AMERICA/PERU’ - Vescovo Cadenas: il cammino della Chiesa amazzonica benedetto dal Papa

lunedì, 2 febbraio 2026 chiese locali   missione   papa leone xiv   amazzonia  

di Gianni Valente

Roma (Agenzia Fides) - «Vivere “ad instar Apostolorum”, ossia, alla maniera degli Apostoli, con semplicità, coraggio e totale disponibilità per lasciarci guidare dal Signore». È il primo consiglio che Papa Leone XIV ha dato ai Vescovi della Chiesa del Perù, la sua “Chiesa di adozione”, venuti a trovarlo a Roma in occasione delle loro visite “ad limina Apostolorum”. Un consiglio - ha specificato il Vescovo di Roma nel discorso rivolto ai Vescovi peruviani ricevuti in udienza venerdì 30 gennaio - «che appare in molti scritti dei primi missionari in America».

Tutte le giornate trascorse a Roma dai Vescovi peruviani, e le diverse occasioni di incontro avute con il Pontefice - che ha vissuto in Perù più di 22 anni, da sacerdote agostiniano e poi da Vescovo - sono trascorse nel segno della sollecitudine missionaria. Una nota prevalente, accentuata dalla presenza di Vescovi alla guida degli otto Vicariati apostolici dell’Amazzonia peruviana.

«Siamo molto orgogliosi che Papa Leone XIV ci abbia ricevuto e ci abbia anche incoraggiato a proseguire nel compito di edificare la Chiesa amazzonica» racconta all’Agenzia Fides Il Vescovo Miguel Ángel Cadenas Cardo, Vicario apostolico di Iquitos. Originario della Spagna, appartenente anche lui - come Papa Prevost - all’Ordine di Sant’Agostino, il Vescovo Cadenas tratteggia con immagini concrete la missione abbracciata dalle comunità ecclesiali in Amazzonia “ad Instar Apostolorum”, alla maniera degli Apostoli.


Avete compiuto la vostra Visita ad Limina alle tombe degli Apostoli a Roma dopo aver partecipato insieme alla Assemblea ecclesiale della Amazzonia peruviana. Come la esperienza degli Apostoli illumina la vostra missione?
 
MIGUEL ÁNGEL CADENAS CARDO: San Paolo, a un certo punto, va a Gerusalemme per vedere gli Apostoli e confermare la missione che lui ha presso i pagani. In maniera analoga, noi abbiamo celebrato da poco la seconda Assemblea dei Vicariati in Perù, dove eravamo più di 100 persone, a dialogare sui diversi aspetti della vita della Chiesa. E poi siamo venuti a Roma, per la visita ad limina, per presentarci al Papa, confermare la nostra fede, prendere forza e continuare nel compito intrapreso, per far sì che le comunità cristiane siano radicate nella fede di Pietro, che oggi è il Papa Leone XIV.

 
Papa Leone, durante il vostro incontro, ha dato suggerimenti o indicato delle priorità per la vostra opera apostolica  nei Vicariati amazzonici peruviani?


CADENAS CARDO: Il compito del Papa è confermare nella fede e incoraggiare i Vescovi a continuare la nostra opera per l’evangelizzazione. Papa Leone XIV ci ha ascoltati al mattino, quando abbiamo avuto l’incontro con lui insieme a tutta la Conferenza Episcopale Peruviana. Io in quella occasione gli ho chiesto una parola sulla missione e lui, con grande cordialità, ha insistito sulla necessità di non abbandonare la missione e i missionari e di chiedere a tutta la Chiesa del Perù di accompagnare e aiutare anche i Vicariati apostolici.


La sollecitudine della Chiesa di Roma per le comunità amazzoniche si è espressa durante il Pontificato di Papa Francesco anche nel Sinodo sull’Amazzonia e nella Esortazione apostolica Querida Amazonia. Con quale accento personale Papa Leone ha dato segno di continuare questa attenzione preferenziale?


CADENAS CARDO: Certamente, il Sinodo amazzonico è stato un avvenimento molto importante per la Chiesa in Amazzonia, convocato e realizzato durante il pontificato di Papa Francesco. Papa Leone XIV ora ci incoraggia a continuare su questo cammino. Infatti, la mattina di venerdì 30 gennaio ha ricevuto tutta la Conferenza episcopale; poi, nel pomeriggio, avevamo richiesto di avere con lui un incontro specifico dei Vescovi dell’Amazzonia, e siamo rimasti con lui 45 minuti a parlare delle diverse difficoltà e gioie vissute nella Chiesa amazzonica. Siamo molto orgogliosi che Papa Leone XIV ci abbia ricevuto e ci abbia anche incoraggiato a proseguire nel compito di edificare la Chiesa amazzonica, di accompagnare le comunità cristiane e di custodire la nostra fede in Gesù Cristo.


