AFRICA/EGITTO - Copto muore mentre è detenuto in un posto di polizia. Parenti e amici: è stato torturato a morte

venerdì, 21 luglio 2017 chiese orientali   tortura   diritti umani  

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Il Cairo (Agenzia Fides) – Centinaia di egiziani, in gran parte appartenenti alla comunità copta, si sono radunati spontaneamente davanti alla stazione di polizia del distretto cairota di Manshiet Nasser per manifestare la propria rabbia, dopo che si è sparsa la notizia dell'uccisione di un copto lì detenuto.
Il copto ucciso si chiamava Jamal Kamal Aweidah, aveva più di 40 anni, lavorava nel campo della concessione delle patenti per condurre autoveicoli ed era stato arrestato mercoledì 19 luglio dalla polizia, dopo essere stato denunciato per un caso di frode e corruzione legato al suo mestiere. Il fratello si era subito recato nel posto di detenzione per incontrarlo, ma non gli era stato reso possibile di vedere il congiunto. Dieci ore dopo l'arresto, è stata diffusa la notizia della morte di Jamal. I funzionari della stazione di polizia hanno provato a far passare la morte come un caso di suicidio, ma per loro è subito scattata l'accusa – sostenuta dai familiari di Jamal – di aver torturato il detenuto fino a provocarne la morte. Le autorità giudiziarie hanno disposto l'autopsia del corpo del deceduto. Prima di questa vicenda, già lo scorso dicembre alcuni agenti di polizia erano stati rinviati a giudizio con l'accusa di aver torturato a morte il copto cattolico Magdy McCain. (GV) (Agenzia Fides 21/7/2017).


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