altri sono militari delle forze armate americane, che avrebbero pianificato l’offensiva governativa e individuati i bersagli da colpire con i droni, nel caso l’M23 non si fosse ritirato” riferiscono le fonti di Fides. Secondo la pubblicazione francese Africa Intelligence, la società privata militare americana Vectus Global a gennaio di quest’anno ha raggiunto un accordo col governo di Kinshasa per sostenere le operazioni per riprendere il controllo di Uvira. Secondo la pubblicazione francese diversi uomini di Vectus Global sono in prima linea insieme ai soldati congolesi fornendo appoggio d’intelligence e di artiglieria.
Per mettere in sicurezza la città sono in arrivo i Caschi Blu della Missione di stabilizzazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO). Come riferiscono le nostre fonti “la MONUSCO sta inviando un proprio contingente a Uvira, mentre sono in arrivo in città centinaia di militari governativi”.
In risposta all’offensiva governativa nel Sud Kivu l’M23 ha dichiarato di aver effettuato un attacco contro l'aeroporto Bangoka di Kisangani, capoluogo della provincia di Tshopo, nel nord-est. Il leader ribelle Corneille Nangaa ha qualificato l'attacco come un avvertimento al governo di Kinshasa e un segnale che l'esercito non poteva più contare sull’aeroporto come base di retrovia sicura.
Le autorità della provincia di Tshopo, hanno dichiarato che otto droni carichi di esplosivo hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Bangoka tra il 31 gennaio e il 1° febbraio. Secondo i funzionari, tutti sono stati abbattuti prima di raggiungere l'obiettivo e non sono state segnalate vittime.
L'aeroporto si trova a circa 17 km dal centro di Kisangani e a circa 700 km dalle principali linee del fronte nel Nord e nel Sud Kivu. (L.M.) (Agenzia Fides 6/2/2026)