“Scelgo di non odiare”: il missionario Pier Luigi Maccalli nel suo nuovo libro richiama “un essenziale dimenticato per costruire la pace"

giovedì, 14 maggio 2026




Genova (Agenzia Fides) – “La pace è missione possibile” questa, insieme a tanti altri spunti e approfondimenti intrisi di significato, rappresenta il fine del nuovo libro dal titolo altrettanto emblematico “Scelgo di non odiare”, edito dalla casa editrice EMI, scritto da padre Pier Luigi Maccalli, sacerdote della Società delle Missioni Africane.

Padre Gigi, ha vissuto sulla sua pelle “il volto cattivo della guerra”, come lui stesso scrive in riferimento alla sua lunga storia di prigionia nel Sahel nelle mani del Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (GISM) (vedi Agenzia Fides 18/9/2018). Il missionario, rapito a Bomoanga in Niger, si definisce “marcato a fuoco” da quei due anni e 3 settimane nei quali è rimasto in ostaggio, che ha raccontato nel suo primo libro “Catene di Libertà” (vedi Fides 20/9/2021) e quell’esperienza terribile che lo ha inevitabilmente cambiato, come poi rimarca nella pubblicazione successiva del 2024 ‘Liberate la pace’.

In “Scelgo di non odiare” l’autore riflette su tanti aspetti del nostro quotidiano, racconta di essere passato dal silenzio del deserto ad un fiume in piena di pensieri. Manifesta il suo enorme disagio su quella che molti potenti del mondo definiscono ‘guerra giusta’ definendola, in ogni sfaccettatura come ‘crimine inammissibile per la ragione umana’. “La guerra è l’esaltazione della distruzione e della morte, e la giustizia è l’armonia delle relazioni e la difesa della vita ristabilita nel suo diritto”, scrive al riguardo. Dopo due anni di prigionia, catene e umiliazioni, padre Gigi sceglie di non odiare, di perdonare e di proporre questa via come alternativa alla logica del riarmo e della “guerra giusta” oggi dominante. Usa parole ferme e chiare sulla totale contrarietà ad ogni forma di odio, su parole forti come riarmo utilizzate con molta frequenza e richiama ad “un essenziale dimenticato per costruire la pace, non con le armi, bensì con un’altra via che ha il suo apice nell’amore del nemico”.

“Non uccidere” e “non rispondere al malvagio con la violenza” sono i due “no” imprescindibili che il missionario ritiene strumenti per raggiungere la Pace ed evitare la guerra. Padre Gigi ha scelto di non odiare chi lo ha rapito, ha scelto il perdono e la pace confermandone la forza in “Scelgo di non odiare” dedicato a quanti si impegnano con cuore disarmato per il dialogo e per la pace.

(AP) (Agenzia Fides 14/5/2026)


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