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Caracas (Agenzia Fides) - Asciutti appelli alla saggezza e all’unità del popolo, intrecciati con parole di accompagnamento spirituale. Hanno questo accento i messaggi rivolti nelle ultime ore alla popolazione del Venezuela dai Vescovi cattolici venezuelani e dai vertici del Celam (Consiglio episcopale latinoamericano) dopo l’operazione militare sferrata nelle prime ore di sabato 3 gennaio a Caracas e in altre aree del Paese sudamericano dalle forze militari statunitensi, operazione culminata con l’arresto e la deportazione del Presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie.
La Conferenza episcopale cattolica venezuelana ha diffuso attraverso il suo profilo ufficiale Instagram un messaggio per esprimere vicinanza alle vittime del blitz statunitense (almeno ottanta tra militari e civili, secondo le informazioni più accreditate dai media locali e internazionali) e invitare tutti a pregare affinché sia custodita l’unità del Paese.
«Davanti agli eventi che vive il nostro Paese - scrivono i Vescovi venezuelani - chiediamo a Dio di concedere a tutti i venezuelani serenità, saggezza e forza. Siamo solidali con i feriti e con le famiglie di quanti sono morti. Perseveriamo nella preghiera per l’unità del nostro popolo».
Anche la Presidenza del Celam (Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico) ha diffuso domenica 4 gennaio un messaggio «di prossimità e speranza alla Chiesa e al popolo pellegrini in Venezuela». Rivolti a Vescovi, sacerdoti, consacrate, consacrati e ai laici venezuelani, i dirigenti del Celam scrivono che celebrare la solennità della Epifanía in questo momento «vuol dire rinnovare la nostra fede in Dio vicino ai popoli, che cammina con loro, illumina la notte e apre cammini nuovi, anche quando tutto sembra incerto. Come i Re Magi, continuiamo a cercare la stella che ci porta a Cristo, luce che nessuno può spegnere».
Nel messaggio - firmato in primis dal Cardinale francescano Jaime Spengler, Arcivescovo di Porto Alegre, Presidente del Celam, e dal primo Vice-presidente, il venezuelano José Louis Azuaje Ayala, Arcivescovo di Maracaibo -, la dirigenza del Celam fa proprie le parole di Papa Leone XIV, «che si è espresso in merito alla situazione che vive il Venezuela e ha ricordato che il bene del popolo deve stare sempre al di sopra di ogni altra considerazione. Il suo appello è chiaro e pieno di speranza: occorre superare ogni violenza, rispettare la dignità di ogni persona, prendersi cura dei più poveri e intraprendere cammini di giustizia e pace, costruiti sul dialogo e sulla verità. Con questa convinzione» prosegue il messaggio rivolto ai fratelli e alle sorelle venezuelani «vogliamo ribadire che non siete soli. Il CELAM cammina con voi e con il popolo venezuelano, incoraggiando ogni sforzo per costruire ponti, sanare le ferite e promuovere la riconciliazione, senza escludere nessuno».
Il messaggio del CELAM si conclude affidando «questo tempo e questo cammino all'amorevole intercessione di Nostra Signora di Coromoto, Madre del popolo venezuelano, e alla luminosa testimonianza di San José Gregorio Hernández e di Madre Carmen Rendiles (canonizzati da Papa Leone XIV il 19 ottobre 2025, ndr), affinché accompagnino la Chiesa e l'intera nazione venezuelana nella costruzione di un futuro di pace, dignità e speranza»». (GV) (Agenzia Fides 5/6/2026)
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