ASIA/BANGLADESH - Verso la Pasqua, con fede e carità

martedì, 26 marzo 2024 pasqua   fede   caritas   carità   dialogo  

Dhaka (Agenzia Fides) – I cattolici bangladesi vivono la Settimana Santa con profondità spirituale e come tempo speciale di conversione e di accoglienza della grazia di Dio.  "Il giorno di Pasqua in Bangladesh - nazione a maggioranza islamica - non è una festa nazionale, gli uffici e i negozi sono normalmente aperti ma i cristiani hanno una speciale dispensa e possono celebrare la festività senza andare al lavoro. Quest'anno, sia guardando il tempo atmosferico (non ci sono grandi tifoni), sia il clima politico , dopo le elezioni, la situazione sembra tranquilla. Ci apprestiamo a celebrare una Pasqua nella serenità e nella grazia di Dio", dice all'Agenzia Fides p. Robert Hadima, sacerdote della diocesi di  Mymensingh. "Per i riti della Settimana Santa le chiese sono piene di fedeli. La gente viene a confessarsi per ricevere la misericordia di Dio e accogliere la vita nuova in Cristo. C' è anche una partecipazione interreligiosa con fedeli musulmani che, per cortesia e vicinanza spirituale, vengono alla liturgia per celebrare la festività e per scambiare gli auguri", racconta. Non mancano iniziative di testimonianza ed evangelizzazione: "Ad esempio a  Mymensingh - riferisce il sacerdote - dopo la Veglia pasquale i giovani camminano per le strade, cantando inni e cantici, con l'alleluia pasquale. E nei villaggi, il giorno di Pasqua le famiglie si riuniscono in grandi  raduni in cui si condivide il pasto pasquale e la gioia pasquale".
Questo avviene, spiega, dopo che si è vissuto un tempo di Quaresima intriso di preghiera e solidarietà. Lo testimonia Prodip Palma, insegnante in una scuola a Dhaka: "La Quaresima è un tempo speciale, ho vissuto un cammino di conversione", dice. Insieme con la moglie e i tre figli, ogni venerdì ha partecipato alla Via Crucis nella chiesa cattolica di Tejgaon, ispirando la sua famiglia a vivere il digiuno come mezzo per avvicinarsi a Cristo e ai fratelli. James Gomes, operatore di una Ong nella diocesi di Rajshahi, in oltre un mese ha risparmiato per sostenere uno studente bisognoso. Racconta: "Ogni anno, in Quaresima io e mia moglie rinunciamo a mangiare carne e pesce, e doniamo il corrispettivo di quella rinuncia a uno studente povero per pagare la sua tassa d'esame".  Arpona Rozario,  sarta 55enne e madre di tre figli, offre sconti i suoi clienti, anche non cristiani, come gesto simbolico "in onore di Gesù Cristo". Attraverso la sua attività lavorativa, Arpona cerca di diffondere il messaggio di amore e sacrificio di Gesù.
Sono testimonianze emerse da un incontro quaresimale di fedeli bangladesi che, per prepararsi spiritualmente alla Pasqua, si sono riuniti nei giorni scorsi a Gazipur, sotto la guida dell'Arcivescovo Bejoy N.D'Cruze, OMI. L'Arcivescovo Bejoy ha esortato i fedeli a continuare a usare le "armi" del cristiano, ovvero digiuno, preghiera e carità, "per amare Dio e il prossimo", preparando i cuori "ad accogliere Gesù Cristo che con la risurrezione dona vita nuova nuova a ciascuno".
La fede dei cattolici bangladesi non è separata dall'impegno caritativo: molti volontari si sono uniti alla campagna quaresimale della Caritas denominata "Teg O Sbeha Abhijan" ("Sacrificio e servizio"), che ha attraversato tutta la Quaresima e che durerà fino al 31 maggio, coinvolgendo tutte le diocesi. L'iniziativa promuove una raccolta di fondi e di aiuti umanitari tra le famiglie - cristiane e non cristiane - per poi beneficiare i più poveri, con programmi di sviluppo, di istruzione, o cure mediche a ragazzi e anziani.
(PA-FC) (Agenzia Fides 26/3/2024)


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