Le strade aperte della missione al centro del Convegno della “Chiesa dei Covoni”

giovedì, 22 ottobre 2026 dicastero per l'evangelizzazione   missione   pontificia università urbaniana  



Roma (Agenzia Fides) – Le Chiese che un tempo accoglievano i missionari ora li inviano”. Per questo la missione affidata da Cristo alla sua Chiesa “non può più scorrere in una sola direzione”. E va riconosciuta e accolta come uno scambio di doni. Uno scambio che richiede anche un aiuto vicendevole a liberarsi di schemi culturali tramontati, nella gratitudine per ciò che lo Spirito ha suscitato e continua a suscitare nel cammino della Chiesa.
È questa l’intuizione che anima l’iniziativa(Convegno sulla “Chiesa dei Covoni”, in corso presso la Pontificia Università Urbaniana. Il colloquio/simposio “promosso dal Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari) realizzata in collaborazione con il Center for World Catholicism and Intercultural Theology (CWCIT) della DePaul University, insieme ad alcune università cattoliche selezionate, istituzioni ecclesiali e partner missionari nei cinque continenti.

Nella mattinata di oggi, l’orizzonte del Convegno è stato delineato nell’intervento introduttivo dell’’Arcivescovo Fortunatus Nwachukwu, Segretario del Dicastero missionario.


Nella prima sessione moderata da Mons. Agositno Han, capo ufficio del Dicastero missionario, il professor Vincenzo Buonomo Rettore della Pontificia Università Urbaniana, ha dato il benvenuto alla platea di teologi e teologhe, sacerdoti, suore e operatori pastorali provenienti da ogni parte del mondo, definendo i partecipanti al Convegno come un “segno concreto di cattolicità e reciprocità” e ponendo i lavori sotto la protezione di San John Henry Newman, patrono dell’università.
Il condirettore dell’iniziativa Padre Jaeho Chung Massimiliano, professore della Pontificia Urbaniana, ha presentato la singolare strutturazione del Convegno: presentazioni dei contributi elaborati da 14 gruppi di lavoro, con relazioni su base tematica o regionale, orientativa “criteri guida” della missione e della sinodalità. Il professor Jaeho ha anche prefigurato gi sviluppi futuri del percorso globale iniziato sotto la formula della “Chiesa dei Covoni” che si avvarranno anche di pubblicazioni di testi, podcast. Formativi, partecipazione e un corso di formazione on line, ispirato alla “Chiedo sei Covoni” «Gift Exchange: The Church of the Sheaves».
Il Professore Stan Chu Ilo, della University DePaul ha dato l’avvio ai lavori descrivendo la missione come uno scambio reciproco di doni: «Il seme è diventato un fascio di spighe. Ma il fascio contiene anche nuovi semi». Le Chiese che un tempo accoglievano i missionari ora sono quelle che danno, e quelle che un tempo inviavano missionari vengono a loro volta arricchite, perché « la missione non procede in una sola direzione». Padre lo ha riconosciuto le lacune nel modo in cui vengono formati i missionari, e ha sollecitato. A favorire un racconto della vicenda della missione della Chiesa che «non nasconda i capitoli dolorosi ma non finisca mai nella disperazione».


Nella giornata di giovedì 22 ottobre, le sessioni di lavoro si sono susseguite richiamando le sorgenti teologiche, storiche e pastorali a cui attinge l’iniziativa della “Chiesa dei Covoni” .Richiamando anche “l'economia della grazia”.

Nella a giornata di venerdì 23 ottobre, interventi e dialoghi si intrecceranno intorno al tema ”Una Chiesa missionaria nello spirito, posta davanti alle urgenze e ai punti di sofferenza delle comunità ecclesiale nei diversi contesti. Convegnisti Europa e Nord America riflettono sulla conversione missionaria in società segnate da secolarizzazione, migrazioni e nuove forme di appartenenza ecclesiale. Nella sessione Partecipanti di Asia e Africa racconteranno il passaggio che vede fiorire in quelle atiche “terre di missioni” nuove Chiese missionarie che offrono doni alla Chiesa universale. Membri delle Chiese di America Latina e Caraibi racconteranno l'esperienza di una missione popolare, profetica e nata dalle periferie.
L’iniziativa ispirata dall’immagine della “Chiesa dei Covoni” si muove in sintonia con i richiami costanti del Magistero di Papa Francesco e Papa Leone IV alla natura e alla vocazione missionaria della Chiesa.: un ospedale da campo della misericordia, una casa spirituale per gli stanchi, una comunità di speranza che costruisce ponti e un sacramento dell’amore riconciliatore di Dio in un mondo che anela alla guarigione e al senso di appartenenza. (PR) (Agenzia Fides 22/10/2026)


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