AFRICA/BURUNDI - Attesa per la nomina del nuovo vicepresidente del Burundi

giovedì, 11 novembre 2004

Bujumbura (Agenzia Fides)- Si attende per oggi la nomina del nuovo vicepresidente del Burundi, dopo che ieri, 10 novembre, il Presidente del Burundi Domitien Ndayizeye (di etnia hutu), ha deposto il suo vice, Alphonse-Marie Kadege, un tutsi. “La nomina del successore di Kadege era attesa già nella tarda serata di ieri, ma evidentemente le discussione tra le parti politiche si sono protratte più del previsto” dicono all’Agenzia Fides fonti locali da Bujumbura, capitale del Burundi.
Kadege è una figura importante dell’UPRONA (Union Pour le Progrès National), il principale partito tutsi. In un comunicato la dirigenza del partito si è detta “sorpresa” per la destituzione di Kadege, ma ha altresì affermato di accettare la decisione del Presidente “perché nello stato attuale vogliamo evitare una crisi di ampia portata al paese”.
“La reazione dell’UPRONA sembra confermare che si vuole andare avanti nel processo di transizione avviato 3 anni fa. In effetti la situazione a Bujumbura appare tranquilla” dicono le fonti di Fides. “Il nuovo vicepresidente sarà un tutsi probabilmente appartenente all’UPRONA, ma potrebbe provenire anche da un altro partito che rappresenta la minoranza tutsi” riferiscono le fonti di Fides.
Nel frattempo, continuano i preparativi per il referendum sulla nuova Costituzione che dovrà tenersi il 26 novembre, anche se è possibile un nuovo rinvio dopo quello del 20 ottobre (vedi Fides 1° ottobre 2004). “C’è poco tempo e ancora tanti preparativi da effettuare. La copertura finanziaria non è ancora assicurata. Un nuovo rinvio appare quindi possibile” affermano le fonti di Fides. Kadege era stato ufficialmente licenziato proprio perché aveva espresso l’opinione di rinviare il referendum. “Il motivo reale della deposizione di Kadege è che il Presidente Ndayizeye ha voluto mettere fine a un lungo e difficile rapporto di lavoro con il vicepresidente in vista dei prossimi, cruciali, 6 mesi del processo di transizione. Il Presidente vuole avere accanto a sé un uomo con il quale interagire in maniera più costruttiva” dicono le fonti di Fides. Dopo il referendum si terranno nel febbraio del 2005 le elezioni locali, a marzo quelle legislative, e ad aprile quelle presidenziali.
“Sembra che i diversi partiti non vogliano gettare al vento 3 anni di transizione, che hanno portato qualche beneficio alla popolazione” affermano le nostre fonti. “Tutte le energie sono concentrate nel definire il futuro assetto politico del paese. Si spera che superata la fase di transizione e raggiunto un accordo con la guerriglia, la classe dirigente concentra l’attenzione sullo sviluppo economico e sociale del paese”. (L.M.) (Agenzia Fides 11/11/2004 righe 33 parole 423)


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