AFRICA/CONGO RD - I Vescovi: “Pericoloso ora rivedere la Costituzione perché non c’è consenso tra le parti né le condizioni di sicurezza”

venerdì, 27 marzo 2026

Kinshasa (Agenzia Fides) – I Vescovi della Repubblica Democratica del Congo si dicono contrari alla revisione della Costituzione adottata nel 2006. “La posizione della CENCO (Conférence Episcopale Nationale du Congo) non è cambiata. Il principio della revisione costituzionale è insito nella Costituzione stessa la quale prevede le procedure per la sua revisione. La Costituzione elenca gli articoli che non possono essere modificati. Per i vescovi della CENCO, nell'attuale situazione di sicurezza, sarebbe rischioso aprire il capitolo della revisione costituzionale in un contesto non consensuale”, ha affermato don Donatien Nshole, il Segretario Generale della CENCO in una conferenza stampa al termine dell’assemblea plenaria straordinaria dei tenutasi dal 23 al 25 marzo a Kinshasa.
Nel loro messaggio pubblicato al termine dei lavori i Vescovi hanno sottolineato sulla necessità di un "Patto sociale per la pace e la convivenza pacifica", in un contesto nazionale particolarmente teso.
Il dibattito sulla riforma costituzionale vede da un lato l’asserita necessità di modernizzazione affermata della maggioranza e dall’altro i timori dell'opposizione di una deriva autoritaria. Il partito del Presidente Félix Tshisekedi sostiene che la Costituzione del 2006 sia inadeguata alla realtà congolese e debba essere modificata o rivista per rafforzare l'efficacia dello Stato. Al contrario, l'opposizione e numerosi movimenti civici denunciano una manovra politica volta principalmente ad eliminare il limite dei mandati presidenziali per consentire all'attuale Capo dello Stato di rimanere al potere oltre il 2028.
La Costituzione del 2006 è stata adottata al termine delle devastanti guerre civili del Paese e aveva lo scopo di istituire istituzioni democratiche e stabilizzare il sistema politico. Una delle sue disposizioni chiave ha introdotto la limitazione dei mandati presidenziali per prevenire la concentrazione del potere che aveva caratterizzato i periodi precedenti della storia politica congolese. Una disposizione particolarmente importante è l'articolo 220, che protegge diversi principi fondamentali da revisioni costituzionali. Tra questi figurano la forma repubblicana dello Stato, il suffragio universale, il sistema di governo rappresentativo, la limitazione dei mandati presidenziali, l'indipendenza della magistratura e il pluralismo politico. L'articolo vieta inoltre qualsiasi revisione che possa ridurre i diritti e le libertà individuali o indebolire l'autonomia delle province e delle entità territoriali decentrate
Chi si oppone alla riforma afferma che questa vada ad intaccare queste disposizioni tutelate finendo per minare le garanzie democratiche e minacciare la stabilità istituzionale. Già nel 2015 un tentativo di riforma costituzione proposto dall’allora Presidente Joseph Kabila aveva suscitato un forte movimento di opposizione (vedi Fides 25/6/2015). (L.M.) (Agenzia Fides 27/3/2026)


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