AFRICA/MOZAMBICO - Prosegue il cammino verso la beatificazione dei due missionari gesuiti uccisi nel 1985: conclusa la fase diocesana

martedì, 5 settembre 2023 martiri   sacerdoti   missionari   causa di beatificazione  

Zobuè (Agenzia Fides) - “I Servi di Dio don João de Deus Kamtedza e don Silvio Alves Moreira, sono stati buoni pastori, hanno sofferto con il loro popolo, hanno sempre cercato la pace e la riconciliazione. Hanno messo le loro qualità umane e spirituali al servizio di Dio e degli uomini, vivendo il loro ideale missionario” ha sottolineato Mons. Diamantino Guapo Antunes, IMC, Vescovo di Tete, nell'omelia della Messa di chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione dei due Servi di Dio, i due sacerdoti gesuiti noti come i “Martiri di Chapotera” (vedi Fides 20/3/2023). La cerimonia si è tenuta il 12 agosto, presso il Santuario diocesano di Zobuè, nella diocesi di Tete, con la partecipazione di centinaia di cattolici provenienti da tutte le parrocchie della diocesi, che hanno preso parte al pellegrinaggio diocesano a Zobuè (vedi foto). “È stata una giornata molto bella” commenta a Fides il Vescovo di Tete, che ha presieduto la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana. Il tribunale era costituito da don Vital Adriano Conala, delegato episcopale; don José Codiasse Alone, promotore di giustizia; don Angelino Augusto, notaio attuario. Presente il postulatore, padre Sandro Faedi.
Il processo era iniziato il 20 novembre 2021 con il giuramento dei membri della Commissione d'inchiesta nominata dal Vescovo di Tete. Questa Commissione, dal gennaio 2022 al giugno 2023, ha interrogato i testimoni che hanno conosciuto i Servi di Dio durante la loro vita e possiedono quindi informazioni sul loro martirio e sulla loro reputazione. Dopo la raccolta di tutte le testimonianze, compresa la documentazione d'archivio, è stato preparato un ampio dossier sulla vita e sul martirio dei due Servi di Dio, di 1.500 pagine, che è stato consegnato, in scatole sigillate, dal Vescovo di Tete al rappresentante della Nunziatura Apostolica in Mozambico, Mons. Paul Anthony, che lo invierà al Dicastero per le Cause dei Santi, a Roma, dove la causa proseguirà il suo cammino.
I due gesuiti sono stati assassinati il 30 ottobre 1985 nei pressi della residenza missionaria di Chapotera, Missione di Lifidzi, in Angonia (Mozambico). I loro corpi sono stati ritrovati il 4 novembre e sono stati sepolti nel cimitero di Vila Ulongwe lo stesso giorno. Padre João de Deus Gonçalves Kamtedza, mozambicano, era nato ad Angonia, nella provincia di Tete, l'8 marzo 1930. È entrato nel Seminario dei Gesuiti nel 1948 e ha professato i voti religiosi nel 1953 a Braga (Portogallo). È stato ordinato sacerdote nella Missione di Lifidzi il 15 agosto 1964. Si è dedicato con tutto il cuore all'evangelizzazione del suo popolo, prima, e per molti anni, nella Missione di Msaladzi, poi nella Missione di Fonte Boa e a Satémwa. Era un uomo dinamico, intelligente, saggio, accogliente, impavido, gioioso, comunicativo e un grande apostolo, sottolinea il Vescovo di Tete. Amava il suo popolo, la sua cultura e la sua lingua. Alla fine del 1983, padre João de Deus Kamtedza fu trasferito a Chapotera per evangelizzare e curare pastoralmente le missioni di Lifidzi e Chabwalo.
Padre Sílvio Alves Moreira invece era nato a Rio Meão-Vila da Feira (Portogallo) il 16 aprile 1941. È entrato nel Seminario dei Gesuiti nel 1952 e ha professato i voti religiosi nel 1959. Ha studiato teologia all'Università Cattolica di Lisbona, tra il 1968 e l 1972. È stato ordinato sacerdote a Covilhã (Portogallo) il 30 luglio 1972. Ha iniziato il suo lavoro missionario nella diocesi di Tete, presso il Seminario di Zobuè e successivamente nella parrocchia di Matundo. Nel 1981 è stato trasferito a Maputo, lavorando principalmente nella parrocchia di Amparo, a Matola. Nel settembre 1984 è tornato nella diocesi di Tete, venendo assegnato a Satemwa, missione di Fonte Boa, e poi a Chapotera, missione di Lifidzi. Don Sílvio era un uomo libero, intelligente, coraggioso e intraprendente, che viveva con entusiasmo e gioia le fatiche e i rischi che la vita missionaria comporta. Furono sequestrati e uccisi il 30 ottobre 1985, nel contesto della guerra civile che insanguinò e mise a dura prova per lungo tempo il popolo del Mozambico e le comunità cattoliche.
(S.L.) (Agenzia Fides 5/9/2023)


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