ASIA/SRI LANKA - Il paese sulla via della ripresa dopo il ciclone Ditwah, la comunità ecclesiale impegnata "per infondere nuova speranza", dice p. Fernando

mercoledì, 14 gennaio 2026 disastri naturali  

Caritas Sri Lanka

Colombo (Agenzia Fides) - "Con la furia del ciclone Ditwah, e le conseguenti alluvioni  avvenute tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre del 2025, la gente ha perso tutto. Il bilancio delle vittime ha superato le 600 persone e sono state  2,3 milioni le persone colpite. Oggi, mentre si cerca di risollevarsi, almeno un milione di persone necessita di aiuti. La Chiesa cattolica in Sri Lanka sta facendo la sua parte, una parte importante per ridare speranza": lo racconta all'Agenzia Fides padre Basil Rohan Fernando, sacerdote di Colombo e Direttore delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Sri Lanka
Più del 20% del territorio dello Sri Lanka è stato colpito, causando danni a case, edifici commerciali, strade, ponti e reti elettriche. Secondo dati governativi, sono andati distrutti circa 720.000 edifici, 16.000 km di strade, 278 km di binari ferroviari e 480 ponti.
Rileva p. Fernando: "Ci siamo trovati all'improvviso a subire una nuova dura crisi. Oltre all'impatto a breve termine, ciò comporterà costi a medio-lungo termine, poiché la ricostruzione richiederà tempo", nota.
"In questa situazione - prosegue -  la comunità cattolica in Sri Lanka si è coinvolta e si impegna con un solo scopo: infondere nuova speranza. Ci siamo assunti una speciale responsabilità, quella di tenere viva la speranza. Questo lo si fa sostenendo moltissime persone, con aiuti a livello  materiale, finanziario ma anche spirituale, psicologico e sociale, come è avvenuto nel periodo di Natale e come continua ad accadere oggi", afferma. "Anche le Pontificie Opere Missionarie hanno un ruolo significativo e operano in tutte le diocesi, restando vicine alle persone colpite", nota, "in un'atmosfera  di piena collaborazione con le istituzioni e con il governo". 
"Il governo - aggiunge il Direttore delle POM - sta facendo del suo meglio per ricostruire strade, ponti,  linee dei treni,  scuole, ma anche per sostenere individui e famiglie: la gente avverte il supporto concreto dello stato ed è un dato significativo", rileva.
Nell'impatto a  breve termine, rimarca, "il governo ha dato priorità alla spesa sociale per prendersi cura dei più vulnerabili. Chi ha perso la casa riceve un sussidio di 5 milioni di rupie, e lo stesso avviene anche per quanti hanno perso il raccolto o hanno visto distrutto  il proprio  appezzamento di terra, che era il sostentamento di base  per le famiglie di agricoltori", riferisce. "I sussidi pubblici  hanno raggiunto le famiglie che hanno ragazzi in età scolare, per riorganizzare i materiali scolastici e riprendere gli studi", nota. "L'impegno del governo di  Anura Kumara Dissanayake va sicuramente apprezzato, così come ringraziamo paesi e organizzazioni di tutto il mondo, come le Caritas di numerose nazioni, per l'assistenza finanziaria che riceviamo: non ci sentiamo abbandonati", conclude il p. Fernando.
Secondo il governo, il costo della ripresa e della ricostruzione dopo le inondazioni in Sri Lanka si aggira intorno ai 7 miliardi di dollari, una cifra  pari al  7% del Prodotto Interno Lordo  ed è quasi il 50% delle entrate governative nel 2025. Lo Sri Lanka attraversava una fase di ripresa dopo il default economico dichiarato nel 2022, a causa della crisi del debito. Il disastro naturale ha inflitto un nuovo, duro colpo all'economia, mentre era in corso il processo di  ristrutturazione del debito, grazie a programmi e prestiti del Fondo Monetario Internazionale.
(PA) (Agenzia Fides 14/1/2025)


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