Phnom Penh (Agenzia Fides) – “Oggi, mentre chiudiamo l'inchiesta diocesana per la causa di beatificazione e canonizzazione dei martiri della Cambogia, Joseph Chhmar Salas e i suoi 11 compagni, rendiamo grazie a Dio per tutti questi anni di indagine, di ricerca di testimonianze e documenti, che sono culminati oggi in un'opera di quasi 3.000 pagine. Queste 3.000 pagine raccontano la storia della Cambogia negli anni 1970-1977; sono una testimonianza di fede incomparabile per le nuove generazioni di cristiani battezzati di oggi”: così si è espresso mons. Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh, nella celebrazione conclusiva dell'inchiesta diocesana per la causa di beatificazione dei martiri della Cambogia, tenutasi oggi 18 marzo nella capitale cambogiana.
Il Vescovo ha ricordato Papa Francesco che diede alla Chiesa locale l’impulso di avviare il processo di beatificazione, aperto ufficialmente nella sua fase diocesana il 15 maggio 2015 a Tangkok, un luogo dedicato alla memoria dei martiri cambogiani. E ha voluto porgere un ringraziamento speciale al Vescovo Yves Ramousse, “compagno di viaggio di tutti questi martiri menzionati nella nostra lista, ma anche di tutti coloro che sono morti nel silenzio e nell'indifferenza del mondo”, ha ricordato. Il Vescovo Yves Ramousse, infatti, li conobbe tutti durante il suo episcopato, dal 1962 al 1975: “Egli – ricorda mons. Schmitthaeusler - ordinò i nostri sacerdoti ed ebbe la lungimiranza di richiedere alla santa Sede la nomina di un Vicario Apostolico cambogiano, alla vigilia dell'ingresso dei Khmer Rossi a Phnom Penh: così fu nominato il Vescovo Joseph Chhmar Salas”.
Ha proseguito mons. Olivier Schmitthaeusler: “Li amava e pregava per loro con tutto il cuore. Fu il Vescovo Yves a preparare meticolosamente l'elenco dei suoi fratelli e sorelle che morirono scegliendo di rimanere fino alla fine. Erano 35. Dopo dieci anni di indagini e ricerche, li presentiamo ora al Dicastero delle Cause dei Santi: sono 12, il Vescovo Joseph Chhmar Salas e i suoi 11 compagni. S ono sacerdoti, missionari, religiosi e religiose, laici... sono il popolo di Dio e rappresentano in modo speciale tutti coloro che hanno sofferto, che sono morti pregando il Signore di accoglierli nel suo Regno”.
Il Vescovo ha citato le parole di San Giovanni Paolo II: «Questi servi di Dio – vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici – martiri della fede e dell'amore durante i giorni bui della Cambogia (1970-1977), costituiscono una sorta di grande affresco dell'umanità cristiana [...] È l'affresco del Vangelo delle Beatitudini, vissuto fino al versamento del sangue» (Commemorazione ecumenica dei Testimoni della Fede del XX secolo, 7 maggio 2000).
E ha detto: “Ringrazio il nostro postulatore, e il suo team, il nostro promotore della giustizia e i nostri notai per la loro presenza e il loro lavoro. Ho presieduto più di 20 sessioni del tribunale diocesano, ho ascoltato tante testimonianze edificanti”.
La Chiesa cambogiana è grata, in particolare, a padre Vincent Chrétienne, che ha diretto la Commissione storica per tre anni e ha raccolto tutta la documentazione disponibile al mondo sulle esperienza di fede dei martiri, preparando inoltre tutti i decreti e i documenti necessari per la chiusura ufficiale dell'inchiesta.
Il Vicario ha poi sigillato le casse contenenti tutta la documentazione, che vengono inviate al Dicastero per le Cause dei Santi, in Vaticano. E ha concluso: “Continuiamo a pregare affinché i nostri martiri siano offerti alla Chiesa universale come un dono inestimabile e una testimonianza di fede della Chiesa di Cambogia al mondo. ‘Parlate di noi al mondo’, diceva il Vescovo Salas prima di intraprendere il cammino dell'esilio e della morte. Questo è ciò che continuiamo a fare cinquant'anni dopo”.
Al Dicastero delle Cause dei Santi sono state inviate due copie degli atti dell'inchiesta diocesana sulla vita e la reputazione di martirio, dei Servi di Dio, Vescovo Joseph Chhmar Salas, e dei suoi undici compagni che sono: Joseph Chhmar Salem e Marcel Truong Sang Samronh, preti diocesani; Pierre Rapin, sacerdote della Società delle Missioni Estere di Parigi (MEP); Charles Jean Badré, religioso dell’Ordine di San Benedetto ; Damien Dang Ngocan, religioso della Santa Famiglia di Banam; Jaqueline Kim Song e Lydie Non Savan, religiose della Provvidenza di Portieux; Joseph Sam KImsan, Pierre Chhum Somchay, Joseph Thing e Joseph Ross En, laici.
(Agenzia Fides 18/3/2026)