ASIA/PAKISTAN - Urgono riforme politiche per proteggere le minoranze religiose

mercoledì, 11 marzo 2009

Lahore (Agenzia Fides) – La protezione e il rispetto dei diritti delle minoranze religiose in Pakistan resta uno dei tasti sensibili a livello sociale e politico ed uno dei settori in cui urgono riforme legislative: è quanto afferma un Memorandum elaborato dalla Commissione “Giustizia e Pace” della Conferenza Episcopale del Pakistan, inviato alla redazione dell’Agenzia Fides.
Il documento è condiviso da altre organizzazioni ecclesiali e da associazioni e movimenti della società civile pakistana.
Il Memorandum – redatto dopo un periodo in cui sono stati monitorati i provvedimenti legislativi del Parlamento e l’attività politica del nuovo governo – è stato inviato al Ministro federale per i Diritti umani, Mumtaz Alam Villani, e al Ministro federale per gli Affari delle minoranze, Shahbaz Batti, per segnalare la situazione in cui versano le comunità religiose di minoranza e chiedere un pacchetto di riforme. Di fronte a tale intervento si metterà alla prova la reale volontà del governo di Ali Zardari di affrontare seriamente e di risolvere la delicata questione in ballo.
La Commissione segnala che “è quanto mai necessario un cambiamento della Costituzione, di leggi e politiche rivolte alle minoranze religiose, per assicurare il rispetto dei diritti civili, politici, sociali e culturali di tutti i cittadini pakistani”.
Dalla protezione dei diritti umani – nota il testo – dipende la soluzione della crisi sociale ed economica che attraversa il paese, nonchè la sicurezza e la pace.
Si chiede al governo di formare due commissioni indipendenti e permanenti, una per i diritti umani, l’altra specifica per le minoranze religiose, che possano monitorare di continuo la situazione e segnalare gli abusi.
Uno dei punti chiave – afferma il Memorandum – è il ritiro completo e definitivo della cosiddetta “Legge sulla blasfemia”, che condanna chi offende il nome del Profeta Maometto, ma che spesso viene utilizzata per colpire cittadini non islamici. La Commissione chiede anche il censimento di tutte le comunità delle minoranze religiose, etniche e culturali, per assicurare che esse godano dei pieni diritti sociali, economici, giuridici e politici, nonchè di alcuni diritti fondamentali come l’accesso all’istruzione e alla salute.
Il testo ricorda che il fondatore della patria, Ali Jinnah, ha riconosciuto nella Costituzione il Pakistan come nazione multiculturale, in cui tutti i cittadini sono uguali e godono dei medesimi diritti: si invita dunque il governo a prendere adeguate misure per cancellare ogni forma di discriminazione.
Infine una delle libertà fondamentali che urge salvaguardare, è la libertà di religione, da cui derivano tutti gli altri diritti umani: le minoranze religiose devono potere esercitare liberamente il loro culto e propagare la loro fede presso altri uomini che, altrettanto liberamente, possono aderirvi.
Delle minoranze non islamiche nel paese fanno parte 8 milioni di cittadini (su 160 milioni di abitanti), fra cristiani (circa 4 milioni), parsi, sikh, bahai, ahmadi e altri. Gran parte di questa popolazione è povera, analfabeta e socialmente emarginata. (PA) (Agenzia Fides 11/3/2009 righe 32 parole 328)


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