ASIA/MALAYSIA - Decima chiesa colpita da vandali: continuano atti isolati di violenza

giovedì, 14 gennaio 2010

Johor (Agenzia Fides) – La chiesa cattolica di Sant’Elisabetta a Johor, città del Sud della Malaysia, è stata attaccata da vandali durante la notte scorsa. Johor è la città dove è in corso, dal 10 al 15 gennaio, l’assemblea della Conferenza Episcopale di Malaysia, Singapore e Brunei. E’ quanto l’Agenzia Fides apprende da p. Augustine Julian, Segretario della Conferenza Episcopale. All’alba di oggi, dei vandali si sono introdotti nel complesso della struttura, sporcando con vernice rossa le mura esterne dell’edificio e una statua della Madonna che si trova fuori dalla chiesa. Il parroco ha chiamato la polizia locale che ha steso un rapporto sull’accaduto e avviato le indagini.
Si tratta del decimo attacco contro una chiesa cristiana a partire dall’8 gennaio, in seguito alla disputa sul nome “Allah” che ha visto la Chiesa cattolica contrapporsi al governo malaysiano per l’uso del termine nelle pubblicazioni del settimanale Herald in lingua malay.
Un altro episodio ha scosso la comunità cristiana in Malaysia: sempre nelle prime ore della notte, a Kuala Lumpur l’ufficio degli avvocati che stanno seguendo il processo sull’uso del termine “Allah” e hanno difeso in tribunale l’Herald è stato saccheggiato da ignoti. Come ha raccontato l’avocato S. Selvarajah, la porta dell’ufficio è stata forzata e lo studio devastato: i documenti sparsi per terra, un computer portatile rubato..
“Si tratta di atti di intimidazione, che avvengono proprio nel momento in cui si sta cercando una soluzione giuridica e pacifica alla questione dell’uso del termine Allah”, ha commentato a Fides p. Julian. “Sono episodi sporadici e isolati, certo, ma molto fastidiosi, che mirano a far salire la tensione”. La comunità cristiana, afferma “non cadrà in questo tranello” e i Vescovi hanno confermato l’invito alla calma e alla preghiera, diffuso nei giorni scorsi.
Secondo p. Julian vi è inoltre un collegamento con un altro episodio di aggressione alle minoranze religiose: il lancio di pietre contro un tempio sikh (religione professata da parte delle minoranze etniche indiane in Malaysia) avvenuto ieri: “Accade perché anche i sikh usano il nome Allah nel loro culto”, ha spiegato a Fides il Segretario della Conferenza Episcopale, condannando queste “forme di intolleranza verso le minoranze religiose non islamiche”. (PA) (Agenzia Fides 14/1/2010 righe 27 parole 276)


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