Huancayo (Agenzia Fides) - – La Conferenza episcopale peruviana ha espresso il suo «più profondo dolore» per le vite perdute e i gravi danni causati dal sisma avvenuto nella regione di Junín, nel centro del Paese, assicurando la propria vicinanza spirituale alle famiglie in lutto e alle persone sfollate. In un messaggio firmato dal suo Presidente, l’Arcivescovo Carlos García Camader, vescovo di Lurín, essa assicura la preghiera per il riposo eterno dei defunti e chiede al Signore di «concedere a tutti forza, consolazione e speranza».
Secondo l’Istituto geofisico del Perù, il terremoto, di magnitudo 5,1 e a bassa profondità, ha scosso sabato 18 luglio alle 21.24 (ora locale) il distretto di Chongos Bajo, nella provincia di Chupaca, regione andina di Junín, a circa 300 km a est di Lima. Il bilancio provvisorio parla di almeno sei morti, di oltre una trentina di feriti e di diverse centinaia di sfollati, mentre le autorità continuano a valutare la situazione nei villaggi più isolati. Queste temono infatti che il numero delle vittime possa aumentare man mano che le squadre di soccorso raggiungono le zone di più difficile accesso.
I vescovi si dichiarano particolarmente vicini a quanti hanno perso la casa, così come a tutte le persone impegnate nelle operazioni di salvataggio, soccorso e assistenza. «In questi momenti di prova invochiamo la protezione del Signore della Vita perché sostenga il nostro popolo e rafforzi lo spirito di solidarietà che da sempre caratterizza il Perù», prosegue il comunicato, invitando i fedeli a non perdere la speranza e ricordando che «Cristo, vincitore del dolore e della morte, cammina con coloro che soffrono».
Nella regione direttamente colpita dalla catastrofe, l’arcidiocesi di Huancayo, da cui dipende la provincia di Chupaca, si è mobilitata insieme a Caritas Huancayo per lanciare una campagna di solidarietà a favore delle famiglie colpite dal sisma a Pumpunya–Chupaca. Il comunicato invita tutta la comunità a unirsi per portare «speranza, consolazione e aiuto» ai più bisognosi, raccogliendo in particolare generi alimentari non deperibili, vestiti in buono stato, coperte, acqua imbottigliata, articoli per l’igiene personale e altri prodotti di prima necessità.
La scossa ha provocato il crollo o la distruzione parziale di numerose abitazioni rurali costruite in in mattoni di argilla, tipiche delle comunità andine della regione. Danni sono stati segnalati anche in alcune infrastrutture sanitarie e in edifici pubblici, così come in edifici religiosi locali. (MLK)(Agenzia Fides 20/4/2026)
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