ASIA/COREA DEL SUD - Il Presidente Lee Jae Myung a Fides: "La pace inizia quando le persone si incontrano e si ascoltano a vicenda"

martedì, 16 giugno 2026

Cheong Wa Dae

Roma (Agenzia Fides) – Il tema scelto per la Giornata Mondiale della Gioventù di Seul 2027, "Coraggio! Io ho vinto il mondo" (Gv 16,33), porta con sé un messaggio di speranza per un mondo segnato da tensioni e incertezze. E’ quanto sottolinea il Presidente della Corea del Sud, Lee Jae Myung, in una dichiarazione esclusiva rilasciata all'Agenzia Fides in merito all'incontro internazionale che il prossimo anno porterà giovani da tutto il mondo nella capitale coreana.
«Il tema scelto per la Giornata Mondiale della Gioventù di Seul 2027 parla con forza al nostro tempo. In un momento in cui conflitti e divisioni continuano a mettere alla prova le fondamenta della pace e della convivenza, ci ricorda che la speranza è più forte della paura, il dialogo è più efficace dello scontro e la solidarietà rimane la via più sicura per superare l'incertezza. I giovani di oggi si trovano ad affrontare sfide straordinarie, ma anche straordinarie opportunità. La loro generazione contribuirà a plasmare il modo in cui l'umanità risponderà alla divisione, alla disuguaglianza, alla trasformazione tecnologica e all'urgente compito di costruire un futuro più pacifico», afferma il Presidente.
Lee inoltre sottolinea l'importanza della Giornata Mondiale della Gioventù come opportunità di incontro tra popoli e culture e ribadisce l'impegno del suo Paese ad accogliere pellegrini da ogni continente: «La Repubblica di Corea è onorata di ospitare la Giornata Mondiale della Gioventù a Seul nel 2027. La nostra aspirazione è che Seul diventi un luogo in cui i giovani approfondiscano la propria fede, costruiscano amicizie durature e riscoprano il valore della solidarietà al di là dei confini e delle culture. Nei prossimi mesi, ci prepareremo ad accogliere i giovani pellegrini di tutto il mondo con apertura e ospitalità, nella speranza che la GMG di Seul 2027 diventi un'espressione duratura di amicizia, incontro e pace».
«Attendiamo con grande entusiasmo – ha continuato, subito dopo l'incontro con Papa Leone in Vaticano – di accogliere il Santo Padre, Papa Leone XIV. La sua presenza a Seul ci ricorderà che la leadership morale, la compassione e il dialogo rimangono indispensabili in un mondo frammentato. Spero che il suo incontro con i giovani incoraggi una nuova generazione ad affrontare il futuro con coraggio, generosità e un rinnovato impegno al servizio degli altri e del bene comune».
Nella parte conclusiva del suo messaggio, il Presidente sudcoreano collega il significato dell'evento alla realtà specifica della penisola coreana, ancora segnata dalla divisione, presentando il dialogo e l'incontro come vie essenziali verso la pace: «Per il popolo coreano, queste aspirazioni hanno una risonanza particolare. La nostra rimane una penisola segnata dalla divisione e comprendiamo profondamente il desiderio di riconciliazione e di una pace duratura. Sebbene la Giornata Mondiale della Gioventù non sia un evento politico, la sua testimonianza di incontro e dialogo parla di una verità universale: la pace inizia quando le persone si incontrano, si ascoltano e riconoscono la loro comune umanità. La pace nella penisola coreana e la pace nel mondo sono profondamente connesse. Ogni sforzo per promuovere la comprensione, la fiducia e il rispetto reciproco contribuisce alla causa della pace che tutta l'umanità ricerca».
«La storia moderna della Corea – conclude il presidente Lee nella dichiarazione rilasciata a Fides – ci ha insegnato che anche nei momenti difficili la speranza può vincere la paura e la solidarietà può vincere la divisione. Abbiamo visto come il dialogo possa aprire strade che un tempo sembravano chiuse e come le persone che lavorano insieme possano superare sfide che un tempo apparivano insormontabili. La mia speranza è che i giovani che si riuniranno a Seul nel 2027 portino questo spirito nelle loro comunità e nei loro Paesi. Se lo faranno, la Giornata Mondiale della Gioventù lascerà un'eredità che andrà ben oltre la Corea: un'eredità di coraggio, amicizia e pace per le generazioni a venire».
(PA) (Agenzia Fides 16/6/2027)


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