VATICANO - Giornata dell’Infanzia Missionaria: il “grazie” di Leone XIV ai bambini e i ragazzi che “in tante parti del mondo, pregano per i missionari”

martedì, 6 gennaio 2026 papa leone xiv   infanzia missionaria   missione  

VaticanMedia

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - «Voglio salutare e ringraziare tutti i bambini e i ragazzi che, in tante parti del mondo, pregano per i missionari e si impegnano ad aiutare i loro coetanei più svantaggiati. Grazie, cari amici!». Con queste parole Papa Leone XIV ha voluto rivolgere il suo “grazie” ai bambini e ai ragazzi coinvolti nella rete di preghiera e carità animata in tutto il mondo dalla Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria. Lo ha fatto dopo aver recitato la preghiera mariana dell’Angelus, affacciato dalla loggia centrale della Basilica vaticana, in occasione della Solennità dell’Epifania, che - ha ricordato il Vescovo di Roma - è anche la festa liturgica in cui si celebra «la Giornata Missionaria dei Ragazzi».
Prima di recitare la preghiera dell’Angelus, rivolto alla moltitudine raccolta in Piazza San Pietro nonostante la giornata di pioggia, Papa Prevost aveva ricordato che l’Epifania, «già nel suo nome, ci suggerisce che cosa rende possibile la gioia anche in tempi difficili».
La solennità liturgica dell’Epifania (parola che per la sua etimologia di matrice greca, significa “manifestazione”) celebra il primo rivelarsi del Mistero della salvezza di Cristo a tutti i popoli, simboleggiati dai Re Magi giunti da lontano fino a Betlemme per adorare Gesù bambino. Dopo che Dio ha preso carne umana e si è fatto uomo in Cristo Gesù - ha spiegato Papa Prevost prima di recitare l’Angelus - «la nostra gioia nasce da un Mistero che non è più nascosto. Si è svelata la vita di Dio: molte volte e in diversi modi, ma con definitiva chiarezza in Gesù, così che ora sappiamo, anche fra molte tribolazioni, di poter sperare. “Dio salva”: non ha altre intenzioni, non ha un altro nome. Viene da Dio ed è epifania di Dio solo ciò che libera e salva».
Nel mistero della nascita di Gesù, che con l’Epifania inizia a manifestarsi a tutte le genti - ha rimarcato il Pontefice nella breve catechesi pronunciata prima dell’Angelus - «la vita divina è alla nostra portata, si è manifestata, per coinvolgerci nel suo dinamismo liberante che scioglie le paure e ci fa incontrare nella pace. È una possibilità, un invito: la comunione non può essere una costrizione, ma che cosa si può desiderare di più?».

Inoltre - ha aggiunto il Successore di Pietro, prendendo ancora spunto dal racconto evangelico del viaggio dei Re Magi fino a Betlemme - «la speranza che annunciamo dev’essere coi piedi per terra: viene dal cielo, ma per generare, quaggiù, una storia nuova. Nei doni dei Magi, allora, vediamo ciò che ognuno di noi può mettere in comune, può non tenere più per sé ma condividere, perché Gesù cresca in mezzo a noi. Cresca il suo Regno, si realizzino in noi le sue parole, gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace». (GV) (Agenzia Fides 6/1/2026)


Condividi: