ASIA/INDIA - Giornata di preghiera e un Memorandum da consegnare al governo per la tutela delle opere sociali, a rischio per un nuovo disegno di legge

venerdì, 19 giugno 2026

AICU

New Delhi (Agenzia Fides) - I cattolici indiani, su invito della Conferenza episcopale dell'India (CBCI), celebreranno il 28 giugno 2026 una Giornata nazionale di preghiera per la tutela delle opere sociali e caritative, messe a rischio da un nuovo disegno di legge sulla Regolamentazione dei contributi esteri (Foreign Contribution Regulation Amendment Bill 2026, FCRA). La legge, che dovrebbe essere discussa e votata in Parlamento durante la sessione estiva del Parlamento (dal 21 giugno al 21 agosto), ha sollevato preoccupazioni per il suo impatto sulle attività caritative, educative, sanitarie e sociali gestite da istituzioni cristiane e non.
«La Chiesa in India ha sempre servito la società, in particolare i poveri e gli emarginati, come espressione dei valori evangelici di amore, giustizia e compassione», ha scritto il Cardinale Anthony Poola, Arcivescovo di Hyderabad e presidente della CBCI, in una lettera in cui incoraggia le parrocchie a organizzare celebrazioni di preghiera e digiuno. Diocesi e comunità, inoltre, stanno preparando un "Memorandum" da presentare al governo centrale, raccogliendo le firme dei fedeli e di "tutte le persone di buona volontà", per esprimere le preoccupazioni e segnalare i possibili effetti negativi del disegno di legge.
"Il Foreign Contribution (Regulation) Amendment Bill 2026, disegno di legge presentato dal governo federale del Bharatiya Janata Party (BJP), è una normativa stringente che potrà mettere in crisi molte organizzazioni e associazioni benefiche: il governo, infatti, potrà deviare la destinazione di fondi erogati in favore di opere sociali, utilizzandoli per propri scopi", osserva all'Agenzia padre Cedric Prakash SJ, scrittore ed editorialista indiano con sede in Gujarat, spiegando l'opposizione di ampi settori della società civile e delle comunità religiose.
Il Foreign Contribution Regulation Amendment Bill 2026 modifica e integra il quadro normativo del Foreign Contribution Regulation Act del 2010, la legge già esistente che disciplina la ricezione e l'utilizzo di fondi provenienti dall'estero da parte di Organizzazioni non governative (Ong), associazioni, fondazioni e altri enti senza scopo di lucro. Il nuovo documento è stato approvato dal Consiglio dei ministri a marzo 2026 ed è stato presentato alla Lok Sabha (la Camera bassa del Parlamento federale) il 25 marzo 2026 per la discussione e l'approvazione.
Secondo il governo, il disegno di legge mira a colmare le lacune legislative nella gestione dei beni creati tramite fondi esteri e a semplificare la responsabilità dei funzionari delle Ong. L'aspetto più controverso del disegno di legge è la creazione di una nuova "Autorità designata" che sarà nominata dal Governo centrale. Questa Autorità avrà il potere di assumere il controllo provvisorio o permanente dei contributi e dei beni esteri (inclusi edifici, scuole, ospedali e altre infrastrutture create in parte o interamente con fondi esteri) nel caso in cui la registrazione di un'organizzazione presso la FCRA venga annullata, ceduta, considerata invalida, cessata o scaduta (anche in modo automatico), per qualsiasi ragione. Secondo il dettato legislativo, l'Autorità avrà il compito di supervisionare, gestire e disporre di tali beni, con il potere di amministrare quelle proprietà e utilizzare il denaro per non meglio precisati "scopi pubblici". Ma, "se la registrazione di una qualsiasi organizzazione venisse successivamente rinnovata o ripristinata, i fondi e i beni non verrebbero restituiti alle organizzazioni che li avevano ricevuti", fa notare padre Prakash.
L'intero spettro dei partiti politici di opposizione si è unito nel chiedere che questo disegno di legge venga ritirato. Nel corso del dibattito, - che ha visto numerosi interventi e commenti anche sui mass media indiani - alcuni analisti hanno sollevato obiezioni di incostituzionalità, perché, in base alla Costituzione indiana, lo Stato può acquisire una proprietà privata solo attraverso una apposita legge, valida e adeguatamente motivata, per un fine pubblico e con un giusto indennizzo.
Il testo ha suscitato il giudizio sfavorevole di intellettuali, accademici, leader e operatori di Ong, capi religiosi e membri della società civile. Il dibattito all'interno della società indiana ha coinvolto le comunità religiose e, tra queste, la Chiesa cattolica. Infatti, sono molti i contributi che le istituzioni cattoliche indiane e le congregazioni religiose (come tutti gli istituti religiosi di struttura e carattere internazionale) ricevono dall'estero o attraverso organizzazioni del "terzo settore". Il governo del BJP guidato da Narendra Modi ha rinviato il dibattito e il voto alla Lok Sabha a causa delle tensioni politiche e delle critiche dell'opposizione e ha sospeso la discussione. Attualmente il disegno di legge resta pendente in Parlamento, ma non è stato ritirato dal governo, che potrebbe rimetterlo in agenda per il voto nella sessione estiva.
Nota il gesuita indiano: "Le attuali norme e regolamenti della FCRA sono già estremamente rigide, prevedono innumerevoli controlli e contrappesi: non vi è necessità di inasprirle. Il governo in passato ha già sospeso, revocato o non rinnovato la registrazione alla FCRA di diverse Ong impegnate in un servizio sociale, e molte di queste appartengono a comunità minoritarie".
"Le nuove disposizioni - osserva il religioso - rappresentano una ferita per le numerose opere svolte per il bene comune e per il miglioramento della società; tra queste vi sono assistenza sanitaria, istruzione, sviluppo comunitario, emancipazione femminile, protezione dell'infanzia, contrasto alla tratta di esseri umani, risposta alle catastrofi, soccorso e riabilitazione. Se questa normativa entrasse in vigore, a soffrirne sarebbero milioni di beneficiari".
Ricorda p. Prakash: "I poveri e gli emarginati, le vittime di disastri naturali, i disabili, gli indigenti e i moribondi, così come altre fasce vulnerabili della società, oggi godono di aiuti per vivere una vita più dignitosa ed equa, basata sui principi costituzionali, proprio grazie al lavoro straordinario svolto dal 'terzo settore'. Come cittadini indiani, cristiani e non, chiediamo il ritiro completo di questa legge".
(PA) (Agenzia Fides 19/6/2026)


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