Caracas (Agenzia Fides) – Il bilancio provvisorio delle vittime colpite dal violento terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 della scala Richter che hanno colpito il Venezuela centrale e la sua capitale Caracas alle 18.04, ora locale, del 24 giugno, ha fatto registrare quasi cinquantamila dispersi, 235 morti e oltre 4.300 feriti. Numerosi edifici sono crollati, centinaia soprattutto a La Guaira, la zona più colpita e a Caracas. Danni alle infrastrutture critiche: chiusi l’aeroporto di Maiquetía, la metropolitana, treni e scuole. Danneggiati ospedali, centri commerciali, chiese. Immediatamente la macchina della solidarietà è partita da ogni parte del mondo.
L’Agenzia di informazione Salesiana riferisce che le comunicazioni con le zone più vicine all’epicentro risultano in gran parte compromesse, rendendo estremamente difficili i contatti diretti. “In molte aree l’energia elettrica è ancora assente o instabile, mentre le squadre di soccorso operano in condizioni complesse per raggiungere le persone coinvolte e valutare l’entità dei danni.” Il Venezuela è un paese sismicamente attivo a causa della sua posizione tra le placche tettoniche, sudamericana e caraibica, con faglie attive come quelle di San Sebastián e El Pilar. La situazione è in continua evoluzione e sono in corso le operazioni di soccorso. La Congregazione salesiana riferisce che “secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio di Pianificazione e Sviluppo (PDO) dell’Ispettoria ‘San Luca’ del Venezuela, con sede a Caracas, diverse opere salesiane hanno riportato danni. Le più colpite sono la scuola e la chiesa ‘Don Bosco’ di Sarria, che hanno subito gravi danni strutturali. Ulteriori danni, seppur meno gravi, sono stati registrati ad Altamira, La Dolorida, Mariches e presso il liceo ‘San José’. Nonostante la gravità della situazione, dalle informazioni finora ricevute risulta che tutti i Salesiani di Don Bosco contattati sono al sicuro e non si registrano vittime all’interno della Famiglia Salesiana. Risultano ingenti danni strutturali a Caracas e a La Guaira, con alcuni edifici completamente crollati.” Inoltre, il neo-insediato Ispettore del Venezuela, don Jorge Elías Ghazal Mora, ha lanciato un appello per raccogliere fondi destinati agli aiuti di emergenza e per sostenere i primi interventi di assistenza e ricostruzione. “In questo momento di grande prova non siete soli – ha detto don Fabio Attard, Rettore Maggiore dei Salesiani di Don Bosco. “Siamo uniti a voi nella preghiera e nella solidarietà concreta, chiedendo al Signore di sostenere gli sforzi di soccorso e di ricostruzione”.
Tra i tanti i messaggi di solidarietà per la popolazione colpita, “preoccupazione e sgomento” hanno espresso i vescovi della Conferenza Episcopale di Cuba (COCC). "Preghiamo per voi e con il vostro popolo, affinché possiate riprendervi presto da questa catastrofe, con la solidarietà e l'impegno di tutti", hanno dichiarato i presuli cubani in una lettera indirizzata al presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana (CEV), Jesús González de Zárate; all'Arcivescovo Metropolita di Caracas, Raúl Biord Castillo; e al Segretario Generale della CEV, José Antonio da Conceição Ferreira.
L’arcivescovo di Santiago del Cile, cardinale Fernando Chomalì, in questi giorni a Roma per il Concistoro convocato da Papa Leone XIV, ha comunicato che sabato 4 luglio celebrerà una messa nella Cattedrale di Santiago, “per il popolo venezuelano e per coloro che hanno perso la vita nel terremoto. La Messa rinnova la nostra speranza, ci invita al servizio e ci ricorda che siamo fratelli e sorelle in Cristo” ha detto il presule. "Questi eventi ci ricordano la fragilità umana, ma rivelano anche una solidarietà che trascende confini, appartenenze politiche e credenze. La gentilezza trionfa sul dolore e sulla sventura. È un segno potente della presenza di Dio in mezzo a noi."
(AP) (Agenzia Fides 26/6/2026)