State lavorando alla definizione di un Piano pastorale unitario. Da dove
nasce questa esigenza, e quali saranno le caratteristiche proprie di tale Piano pastorale?


CADENAS CARDO: Una delle caratteristiche più importanti dell’Amazzonia è la diversità. Lo vediamo negli aspetti della biodiversità e della socio-diversità. Ma anche la Chiesa, fin dall’epoca del Nuovo Testamento, è una Chiesa in cui si vedono le diversità. Non sono uguali le comunità a cui si rivolgono le Lettere di Pietro o le Lettere di Paolo, né quelle a cui si rivolge il Vangelo di Giovanni o il Vangelo di Marco, per fare alcuni esempi. Pertanto, la diversità è interna alla Chiesa stessa, tanto che la Pentecoste mostra proprio questo: ciascuno, parlando la propria lingua, riconosce Gesù come nostro Signore.

La Chiesa amazzonica, riconoscendo questa diversità, ha bisogno anche di lavorare insieme su alcuni aspetti importanti, dato che c’è poco clero, poca presenza e scarsità di vita religiosa, dobbiamo puntare sui ministeri che permettano alle comunità cristiane di andare avanti. Allo stesso modo abbiamo anche una commissione di teologia e liturgia, un’altra sui popoli indigeni, una sulla gioventù, una sull’educazione e altri diversi ambiti che ci consentono, dentro la grande diversità che è la Chiesa, di accordarci su come continuare a operare in tutti i Vicariati apostolici. È un processo aperto di condivisione di tutto questo patrimonio, per poter favorire l’evangelizzazione.


Nella vostra Assemblea dei Vicariati amazzonici è emersa anche la proposta di dar vita a una "scuola di missiologia". A cosa può servire una "scuola" di missiologia in Amazzonia?


CADENAS CARDO: La proposta ri riferiste a una scuola di missiologia che permetta ai missionari che arrivano in Amazzonia di apprendere le nozioni di base per poi poter svolgere il loro servizio missionario in quel contesto. Però credo che dovremmo andare anche oltre, dato che è sempre più difficile che arrivino missionari: abbiamo bisogno anche di missionari amazzonici per poter accompagnare le diverse comunità cristiane presenti nei nostri territori. Degli otto Vicariati apostolici del Perù, il più piccolo ha un territorio di 70mila chilometri quadrati, e i più grandi arrivano a 150mila chilometri quadrati ciascuno. Sono territori molto grandi, enormi, con molte sfide, con la presenza di popoli indigeni e con città che stanno crescendo. Pertanto, come Vescovi amazzonici pensiamo che la missione faccia parte della vita della Chiesa, e che una scuola di missiologia sia sempre importante, imparando dai grandi, per esempio san Paolo e moltissimi altri.


Lei è nato in Spagna e come Papa Prevost appartiene all'Ordine degli Agostiniani. Qual è l'accento più vivo che connota la missione della comunità agostiniana in Perù?

CADENAS CARDO: Il carisma degli agostiniani è precisamente la comunità. E la Chiesa è soprattutto una comunità. Pertanto, l’accento che noi agostiniani apportiamo consiste nel riconoscere che l’evangelizzazione non è opera di una singola persona, ma di tutta la comunità agostiniana e di tutta la Chiesa. In questo senso è molto importante una visita a Roma per confermare la nostra fede, la fede nella quale ci sostiene Papa Leone, e poi continuare a portare avanti in ciascuno dei nostri ambiti il compito primario di annunciare Gesù Cristo e di dare testimonianza di Lui.
E farlo tenendo conto che non siamo soltanto individui, ma siamo comunità. Questo permette anche un maggiore discernimento, perché occorre mettersi d’accordo e non sempre la pensiamo allo stesso modo. Ma questo compito di discernere, di cercare la volontà di Dio, fa parte della vita comunitaria e fa parte della vita della Chiesa. Come agostiniani siamo orgogliosi che Papa Leone XIV faccia parte del nostro Ordine, e vogliamo mettere a servizio di tutta la Chiesa questo carisma nel quale siamo cresciuti e continuiamo a vivere, che è precisamente quello della comunità. (Agenzia Fides 2/2/2026)


Condividi: